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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

5 Dicembre 2019, 10:49am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

Le riflessioni di Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, riferite al progetto interregionale “Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico”, appaiono come un vero e proprio “vademecum” di come dovrebbero essere le strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità, dando spazio, prima tutto, all’autodeterminazione di queste ultime e a un abitare in ogni caso dignitoso Giovane adulto con autismo Un giovane adulto con autismo Il 18 novembre scorso a Cagliari, presso l’Assessorato Regionale della Sardegna all’Igiene e alla Sanità, si è tenuto un incontro tra i responsabili regionali del progetto Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico, allo scopo di coinvolgere le Associazioni nell’iniziativa e di aggiornarle sulla natura e gli obiettivi della stessa. Il progetto punta a mappare i servizi di tipo residenziale e semiresidenziale sul territorio regionale, individuando le buone prassi per la creazione di linee guida per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro autistico con più 16 anni. Destinata a quattro Regioni italiane (capofila l’Emilia Romagna), l’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e recepita dalla Regione Sardegna con la Delibera di Giunta regionale n. 9/34 del 22 febbraio 2019. Ha partecipato all’incontro anche Veronica Asara, in rappresentanza dell’Associazione SensibilMente di Olbia (Tutela ed Integrazione Persone Autistiche), della quale è Presidente. Il suo punto di vista – che qui di seguito riprendiamo in modo pressoché integrale – ci sembra un esempio mirabile di come si debba valutare l’appropriatezza in àmbito sociosanitario e sanitario delle strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità. Il progetto Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con ASD ha lo scopo di mappare i servizi di tipo residenziale e semiresidenziale sul territorio regionale, individuando le buone prassi per la creazione di linee guida per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro dell’autismo, in età adolescenziale e adulta.
Nel documento inviato alle Associazioni dai responsabili del progetto stesso, si fa riferimento al vuoto di servizi residenziali e semiresidenziali specifici per l’autismo in Sardegna e si vuole partire da questa mancanza per creare una presa in carico adeguata per gli adulti e i giovani con disturbo dello spettro autistico. Da tale documento, dunque, si evince la necessità e la volontà di cercare risposte in àmbito sociosanitario per la residenzialità e semiresidenzialità, al fine di garantire la copertura delle necessità di presa in carico in ottica essenzialmente sanitaria. Sia nel testo esteso del progetto, tuttavia, che in quello di sintesi, non si fa alcuna distinzione tra le necessità di tipo prettamente sanitario ed emergenziale (ad esempio per la gestione delle acuzie e dei problemi comportamentali gravi) e quello che viene diffusamente definito il “progetto di vita” della persona con disturbo dello spettro autistico. La mancanza di questa esplicita distinzione porterebbe a ritenere che il progetto sia orientato al soddisfacimento di entrambe le necessità, seppure queste abbiano diversa connotazione e intrinsecamente rechino bisogni differenti. La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che è Legge dello Stato italiano dal 2009 [Legge 18/09, N.d.R.], sancisce alcuni princìpi essenziali dai quali partire ogniqualvolta si pianificano interventi di tipo sociale o sanitario per le persone con disabilità.
La Convenzione non attribuisce alle persone con disabilità nuovi diritti, ma riconosce come esigibili quelli che sono già garantiti alle persone non disabili. E tra i vari àmbiti su cui essa si pronuncia, vi è quello legato all’autodeterminazione e alla facoltà di scegliere dove e con chi vivere (articolo 3, punti a, c, e; articolo 19), al fine di garantire la piena inclusione sociale delle stesse persone con disabilità. La legislazione nazionale si è evoluta facendo riferimento ai dettami della suddetta Convenzione, anche grazie all’introduzione del concetto di progetto personalizzato (Legge 162/98, Legge 328/00, Legge 134/15 e altre) ed esprimendo la necessità di pianificare la vita delle persone con disabilità nell’ottica appunto del progetto di vita. La più recente Legge 112/16, meglio conosciuta come “Legge sul Dopo di Noi”, si esprime in modo esplicito rispetto alla necessità di pensare percorsi di vita fuori dal nucleo familiare il più integrati possibile nel tessuto comunitario di appartenenza. Questo orientamento legislativo sta sempre maggiormente influendo su una nuova concezione dei servizi per la presa in carico, in opposizione alle impostazioni più prettamente sanitarizzanti e istituzionalizzanti offerte in passato e, fin troppo spesso, ancora oggi.  In Sardegna si è affermata una politica di tipo sociale che ha investito cospicui finanziamenti per lo sviluppo di progetti personalizzati collegati alla gestione diretta e indiretta (Legge Nazionale 162/98, Legge Regionale 20/97), che a loro volta hanno agevolato il crearsi di una cultura che va nella direzione opposta a quella dell’istituzionalizzazione in strutture di tipo socio-sanitario (RSA, RSD e simili). Tutto ciò premesso, sono necessarie alcune riflessioni: ° la distinzione tra la gestione emergenziale del disturbo dello spettro autistico contrapposto al progetto di vita dovrebbe essere chiaramente esplicitata. Se infatti la presa in carico per la gestione delle acuzie deve essere garantita come previsto dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e deve durare il tempo strettamente necessario alla remissione dell’emergenza stessa, il rientro della persona con autismo al suo ambiente d’origine deve essere garantito con approcci specifici per l’autismo, ma in contesti che favoriscano il più possibile scambi continui con la comunità e gli altri cittadini. E se il rientro non è possibile in famiglia, è necessario prevedere l’esistenza di luoghi diffusi su tutto il territorio regionale che abbiano la connotazione e siano più vicini possibile al riproporre la vita familiare (Legge 112/16), luoghi che possano essere “casa”.Se non si pianificherà la creazione parallela e maggiormente diffusa di tali percorsi per l’abitare e l’autonomia, il rischio concreto è che le uniche forme di presa in carico garantite e sperimentate saranno quelle pensate per la gestione dell’emergenza, che non possono, in alcun modo, rispondere al diritto di cittadinanza e di inclusione delle persone con disturbo dello spettro autistico. La dicotomia “famiglia vs istituto” potrebbe radicarsi nel nostro territorio senza offrire alternative. È dunque essenziale individuare tra le buone prassi e gli indicatori di qualità, strutture residenziali e semiresidenziali non in spazi chiusi e avulsi dal contesto comunitario, e parallelamente strutturare percorsi di uscita dalle stesse con tutti i supporti necessari a tale scopo. Tali indicatori devono essere misurati e considerati facendo riferimento alla capacità della struttura di comunicare con l’esterno, come previsto altresì dalla Norma UNI 11010/2016 (Servizi socio sanitari e sociali – Servizi per l’abitare e servizi e per l’inclusione sociale delle persone con disabilità -requisiti di servizio”). ° Come famiglie di persone con disturbo dello spettro autistico è per noi essenziale garantire la salvaguardia dei diritti dei nostri figli che vogliamo liberi di scegliere come vivere la loro vita nei limiti delle loro possibilità. È certamente superfluo sottolineare che le nuove generazioni di bambini con disturbo dello spettro autistico – per quanto ancora in maniera insufficiente rispetto alle reali esigenze – stanno ricevendo sempre più spesso i trattamenti “basati sull’evidenza” (evidence based), come previsto dalla Linea Guida n. 21 dell’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti) e che le loro abilità in età adulta saranno notevolmente migliorate rispetto a quelle degli attuali adulti con disturbo dello spettro autistico, che non hanno ricevuto adeguati trattamenti in infanzia.
Perciò le risposte che dovremmo dare agli adulti di domani non possono essere le stesse per coloro ai quali le stiamo pensando oggi. Gli sforzi di inclusione in àmbito scolastico e nella vita quotidiana – anche tramite gli approcci psicoeducativi naturalistici e home based [“a domicilio”, N.d.R.], rischiamo di essere vanificati se non riusciremo a pianificare progetti di intervento per il loro futuro che percorrano le strade dell’inclusione e che continuino dentro la comunità e non in spazi circoscritti e pensati ad hoc per l’autismo. ° In Sardegna abbiamo a disposizione i finanziamenti sociali (Legge 162/98, Legge Regionale 20/97, Fondo della Legge 112/16) che già sostengono molte persone con autismo e che, con adeguate modifiche e implementazioni, in particolare della Legge Regionale 20/97 (le modifiche per quest’ultima sono urgentissime), possono dare maggiore linfa allo sviluppo di progetti di vita più conformi al diritto delle persone con disturbo dello spettro autistico di autodeterminarsi e di vivere in contesti socialmente più inclusivi rispetto agli spazi dedicati esclusivamente all’autismo, evitando ambienti fortemente sanitarizzanti, lontani dai centri urbani e con un elevato numero di persone. ° Un nodo molto urgente da sciogliere è certamente quello della formazione specifica del personale che sosterrà i percorsi di abilitazione delle persone con disturbo dello spettro autistico; ben vengano, in tal senso, esperienze formative efficaci da imitare, già esistenti in altre aree della Penisola, e tuttavia non si possono circoscrivere tali esperienze esclusivamente ai contesti residenziali e semiresidenziali. Infatti, il legame con un contesto eccessivamente strutturato potrebbe non favorire la generalizzazione fuori dagli stessi contesti, essendo già – la generalizzazione – proprio una delle abilità carenti nelle persone con disturbo dello spettro autistico. Gli stessi laboratori dedicati, ad esempio, e finalizzati all’inserimento lavorativo non sortiscono effetti positivi, giacché tendono a rimanere legati ai contesti in cui nascono e a non favorire l’inclusione sociale (Does being in sheltered workshops improve the employment outcomes of supported employees with intellectual disabilities, in «Journal of Vocational Rehabilitation», 2011;35:21–27.). Sarebbe quindi utile incrementare percorsi di formazione specifica da applicare in ogni contesto di vita. Concludendo, come famiglie ci preme far presente che l’individuazione di buone prassi e requisiti di qualità – in particolare per ciò che riguarda la residenzialità – deve necessariamente passare per la conformità ai dettami della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che il diritto all’autodeterminazione delle persone con disturbo dello spettro autistico – nei limiti delle possibilità di ognuno – è un requisito imprescindibile e che la priorità resta quella del miglioramento della qualità della vita di queste persone. Tutti i servizi per l’abitare esistenti devono comunque concorrere al compimento di alcuni essenziali diritti della persona con disabilità:
– il diritto ad un abitare dignitoso che, anche in presenza di importanti limitazioni nell’attività o in assenza di sostegni familiari, non pregiudichi il principio dell’autodeterminazione della persona e dell’espressione delle proprie potenzialità di funzionamento e della partecipazione alla vita sociale e comunitaria; – il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione sociale, di autodeterminazione, di cittadinanza; a sviluppare relazioni interpersonali e forme di interdipendenza con la comunità locale e le sue Istituzioni; ad esprimere e arricchire le proprie competenze e abilità sul piano fisico, intellettivo e relazionale, evitando l’emarginazione sociale e l’istituzionalizzazione; a ritardare per quanto possibile la perdita della propria autonomia; – il diritto a una corretta e completa valutazione delle aspettative, dei valori, delle risorse personali, del contesto familiare e dei sostegni, con strumenti sensibili e validati, oltre alla necessaria valutazione degli esiti esistenziali personali, parametrati sui principali domìni della qualità della vita, sia oggettivi che soggettivi; – il diritto all’erogazione continua di sostegni professionali, educativi, assistenziali e informali che siano congruenti e adeguati alle valutazioni di cui al punto precedente. Concludo con una citazione: «[…] qualcuno ritiene che ci siano delle condizioni di disabilità – intellettiva grave, profonda, complessa – in virtù delle quali diviene legittimo privare una persona della sua cittadinanza e della sua libertà. È bene dirlo con queste parole e non con altre […] che finiscano per fare apparire una scelta di segregazione come una ineluttabile necessità terapeutica: chi ritiene che libertà e gravità siano due concetti inconciliabili è tenuto a dirlo chiaramente e a dichiarare con questo che la prospettiva universalistica indicata dalla Convenzione ONU gli è estranea (Cecilia Marchisio, da La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia, a cura di Giovanni Merlo e Ciro Tarantino, (La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia, Maggioli, 2018, pp. 110-111).

SUPERANDO

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE Gragnano - Pasta IGP venduta a prezzi da discount, monta la polemica politica

5 Dicembre 2019, 10:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il brand Pasta di Gragnano IGP è patrimonio della nostra Città e un’amministrazione autorevole, seria e responsabile deve attivarsi in ogni sede per garantirne la giusta tutela. Tutela che a tutt’oggi latita pericolosamente». Così Patrizio Mascolo, consiglione comunale di opposizione. «Sugli scaffali di alcuni negozi di piccola e grande distribuzione - dice Mascolo - , anche della nostra città, sono ben in vista pacchi di pasta venduti a prezzi che non possono in alcun modo essere compatibili con i livelli qualitativi della pasta di Gragnano. Un danno all’immagine della pasta Igp e a tutta la città. E anche la scellerata scelta di abbattere i tempi di essiccazione non aiuta, anzi favorisce solo i grandi produttori a tutto discapito della qualità del prodotto. Per quanto riguarda, invece, l’illegittima modalità di registrazione del logo comunale andremo avanti fino a quando non sarà fatta chiarezza. Perché sia chiaro a tutti che ognuno è padrone in casa sua ma non può arrogarsi scelte che incidono sugli interessi generali della collettività, per amministrare i quali occorre un impegno politico-amministrativo diretto. A questo va aggiunto che appare oramai indispensabile un più ampio monitoraggio sulla diffusione del brand Pasta di Gragnano Igp che, sottolineo, essere espressione del nostro territorio. Per questo più volte ho spinto per l'istituzione di una Fondazione della città della pasta, organismo in grado di riparare alle inefficienze fin oggi registrate» ha concluso. STABIACHANEL

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CAPRI NEWS “Biglietti gratis per Capri e rimessaggio del gommone”: magistrato napoletano indagato per corruzione insieme a due armatori

5 Dicembre 2019, 10:41am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAPRI NEWS “Biglietti gratis per Capri e rimessaggio del gommone”: magistrato napoletano indagato per corruzione insieme a due armatori

Biglietti e tessere gratis per usufruire degli aliscafi per Capri e il rimessaggio di un gommone in cambio della disponibilità a fornire notizie su un procedimento penale in corso. E’ la gravissima accusa, tutta da verificare nel prosieguo delle indagini, mossa a un magistrato napoletano, Andrea Nocera, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli. Nocera, fino a pochi giorni fa capo dell’Ispettorato del ministero della giustizia, si è dimesso dall’incarico con la contestuale richiesta al Csm di rientrare al Massimario della Cassazione. La notizia è riportata oggi dai principali quotidiani italiani e ovviamente è immediatamente rimbalzata a Capri dove Andrea Nocera è molto conosciuto, vanta diverse amicizie ed è un habitué di vecchia data. L’ipotesi di reato è scaturita da un’inchiesta condotta dai pm Henry John Woodcock e Giuseppe Cimmarotta, coordinati dal procuratore Giovanni Melillo. “L’inchiesta a carico di Nocera – scrive il Corriere della Sera – deriva da quella sul conto dell’imprenditore sorrentino Salvatore Di Leva, sessantatreenne amministratore del gruppo Alilauro, con interessi anche nei settori turistico, alberghiero e della ristorazione. Nelle intercettazioni, attivate per verificare manovre sospette intorno ad alcune concessioni demaniali, sono state registrate conversazioni che hanno fatto emergere l’ipotetico ruolo del magistrato in servizio al ministero – amico dell’imprenditore – come ‘informatore’ su un’altra indagine in corso a Napoli, a carico dell’armatore Salvatore Lauro. Come contropartita – continua il Corriere – Nocera, che ha una casa sull’isola di Capri, avrebbe ricevuto ‘numerosi biglietti e tessere per usufruire gratuitamente dei servizi di trasporto marittimo mediante aliscafi esercitati da società del gruppo Alilauro, soprattutto sulla tratta Napoli-Capri e Capri-Napoli’; in più, gli viene contestata ‘l’erogazione gratuita dei servizi di manutenzione e rimessaggio di un gommone’ da 8 metri e mezzo”. Il Mattino parla di “una svolta imprevedibile, nel corso delle indagini a carico dell’armatore sorrentino Salvatore Di Leva, socio di Salvatore Lauro (in quanto amministratore della società Alilauro Gruson). Giovedì scorso, Di Leva è stato interrogato a Napoli dai pm della Procura partenopea, ma anche dal procuratore aggiunto romano Paolo Ielo e dalla collega pm della Capitale Lia Affinati. E il colpo di scena è arrivato al termine di questo interrogatorio, quando la Procura di Napoli ha sequestrato il cellulare di Salvatore Di Leva (un telefono nei mesi scorsi colpito dal virus trojan), per compiere ulteriori verifiche sui contatti più recenti potenzialmente utili alle indagini. Ed è proprio dal decreto di perquisizione notificato a Di Leva, che spuntano i nomi di Salvatore Lauro e dello stesso Andrea Nocera, in questo nuovo filone che ipotizza per tutti e tre il concorso in corruzione”, rimarca Il Mattino.La Repubblica anticipa inoltre che “nelle carte c’è anche il nome di un altro magistrato, in servizio nel distretto di Napoli, che ha avuto rapporti con Di Leva e la cui posizione è all’ esame della Procura di Roma”. Per il magistrato e per gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta vige ovviamente la presunzione di innocenza.

CAPRI NEWS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Lavori di ripristino della viabilità di Via Nofilo a Pellezzano

5 Dicembre 2019, 10:36am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA Questa mattina sono iniziati i lavori di messa in sicurezza del ponte di Via Nofilo. L’infrastruttura, danneggiata a seguito dei lavori di installazione della fibra ottica eseguiti da azienda privata, aveva mostrato evidenti lesioni, tali da determinarne la chiusura al traffico da parte della Provincia di Salerno in qualità di Ente competente. Soddisfazione espressa dal Sindaco Dott. Francesco Morra per il ripristino di un’arteria strategica, la cui chiusura ha determinato non pochi disagi ai Cittadini di Pellezzano.

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SEZ. RICETTE RISO E POMODORO

5 Dicembre 2019, 10:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Risotto al pomodoro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Facile, saporito, leggero il risotto al pomodoro è la ricetta ideale per un pranzo in famiglia o una cena veloce poiché di solito gli ingredienti necessari sono disponibili in dispensa. Riso, pelati, brodo vegetale, basilico e parmigiano, prodotti mediterranei di qualità. 

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1/2 piccola cipolla bionda
  • 1 l scarso di brodo vegetale
  • 50 g di Grana Padano grattugiato
  • 1 pizzico di zucchero
  • olio extravergine di oliva
  • 30 g di burro
  • sale
 
 
 
INTRODUZIONE
Una ricetta classica, semplice, gustosa e veloce. Il risotto al pomodoro si porta in tavola in 40 minuti sempre che abbiate a disposizione del buon brodo vegetale preparato in precedenza. Benchè esista la ricetta del brodo vegetale, si può personalizzare, preparandolo con le verdure che si hanno sotto mano. Consigliamo di congelarlo per avere sempre a disposizione questo prezioso ingrediente. 
 
Il risotto al pomodoro è solitamente gradito anche dai più piccoli di casa per il suo sapore gradevole e delicato. Una variante interessante è quella del risotto al pomodoro e burrata, infatti questa ricetta può essere arricchita disponendo al centro un cucchiaio di burrata battuta al coltello o con della stracciatella, entrambe irrorate con un filo di olio extravergine d'oliva. 

FONTE  https://www.cucchiaio.it/ricetta/risotto-al-pomodoro/

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Decreto sisma, Del Deo e Pascale non ci stanno: la reazione ischitana!

5 Dicembre 2019, 10:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

ISCHIA E PROCIDA NEWS Decreto sisma, Del Deo e Pascale non ci stanno: la reazione ischitana!

Il provvedimento approvato alla Camera e che contiene le misure urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni nei Comuni colpiti dal terremoto continua ad alimentare polemiche e proposte. I due esponenti politici portano al Governo l’ultima posta emendativa invocando l’articolo 3 della costituzione. Ischia come Catania e Campobasso! Legittimi e legittimati, Condoni, Aedes e Perizia asseverata sono i temi cardine con un occhio alle tasse ed alla scadenza dei pagamenti Ida Trofa | Il “Decreto Terremoto“entra nella fase legislativamente più accesa. Prima ci sarà l’esame e la discussione nelle commissioni e poi il definitivo voto a Palazzo Madama dove deve essere votato e convertito in legge entro il 23 dicembre.Ischia tra le pieghe dei disastri italici continua a ricoprire un ruolo soprattutto politico cruciale. Il sindaco Francesco Del Deo, unitamente all’Ex Sindaco Giacomo Pascale continuano a lanciare messaggi dal Cratere agli uomini di Montecitorio. I due protagonisti del terremoto ischitano hanno approntato una serie di nuove proposte che sostengono “migliorative“ del testo, inviate all’esame del Parlamento. Manco a dirlo, la prima osservazione contenuta nel documento riguarda il famigerati articolo 25, ed è stata redatta, dicono, per riparare ad un torto e far si che i terremotati ischitani siano trattati al pari degli altri. La questione Catania su tutte. Una realtà che per tipologia di evento, per numero di sfollati, qualità del patrimonio edilizio e conseguenze, oltre le sciagurate morti, è di fatto analogo e poco dissimile dal terremoto di Ischia. Ma a Catania chi ha legittimato i propri immobili condonati non sarà trattato più da abusivo. Sanati gli abusi potrà ricevere il contributo. Ad Ischia invece no!“Decreto terremoti d’Italia“. Le nuove richieste di emendamento dei sindaci del Cratere di Ischia Il decreto terremoto passa l’approvazione della Camera ed ora si presta ad approdare al senato. Lunedi 11 novembre sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto legge che tra una piega e l’altra, reca passaggi cruciali per il Terremoto di Ischia. Già in quella occasione Del Deo e Pascale, attraverso i propri referenti, avevano chiesto di presentare una serie di emendamenti alla norma collegata al decreto legge n.123 del 24 ottobre. Lo stesso fanno oggi che il testo passa al vaglio del Senato. Riportiamo le “proposte emendative” formulate per volontà dei due rappresentanti del Cratere. Richieste che girano grosso modo intono all’art 25 ed alla necessità di equiparare il legittimato al legittimo, attraverso la definizione delle istanze di condono. Ancora di stabilire un termine entro il quale le ordinanze di sgombero adottate dai Comuni anche a distanza dall’evento sismico del 21 agosto 2017 possano essere validamente allegate alle relazioni tecniche asseverate attestanti la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti agli eventi sismici. Un altro nodo cruciale collegato al mercato delle vacche, l’Aedes Market già apertosi negli uffici tecnici comunali. Un modo per riaprire a chi non aveva aderito all’istituto della scheda curato dalla Protezione civile di Giuseppe Grimaldi durante l’emergenza. Oltre che avanzare la richiesta più che legittima di sospendere i termini del pagamento tributi fino al 2020. Sinteticamente e principalmente si tratta di richiedere e speriamo di ottenere uniformità normativa rispetto a quanto già legiferato in altre parti d’Italia per analoghe problematiche (ricostruzione post – sisma) nella fattispecie Catania giusto art 12 comma 7 legge n. 55 del 14 giugno 2019 recante le “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici“. Le proposte emendative, come quelle della volta scorsa, dopo il vaglio positivo dell’ufficio legale, sono state recepite a prima firma dalla Senatrice Ricciardi, 5 stelle. Anche questa volta il lavoro preparato da Pascale e Del Deo è stato consegnato alla Senatrice oltre che a tutti i riferimenti da Di Maio a Crimi, da Salvini a FDI. Insomma per Del Deo e Pascale non va esclusa nessuna ipotesi… RICHIESTA DI MODIFICHE AL DECRETO-LEGGE 28 SETTEMBRE 2018, N. 109, CONVERTITO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 16 NOVEMBRE 2018, N. 130, RECANTE: «DISPOSIZIONI URGENTI PER LA CITTA’ DI GENOVA, LA SICUREZZA DELLA RETE NAZIONALE DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, GLI EVENTI SISMICI DEL 2016 E 2017, IL LAVORO E LE ALTRE EMERGENZE» “Ravvisata la sussistenza di ragioni di estrema urgenza che rendono indispensabile l’adozione di misure derogatorie per l’accelerazione delle procedure di realizzazione degli interventi funzionali a garantire condizioni socio-abitative adeguate alle popolazioni interessate e ad assicurare senza ulteriori indugi la realizzazione degli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori interessati dagli eventi sismici del 21.8.2017; si propongono le seguenti modifiche al decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito con la legge 16 novembre 2018, n. 130: Art. 1 (Modifiche agli artt. 21, 24 e 25 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130 ).

IL DISPARI QUOTIDIANO  

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CARPI NEWS Incidente in viale De Amicis: grave un motociclista 19enne Il giovane a bordo della moto è stato portato in elisoccorso al Maggiore di Bologna in gravissime condizioni.

5 Dicembre 2019, 10:17am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CARPI NEWS Incidente in viale De Amicis: grave un motociclista 19enne Il giovane a bordo della moto è stato portato in elisoccorso al Maggiore di Bologna in gravissime condizioni.

Grave scontro oggi pomeriggio, intorno alle 14, all’incrocio tra viale De Amicis e via Fontana, tra una motocicletta condotta dal 19enne F.L. di Carpi e un’automobile guidata dal 65enne E.M. residente a Soliera. Ancora non chiara la dinamica dell’incidente. Il giovane a bordo della moto è stato portato in elisoccorso al Maggiore di Bologna in gravissime condizioni. E’ in Rianimazione in prognosi riservata.

TEMPO NEWS

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CILENTO NEWS Imbavagliato e rapinato in casa, terrore per il 90enne sulla sedia a rotelle

5 Dicembre 2019, 10:06am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CILENTO NEWS Imbavagliato e rapinato in casa, terrore per il 90enne sulla sedia a rotelle

Ha vissuto attimi di terrore un 90enne di Agropoli, che ieri mattina è stato legato, imbavagliato e derubato di tutti i soldi che aveva in casa. L’episodio è avvenuto in via Gentile, a ridosso del centro cittadino. Due o forse tre persone hanno suonato al campanello, si sono fatte aprire la porta e, una volta dentro, hanno legato l’anziano sulla sedia a rotelle e gli hanno coperto occhi e bocca con un fazzoletto. Poi hanno rovistato ovunque, alla ricerca di denaro contante, riuscendo a portare via la pensione che l’anziano aveva da poco ritirata e alcuni risparmi. Il bottino ammonta a circa quattromila euro, stando alle prime ricostruzioni. La scoperta dell’accaduto solo nel primo pomeriggio. Intorno alle 14, alcuni ragazzi che occupano l’appartamento al piano sottostante, hanno avvertito rumori provenienti dall’abitazione dell’anziano. Consapevoli della sua presenza e del fatto che vi abita da solo, preoccupati che potesse essere in pericolo, hanno allertato i vigili urbani di Agropoli, guidati dal comandante Di Biasi. Sul posto una pattuglia coordinata dal capitano Cauceglia. I caschi bianchi, riusciti ad entrare nella casa, si sono trovati davanti il 90enne che si dimenava, nel tentativo di liberarsi. Una scena straziante vedere l’uomo in quelle condizioni. Sono stati quindi allertati il 118 e i carabinieri.

IL MATTINO

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS A Cava l’evento “Un Natale da Favola” dal 7 dicembre al 6 gennaio

5 Dicembre 2019, 09:45am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS A Cava l’evento “Un Natale da Favola” dal 7 dicembre al 6 gennaio

E’ stato presentato a Cava de’ Tirreni l’evento “Un Natale da Favola: Cava de’ Tirreni diventa la città dell’incanto” che si terrà al Complesso Monumentale “Santa Maria del Rifugio” dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020. “Un Natale da Favola” è promosso da “Animazione in corso” nell’ambito del progetto sociale “Ma dove vivono i cartoni?” con il patrocinio del Comune di Cava de’Tirreni e vedrà protagoniste le favole più famose di ogni tempo a firma di grandi autori, con l’intento di rendere gli spettatori i veri protagonisti. L’evento si svolgerà durante lungo tutto il periodo natalizio, con una serie di momenti correlati per coinvolgere le famiglie in una nuova visione dello stare insieme e staccarsi, per un po’, dal potere ipnotico di cellulari e computer. “Questa è un’iniziativa molto importante inserita nel nostro ricco calendario natalizio – dichiara l’Assessore alla Cultura Armando Lamberti – il Natale reca con sé quella magia dell’infanzia che alberga in ognuno di noi. Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio è uno dei contenitori più importanti della città, dal punto di vista storico e culturale. Tutti abbiamo il desiderio di sognare. Chi smette di sognare, smette di vivere.”

AMALFINOTIZIE
PROGRAMMA UN NATALE DA FAVOLA
Dal 7 dicembre al 6 gennaio 2020 tutti i giovedì ed i venerdì dalle 16.00 alle 21.00; tutti i sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Polizia Municipale chiude sala scommesse a Sassuolo

5 Dicembre 2019, 09:40am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il locale si trovava a meno di 500 metri da luoghi sensibili. Già nel maggio scorso era stata intimata la chiusura dei locali

Polizia Municipale chiude sala scommesse a Sassuolo

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA – A Sassuolo invece la Polizia municipale ha proceduto alla chiusura di una sala scommesse in via Radici, in quanto a meno di 500 metri da luoghi sensibili. Già nel maggio scorso era stata intimata la chiusura dei locali. La sala scommesse, ancora attiva, aveva invece 20 persone di cui 7 impegnate a scommettere. Per questo gli agenti hanno disposto la chiusura coattiva e apposto i sigilli.

Federica Galli TRCTELEMODENA

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