Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Giornata di fuoco giovedì prossimo, 31 ottobre, per i contribuenti italiani che armati di mouse dovranno con pazienza dialogare con il fisco e mandare richieste e dichiarazioni. E una giornata al cardiopalma sarà chiaramente anche per l'amministrazione fiscale che dovrà smistare tutte le richieste in una sola giornata.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gli italiani risparmiano per un futuro migliore? Forse, nel frattempo si dedicano alla cura del proprio corpo. Si risparmia per quanto riguarda i generi alimentari e l'abbigliamento, ma si evita anche di mangiare frequentemente fuori casa, le vacanze si limitano notevolmente: ma per gli italiani le spese riguardanti la cura del proprio corpo sembrano essere sacre, tra parrucchiere, prodotti cosmetici e trattamenti di bellezza. È quanto rivelato da uno studio realizzato dall'associazione italiana di ecodermatologia, Skineco che afferma: «Nel 2023 gli italiani hanno investito complessivamente in bellezza e cura del corpo 24 miliardi di euro, in media circa 929 euro a famiglia. Solo per la voce «cosmetica», che raggruppa prodotti per l'igiene, per il viso, per i capelli, profumeria, ecc., la spesa nei canali tradizionali, e-commerce e professionali si è attestata a 12,5 miliardi di euro, con una crescita del +31,5% in 10 anni (9,5 miliardi di euro nel 2013, a fronte di una inflazione nello stesso periodo pari al 10% per il comparto "Beni e servizi per la cura della persona", dato Istat)». Lo studio ha anche evidenziato come si tratti di un giro d'affari in costante crescita: «Le stime per il 2024 vedono il settore raggiungere i 13,5 miliardi di euro, con un aumento del +8% su anno». Ma come spendono gli italiani? Sono stati anche evidenziati i risultati in merito a come spendono gli italiani per la cura del corpo.«Il 16,4% del budget (1,6 miliardi di euro) va ai prodotti per il viso: creme antirughe o idratanti, detergenti, maschere, salviettine, ecc.. Quasi 1,5 miliardi (15,1% del totale) sono spesi per i prodotti per il corpo (deodoranti, creme corpo, creme solari, depilatori, ecc.). Per i profumi gli italiani spendono 1,3 miliardi di euro all'anno (14% del totale) mentre circa 1,1 miliardi di euro (11%) sono destinati ai prodotti per l'igiene personale (saponi, igiene intima, bagnoschiuma, ecc.)». Insomma, gli italiani non ne vogliono sapere di trascurarsi e questi dati lo testimoniano. Per quanto concerne, invece, i prodotti e i servizi legati alla cura dei capelli è stato evidenziato che oltre 1 miliardo di euro sono stati spesi nel 2023 in prodotti per capelli (shampoo, gel, lacche, coloranti, ecc.) e 9,8 miliardi di euro è, invece, la spesa per parrucchieri (uomo, donna e bambino), in media circa 380 euro annui per ogni famiglia. I costi in base al territorio Lo studio condotto da Skineco ha anche analizzato le differenze dei prezzi in base al territorio ed è stato rivelato come la situazione nel nostro paese non sia omogenea. Sulla base dei dati dell'Osservatorio prezzi Mimit, il report rileva come il costo medio della messa in piega presso i parrucchieri delle principali città italiane sia oggi di 17,6 euro, circa 22 euro il taglio donna e 19,5 euro quello per uomo. Il primato per il costo medio di un taglio per donna se lo aggiudica Trento: 32,2 euro. Segue Trieste con 29,7 euro, 28, 4 per Bari. Mentre la cittù più economica è Napoli: bastano, infatti, 12,8 euro. Per il taglio da uomo il costo più alto è a Trieste, mentre per la messa in piega Bologna (22,5 euro) e Venezia (21,8) sono le città più care. Maggiore cura del corpo La presidente Skineco, Pucci Romano, medico e docente di tecniche dermatologiche presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha parlato della maggiore attenzione che gli italiani dedicano a se stessi: «Gli italiani dedicano una attenzione crescente verso i prodotti ecodermocompatibili, ossia prodotti sicuri, ipoallergenici, dermatologicamente testati, sostenibili e rispettosi non solo del corpo ma anche dell'ambiente». L'esperta ha spiegato anche le problematiche legate ai capelli e la conseguente attenzione delle persone: «La maggiore cura che i cittadini dedicano al cuoio capelluto va di pari passo al crescere dei problemi connessi ai capelli: capelli deboli, sottili, che cadono, alopecie e calvizie sono sempre più fonte di disagio per i cittadini, e chi combatte con tali problemi li percepisce al pari di una disabilità. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel 2024 la stima è di una crescita del pil allo 0,8% (al ribasso rispetto al +0,9% stimato ad agosto); a livello territoriale, il Mezzogiorno crescerà più del doppio rispetto al Nord (nel 2024 +1,2% contro il +0,5%), ma i consumi al Sud mostrano una maggiore debolezza con un +0,4% per il 2024, a fronte dello 0,5% del Nord. Lo afferma Confcommercio in un'analisi sulle economie regionali. L'ampio divario tra le due macro aree resta comunue confermato dai dati relativi al Pil pro capite, che registra uno scarto superiore ai 18.000 euro (21.714 euro al Sud contro i 39.786 euro al Nord), e dalla debole dinamica demografica che nel Mezzogiorno rappresenta un ulteriore elemento di criticità strutturale: la popolazione del Sud, infatti, ha subito una riduzione di circa 161.000 unità tra il 2022 e il 2024, a fronte di un incremento di 125.000 unità al Nord, contribuendo a limitare le potenzialità di sviluppo delle regioni meridionali. I consumi, complessivamente, superano di circa 17 miliardi il livello pre-Covid, ma rispetto al 2023 non mostrano segnali di ripresa significativa (+0,5% contro l'1% del 2023) e risultano in rallentamento in tutte le Regioni ad eccezione di Liguria e Umbria, dove crescono rispettivamente di 7 e 4 decimi di punto, e del Molise dove sono stabili. "L'economia italiana è in una fase complessa: il Sud cresce più del Nord, ma il divario resta ancora ampio. preoccupano, in generale, la crisi demografica e la debolezza dei consumi. C'è un problema di fiducia nonostante l'aumento dei redditi reali. Occorre più coraggio nella revisione della spesa pubblica per poter alleggerire il peso fiscale che penalizza famiglie e imprese", commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta l'analisi dell'Ufficio Studi. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Stretta sui figli “mammoni” per spingere i ragazzi a lasciare la casa dei genitori. Nella Manovra 2025 arriva una misura per spingere i giovani ad abbandonare il nido famigliare e costruirsi una vita indipendente: da gennaio i figli a carico a partire da 30 anni non saranno più detraibili anche se non lavoratori. Una spinta a rendersi autonomi ma anche un risparmio che – ha spiegato la premier Giorgia Meloni – il governo utilizza per finanziare il bonus sui nuovi nati. Le lavoratrici madri con quattro o più figli potranno poi accedere alla pensione di vecchiaia con un anticipo di 16 mesi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Brindisi finale per l’ottava edizione di InVinoCivitas che ora guarda già al futuro e va oltre i confini, per accendere i riflettori sul Sud delle eccellenze: una passeggiata per Piero De Luca al salone del vino alla stazione marittima questa mattina e un bilancio più che positivo per la manifestazione tra degustazioni ed economia circolare che quest’anno tra cultura, artigianato e passione enologica ha visto protagonista anche il “Rimpiattino” di Comieco che pone l’accento sull’imballaggio in carta come strumento di promozione e diffusione della cultura antispreco. “Rimpiattino” è la doggy bag (riutilizzabile e riciclabile) ideata da Comieco e promossa in collaborazione con Fipe, che da quest’anno torna nel settore della ristorazione per incentivare la corretta gestione di vino e cibo non consumati. In questo caso l’imballaggio non conserva solo il prodotto ma rappresenta un veicolo di informazione, incentivando comportamenti responsabili e buone pratiche quotidiane come la raccolta differenziata e il riciclo di carta e cartone di cui Comieco è garante nazionale. Madrina del Rimpiattino per l’ottava edizione di In vino Civitas è Carlotta De Iuliis, vicepresidente Comieco.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Al via la manifestazione nazionale indetta dai sindacati Fp-Cgil, Uil-Fpl e Uil-Pa, sotto lo slogan "Salario, salute, diritti, occupazione". Al centro il rinnovo dei contratti e i servizi pubblici, con la richiesta di maggiori risorse, a partire dalla sanità. In piazza con i rispettivi segretari generali Serena Sorrentino, Rita Longobardi e Sandro Colombi, anche i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. I leader delle due confederazioni sfileranno al corteo che partirà da piazza Barberini per poi concludere gli interventi che si alterneranno dal palco allestito in piazza del Popolo. Una mobilitazione promossa per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro, per un salario dignitoso, per lo sblocco dei fondi per il salario accessorio e il rifinanziamento dei fondi per la riqualificazione del personale, per un piano straordinario di assunzioni, per chiedere maggiori risorse per la sanità pubblica e lo stop alle privatizzazioni, per rivendicare la stabilizzazione dei precari e migliori condizioni di lavoro. "Il governo deve dare risposte ai lavoratori delle funzioni centrali, delle funzioni locali e della sanità", affermano i sindacati d categoria. ANSA
INSERITO DA MORENA MOTTA Nel mese di agosto le entrate tributarie dello Stato sono state pari a 62,4 miliardi di euro, in aumento del 13,4% (7,4 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2023. Lo rende noto Bankitalia che ha pubblicato il documento 'Finanza pubblica: fabbisogno e debito', dal quale emerge che il debito delle amministrazioni pubbliche, sempre ad agosto, e' aumentato di 11,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.962,5 miliardi. Nei primi otto mesi del 2024 - spiega Bankitalia - le entrate tributarie sono state pari a 371,7 miliardi, in aumento del 5,5% (19,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Sono stato tanti anni all'opposizione, è bellissimo stare all'opposizione, ma chi sta al governo ha la responsabilità di fare le cose. Noi le tasse le abbiamo ridotte". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervistato in videocollegamento all'evento di FdI 'Far crescere insieme l'Italia'. Giorgetti ha ricordato il taglio del cuneo: "l'abbiamo fatto noi, adesso lo rendiamo strutturale. Rispondiamo con i fatti", Il ministro ha sottolineato che "martedì 15 è la data in cui dobbiamo mandare alla Commissione europea il Dpb" e che,il Cdm lo approverà. Per il 20 ottobre - ha aggiunto - potremo presentare" la manovra, "che quest'anno partirà dalla Camera". Giorgetti ha detto che in manovra "ci saranno anche dei ritocchi sulle entrate, tra virgolette a chi se lo merita", ma che " le persone fisiche e le imprese non hanno niente da temere". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Arriveranno soldi «automaticamente» nelle tasche degli italiani già dal primo giorno dell'anno nuovo. Anche se la riduzione delle aliquote fiscali ancora non è certa Da gennaio si assisterà alla rivalutazione di pensioni e di assegno unico e altre prestazioni, questo porterà, per tutti i beneficiari, a importi mensili più alti in maniera del tutto automatica. Dunque? Arriveranno soldi «automaticamente» nelle tasche degli italiani già dal primo giorno dell'anno nuovo. Anche se la riduzione delle aliquote fiscali ancora non è certa. Per riflettere l’inflazione degli ultimi 12 mesi gli importi di tutte le prestazioni erogate dall’Inps saranno rivalutate da gennaio 2025 e proprio per questo pensionati, dipendenti e famiglie riceveranno, senza neanche chiederlo, dei soldi in più ogni mese. Si tratta delle prestazioni sociali e familiari che comprendono pensioni, assegni per i figli, prestazioni per l’infanzia, per gli invalidi e per i disoccupati. Più soldi ai pensionati Occhio alle pensioni. Tutte le prestazioni erogate dall’Inps, dalle pensioni dirette a quelle indirette, dalle prestazioni sociale per chi versa in stato di bisogno a quelle per gli invalidi, a gennaio di ogni anno sono rivalutate in base all’inflazione. Anche in questo caso di quanto aumenterebbero gli importi con una perequazione all’1,5%?Come riporta Money.it , partendo dalla pensione base, quella integrata al trattamento minimo che oggi ha un importo di 598 euro mensili circa (in realtà i pensionati al minimo nel 2024 hanno percepito 614 euro al mese circa grazie alla rivalutazione straordinaria 2024, al 2,7%, che però ha effetto solo per quest’anno e cha a fine anno fa tornare la pensione minima al suo importo reale, se non confermata). Con una rivalutazione all’1,5% l’integrazione al trattamento minimo arriverebbe nel 2025 a 607 euro circa per un aumento annuo di circa 117 euro. L’assegno sociale, che l’Inps eroga ai cittadini senza diritto a una pensione diretta e in stato di disagio economico, oggi ha un importo di 534,41 euro al mese. Con la rivalutazione all’1.5% l’importo mensile arriverebbe a 542,42 euro mensili con un aumento annuo pari a 104 euro circa. La pensione di invalidità erogata mensilmente dall’Inps agli invalidi che rispettano precisi requisiti reddituali, passerebbe dagli attuali 333,33 euro mensili, a 338,32 euro per un aumento annuale di circa 65 euro. L'assegno unico L’assegno unico per i figli? Oggi l’importo base - per chi non presenta Isee o per chi ce l’ha superiore a una determinata soglia - è di 57 euro al mese per ogni figlio, mentre l’importo massimo, senza maggiorazioni, che il beneficio può raggiungere per chi ha un Isee al di sotto di una determinata soglia è di 199,60 euro per ogni figlio. Da tenere conto che la rivalutazione non agisce solo sull’importo dell’assegno stesso, ma anche sulle soglie Isee per avere diritto all’importo massimo (ma anche sulla soglia limite che stabilisce il diritto solo all’importo base). Sull’assegno unico, quindi, la rivalutazione ha un doppio valore visto che aumentando l’Isee limite consente, automaticamente, all’assegno di salire. In ogni caso facendo solo il conto sugli importi, rivalutarli all’1.5% significherebbe garantire un aumento a: 57,85 euro per l’importo base; 202,59 euro per l’importo massimo. Ovviamente, con le premesse fatte sull’Isee l’aumento reale dell’assegno unico dovrebbe essere lievemente più alto e sempre che la percentuale di rivalutazione sia confermata all’1,5%.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ville e villette in pianura e montagna, nel Nord e Centro-Nord, di famiglie tutt'altro che indigenti: sarebbe questo - secondo un recente studio della Cgia di Mestre - l'identikit delle case fantasma migliorate con il restyling strutturale del superbonus. Immobili che adesso finirebbero sotto la lente del Mef nel quadro della revisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità dell'immobile annunciato ieri dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nel corso dell'audizione sul Piano strutturale di Bilancio in Parlamento. Dal Veneto all'Emilia Romagna, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, la gran parte della misura infatti - lungi dall'efficientare i vetusti condomini italiani come negli obiettivi originari - è stata fruita per lo più dalle unità monofamiliari, anche per la facilità di accesso per questa categoria di immobili. Al top per finanziamenti troviamo la Val d'Aosta, con una media di 400mila euro per abitazione. Secondo un recente report dell'Ufficio studi della Cgia, il superbonus con un onere di circa 123 miliardi per le casse dell'Erario dal suo avvento nel luglio 2020 al 31 agosto scorso ha interessato meno di 500mila immobili (precisamente 496.315), pari al 4% del totale dei 12,2 milioni di edifici residenziali italiani. A livello regionale è il Veneto ad aver registrato - in proporzione rispetto agli edifici totali - il ricorso più numeroso al bonus edilizio al 110% con 59.652 asseverazioni depositate ed un'incidenza sul totale degli edifici residenziali del 5,6%. Seguono l’Emilia Romagna e Trentino Alto Adige con un’incidenza del 5,4%; la Lombardia e la Toscana un’incidenza del 5,2%, tra quelle in cima alla lista. Per contro, a 'snobbare' l’incentivo sarebbero le regioni del Mezzogiorno: Molise e Puglia, ad esempio, hanno interessato solo il 2,9% degli edifici residenziali, la Calabria il 2,6% e la Sicilia solo il 2,2%. Sempre a livello nazionale, l’onere medio per edificio residenziale a carico dello Stato è stato di 247.819 euro. Il picco massimo lo scorgiamo in Valle d’Aosta con 401.040 euro per immobile: seguono la Basilicata con 299.963 euro, la Liguria con 298.314 euro, la Lombardia con 296.107 euro e la Campania con 294.679 euro. Chiudono la graduatoria il Veneto con un costo medio per intervento di 194.913 euro per edificio, la Sardegna con 187.440 e, infine, la Toscana con 182.919 euro. Quanto ai beneficiari, stando alle prime indiscrezioni indicate dalla Cgia, sembrerebbe aver favorito maggiormente i proprietari di immobili con una buona/elevata capacità di reddito, anziché rivolgersi in via prioritaria alle famiglie meno abbienti che, in linea di massima, presentano una probabilità maggiore di risiedere in abitazioni in cattivo stato di conservazione e con un livello di efficienza energetica molto basso.