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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Troppe barriere La consulta rilancia l'idea di percorsi adatti ai disabili

23 Novembre 2020, 10:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Troppe barriere La consulta rilancia l'idea di percorsi adatti ai disabili  - La Provincia Pavese Pavia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA VIGEVANO. Disabilità, si lavora per creare un coordinamento provinciale delle consulte. «Stiamo cercando di istituire un coordinamento con le consulte di Pavia e Voghera - dice Silvana Cavigliani Oselli, presidente della consulta comunale disabilità - al fine di elaborare progetti di ampio respiro, che possano portare ad una società più inclusiva, a misura di tutti. Solo così riusciremo a coinvolgere Enti e Fondazioni ed avere gli opportuni finanziamenti». Percorsi a ostacoliIl tema è, soprattutto, quello delle barriere architettoniche. «Avevamo individuato alcuni percorsi cittadini - prosegue Cavigliani Oselli - per esempio quello che dalla stazione ferroviaria prosegue in via Rocca Vecchia, passa per Piazza Sant'Ambrogio fermandosi al Museo del Tesoro del Duomo e in Duomo entrambi accessibili a chiunque. Poi si procede verso via del Popolo, arrivando al Cortile del Castello alla chiesa di San Pietro Martire arrivando quindi fino al Mulino di via dei Mulini. Poi c'è anche un altro percorso, che porterebbe anche le persone con ridotta mobilità a Ticino, precisamente presso la Lanca Ayala. Di idee, quindi, ne abbiamo e ci piacerebbe coinvolgere la facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia, insieme alle consulte di Pavia e Voghera, che si occuperebbe di studiare soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche». Resta però sempre il grande nodo di Piazza Ducale. «Il grosso problema - prosegue Oselli Cavigliani - è che Piazza Ducale è un patrimonio artistico architettonico che, giustamente, non si può modificare. Anche per una semplice pedana, per esempio, occorre il parere ed il permesso della Sovrintendenza, procedura che richiede tempi lunghi. Su bar e ristoranti, così come sui negozi, anche lì i vincoli non sono pochi, cui si aggiungono anche problemi, per così dire, strutturali, come le scale, spesso troppo piccole per poter "accogliere" appunto un montascale». Tra le note ancora in agenda, però, ci sarebbe anche un corso gratuito rivolto ai commercianti. «È promosso da AscoBaires, Confcommercio Milano e dall'Associazione Italiana sclerosi multipla - conclude la presidente della consulta - e servirebbe proprio a far conoscere ai commercianti le esigenze dei clienti con disabilità ed esigenze speciali, aiutandoli magari a dare risposte efficaci. Ci piacerebbe che ci fosse una grande partecipazione da parte dei commercianti vigevanesi». (S.Bo.) LA PROVINCIA PAVESE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabili a bordo Un passo avanti sulle normative

20 Novembre 2020, 08:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Parcheggio disabili, cosa è utile sapere | Ability Channel

INSERITO DA MIKI PAPPACODA MESTRE. Comune e ACTV accelerano sul miglioramento delle condizioni di accesso ai mezzi di trasporto pubblico per le persone con disabilità. Sono state modificate le condizioni generali di trasporto approvate dal Consiglio di amministrazione di AVM spa, che consentono l'accesso anche alle sedie motorizzate per persone con disabilità motorie o di sedie manuali con ruotino rimovibile, purché le stesse siano omologate al trasporto su altri mezzi e le cui dimensioni in termini di massimo ingombro non superino quelle dello spazio appositamente attrezzato all'interno di unità navali, autobus e tram, annunciano da Ca' Farsetti e dalla holding della mobilità. TEMA SCOTTANTE. Si ricorderà che un paio di anni fa il tema fu molto caldo, anche perché gli autisti denunciavano le difficoltà operative di fermare l'autobus, scendere e azionare la pedana manuale che negli ultimi modelli ha sostituito quella elettrica (che spesso non funzionava). Lo stesso Gazzettino aveva testato sul campo le condizioni di trasporto per chi si muove in carrozzina. Da allora il piano ha ripreso impulso, seguito dagli assessori alla Mobilità Renato Boraso e alla Coesione sociale Simone Venturini, mentre Pietro Martire, presidente dell'Associazione Oltre il Muro, si è messo a disposizione per effettuare delle prove per valutare l'applicabilità delle migliorie richieste al servizio. AVM punta anche a riprendere la collaborazione con la UILDM (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) sfociata in un percorso di formazione per la divulgazione di buone prassi da parte degli autisti. «Ringrazio Martire - commenta l'assessore Venturini - per averci aiutato nelle prove sul campo e tutta la struttura AVM/ACTV per aver accolto le sollecitazioni del Comune affinché fossero riviste alcune regole che limitavano la possibilità di fruizione dei mezzi pubblici alle persone con disabilità. Il metodo è stato assolutamente quello giusto: ascolto delle necessità dei cittadini, esame della legislazione nazionale e comunitaria, studio della soluzione, prove sul campo e decisione». Un primo passo importante anche se resta il grosso problema dell'accessibilità di molte fermate: nella scorsa consiliatura è stato approvato il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche dopo la quale, ora, si attendono gli interventi. di Alvise Sperandio IL GAZZETTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Inclusione e dintorni: scuola in presenza e a distanza. La didattica in tempo di Covid

19 Novembre 2020, 15:28pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Inclusione e dintorni: scuola in presenza e a distanza. La didattica in tempo di Covid

INSERITO DA MORENA MOTTA In alcune regioni le attività didattiche in presenza sono sospese, in altre procedono solo fino alla prima classe delle secondarie. Alcune scuole riapriranno forse la settimana prossima, altre a fine mese, altre ancora a inizio dicembre. Le ordinanze si susseguono senza sosta e l’incertezza cresce.

Sono numerose in queste settimane le domande importanti, gli interrogativi significativi, i dibattiti intorno al tema dell’inclusione.
Numerose ordinanze, facendo seguito al dettato del DPCM del 3 novembre scorso hanno previsto la didattica in presenza solo per alunni con disabilità, in genere solo con il docente di sostegno. Uno schiaffo all’inclusione, per molti, la dimenticanza di oltre 40 anni di integrazione, per altri. Non pochi richiamano la ricostituzione delle classi differenziali, forse delle scuole speciali. Solo alunni con disabilità in una scuola vuota, solo docenti di sostegno in una scuola silenziosa. Niente socializzazione, nessuna relazione. Il collegamento con i compagni e con gli altri docenti, da remoto, quando va bene. Il resto è una diade, una specie di appartenenza, l’istituzionalizzazione della delega totale e nulla più.
E dall’altra parte gli alunni più grandi, dalle scelte eterogenee e quelli più piccoli, dai genitori eterogenei. C’è chi vuole la didattica in presenza, a prescindere dalle condizioni, chi invoca l’inclusione preferendo la distanza. Le famiglie scelgono, proliferano i moduli e le autocertificazioni di tali scelte. I dirigenti devono applicare le norme, del resto, i docenti pure, a denti stretti.

Accade così che si verificano le situazioni più variegate, tutto e il contrario di tutto e si rincorrono le possibilità, le eventuali alternative possibili, in un tourbillon di carte e documenti, sempre più vuoti, sempre più eterei. Talvolta le scelte derivano dalle esigenze: il lavoro, la mancanza di tempo, la necessità di quest’ultimo baluardo. La scuola, sempre bella come il sole eppure oggi palazzo incantato e lontano, freddo. A volte si affaccia qualche collaboratore, fa i turni, presiede a una sanificazione. Le scuole brillano, pulite e immacolate, odorano di alcol e disinfettante, piene dei banchi nuovi, senza arredi, ospedalizzate e sole. Qualche volta una maestra le sogna, sogna di entrarci, di rivederle piene di colori, poi si sveglia e accende il computer, fissa gli occhi assonnati che risplendono su un freddo monitor.
E inizia la giornata, così, ormai in buona parte del Paese. Luca non c’è, forse sta ancora dormendo, qualche docente più impavido azzarda una telefonata. Anna ha problemi di connessione, proprio oggi che bisognava interrogare. Maestra mi mandi il link?, quando proprio non si trova soluzione. Tanti puntualissimi, ordinati, pettinati, vestiti e pieni di voglia di fare. Sono la bellezza di questi tempi bui. A volte Giorgio compare nel suo riquadro, forse con la mamma, forse no. A volte qualcuno gli dà una mano con le applicazioni di G-Suite. A volte è a scuola, da solo e guarda i compagni insieme all’insegnante di sostegno.
Qualcuno, forse meno sprovveduto, è riuscito a portare in presenza piccoli gruppi di lavoro, non solo disabili, ma gruppi eterogenei, cangianti e flessibili. Nella migliore delle ipotesi anche i docenti si alternano in presenza, a volte addirittura il docente di sostegno potrebbe essere a distanza, a lavorare con la classe, mentre in presenza è il collega di disciplina. Qualcuno forse prova ancora a realizzare qualcosa che assomiglia in qualche modo ad un progetto inclusivo. Il resto è contingenza, scelta forzata, confusione nelle idee, nello stesso volere. E così capita che alcuni genitori chiedano la chiusura delle scuole, altri la riapertura. E’ così forse quando il tempo inciampa, quando il reale cade e si rompe, quando l’ordinario si infrange e si rifrange e crea barocchi vortici di incertezza. Le certezze cedono, il dubbio assale e ogni giorno scorre nella schizofrenia dell’assurdo, cercando di arrivare alla fine di sé stesso per sperare in un altro giorno, forse uguale, forse migliore o peggiore, ma comunque vivo.

E allora non possiamo che cercare ancora un giorno, un altro giorno surreale e crudele, con la bellezza struggente della luce a dire esistenza, con l’orrore della conta dei morti, ancora, a dirci la tragedia del reale. Comunque vivi.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Scintille in aula, il sindaco prepara il dossier Zanolin

18 Novembre 2020, 11:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Scintille al primo Consiglio, è scontro aperto in aula - Politica -  ilgiorno.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PORDENONE. L'approvazione del piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche è passato all'unanimità e ora è operativo. Un valore aggiunto per la città - con 18 chilometri di territorio mappato, come ha spiegato Erica Gaiatto (Tabula architetti associati), 1774 criticità individuate, con altrettante soluzioni, un valore complessivo di attuazione di 2,4 milioni - che però è stato nuovamente oggetto di scontro politico. Sul passato, ma in realtà sul futuro, con il futuro candidato sindaco Gianni Zanolin, convitato di pietra. L'eredità del passato. Nella presentazione l'assessore all'urbanistica Cristina Amirante ha spiegato che il piano delle barriere architettoniche è il frutto dell'«amministrazione del fare, che ha intercettato, solo per propri meriti, i fondi del Peba. Si tratta di un modo di leggere la città con approccio culturale diverso: non si guarda la città per concepirla solo a misura di disabili, ma per tutti, tenendo conto del differente approccio motorio nelle diverse fasi della vita (dai bambini agli anziani). Altro aspetto innovativo è che questo è un metaprogetto: invece di individuare solo strategie e norme per renderlo attuabile, individua già soluzioni». Amirante ha però riconosciuto che «Questa amministrazione non butta via quello che è stato fatto in passato, come è stato per il piano regolatore. Anche qui siamo partiti da analisi molto ben fatte predisposte dagli uffici, in accordo con la Regione». Il PD. È stato il riconoscimento tiepido del passato a innescare l'opposizione. Daniela Giust (Pd): «Nella sua introduzione noto una contraddizione assessore: prima dice che voi siete l'amministrazione del fare e poi però deve ammettere che i percorsi di accessibilità urbana che avete trovato li ha realizzati l'ex assessore Martina Toffolo che nel periodo 2013-2016 si è fatta i suoi bei chilometri con le associazioni» che hanno poi partecipato alla stesura del piano. Amirante replicherà: «Non ho problemi a riconoscere che l'assessore Toffolo ha fatto un buon lavoro, ma un conto è l'analisi e un conto è il piano. Non riconoscere la differenza è una scorrettezza». Il sindaco. Ci ha pensato il sindaco Ciriani a dare un connotato politico alla contrapposizione. «Anche stasera assistiamo a rivendicazioni politiche dell'opposizione invece il Peba è nostro. Martina Toffolo è una persona graziosa, un'ottima professionista. Sarei però curioso di conoscere il parere del vostro candidato Zanolin di Toffolo, con la quale mi pare sia andato per vie legali. Leggete la lettera con cui si è dimesso dal consiglio quando governava Pedrotti. È un'accusa pesantissima verso di voi. Ma avremo modo di parlarne in campagna elettorale, ci sarà da divertirsi». L'opposizione. È stato Marco Salvador (Pn 1291) a rispondergli: «È strano il suo nervosismo visto che è convinto di vincere a piene mani. Dire che tifiamo Covid è gravissimo. Riprenda la lucidità perché abbiamo bisogno di un sindaco non di un segretario di partito» ha affondato sul tema della manifestazione del 28 ottobre. E su Zanolin: «Sarà una candidatura di rottura perché non avrete più alibi nel criticare l'amministrazione precedente». E Ciriani : «Una rottura tra voi». L'assessore Loperfido, sempre fuori microfono: «Quindi Conficoni non si candiderà più?». di Martina Milia IL MESSAGGERO VENETO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO "Disabilità, il Comune di Cesena chiama i cittadini: segnalate le barriere

18 Novembre 2020, 11:41am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Una città senza barriere architettoniche, il Piano del Comune parte dalla  mappatura delle criticità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CESENA. Un questionario tra i cesenati perché segnalino, in forma anonima, le barriere architettoniche. In modo che il Comune possa usarle per redigere il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). Il questionario è stato pubblicato il 20 ottobre scorso e c'è tempo fino il 21 novembre per compilarlo. Sul sito del Comune i cittadini potranno rispondere alle domande e "ciascun contributo per noi sarà prezioso e aiuterà i nostri tecnici nelle operazioni di mappatura preliminare alla redazione del Peba strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti", spiega l'assessore all'Accessibilità degli spazi pubblici e privati Carlo Verona. Il piano infatti è teso a rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti nel centro storico, ma anche all'interno di edifici e di spazi pubblici urbani, come strade, piazze, parchi, giardini. "È dunque indispensabile la partecipazione di quanti, persone con disabilità motorie, anziani, bambini, ipovedenti e non vedenti, persone sorde, caregiver familiari, ritengono di poter dare un contributo all'iniziativa avviata dall'amministrazione comunale", conclude. Per compilare il questionario è necessario dunque collegarsi alla homepage del sito del Comune di Cesena. (DIRE)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

16 Novembre 2020, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Senza dati attendibili sulla disabilità, difficilmente si potrà arrivare a porre fine alle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità, tramite politiche efficaci. Per mettere quindi a disposizione di tutti uno strumento che fornisce varie conoscenze sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzo delle statistiche sulla disabilità, l’IDA (International Disabilità Alliance), CBM e lo Stakeholder Group of Persons with Disabilities for Sustainable Development hanno prodotto il documento “Disability Data Advocacy Toolkit”, preziosa base di lavoro per la tutela dei diritti Una realizzazione grafica elaborata nel 2018 sul tema “Disabilità e Povertà”: le persone con una qualche forma di disabilità nel mondo risultavano due anni fa essere più di un miliardo, ovvero il 15% dell’intera popolazione del pianeta Senza dati e statistiche attendibili sulla disabilità, ben difficilmente si potrà arrivare a un reale rispetto dei diritti delle persone con disabilità e a porre fine alle discriminazioni nei loro confronti, tuttora presenti in tutto il mondo. Ne era ben consapevole chi ha redatto la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che alle statistiche e alla raccolta dei dati ha dedicato un intero articolo (il 31°), ove si scrive testualmente: «Gli Stati si impegnano a raccogliere le informazioni appropriate, compresi i dati statistici e i risultati di ricerche, che permettano loro di formulare ed attuare politiche allo scopo di dare attuazione alla presente Convenzione». E successivamente: «Le informazioni raccolte in conformità al presente articolo devono essere disaggregate in maniera appropriata, e devono essere utilizzate per valutare l’adempimento degli obblighi contratti dagli Stati Parti alla presente Convenzione e per identificare e rimuovere le barriere che le persone con disabilità affrontano nell’esercizio dei propri diritti». E infine: «Gli Stati assumono la responsabilità della diffusione di tali statistiche e garantiscono la loro accessibilità sia alle persone con disabilità che agli altri». Purtroppo, in molte parti del mondo tali prescrizioni sono ancora “lettera morta”, come viene sottolineato dall’IDA (International Disability Alliance), da cui si dichiara che «dati insufficienti e inattendibili si sono tradotti in una pianificazione e in un bilancio inadeguati per accomodamenti ragionevoli nei confronti delle persone con disabilità e in politiche generalmente inefficaci». Nel tentativo quindi di mettere a disposizione di tutti uno strumento quanto mai utile, che fornisca una serie di conoscenze di base sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzo dei dati sulla disabilità, la stessa IDA, in collaborazione con CBM, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e nella prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi in cerca di sviluppo e con lo Stakeholder Group of Persons with Disabilities for Sustainable Development (“Gruppo delle persone con disabilità portatrici d’interesse per uno sviluppo sostenibile”), ha prodotto il documento denominato Disability Data Advocacy Toolkit, ovvero un Toolkit – termine letteralmente traducibile in italiano come “cassetta degli attrezzi” – tutto dedicato alle statistiche sulla disabilità quali basi per la tutela dei diritti. «L’obiettivo – spiegano dall’IDA – è quello di contribuire al crescente dialogo globale sull’importanza dei dati riguardanti le persone con disabilità, rafforzando la capacità di queste ultime e delle loro organizzazioni rappresentative di tutto il mondo, con approcci semplici a competenze essenziali ai fini della tutela [advocacy], di cui tutte le persone con disabilità potrebbero beneficiare e in particolare quelle sottorappresentate e nelle zone più povere». (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

16 Novembre 2020, 10:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo studio sull’impatto del coronavirus nei confronti delle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori T21RS, arriva a conclusioni ben diverse da quelle diffuse qualche tempo fa dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui per le persone con sindrome di Down vi sarebbe un rischio di mortalità dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale. Niente, dunque, “protezioni speciali” per queste persone, ma solo qualche precauzione in più, a seconda di particolari contingenze, come sottolinea Gabriele Bazzocchi dell’Associazione AIPD È stato pubblicato nei giorni scorsi uno studio l’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori sulla sindrome di Down T21RS e originato dalle risposte al questionario internazionale di cui avevamo dato notizia nel giugno scorso anche sulle nostre pagine. A questo e a quest’altro link sono disponibili rispettivamente la pubblicazione originale (in inglese) dedicata allo studio e il poster (in italiano) che ne riassume i principali esiti. Da parte nostra, però, ben volentieri cediamo la parola all’interessante commento di Gabriele Bazzocchi, presidente dell’AIPD di Ravenna (Associazione Italiana Persone Down) e consulente scientifico pro-tempore dell’AIPD Nazionale, organizzazione che ha attivamente contribuito allo studio. Cosa dunque va a dire lo studio internazionale realizzato da T21RS? Il lavoro riporta informazioni sui sintomi, i fattori di rischio e gli esiti relativi a 1.046 persone con sindrome di Down che hanno contratto l’infezione da Covid-19 in vari Paesi, ma principalmente in sette di essi, tra cui l’Italia. I sintomi nelle persone con sindrome di Down sono stati gli stessi che nella popolazione generale: febbre, tosse, fatica a respirare. Sono stati invece più frequenti alterazioni dello stato di coscienza. I fattori di rischio per l’ospedalizzazione e la mortalità erano sovrapponibili a quelli della popolazione generale: età avanzata, sesso maschile, diabete, obesità, demenza, con in più la presenza di difetti cardiaci congeniti. Il tasso di mortalità mostrava un rapido aumento sopra i 40 anni ed era circa tre volte più alto di quello dei soggetti di controllo senza la sindrome di Down, anche dopo avere aggiustato il dato statistico, tenendo conto dei fattori di rischio per la mortalità da Covid-19: il rischio di mortalità per le persone con sindrome di Down con più di 40 anni era comparabile a quello della popolazione generale di 85 anni. Si conclude, quindi, raccomandando di rivolgere una particolare attenzione e cura alle persone con sindrome di Down adulte sopra i 40 anni, ma anche di fornire a tutte le persone con sindrome di Down di ogni età una supplementazione con vitamina D e di sottoporle a vaccinazione sia per l’influenza che per lo pneumococco nel corrente inverno, in aggiunta alle misure che localmente vengono disposte, quali distanziamento sociale, uso della mascherina e lavaggio frequente delle mani. Come si può vedere, i dati di questo studio sono molto più completi e portano a conclusioni molto diverse da quell’informazione circolata qualche tempo fa, derivante da un comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale affermava un rischio di mortalità per la persona con sindrome di Down dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Per altro, dopo avere pubblicato la propria ricerca, T21RS ha voluto diffondere una dichiarazione, rivolta in particolare alle Autorità Sanitarie del Regno Unito, sulla “speciale protezione” che era stata decisa per le persone con sindrome di Down. Infatti tutte le persone con sindrome di Down sopra i 18 anni erano state inserite nella lista dei soggetti “estremamente vulnerabili” all’infezione da Covid-19, decisione, questa, che rischiava di avere pesanti conseguenze sia sul piano sia fisico che mentale per questa popolazione, perché andava a restringere in modo irragionevole le loro opportunità di occupazione, lavoro, svago e tutte le altre attività, con un impatto negativo sui loro contesti di vita. La dichiarazione di T21RS (disponibile in originale a questo link) ribadisce quindi come la popolazione con sindrome di Down rappresenti un gruppo eterogeneo i cui rischi di ospedalizzazione e morte sono del tutto simili a quelli della popolazione generale, ad eccezione del fatto che se in questa il rischio di conseguenze gravi si realizza dopo i 60 anni, nella sindrome di Down ciò inizia dopo i 40. Sotto questa età, pertanto le persone con sindrome di Down non devono essere confinate o diversamente trattate, a meno che non soffrano di obesità o epilessia. Questa dichiarazione si era resa necessaria perché contemporaneamente era stata pubblicata dagli «Annals of Internal Medicine» una lettera da parte di un gruppo di ricercatori sempre inglesi, che invece concludeva che per la popolazione con sindrome di Down esisterebbe un rischio quattro volte superiore per un’ospedalizzazione, una volta contratto il Covid-19, e che sarebbe di dieci volte il rischio di mortalità, per cui sarebbero persone da proteggere strategicamente. Come si può capire, è questo un argomento che sta dando adito a molte discussioni, e quando queste vengono condotte sul piano scientifico e non pregiudiziale, ideologico, fanno sempre bene, ma anche a questo studio inglese sono state fatte obiezioni convincenti: i dati, infatti, si riferiscono a 4.053 persone con sindrome di Down di cui solo in 27 sono decedute con un’età media di 61 anni e nessuna di loro aveva meno di 50 anni, per cui non supportano le conclusioni a cui gli Autori della lettera sono arrivati. In conclusione vale quanto già detto in altre occasioni: normali attenzioni predisposte per tutte le persone a seconda delle locali condizioni di contagio. Particolare cura alle persone con sindrome di Down giovani che abbiano seri problemi di obesità e malattie neurologiche. Particolare cura alle persone con sindrome di Down sopra i 40 anni. Vitamina D e vaccini a tutti. di Gabriele Bazzocchi*SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Decreto Ristori Bis: due norme per le persone con disabilità

13 Novembre 2020, 11:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Decreto Ristori Bis: due norme per le persone con disabilità

INSERITO DA MORENA MOTTA All’interno del Decreto Ristori-bis pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a Novembre, ci sono due norme che possono interessare le persone con disabilità: un possibile congedo straordinario e il bonus babysitter.  

Il Decreto Ristori-bis , come il primo Decreto Ristori, introduce misure di sostegno ai settori produttivi le cui attività sono state coinvolte dalle disposizioni previste dal Dpcm del 3 novembre scorso al fine di tutelare la salute dei cittadini in questa seconda fase dell'emergenza Covid. 

Congedo Straordinario 

Viene introdotto il congedo straordinario per i genitori in caso di sospensione della didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado per le cosiddette zone rosse, possibile solo nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile.  E' riconosciuto alternativamente  ad  entrambi  i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori  dipendenti, per 'intera   durata   della sospensione  dell'attività didattica.  

Questa possibilità è prevista anche per i genitori con figli con disabilità grave iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale,  per  i  quali  sia  stata disposta  la  chiusura. 

Per questi periodi di congedo, al posto della retribuzione, verrà riconosciuto un indennizzo pari al 50% della retribuzione e la copertura contributiva. C’è però un limite al finanziamento di questo provvedimento: l’Inps rigetterà tutte le domande superati i € 52,1 milioni. 

Bonus Babysitter 

Viene riproposto il bonus babysitter (fino a €1000) disponibile durante il lockdown di Marzo-Aprile, ma questa volta solo per coloro che vivono nelle zone rosse e hanno figli in scuole secondarie di primo grado. 

Possono chiedere il bonus anche i genitori con figli disabili gravi iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a  carattere  assistenziale,  per  i  quali  sia  stata disposta  la  chiusura. Il bonus non potrà essere richiesto se i figli continuano a frequentare la scuola in presenza. Anche qui c’è un limite di finanziamento oltre il quale l’Inps non accetta più le domande: € 7,5 milioni. 

FONTE FONDAZIONE SERONO di Simon Basten

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Invalidità e disabilità oncologica: una guida alle agevolazioni e tutele previste

11 Novembre 2020, 10:36am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Invalidità e disabilità oncologica: una guida alle agevolazioni e tutele previste

INSERITO DA MORENA MOTTA In caso di malattia oncologica la legge garantisce una serie di tutele, aiuti e agevolazioni che hanno l’obiettivo di supportare la persona e la sua famiglia, alleviando in parte le numerose incombenze quotidiane.
I malati oncologici, ad esempio, in base alla gravità della loro condizione, possono avere diritto ai benefici correlati al riconoscimento della Legge 104, all’invalidità e ai sostegni ad essa correlati sopra una certa percentuale di invalidità, all’esenzione del ticket e alle spese dei farmaci, all’iscrizione alle liste del collocamento mirato, al contrassegno auto per disabili.
Qui facciamo una veloce carrellata, sintetizzando i contenuti della nuova guida INPS su diritti e tutele per malati oncologici, pubblicata ad ottobre 2020.

PERMESSI, ASSENZE E MALATTIA
Assenze
I lavoratori che si assentano dal lavoro per malattia oncologica hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il periodo di comporto; in alcuni casi, in particolare nel lavoro pubblico, i giorni di assenza per sottoporsi alle cure possono essere esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia.

Permessi
Se al lavoratore è stata riconosciuta la Legge 104 (art. 3 comma 3), ha diritto a:
- 3 giorni di permesso mensile, frazionabili in ore;
-2 ore al giorno di permesso (1, se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore)
La lavoratrice o il lavoratore che presta assistenza ha diritto a 3 giorni di permesso mensile, frazionabili in ore.

Congedo retribuito
Se al lavoratore è stata riconosciuta l’invalidità civile con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% può beneficiare, anche in maniera non continuativa, di un congedo per cure per un periodo non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno.

Congedo non retribuito di 2 anni
La legge n. 53/2000 ha introdotto la possibilità di usufruire di un congedo di due anni, continuativo o frazionato, per “gravi motivi familiari” (decessi, malattie gravi di familiari). Il congedo garantisce al dipendente la conservazione del posto di lavoro senza retribuzione. Inoltre tale periodo non è computato nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali.

Congedo retribuito di 2 anni
I familiari di persone con handicap grave (art. 3 comma 3 della Legge 104/92) possono usufruire del congedo retribuito di due anni per assistere il congiunto. Lo prevede l’articolo 42, comma5 del D.Lgs 151/2001.

PRESTAZIONI PENSIONISTICHE E PREVIDENZIALI
Assegno ordinario di invalidità
I lavoratori dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) o iscritti alla gestione separata con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale possono richiedere l’assegno ordinario di invalidità. E’ necessario aver maturato almeno 260 contributi settimanali (5 anni) di cui 156 (3 anni) nei 5 anni precedenti la domanda.

Pensione di inabilità
1. per i dipendenti pubblici (legge 335/1995)

I dipendenti pubblici iscritti alle forme di previdenza esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) che, in seguito alla visita da parte della competente commissione medica siano stati riconosciuti «nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa». Hanno diritto alla pensione d’inabilità, in presenza di questi altri requisiti:
•anzianità contributiva di cinque annidi cui almeno tre nel quinquennio precedente la decorrenza del trattamento pensionistico;
•risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio.

2. per i dipendenti privati e per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps
La pensione di inabilità spetta, a domanda, all’assicurato o al titolare di assegno di invalidità che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Anche qui è necessario aver maturato almeno 260 contributi settimanali (5 anni) di cui 156 (3 anni) nei 5 anni precedenti la domanda.

Pensione di inabilità ordinaria per i dipendenti pubblici (art. 42 del DPR n. 1092/1973 e art. 7 legge n. 379/1955
La pensione di inabilità è riconosciuta ai dipendenti pubblici iscritti alle forme di previdenza esclusive dell’As-sicurazione Generale Obbligatoria (AGO)che, in seguito alla visita da parte della Commissione Medica competente (ASL, CMV, CMO) siano stati riconosciuti “inabili assoluti e permanenti a qualsiasi proficuo lavoro ovvero alle mansioni svolte” e che abbiano:
•riconoscimento dello stato di “assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi proficuo lavoro ovvero alle mansioni svolte”.
•anzianità contributiva di almeno 19 anni, 11 mesi e 16 giorni se il giudizio del verbale di visita medica è limitato alle “mansioni svolte”;
•anzianità contributiva di 14 anni, 11 mesi e 16 giorni nel casoin cui l’inabilità sia “assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro”.

RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITÀ CIVILE
Ci sono una serie di prestazioni economiche erogate dall’INPS legate alla percentuale di invalidità che viene attribuita alle persona ammalata: scattano a partire dal 74% di invalidità in su.
Con percentuali inferiori è possibile accedere a prestazioni di natura non economica (protesi ed ausili ortopedici, esenzione dal ticket sanitario) per le quali sono competenti enti diversi (ASL, Agenzia delle Entrate).
Per dare avvio al processo di accertamento dello stato di invalidità civile occorre recarsi dal proprio medico di base e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo che attesti la natura delle patologie invalidanti: tale certificato viene inviato telematicamente dal medico alla struttura territoriale Inps in cui l’interessato ha la residenza.Una volta ottenuto il certificato medico, è possibile presentare la domanda di riconoscimento di invalidità civile all’Inps entro 90 giorni, cui seguirà visita.In caso di malattia oncologica, la legge prevede un iter accelerato per l’accertamento dell’invalidità civile e dell’handicap (legge 80/2006).mLa visita deve infatti effettuarsi entro 15 giorni dalla domanda e gli esiti sono immediatamente produttivi dei benefici che da essi conseguono.
Le domande di accertamento presentate dai malati oncologici, se complete della documentazione sanitaria necessaria, possono essere validate agli atti dalla competente Commissione medico legale, senza necessità di effettuare l’accertamento sanitario in presenza.

Prestazioni economiche legate all’invalidità civile

Assegno mensile
Le persone tra i 18 e i 67 anni, con percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%, che abbiano un reddito inferiore alle soglie previste annualmente dalla legge, hanno diritto all’assegno mensile. Per il 2020 l’importo dell’assegno è di 286,81 euro per 13 mensilità. Il limite di reddito personale annuo è pari a 4.926,35 euro.

Pensione di inabilità per invalidi civili

Le persone tra i 18 e i 67 anni in stato di bisogno economico e con una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), possono presentare domanda di pensione di inabilità, che per il 2020 è di 286,81 euro per 13 mensilità con un limite di reddito personale annuo pari a 16.982,49 euro.
Dalla rata di novembre 2020 per coloro che hanno una soglia di reddito annuo personale pari a 8.469,63 euro (che sale a 14.447,42 euro, cumulato con il coniuge, nel caso in cui il soggetto sia coniugato).
scatta il diritto alla maggiorazione, che può incremento fino a 651,51 euro per 13 mensilità (si vedano i nostri articoli dedicati).

Indennità di accompagnamento
Per chi è stato riconosciuto totalmente inabile (100%) per minorazioni fisiche o psichiche, ed è impossibilitato a deambulare autonomamente senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure a compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua c’è la possibilità di presentare domanda di indennità di accompagnamento. Viene erogata indipendentemente dal reddito, e per il 2020 è di 520,29 euro.

Prestazioni non economiche legate all’invalidità civile e all’handicap
Assistenza sanitaria
I malati oncologici hanno diritto all’esenzione totale dal ticket per le prestazioni sanitarie necessarie al monitoraggio delle loro patologie, nonché per visite specialistiche, esami di laboratorio, strumentali o diagnostici e per l’acquisto di farmaci.
Se riconosciuti invalidi al 100% hanno diritto all’esenzione totale dal pagamento per farmaci e visite per qualunque patologia.

Collocamento obbligatorio
Le persone con un’invalidità superiore al 45% hanno diritto all’iscrizione nelle liste speciali del collocamento

Inoltre, se espressamente previsto nel verbale sanitario di riconoscimento dell’invalidità o handicap (Legge 104), possono avere diritto a:
- contrassegno disabili rilasciato dalla ASL
- detrazioni per figli a carico
- detrazioni per le spese mediche
assistenza personale per chi non è autosufficiente;
Iva agevolata su ausili tecnici e informatici;
- agevolazioni per non vedenti;
agevolazioni sulle ristrutturazioni per eliminare barriere architettoni-che;
agevolazioni sull'acquisto dell’auto;
- calcolo dell’imposta di successione e donazioni con aliquote differenti.

FONTI DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pullman e taxi del mare: Grosseto offre alle persone con disabilità il piacere di una gita

7 Novembre 2020, 11:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Pullman e taxi del mare: Grosseto offre alle persone con disabilità il piacere  di una gita | InVisibili

INSERITO DA MIKI PAPPACODA GROSSETO. “Quest’anno ho avuto la possibilità di provare il “Tassibile”, sia il furgone sia l’imbarcazione: il 9 settembre, insieme ai miei figli, sono salito sul “minibus” a Grosseto per poi scendere a Marina di Cala Galera; come già accaduto in una precedente escursione a Castiglione della Pescaia e nell‘entroterra grossetano. Abbiamo potuto ammirare panorami e paesaggi dalle ampie vetrate, godendo di tutti i confort del mezzo opportunamente attrezzato, oltre che di musica e splendida compagnia”.  Tullio, 47 anni, paraplegico, è uno dei primi passeggeri che ha usufruito di “Tassibile”; servizio di trasporto gratuito per persone con disabilità realizzato della onlus “Tutto è Possibile ASD” di Grosseto.

Un servizio concepito per permettere alle persone disabili e alle loro famiglie di poter uscire in piena libertà, favorendo iniziative per il tempo libero, lo shopping, lo sport e le vacanze. Il trasporto avviene sia per via terra, sia per via mare, e copre tutto il territorio della provincia di Grosseto.

Le emozioni di Tullio sono poi continuate a destinazione, al porto. “Il gommone – racconta –  è dotato di un sollevatore nascosto nel roll bar grazie al quale sono riuscito, con l’ausilio di un’imbracatura, a scendere dalla sedia a rotelle sulla banchina del molo e salire sull’imbarcazione oltre che a fare un bagno in mare aperto insieme ai miei familiari. Erano quasi vent’anni che non salivo su una barca da diporto. In movimento abbiamo costeggiato il promontorio del Monte Argentario ed ammirato le fortificazioni, le cale e le vicine isole. Poi, una volta gettata l’ancora, abbiamo fatto il bagno tutti insieme nell’acqua cristallina, allegramente, ammirando anche il fondale ed i pesci. La sensazione di libertà e leggerezza così come lo stare poi con i miei ragazzi, mi ha regalato una gioia ulteriore: quello che difficilmente dimenticherò saranno i sorrisi dei miei figli, dei miei gemelli entrambi autistici che si sono divertiti tantissimo”.

Il pulmino “Tassibile” è completamente accessibile, attrezzato per il trasporto di persone con ogni forma di disabilità. Ha nove posti in modo tale che il passeggero disabile possa viaggiare con tutta la famiglia o con un gruppo di amici. L’imbarcazione Tassibile non solo è utilizzata per escursioni in mare, ma grazie ad un sollevatore telescopico, permette di trasportare le persone disabili in acqua per bagni, immersioni, e addirittura gare di nuoto.

Per la realizzazione dell’intera attività è stata necessaria una cospicua somma di denaro  che in gran parte è stata donata dalla Fondazione CR di Firenze (50.000 euro) e da Carta Etica – Unicredit (15.000 euro). “Tutto è possibile” è molto attiva anche nell’attività di fundraising, promuovendo manifestazioni di piazza, spettacoli teatrali, cene, tornei sportivi e bandi pubblici

Per informazioni, conoscere i tempi di attesa e la disponibilità del servizio, si può inviare una mail a info@tuttopossibileonlus.it o un SMS al 375.56 166 61

di  Anna Maria Gioria InVisibili Blog 

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