Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Stretta sui figli “mammoni” per spingere i ragazzi a lasciare la casa dei genitori. Nella Manovra 2025 arriva una misura per spingere i giovani ad abbandonare il nido famigliare e costruirsi una vita indipendente: da gennaio i figli a carico a partire da 30 anni non saranno più detraibili anche se non lavoratori. Una spinta a rendersi autonomi ma anche un risparmio che – ha spiegato la premier Giorgia Meloni – il governo utilizza per finanziare il bonus sui nuovi nati. Le lavoratrici madri con quattro o più figli potranno poi accedere alla pensione di vecchiaia con un anticipo di 16 mesi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Brindisi finale per l’ottava edizione di InVinoCivitas che ora guarda già al futuro e va oltre i confini, per accendere i riflettori sul Sud delle eccellenze: una passeggiata per Piero De Luca al salone del vino alla stazione marittima questa mattina e un bilancio più che positivo per la manifestazione tra degustazioni ed economia circolare che quest’anno tra cultura, artigianato e passione enologica ha visto protagonista anche il “Rimpiattino” di Comieco che pone l’accento sull’imballaggio in carta come strumento di promozione e diffusione della cultura antispreco. “Rimpiattino” è la doggy bag (riutilizzabile e riciclabile) ideata da Comieco e promossa in collaborazione con Fipe, che da quest’anno torna nel settore della ristorazione per incentivare la corretta gestione di vino e cibo non consumati. In questo caso l’imballaggio non conserva solo il prodotto ma rappresenta un veicolo di informazione, incentivando comportamenti responsabili e buone pratiche quotidiane come la raccolta differenziata e il riciclo di carta e cartone di cui Comieco è garante nazionale. Madrina del Rimpiattino per l’ottava edizione di In vino Civitas è Carlotta De Iuliis, vicepresidente Comieco.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Al via la manifestazione nazionale indetta dai sindacati Fp-Cgil, Uil-Fpl e Uil-Pa, sotto lo slogan "Salario, salute, diritti, occupazione". Al centro il rinnovo dei contratti e i servizi pubblici, con la richiesta di maggiori risorse, a partire dalla sanità. In piazza con i rispettivi segretari generali Serena Sorrentino, Rita Longobardi e Sandro Colombi, anche i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. I leader delle due confederazioni sfileranno al corteo che partirà da piazza Barberini per poi concludere gli interventi che si alterneranno dal palco allestito in piazza del Popolo. Una mobilitazione promossa per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro, per un salario dignitoso, per lo sblocco dei fondi per il salario accessorio e il rifinanziamento dei fondi per la riqualificazione del personale, per un piano straordinario di assunzioni, per chiedere maggiori risorse per la sanità pubblica e lo stop alle privatizzazioni, per rivendicare la stabilizzazione dei precari e migliori condizioni di lavoro. "Il governo deve dare risposte ai lavoratori delle funzioni centrali, delle funzioni locali e della sanità", affermano i sindacati d categoria. ANSA
INSERITO DA MORENA MOTTA Nel mese di agosto le entrate tributarie dello Stato sono state pari a 62,4 miliardi di euro, in aumento del 13,4% (7,4 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2023. Lo rende noto Bankitalia che ha pubblicato il documento 'Finanza pubblica: fabbisogno e debito', dal quale emerge che il debito delle amministrazioni pubbliche, sempre ad agosto, e' aumentato di 11,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.962,5 miliardi. Nei primi otto mesi del 2024 - spiega Bankitalia - le entrate tributarie sono state pari a 371,7 miliardi, in aumento del 5,5% (19,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Sono stato tanti anni all'opposizione, è bellissimo stare all'opposizione, ma chi sta al governo ha la responsabilità di fare le cose. Noi le tasse le abbiamo ridotte". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervistato in videocollegamento all'evento di FdI 'Far crescere insieme l'Italia'. Giorgetti ha ricordato il taglio del cuneo: "l'abbiamo fatto noi, adesso lo rendiamo strutturale. Rispondiamo con i fatti", Il ministro ha sottolineato che "martedì 15 è la data in cui dobbiamo mandare alla Commissione europea il Dpb" e che,il Cdm lo approverà. Per il 20 ottobre - ha aggiunto - potremo presentare" la manovra, "che quest'anno partirà dalla Camera". Giorgetti ha detto che in manovra "ci saranno anche dei ritocchi sulle entrate, tra virgolette a chi se lo merita", ma che " le persone fisiche e le imprese non hanno niente da temere". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Arriveranno soldi «automaticamente» nelle tasche degli italiani già dal primo giorno dell'anno nuovo. Anche se la riduzione delle aliquote fiscali ancora non è certa Da gennaio si assisterà alla rivalutazione di pensioni e di assegno unico e altre prestazioni, questo porterà, per tutti i beneficiari, a importi mensili più alti in maniera del tutto automatica. Dunque? Arriveranno soldi «automaticamente» nelle tasche degli italiani già dal primo giorno dell'anno nuovo. Anche se la riduzione delle aliquote fiscali ancora non è certa. Per riflettere l’inflazione degli ultimi 12 mesi gli importi di tutte le prestazioni erogate dall’Inps saranno rivalutate da gennaio 2025 e proprio per questo pensionati, dipendenti e famiglie riceveranno, senza neanche chiederlo, dei soldi in più ogni mese. Si tratta delle prestazioni sociali e familiari che comprendono pensioni, assegni per i figli, prestazioni per l’infanzia, per gli invalidi e per i disoccupati. Più soldi ai pensionati Occhio alle pensioni. Tutte le prestazioni erogate dall’Inps, dalle pensioni dirette a quelle indirette, dalle prestazioni sociale per chi versa in stato di bisogno a quelle per gli invalidi, a gennaio di ogni anno sono rivalutate in base all’inflazione. Anche in questo caso di quanto aumenterebbero gli importi con una perequazione all’1,5%?Come riporta Money.it , partendo dalla pensione base, quella integrata al trattamento minimo che oggi ha un importo di 598 euro mensili circa (in realtà i pensionati al minimo nel 2024 hanno percepito 614 euro al mese circa grazie alla rivalutazione straordinaria 2024, al 2,7%, che però ha effetto solo per quest’anno e cha a fine anno fa tornare la pensione minima al suo importo reale, se non confermata). Con una rivalutazione all’1,5% l’integrazione al trattamento minimo arriverebbe nel 2025 a 607 euro circa per un aumento annuo di circa 117 euro. L’assegno sociale, che l’Inps eroga ai cittadini senza diritto a una pensione diretta e in stato di disagio economico, oggi ha un importo di 534,41 euro al mese. Con la rivalutazione all’1.5% l’importo mensile arriverebbe a 542,42 euro mensili con un aumento annuo pari a 104 euro circa. La pensione di invalidità erogata mensilmente dall’Inps agli invalidi che rispettano precisi requisiti reddituali, passerebbe dagli attuali 333,33 euro mensili, a 338,32 euro per un aumento annuale di circa 65 euro. L'assegno unico L’assegno unico per i figli? Oggi l’importo base - per chi non presenta Isee o per chi ce l’ha superiore a una determinata soglia - è di 57 euro al mese per ogni figlio, mentre l’importo massimo, senza maggiorazioni, che il beneficio può raggiungere per chi ha un Isee al di sotto di una determinata soglia è di 199,60 euro per ogni figlio. Da tenere conto che la rivalutazione non agisce solo sull’importo dell’assegno stesso, ma anche sulle soglie Isee per avere diritto all’importo massimo (ma anche sulla soglia limite che stabilisce il diritto solo all’importo base). Sull’assegno unico, quindi, la rivalutazione ha un doppio valore visto che aumentando l’Isee limite consente, automaticamente, all’assegno di salire. In ogni caso facendo solo il conto sugli importi, rivalutarli all’1.5% significherebbe garantire un aumento a: 57,85 euro per l’importo base; 202,59 euro per l’importo massimo. Ovviamente, con le premesse fatte sull’Isee l’aumento reale dell’assegno unico dovrebbe essere lievemente più alto e sempre che la percentuale di rivalutazione sia confermata all’1,5%.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ville e villette in pianura e montagna, nel Nord e Centro-Nord, di famiglie tutt'altro che indigenti: sarebbe questo - secondo un recente studio della Cgia di Mestre - l'identikit delle case fantasma migliorate con il restyling strutturale del superbonus. Immobili che adesso finirebbero sotto la lente del Mef nel quadro della revisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità dell'immobile annunciato ieri dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nel corso dell'audizione sul Piano strutturale di Bilancio in Parlamento. Dal Veneto all'Emilia Romagna, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, la gran parte della misura infatti - lungi dall'efficientare i vetusti condomini italiani come negli obiettivi originari - è stata fruita per lo più dalle unità monofamiliari, anche per la facilità di accesso per questa categoria di immobili. Al top per finanziamenti troviamo la Val d'Aosta, con una media di 400mila euro per abitazione. Secondo un recente report dell'Ufficio studi della Cgia, il superbonus con un onere di circa 123 miliardi per le casse dell'Erario dal suo avvento nel luglio 2020 al 31 agosto scorso ha interessato meno di 500mila immobili (precisamente 496.315), pari al 4% del totale dei 12,2 milioni di edifici residenziali italiani. A livello regionale è il Veneto ad aver registrato - in proporzione rispetto agli edifici totali - il ricorso più numeroso al bonus edilizio al 110% con 59.652 asseverazioni depositate ed un'incidenza sul totale degli edifici residenziali del 5,6%. Seguono l’Emilia Romagna e Trentino Alto Adige con un’incidenza del 5,4%; la Lombardia e la Toscana un’incidenza del 5,2%, tra quelle in cima alla lista. Per contro, a 'snobbare' l’incentivo sarebbero le regioni del Mezzogiorno: Molise e Puglia, ad esempio, hanno interessato solo il 2,9% degli edifici residenziali, la Calabria il 2,6% e la Sicilia solo il 2,2%. Sempre a livello nazionale, l’onere medio per edificio residenziale a carico dello Stato è stato di 247.819 euro. Il picco massimo lo scorgiamo in Valle d’Aosta con 401.040 euro per immobile: seguono la Basilicata con 299.963 euro, la Liguria con 298.314 euro, la Lombardia con 296.107 euro e la Campania con 294.679 euro. Chiudono la graduatoria il Veneto con un costo medio per intervento di 194.913 euro per edificio, la Sardegna con 187.440 e, infine, la Toscana con 182.919 euro. Quanto ai beneficiari, stando alle prime indiscrezioni indicate dalla Cgia, sembrerebbe aver favorito maggiormente i proprietari di immobili con una buona/elevata capacità di reddito, anziché rivolgersi in via prioritaria alle famiglie meno abbienti che, in linea di massima, presentano una probabilità maggiore di risiedere in abitazioni in cattivo stato di conservazione e con un livello di efficienza energetica molto basso.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nel secondo trimestre 2024 le rimesse all'estero degli stranieri residenti in Italia sono aumentate dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo rileva Bankitalia. Gli incrementi più consistenti verso l'Asia, l'America centro-meridionale e il Nord Africa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Hai lavorato prima di compiere 18 anni? Allora ti spetta un «premio». Come stabiliscono le attuali regole per l’accesso alla pensione, i periodi lavorati prima del compimento della maggiore età hanno un peso maggiore ai fini del calcolo dell’assegno. L'agevolazione è prevista dall'articolo 1, comma 7, della legge n. 335 del 1995: la cosiddetta riforma Dini, la quale ha preceduto quella attuata dalla Fornero qualche anno più tardi con cui è stato completamente rivisto il sistema pensionistico. La Riforma nell’introdurre il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, a partire dall’1 gennaio 1996, ha riconosciuto un vantaggio a coloro che iniziano a lavorare, già da minorenni, successivamente a questa data. La maggiore valorizzazione dei contributi versati durante la minore età si aggiunge a un’altra agevolazione riservata a chi ha iniziato a lavorare prima di compiere i 18 anni.
INSERITO DA ANGELA CECERE A Milano l'offerta di alloggi a prezzi accessibili non è adeguata alla domanda. Lo evidenziano i risultati di una serie di ricerche realizzate da una rete di esperti di rilievo, tra cui Cresme, Politecnico di Milano, Nomisma, Bocconi, EvaLab e Avanzi, condotte per indagare sulle problematiche, sullo stato dell’arte e sulle prospettive di sviluppo dell’housing sociale in Italia. I dati sono stati presentati da Fondazione Housing Sociale in occasione del suo ventesimo anniversario, che si è celebrato alla presenza delle istituzioni. Attraverso il contributo del dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano è stato possibile ricostruire un quadro aggiornato dell’offerta abitativa attraverso una serie di rappresentazioni cartografiche accompagnate da schemi e da testi di commento. L’obiettivo è stato quello di comprendere il ruolo dell’offerta di housing sociale nella città, attraverso l’analisi delle iniziative realizzate nel periodo 2015-2023 su interventi in housing sociale di nuova edificazione realizzati da diversi operatori (ad esempio fondi e cooperative); interventi di residenzialità universitaria convenzionata; offerta di residenzialità Ers temporanea rivolta a figure fragili o in emergenza abitativa; interventi di housing sociale promossi da enti di terzo settore sostenuti da Fondazione Cariplo. I dati riportati sulle mappe geolocalizzate riportano collocazione, consistenza, accessibilità economica, selettività e tipologia dei promotori degli interventi. Queste differenti lenti analitiche hanno costituito la base per la costruzione di rappresentazioni tematiche. A Milano ci sono attualmente 16.681 alloggi in locazione a canoni calmierati, per lo più realizzati da fondi e cooperative edilizie. Negli ultimi 10 anni ne sono stati realizzati 4000 in vendita convenzionata e 3551 in locazione, di cui il 10% destinato al canone sociale e a soggetti fragili seguiti dagli enti del terzo settore. Questo dato dimostra che le forze in campo ci sono, ma le risorse non sono ancora sufficienti a rispondere al fabbisogno, poiché -come evidenzia la ricerca condotta da Nomisma- va considerato che le famiglie con entrate comprese tra 1.600 euro e i 2.700 euro mensili sono circa il 25% del totale. La ricerca fa un affondo anche sugli alloggi pubblici e privati locati ad enti del terzo settore: il dato, circa 1500 alloggi, non è 'pulito', come si dice in gergo, poiché spesso si tratta di blocchi costituiti da poche unità difficili da intercettare; il numero che ne deriva, calcolato per difetto, riesce comunque a identificare gli elementi per una possibile policy. Allargando il punto di osservazione, la distribuzione geografica delle iniziative che emerge dal primo rapporto sulla performance sociale del social housing in Italia, prodotto da Avanzi, evidenzia una maggiore presenza di interventi nelle regioni del Nord e del Centro Italia: in particolare, la metà dei progetti si trovano in Lombardia e Toscana (29,8% e 20,2% rispettivamente), mentre i rimanenti progetti sono distribuiti prevalentemente in Emilia-Romagna (18,1%), Piemonte (12,8%) e Veneto (9,6%), con diverse iniziative anche in Liguria, Lazio e Marche. Più del 70% dei progetti si trova nei capoluoghi. Dalle ricerche presentate emerge la necessità di mettere in campo un mix coordinato di interventi di sistema sul fronte casa che punti a regolamentare il mercato residenziale privato, affitti brevi inclusi, ma non solo,rdo alle fasce di popolazione più vulnerabili: "Proprio per la complessità del tema, però, occorre evitare semplificazioni nelle soluzioni -spiega Raffaella Saporito, associate professor of Practice of Government, Health and Not for Profit presso Sda Bocconi School of Management-. L’idea di un piano di investimenti con un mix di capitali pubblici e privati che favorisca l’aumento dello stock abitativo è certamente da accogliere con entusiasmo. E l’housing sociale, così come viene inteso in Italia, ossia una residenza in locazione a canoni calmierati e in vendita a canoni convenzionati per lo più realizzata da privati, ma non solo, è una parte di questo mix". Tra le criticità emerse nel fornire una risposta adeguata alle esigenze di sviluppo dell’housing vi è il tema dell’accesso al capitale. L’housing sociale richiede, per le sue caratteristiche, capitali di lungo termine, disposti quindi a essere ripagati in un orizzonte temporale non inferiore ai 30 anni e con una motivazione a generare un positivo impatto, ma soprattutto tassi inferiori a quelli di mercato. L’indagine realizzata da Università Bocconi propone, sulla scorta dell’esperienza francese e di quella olandese, pur molto diverse tra loro, ma unite da strumenti economico finanziari della stessa natura, la strutturazione di un fondo nazionale di garanzia per gli interventi di social housing pensato per la situazione italiana. I casi analizzati mostrano come vi sia un concorso tra istituzioni pubbliche e soggetti privati nello sviluppare le operazioni e come le banche di sviluppo, nei casi francese e olandese, abbiano giocato un ruolo fondamentale nel supportare i progetti. Ad integrazione dell’analisi, con il contributo di Cresme, è stata realizzata una mappatura del fabbisogno di housing e della tipologia di risposta abitativa realizzabile sui diversi territori; la ricerca incrocia i prezzi medi di mercato con la domanda, analizzando i dati in termini quantitativi. In relazione all’offerta che già esiste sul mercato si può, infatti, ipotizzare dove l’housing sociale abbia ragione di esistere e dove invece, dati i valori di mercato già molto bassi, sia necessario per dare risposta alla domanda abitativa avvicinarsi a canoni paragonabili all’Erp e quindi ad una soluzione non percorribile per un privato se non a fronte di una porzione di fondo perduto. Si tratta di una mappatura sintetica, per province e comuni capoluogo, che incrocia i prezzi medi di mercato con la domanda in termini quantitativi. Nata nel 2004 su impulso di Fondazione Cariplo, Fondazione Housing Sociale punta a rispondere in modo mirato alla crescente emergenza abitativa, attraverso la promozione di iniziative che favoriscono la realizzazione di alloggi a canoni calmierati. Dal 2004 le due fondazioni promuovono lo sviluppo dell’housing sociale in Italia, con l’obiettivo di affrontare concretamente l’emergenza casa. Ad oggi, hanno messo in campo un ventaglio di azioni integrate per rispondere alle esigenze abitative di diversi target coinvolti, in chiave di accessibilità economica e inclusione. Il social housing è indirizzato a giovani coppie, anziani, immigrati, studenti e in generale a coloro che vivono una particolare condizione di fragilità socioeconomica, ai quali offre, a seconda dei casi e delle convenzioni, diversi servizi o residenziali erogati con un approccio 'tailor made'.