Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
dI Pasquale Greco Capaccio Erano state inaugurate solo pochi giorni fa',attrezzatura per favorire l’accesso al mare alle persone diversamente abili. Sono stati rubati lettini e prendisole ,nonostante la spiaggia fosse custodita . Sul caso indagano gli inquirenti che stanno visionando anche alcune telecamere di video sorveglianza ,per scoprire i malfattori
INSERITO DA MORENA MOTTA Tra le altre cose, la pandemia ha messo in luce alcune lacune e fragilità del sistema sotto numerosi profili. Dal punto di vista delle persone sorde, ad esempio, era emersa la richiesta di una maggiore attenzione alla accessibilità di tutti quei canali non solo informativi ma anche di richiesta di aiuto che una situazione di emergenza (ma non solo) impone di avere a portata di mano.
Alla luce di questa contestualizzazione, è quindi ancor più positiva la notizia della istituzione di un sistema che faciliterà le persone sorde che avranno bisogno di contattare il numero di emergenza 112 per chiedere aiuto.
E’ stato infatti annunciato in questi giorni un protocollo nato dalla collaborazione tra Ministero dell'Interno ed Ente nazionale sordi (Ens), di concerto con il ministero dello Sviluppo economico e con il supporto tecnico-operativo della regione Piemonte che prevede la possibilità, componendo un apposito numero, di chiedere aiuto e chattare con gli operatori dall’altra parte.
Il tutto si basa su un sistema di chiamata che, componendo il numero 800.800.112, consentirà alla persona sorda di allertare la centrale unica di risposta (Cur) gestita dagli operatori piemontesi, con i quali sarà possibile interagire attraverso una chat di testo alla quale si accede tramite l'SMS inviato dalla Cur al momento della ricezione della chiamata.
Il protocollo prevede anche l'attivazione di un portale dedicato, il 112sordi.it (https://112sordi.flagmii.it/), sul quale è possibile anche pre-registrare i propri dati, così da poter essere riconosciuti come utenti sordi in caso di chiamata, ed attivare così le comunicazioni e i relativi soccorsi in tempi più rapidi.
Il servizio è gratuito e attivo per tutto il territorio nazionale.
INSERITO DA MORENA MOTTA Una studentessa disabile di 14 anni, che vive in uno dei comuni dell'Appennino marchigiano maggiormente colpiti dal sisma 2016, sarà "costretta" a percorrere 180 chilometri al giorno, tra andata e ritorno, per frequentare la scuola dei suoi sogni a Civitanova Marche (Macerata). "Il tutto perché all'Ipia Frau di Tolentino, sezione moda, ci sono appena 12 iscrizioni e quindi la classe non avrebbe i requisiti numerici per formarsi, se non fosse che c'è una deroga per i comuni del cratere sismico e quindi abbiamo tutte le carte in regola perché la classe si formi, contrariamente da quanto viene asserito dall'Ufficio scolastico regionale", dice il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, che promette di "andare fino in fondo alla vicenda", così come il sindaco del Comune in cui risiede la ragazzina. Della vicenda si sta occupando anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che stamani ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook in cui ha annunciato di aver interessato della questione, insieme all'assessore Giorgia Latini, il ministro della pubblica istruzione, Patrizio Bianchi, a cui si sono rivolti anche i due sindaci interessati dal caso.
"A una ragazzina con disabilità - affermano i due sindaci - non si può dire te ne vai a Civitanova Marche perché così si rischia di impedire a questa studentessa il suo diritto allo studio". "Fino a 16 anni c'è l'obbligo scolastico, cosa dobbiamo fare, interessare il tribunale dei minori? Se necessario lo faremo", aggiunge il primo cittadino del Comune dove risiede la quattordicenne. Invece Pezzanesi racconta, inoltre, che a Tolentino è a rischio anche la prima elementare della Don Bosco in zona 815, dove ci sono soltanto 13 iscrizioni. "Anche in questo caso - sottolinea - chiediamo che venga fatta valere la deroga per le zone svantaggiate in cui il nostro territorio ricade".
Anche con la lettera inviata al ministro il governatore Acquaroli chiede "di verificare la possibilità di agire in deroga alla normativa, in attesa che si possa giungere a breve a un intervento legislativo che sia più aderente alle reali esigenze locali dei territori. È incredibile - conclude il presidente - che nel 2021 non sia garantito a tutti il diritto allo studio e in particolare alle fasce di popolazione più fragili".
INSERITO DA MORENA MOTTA Continuiamo a pubblicare con piacere le segnalazioni che riceviamo dai lettori di spiagge accessibili e lidi con attrezzature e/o servizi per persone con disabilità.
Qui vi riportiamo dell’iniziativa Tutti al Mare in Sicilia, attivata dall’Azienda sanitaria della provincia di Ragusa in collaborazione con i Comuni e la Cooperativa Samot.
Dieci le postazioni attrezzate in altrettante località balneari (Marina di Ragusa, Marina di Modica, Scoglitti, Marina di Acate, Santa Maria del Focallo, Donnalucata, Pozzallo e Punta Secca) nelle quali saranno presenti, due operatori OSS per assistere le persone con disabilità che desiderano trascorrere il loro tempo al mare, aiutandoli ad accedere anche in acqua con la sedia JOB. I lettini o sdraio possono essere noleggiati presso gli stabilimenti balneari in prossimità delle postazioni assistite.
Il servizio è attivo dal martedì alla domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30. Per info e prenotazioni: maresenzafrontiere@gmail.com – 0932 220814 – 345 7851452
Di seguito, gli stabilimenti delle località aderenti all’iniziativa:
RAGUSA Marina di Ragusa
Piazza Torre
ISPICA Lido Otello
Santa Maria del Focallo
MODICA Marina di Modica
Piazza Mediterraneo
Maganuco
SCICLI Donnalucata
Spiaggia di Ponente Lido AZIZ
VITTORIA Scoglitti
Riviera Lanterna
Circolo Velico “Anemos”
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si sono conclusi i soggiorni estivi al Lago di Bracciano organizzati dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), che hanno coinvolto coppie di fidanzati e gruppi di amici i quali, in autonomia e supportati dagli operatori, hanno vissuto la vacanza tra lago, visite turistiche e attività di stimolo al confronto, esperienza utile a imparare come vivere in coppia e prepararsi al futuro. L’iniziativa si è svolta nell’àmbito del progetto AIPD “Amicizia, amore, sesso: parliamone adesso”, dedicato all’educazione all’affettività e alla sessualità tra i giovani e gli adulti con sindrome di Down
Una delle coppie di fidanzati in partenza per il soggiorno vacanza organizzato dall’AIPD
Si sono conclusi, sulle rive del Lago di Bracciano, iquattro soggiorni estivi organizzati dall’AIPD(Associazione Italiana Persone Down), che dal 19 giugno al 17 luglio hanno coinvoltocoppie di fidanzati e gruppi di amiciche, in autonomia, supportati dagli operatori, hanno vissuto la vacanza tra lago, visite turistiche e attività di stimolo al confronto: un bungalow da tenere in ordine, i pasti da preparare, le attività da gestire e il tempo da organizzare, per impararecome vivere in coppia e prepararsi al futuro.
L’iniziativa si è svolta nell’àmbito del progettoAmicizia, amore,sesso: parliamone adesso, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dedicato al tema dell’educazione all’affettività e la sessualità tra igiovani e gli adulti con sindrome di Down, attraverso un percorso di crescita, consapevolezza e confronto[se ne legga anche un’ampia presentazionesu queste stesse pagine, N.d.R.].
Ad ospitare le vacanze, è stato ilCamping Smeraldo di Trevignano Romano: qui, a partire dal 19 giugno e per quattro settimane si sono alternati gruppi composti dai giovani di diverse Sezioni dell’AIPD. In particolare, due settimane sono state riservate allecoppie di fidanzati, mentre le altre due asingoli ragazzi e ragazzeche hanno partecipato al percorso educativo proposto dal progetto.
Ognuno dei quattro turni ha coinvolto sei o sette partecipanti, accompagnati da tre operatori: Bari, Brindisi, San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno, Venezia-Mestre (primo turno, 19-26 giugno); Lecce, Oristano, Sud Pontino (secondo turno, per le coppie, 26 giugno- 3 luglio); Avellino, Belluno, Oristano, Potenza (terzo turno, 3-10 luglio); Potenza, Roma e Sud Pontino (quarto turno, dedicato alle coppie, 10-17 luglio). I partecipanti andavanodai 17 ai 32 anni.
Il contesto del campeggio ha permesso di sperimentare lapiena autonomia, in unambiente sicuro e protetto: ogni coppia di fidanzati (e ogni gruppo di amici) aveva il proprio bungalow attrezzato, da abitare, condividere e naturalmente gestire e organizzare. La giornata era quindi in parte dedicata allo svolgimento delle mansioni quotidiane, in parte alle attività previste, tra lago, natura, visite culturali e momenti di confronto e di socialità.
Tra le tante attività cui i ragazzi hanno preso parte, particolarmente apprezzata è stata laSerata galante, organizzata durante la settimana delle coppie di fidanzati: tutti i preparativi, dalla scelta e dalla prenotazione del ristorante al mazzo di fiori a sorpresa, sono stati affidati ai giovani stessi, che hanno in questo modo vissuto l’esperienza del corteggiamento e della dedizione al proprio partner, mostrandosi completamente all’altezza del compito! Una vera rivelazione, poi, sono stati i due “ballerini” del gruppo,GiulioeLetizia, esibitisi in una “pizzica” impeccabile, lasciando tutti letteralmente a bocca aperta.
Ma potersi sperimentare come coppia ha permesso ai partecipanti di interrogarsi su“cosa ci piace” e “cosa non ci piace”del partner, di che cosa dobbiamo saper fare per andare via da casa, di come possiamo esprimere desideri e sentimenti. Per questo sono state fondamentali lechiacchierate come gruppo, in situazioni riservate tra uomini e donne, il confronto e la mediazione degli educatori. Le scelte organizzative ed educative erano mirate apromuovere autonomia e crescita affettivae gli educatori erano stati formati e supervisionati in tal senso dallo staff nazionale dell’AIPD.
«Siamo molto contenti di questa esperienza – commentaAnna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD e responsabile del progetto – più in generale del progetto. Il numero degli adulti con sindrome di Downsta crescendoed esiste un grande bisogno di accompagnamento per i giovani e le loro famiglie su questo tema. Molti ragazzi hanno utilizzato le vacanze per riuscire a dar voce ai loro desideri e alle loro paure, ma anche per “godersi” la propria coppia. Nessuna delle coppie presenti aveva mai avuto modo di vivere prima un’esperienza di crescita e di intimità col proprio partner, ma anche di confronto con altre coppie».
L’esperienza, ciò che è stato condiviso dagli stessi partecipanti durante le attività di confronto,diventerà presto un documentario. Infatti, durante le due settimane dedicate alle coppie di fidanzati, il registaChristian Angeli, insieme alla sua troupe, ha realizzato le riprese per un docufilm, prodotto da Jumping flee, che sarà presentato nella seconda metà di ottobre e dedicato proprioall’amore, bello e possibile, tra le persone con sindrome di Down.
Un particolare ringraziamento, da parte dell’AIPD, va alla comunità locale diAnguillara SabaziaeTrevignano Romano, che ha accolto , in un’atmosfera calda e davvero romantica , con simpatia e profondo rispetto i partecipanti: dal Camping Smeraldo ai Ristoranti Nepitella, La terrazza sul lago e da Ciccio, dal parrucchiere Ricci ai supermercati e a tutti gli ospiti del campeggio. Tutti, infatti, hanno portato a casa qualcosa dall’incontro.(Ufficio Stampa AIPD)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA INTERVISTA A CIRA SOLIMENE«Se l’offerta di servizi rappresenta la traduzione operativa della “mission” della FISH, ovvero il modo in cui realizzare gli obiettivi in risposta ai bisogni quotidiani delle persone/famiglie con disabilità (e non solo) che ne usufruiscono, la progettazione dovrà rispecchiarne l’idea e i princìpi per i quali la Federazione è stata costituita»: a dirlo è Cira Solimene, da alcuni mesi responsabile della Progettazione e dello Sviluppo Organizzativo nella Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, spiegando, in questa intervista, su quali linee di lavoro stia svolgendo tale incarico
Alla FISH aderiscono organizzazioni impegnate sul fronte dei diritti di persone con tutte le diverse disabilità
Figura di grande spessore ed esperienza in àmbito sociale,Cira Solimeneha diretto a lungoASC InSieme(Azienda Speciale per la gestione di servizi sociali dell’Unione Comuni Valli del Reno Lavino e Samoggia), nella Città Metropolitana di Bologna, dopo avere collaborato per molti anni con la struttura organizzativa dellaUILDM Nazionale(Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
Da alcuni mesi è responsabile della Progettazione e dello Sviluppo Organizzativo nellaFISH Nazionale(Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), incarico rispetto al quale le abbiamo posto qualche domanda.
Come è arrivata a ricoprire questo incarico nella FISH e come sta procedendo in questa prima fase?
«Tra lo scorso anno e questo 2021, in seguito alla decisione assunta dalla FISH di internalizzare i servizi precedentemente erogati attraverso il ricorso ad una società consortile di cui la Federazione era socia, è emersa la necessità, da un lato, di dotarsi di figure professionali in possesso di specifiche competenze che garantissero continuità e qualità dei servizi, dall’altro, di procedere alla realizzazione di unastruttura organizzativache consentisse un’adeguata divisione del lavoro e l’attribuzione coerente di compiti e mansioni. Una volta poi contrattualizzato l’impegno di diversi collaboratori e collaboratrici, dallo scorso mese di marzo – quando mi è stato affidato l’incarico di progettare una prima struttura di gestione di FISH – è stato avviato un intenso lavoro di confronto con tutte le persone che operano per la Federazione, a qualsiasi titolo, partendo dal presupposto che un modello organizzativo, per essereefficiente ed efficace, debba essere necessariamente partecipato e condiviso con tutte le risorse umane che costituiscono l’organizzazione.
Ottenuto quindi un quadro completo sia delle attività svolte che delle modalità operative adottate, è stato possibile delineare un primo schema diorganigrammache raggruppa le diverse attività in specifiche unità operative, individuando, per ogni settore, le relative funzioni, e per ogni persona, specifici compiti e mansioni, pur nella consapevolezza che il documento che ne è derivatonon debba essere inteso come un rigido manualedel “chi fa che cosa”, ma uno strumento flessibile da interpretare nell’ottica di unlavoro di squadra, contemplando la possibilità che in determinate situazioni, ad esempio di urgenza e/o emergenza, funzioni e compiti, lì dove conoscenze e competenze lo consentano, siano anche interscambiabili, al fine di perseguire sempre come obiettivi fondamentali non solo l’efficienza, che è l’obiettivo specifico dell’organizzazione del lavoro, ma anche ilbenessere interno di lavoratori e lavoratricie la tenuta del sistema, senza i quali non sarebbe possibile il perseguimento dell’obiettivo prioritario che è quello dell’alta qualità dei servizi offerti».
Come si caratterizza, dunque, l’attuale organigramma della Federazione?
«Esso vede in posizione apicale la governance politica con la figura centrale del Presidente, cui sono collegati da un lato gli altri organi statutari (Congresso, Consiglio e Giunta Nazionali, Revisore dei Conti), l’Ufficio di Presidenza, i Gruppi di Lavoro e una serie di professionisti che supportano la Presidenza negli adempimenti statutari e normativi previsti (commercialista, consulente del lavoro, responsabile della prevenzione e protezione, giuslavorista).
Al Presidente fa capo direttamente tutto lo staff tecnico, suddiviso incinque unità operative: Segreteria di Direzione, Amministrazione, Centro Studi Giuridici e Politici, Progettazione e Formazione, Ufficio Stampa e Comunicazione.
Questa struttura di base, però, è solo il punto di partenza che definisce un quadro prevalentemente statico dell’organizzazione; determina “cosa si fa”, “chi lo fa”, manon definisce il “come”. Il passo successivo, quindi, sarà quello di individuare e formalizzare i principalimeccanismi operativiadottati nello svolgimento delle attività, dove per meccanismi operativi si intendono quelle regole che orientano i comportamenti delle singole persone componenti l’organizzazione, ossia regolamenti, procedure, linee guida ecc. È l’utilizzo di tali meccanismi, infatti, che consente di evitare livelli alti di confusione organizzativa, comportamenti spontanei, arbitrarietà gerarchica.
L’importante è non intenderli come procedure ossessive di controllo che limitano l’autonomia professionale e tener sempre presente chela creatività e la libera iniziativa, se utili al raggiungimento degli obiettivi e non scorretta nei confronti del team, pur in presenza di meccanismi operativi predeterminati, èsempre auspicabile».
Come si potrà quindi definire quel “come”?
«Rispetto all’organizzazione, la decisione più importante che la FISH dovrà prendere riguarda la mancanza nell’organico, al momento, di unafigura tecnica apicale, anello di congiunzione tra la parte politica (il Presidente) e il nucleo operativo. Ne deriva che, nell’attuale funzionigramma non siano contemplate due funzioni tecniche fondamentali di ogni organizzazione, ovvero lagestione delle risorse umanee leresponsabilità dell’organizzazione del lavoro, delle attività e dei risultati, funzioni al momento svolte dal Presidente stesso.
Ormai, come la stessaRiforma del Terzo Settoreha evidenziato, viviamo in un mondo caratterizzato da fenomeni sociali ad alta complessità, ancor più se parliamo di disabilità, che cambiano rapidamente e impongono alle organizzazioni di puntare su competenze e abilità utili a gestire una tale complessità e a orientare il cambiamento. Chiaramente non è possibile prevedere con esattezza le conseguenze di una qualsiasi scelta organizzativa e calcolare la scelta ottimale, ma se c’è una cosa certa che mi sento di dire è che la FISH debba puntare sucompetenze e professionalità ad ogni livello.
Da qui anche un’attenzione particolare sarà riservata allaformazione del personale, una formazione che dovrà essere progettata periodicamente sulla base di un’attenta analisi dei bisogni formativi e che sia in linea con gli obiettivi che la federazione intende perseguire».
L’altro settore di cui si sta occupando è quello della progettazione. Come ritiene debba cambiare l’azione della FISH in questo àmbito rispetto al passato?
«Innanzitutto vorrei dire che prediligo il termineprogettualitàperché è su questo che la FISH deve fermarsi a riflettere, ancor prima che sull’attività diprogettazionevera e propria.Il termineprogettualità, infatti, rimanda alla volontà, alla capacità di ideare qualcosa e di elaborare progetti. Implica una preliminare riflessione sullo scopo, sull’esito, su ciò che si va a fare e su come migliorarlo.Una dimensione ben più ampia, quindi, dell’attività di progettazione finalizzata alla sola partecipazione a bandi e all’accesso a fonti di finanziamento che purtroppo, come spesso accade, si esaurisce nell’attuazione e rendicontazione di programmi di attività che finiscono con l’essere delle parentesi nel complesso delle attività di servizi dell’organizzazione e di cui mai si conoscerà l’impatto sociale a lungo termine (ammesso che ci sarà).
Se l’offerta di servizirappresenta la traduzione operativa dellamissiondella FISH – il modo in cui devono essere realizzati gli obiettivi giorno per giorno in risposta aibisogni quotidiani delle persone/famiglie con disabilità(e non solo) che ne usufruiscono – la progettazione dovrà rispecchiarne lavision,ossia l’idea, i princìpi e i valori per i quali la Federazione è stata costituita e ciò a cui deve tendere a lungo termine. Ma entrambe le tipologie di obiettivi, a breve e lungo termine, andranno misurate sistematicamente. Sarà indispensabile, quindi, dotarsi di unsistema interno di valutazionedelle attività/servizi/progetti, in termini non solo di risultati a breve e medio termine (outputeoutcome), ma anche diimpatto sociale(risultati a lungo termine), come previsto, tra l’altro dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del23 luglio 2019in cui sono state emanate le Linee Guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli Enti del Terzo Settore.
In tale quadro ritengo che la sfida più urgente sia quella di arrivare, quanto prima, alla stesura delBilancio Socialedella Federazione».(S.B.)
I ministri Erika Stefani (Disabilità) ed Enrico Giovannini (Infrastrutture e Mobilità Sostenibili) hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa, l’arrivo della nuova piattaforma informatica del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), che consentirà alle persone con disabilità titolari del CUDE stesso di circolare senza problemi anche al di fuori del proprio Comune di residenza, nelle aree ZTL o a quelle carreggiate e/o corsie dove risultino vigenti divieti e limitazioni. Un annuncio accolto con favore dalla Federazione FISH, da tempo impegnata per ottenere questo risultato
I ministri Giovannini e Stefani hanno annunciato l’arrivo della nuova piattaforma informatica del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo)
A tutt’oggi, come abbiamo riferito ripetutamente anchesulle nostre pagine, in Comuni diversi da quello della propria residenza, l’accesso allearee ZTL(Zone a Traffico Limitato) o a quelle carreggiate e/o corsie dove risultino vigentidivieti e limitazioni, da parte delle persone con disabilità titolari diCUDE(Contrassegno Unificato Disabili Europeo), richiedeautorizzazioni preventiveocomunicazioni successive, per evitare di incorrere in sanzioni.
Per questo le organizzazioni delle persone con disabilità, tra cui particolarmente attiva laFISH(Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), chiedono unapiattaforma web unificatasu tutto il territorio nazionale, che consenta di superare il problema.
Tale istanza sembra ora vivere unasvolta positiva, alla luce della conferenza stampa tenuta ieri, 21 luglio, presso Palazzo Chigi, da parte dei ministriErika Stefani(Disabilità) edEnrico Giovannini(Infrastrutture e Mobilità Sostenibili), che vi hanno appunto presentato lanuova piattaforma informatica del CUDE, alla presenza anche diLuca Vecchi, delegato al Welfare dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sindaco di Reggio Emilia.
«Questo strumento – ha dichiarato per l’occasione la ministraStefani– è fortemente richiesto, c’è un’attesa, e noi siamo riusciti a dare una risposta per rendereeffettivo il diritto alla mobilita».
«Il vero modo per affrontare i temi della disabilità – ha aggiunto – non è quello di prevedere delle leggi speciali ad hoc, ma di fare in modo che la nostra normativapermetta a tutti di esserci».
Nelle prossime settimane, dunque, come si apprende nelsito del Ministro per le Disabilità, il Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibilirilascerà l’applicazione e il sito webcollegati alla piattaforma e che permetteranno ai titolari del contrassegno di potercambiare autonomamente e in tempo realela targa dell’autoveicolo associata allo stesso.
Nel sito stesso del Ministro per le Disabilità e inquello del Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili, verranno altresì fornite prossimamente utili aggiornamenti e informazioni sul funzionamento e il rilascio dell’applicazione di cui si è detto.
Si tratta di un passaggio che viene segnatamente accolto con favore dallaFISH, che su tale questione aveva ricevuto rassicurazioni dalla stessa ministra Stefani, anche durante il proprio recenteCongresso Nazionaledi cui si può ampiamente leggere aquesto link.(S.B.)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sarà un intervento graduale. Il risultato dopo un lavoro di mappatura degli edifici pubblici in centro e in periferia DESIO. Addio alle barriere architettoniche: a Desio sono stati approvati il Peba e il Pau. Durante il consiglio comunale del 29 luglio sono stati approvati i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e negli spazi pubblici, così da rendere la città accessibile a tutti. Un abbattimento graduale, che avviene in seguito alla mappatura delle barriere presenti a Desio, l’individuazione di opere di adeguamento e, infine, una valutazione economica dei costi di realizzazione. Sono stati messi sotto la lente di ingrandimento gli edifici pubblici e quelli d’interesse pubblico (laddove si erogano servizi), ma anche itinerari, percorsi e spazi urbani come aree attrezzate a verde, aree e per attività del tempo libero e sportive, fermate trasporto pubblico… Il piano ha preso in esame tutta la città. Sono state individuate le utenze: in particolare bambini, gli anziani, i disabili in carrozzina, i disabili temporanei e le persone con deficit visivo e/o uditivo. Il piano approvato è lo strumento guida per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, per le progettazioni future per garantire nel tempo l’adeguamento che tutti auspichiamo e che consentirà alla prossima amministrazione di poter implementare progettualità in vista di eventuali Bandi di finanziamento. “Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, qualcuno ci ha accusati di essere arrivati tardi, noi respingiamo fortemente questa critica perché l’amministrazione, negli anni, è intervenuta in maniera puntuale per eliminare alcune criticità – dichiara Jennifer Moro, vicesindaco di Desio - Non è vero che, fino ad oggi, non è stato fatto nulla e che questa amministrazione non è intervenuta sul tema delle barriere architettoniche. Diversi interventi di abbattimento delle barriere architettoniche sono stati eseguiti contestualmente agli interventi di manutenzione straordinaria, programmata sugli spazi pubblici sui quali siamo intervenuti. Il quadro emerso prevede un costo di più di 3 milioni di euro, una cifra molto importante, anche per un comune virtuoso come il nostro. La legge prevede che solo il 10% degli oneri di urbanizzazione sia destinato all’abbattimento delle barriere, parliamo quindi di somme irrisorie, tenuto conto del fatto che gli oneri, come tutti sanno, sono diminuiti nel corso degli anni: servono quindi risorse diverse e finanziamenti di altra natura. L’adozione del piano - e l’abbattimento delle barriere che ne deriverà “. MONZATODAY
INSERITO DA MORENA MOTTA Le visite dovranno essere garantite tutti i giorni della settimana (festivi compresi) fino a 45 minuti.
In questa estate dove ancora dobbiamo fare i conti con la panedmia da Covid, è entrato in vigore da qualche giorno l’obbligo di munirsi ed esibire il “Covid Pass” per tutta una serie di ambienti e locali, a questo proposito riprendiamo anche una nota del Ministero della Salute che in questi giorni ha voluto riassumere quali sono le regole attualmente in vigore per poter far visita a persone anziane, disabili, ammalate, che siano ricoverate in ospedale, ma anche in RSA, hospice ecc.
In particolare, la nota prevede che si debba dare la possibilità, ad un familiare dell'ospite della struttura RSA munito delle certificazioni verdi COVID-19, di accedere alleRsa e alle residenze assistenziali per persone con disabilità, tutti i giorni della settimana, compresi i festivi, garantendo che la visita si svolga in un tempo congruo al bisogno di assistenza di durata possibilmente sino a 45 minuti".
L’accesso\uscita degli ospiti e dei visitatori nelle strutture di lungodegenze e l’ingresso degli accompagnatori dei pazienti NON Covid-19 nelle strutture ospedaliere viene così regolamentata:
Strutture di lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e residenziali per anziani (anche non autosufficienti), strutture residenziali socio-assistenziali:
L’accesso\uscita di ospiti e visitatori è regolamentato al livello nazionale dalle linee guida contenute nel documento “Modalità di accesso\uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”.
Il direttore sanitario o l’autorità sanitaria competente possono adottare misure di sicurezza più restrittive qualora la situazione epidemiologica lo rendesse necessario (ad esempio: tamponi rapidi all’ingresso delle strutture per tutti gli ospiti).
In caso di visita, i familiari e i visitatori devono esibire all’ingresso delle strutture la ““Certificazione verde COVID-19”” in modalità digitale o cartacea.
Alle persone ospitate nelle strutture (anche se non autosufficienti) sono consentite le uscite temporanee solo se sono in possesso di “Certificazione verde COVID-19” in modalità digitale o cartacea. In questo caso, non è previsto il periodo di isolamento all’interno della struttura al rientro.
Strutture ospedaliere, reparti ospedalieri e pronto soccorso:
L’ingresso e la permanenza degli accompagnatori dei pazienti NON Covid-19 nelle strutture è consentito solo se sono in possesso di “Certificazione verde COVID-19” (è consentita anche la permanenza nei reparti di attesa e di accettazione dei pronto soccorso).
Nei prossimi giorni saranno pubblicate ulteriori notizie relative alle modalità di visita nelle strutture ospedaliere per gli accompagnatori dei pazienti Covid-19.
INSERITO DA MORENA MOTTA È stata inaugurata stamattina, lunedì 9 agosto, la “Spiaggia senza barriere” di Capaccio Paestum. È all’inizio del nuovo lungomare, in località Laura, che l’amministrazione comunale ha scelto di realizzare la spiaggia rientrante nel progetto “Mare senza barriere” nell’ambito delle attività del Piano di Zona Ambito S07: un arenile attrezzato in maniera tale da favorire l’accesso alle persone diversamente abili.
La “Spiaggia senza barriere” è stata realizzata tra il lido Nettuno e il lido Cerere. Sull’arenile sono state allestite pedane percorribili in carrozzella e, lungo il percorso, sono state realizzate venti piazzole dove poter installare ombrelloni e lettini.
La spiaggia è dotata di due sedie da mare job che permettono all’utente di arrivare fino a riva per bagnarsi, nonché di una sedia galleggiante per poter fare un bagno in mare aperto. Sull’arenile è anche stato installato un apposito bagno chimico. Sulla “Spiaggia senza barriere” oltre alla presenza del bagnino sarà garantita anche la presenza di volontari della Croce Rossa, dell’Unitalsi e di Cireneus per l’assistenza degli utenti. In programma, in collaborazione con l’associazione Cilento4All, ci sono anche corsi per bambini autistici.
«Rendere una Città vivibile significa anche mettere in campo politiche inclusive e in grado di permettere a più persone possibili l’accesso ai servizi – dichiara il sindaco Franco Alfieri – Era doveroso allestire un arenile senza barriere per dare la possibilità a persone diversamente abili di recarsi in spiaggia e fare un bagno senza dover lottare contro ostacoli di ogni genere. Decisivo sarà anche il contributo dei volontari, ai quali va perciò il nostro sentito ringraziamento».
«Dando seguito ai programmi di inclusione dell’amministrazione, ci siamo attivati per accedere ai fondi che la Regione Campania ha messo a disposizione per favorire l’accesso alle spiagge delle persone diversamente abili e ad allestire una “Spiaggia senza barriere” nella nostra Città – afferma l’assessore al Welfare e alla Politiche sociali, Mariarosaria Picariello – Sono soddisfatta del lavoro svolto anche perché la parte attrezzata dialoga con il resto della spiaggia e quindi offre un’occasione di socializzazione. Ringrazio tutti i volontari che hanno dato la loro disponibilità ad assistere chi utilizzerà la “Spiaggia senza barriere”».