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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Parcheggi per i disabili, tra chi usa quello dei morti e chi lo usa per fare shopping, irregolari uno ogni 12

1 Agosto 2021, 08:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Contrassegno disabili

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Qualcuno ha utilizzato il contrassegno per invalidi intestato al genitore scomparso, mentre qualcun altro ha sfruttato il pass come “lasciapassare” per raggiungere il posto di lavoro in centro storico. Altri invece, incuranti delle sanzioni già ricevute per l’uso improprio del contrassegno, hanno continuato a esibirlo, subendo poi il ritiro del documento. Sono solo alcuni dei casi registrati a Modena nel primo semestre del 2021 nell’ambito delle attività di controllo dei parcheggi riservati ai veicoli destinati al trasporto di persone invalide o disabili presenti in città, di cui oltre 400 all’interno del centro storico. Anche quest’anno, infatti, la Polizia locale di Modena ha svolto una serie di accertamenti finalizzati a contrastare il fenomeno dei cosiddetti “furbetti”, con l’obiettivo di permettere a chi possiede regolarmente il contrassegno di disporre del maggior numero possibile dei posti esistenti. Nei primi sei mesi del 2021 gli operatori del Comando di via Galilei hanno controllato 2.591 stalli riservati agli invalidi, circa 432 ogni mese, elevando 253 sanzioni, di cui 81 in centro, con la media di un illecito riscontrato ogni 12 stalli sottoposti a verifica. La Polizia locale ha effettuato 1.848 controlli nel Quartiere 1, 286 nel Quartiere 2, 294 nel Quartiere 3 e 163 nel Quartiere 4. Le 253 sanzioni sono state comminate a 204 veicoli che hanno violato l’articolo 158 del Codice della strada (“Divieto di fermata e di sosta dei veicoli”). In 49 casi si è verificata anche, in aggiunta, la violazione dell’obbligo di utilizzo strettamente personale del contrassegno (previsto da un’ordinanza comunale): alla luce delle agevolazioni che lo caratterizzano, come, appunto, la sosta sugli stalli riservati, nelle aree pedonali, accesso alla zona Ztl e sosta gratuita sugli stalli a pagamento, per utilizzare il pass è necessario che il titolare sia presente e il veicolo che espone l’autorizzazione sia al servizio del titolare del contrassegno stesso. L’importo del verbale è di 87 euro (60,90 se pagata entro cinque giorni), oltre alla rimozione del veicolo e alla decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del conducente. In caso di sosta irregolare senza averne titolo, quindi, il proprietario dell’auto deve dichiarare chi fosse alla guida al momento della commissione dell’illecito; inoltre, viene applicata la sanzione accessoria del ritiro del contrassegno quando si è in presenza di recidiva. I numeri dei “furbetti” del primo semestre dell’anno ricalcano quelli dell’analogo periodo del 2020 – quando le sanzioni furono 262 – e dal punto di vista territoriale si concentrano soprattutto sul centro storico, dove, per via della presenza di un numero maggiore di stalli “dedicati”, si è sviluppata la maggioranza dei quasi 2.591 accertamenti complessivi (cioè il 71 per cento). Nel primo trimestre del 2021, infatti, nel Quartiere 1 sono stati controllati 766 posti e 239 veicoli, un’attività che ha condotto a 40 sanzioni, di cui 17 per violazione dell’ordinanza comunale; mentre nel secondo trimestre sono stati sottoposti a verifica 1.082 stalli e 435 veicoli, da cui sono emerse 41 violazioni (tra queste, 14 all’ordinanza comunale), con un caso di recidività. Tra le situazioni più significative, anche quelle di otto automobilisti che adoperavano permessi intestati a persone scomparse. A Modena gli stalli per disabili in centro storico sono 432 (una quarantina realizzati nell’ultimo quinquennio), dei quali 119 in zona Ztl. Il numero complessivo dei contrassegni rilasciati ai residenti è di circa 5 mila e naturalmente sono utilizzabili anche quelli emessi dagli altri Comuni italiani ed europei. Per informazioni: www.comune.modena.it/servizi/mobilita-e-trasporti/ztl-zona-traffico-limitato. ANCHE 8 CASI DI PASS INTESTATI A DEFUNTI La Polizia locale ha rilevato, inoltre, diversi episodi di cittadini che usavano il contrassegno intestato a familiari e amici per accedere indebitamente in centro storico Sono stati 49 in città i casi di utilizzo illecito del contrassegno per parcheggiare negli stalli riservati alle persone invalide o disabili individuati dalla Polizia locale di Modena nell’ambito dei controlli effettuati nel primo semestre del 2021. La maggioranza degli episodi (31) è stata verificata in centro storico. Nello specifico, tra i vari abusi registrati sulle strade dagli operatori del Quartiere 1, chiamati spesso ad approfondimenti anche grazie all’attività dei colleghi negli uffici del Comando di via Galilei e degli altri settori dell’Amministrazione comunale come l’Anagrafe e il Settore traffico, emergono in particolare le 8 vicende di persone che utilizzavano, pure a distanza di tempo, autorizzazioni intestate ai familiari scomparsi, nonostante il decesso del titolare del contrassegno comporti il decadimento del titolo (che ha validità quinquennale e che può essere rilasciato anche a tempo determinato nel caso di invalidità temporanea del richiedente). Tra gli altri casi di violazione dell’ordinanza comunale che regola le modalità di utilizzo del pass (la sanzione è di 87 euro), anche la vicenda di una esercente del centro storico che esponeva un pass per invalidi intestato a un’amica, assente al momento dell’accertamento, affermando di utilizzarlo per accedere in area Ztl per accompagnarla alle visite. A un altro automobilista che sostava in centro per andare al lavoro è stato invece ritirato il contrassegno invalidi, in realtà intestato alla madre, perché l’uomo nell’arco di quattro mesi ha violato per due volte la normativa, rendendosi dunque responsabile di recidiva, circostanza che fa appunto scattare il provvedimento sul contrassegno. Infine, è stato sanzionato un cittadino, residente in centro storico, che sfruttava il pass intestato a un genitore (che vive da un’altra parte) per muoversi all’interno della Zona a traffico limitato e parcheggiare, senza averne titolo, su uno stallo invalidi che si trova nelle vicinanze della sua abitazione. SULPANARO.NET

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Torino, una laurea per la ragazza che danza in carrozzina premiata da Mattarella

27 Luglio 2021, 18:55pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Alessia Chianese Il mondo di Giovannella Porzio, 24 anni, torinese, si muove a suon di musica e a passo di danza. La danza le è valsa, a dicembre, il riconoscimento della medaglia al merito, onorificenza con cui il Presidente della Repubblica l’ha nominata Cavaliere al merito della repubblica italiana. E la danza, ieri, l’ha portata alla laurea, all’università di Torino con una tesi in antropologia culturale “sulle punte e sulle ruote: la danza in carrozzina contro ogni barriera e per una cultura della disabilità”.

Giovannella, affetta dalla malattia rara Charcot-Marie-Tooth, balla sulle ruote della sua carrozzina da sei anni con l’associazione Ballo Anch’io e la compagnia conta tre ballerine in carrozzina e altrettante “in piedi”, come dice lei. “Io ho le ruote, loro i piedi - dice - balliamo insieme perché apparteniamo allo stesso mondo. Ed è quello il messaggio che ho voluto far emergere con la mia tesi: bisogna creare una cultura della disabilità che non crei gruppi o sottogruppi che non tenga separati i disabili da tutti gli altri. La disabilità è solo un modo diverso di fare le cose, come la danza in carrozzina è solo un altro modo di danzare”.

Giovannella Porzio (al centro) sul palco 

Il presidente Mattarella, a dicembre, aveva definito il suo lavoro con la danza un “impegno appassionato per abbattere le barriere fisiche e mentali”. Giovannella si è data questo obiettivo anche nel suo percorso di studi all’Unviersità di Torino dove ha frequentato il corso di Lingue e Culture per il turismo. “La danza è per sua natura inclusiva - dice - abbatte le barriere e può avere una grande influenza sulla società. Le barriere non sono soltanto quelle che vengono alzane nei confronti delle persone con disabilità, ma anche quelle che  le persone in carrozzina creano da sole quando pensano di non poter fare qualcosa, quando credono di doversi nascondere”.

E’ per questo che Giovanella, che ha appena partecipato anche alla coppa del mondo di danza in carrozzina di Genova conquistando il sesto posto, si presenta spesso alle competizioni di danza che non sono riservate alle persone con disabilità. “Nei regolamenti delle competizioni  di danza tradizionale non c’è mai scritto che i ballerini in carrozzina non possono partecipare - spiega la danzatrice - Noi non diciamo di essere in carrozzina, i giudici lo scoprono quando ci vedono e sfruttiamo l’effetto “wow”. Ovviamente controlliamo prima che il palco sia accessibile, ma una volta fatto questo, non ci sono altri ostacoli che dovrebbero fermarci ed è questo spirito che voglio diffondere con il mio lavoro”.

La giovane torinese ha voluto dedicare la sua tesi a Marilena Goria, una delle sue insegnanti di danza, mancata qualche anno fa.  “Ho iniziato a ballare sei anni fa, tutto sommato sono ancora una ballerina giovane anche se l’amore per la danza è stato un colpo di fulmine e da quando ho iniziato non ho mai smesso. Ora sogno di aprire una scuola tutta mia”. Quando ricevette la medaglia al merito stava ancora scrivendo la sua tesi e la laurea era il suo primo obiettivo. “Non mi sembra vero di esserci arrivata - dice - ora penso a un master in management marketing”.

FONTE E FOTOGRAFIE la Repubblica

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disability card: nella Relazione Annuale di INPS nuovi dettagli sulla carta per le agevolazioni ai cittadini disabili

16 Luglio 2021, 08:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disability card: nella Relazione Annuale di INPS nuovi dettagli sulla carta per le agevolazioni ai cittadini disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA Sono cinque i macro temi toccati dalla Relazione Annuale che il presidente dell’INPS Pasquale Tridico ha presentato nei giorni scorsi alla Camera: caduta occupazionale, nuove professioni e riforma degli ammortizzatori sociali; povertà e reddito minimo; denatalità e assegno unico; spesa pensionistica e bisogno di flessibilità in uscita; innovazione e flessibilità dell’INPS. Tra i temi toccati, in merito alla disabilità (ieri vi riportavamo delle dichiarazioni sulle possibili future novità dell’assegno di accompagnamento, ndr) è all’interno dell’ultimo capitolo, dedicato all’innovazione tecnologica, che viene presentata la Disability Card, che dovrebbe attestare la condizione di disabilità o non autosufficienza.

La Card si allinea con quanto previsto dall’articolo 4, lettera c) del Regolamento n. 1381/2013 dell’Unione Europea, che nell’ambito del programma Diritti, Uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014/2020, adottabile su base volontaria dagli stati membri. Il documento, infatti, prevedeva come obiettivo specifico la promozione e la protezione dei diritti delle persone con disabilità, specificando che la Carta Europea della Disabilità si colloca tra le misure adottate su base volontaria dagli Stati Membri per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia dell’Unione Europea 2010/2020 in materia di disabilità, finalizzata all’introduzione di una tessera che permetta l’accesso delle persone con disabilità a servizi in coerenza reciproca con gli altri Paesi dell’Unione Europea, per consentire la piena inclusione nella vita sociale della comunità.

Il DPCM del 6 novembre 2020, al fine di recepire e attuare gli obiettivi strategici introdotti dall'UE, definisce i criteri per il rilascio della Carta della disabilità in Italia determinando le modalità per l’individuazione degli aventi diritto e per la realizzazione e la distribuzione della stessa. In particolare, l’Art.1 del suddetto Decreto, stabilisce che la Carta, rilasciata dall’INPS, attesti i soggetti in condizione di disabilità o non autosufficienti. Il DPCM attribuisce il ruolo chiave all’Istituto di verifica della corrispondenza delle informazioni rese nella domanda del cittadino ai requisiti richiesti sulla base dei dati disponibili presso i propri archivi.

L’INPS, una volta accertato il possesso dei requisiti richiesti, affida la produzione della Carta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e, attraverso un gestore esterno del servizio di consegna, provvede, nei sessanta giorni successivi alla richiesta, alla distribuzione della Carta ai richiedenti presso l’indirizzo di recapito.

La presentazione della Carta esonera dall’esibizione di altre certificazioni che attestino disabilità e/o non autosufficienza e consente l’accesso agevolato a beni o servizi. Le agevolazioni sono attivate mediante protocolli d’intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e i soggetti pubblici o privati, coerenti con i requisiti e le finalità dell’iniziativa. I titolari della Carta possono ottenere le agevolazioni previste esibendo la stessa, senza ulteriori formalità o richieste da parte di Amministrazioni dello Stato o dei soggetti pubblici e privati che hanno sottoscritto le convenzioni, salvo la verifica della titolarità della stessa.

Operativamente, comunica l’INPS all’interno del Rapporto, le attività per la realizzazione del progetto “Disability Card” sono in fase di ultimazione.

FONTE www.disabili.com

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Varese, ragazzi disabili maltrattati al centro diurno: sette misure cautelari

13 Luglio 2021, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Varese, ragazzi disabili maltrattati al centro diurno: sette misure cautelari

INSERITO DA MORENA MOTTA Spintoni e schiaffi. Il tavolo spinto contro il muro a schiacciare dolorosamente un ragazzino che aveva la sola colpa di cercare un po’ di spazio. Mani alzate verso una ragazzina seduta. Le gambe di una bimba legate con le coperte. Sono solo alcuni dei fotogrammi di un video, reso noto dai carabinieri della Compagnia di Varese, che hanno documentato una serie di maltrattamenti ai danni di giovanissimi ospiti - fra gli 8 e i 16 anni - di una cooperativa sociale per minori con gravi disabilità.

Le indagini hanno portato lunedì all’emissione di 7 misure cautelari personali ai danni degli educatori, che li obbligano al «divieto di avvicinamento alle persone offese». Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Varese, che ha dato il via libra alle misure dopo gli elementi portati dalle indagini dell’Arma e maturate in un paio di mesi, frutto di una denuncia da parte dei genitori di un ragazzino che hanno notato il brusco cambiamento di umore del figlio.

Così sono partiti gli accertamenti, con indagini avviate agli inizi del mese di marzo 2021 da parte dei carabinieri della stazione di Azzate che hanno permesso di documentare i reati di «maltrattamenti aggravati e continuati» e, solo per quattro degli educatori, anche del reato di «abbandono di persone minori o incapaci e lesioni personali colpose» nei mesi di aprile e maggio scorsi. Gli episodi contestati riguardano «quotidiane vessazioni e violenze, consistenti in ripetute offese verbali, strattonamenti, minacce e percosse, nonché l’omissione dei controlli», non impedendo cioè «che le persone offese ponessero in essere atti autolesivi».

Secondo quanto raccolto dalle investigazioni tecniche con microcamere, gli educatori avrebbero «abbandonato i minori disabili agli stessi affidati per ragioni di cura, necessitanti di vigilanza continua a causa delle patologie da cui sono affetti (in particolare crisi, atti auto lesivi e crisi epilettiche), lasciandoli da soli in stanza, così da porre in pericolo l’integrità psicofisica dei medesimi». In alcuni casi gli operatori pur presenti non sarebbero intervenuti per interrompere crisi o gesti autolesivi legati alle patologie sofferte dai minori che si sono procurati così «lesioni, abrasioni e ferite».

FONTE https://milano.corriere.it di Andrea Camurani

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Carrozzina disabile rotta in aereo, Ryanair si scusa e offre nuova sedia a rotelle

8 Luglio 2021, 09:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Carrozzina disabile rotta in aereo, Ryanair si scusa e offre nuova sedia a rotelle

INSERITO DA MORENA MOTTA Le hanno chiesto scusa per l’accaduto dando la disponibilità a fornirle una sedia a rotelle sostitutiva o un volo anticipato per il rientro a casa in sicurezza.

La compagnia aerea Ryanair ha contattato Anita Pallara, la 32enne barese affetta da Sma che oggi su facebook ha denunciato di aver subito un danno alla sua carrozzina durante il volo Bari-Cagliari con il quale ha viaggiato ieri in compagnia dei genitori.

Con una telefonata e poi con una mail a firma di Lorna McGuinness, senior customer service agent di Ryanair, la compagnia ha dapprima espresso “le più sincere scuse in relazione al danno causato alla sedia a rotelle a bordo del volo”, e poi le ha fornito la possibilità di usufruire di una carrozzina sostitutiva, che tuttavia Anita non ha potuto accettare perché la sua sedia a rotelle, per la particolare patologia di cui soffre, è fatta su misura. Poiché l’azienda fornitrice della carrozzina invierà il pezzo danneggiato di ricambio domani, la passeggera contatterà Ryanair quando e se sarà stata riparata. “Se non funziona e desideri tornare a casa prima – si legge nella mail – , possiamo organizzare lo spostamento del volo di ritorno in modo da poterti riportare a casa in sicurezza”.

FONTE www.telebari.it

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Scuola disabili. Verso l’iter per la legge sugli assistenti alla autonomia e comunicazione

2 Luglio 2021, 10:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Scuola disabili. Verso l’iter per la legge sugli assistenti alla autonomia e comunicazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Prende concreta possibilità di giungere a una legge la proposta di internalizzare nell’organico del MIUR (ovvero assumere direttamente da parte del Ministero dell’Istruzione) gli assistenti all’autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità.
A comunicarlo è la FIRST - Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela Diritti delle persone con disabilità, che da tempo si batte per questo risultato.

AVVIO DELL'ITER PARLAMENTARE
La Federazione ha fatto sapere che a breve inizierà l’iter parlamentare alla Commissione lavoro della Camera dei Deputati, congiunto con la Commissione Istruzione, della proposta di legge n. C.2887 - prima firmataria On. Bucalo: è stata infatti calendarizzata per il prossimo settembre la discussione.
Secondo la FIRST, qualora approvata, la legge assumerebbe una portata storica nel processo effettivo di inclusione per gli alunni che vivono una condizione di disabilità che necessitano dell’apporto imprescindibile delle citate figure professionali.

CHI SONO GLI ASSISTENTI AD AUTONOMIA E COMUNICAZIONE
Gli assistenti alla autonomia e comunicazione, lo ricordiamo, sono figure professionali (previste dall’articolo 13 della Legge 104) che affiancano l’insegnante di sostegno, a supporto degli studenti con disabilità: si tratta di operatori socio educativi che supportano lo studente con disabilità sensoriale, psicofisica e con autismo, quando necessario. Il processo di inclusione scolastica, quindi, passa anche per queste fondamentali professionalità.

LA SITUAZIONE ATTUALE E LA PDL
Tale legge è così attesa perché comporterebbe finalmente la normazione di questa importante figura. Attualmente, infatti, gli assistenti all’autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità  pagano la mancanza di una definizione univoca per quanto riguarda ruoli, funzioni, percorsi formativi e trattamenti economici. La proposta di legge punta quindi a stabilizzarli, facendoli assumere dal MIUR, così da ottenere non solo una maggiore stabilità economica per gli interessati, ma anche più efficienza nel fornire fin dal primo giorno di scuola questa figura agli studenti con disabilità che ne abbiano bisogno.

La FIRST, dal canto suo, auspica che tutti i gruppi parlamentari sostengano trasversalmente l’approvazione della citata proposta di legge, perchè vi è in gioco la condizione di vita e di inclusione effettiva di migliaia di alunni, delle famiglie e di riflesso di circa sessantamila assistenti specializzati.
FONTE www.disabili.com

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO 29 giugno: XII Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

29 Giugno 2021, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO 29 giugno: XII Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica

INSERITO DA MORENA MOTTA Giugno è il mese della sclerosi sistemica durante il quale la sensibilizzazione e l’informazione rispetto a questa patologia saranno il filo conduttore delle attività e della campagna istituzionale “Facciamo luce sulla Sclerosi Sistemica”. A conclusione del mese, il 29, si celebrerà la Giornata Mondiale (World Scleroderma Day), giunta alla sua dodicesima edizione. Interviste, spot radiofonici, video testimonianze e articoli contribuiranno a diffondere informazioni sulla patologia.

La sclerosi sistemica detta anche sclerodermia, più comunemente identificata come “la malattia della mani fredde e dita viola” dal suo sintomo di esordio cioè il fenomeno di Raynaud,  è una patologia che, in alcune delle sue forme, può risultare fortemente degenerativa e invalidante. Colpisce soprattutto le donne in fascia di età 25-55 anche se recenti studi evidenziano un aumento dei casi tra uomini e adolescenti, rari ma non trascurabili i casi in età pediatrica. Pur facendo parte dell’ampia rosa delle connettiviti, l’informazione su questa patologia è ancora scarsa e la diagnosi arriva ancora oggi con un ritardo di circa 3 anni rispetto alla comparsa dei primi sintomi.

Ad oggi le persone diagnosticate in Italia sono circa 25.000, con un incremento annuo di un migliaio di nuovi casi. Insufficienti le terapie a contrastare le complicanze della malattia, timida la ricerca, inesistenti le politiche di welfare a sostegno delle persone malate, questa è la denuncia dell’Associazione nazionale di pazienti.

L’esperienza della Lega Italiana Sclerosi Sistemica, che dal 2010 lavora al fianco delle persone affette da questa patologia, mettendo a disposizione competenze ed esperienze, conferma che l’approccio tempestivo diagnostico- terapeutico migliora la qualità della vita delle persone affette e porta al raggiungimento di una maggiore consapevolezza rispetto alle terapie. Fondamentali sono poi la corretta valutazione delle complicanze e il precoce intervento farmacologico che modificano in modo significativo l’evoluzione della malattia. Per favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i vari medici specialisti, l’Associazione ha promosso un ciclo di corsi di aggiornamento,  Progetto Academy,  per medici tenuti da specialisti e ricercatori. Il progetto promuove la cultura della diagnosi precoce e della presa in carico tempestiva e adeguata della persona.

Comunicato Stampa Lega Italiana Sclerosi Sistemica

FONTE www.fondazioneserono.org

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Lombardia. Nasce il Garante regionale per le persone disabili

17 Giugno 2021, 08:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Lombardia. Nasce il Garante regionale per le persone disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Consiglio regionale della Lombardia ha istituito il Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità. L’autorità di garanzia, autonoma e indipendente, ha la funzione di tutelare i diritti delle persone disabili, anche mediante azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni della discriminazione, in tutti gli aspetti della vita associata.
Alla luce del contesto normativo vigente, lo svolgimento delle funzioni del nuovo Garante regionale sono state attribuite al Difensore regionale. Una scelta che, spiega una nota diramata dal Consiglio Regionale, "risponde all’esigenza di evitare la proliferazione di organi di garanzia regionali e consente di impiegare in modo efficiente le risorse umane, organizzative e patrimoniali già esistenti".

La legge di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza (Alessandro Fermi, Presidente, Francesca Brianza e Carlo Borghetti, Vice Presidenti; Giovanni Malanchini e Dario Violi, Consiglieri Segretari) e dei Consiglieri Patrizia Baffi, Alessadra Cappellari, Claudia Carzeri, Federica Epis, Barbara Mazzali e Simona Tironi, di cui è stata relatrice la Consigliera leghista Alessandra Cappellari, Presidente della Commissione Affari istituzionali, è stato approvato ieri all’unanimità dall’Assemblea di Palazzo Pirelli.


La figura istituzionale del Garante è concepita come punto di ascolto delle esigenze e delle istanze provenienti dai soggetti in condizione di disabilità. In quanto Autorità che promuove la sensibilizzazione circa i diritti della persona disabile e l’integrazione di quest’ultima, opera infatti come soggetto istituzionale in grado di fornire assistenza, pronta e gratuita, alle persone con disabilità, anche nell’ottica della loro tutela.
In secondo luogo, il Garante opera attivamente in favore delle persone con disabilità nei differenti contesti sociali (famiglia, lavoro e società), svolgendo, tra l’altro, attività di vigilanza e segnalazione, attivando interventi di prevenzione e contrasto dei fenomeni di discriminazione o di mancata tutela delle persone disabili e promuovendo attività orientate a diffondere nel tessuto sociale la conoscenza della disabilità e la cultura del rispetto. Il Garante promuove altresì iniziative formative e di raccolta dati, anche in collaborazione con le istituzioni nazionali. Il Garante si configura, dunque, quale figura istituzionale in grado di stimolare, anche presso le pubbliche amministrazioni, l’affermazione del più alto grado di tutela dei diritti della persona disabile.
L’istituzione del Garante regionale per le persone disabili, fortemente voluto dal Presidente Alessandro Fermi, che è anche primo firmatario della legge, ha raccolto consenso unanime fra i gruppi politici, sia pure con alcuni distinguo. 

Esprime soddisfazione la Vicepresidente del Consiglio Regionale Francesca Brianza. “Negli anni – sono le parole dell’esponente della Lega contenute nella nota consiliare - Regione Lombardia ha dimostrato grande attenzione per il coinvolgimento e l’inclusione sociale delle persone diversamente abili, anche attraverso l’adozione di strumenti economici ed amministrativi innovativi. Il Garante per la tutela delle persone con disabilità, istituito presso il Consiglio regionale  rappresenterà un organo consultivo privilegiato, innanzitutto per l’organo consiliare, nell’elaborazione di politiche innovative in materia di disabilità”.

“Sono contento – ha commentato il Consigliere Segretario Giovanni Malanchini - che sia stata approvata questa proposta, della quale sono sottoscrittore, che dimostra come l'attenzione di Regione Lombardia sia sempre molto alta su un tema che tocca da vicino la vita di tantissime persone e famiglie lombarde”. Parole a cui fanno eco quelle della Consigliera Selene Pravettoni (Lega): “Il progetto di legge approvato oggi costituisce un importante  passo avanti nella tutela della dignità delle persone disabili e nell’abbattimento di quelle barriere che, pur non essendo fisiche, rappresentano per loro  un grandissimo ostacolo”.

Voto a favore con qualche polemica da parte del Movimento 5 Stelle, che ha lamentato la bocciatura di alcuni suoi emendamenti. “In tema di diritti – ha commentato il Consigliere Gregorio Mammì – è comunque sempre meglio poco che niente. Ci auguriamo che in futuro, la sensibilità della maggioranza in Consiglio possa aumentare, noi continueremo a lavorare per questo risultato”.

Semaforo verde con distinguo pure dal PD. “Permane qualche dubbio – ha sottolineato il Capogruppo Fabio Pizzul – sull’opportunità di accorpare tutte le figure dei Garanti. Crediamo che le ragioni, sia pur esistenti, di razionalizzazione e risparmio, non possano prevalere sulla necessità di mantenere un presidio autonomo, anche simbolicamente, su determinate questioni, come quella di cui ci siamo occupati oggi. Suona quasi paradossale – ha fatto notare l’esponente Dem – che nel momento in cui si istituisce la figura del  Garante per le persone con disabilità, si vada poi automaticamente a dire che questa viene accorpata a quella del Difensore civico regionale”.

FONTE http://www.quotidianosanita.it

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Combattere la violenza contro tutte le donne, anche quelle con disabilità

16 Giugno 2021, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Combattere la violenza contro tutte le donne, anche quelle con disabilità

INSERITO DA MORENA MOTTA Sul tema della violenza contro le donne non bisogna abbassare la guardia e, anzi, intraprendere strategie e mettere in campo risorse per affrontare un fenomeno gravissimo e trasversale, che non risparmia – anzi! – le donne più fragili, come quelle con disabilità.
A questo proposito, la FISH lo scorso 10 giugno giugno è stata ricevuta in audizione al Senato presso la “Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere”, rappresentata dalla la vice-presidente, Silvia Cutrera, che è anche responsabile del gruppo donne della organizzazione.

Spiega Cutrera che «Ci siamo focalizzati nella memoria che abbiamo presentato alla Commissione di inchiesta sul tema specifico della violenza riportando le richieste del Gruppo di esperti/e del Consiglio d’Europa (GREVIO) che, nel rapporto di valutazione delle misure messe in atto dall’Italia per attuare la Convenzione di Istanbul, ha richiesto azioni concrete per proteggere le donne con disabilità da ogni forma di violenza».

Il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità o con problemi di salute è tutt’altro che da sottovalutare. Ricorda la vicepresidente FISH alcuni dati emersi da una ricerca che la Federazione ha svolto lo scorso anno: il 62.3% del campione rappresentativo considerato ha dichiarato di aver subìto nel corso della propria vita almeno una forma di violenza. La forma di violenza più ricorrente è quella psicologica (51,4% del campione), segue la violenza sessuale (34,6% dei casi), la violenza fisica (14.4%) e quella economica (7,2%)».

Prosegue la vice-presidente della FISH: «questi dati allarmanti, spesso, sono le conseguenze del fatto che alle donne con disabilità viene negato l'accesso alla giustizia. Perché non è raro che i giudici, i pubblici ministeri, gli avvocati e le forze dell'ordine, nelle loro pratiche lavorative, manifestino stereotipi negativi e di conseguenza risulta abbastanza frequente che non vengono avviati i procedimenti necessari a tutelare le donne con disabilità». Pertanto, dice Cutrera, «abbiamo chiesto ai parlamentari della Commissione che si facciano portavoce di una riforma per fornire al personale del sistema giudiziario la formazione adeguata per un approccio intersezionale alle discriminazioni basate sul genere e la disabilità».

La situazione, già allarmane e grave, è stata inoltre aggravata dalla pandemia. Aggiunge Cutrera: «c’è un altro aspetto che abbiamo rappresentato durante l’audizione al Senato, ed è quello relativo al fatto che la pandemia da COVID-19 ha ulteriormente penalizzato l'accesso delle donne con disabilità ai servizi di salute sessuale e riproduttiva. Le quali in questo ultimo periodo hanno vissuto una condizione di totale abbandono». Pertanto, conclude Cutrera: «occorre che sia garantito realmente il diritto alla salute, cioè che vi sia l’accesso completo a cure mediche rispondenti alle specifiche esigenze delle ragazze e delle donne con disabilità per ciò che riguarda le consulenze ginecologiche, le visite mediche, la salute sessuale e riproduttiva, la pianificazione familiare e il sostegno necessario durante la gravidanza».

L’appello è quindi a una politica che non può rimanere indofferente di fronte a questi dati. In particolare, la FISH chiede di agire anche sulla formazione alla prevenzione della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze con disabilità, da fornire a tutti i professionisti della salute, dell'istruzione, della giustizia, come pure di promuovere azioni di empowerment nei contesti familiari, scolastici, professionali, sanitari per aiutare le donne a riconoscere la propria forza e diventare protagoniste e attiviste nel rivendicare il rispetto dei propri diritti.

FONTE www.disabili.com

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Il diritto all’accompagno deve essere garantito anche nel caso di patologia gravissima

11 Giugno 2021, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Il diritto all’accompagno deve essere garantito anche nel caso di patologia gravissima

INSERITO DA MORENA MOTTA Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che l’indennità di accompagno deve essere garantita se la persona lo necessita anche in caso di gravissima patologia tale da prevedere che potrebbe sopraggiungere il decesso. 

Gli invalidi civili al 100% con impossibilità a deambulare in maniera autonoma, o che non siano in grado di svolgere gli atti della vita quotidiana e necessitano quindi dell'assistenza continuativa di una persona, hanno diritto a un'indennità di accompagnamento, erogata indipendentemente dal reddito e dall'età. 

La Cassazione in questa sentenza ha sottolineato che “in tema di provvidenze per gli invalidi civili, la presenza di gravi patologie, tali non solo da rendere l'individuo inabile al 100% ma da fare ragionevolmente prevedere che la morte sopraggiunga proprio in dipendenza delle stesse, non esclude il diritto all'indennità di accompagnamento (di cui all'art. 1 della l. n. 18 del 1980 e all'art. 1 della l. n. 508 del 1988) finché l'evento letale sia "certus an" ma "incertus quando", non apparendo razionale e rispondente alle finalità della legge negare la necessità di un'assistenza continua per il fatto che, entro un periodo di tempo imprecisato, sopraggiungerà la morte a causa delle patologie invalidanti. L'indennità può essere negata solo quando sia possibile formulare un giudizio prognostico di rapida sopravvenienza della morte, in ambito temporale ben ristretto, di modo tanto che la "continua assistenza" risulti finalizzata non già a consentire il compimento degli atti quotidiani (tra i quali l'alimentazione, la pulizia personale, la vestizione), bensì a fronteggiare un'emergenza terapeutica”. 

In altre parole, l’indennità di accompagnamento deve essere erogata indipendentemente dal reddito, dall’età e dalla patologia. 

FONTE www.fondazioneserono.org di Simone Basten

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