Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sindaci, Amministratori Comunali della Lombardia, dirigenti e funzionari dei Comuni, professionisti tecnici: sono loro i destinatari dei due incontri online segnalatici dalla LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), denominati Una città per tutti e organizzati dalla Regione Lombardia, da PoliS, l’Istituto Regionale per il Supporto alle Politiche della Lombardia e da ANCI Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per il pomeriggio di domani, venerdì 3 dicembre (ore 16-18) e per la mattinata di mercoledì 15 dicembre (ore 10-13). Si tratterà di due appuntamenti voluti per parlare di accessibilità dell’ambiente, di inclusione sociale e di benessere ambientale, con la presentazione delle Linee Guida della Regione Lombardia sulla redazione dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), recentemente rese pubbliche. Ad aprire l’incontro di domani, 3 dicembre, saranno Alessandra Locatelli, assessora alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alla Disabilità e alle Pari Opportunità della Regione Lombardia, Mauro Guerra, presidente dell’ANCI Lombardia e Fulvio Matone, direttore generale di PoliS Lombardia. Vi interverranno Armando De Salvatore, architetto e referente del CRABA (Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale della LEDHA) (Accessibilità, benessere ambientale e partecipazione sociale delle persone con disabilità, anziani e bambini); Cristina Piacentini e Mimmo Iuzzolino del Comitato Crema Zero Barriere (Testimonianze: accessibilità e barriere. La fruizione della città nell’esperienza delle persone con disabilità); Isabella Tiziana Steffan, architetto (L’approccio Design for all – Universal Design). All’incontro del 15 dicembre, poi, parteciperanno ancora Isabella Tiziana Steffan (Approccio, obiettivi e metodologia delle Linee Guida) e Armando De Salvatore (Come sviluppare i Piani adottando le Linee Guida), insieme a Roberta Amadeo e Massimiliano Romagnoli, esperti dell’ANCI Lombardia (I Piani come opportunità per l’innovazione dei Comuni), Dario Rigamonti, direttore dell’UPL (Unione Province Lombarde) e Gloria Cornolti, responsabile del Servizio Sviluppo territoriale, Ufficio Europa e Agenda Strategica della Provincia di Bergamo (Opportunità di finanziamento per i Comuni). A concludere il dibattito sarà Gianfranco Leone della Società Aria, con un intervento dedicato alle istruzioni per l’accesso al sistema del Registro Regionale Lombardo dei PEBA. (S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA MICHI PAPPACODA UDINE. È uno dei cento Comuni del Fvg che si sta dotando del PEBA, il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. In concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità, i due professionisti che si stanno occupando di redigere il documento per conto dell'amministrazione comunale, Francesco Casola ed Erica Gaiatto, hanno fatto il punto sulle criticità esistenti in città. Fermo restando che l'assessore competente, Giulia Manzan, annuncia che il Piano sarà adottato dal consiglio la prossima primavera.I numeri in cittàI rilievi, in una prima fase effettuati dall'Università, poi dagli architetti Casola-Gaiatto, hanno riguardato 31 chilometri di percorsi cittadini, coinvolgendo luoghi strategici come scuole, uffici pubblici, teatri, ospedali e ambulatori. Ci sono state anche alcune uscite con i portatori di interesse del Peba(disabili fisici e intellettivi) tra le vie Deciani, Diaz, Pracchiuso, Villalta, Poscolle, Manin, Caneva e delle Ferriere. Nel complesso sono state mappate circa 160 tipologie di criticità, con l'individuazione di 4 mila "ostacoli" strutturali che sono stati inseriti in apposite schede contenenti anche le proposte per renderli accessibili, digitalizzate e utilizzabili, già oggi, dai tecnici comunali. Il problema più frequente è stato quello delle pavimentazioni sconnesse, seguito dall'assenza della segnaletica tattilo-plantare in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Il piano. Il Peba non riguarda solo i punti di non accessibilità per le disabilità motorie, ma anche quelle che ogni giorno riscontrano i non vedenti, i non udenti, chi si muove con difficoltà di deambulazione o con disabilità intellettive. Senza dimenticare le persone con una ridotta capacità motoria, come gli anziani, o i genitori con i passeggini. «Tra le criticità più ricorrenti che abbiamo riscontrato - ammette l'architetto Gaiatto - ci sono le pavimentazioni disconnesse, soprattutto a causa dei materiali impiegati, poco performanti. Anche dal punto di vista degli attraversamenti molti non sono stati posizionati correttamente, con gradini o ostacoli alle estremità. Infine va rilevata l'inadeguatezza dei parcheggi per i disabili, spesso paralleli ai marciapiedi e quindi difficoltosi da utilizzare per chi è costretto a utilizzare la sedia a rotelle». Il commento. Il Comune è dall'aprire 2020 che è impegnato nella predisposizione del Peba. «Il nostro obiettivo - chiarisce l'assessore Manzan - è garantire a tutti la massima autonomia negli spostamenti in città, in quanto l'accessibilità deve essere un tema sempre più universale. Abbiamo messo a punto un processo di partecipazione dal basso, che ha coinvolto decine di associazioni. Un impegno gravoso e complesso, ma che ha permesso di raccogliere sul campo le reali necessità dei portatori di interesse: un processo virtuoso - chiude Manzan - che nessun manuale sarà mai in grado di restituire in termini di esperienza».Messaggero Veneto
INSERITO DA CLAUDI PALMIERI Venerdì 3 dicembre 2021 alle ore 10 in piazza Vittorio Veneto a Matera presso il bar Tripoli il Presidente dell’associazione di volontariato Azione Disabili Marziolino Odv promuove un’iniziativa in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, sostenuta dalla Prorettrice dell’Unibas Paola D’Antonio con delega all’inclusione, dall’ex magistrato internazionale Silvana Arbia e dal consigliere regionale Luca Braia. Obiettivo della giornata è promuovere i diritti e il benessere delle persone disabili in tutti i campi della società civile. In questa direzione va anche la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata nel 2006, che ha ribadito il principio di uguaglianza e la necessità di garantire la loro piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale. I diritti delle persone con disabilità e il dovere di non lasciare nessuno indietro sono evidenziati anche dall’Agenda 2030 che mira, in particolare, a rafforzare i servizi sanitari nazionali e migliorare quelle strutture che possano garantire l’accessibilità per tutte le persone. Prorettrice dell’Unibas Paola D’Antonio con delega all’inclusione: “L’inclusione sociale delle persone con disabilità è una condizione essenziale per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza. L’impegno a garantire i diritti delle persone disabili non è solo una questione di giustizia, è un investimento in un futuro comune”. L’ex magistrato internazionale Silvana Arbia: “E’ necessario promuovere i diritti e il benessere delle persone disabili, così da garantire un rapido cammino verso lo sviluppo inclusivo e sostenibile, in grado di promuovere una società resiliente attraverso l’eliminazione della disparità di genere, il potenziamento dei servizi educativi e sanitari e l’inclusione sociale, economica e politica di ogni cittadino: questo lo scopo della giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), proclamata dall’Onu nel 1981 allo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili. La convenzione – che invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare e eliminare gli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili (art. 9, accessibilità) – si focalizza sulla necessità di garantire condizioni che consentano di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo”. Il consigliere regione Basilicata Luca Braia dichiara: “Nessuno venga lasciato indietro. Questo il principio di base di questa giornata, sottolineato anche dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mira, in particolare, a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte le strutture che permettano un effettivo accesso ai servizi.Le persone con disabilità, infatti, risentono maggiormente dei disagi sanitari, hanno minor accesso all’istruzione, minori opportunità economiche e tassi di povertà più alti rispetto alle persone senza disabilità, e ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di servizi adeguati e alle limitazioni nell’accesso alle tecnologie d’informazione, alla giustizia e ai trasporti”. Presidente Azione Disabili ODV Marzio Muscatiello: “Anche il rischio di subire violenza è maggiore per chi convive con una disabilità, tanto che la probabilità che i bambini disabili subiscano maltrattamenti o soprusi è quattro volte maggiore rispetto a quella dei piccoli normodotati. I fattori di rischio derivano da stigma, discriminazione e ignoranza, così come dalla mancanza di sostegno sociale.”La giornata del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili, come l’accesso alle strutture sanitarie, all’istruzione e alle opportunità lavorative, attraverso il potenziamento dei servizi di informazione e di tutti i servizi essenziali, rimuovendo gli ostacoli che quotidianamente le persone con disabilità sono costrette ad affrontare”.
INSERITO DA MORENA MOTTA (Proposto da Claudio Palmieri) -
La questione relativa all’aumento delle pensioni di invalidità per il range 74-99% continua a far discutere, gli invalidi parziali, ‘capitanati’ dall’Avvocato Isabella Cusanno non intendono arrendersi al nulla di fatto in Legge di Bilancio. La pensione di invalidità prevista per gli invalidi é vergognosa, sentenziano fermamente, nessun individuo può vivere con 287 euro al mese, sarebbe opportuno, chiosano, ma i soldi anche in questa LdB sembrano esserci per tutto tranne che per gli invalidi parziali, fanno notare, aumentare l’importo mensiledell’assegno.
Gli invalidi nel range 74-99% hanno bisogno di una risposta dal Governo e dal Ministro per le disabilità Erika Stefani. Lamentano infatti sui social di avar scritto ripetutamente alla stessa, ma di non aver mai avuto una sua risposta. Angelo scrive: “Mi chiedo: ma il ministro Stefani che non si degna di rispondere a nessuno sulle sue pagine social cosa ci rappresenta a fare se non ha il ben che minimo dialogo con noi?” Confidiamo dunque che dopo la pubblicazione della lettera, il Ministro Stefani, a cui la inoltreremo, abbia modo di rilasciarci una sua dichiarazione sulle intenzioni del Governo circa l’aumento dell’assegno. Di seguito il contenuto della letterache ci ha fornito l’Avv Cusanno stessa pregandoci di pubblicare, non avremmo potuto far altro, giacché, come in molti sanno, seguiamo la vicenda da oltre 1 anno. Le sue considerazioni, richieste ed appelli al Govern in carica:
Pensioni di invalidità 2021: lettera ai parlamentari ‘vergognoso farci vivere con 287 euro’
Illustri Parlamentati d’Italia di ogni partito,
Un anno fa abbiamo presentato in Senato una petizione per dare concreto sostegno economico ai disabili. Ci avete risposto con ilmessaggio del 14 ottobre 2021 dell’Inps che ci ricorda come, con infinita benevolenza, l’ente abbia chiuso un occhio sui maldestri tentativi degli invalidi di attivarsi in qualche lavoretto per non morire di fame. Sempre con estrema benevolenza alcuni politici hanno dato la loro disponibilità a concedere senza
restrizioni eccessive 287 euro al mese ai disabili affetti da una percentuale di invalidità dal 74 per cento al 99 per cento. Quindi agli invalidi affetti da limiti gravissimi vengono con grande magnanimità concessi 289 euro al mese e si chiuderà un occhio se con qualche lavoretto, il beneficiario riuscirà addirittura a raggiungere il tetto di reddito di 4900 euro l’anno ( tetto di reddito globale e complessivo) . Non possiamo che ringraziare per tanta generosità.
In compenso emetterete la disability card, usando l’inglese perché voi siete cittadini del mondo, che permette l’accesso a tassi agevolati a servizi vari non ancora ben specificati ma che consentono l’integrazione sociale del disabile. Ed è vero: perché il disabile che non può permettersi di pagare l’affitto o le bollette in questo modo beneficerà a tariffe agevolate di un ambiente illuminato e riscaldato negli splendidi musei italiani .Allo stesso modo i disabili ringraziano per la legge quadro di riforma della normativa sulla disabilità, anche se dietro le tante forbite espressioni usate per descrivere le novità, non abbiamo capito cosa intendente per riforma del sistema e inclusione sociale.
Pensioni di invalidità 2021, ma cosa si intende per inclusione sociale?
Per esempio anche quanto previsto dalla legge 104 è inclusione sociale? L’abbattimento dell’iva dal 22 al 4 per cento per l’acquisto dell’auto è sicuramente espressione di grande attenzione per le difficoltà dei disabili che però non possono certo comprarsi l’auto con sole 290 euro al mese. Anzi per essere precisi non riescono neppure ad arrivare al 15 del mese. Qualcuno di voi ha detto che in Italia nessuno muore di fame, dimenticando che la forza della solidarietà delle famiglie va scemando man mano che bisogna adeguarsi alle pensioni contributive e non più retributive, man mano che cresce il costo della vita e i beni di prima necessità, man mano che il sistema sanitario collassa e non ci si riesce a curare attraverso il sistema pubblico. E’ triste che conosciate così poco l’Italia che vi circonda e dalla quale aspettate voti. Sicuramente siete cittadini del mondo, ma a noi basterebbe che foste cittadini italiani. Un anno fa abbiamo presentato una petizione che è stata letta in Senato in data 17 dicembre ed in quella data la petizione è stata assegnata alla XI commissione. Da allora non sappiamo più nulla. In quella petizione chiedevamo dignità e qualità di vita per i disabili e per i deboli ed una riforma,
coerente con le necessità di vita, degli importi e dei tetti di reddito formulati dall’art.38 legge 448/2001. Chiedevamo per ogni fragile, disabile, anziano in difficoltà 15 mila euro all’anno. Non chiedevamo e non chiediamo troppo in una Nazione in cui vengono elargite senza problemi pensioni
e stipendi d’oro. Quando abbiamo inviato la petizione eravamo poche decine ad aver aderito, ora contiamo più di 7700 firme e continuiamo a crescere. Quello che chiediamo è dignità e qualità della vita per tutti, non elemosine, non caritatevoli espressioni di solidarietà, non carezze piene di bonarietà, tutte cose che assomigliano troppo ad uno sberleffo camuffato. Chiediamo dignità per coloro che non sono in grado di pensare a se stessi, ma che comunque possiedono il grande incommensurabile dono di essere vivi ed il diritto inalienabile di partecipare con pienezza a questa
società. A queste persone noi tutti dobbiamo rispetto, dobbiamo dare il modo di vivere la loro condizione con un sostegno adeguato. Non solo perché la povertà in Italia avanza a grandi passi, ma perché un solo povero, un solo dimenticato rende poveri e dimenticati tutti noi, indipendentemente dalla corposità della cifra del conto in banca.
Aumento pensioni di invalidità 2021: l’appello ai parlamentari
Illustri parlamentari italiani quando voterete bilancio e manovra finanziaria, pensate a questo. Chiarissimi deputati e senatori quando riscuoterete le vostre prebende ricordatevi che in Italia ci sono troppe persone che cercano di vivere per un intero anno con una parte di quello che voi
prendete in un mese. E questo nonostante che a queste persone la Costituzione Italiana, a cui dovreste giurare fedeltà, assicura totale tutela economica, sociale e sanitaria.
Senatori e deputati vi chiediamo di pensare quest’anno, quando votate bilancio e manovra finanziaria, all’Italia che sta scivolando nell’inedia”.
L’avvocato Cusanno chiede massima condivisione della lettera, noi dalla nostra vi chiediamo se siete concordi con le considerazioni fatte dall’avvocato o se avreste, dalla vostra, altre richieste. Fatecelo spaere nell’apposita sezione commenti del sito.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Marco Vernetti: "L’attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali vuole essere una prima risposta ai bisogni della comunità, in particolare nei confronti di anziani e persone con disabilità". CUNEO. Il Comune di Cuneo ha avviato, nel corso dell'anno 2021, il percorso per la redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali (PEBAS), strumento programmatico d’intervento le cui linee di indirizzo sono state adottate dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.87 del 25/11/2019. Il PEBAS si è sviluppato attorno ai progetti prioritari e all’individuazione delle misure e delle azioni concrete finalizzate al superamento delle barriere architettoniche e percettive ancora esistenti in tutti gli edifici e spazi pubblici. Nel dare concreta applicazione alle indicazioni in esso contenute, in fase di redazione del P.E.B.A.S. si è proceduto ad una prima ricognizione del territorio per una mappatura dell’esistente, al fine di censire le aree oggetto di interesse e le principali barriere architettoniche ancora esistenti negli spazi pubblici. Tale mappatura porterà all’individuazione di una serie di interventi, da attuarsi con lotti successivi e continuativi nel tempo, ritenuti indispensabili a conseguire l’obiettivo della piena accessibilità degli spazi e degli edifici pubblici esistenti. Parallelamente al lavoro sul PEBAS, che si focalizza principalmente su edifici e spazi pubblici (come giardini, palestre, aree sportive o cimiteri), l’amministrazione intende intervenire anche su un altro fronte, realizzabile più velocemente: l’abbattimento delle barriere architettoniche in alcuni dei marciapiedi cittadini e frazionali, attraverso la realizzazione di scivoli nei tratti che attualmente ne sono sprovvisti o l’eliminazione delle disconnessioni che possono essere causa di inciampo per i cittadini, soprattutto più anziani. È stato quindi redatto un progetto di fattibilità tecnica ed economica, approvato dalla Giunta comunale nella seduta del 4 novembre 2021, che interessa tratti di marciapiede pubblico sia sull’altipiano che nelle frazioni. «Il piano programmatico del Sindaco per il quinquennio 2017-2022 – dichiara l’Assessore alla Città accessibile Marco Vernetti - prevedeva l’obiettivo di “far diventare Cuneo sempre più una città accessibile a tutti, a partire da chi fa più fatica”. Ora abbiamo stanziato una cifra rilevante, 250.000 euro, andando ad individuare interventi basati sostanzialmente su 2 punti cardine: interventi puntuali, per risoluzione di criticità quali assenza di rampe, pavimentazione gravemente ammalorata o non presente (sterrato), così da massimizzare il rapporto benefici/costi; ubicazione dell’intervento, concentrandosi in aree con maggiore flusso e maggiore presenza di utenza più debole quali edifici scolastici, edifici con funzioni pubbliche, sociali o sanitarie». I lavori sui marciapiedi dovrebbero partire nei primissimi mesi del 2022, non appena le condizioni climatiche lo permetteranno. Ricordiamo che fino al 30/11 è ancora possibile compilare il questionario (disponibile qui: https://www.comune.cuneo.it/Questionario-PEBAS) mirato a rilevare le maggiori criticità del territorio in termini di accessibilità e fruibilità rilevate dai cittadini. I risultati contribuiranno a formulare le reali esigenze alle quali l’Amministrazione comunale intende rispondere con concrete proposte operative; il Piano infatti, tra le altre cose, individua diverse tipologie di intervento e le priorità di realizzazione degli stessi. «L’intervento sui marciapiedi della prossima primavera – conclude l’Assessore Vernetti – è solo un tassello di un disegno complessivo che l’Amministrazione persegue da molti anni. Negli ultimi 20 anni, oltre a numerosi lavori sui marciapiedi, sono stati eseguiti molteplici interventi per eliminare barriere architettoniche e sensoriali negli edifici maggiormente frequentati. Alcuni sono stati inseriti nelle ristrutturazioni eseguite nell’ultimo periodo, ma soprattutto, grazie ad un cambio di mentalità relativamente recente, sono stati inseriti direttamente nella progettazione dei nuovi lavori. Ricordiamo infatti che ogni nuovo intervento è da tempo soggetto alla compatibilità con le norme sulle barriere architettoniche (tra cui la Legge 13/1989). L’attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali vuole dunque essere una prima risposta ai bisogni della comunità, in particolare nei confronti di anziani e persone con disabilità, ovvero coloro che più riscontrano il problema delle barriere architettoniche. Mi preme infatti sottolineare come le azioni di miglioramento dell’accessibilità delle attrezzature pubbliche collettive servano a garantire un più diffuso “comfort urbano” e ad aumentare la qualità della vita di tutti i fruitori della Città, sia che si tratti di persone con ridotta capacità motoria o sensoriale, sia che si tratti di persone normodotate, assicurando una piena e fattiva partecipazione alla vita sociale e il più elevato benessere possibile».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un messaggio che vola alto, sopra le barriere ed i preconcetti. È un bellissimo esempio di forza e tenacia quello lanciato da Alessandro Cimino, giovane di Agrate. Costretto su una sedia a rotelle Costretto su una sedia a rotelle a causa di una disabilità, ha deciso di sfidare se stesso confrontandosi con la pole dance. Disciplina molto impegnativa dal punto di vista fisico che richiederebbe l'uso sia di gambe e braccia. Ed invece Alessandro riesce ad arrampicarsi lungo il palo con la sola forza degli arti superiori. Grande forza di volontà "Da tempo frequento la palestra Danza passion di Burago per le attività di fisioterapia ed esercizi - racconta Alessandro - Qualche settimana fa parlando con Orsola e Giuseppe mi hanno proposto di iniziare a fare pole dance e ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura. Un’avventura per la quale ho avuto grandissimo supporto di tutta la palestra che ringrazio veramente molto perché è come se fosse realmente una seconda famiglia".PRIMAMONZA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BELLUNO. Provincia più inclusiva per le Olimpiadi del 2026? Un gruppo di esperti è già al lavoro e il percorso per rendere Belluno e le sue montagne alla portata di tutti è iniziato. Non si parla più di barriere architettoniche in senso stretto. Certamente sono importanti, ma è Oscar De Pellegrin, alla presidenza dell'Associazione sociale sportiva invalidi (Assi) con Davide Giozet, a parlare chiaramente: «Il messaggio fondamentale è creare una società per tutti, dal nonno col bastone, alla mamma con la carrozzina per arrivare a va è sulla carrozzella. Una società che pratichi il turismo accessibile». Che sia quello nelle città d'arte ma anche nei sentieri dolomitici. LA PRIMA FASE. «Nel mondo paralimpico prosegue il più volte Campione nelle specialità della Carabina e del Tiro con l'Arco abbiamo già presentato un progetto. Un inizio di cui abbiamo parlato a Longaronefiere ad ottobre, nell'abito del Dolomiti Show». Sono infatti state coinvolte anche le scuole e si è cominciato ad assegnare i primi incarichi: gli studenti in particolare andranno a mappare alcune delle città principali della provincia, come Belluno, Feltre e Cortina d'Ampezzo. Una volta mappate le città e i luoghi su cui possibile intervenire verranno coinvolte le varie amministrazioni comunali. «Logicamente una città storica non la si potrà stravolgere spiega Oscar De Pellegrin ne siamo tutti consapevoli, ma visto che viviamo un disagio è giusto cercare di dare un contributo. Il messaggio, lo ribadisco, non sono le barriere architettoniche, ma includere tutti i soggetti con difficoltà: dall'anziano al neo genitore». I PUNTI NERI. Per le situazioni concrete si parla dei disagi segnalati da tempo: marciapiedi, servizi igienici non accessibili, pochi parcheggi segnalati, palazzi non a norma. Criticità che, in vista delle olimpiadi e paralimpiadi, assumono maggior peso in quanto, si sa, il 2026 rappresenterà un'occasione d'oro anche per il settore turistico. «Sono certamente aspetti importanti sottolinea il presidente dell'Assi - per poter girare una città, aspetti fondamentali per la fruibilità dei luoghi di montagna. Qui qualcosa è stato fatto, qualcosa si può ancora fare. Non si può disconoscere i nuovi marciapiedi con le rampe, l'auspicio rimane quello di coordinarsi con associazioni o persone che vivono quotidianamente il disagio». De Pellegrin porta l'esempio dei lamponi proprio in centro ai marciapiedi di via Montegrappa a Belluno, dove «se ci fosse stata maggior coordinazione avremo potuto offrire il nostro contributo in base all'esperienza». L'altra parte della presidenza del'Assi è rappresentata da Davide Giozet, campione d'Italia nel rugby in carrozzina, ma ance fiduciario del Comitato italiano paralimpico. Lui parla di accessibilità a tutto tondo, «è stato avviato un progetto ambizioso in cui sono coinvolti i sindaci della provincia. C'è sicuramente da riprendere in mano alcune questioni, quando si parla di disabilità gli aspetti sono i più diversi, c'è quella fisica e quella sensoriale tanto per citarne un paio». DOLOMITI INCLUSIVE. Di esempi di collaborazione tra l'Assi e altri enti ce ne sono parecchi, basti ricordare quello con la Fondazione Dolomiti Unesco iniziato nel 2018 per rendere le Dolomiti inclusive, cioè accessibili ad ogni portatore di handicap. Si parlava infatti di 23 i sentieri aperti a chi ha difficoltà motorie, dei quali 10 nella provincia di Belluno. Ora il numero è raddoppiato e probabilmente aumentato. Fu fondamentale il lavoro fatto dall'Assi, l'idea era nata nella sede di Sedico: rendere le Dolomiti patrimonio di tutti. In alcuni percorsi è sufficiente la carrozzina, per altri percorsi serve il ruotino, per altri ancora lo zoom camp, mezzo con quattro ruote motrici che consente spostamenti fuori strada (una sorta di quad carrozzina). Permette di arrivare, per esempio, fino alla Forcella Lavaredo. L'obiettivo era poi trovare le risorse per acquistare alcuni di questi mezzi, darli in gestione ai rifugi con la possibilità per le persone con disabilità di noleggiarli. Allo studio c'era anche l'idea di organizzare una scuola per imparare a usare lo zoom camp. LA MAPPA SENTIERI. Sono stati chiamati a raccolta tutti i conoscitori del territorio dolomitico, per le segnalazioni di itinerari adatti a essere percorsi da persone con limitate capacità motorie. È stata elaborata una banca dati, continuamente aggiornata, estesa a tutte le Dolomiti Unesco, per mezzo della quale è stata realizzata una mappa interattiva degli itinerari accessibili (è consultabile nel sito www.visitdolomites.com). La seconda fase del progetto è consistita nella formazione di figure professionali esperte nell'accompagnamento di persone con disabilità. di Federica Fant IL GAZZETTINO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vetrina al villaggio ATP per alcune delle idee che cercano di realizzare inclusione a persone con disabilità o fragilità. C'è anche Novis games, la app che crea videogame per ipovedenti. TORINO. Bastano dieci centimetri per chiamarla barriera? Per chi si muove su una carrozzina (o spinge un bimbo su un passeggino), la risposta è assolutamente sì. Sulla strada, dentro gli edifici o a bordo dei trasporti pubblici. Un gradino, una strettoia: basta davvero poco, per imporre uno stop. RESTITUIRE UNA PORZIONE DI UMANITA' A TANTE PERSONE. È su questo punto che ha scelto di lanciare la propria sfida WeGlad, una start up torinese che si è posta un obiettivo ambizioso. E che l'ha raccontato all'Atp Village durante un incontro organizzato da Sport Innovation hub. "Dare libertà di movimento vuol dire restituire una porzione di umanità a una grande fetta di persone. Per questo abbiamo scelto Glad, gladiatore, come nome simbolo", spiega Petru Capatina. La ricetta è una app ("un navigatore social aperto", dicono i suoi autori) in grado di mappare ostacoli e difficoltà grazie al contributo dei singoli utenti che, esperienza dopo esperienza, possono arricchire dettagli e commenti sulla cartina. "Una specie di Wikipedia peer to peer, con risolti anche social, per poi arrivare a una vera esperienza di navigazione, da un punto A a un punto B, pianificando un percorso senza ostacoli o barriere architettoniche". ANCHE I VIDEOGAME COMBATTONO L'ESCLUSIONE. Si chiama invece "Novis games" la app che vuole coinvolgere nel mondo del gaming anche le persone ipovedenti. "Stiamo parlando di un mercato dalle potenzialità enormi e con ritmi di crescita incredibili, ma sull'accessibilità c'è ancora molto da fare", dice Arianna Ortelli, una delle responsabili del progetto. Nel mondo ci sono 253 milioni di ciechi e ipovedenti, che non possono avere accesso alle attività di gaming. "Ci sono audiolibri, oppure strumenti che però non possono essere utilizzati in maniera autonoma - prosegue - oppure ci sono strumenti dal costo elevatissimo". "Ma oltre ai giochi, il nostro portale vuole anche offrire agli utenti la possibilità di creare giochi accessibili, diventando sviluppatori e generando valore, anche con il supporto di altre aziende". "UN PROGRESSO UTILE A TUTTI". "Siamo per natura interessati alle nuove imprese - commenta Guido Bolatto, segretario della Camera di Commercio di Torino - e sono sicuro che questo tipo di tecnologie potranno essere fruibili non solo dalle persone con disabilità, ma da una platea molto più ampia. Ecco perché progetti di questo genere sono assolutamente interessanti". "La tecnologia non solo aiuta, ma salva la vita - aggiunge Patrizia Saccà, atleta e testimonial paralimpica - e poi, anche nello sport, diventano un ausilio prezioso per chi altrimenti non avrebbe determinate possibilità. Sia che si tratti di giocare, sia che si parli di una piscina accessibile da chi si trova su una sedia a rotelle". "Come associazione di promozione sociale vogliamo fare orientamento lavorativo per i licei sportivi - spiega Marta Serrano presidente di Sport Innovation Hub - ma così facendo abbiamo incontrato necessità di una filiera come quello dello sport che non esiste. Non è contemplato nei programmi locali e nazionali. Infrastrutture, logistica, ma anche prodotti manifatturieri e servizi. L'inclusione è uno degli ambiti in cui vogliamo intervenire: vogliamo arrivare a creare un hub regionale che porti innovazione nello sport". Torino Oggi
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Già segnalato a suo tempo sulle nostre pagine, si terrà la prossima settimana in Portogallo un importante evento triennale, vale a dire il Forum Europeo sulla riduzione dei rischi da disastri naturali o causati dall’uomo (The European Forum for Disaster Risk Reduction), all’interno del quale annotiamo con particolare piacere l’appuntamento collaterale online promosso per il pomeriggio del 25 novembre dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, insieme al Corpo Nazionale Italiano dei Vigili del Fuoco (Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali), intitolato Disability-inclusive Disaster Risk Reduction. Learning from the Italian Example, ovvero “Riduzione dei rischi da disastri inclusiva della disabilità. Impariamo dal modello italiano”. Infatti, come ormai raccontiamo da tempo sulle nostre pagine, l’Italia viene realmente percepita come un Paese all’avanguardia in questo àmbito e viene presa ad esempio anche dagli altri Stati d’Europa, grazie soprattutto al capillare lavoro svolto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, protagonista già da molti anni di un percorso gradualmente evolutosi, partito dalla sicurezza delle persone con disabilità, per giungere a una più matura sicurezza inclusiva. Un percorso sostanziato da una produzione teorica quale ad esempio la pubblicazione delle Linee Guida Il soccorso alle persone disabili: indicazioni per la gestione dell’emergenza, e anche da un punto di vista pratico, con l’effettuazione di esercitazioni che coinvolgono direttamente le persone con bisogni speciali. Con la consapevolezza, quindi, dell’evidente aumento di rischio cui le persone con disabilità sono esposte durante le situazioni di emergenza, e sapendo al tempo stesso che le azioni di formazione e prevenzione sono fondamentali per evitare le possibili discriminazioni presenti in questi casi, gli organizzatori puntano da una parte a fornire una panoramica della situazione relativa alla pratica della riduzione del rischio di catastrofi inclusiva della disabilità in Europa e in Asia Centrale, dall’altra a mostrare alcuni esempi della partecipazione significativa delle persone con disabilità alla formazione dei professionisti del fuoco e del soccorso in Italia. Moderato da Krzysztof Zyman, segretario esecutivo dell’Accordo sui Grandi Rischi del Consiglio d’Europa, l’incontro avrà come relatrice principale Nadia Hadad, consigliera e componente del Comitato Esecutivo del Forum Europeo sulla Disabilità. Interverranno quindi Nino Gvetadze, esperto sul tema dell’azione umanitaria inclusiva della disabilità, per la riduzione del rischio di catastrofi; Stefano Zanut, direttore vicedirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, membro dell’Osservatorio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali; Consuelo Agnesi dell’ENS (Ente Nazionale Soprdi), esperta di comunicazione inclusiva; Elisabetta Schiavone dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), coordinatrice della rete Emergenza e Fragilità. Concluderà Julia Stewart-David, responsabile facente funzione della Direzione per la Preparazione e la Prevenzione delle catastrofi (Direzione Generale della Commissione Europea per la Protezione Civile e le Operazioni di Aiuto Umanitario: ECHO). (S.B,) Per ulteriori informazioni e per registrarsi all’incontro, accedere a questo link. Per approfondire ulteriormente la materia delle persone con disabilità di fronte ai vari tipi di emergenze, è possibile accedere al nostro testo intitolato Soccorrere tutti significa soccorrere meglio (a questo link), al cui fianco vi è il lungo elenco dei contributi da noi pubblicati in questi anni. SUPERANDO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAVA DE' TIRRENI. In corteo lungo il borgo porticato per sensibilizzare gli operatori commerciali del centro storico ad attuare tutte le azioni necessarie al superamento delle barriere architettoniche e permettere alle persone con disabilità di accedere liberamente ai negozi. Questo l'obiettivo della manifestazione "Se potessimo entrare...", tenutasi ieri mattina lungo i portici di corso Umberto I e organizzata dall'Osservatorio cittadino sulle persone con diversa abilità e il Comitato pro-disabili per l'abbattimento delle barriere architettoniche. «L'Osservatorio - ha spiegato la cooperante per la disabilità, Anna Ferrara - si è reso partecipe con la cittadinanza attiva per dire una volta per tutte che tutti hanno il diritto di entrare liberamente nei negozi della città». L'iniziativa ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di manifestanti e ha preso il via dalla constatazione che ad oggi la maggior parte dei negozi di Cava de' Tirreni risultano inaccessibili alle persone con disabilità per la presenza di gradini agli ingressi nonostante, lo scorso 16 aprile, su proposta della consigliera alle Pari opportunità, Filomena Avagliano, l'amministrazione comunale abbia approvato un emendamento che esonera i commercianti dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico qualora installino una pedana amovibile. «Mettiamola questa rampa - ha ribadito la consigliera Avagliano -. L'emendamento è stato disposto affinché si possa parlare di inclusione vera e concreta, che trovi riscontro nella realtà e non solo su carta». Solleciti in tal senso sono arrivati anche dal presidente dell'Osservatorio, Vincenzo Prisco , che ha esortato i commercianti a provvedere. «La pedana costa pochissimo - ha spiegato Prisco - e sarebbe un beneficio anche in termini di vendite considerato che i negozi avrebbero una clientela sicuramente più amplia». Non mancano, tuttavia, le perplessità. A spiegare le ragioni della mancata presenza di dispositivi volti a superare le barriere architettoniche ed agevolare l'ingresso delle persone con disabilità nei negozi è stato, invece, il presidente di Confesercenti Cava, Aldo Trezza . «Se molti operatori non hanno ancora provveduto - ha spiegato - è perché è mancata una campagna informativa mirata e i commercianti non sono a conoscenza degli sgravi fiscali. Sarebbe dunque utile produrre e diffondere una circolare a firma di tutte le realtà associative impegnate in questa battaglia. C'è da considerare, comunque, che le pedane hanno pro e contro, vista anche la conformazione dei portici. L'ideale sarebbe segnalare, anche tramite un adesivo da esporre in vetrina, che i commercianti sono forniti di pedana amovibile e che può essere apposta se necessario». di Giuseppe Ferrara LA CITTA