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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Campioni d’Europa, gli Azzurri con sindrome di Down del basket!

26 Ottobre 2021, 14:34pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nazionale italiana basket Down, "SUDS Euro TriGames", Ferrara, ottobre 2021

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO «Nel 2021 le Nazionali dell’Italia vincono in qualsiasi sport, e anche noi non volevamo essere da meno!»: a dirlo è stato Giuliano Bufacchi, uno dei coach della Nazionale Italiana di basket, che battendo la Turchia per 21 a 12, si è aggiudicata la medaglia d’oro e il titolo di campione d’Europa ai “SUDS Euro TriGames” di Ferrara, prima edizione di una manifestazione multidisciplinare riservata ad atleti e atlete con sindrome di Down, che ha coinvolto oltre cinquecento partecipanti provenienti da diciassette Paesi non solo europei

Nazionale italiana basket Down, "SUDS Euro TriGames", Ferrara, ottobre 2021

Gli Azzurri della Nazionale di basket con sindrome di Down che hanno trionfato ai “SUDS Euro TriGames di Ferrara”

Come da nostra presentazione, si è svolta a Ferrara la prima edizione dei SUDS Open Euro TriGames, manifestazione multidisciplinare con atleti e atlete con sindrome di Down. E proprio a Ferrara si è tenuta la finale del basket, con la Nazionale italiana che battendo la Turchia per 21 a 12, si è aggiudicata la medaglia d’oro di tale disciplina e il titolo di campione d’Europa.
In qualche modo, dunque, si è consolidata una scia di vittorie che protrattasi nel tempo, se è vero che già nel 2017 gli Azzurri del basket avevano vinto l’Europeo, e negli anni 2018 e 2019 i Mondiali.

Quello del basket, per altro, non è stato certo l’unico risultato degli Azzurri, giacché sono state ben 105 le medaglie (di cui 55 d’oro) conquistate nelle otto differenti discipline: basket, calcio, atletica leggera, judo, nuoto, nuoto sincronizzato, tennis e tennistavolo.

La manifestazione ha coinvolto oltre cinquecento partecipanti provenienti da diciassette Paesi non solo europei (Bulgaria, Croazia, Estonia, Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Stati Uniti).
L’iniziativa è stata promossa dalla FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), dalla SUDS (Sport Union for Athletes with Down Syndrome), dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico), dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Ferrara, dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Università di Ferrara.

Gli Azzurri della pallacanestro sono allenati da Mauro Dessì, Francesca D’Erasmo e Giuliano Bufacchi. Proprio quest’ultimo ha commentato: «Tra gli allori vinti negli ultimi anni, questo è stato di certo il più faticoso, il più sofferto e forse il più bello. Poi in casa, col palazzetto pieno, è un’emozione unica. La Turchia ci aveva sorpreso durante il girone, ed è stato un avversario difficile. I ragazzi sono stati meravigliosi, hanno seguito tutte le nostre direttive e il risultato è questo. Abbiamo vinto tanto, ma sembra essere la prima vittoria per la bellezza di come è arrivata e per la difficoltà del percorso fatto. Nel 2021 le Nazionali dell’Italia vincono in qualsiasi sport, e anche noi non volevamo essere da meno».

Ecco dunque i nomi degli otto atleti e atlete della Nazionale di basket che hanno compiuto la brillante impresa: Chiara Vingione, Fabio Tomao, Alessandro Greco, Alex Cesca, Andrea Rebichini, Alessandro Ciceri, Antonello Spiga e Davide Paulis. (Simona Lancioni) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Strisce blu e gratuità: bene le Commissioni della Camera, ora tocca al Governo

26 Ottobre 2021, 14:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Autoveicoli parcheggiativ tra le strisce blu

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Le organizzazioni Cittadinanzattiva e UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che affiancate da Vera Studio sono impegnate da tempo su tale questione, plaudono alla decisione delle Commissioni Trasporti e Ambiente della Camera, che hanno approvato gli emendamenti al “Decreto Infrastrutture” riguardanti la gratuità della sosta tra le strisce blu per le persone con disabilità fornite di contrassegno, quando gli spazi a loro riservati siano già occupati o non presenti. Ora, sostengono a una voce, tocca al Governo e all’Associazione dei Comuni fare la propria parte

Autoveicoli parcheggiativ tra le strisce bluProprio ieri, sulle nostre pagine, avevamo dato spazio all’istanza di Cittadinanzattiva e della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), affiancate dalla Società di Consulenza VERA Studio, che chiedevano alle Commissioni Trasporti e Ambiente della Camera, in sede di conversione in Legge del cosiddetto “Decreto Infrastrutture” (Decreto Legge 121/21), di approvare gli emendamenti riguardanti la gratuità della sosta tra le strisce blu per le persone con disabilità fornite di contrassegno, quando gli spazi a loro riservati siano già occupati o non presenti. Una questione sulla quale, lo ricordiamo, tali organizzazioni sono oramai impegnate da molto tempo.
Ebbene, oggi Cittadinanzattiva, UILDM e Vera Studio plaudono alla decisione di quelle Commissioni, che hanno effettivamente approvato gli emendamenti in tal senso, presentati dalle deputate Maria Chiara Gadda e Rossella Muroni.

«Le Commissioni Parlamentari – commenta Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM – hanno giustamente votato e approvato questa modifica e noi speriamo che alla fine il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il suo staff comprendano che è necessario far approvare questa norma, molto importante per chi ha già enormi difficoltà di spostamento e di mobilità nelle città. Riguardo poi alle preoccupazioni per le varie casse comunali sollevate da parte dell’ANCI (Associazione Nazionale Communi Italiani), quelle stesse preoccupazioni, va detto, non emergono quando migliaia di motorini occupano gli stalli e le strisce blu senza pagare la sosta oraria, forse perché per i Sindaci rappresentano molti voti!».

«Il voto di ieri in Commissioni riunite Trasporti e Ambiente – aggiunge Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – dimostra nei fatti che c’è un consenso di tutte le forze politiche ad approvare questa norma di civiltà. Mi preme ricordare che vi sono stati diversi Ordini del Giorno e soprattutto una Mozione votata di recente alla Camera [presentata dalla deputata Lisa Noja, N.d.R.]. Anche noi, quindi, ci auguriamo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’ANCI facciano la loro parte e diano parere favorevole all’approvazione della norma. Le presunte ragioni di cassa, a nostro avviso, non sussistono, perché negli emendamenti presentati è indicato l’incremento delle sanzioni pecuniarie per chi occupa abusivamente gli stalli e quindi è già prevista una copertura per i Comuni sui presunti introiti mancanti».

«La Camera dei Deputati – conclude Francesco Schlitzer, amministratore delegato di VERA Studio, Società  che affianca pro bono le associazioni civiche – aveva già votato e approvato la Mozione sulla disabilità presentata dall’onorevole Noja e ora il Governo ha il dovere di rispettarla e attuarla, altrimenti tutto questo lavoro politico-istituzionale non ha senso se, su diritti così importanti, poi non lo si rispetta. Mi chiedo a questo punto quale coerenza vi sia quando le Istituzioni e la stessa ANCI plaudono agli atleti paralimpici italiani, ma poi sono contrari a norme che possono aiutare anche coloro che non sono atleti, ma vivono la medesima condizione di disabilità». (S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO «Viale Marconi penalizza i disabili»

26 Ottobre 2021, 14:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Piscina chiusa alla Mazzanta, salta ogni accordo - Il Tirreno  Cecina-Rosignano

INSERITO DA MORENA MOTTA PESCARA. Le opere progettate e realizzate in viale Marconi disattendono le linee guida del Peba (il piano di eliminazione delle barriere architettoniche) approvate all'unanimità in consiglio comunale lo scorso 13 ottobre. Questa l'accusa lanciata dall'associazione Carrozzine determinate, il cui presidente Claudio Ferrante, accompagnato dall'avvocato Mariangela Cilli e dal socio direttivo Carmine Carlone, ha effettuato venerdì pomeriggio un sopralluogo sull'arteria in corso di rifacimento, dando seguito alle numerose segnalazioni dei residenti e constatando l'inadeguatezza delle banchine di fermata appena allestite al centro della carreggiata. «In assenza di una progettazione organica condivisa con la cittadinanza - si legge in una nota -, nella confusione di interventi compiuti e poi disfatti nel giro di poco tempo, si è potuto verificare che, anziché dare attuazione al Peba, addirittura anche in interventi nuovi il Comune di Pescara realizza barriere architettoniche». Lo scivolo per disabili ha una pendenza doppia rispetto a quella stabilita dalla normativa di riferimento, rischiando pericolosi ribaltamenti delle carrozzine. La superficie delle isole salvagente risulta poi troppo stretta per consentire il passaggio contemporaneo di due carrozzine e impedisce una manovra di salita sull'autobus in sicurezza. «COME LA STRADA PARCO». Sempre che sul mezzo pubblico si riesca a salire, spiega Ferrante: «Ci si chiede, considerata l'altezza della banchina di 17 cm, come si possa prevedere la salita sul presunto filobus dato che quei vettori hanno un'altezza del pianale di 34 cm. La sensazione è che su via Marconi si stia creando la stessa situazione della strada parco, cittadini prigionieri delle barriere». Il presidente di Carrozzine determinate pone inoltre l'accento sull'arbitraria riduzione dell'ampiezza dei marciapiedi, tale in alcuni tratti da precludere il transito nello stesso momento di un pedone e una carrozzina, «mentre ci si sarebbe attesi una messa a norma di quei marciapiedi ristretti e non sufficientemente agevoli alla circolazione». E rivendica, a fronte della soppressione dei posti auto sul lato monti e dell'aggiunta della quarta corsia, la salvaguardia dei parcheggi riservati alle persone con disabilità nel numero e nella collocazione previsti dalla legge, considerata la spiccata vocazione commerciale di viale Marconi. Tutta una serie di perplessità legate all'accessibilità che nelle scorse settimane sono state espresse anche da Stefania Catalano (Pd) e dagli altri consiglieri comunali di centrosinistra. Gli ultimi interventi sembrano dunque andare in controtendenza con l'obiettivo, esplicitato nel Peba, di rendere la città pienamente inclusiva. Ferrante chiede perciò lo smantellamento degli ostacoli discriminanti appena concepiti e una maggiore attenzione in fase di progettazione alla tutela della piena mobilità di disabili, anziani e genitori con passeggino. di Jacopo Ottenga Barattucci IL MESSAGGERO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un evento internazionale tutto dedicato all’accessibilità culturale

26 Ottobre 2021, 14:20pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Un evento internazionale tutto dedicato all'accessibilità culturale |  Superando.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una due giorni di conferenze e workshop, per trattare il tema della resa accessibile dei beni culturali sia dal punto di vista teorico che da quello pratico, con il contributo di numerosi autorevoli esponenti del mondo accademico, professionale e associativo»: sarà tutto questo il seminario internazionale sull’accessibilità denominato “Patrimonio culturale e audiodescrizione”, che si terrà il 4 e il 5 novembre, sia in presenza, presso l’Università di Parma, sia con diffusione in streaming, appuntamento di alto profilo e grande sostanza culturale PARMA. «Il ruolo del traduttore come mediatore linguistico-culturale solleva sempre più questioni di rilevanza scientifica. In particolare, le situazioni in cui deve svolgere il proprio compito non sono più limitate all’àmbito linguistico-letterario, ma rientrano nel più ampio contesto della resa accessibile dei beni culturali, dove è richiesto di abbattere non solo le barriere linguistiche, ma anche quelle sensoriali e cognitive. Questo evento internazionale, organizzato dal Corso di Laurea in Civiltà e Lingue Straniere Moderne dell’Università di Parma, affronterà queste e altre questioni, centrando l’approfondimento sulla figura del mediatore tra culture, tecnologie e scienze, e rivolgendosi a studenti, cittadini e aziende interessati alle professionalità sul mercato dell’accessibilità e le relative offerte formative. La struttura scelta, con conferenze e workshop, permetterà di trattare il tema della resa accessibile dei beni culturali sia dal punto di vista teorico che da quello pratico, con il contributo di numerosi autorevoli esponenti del mondo accademico, professionale e associativo»: viene presentato così il seminario internazionale sull’accessibilità denominato Patrimonio culturale e audiodescrizione, che si terrà il 4 e il 5 novembre, sia in presenza, presso l’Unità di Lingue dell’Università di Parma (Viale San Michele, 9, Aula Miazzi), sia con diffusione in streaming, appuntamento di alto profilo e grande sostanza culturale. Il progetto scientifico è stato curato da Maria Valero Gisbert, Olga Perotti e Francesco Zanichelli dell’Università di Parma, e del Comitato Scientifico Internazionale, così come del Comitato Organizzativo, fanno parte esperti del mondo accademico provenienti anche dalla Spagna e dal Regno Unito. Tra i relatori della due giorni, inoltre, da segnalare alcune figure ben note anche ai nostri Lettori e Lettrici, per il loro impegno nel settore dell’accessibilità culturale, quali Daniela Trunfio (Associazione +Cultura Accessibile), Vera Arma (Artis-Project, componente anche del Comitato Scientifico Internazionale), Rocco Rolli (Associazione Tactile Vision) e Rosa Garofalo (ANS-Associazione Nazionale Subvedenti). (S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Scatta il Peba per una città accessibile senza barriere

23 Ottobre 2021, 13:39pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

A Zero Branco si pensa a un piano per abbattere le barriere architettoniche  | Oggi Treviso | News | Il quotidiano con le notizie di Treviso e  Provincia: Oggitreviso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VICENZA. Disabile a chi? Non certo alla corazzata di atleti medagliati che, alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ha riportato in patria il miglior medagliere di sempre. Ben 69 i podi conquistati dagli sportivi azzurri che, con 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi hanno fatto brillare la stella tricolore illuminando la lunga estate italiana. Merito di una scintillante Bebe Vio, simbolo di forza e determinazione, ma non solo. Tutta questa premessa - doverosa - per andare a centrare uno dei temi imprescindibili nella programmazione e nella pianificazione delle città e dei territori: l'accessibilità e l'inclusione. Due termini che sono parte integrante nel processo per il raggiungimento di una piena sostenibilità sociale, nel rispetto dei diritti di ogni individuo. Che dev'essere in grado di poter prendere un autobus, andare al cinema, al ristorante o anche semplicemente fare una passeggiata senza dover per forza necessitare di un accompagnatore, o peggio, rinunciare. In questo senso nasce il PEBA, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche di cui i Comuni si stanno dotando per monitorare, progettare e pianificare tutte le iniziative utili all'abbattimento degli ostacoli e per rendere la città aperta e fruibile a chiunque. Non ci sono infatti solo persone in carrozzina o non vedenti o con altre disabilità fisiche ad avere diritto a vivere dignitosamente e senza fatica: ci sono gli anziani, che in una società sempre più longeva costituiscono una parte predominante della popolazione. E poi ci sono i genitori con bambini nel passeggino, le donne incinte e tanti, tanti altri casi. Il documento è stato adottato dalla giunta comunale berica nel novembre 2019, dopo un lungo iter che ha coinvolto gli assessorati alle infrastrutture (con i servizi mobilità e trasporti, Infrastrutture e gestione urbana, nonché lavori pubblici e manutenzioni) e alla famiglia e alla comunità. A curare la redazione del piano anche una trentina di associazioni del mondo sociale e delle persone con disabilità. Una task force che ha passato al setaccio la città prendendo in esame in particolare i luoghi più utilizzati dalla maggior parte dell'utenza cosiddetta "debole": 50 edifici, 19 vie del centro storico, 13 aree verdi, tra cui parchi gioco e giardini o parchi pubblici, 19 unità urbane, 11 fermate del servizio di trasporto pubblico locale urbano. Il processo di rilevazione ha portato alla luce 1.620 barriere architettoniche in ambito urbano (dislivelli costituiti da gradini, cordoli, passi carrai, pendenze eccessive, pavimentazioni sconnesse/deformate/sdrucciolevoli, assenza di marciapiedi, percorsi pedonali di larghezza insufficiente) e 1.350 in ambito edilizio (accessi inadeguati agli edifici, servizi igienici riservati inesistenti o inadeguati, assenza di segnaletica informativa tattile). Limiti fisici il cui superamento è stimato in 9.800.000 euro circa (4.700.000 euro per l'ambito edilizio e 5.100.000 euro per l'ambito urbano). L'opera di riqualificazione è già partita: dalla creazione di percorsi podotattili per consentire ai non vedenti di raggiungere in sicurezza il tribunale all'app promossa dal Lions Club per "svelare" oltre 500 siti cittadini a chi non può vedere. Ancora, tra le azioni più recenti, l'abbattimento delle barriere fisiche per chi ha difficoltà motorie. L'ultimo tassello in ordine di tempo nel mosaico dell'accessibilità cittadina riguarda infatti i lavori di adattamento e sistemazione in chiave accessibile delle fermate dei bus. Il primo intervento è stato eseguito in viale Framarin, davanti al teatro Comunale, con l'adeguamento dell'area di attesa all'altezza del mezzo pubblico per consentire una salita agevole agli autobus. Il resto degli interventi in programma si protrarranno fino a inizio 2022 e riguarderanno le fermate di via Pecori Giraldi, via Cairoli, via Cavalieri di Vittorio Veneto, via Lago Maggiore, via Mentana, via Maffei, via dei Laghi, via Corelli e, appunto, viale Framarin. Dalla seconda settimana di ottobre prenderanno il via, inoltre, i lavori in altre fermate dei bus, per altri tre mesi. Si tratta delle fermate di piazza San Giuseppe, viale Milano, contra' Pedemuro San Biagio, viale Giuriolo. A seconda del contesto, si realizzeranno rampe con pendenza adeguata; si provvederà al rialzo del marciapiede rispetto alla quota stradale per tutta la lunghezza dello spazio di sosta degli autobus; si poserà specifica pavimentazione tattile per la disabilità visiva; e si sposteranno le paline di fermata. I singoli interventi riguarderanno fermate servite dalle linee ad alta mobilità (Lam), vicine a grandi poli attrattori e altre linee di trasporto pubblico locale, e si estenderanno fino all'attraversamento pedonale più vicino. L'importo complessivo dei lavori è pari a 208 mila euro. «Ogni lavoro pubblico che programmiamo comprende anche l'impegno di intervenire sugli ostacoli che possono impedire la fruibilità degli spazi a tutti i cittadini - ha ribadito di recente il sindaco Francesco Rucco - è un impegno importante che stiamo portando avanti con determinazione e concretezza». Che la ministra per le disabilità nel governo Draghi sia una vicentina - Erika Stefani - è casuale, certo, ma non secondario. E sono proprio i dati raccolti dal ministero a ricordare che in Italia ci sono oltre 60 mila persone che - con gravità differenti - hanno una qualche forma di limitazione nelle attività abitualmente svolte. IL GIORNALE DI VICENZA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Magenta e Corbetta stazioni senza barriere

23 Ottobre 2021, 13:31pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Uniti contro i binari invalicabili - Cronaca - ilgiorno.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nuovi ascensori e innalzamento della banchina per essere a misura di disabile Tra un anno salire e scendere dal treno diventerà un po' meno difficoltoso. MAGENTA. Addio barriere architettoniche per chi prende il treno. A partire dal prossimo anno le stazioni di Magenta e Corbetta-Santo Stefano saranno adeguate e rese a misura di disabile, grazie ai nuovi ascensori e all'innalzamento della banchina. Lo ha comunicato Rete Ferroviaria Italiana rispondendo ai tre Comuni interessati, che qualche settimana fa avevano inviato una lettera al gestore delle infrastrutture ferroviarie proprio per sollecitare un intervento risolutivo. Al fianco delle Amministrazioni in questa «battaglia di civiltà» si sono schierate alcune associazioni, tra le quali «Anchio Onlus» e Anmic (Associazione nazionale mutilati invalidi civili). Leggendo la risposta inviata dal gestore delle strutture ferroviarie si apprende che nel 2022 la stazione di Magenta sarà dotata di due ascensori nuovi, mentre i marciapiedi di binario saranno innalzati dagli attuali 25 centimetri fino a 55 centimetri rispetto al piano del ferro, per permettere l'accesso a raso ai treni e consentire alle persone con disabilità motoria su sedia a ruote di salire a bordo treno «con il più elevato grado di autonomia». Una volta terminati gli interventi nella stazione di Magenta (ma Rfi ha parlato anche della fermata di Vittuone), sarà la volta di Corbetta-Santo Stefano Ticino. Tutte le stazioni citate, infatti, rientrano nel progetto denominato «Easy Smart Station», che ha l'obiettivo di migliorare la fruibilità e l'accessibilità di questi spazi. Per quanto riguarda, invece, la richiesta di attivazione del servizio di assistenza alle persone con disabilità e a ridotta mobilità (Prm) - già presente in 332 stazioni italiane, di cui 36 lombarde - Rfi ha garantito che «sarà oggetto di valutazione». Per rendere operativo il Prm, infatti, «bisogna tener conto, oltre che dei vincoli tecnici legati al grado di accessibilità infrastrutturale complessivo, anche del numero di passeggeri in salita e discesa nella stazione e del numero di richieste di attivazione del servizio di assistenza». La novità è stata annunciata per primo dal sindaco di Corbetta, Marco Ballarini: «Siamo molto soddisfatti - ha raccontato -. L'associazione Anchio Onlus si è concentrata molto su questi temi e con loro avevamo già effettuato una importante mappatura delle barriere architettoniche in città. Si tratta di un passo avanti importante e dovuto verso la civiltà». Un primo passo, in realtà. Nel presentare l'iniziativa, la presidente di Anchio Onlus, Simona Grassi, aveva spiegato che la lettera aperta verrà sottoposta a tutte le Amministrazioni comunali del territorio, le quali saranno libere di fare proprio l'appello. di Francesco Pellegatta IL GIORNO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vanessa Pallucchi nuova portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore

21 Ottobre 2021, 11:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Vanessa Pallucchi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Combattere le diseguaglianze, affermare un modello di sussidiarietà circolare, spingere per il completamento della Riforma del Terzo Settore: sono le priorità indicate da Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente, presidente di Legambiente Scuola e Formazione, che è la nuova portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, «I Forum – ha dichiarato tra l’altro – dovrà adeguare il proprio modello organizzativo e di funzionamento, al fine di valorizzare ulteriormente tutte le ricche e diverse esperienze dei vari soggetti che lo compongono e che in generale compongono il Terzo Settore»

Vanessa Pallucchi

Vanessa Pallucchi

Combattere le diseguaglianze, affermare un modello di sussidiarietà circolare, spingere per il completamento della Riforma del Terzo Settore: sono le priorità indicate da Vanessa Pallucchi, la nuova portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, eletta oggi durante l’Assemblea Nazionale del Forum, di cui abbiamo riferito in altra parte del giornale, a proposito della relazione presentata dalla portavoce uscente Claudia Fiaschi.
Nel ringraziare quest’ultima per il prezioso lavoro svolto, Pallucchi, 55 anni, spoletina, vicepresidente nazionale di Legambiente, presidente di Legambiente Scuola e Formazione, coordinatrice nell’ultimo quadriennio della Consulta Tematica del Forum dedicata ad Istruzione ed Educazione, oltreché rappresentante del Forum stesso nel Comitato di Sorveglianza PON (Programma Operativo Nazionale) del Ministero dell’Istruzione, ha sottolineato la necessità di «proiettare il Forum verso il futuro, e renderlo pronto a cogliere le nuove e complesse sfide che ci attendono». «Per questo motivo – ha aggiunto – il Forum dovrà adeguare il proprio modello organizzativo e di funzionamento, al fine di valorizzare ulteriormente tutte le ricche e diverse esperienze dei vari soggetti che lo compongono e che in generale compongono il Terzo Settore e il Forum stesso, unitamente a un nuovo protagonismo del territorio, a partire dai Forum regionali e territoriali».

«Anche per questo – ha concluso – si pone forte e non eludibile la questione del sostegno agli Enti del Terzo Settore a garanzia della sostenibilità e prosecuzione delle proprie attività e servizi, soprattutto dopo le difficoltà emerse dal post-pandemia». (S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I tagli ai servizi e il budget che comanda: un’amarezza che percorre l’Italia

21 Ottobre 2021, 11:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Realizzazione grafica con una grande forbice che sembra tagliare una carrozzina

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «È un po’ “terapeutico” – scrive Stefania Delendati – dire “mal comune, mezzo gaudio”, sapendo che magari altri navigano nelle stesse acque. Ti fa sentire meno solo. Rimane però l’amarezza. Questo, infatti, è un racconto di amarezza, non di denuncia, o meglio, è la denuncia dell’amarezza delle persone con disabilità di qualsiasi età, voci di spesa per il servizio sanitario pubblico e quindi molto (troppo) spesso vittime di tagli a prestazioni assistenziali e riabilitative» Realizzazione grafica con una grande forbice che sembra tagliare una carrozzinaSi dice “mal comune, mezzo gaudio”, è la saggezza popolare consolatoria che tiriamo fuori ogniqualvolta c’è un problema e sappiamo che qualcun altro sta vivendo più o meno la stessa situazione. È un po’ “terapeutico” sapere che altri navigano nelle stesse acque, ti fa sentire meno solo. Rimane però l’amarezza, quella non te la può levare nessuno, neppure i detti della nonna. Questo, infatti, è un racconto di amarezza, non di denuncia, o meglio, è la denuncia dell’amarezza delle persone con disabilità di qualsiasi età, voci di spesa per il servizio sanitario pubblico e quindi molto (troppo) spesso vittime di tagli a prestazioni assistenziali e riabilitative. Stiamo parlando di cittadini con patologie croniche invalidanti e progressive senza speranza di guarigione, l’unica speranza sono le terapie costanti per rallentare il decorso della malattia. Hanno un grave difetto questi pazienti cronici: non pagano il ticket, ne sono esentati dalla nascita e per tutta la loro vita, e per tutta la vita hanno necessità di essere seguiti. La gratuità delle cure è la grande conquista del Servizio Sanitario Nazionale italiano su cui dobbiamo spezzare una lancia, una conquista di civiltà sancita dalla Legge 883 del 23 dicembre 1978, che ne ha riconosciuto ufficialmente i principi di universalità, uguaglianza ed equità. Poche nazioni al mondo possono vantarsene, guardate per credere il documentario Sicko di Michael Moore. E tuttavia ombre scure da tempo si allungano sul sistema, inutile negarlo, fredde “ragioni” di budget prendono il sopravvento sul diritto alla salute. A farne le spese sono soprattutto i pazienti cronici che non portano soldi nelle casse delle Aziende Sanitarie che infatti, già nel nome, hanno messo al primo posto la parola “aziende” perché il primo obiettivo è far quadrare i conti come in una qualunque impresa. Certo, è giustissimo vigilare sugli sprechi, ma dovrebbe essere un’azione volta a migliorare i servizi, indirizzare le risorse verso coloro che ne hanno bisogno. Si possono considerare questi cittadini e cittadine con disabilità gli “sprechi” su cui mettere in azione la forbice? Alcune Regioni sono più virtuose, altre meno, ma la tendenza percorre lo Stivale da Nord a Sud, isole comprese. Non leggete i comunicati stampa ufficiali né i siti Internet, lì parole come équipe multidisciplinari, presa in carico globale eccetera fanno pensare ad una sorta di “Paese delle meraviglie”, dove chi ha determinate esigenze trova sempre la risposta giusta alle proprie necessità. La verità è che la persona con disabilità maggiorenne viene lasciata sola, piano piano, scaricata gradualmente da chi avrebbe l’obbligo di salvaguardarne la salute, per quanto possibile, nessuno pretende miracoli. Ti dicono che sei un adulto stabile, perfino quando la cartella clinica parla di malattie degenerative, pertanto destinate al peggioramento, non alla stabilità. Te lo dicono anche quando hai in mano la raccomandazione di un medico riguardo a terapie riabilitative indispensabili, insieme a quelle farmacologiche, per bloccare la progressione della patologia che il farmaco da solo non può fermare, e lo ha scritto lo specialista, non te lo sei inventato. Te lo dicono anche quando, comprendendo le difficoltà di un servizio con poco personale, ti rendi disponibile a fare un po’ meno sedute di riabilitazione rispetto a quelle prescritte, ma chiedi di continuare il trattamento domiciliare perché per te lo spostamento casa-ambulatorio e tutte le manovre necessarie per salire e scendere dal lettino sono troppo stancanti e la fatica annullerebbe il beneficio riabilitativo. Ma il budget comanda e in alcune zone d’Italia ne fanno le spese anche i bambini, il che è ancora peggio. Quasi ovunque al raggiungimento della maggiore età la persona con disabilità deve arrangiarsi in qualche maniera, per la sanità pubblica è come se i 18 anni ne decretassero la guarigione. Qualche controllo una tantum è quanto di meglio si può sperare. Ad arginare il fenomeno, la buona volontà di alcuni singoli operatori sanitari che, malgrado oggettive difficoltà, fanno l’impossibile per garantire la prosecuzione delle terapie, cercano di mettere una buona parola, fino a quando a loro non mettono i bastoni tra le ruote. Sono loro, sempre più, che danno concretezza alla Legge 883, credendo nel valore del proprio lavoro. Lo smantellamento progressivo dei servizi per le patologie croniche obbliga le persone con disabilità a rivolgersi al settore privato, pagando s’intende, e per la salute questo ed altro, ci mancherebbe, meglio tagliare altre spese nel bilancio familiare, ma non queste. Già, e chi non può permettersi terapie privatamente? Ci sono anche situazioni economiche molto difficili, famiglie dove si tira a campare con un solo piccolo stipendio, qualche sussidio se va “bene”, perché un familiare deve rinunciare a lavorare per assistere il proprio caro con disabilità. Magari viene chiesta pure una compartecipazione a certe spese, ad esempio per qualche ora di assistenza personale per alleviare il lavoro di cura. Prima lo dicevo che è tutto gratis o quasi, ma dietro quel “quasi” si nasconde un mondo di cavilli che si abbattono sulle famiglie più in difficoltà. Già, ripeto, e chi non può permettersi di pagare? Chiudo con questa domanda e con tutta l’amarezza che ne consegue, perché alla fine, dopo averci sbattuto il muso per una vita intera ed essersi trovati di fronte ad un muro di gomma che ogni volta ti rimbalza indietro, ci si sente anche un po’ trattati come una perdita di tempo. E non è più sufficiente ripetersi “mal comune, mezzo gaudio”.di Stefania Delendati SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Inclusione e persone con disabilità: una consultazione pubblica aperta a tutti

21 Ottobre 2021, 11:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Realizzazione grafica americana dedicata all'inclusione delle persone con disabilità

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Accessibilità, mobilità, vita indipendente, formazione inclusiva, lavoro, cultura, sport, turismo e buone pratiche in atto: su questi temi verte la consultazione pubblica aperta fino al 20 novembre dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio, cui tutti i cittadini e le cittadine possono contribuire, rispondendo sostanzialmente ad alcuni quesiti: quali sono le carenze o le criticità riscontrate rispetto ai temi proposti e quali miglioramenti o proposte si intende avanzare? Ci sono interventi normativi da adottare? E se sì, quali?

Realizzazione grafica americana dedicata all'inclusione delle persone con disabilità

Una realizzazione grafica americana dedicata all’inclusione delle persone con disabilità

Trenta giorni per fornire il proprio contributo o per segnalare buon pratiche sul proprio territorio: è l’opportunità che da ieri, 20 ottobre e fino al 20 novembre, l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio ha offerto, tramite l’apertura di una consultazione pubblica, alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ai rappresentanti delle Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie anche a livello locale, a quelli delle Associazioni del Terzo Settore a livello nazionale o locale che si occupano di tematiche della disabilità ed erogano servizi sociali per le persone con disabilità e le loro famiglie, agli esponenti di Enti Pubblici a livello locale che si occupano di tematiche sociali e, in particolare, di politiche e servizi a sostegno delle persone con disabilità, a rappresentanti del settore economico privato, nonché a tutti coloro che intendano contribuire con proposte e suggerimenti.

Verso una piena inclusione delle persone con disabilità – Contributi, proposte e best practices per la piena inclusione delle persone con disabilità: questo il titolo scelto per la pubblica consultazione che, come spiegano dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, «ha l’obiettivo di raccogliere contributi per realizzare una società pienamente inclusiva e in particolare relativamente a una serie di aree tematiche [le si vedano nel box in calce, N.d.R.], alcune delle quali rappresentano gli assi portanti della Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030, Atto che ispira molte delle misure trasversali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e che troverà un quadro generale di riferimento normativo nella riforma riguardante la Legge Quadro sulla Disabilità, prevista dallo stesso PNRR».

«I contributi che saranno raccolti – aggiungono dall’Ufficio – potranno essere utili per la futura Conferenza Nazionale sulle Politiche per le Disabilità e per il Terzo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità e saranno quindi messi a disposizione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità». (S.B.)

Tutte le informazioni relative alla consultazione pubblica, aperta fino al 20 novenmbre, e alle modalità di partecipazione sono disponibili a questo link.

I temi oggetto della consultazione pubblica
I partecipanti alla consultazione potranno offrire il proprio contributo in relazione a una o più delle seguenti aree tematiche:
1. Accessibilità: per accessibilità si intende l’insieme delle caratteristiche ambientali, strutturali e organizzative che, a prescindere dalla condizione della persona, consentono di usufruire di beni, luoghi e servizi. Il diritto all’accessibilità è strettamente connesso all’abbattimento di tutte le barriere, fisiche e non solo, che limitano o impediscono la piena inclusione delle persone con disabilità.
2. Mobilità all’interno dell’Unione Europea: le persone con disabilità hanno pari diritti a muoversi, risiedere liberamente e trasferirsi in un altro Paese. In tale contesto, entro la fine del 2023, la Commissione Europea proporrà una Carta Europea per le Disabilità per tutti i Paesi dell’Unione Europea, che faciliterà il riconoscimento reciproco dello status di disabilità tra gli Stati Membri.
3. Vita indipendente: la vita indipendente è l’insieme delle misure, dei servizi e dei sostegni che favoriscono percorsi di autonomia e il diritto delle persone con disabilità di scegliere dove e con chi vivere.
4. Percorsi formativi inclusivi: è necessario garantire l’inclusività nella formazione delle persone con disabilità, in modo da modernizzare e migliorare anche l’accesso e il diritto al lavoro. Il mercato del lavoro post pandemia richiede, infatti, nuove competenze e la necessità di una formazione continua e di qualità. In tal senso lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede politiche di istruzione e formazione che siano in linea con le esigenze delle persone con disabilità e con il diritto all’inclusione scolastica.
5. Inclusione lavorativa di qualità: la partecipazione alla vita economica è il modo migliore per garantire autonomia e inclusione sociale per le persone con disabilità, favorendone la realizzazione personale e un percorso di vita indipendente. Saper riconoscere, nei luoghi di lavoro, il potenziale e i talenti delle persone con disabilità, genera benefici per la persona, per l’organizzazione e per la società nel suo insieme, rafforzandone la coesione. È inoltre necessario facilitare il lavoro autonomo e l’imprenditorialità anche per le persone con disabilità.
6. Cultura, sport e turismo accessibile: arte e cultura, sport, attività ricreative e turismo sono essenziali per la piena partecipazione alla vita sociale. È necessario, per il benessere della persona, favorire l’inclusione nello sport a partire dai livelli territoriali e amatoriali, e investire nello sviluppo del turismo accessibile.
7. Best Practices (Buone prassi): in quest’ultima sezione è possibile indicare altre aree tematiche e descrivere gli interventi ritenuti necessari per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità. È inoltre possibile segnalare una buona prassi che ha consentito l’inclusione delle persone con disabilità.

Per ciascuna area tematica, tutti coloro che intendono partecipare alla consultazione potranno rispondere pubblicamente con un contributo massimo di 2.000 caratteri (spazi inclusi) rispondendo ai seguenti quesiti guida:
a) Quali sono le carenze o le criticità riscontrate rispetto ai temi proposti che si intendono evidenziare e quali miglioramenti o proposte si intende avanzare?
b) Ci sono interventi normativi da adottare? E se sì, quali?

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GIORNALE ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pensioni di invalidità 2021, aumento range 74-99%: se non ora quando?

17 Ottobre 2021, 10:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Pensioni invalidità aumento 2021: il doppio plaetto di cui nessuno parla

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono davvero in tanti a chiederselo sui social, ormai l’aumento della pensione di invalidità é uno degli argomenti più dibattuti nei gruppi Facebook che trattano l’argomento, dopo la battaglia vinta relativamente al prolungamento dello smart working fino al 31/12/2021 per i soggetti fragili, ora in molti si augurano che il Governo metta mano alle pensioni di invalidità, l’incremento al milione, non ha soddisfatto moltissimi disabili che sono rimasti purtroppo semplici spettatori di una sentenza pur storica nel suo genere. Ricordiamo che ‘a bocca asciutta’ sono rimasti sia gli invalidi totali che hanno superato la soglia del reddito in quanto coniugati, sia gli invalidi parziali nel range 74-99% che indipendentemente dal reddito non sono proprio stati presi in considerazione per l’aumento. Le richieste e le azioni fatte fino ad ora. 

Pensioni di invalidità 2021, ci sarà l’atteso aumento per il range 74-99%?

Questa é la domanda che in tanti si stanno facendo in vista della prossima riforma delle pensioni e dei prossimi tavoli di Governo, vi sarà qualcuno che si occuperà anche degli invalidi che continuano a vivere con 287 euro? Ma soprattutto ci dicono tanti scrivendoci in privato, se non si aumentano ora le pensioni di invalidità dopo tutto quello che gli invalidi hanno dovuto passare quando dovrebbero essere aumentate?

Effettivamente il contesto storico non ha concesso loro vita facile sui luoghi di lavoro, chi assume, ci hanno fatto notare, un invalido in piena pandemia, dato che é un soggetto fragile? Già normalmente non é semplice trovare un impiego adatto e molti sono costretti, perché inabili al lavoro, data la percentuale di invalidità alta, ad accontentarsi dei 287 euro, poi l’aumento delle spese in medicine ed il rischio Covid hanno aggravato ancor più la situazione. 

Pensioni invalidità 2021, l’appello accorato ad ANMIC

Nei giorni scorsi in moltissimi ci avevano scritto in privato chiedendoci di interfacciarci direttamente con ANMIC al fine di portare le loro richieste al Presidente dell’Associazione Nazario Pagano, per fortuna ANMIC, rispondendo ad alcune domande su facebook proprio nel corso della diretta, ‘Anmic Informa ha ribadito che si sta continuando a lavorare nella direzione della richiesta dell’aumento delle pensioni di invalidità per il range 74-99%.

L’associazione ha ben chiare le difficoltà degli invalidi parziali e dei totali rimasti fuori per paletti troppo stringenti dal precedente incremento al milione, che però va detto ha concesso a molti altri invalidi totali di avere un miglioramento delle condizioni economiche, proprio per questo si dovrà continuare a lottare, dicono gli invalidi a gran voce seguiti dall’Avvocato Isabella Cusanno, affinché non vi siano più distinzioni tra invalidi di serie A ed invalidi di serie B, la dignità prima di tutto.

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