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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA D MARTINO Pratichiamo sport per battere la disabilità!

21 Novembre 2017, 11:58am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA D MARTINO Pratichiamo sport per battere la disabilità!

DI MICHELE PAPPACODA Sport e disabilità è un binomio possibile? A questa domanda si cercherà di dare una risposta forte al meeting nazionale “Pratichiamo sport per battere la disabilità!”, organizzato per il 22 e 23 novembre a Roma dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), insieme alla FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) e all’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), occasione per svolgere varie dimostrazioni sportive, proporre testimonianze di atleti agonisti e non, e anche favorire l’incontro tra la cittadinanza e le autorità politiche e amministrative.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come evitare la cronicizzazione del dolore in chi deambula non correttamente

17 Novembre 2017, 14:20pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come evitare la cronicizzazione del dolore in chi deambula non correttamente

INSERITO DA MORENA MOTTA Quando una disabilità o una limitazione fisico-motoria comporta delle difficoltà nell’esecuzione di alcune azioni, spesso la grande forza di volontà, unita magari a suggerimenti da parte di professionisti come il fisioterapista, permette di trovare “altre strade” per compiere quel gesto.

Ci si troverà quindi a fare un movimento (come ad esempio afferrare un bicchiere)  magari in maniera stilisticamente meno bella, ma perfettamente funzionale allo scopo prefissato. Si tratta di  nuove strategie, perfettamente lecite e adatte allo scopo, che tuttavia alle volte presuppongono dei movimenti che sfruttano in maniera anomala posture, o sovraccaricano legamenti e articolazioni: cosa che col tempo può portare a problemi di natura infiammatoria, come visto nelle problematiche alla spalla per chi utilizza la carrozzina.

Oggi vorrei porre l’attenzione ai potenziali problemi ai piedi, sui quali può incorrere chi ha una deambulazione non corretta. Chi, anziano o in altre situazioni di limitazione nei movimenti, si trova a camminare in maniera precaria o non correttamente bilanciata per ovviare alle sue difficoltà di deambulazione o problematiche posturali, può alla lunga iniziare a percepire un forte dolore proprio sotto il piede. In queste situazioni, e per questi soggetti già vulnerabili, può essere un vero problema e, anzi, un motivo per smettere di camminare definitivamente.

Le deambulazione non corretta può causare infiammazioni ai piedi come la tallonite, la fascite plantare o la spina calcaneare ecc ecc. Tutte queste problematiche hanno alla base un disturbo a carico del tallone o della fascia plantare: strutture appunto che normalmente subiscono il peso del corpo, se ben ripartito tra entrambi i piedi. Se invece questa condizione non viene soddisfatta correttamente, ma anzi abbiamo un sovraccarico su una delle due gambe, sarà quasi scontato che prima o poi sopraggiumngerà una di queste infiammazioni.

Generalmente questo genere di infiammazioni non hanno quasi mai un esordio acuto, con un dolore che si scatena improvvisamente violento,  piuttosto, il loro andamento è graduale, e ascoltare il proprio corpo, dandogli lo spazio che richiede, può essere una soluzione che fornisce un sollievo duraturo e sopratutto evita fenomeni di cronicizzazione che poi diventano davvero complessi da gestire.

Quando si avverte un dolore al tallone, un dolore sotto il piede, durante la deambulazione  - magari la mattina - è bene rivolgersi al medico curante che generalmente prescrive una lastra Rx, per analizzare l’anatomia del piede dal punto di vista osseo e per avvalorare l’ipotesi di sovraccarico o spina calcaneare.
Una volta trovata la causa del dolore, sarà opportuno provare a risolverlo grazie a una serie di rimedi naturali e a cure fisioterapiche.

Il primo rimedio naturale che posso consigliare è certamente il ghiaccio, applicando la borsa almeno per 3-4 volte al giorno per non più di 15 minuti sulla zona dolente. Tale pratica è la più immediata, e la più semplice da attuare. In questa fase può essere di aiuto una crema a base naturale come l’arnica che ha un grande effetto sull’infiammazione locale.
Ma compito del medico e del fisioterapista non è solo allontanare il sintomo doloroso, seppur quello sia il motivo di tanta preoccupazione.
Sarà opportuno intervenire con la fisioterapia per sfiammare in profondità le strutture infiammate del piede mediante le Onde d’urto. Tale terapia è un po’ fastidiosa, ma comunque tollerata dalla maggior parte dei pazienti, per i suoi effetti sul dolore a volte anche istantanei. Se ad essere infiammati sono anche i legamenti del piede o della caviglia sarà utile anche della Laserterapia ad alta potenza, per raggiungere zone profonde con efficacia terapeutica.

In questa fase dovrà contemporaneamente essere considerata la modalità di deambulazione e sarà compito del fisiatra e del fisioterapista individuare delle strategie o degli ausili come delle solette personalizzate in grado di diminuire la sofferenza sulla zona e facilitare la deambulazione. Certamente non si può chiedere di non camminare, ma modificare alcuni aspetti come le calzature, potrebbe essere una corretta strategia.

David Di Segni
Fisioterapista presso Mdm fisioterapia

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabile intrappolato in casa: «Abbattete quei sei gradini»

17 Novembre 2017, 14:16pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabile intrappolato in casa: «Abbattete quei sei gradini»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da sedici anni lotta contro le barriere architettoniche che gli impediscono di avere una vita normale. Marcello, 49 anni, invalido dalla nascita, vive in un alloggio Atc, in strada Altessano 23/17, che ha un grande problema. I sei gradini che separano la porta di casa, al piano rialzato, dal cortile e dalla strada sono diventati un ostacolo complicato per un uomo che ha evidenti difficoltà nel deambulare.

«La mia carrozzina elettrica – racconta il 49enne – si trova oltre la porta del mio appartamento. Per arrivarci devo superare quei sei gradini, per me quasi insormontabili. Ho chiesto di rimuoverli o di inserire una pedana ma al momento continuo ad attendere, nella speranza che cambi qualcosa».

Nell’appartamento popolare di zona Lucento vivono cinque persone, tra infiltrazioni e muri scrostati e ridotti in pessime condizioni. «Siamo andati a trovare la famiglia in strada Altessano – racconta il responsabile provinciale di Casapound, Matteo Rossino – per avviare le pratiche per l’abbattimento delle barriere architettoniche che impediscono a Marcello di uscire dal suo alloggio».

Lo scorso 28 ottobre il signore in questione ha anche inviato ad Atc una nuova richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche. «Certamente la sua richiesta verrà presa in considerazione – spiegano da corso Dante – ma va tenuto conto che le risorse destinate a questi lavori sono purtroppo assai limitate e la graduatoria sta accontentando in questo momento disabili al 100% in attesa anche da alcuni anni».

Anche i problemi di manutenzione all’interno dell’appartamento sono stati segnalati. «I tecnici effettueranno al più presto un sopralluogo di verifica per capire quali interventi possano essere effettuati». Per ovviare in tempi più brevi all’ostacolo costituito dai gradini il signore potrà chiedere un cambio alloggio, per il quale non ha ancora presentato una richiesta. «Il bando – concludono da corso Dante – si aprirà con il 2018 e gli verrà spiegato come partecipare».

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IORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DTT. ROSA DE MARTINO «Miracolo» Anm, dopo le visite mediche tornano a guidare 25 «inabili»

14 Novembre 2017, 10:27am

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IORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DTT. ROSA DE MARTINO «Miracolo» Anm, dopo le visite mediche tornano a guidare 25 «inabili»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da oggi l'Anm potrà contare su 25 autisti in più. Non si tratta di nuove assunzioni, ma dei dipendenti dichiarati inidonei mesi e mesi fa, che, dopo una serie di visite mediche di controllo di massa a sorpresa, imposte dall'azienda a fine ottobre, sono risultati abili alla guida e sono dovuti tornare in servizio a manovrare di nuovo i volanti e a spingere leve e pedali dei bus cittadini. Un recupero significativo per le esigenze dell'azienda della mobilità, sempre a corto di personale di esercizio - mentre abbondano, invece, gli amministrativi - soprattutto se si considera che i guariti sono più della metà degli inidonei passati in rassegna dai camici bianchi negli ultimi giorni: 52 su 63.

Mentre i restanti 11 non hanno marcato visita per svariati motivi: perché ammalati, infortunati o trattenuti da impegni improvvisi e improcrastinabili. Anche per loro, però, il passaggio sul lettino del medico aziendale è solo rinviato di qualche giorno. Saranno richiamati a partire dalla prossima settimana.
«Noi abbiamo mandato tutti a visita medica conferma Ciro Maglione, amministratore unico di Anm Alcuni sono risultati guariti e sono tornati al lavoro, altri sono passati a inidonei definitivi e dovranno essere comunque oggetto di un'ulteriore visita medica collegiale, come prevede la norma, Abbiamo già riprogrammato il calendario delle visite. Insomma, negli ultimi mesi abbiamo istituito una procedura dedicata per i controlli medici. Non esistono più inidonei temporanei a vita. Da oggi, gli inidonei andranno a visita alla scadenza del periodo fissato dal medico. E due giorni prima della scadenza arriverà la chiamata di controllo. Ci saranno verifiche rigorose periodiche, perché noi non ci accontentiamo».

di Pierluigi Frattasi  IL MATTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DTT. ROSA DE MARTINO Botta e risposta. «Lazio: no a tagliare i servizi». Ma ai disabili risulta il contrario

14 Novembre 2017, 10:24am

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«Lazio: no a tagliare i servizi». Ma ai disabili risulta il contrario

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gentile direttore,
ho letto con estrema attenzione l’articolo di Pino Ciociola apparso su 'Avvenire' di giovedì 2 novembre («Il Lazio 'taglia' i disabili, Centri a rischio collasso») e le scrivo per assicurare i lettori e tutte le persone interessate al tema che la Regione Lazio non ha assolutamente previsto alcun taglio di tariffe per le prestazioni relative all’assistenza ai disabili. Ricordo inoltre che è stato aperto, nei mesi scorsi, con le associazioni del settore un tavolo tecnico di confronto che dovrà portare a un duplice risultato: migliorare l’assistenza ed adeguare le tariffe ai costi reali. Voglio infine precisare, a dimostrazione della nostra attenzione e del nostro interesse, che l’obiettivo di questa Giunta è quello di stanziare maggiori risorse rispetto a quelle già messe a disposizione, per sostenere proprio tutte quelle associazioni che con impegno e professionalità svolgono da anni un servizio fondamentale per la collettività offrendo supporto alle tante famiglie che ogni giorno affrontano il problema della disabilità.

Alessio D’Amato Capo della Cabina di Regia della Sanità della Regione Lazio

Gentile dottor D’Amato, accogliamo volentieri le sue annotazioni sul mio articolo, anche per il tono con cui vengono proposte. Purtroppo però esse non possono smentire quanto ho scritto: la Regione Lazio assicura che non ha intenzione di procedere a 'tagli' e che essi non sono già avvenuti, mentre queste misure sono la conseguenza di due Decreti della Regione Lazio (il primo è il numero G04762 del 12 aprile 2017, il secondo è il numero G10895 e porta la data dell’1 agosto 2017). Allarma, inoltre, che l’apertura, «nei mesi scorsi», di un tavolo tecnico sinora non abbia prodotto alcun concreto risultato. Ciò naturalmente non impedisce di lavorare perché i risultati vengano, e vengano presto. Quanto all’«obiettivo» della Giunta regionale del Lazio di «stanziare maggiori risorse», segnerebbe un cambio di passo che saremo lieti di salutare assieme alle associazioni impegnate nell’assistenza alle persone disabili e alle loro famiglie. Pino Ciociola 

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/lazio-non-vogliamo-tagliare-i-servizi-ma-ai-disabili-finora-risulta-il-co 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DTT. ROSA DE MARTINO "Maltrattamenti su disabili nel centro di accoglienza" Arrestato sacerdote

14 Novembre 2017, 10:17am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DTT. ROSA DE MARTINO "Maltrattamenti su disabili nel centro di accoglienza" Arrestato sacerdote

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maltrattamenti aggravati e continuati su disabili.

E' la pesante accusa che ha fatto scattare le manette ai polsi di don Angelo Bertolotti, 60enne sacerdote piacentino responsabile del Centro Manfredini di via Beati a Piacenza, struttura di accoglienza che ospita persone disabili.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, sarebbero scattate - come riferito anche dal Tg regionale della Rai - dopo una denuncia arrivata alla polizia: gli agenti hanno quindi posizionato telecamere all'interno del centro, le cui immagini avrebbero documentato le violenze alle quali venivano sottoposti gli ospiti: si parla di schiaffi, insulti e umiliazioni.

Vessazioni che si sarebbero ripetute in più occasioni.

Il religioso, che si sarebbe giustificato affermando di aver sempre lavorato nell'interesse dei disabili, si trova ora nel carcere delle Novate.

https://www.piacenzasera.it/app/facebook-84466.jsp

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO

9 Novembre 2017, 11:41am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Partendo dal concetto di vita indipendente formulato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità («Vivere nella società su base di uguaglianza con gli altri e avere la possibilità di scegliere dove e con chi vivere sono diritti di tutte le persone con disabilità»), quali sono gli strumenti e le modalità operative che possono rendere tale diritto esigibile? Se ne parlerà il 13 novembre a Torino, nel corso di un interessante incontro proposto dal Comitato Legge 162 Piemonte, con il sostegno del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino . 

Vita indipendente per le persone con disabilità: perché/come pensarla e realizzarla. Comitato 162 e Cooperative Sociali a confronto: è questo il titolo dell’importante tavola rotonda promossa per il 13 novembre prossimo al Campus Luigi Einaudi di Torino dal Comitato Legge 162 Piemonte, movimento di persone con disabilità e familiari, con il sostegno del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, sezione del CIRCE (Cento Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione).

«La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – spiegano i promotori dell’incontro -, insieme alla Legge 18/09 che l’ha ratificata in Italia e al nuovo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, recentemente approvato, lo affermano con chiarezza: vivere nella società su base di uguaglianza con gli altri e avere la possibilità di scegliere dove e con chi vivere sono diritti di tutte le persone con disabilità. Partendo quindi proprio dal concetto di vita indipendente così come formulato nell’articolo 19 della Convenzione ONU (Vita indipendente ed inclusione nella società), ci prefiggiamo, con questa giornata di studi, di riflettere su quali processi, strumenti e modalità operative possano rendere questo diritto esigibile».

Particolarmente autorevole la platea dei relatori, che – moderati da Cecilia Marchisio del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino – saranno Nerina Dirindin, senatrice ed economista sanitaria, Vittorio De Micheli della Direzione Sanità della Regione Piemonte, Giovanna del Giudice della Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo, Claudio Gilardi, presidente del Comitato 162 Piemonte, Anna Di Mascio, responsabile di Legacoop Piemonte, Luca Facta, direttore di Federsolidarietà Piemonte e Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org e direttore editoriale della testata «Superando.it».
Interverranno inoltre Matteo Graglia, titolare di un progetto di vita indipendente e Alessandra Civardi, tutor del Progetto VelA-Verso l’Autonomia, promosso negli anni 2014-2016 sul territorio cuneese, di cui il nostro giornale ha seguito passo dopo passogli sviluppi. (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO Tutti dovrebbero aderire a quel Manifesto sui diritti delle donne con disabilità

9 Novembre 2017, 11:37am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO  Tutti dovrebbero aderire a quel Manifesto sui diritti delle donne con disabilità

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo una serie di importanti adesioni provenienti dal mondo dell’Associazionismo della disabilità, al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, quella proveniente dall’UDI Catania (Unione Donne d’Italia) costituisce un ulteriore salto di qualità, rafforzando un messaggio fondamentale che ormai da anni cerchiamo di far passare anche sulle pagine del nostro giornale, ovvero che la disabilità dev’essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità. Far passare il messaggio che la disabilità deve essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità è una priorità, come scriviamo ormai da molti anni anche sulle pagine di «Superando.it». Per questo la scelta dell’UDI Catania (Unione Donne in Italia) di aderire al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici segna un salto di qualità nella promozione dei diritti di queste donne.

Come avevamo ampiamente riferito a suo tempo, il Manifesto era stato adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, in seguito a una proposta giunta dal Comitato delle Donne dello stesso EDF. Da qualche mese ne è disponibile la versione italiana, curata da Simona Lancioni e Mara Ruele, per conto del Centro Informare un’H di Peccioli (Pisa).
Alcune importanti adesioni erano già arrivate dal mondo dell’associazionismo impegnato sulla disabilità, come quella della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – che recentemente ha dichiarato di volerne fare un caposaldo per una serie di iniziative in programma per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del prossimo 25 novembre – o da organizzazioni pure aderenti alla FISH, come la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e nei giorni scorsi l’ADV (Associazione Disabili Visivi). «Finalmente – ha dichiarato in tal senso Giulio Nardone, presidente dell’ADV – un formidabile strumento di analisi, progettazione e operatività che si affianca alle esistenti Carte dei Diritti internazionali e italiane, in difesa e tutela dei diritti universali, arricchendole con la prospettiva e l’approccio di genere».
E tuttavia, come sottolinea Simona Lancioni, l’adesione dell’UDI Catania acquisisce un ulteriore valore aggiunto. «Che anche l’associazionismo femminile mostri attenzione per questi temi – sottolinea infatti la Responsabile di Informare un’H – è un apprezzabile salto di qualità nella promozione dei diritti delle donne e delle ragazze con disabilità. Infatti, far passare il messaggio che la disabilità deve essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità è una priorità, e, dunque, il movimento delle donne – di tutte le donne – non può essere estraneo a questa rivendicazione».

L’adesione dell’UDI Catania al Manifesto è stata comunicata in Facebook, con il seguente testo: «Aderiamo con convinzione agli intenti del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e  delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, accogliamo con gratitudine analisi e contenuti che diventeranno parte integrante del nostro lavoro politico. Condividiamo il motto Nulla sulle donne con disabilità senza le donne con disabilità, e la nostra presenza è da leggersi come rispettosa condivisione e ricerca di tutto quello che può arricchire la nostra associazione. Le nostre iniziative UDI Catania. 6 mesi stop femminicidio ospiteranno un’iniziativa di presentazione del Manifesto».
«A questo punto l’auspicio – conclude Lancioni – è che altre associazioni femminili e femministe, e la stessa UDI nazionale, seguano l’apprezzabile esempio dell’UDI Catania». (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO La tecnologia sta costruendo una società inclusiva

9 Novembre 2017, 11:35am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO La tecnologia sta costruendo una società inclusiva

DI MICHELE PAPPACODA Sarà un appuntamento imperdibile, tra fine novembre e inizio dicembre a Bologna, la nuova edizione di “HANDImatica”, la grande mostra-convegno nazionale che periodicamente riunisce esperti, aziende, operatori, persone con disabilità e famiglie, sui temi delle tecnologie digitali che possono (e potranno) migliorare la vita delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti o con fragilità. Nel corso infatti di tale manifestazione – patrocinata anche dalle Federazioni FISH e FAND – vi si capirà concretamente perché – volendolo – potrebbe esistere un mondo senza disabilità .

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO Un modello centroeuropeo per l’accessibilità dei contenitori culturali

9 Novembre 2017, 11:31am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO Un modello centroeuropeo per l’accessibilità dei contenitori culturali

DI MICHELE PAPPACODA Verranno presentate domani, 9 novembre, a Udine, le Linee Guida volte a verificare l’efficacia delle politiche di inclusione e accessibilità dei contenitori culturali, condotte nell’àmbito di “COME-IN! Cooperazione per una piena accessibilità ai musei – Verso una maggiore inclusione”, progetto triennale che coinvolge partner di Italia, Slovenia, Austria, Croazia, Germania e Polonia, e che punta a valorizzare il patrimonio culturale, tramite il potenziamento delle capacità di musei di piccole e medie dimensioni di attrarre visitatori, rendendosi accessibili alle persone con disabilità.

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