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sez.economia

SEZ. ECONOMIA «Cartella esattoriale da 449 euro a un bambino di 6 anni, non ha pagato l'Irpef sul Tfr». Ma l'Agenzia delle Entrate smentisce

15 Giugno 2024, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA «Cartella esattoriale da 449 euro a un bambino di 6 anni, non ha pagato l'Irpef sul Tfr». Ma l'Agenzia delle Entrate smentisce

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una cartella esattoriale ad un bambino di appena 6 anni, con 449 euro da pagare per via di un non precisato tributo per mancato pagamento Irpef di indennità di fine rapporto. Una vicenda che avrebbe dell'incredibile, avvenuta a Roma, con protagonista il piccolo Alfio Riccardo, all'ultimo anno della scuola materna. Se non fosse che la stessa Agenzia delle Entrate l'ha smentita. Il caso e la precisazione del Fisco Il caso è stato inizialmente raccontato dall'associazione Giustitalia, ai cui la mamma del bambino si sarebbe rivolta per capire cosa fosse successo con l'avviso di pagamento di 449 euro indirizzato al piccolo nato nel 2018. «Desideriamo precisare che la cartella di pagamento citata - fa sapere però l'Agenzia delle entrate - fa riferimento alle imposte dovute sul trattamento di fine rapporto erogato dal datore di lavoro alla moglie e ai tre figli del signor Di Maria, deceduto nel 2017. Il suo datore di lavoro ha comunicato all’Agenzia le quote di trattamento di fine rapporto erogate a ciascuno dei suoi quattro eredi e, come previsto dalla legge, sono stati emessi quattro avvisi di liquidazione delle relative imposte, inviati alla madre dei bambini sia in qualità di erede che di tutore dei minore. Successivamente sono state emesse le relative cartelle di pagamento, tutte indirizzate alla signora e notificate da Agenzia delle entrate-Riscossione in data 7 luglio 2022». LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, dall'Inps brutte notizie per i trentenni di oggi: dovranno lavorare fino a 70 anni (o anche oltre). La simulazione

11 Giugno 2024, 11:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Pensioni, dall'Inps brutte notizie per i trentenni di oggi: dovranno lavorare fino a 70 anni (o anche oltre). La simulazione

INSERITO DA ANGELA CECERE Il simulatore Inps "Pensami" è stato aggiornato con le nuove regole della legge di Bilancio, e non mancano le sorprese, soprattutto per chi ha iniziato da poco tempo a lavorare, e si chiede se mai andrà in pensione e quanto potrà percepire. I risultati, soprattutto per i trentenni di oggi, non promettono bene.

LGEGO

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SEZ. ECONOMIA Scadenze fiscali, il calendario di giugno 2024: dall’Imu all’assegno unico e pensioni, le date da segnare

10 Giugno 2024, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Scadenze fiscali, il calendario di giugno 2024: dall’Imu all’assegno unico e pensioni, le date da segnare

INSERITO DA ANGELA CECERE Il mese di giugno 2024 ha importanti scadenze fiscali da ricordare. soprattutto quelle che riguardano la seconda parte del mese. In realtà sono le scadenze generalmente previste per il 16 del mese, ma siccome si tratta di una domenica, gli adempimenti sono spostati al 17. Imu Per i proprietari di immobili diversi dalla prima casa, il primo appuntamento importante è la scadenza della prima rata dell’IMU (Imposta Municipale Unica). La prima rata corrisponde al 50% del dovuto, l’importo deve essere calcolato applicando le aliquote fissate per l’anno precedente dal Comune in cui si trova l’immobile. Da sottolineare che è prevista una riduzione del 50% per gli immobili inagibili e inabitabili, per gli immobili concessi in comodato d’uso ai figli e per quelli posseduti da italiani residenti all’estero e non concessi in locazione.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, rimborsi Irpef del 730: «Tempi più lunghi per i conguagli». Ecco quando arrivano

5 Giugno 2024, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Pensioni, rimborsi Irpef del 730: «Tempi più lunghi per i conguagli». Ecco quando arrivano

INSERITO DA ANGELA CECERE Il rimborso fiscale tramite il modello 730/2024 è già in atto per lavorari dipendenti e autonomi mentre i tempi per i pensionati sono più lunghi. Da qualche anno le regole sono cambiate, visto che prima tutti lo ricevevano nello stesso momento. Ecco i tempi di attesa per i pensionati.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Ecobonus, boom prenotazioni: già finiti i fondi per le auto elettriche Esauriti nella giornata di apertura della piattaforma i fondi destinati alle auto della fascia 0-20 g/km di Co2

4 Giugno 2024, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Ecobonus, boom prenotazioni: già finiti i fondi per le auto elettriche Esauriti nella giornata di apertura della piattaforma i fondi destinati alle auto della fascia 0-20 g/km di Co2

INSERITO DA ANGELA CECERE Boom delle prenotazioni per gli incentivi per le auto elettriche. Nella giornata di apertura della piattaforma per accedere all'Ecobonus 2024 i fondi destinati alle auto della fascia 0-20 g/km di Co2 - ossia in pratica i veicoli a trazione esclusivamente elettrica - sono stati esauriti. La piattaforma attraverso la quale le concessionarie potranno prenotare i contributi dei nuovi incentivi auto 2024 ha riaperto solo questa mattina, con le domande che possono essere presentate solo tramite i concessionari di auto. Come funziona l'Ecobonus 2024 Sul sito https://ecobonus.mise.gov.it/ sono resi disponibili i moduli per chiedere il bonus e le tabelle che, distinte per categorie di veicoli, riportano i criteri di attribuzione dei contributi. Gli incentivi 'prenotati' online si trasformeranno quindi in veri e propri sconti al momento dell'acquisto della vettura. È agevolato l'acquisto di auto elettriche, ibride plug-in e a motore termico con un livello di emissioni di CO2 fino a 135 gr/km, nonché di motocicli e ciclomotori elettrici e non elettrici e di veicoli commerciali leggeri. Per la misura promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato dal ministro Adolfo Urso, sono disponibili risorse pari a 950 milioni di euro a cui si aggiungono 50 milioni per i veicoli per l’anno in corso stanziati dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, per un totale di un miliardo di euro. Tra le novità, previsti contributi proporzionali alla classe ambientale di appartenenza del veicolo da rottamare, incluse le vetture di classe Euro 5. Isee e prezzo massimo, come varia l'Ecobonus
Il contributo statale per i veicoli elettrici varia in base al reddito dell'acquirente secondo l'ISEE e alla rottamazione di un vecchio veicolo all'atto dell'acquisto. Il contributo massimo ottenibile per l’acquisto di un veicolo elettrico nuovo, a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, salirà da 5 mila a 13.750 euro per chi è in possesso di un Isee sotto 30mila euro. Per l'acquisto di ibridi plug-in, lo Stato concede fino a un massimo di 10.000 euro, mentre per l'acquisto di veicoli endotermici/ibridi il contributo massimo è di 3.000 euro. C'è anche una soglia di prezzo massimo del modello acquistabile, Iva esclusa, fissata a 35mila euro nelle fasce di emissione 0-20 e 61-135 e a 45mila euro in quella intermedia 21-60. In soldoni, rientrano nelle fasce di prezzo incentivate le auto le auto elettriche (0-20 g/km) con un prezzo, Iva inclusa, fino a 42.700 euro, le ibride plug-in (21-60 g/km) fino a 54.900 euro e quelle hybrid, full hybrid e termiche fino a 42.700 euro. Per quel che riguarda le auto usate, Euro 6 con emissioni fino a 160g/km di CO2 e prezzo fino a 25mila euro: l'incentivo per acquistarle è di 2mila euro rottamando un veicolo da Euro 0 a Euro 4. Gli sconti saranno proporzionali alla classe ambientale di appartenenza del veicolo da rottamare, incluse le vetture di classe Euro 5 e al reddito dell'acquirente. Partiamo dalla variabile ISEE: per chi ha un reddito superiore a 30.000 euro, l'incentivo auto sarà fino a 6.000 euro senza rottamazione, oppure fino a 9.000 euro rottamando un'auto Euro 4, 10.000 euro rottamandone una Euro 3 e 11.000 euro rottamando una da Euro 0 a Euro 2. Per un ISEE inferiore ai 30.000 euro l'incentivo statale ammonta a 7.500 euro senza rottamazione, 11.250 euro rottamando un'auto Euro 4, 12.500 euro rottamandone una Euro 3 e 13.750 euro rottamando una da Euro 0 a Euro 2. Per chi ha redditi bassi esiste, inoltre, la possibilità di ottenere l'ecobonus anche rottamando un Euro 5 e in questo caso il bonus è di 8mila euro nella fascia 0-20 e di 5mila in quella 21-60. Bonus anche per usato, Gpl, moto e quadricicli L’obiettivo del provvedimento è incentivare la rottamazione delle auto più inquinanti (classi Euro 0, 1, 2 e 3) che oggi rappresentano il 25% dell’attuale parco circolante. Con questa finalità, è previsto un contributo fino a 2.000 euro per l’acquisto di veicoli usati di classe Euro 6 con emissioni fino a 160 g/km CO2, a fronte della rottamazione di un'auto fino ad Euro 4. Il provvedimento introduce un contributo all'installazione di impianti nuovi a GPL o a metano per autotrazione su autoveicoli di classe fino a Euro 4: il contributo è pari a 400 euro per gli impianti a GPL e 800 euro per quelli a metano. Per quanto riguarda i motocicli e scooter elettrici, il contributo è pari al 30% del prezzo di vendita (massimo 3.000 euro), che sale a 4.000 euro in caso di rottamazione (Euro 0 fino a Euro 3). Per i modelli non elettrici, fino a Euro 5, lo sconto si attesta al 40%, fino a 2.500 euro, se il venditore pratica una riduzione aggiuntiva di almeno il 5% e se è rottamato un veicolo da Euro 0 a Euro 3. Attenzione: per ogni categoria interessata dagli incentivi, il veicolo consegnato per la rottamazione deve essere intestato da almeno 12 mesi al soggetto intestatario del nuovo veicolo o a uno dei familiari conviventi. Anche la Provincia di Bolzano eroga contributi per i veicoli elettrici, destinati a privati, enti pubblici, aziende e associazioni. Questi sono previsti per l'acquisto, il noleggio a lungo termine o il leasing di veicoli elettrici nuovi di fabbrica nelle categorie autoveicoli, ciclomotori/motocicli e cargo bike. Gli incentivi provinciali sono cumulabili con altri incentivi pubblici (anche con l'“Ecobonus”). Informazioni sugli incentivi provinciali per privati, enti pubblici e associazioni: https://civis.bz.it/de/dienste/dienst.html?id=1043605 Informazioni sugli incentivi provinciali per le aziende: https://civis.bz.it/de/dienste/dienst.html?id=104316

ADNKRONONS

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SEZ. ECONOMIA Tasse, italiani «liberi»: i soldi guadagnati non vanno più al fisco. Cos'è il Tax Freedom Day Rispetto al 2023, quest'anno ci «liberiamo» dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poiché il 2024 è un anno bisestile

3 Giugno 2024, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Tasse, italiani «liberi»: i soldi guadagnati non vanno più al fisco. Cos'è il Tax Freedom Day Rispetto al 2023, quest'anno ci «liberiamo» dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poiché il 2024 è un anno bisestile

INSERITO DA ANGELA CECERE Questo è l'ultimo fine settimana dell'anno in cui gli italiani lavorano per il fisco il cui gettito, per il 2024, dovrebbe essere di 909,7 miliardi di euro. Dal 3 giugno, per la Cgia, scatta il cosiddetto «giorno di liberazione fiscale» un traguardo importante, anche se puramente simbolico. Ma il carico fiscale continua a gravare, sebbene quest'anno la 'pressione' sia destinata a scendere dello 0,4% rispetto al 2023. Per il 2024 sono stati necessari 154 giorni di lavoro (sabati e domeniche inclusi) per adempiere a tutti i versamenti fiscali. Liberi in anticipo Rispetto al 2023, quest'anno ci «liberiamo» dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poiché il 2024 è un anno bisestile. Se per coloro che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo il «tax freedom day» è una scadenza idealmente da festeggiare, per chi, invece, non le paga o lo fa sporadicamente è un giorno come un altro. In questo ultimo caso ci sono, ad esempio, i lavoratori completamente o parzialmente irregolari che, secondo una stima dell'Istat riferita al 2021, sono almeno 2,8 milioni. In termini assoluti le regioni che ne contano di più sono la Lombardia (439.500 unità irregolari), il Lazio (366.200) e la Campania (308.200).  Se, invece, facciamo riferimento al tasso di irregolarità, le regioni del Mezzogiorno sono quelle più interessate da questa piaga. La Calabria, ad esempio, presenta una quota del 19,6%, la Campania del 16,5, la Sicilia del 16 e la Puglia del 14,4. La media italiana è sull'11,3%. Secondo il Def, la pressione fiscale nel 2024 è del 42,1% del Pil, in calo dello 0,4% rispetto al 2023. Al netto dei contributi previdenziali, se analizziamo il gettito 2021 delle principali imposte, le più «pagatrici» sono la Lombardia (87,9 miliardi di euro), il Lazio (43,5), l'Emilia Romagna (34,2) e il Veneto (33,8). Il quadro italiano L'Italia con il 42,5% continua ad avere un livello di pressione fiscale tra i più alti in UE. Nel 2023 solo Francia, Belgio, Danimarca e Austria hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 45,8% del Pil, a Bruxelles era al 45,3%, a Copenaghen al 44,5% e a Vienna al 42,9%. Tra i 27 dell'UE, l'Italia si è «piazzata» al 5/o posto. La Germania, invece, al 10/o con il 40,6 % e la Spagna al 13/o con il 37,8%. La media dei Paesi europei è stata del 40,3%; 2,2 punti in meno della media italiana. 

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA AgID migra su Polo Strategico Nazionale, avanti su Strategia Cloud Italia

30 Maggio 2024, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA AgID migra su Polo Strategico Nazionale, avanti su Strategia Cloud Italia

INSERITO DA ANGELA CECERE La collaborazione avviata tra AgID e Polo Strategico Nazionale nasce con l’obiettivo di realizzare un modello architetturale per applicazioni Cloud con le più alte garanzie di affidabilità, resilienza, sicurezza, elevata capacità di gestione delle risorse elaborative, in ottemperanza al principio Cloud First e a garanzia della sovranità digitale In linea con la Strategia Cloud Italia, l'Agenzia per l'Italia Digitale ha programmato il graduale rinnovo dei servizi offerti a cittadini ed imprese in un'ottica cloud native. La collaborazione avviata tra AgID e Polo Strategico Nazionale nasce con l’obiettivo di realizzare un modello architetturale per applicazioni Cloud con le più alte garanzie di affidabilità, resilienza, sicurezza, elevata capacità di gestione delle risorse elaborative, in ottemperanza al principio Cloud First e a garanzia della sovranità digitale. L’adesione a Polo Strategico Nazionale, finanziata anche grazie ai fondi PNRR della Misura 1.1, tramite gli avvisi emessi dal Dipartimento per la trasformazione digitale, prevede la migrazione a pari funzionalità e architettura dall’ambiente attuale. L'infrastruttura prevista per AGID su PSN prevede l'adozione di servizi evoluti, atti a garantire le prestazioni richieste, secondo i più alti standard di riferimento. Il percorso verso il Cloud qualificato di Polo Strategico Nazionale, iniziato con gli assesment pre-migrazione prosegue in un percorso di miglioramento continuo, nel rispetto dei più alti standard di sicurezza certificati con risorse dedicate per garantirne le migliori performance. La piattaforma per il monitoraggio dei servizi digitali qualificati o accreditati, che abilita le transazioni in sicurezza tra PA, imprese e cittadini (Digital Trust Services), sarà il primo servizio applicativo progettato secondo il nuovo modello e reso operativo sul Cloud di Polo Strategico Nazionale. “L’adesione a Polo Strategico Nazionale riflette il nostro impegno nel promuovere un'infrastruttura cloud avanzata e sicura, essenziale per offrire servizi pubblici di alta qualità e affidabili per cittadini e imprese. - afferma il Direttore Generale di AgID, Mario Nobile - Garantire che i dati siano protetti e che i servizi siano sempre disponibili è una priorità assoluta per l’Agenzia”.“Siamo orgogliosi che AgID, tra i principali attori della Strategia Cloud Italia, abbia scelto l’infrastruttura cloud di Polo Strategico Nazionale - afferma l’AD di Polo Strategico Nazionale, Emanuele Iannetti – la soluzione prevista per AgID consentirà di offrire servizi digitali al servizio di imprese e cittadini, nel rispetto dei più alti standard di sicurezza, resilienza e sostenibilità̀”.

 ADNKRONOS

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SEZ. ECONOMIA Rottamazione cartelle Agenzia Entrate: ecco come fare Prossima rata il 31 maggio: ecco dove pagare e come chiedere moduli

29 Maggio 2024, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Rottamazione cartelle Agenzia Entrate: ecco come fare Prossima rata il 31 maggio: ecco dove pagare e come chiedere moduli

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Nuova scadenza in arrivo per la Rottamazione-quater. Per i contribuenti in regola con i pagamenti precedenti, il prossimo 31 maggio è il termine entro il quale deve essere versata la quarta rata della Definizione agevolata delle cartelle. Per pagare vanno utilizzati i moduli allegati alla comunicazione delle somme dovute, già inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione e disponibile in copia anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it.  La scadenza riguarda anche i soggetti colpiti dagli eventi alluvionali di maggio 2023, residenti nei territori indicati nell’allegato 1 al Decreto Legge n. 61/2023, cosiddetto decreto Alluvione (convertito con modificazioni dalla Legge n. 100/2023), che devono effettuare il versamento della terza rata, in base allo specifico calendario definito per le zone interessate. Per ciascuna rata la legge prevede la possibilità di avvalersi di ulteriori 5 giorni di tolleranza rispetto al termine previsto. Pertanto, il pagamento della rata in scadenza il 31 maggio sarà considerato tempestivo anche se effettuato entro il 5 giugno 2024. Si ricorda che in caso di pagamento non effettuato, eseguito oltre il termine ultimo oppure di ammontare inferiore rispetto all’importo previsto, verranno meno i benefici della Definizione agevolata e quanto già corrisposto sarà considerato a titolo di acconto sul debito residuo. La Rottamazione-quater dei carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, consente ai contribuenti di versare solo l’importo del debito residuo senza corrispondere le sanzioni, gli interessi, compresi quelli di mora, e l’aggio, mentre le multe stradali possono essere definite senza il pagamento degli interessi, comunque denominati, e dell’aggio. PAGAMENTI VIA WEB, IN BANCA, POSTE E TABACCAI  È possibile pagare in banca, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con l’internet banking, agli uffici postali, dai tabaccai e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure con l'App Equiclick tramite la piattaforma pagoPa. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento. COME RICHIEDERE LA COPIA DEI MODULI DI PAGAMENTO I contribuenti che hanno necessità di recuperare la Comunicazione delle somme dovute e i moduli di pagamento, possono sempre scaricarne una copia direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure riceverla via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di pin e password, allegando un documento di riconoscimento. IL SERVIZIO CONTI-TU Nell’area pubblica del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione è disponibile anche ContiTu, il servizio che consente di scegliere di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella Comunicazione delle somme dovute. Per farlo è necessario accedere alla voce ContiTu tra le pagine del sito dedicate alla Definizione agevolata e compilare la richiesta. Al termine della procedura il contribuente riceve via e-mail il prospetto di sintesi con le cartelle/avvisi che ha scelto di pagare e i relativi moduli di pagamento. Per i restanti debiti riportati nella Comunicazione la Definizione agevolata non produrrà effetti. COSA PREVEDE LA DEFINIZIONE AGEVOLATA La Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), consente di versare solo l’importo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi), non sono da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese pertanto le c.d. “maggiorazioni”), nonché quelle dovute a titolo di aggio. In base alla legge, i contribuenti hanno potuto presentare la domanda di adesione entro il 30 giugno 2023, scegliendo se effettuare il pagamento in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate in cinque anni. Successivamente, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha inviato agli interessati la Comunicazione delle somme dovute, cioè la lettera di risposta con l’esito della richiesta, l’elenco dei debiti “rottamati”, l’importo dovuto e i moduli di pagamento.

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SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, decreto Ecobonus pubblicato in Gazzetta Ufficiale: come fare domanda, date e chi può richiederli. Tutte le info utili

27 Maggio 2024, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, decreto Ecobonus pubblicato in Gazzetta Ufficiale: come fare domanda, date e chi può richiederli. Tutte le info utili

INSERITO DA ANGELA CECERE Sul sito, gestito da Invitalia per conto del Mimit, saranno resi disponibili i moduli per chiedere il bonus e le tabelle Incentivi auto 2024, decreto Ecobonus pubblicato in Gazzetta Ufficiale: come fare domanda, date e chi può richiederli. Tutte le info utili. Al via l'ecobonus che prevede nuovi incentivi per l'acquisto di auto ecologiche. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm sulla la rimodulazione degli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti. Lo comunica il Mimit sottolineando che «la nuova piattaforma Ecobonus per il servizio di prenotazione degli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, sarà attiva dal 3 giugno alle ore 10.00 (https://ecobonus.mise.gov.it/). Sul sito, gestito da Invitalia per conto del Mimit, saranno resi disponibili i moduli per chiedere il bonus e le tabelle che riportano i criteri di attribuzione dei contributi. Sono disponibili risorse per un totale di 1 miliardo di euro. Come fare domanda Ecobonus Gli incentivi prevedono delle maggiorazioni in caso di rottamazione dei mezzi più inquinanti. Come specificato da una nota del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la nuova piattaforma Ecobonus per il servizio di prenotazione degli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, sarà attiva dal 3 giugno 2024 alle ore 10.00 (https://ecobonus.mise.gov.it/). Sul sito, gestito da Invitalia per conto del Mimit, saranno resi disponibili i moduli per chiedere il bonus e le tabelle che, distinte per categorie di veicoli, riportano i criteri di attribuzione dei contributi. Per Ecobonus 2024, sono disponibili risorse pari a 950 milioni di euro a cui si aggiungono 50 milioni per i veicoli per l'anno in corso stanziati dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, per un totale di un miliardo di euro. Tra le novità, previsti contributi proporzionali alla classe ambientale di appartenenza del veicolo da rottamare, incluse le vetture di classe Euro 5. È agevolato l'acquisto di auto elettriche, ibride plug-in e a motore termico con un livello di emissioni di Co2 fino a 135 gr/km, nonchè di motocicli e ciclomotori elettrici e non elettrici e di veicoli commerciali leggeri. Il prezzo di listino compresi optional (Iva esclusa) non deve essere superiore ai 35mila euro per le autovetture delle fasce 0-20 gr/km (elettriche) e 61-135 gr/km (termiche) e ai 45mila euro per la fascia 21-60 g/km (ibride plug-in). Il contributo massimo ottenibile per l'acquisto di un veicolo elettrico nuovo, a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, salirà da 5mila a 13.750 euro per chi è in possesso di un Isee sotto 30mila euro. L'obiettivo del provvedimento è incentivare la rottamazione delle auto più inquinanti (classi Euro 0, 1, 2 e 3) che oggi rappresentano il 25% dell'attuale parco circolante. Con questa finalità, è previsto un contributo fino a 2.000 euro per l'acquisto di veicoli usati di classe Euro 6 con emissioni fino a 160 g/km CO2, a fronte della rottamazione di un'auto fino a Euro 4. Infine, il provvedimento introduce un contributo all'installazione di impianti nuovi a Gpl o a metano per autotrazione su autoveicoli di classe fino a Euro 4: il contributo è pari a 400 euro per gli impianti a Gpl e 800 euro per quelli a metano. 

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA L'addio di Luciano a Benetton, Edizione cambierà il ceo '100 milioni di perdite, in arrivo 260 milioni per il rilancio'

26 Maggio 2024, 07:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA L'addio di Luciano a Benetton, Edizione cambierà il ceo '100 milioni di perdite, in arrivo 260 milioni per il rilancio'

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Passo indietro del fondatore Luciano Benetton dal gruppo dei maglioncini colorati di Ponzano Veneto. In un’intervista l’89enne imprenditore ha annunciato le dimissioni da presidente accusando l’amministratore delegato Massimo Renon di aver nascosto un buco da 100 milioni di euro nell’andamento dei conti del 2023. Edizione pronta a ripianare le perdite con un altro aumento di capitale da 260 milioni | Grandi manovre in casa Proposta. Gli eredi di Carlo riordinano la cassaforte di famiglia Colpo di scena in casa Benetton. Il fondatore dell’impero dei maglioncini colorati, Luciano Benetton, tornato alla presidenza di Benetton Group sette anni fa per risollevarne le sorti si è dimesso. Lo ha annunciato in un’intervista rilasciata sabato 25 al Corriere della Sera in cui ha spiegato di «esser stato tradito» dai manager e ha accusato, senza nominarlo, l’amministratore delegato Massimo Renon di aver nascosto un «buco da 100 milioni di euro» nell’andamento dei conti del 2023. Accuse pesanti che però sono da leggersi più come uno sfogo, considerazioni amare di chi già nel 2018 definiva il deteriorarsi della situazione del gruppo come un «un dolore intollerabile» e l’anima storica creativa dell’azienda di Ponzano Veneto. Pare infatti che alla presa di posizione non seguirà una futura azione di responsabilità nei confronti del ceo da parte di un consiglio (anche se la vicenda potrebbe finire in tribunale) di cui fanno parte anche altri esponenti della famiglia Benetton e prime linee di Edizione. Quest’ultima è la cassaforte di famiglia da quasi 13 miliardi di valore a monte del gruppo ormai diversificato che oltre all’abbigliamento va dalle concessioni (Mundys con Adr e Abertis) alla ristorazione (Avolta, l’ex Autogrill-Dufry) e dalla finanza (Generali e Mediobanca) alle tlc (Cellnex). 

Gli altri membri della famiglia Benetton che siedono in cda

Oltre al fondatore, siedono nel consiglio anche Christian Benetton (terzogenito dello scomparso Carlo), Carlo Bertagnin Benetton (quartogenito di Giuliana) ed Ermanno Boffa, marito di Sabrina Benetton (secondogenita di Gilberto, scomparso sempre nel 2018). Christian Benetton, Carlo Bertagnin Benetton ed Ermanno Boffa sono consiglieri anche del board di Edizione, al piano di sopra della catena societaria. In cda c’è anche Christian Coco, direttore investimenti sempre della cassaforte nordestina. 

Le accuse a Massimo Renon 

Agordino di nascita, Renon era arrivato sulla tolda di comando di Benetton Group ad aprile 2020, da Marcolin, azienda di occhiali che fa parte sempre dell’operoso Veneto. «Mi sono fidato e ho sbagliato. Sono stato tradito nel vero senso della parola. Qualche mese fa ho capito che c'era qualche cosa che non andava. Che la fotografia del gruppo che ci ripetevano nei consigli di amministrazione i vertici manageriali non era reale», esordisce l’89enne imprenditore che nel 1965 assieme alla sorella Giuliana e ai due fratelli Gilberto e Carlo aveva dato vita al gruppo dell’abbigliamento e che poi Gilberto ha diversificato. E conclude, lasciando presagire tagli che ricadranno anche sui lavoratori: «Adesso occorre guardare avanti, nei prossimi mesi sarà fatto un piano per il futuro, abbiamo perso quattro anni e questo rende tutto più difficile non avendo la bacchetta magica. Purtroppo ci saranno sacrifici da fare. Quello che posso dire è che sarà messo il massimo impegno per ritrovare l'energia dei tempi migliori e dare nuova linfa a questo brand che rappresenta così tanto per la nostra famiglia e che porta il nostro nome. Per fortuna avevamo deciso di ritirare da tempo dalla borsa la Benetton. E quindi i rischi imprenditoriali erano e sono tutti in capo alla famiglia. Ma ancora una volta per la mia storia, per quello che significa la società, per i dipendenti, le famiglie, i tanti che entrano fiduciosi nei negozi dalla Moldavia a Parigi da Nuova Delhi a Los Angeles, prima di lasciare il gruppo intendo spiegare con la trasparenza che mi caratterizza cosa è successo senza per questo sottrarmi alle mie responsabilità».

Renon: mi sto organizzando con i miei legali
«Non commento l'argomento. Mi sto organizzando con i miei legali per una risposta strutturata», è la risposta secca di Renon.

I conti in rosso dal 2013 e oltre un miliardo andato in fumo
In realtà i problemi di Benetton Group nascono da lontano con l’arrivo sul mercato del fast fashion e dei colossi Zara e H&M che hanno progressivamente eroso quote di mercato al gruppo italiano dell’abbigliamento. Nel 2012 era arrivato l’addio alla borsa dopo 26 anni con una capitalizzazione già erosa ai minimi dagli anni ‘90 e utili sotto pressione dal 2008, sempre più esigui. Ci sono stati tentativi di riposizionamento sul segmento bambini e giovanissimi, senza successo.

Modello strutturalmente in perdita
La verità è che è un modello di business strutturalmente in perdita. Nel frattempo l’impianto dei costi, fra affitti e approvvigionamento di materie prime, è diventato infatti insostenibile. La gestione dei negozi (secondo i dati del 2022 è presente in 80 Paesi del mondo con più di 3.700 punti vendita) è rimasta in franchising, a differenza della presa diretta dei competitor Zara e H&M. Negli due esercizi la guerra alle porte dell’Europa (negozi Benetton sono presenti anche in Russia e nell’area dell’ex Europa dell’Est) ha contribuito a rallentare i piani di rilancio. Il management aveva presentato un piano nel 2020 che prevedeva un pareggio nel 2023 e cash flow positivi nel triennio successivo. Invece si è generata una nuova perdita a 8 zeri.

Gli aumenti di capitale di Edizione: negli ultimi 3 anni 350 milioni

Nel 2022 l’azienda aveva chiuso ancora in perdita di quasi 122 milioni di euro e anche nel 2021 il rosso di bilancio era stato di oltre 141 milioni. Le ennesime perdite che avevano visto gli interventi da parte dell’azionista Edizione (pare un centinaio di milioni all’anno) e che però avevano fatto salire il conto cumulato dei risultati negativi a superare di gran lunga il miliardo con il primo rosso a tingere i conti gia` nel 2013. In mezzo, il Covid, uno tsunami per tutti i gruppi del retail che aveva costretto Ponzano Veneto a spostare il piano triennale per il pareggio al 2023. Fallito, ancora, come tutti i precedenti tentativi di rilancio. 

Il 18 giugno l’assemblea di Benetton Group

Da qui il sorprendente sfogo amaro del fondatore e la nuova probabile iniezione di risorse da parte della cassaforte al piano superiore a cui seguirà un nuovo management. Negli ultimi 10 anni i ricambi al vertice sono stati molti. Ci aveva provato anche il secondogenito di Luciano, Alessandro Benetton ora a capo di Edizione, un profilo più finanziario rispetto a quello creativo di Luciano ma che era poi entrato in rotta con lo stesso padre e la famiglia sulla visione strategica del business. Il bilancio 2023 non è stato ancora diffuso e il 18 giugno è in programma l’assemblea di Benetton Group in cui emergeranno nuovi dettagli della vicenda. 

 

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