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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche, “il ministero degli Affari regionali si adopererà per inserirne l’abbattimento nel super-bonus edilizio”

8 Ottobre 2020, 14:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Inserire nel superbonus edilizio l'abbattimento delle barriere  architettoniche

inserito da Michele Pappacoda ROMA. "Il ministero degli Affari regionali si adopererà per inserire nel super-bonus edilizio anche l'abbattimento delle barriere architettoniche": così ha dichiarato - a nome del Ministro Boccia - Elisa Grande, Capo Dipartimento per gli Affari Regionali, specificando che "il ministro è in prima linea per la definizione dei livelli essenziali, all'interno dei quali rientra anche l'abbattimento delle barriere architettoniche: nei prossimi giorni avvieremo un tavolo di confronto con i ministeri competenti, le Regioni e gli Enti locali per individuare quelle azioni che possono essere attuate come campo comune anche in vista della prossima legge di bilancio. Chiederemo ai ministeri dell'Economia e Finanze, delle Infrastrutture e Trasporti e delle Pari Opportunità (che ha la delega sulla disabilità) di fare fronte comune per raggiungere questo obiettivo". L’annuncio durante la XVIII edizione del FIABADAY, tenutosi domenica scorsa e il cui evento principale si è svolto come di consueto in Piazza Colonna a Roma con il palco montato davanti a Palazzo Chigi. Realizzato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, come ricordano i promotori, “il FiabaDay vuole ogni anno ricordare quanto l'abbattimento delle barriere architettoniche sia una necessità imprescindibile per ogni persona”. Oggi, inoltre, prosegue ottimisticamente l’associazione Fiaba onlus per bocca del suo presidente Giuseppe Trieste, “la situazione d'emergenza della pandemia ha fatto capire alla totalità delle persone, ciascuna nella propria diversità, che il tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche è di tutti noi per cui rendere i condomini e le città accessibili è un bene comune cui non possiamo rinunciare": da qui è nata la campagna di sensibilizzazione “Per me il lockdown non è finito”. Un tema che anche Papa Francesco ha evidenziato nel suo messaggio, "auspicando che l'annuale evento contribuisca a promuovere una nuova cultura e una rinnovata sensibilità sociale, evidenziata quest'anno dal fenomeno del lockdown, che ha messo maggiormente in evidenza l'urgenza di un cambiamento strutturale anche fra le mura domestiche". La campagna di sensibilizzazione. “Per me il lockdown non è finito”. Nell'immaginario collettivo le barriere architettoniche fanno immediatamente pensare alla persona in carrozzina. In realtà chiunque incontri barriere o problemi negli spostamenti è definito come Persona a Ridotta Mobilità (PRM): una categoria molto estesa in cui rientrano persone con disabilità permanente o temporanea, anziani, persone che accompagnano bimbi piccoli o con problemi di orientamento, difficoltà d'apprendimento o con disagi intellettivi o relazionali, persone di bassa statura o che si muovono con bagagli pesanti o ingombranti, donne in stato di gravidanza, ecc. Per tutte queste persone un gradino in più o in meno, un dislivello o una rampa di scale, ascensori non funzionanti o con cabine troppo piccole, possono davvero fare la differenza. La legge 13/1989 "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati" a più di trent’anni dalla sua promulgazione non è risultata sufficiente a rendere la maggior parte delle abitazioni effettivamente fruibili e confortevoli per tutti. Con l'evento del 4 ottobre FIABA onlus ha voluto portare all'attenzione delle organizzazioni che andranno ad esercitare la riqualificazione degli edifici e delle organizzazioni sindacali che rappresentano gli amministratori di condominio, un programma di sensibilizzazione condiviso, per ottenere l'abbattimento anche di una singola, minima, barriera.

 SuperAbile INAIL del 07/10/2020

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i banchi a rotelle

8 Ottobre 2020, 14:03pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i  banchi a rotelle | L'HuffPost

inserito da Michele Pappacoda Oggi l’analfabetismo funzionale è forse la più grande emergenza dell’Italia. Da decenni siamo prigionieri di un “circolo vizioso” – alimentato appunto dall'analfabetismo funzionale – che non ci permette di realizzare i cambiamenti strutturali di cui il Paese ha bisogno. Per analfabetismo funzionale intendiamo l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Si traduce, in pratica, nell'incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni che riguardano l’attuale società. L’Italia è quarta tra i Paesi OCSE per la maggiore incidenza di adulti con problemi di corretta comprensione delle informazioni ed è tra i Paesi OCSE quello con la più alta incidenza di popolazione adulta senza istruzione secondaria superiore, pari al 28% nella fascia di età 25-34 anni (rispetto a una media OCSE del 15%) e al 72% nella fascia di età 55-65 anni (rispetto a una media OCSE del 35%). Una ragione di questa performance dell’Italia risiede nelle criticità strutturali e nelle lacune di insegnamento del sistema scolastico nazionali, ascrivibili a cinque macro-ambiti: 1. Dal 2011 l’Italia spende ogni anno per tutti i gradi di istruzione solo €66 mld (ultima tra i Paesi UE per incidenza sulla spesa pubblica totale, 7,9%), pari al 3,8% del PIL nazionale; 2.I l legame tra scuola e lavoro è frenato dalla ridotta qualità dell’offerta formativa degli istituti professionali, che non si sono sviluppati come luoghi di specializzazione professionale; 3. Le modalità di insegnamento non sono state adeguate ai nuovi mezzi di comunicazione digitali, né sono state aggiornate le competenze digitali degli insegnanti; 4. La didattica è strutturata senza collegamenti con materie trasversali e interdisciplinari utili per l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro o nell'istruzione universitaria; 5. Nella scuola italiana hanno un ruolo ancora marginale discipline-chiave per la formazione personale e la crescita professionale dei giovani come geopolitica, economia, informatica ed educazione civica. Un altro aspetto che ha ricadute sul sistema scolastico a livello nazionale è la sua dotazione a livello di edifici. Questo tema è tornato di attualità purtroppo solo negli ultimi mesi, relativamente all'esigenza di far fronte a nuovi standard di sicurezza a causa della situazione legata al Covid-19. Gli edifici scolastici in Italia richiedono interventi di sicurezza e manutenzione, oltre a nuovi layout per lo svolgimento dell’insegnamento. Su oltre 40mila edifici scolastici attivi in Italia (di cui circa 18mila situati nel Mezzogiorno): • il 55% è stato costruito prima dell’emanazione delle norme antisismiche (1974); • il 43% è situato in zone ad alto rischio sismico (1 e 2); • il 46,2% non possiede il certificato di collaudo statico; • il 75,5% non possiede il certificato di prevenzione incendi; • il 61% non possiede il certificato di agibilità/abitabilità; • il 10% ha adottato accorgimenti specifici per la protezione dai rumori (isolamento acustico); • al contrario, il 25,5% non è ancora stato dotato di accorgimenti specifici per il superamento delle barriere architettoniche. Negli ultimi 30 anni sono stati costruiti solo 6.000 edifici scolastici. Un altro aspetto da migliorare è legato al livello di dotazione di tecnologie per l’insegnamento. Solo il 7% delle scuole primarie in Italia è dotato di una connessione WiFi o via cavo, la percentuale sale al 10% per la scuola secondaria di I grado e a circa il 24% nella scuola secondaria di II grado. Inoltre, in tutti e tre gli ordini di scuole, i pc e i tablet a disposizione in ogni classe sono ancora sotto all'unità (Fonte: elaborazione The European House - Ambrosetti su dati ANCE e Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, 2020). Restano, a livello di Sistema–Paese, altri aspetti da migliorare: • si evidenziano alcuni disagi legati al contesto familiare e sociale delle classi più deboli; tale situazione è ancora più critica se si considera che 7 genitori su 10 devono assistere i propri figli nello smart learning (soprattutto nel caso dei più giovani), aumentando la difficoltà per i genitori di coniugare la vita lavorativa con quella familiare; • infine, le infrastrutture tecnologiche (rete Internet) e gli strumenti a disposizione (pc, laptop e smartphone) spesso non sono in numero sufficiente all'interno del nucleo familiare e contribuiscono a creare un gap nell'apprendimento degli studenti. L’Italia si posiziona in 25° posizione in Europa per quanto riguarda la digitalizzazione del Paese. Ancora oggi la digitalizzazione rappresenta un punto di attenzione per il Sistema Italia, che si posiziona tra gli ultimi Paesi nell'UE nel Digital Economy and Society Index (DESI), calcolato ogni anno dalla Commissione Europea, classificandosi in quartultima posizione, davanti a Bulgaria, Grecia e Romania. Come The European House – Ambrosetti abbiamo elaborato 5 proposte per riformare il sistema scolastico italiano: 1. Prevedere più spazio per le discipline-chiave per la formazione personale e la crescita professionale dei giovani (come geopolitica, fondamenti di economia ed educazione finanziaria, elementi di diritto pubblico, informatica, problem solving, coding, lingue emergenti ed educazione civica e ambientale), anche sull'esempio di altri Paesi europei. La definizione dei contenuti dei nuovi curricula, con l’integrazione di materie rilevanti per l’epoca contemporanea, dovrebbe prevedere il coinvolgimento degli stakeholder esterni (come famiglie, imprese e terzo settore), così come l’inserimento di tali materie nei programmi scolastici dovrebbe basarsi su un bilanciamento tra quanto stabilito a livello centrale e quanto affidato all'autonomia del singolo istituto scolastico. 2. Rafforzare i collegamenti con ambiti interdisciplinari, utili per il successivo ingresso degli studenti nel mondo del lavoro o all'istruzione universitaria. 3. Rafforzare il ruolo degli Istituti Tecnici e Professionali Secondari focalizzandoli sui “mestieri del futuro” e investendo ulteriormente sul piano dell’immagine e dello sbocco occupazionale. 4. Introdurre meccanismi premiali per gli insegnanti e i dirigenti scolastici secondo criteri meritocratici, per incentivare quanti lavorano e si impegnano di più (rivedendo quanto previsto dalla Legge 107/2015 - la c.d. “Buona Scuola” - ma secondo precisi parametri e abolendo la discrezionalità del dirigente scolastico nella suddivisione della somma stanziata dal Ministero dell’Istruzione). 5. Investire nell'edilizia scolastica, in quanto la maggioranza degli edifici scolastici del Paese presenta numerosi problemi di natura strutturale (ad es., sicurezza delle strutture ed elevati costi di manutenzione, layout inadeguato rispetto ai nuovi metodi di insegnamento orientati alla interazione, alla multimedialità e alla multi-canalità, sottoutilizzo degli spazi). Lo spazio della scuola è un fattore di successo della didattica: tenuto conto che la maggior parte degli edifici scolastici in Italia è stata costruita prima degli anni Settanta, occorre rimodellare gli ambienti scolastici (aule, corridoi, aree comuni, tecnologie utilizzate, etc.) secondo i nuovi modelli di apprendimento e in funzione del possibile utilizzo delle scuole per l’erogazione di corsi di educazione permanente per la popolazione adulta. Negli ultimi decenni c’è stato un consenso trasversale da parte delle forze migliori e più informate del Paese sui mali che affliggono l’Italia: su questi problemi sono state più volte presentate proposte serie e risolutive che, proprio per la gravità dei problemi, sono per loro natura complesse e difficili da spiegare e, a volte, richiedono sacrifici di breve per avere i benefici di lungo. L’incapacità di comprenderne i contenuti, la cronica visione di breve termine e il gioco politico (spesso attento solo al consenso immediato e a vincere la lotta per il potere) non hanno mai permesso di adottare o realizzare le proposte fatte. Questo circolo vizioso deve essere interrotto, pena l’immobilità del Paese. Occorre quindi intervenire sull'analfabetismo funzionale dell’Italia con una grande operazione sull'educazione in generale e anche con riferimento a quella degli adulti. Alla luce di quanto esposto sopra, si comprende bene l’assurdità di avere concentrato così tanta attenzione e risorse nell'ultimo periodo solo... sui banchi a rotelle. L’Huffington

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ci sono problemi da segnalare? Mappa interattiva per i cittadini

8 Ottobre 2020, 13:58pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ci sono problemi da segnalare? Mappa interattiva per i cittadini - Cronaca  - lanazione.it

inserito da Michele Pappacoda SANTA FIORA (GR). Hai notato della segnaletica stradale da sostituire? Ci sono problemi di viabilità in una certa zona del territorio comunale? Vuoi notificare la presenza di una barriera architettonica da rimuovere? A Santa Fiora i cittadini oggi possono essere ancora più «attivi» e farsi portavoce di reali problemi di carattere pubblico. Come? Attraverso l'utilizzo della mappa interattiva e collegandosi al sito SIT- https://maps2.ldpgis.it/santafiora/. Questa mappa permetterà ai cittadini di Santa Fiora di segnalare all'amministrazione comunale guidata da Federico Balocchi i problemi riguardanti trasporti, il traffico, il verde pubblico, l'ambiente, le barriere architettoniche e tanto altro ancora. Collegarsi è facile, basta andare su internet e digitare il sito, cliccare su «segnalazioni dei cittadini» e seguire passo passo la guida per inserire la segnalazione. Inserendo la propria e-mail i cittadini saranno aggiornati costantemente sulla progressione della propria segnalazione. Un modo innovativo, pratico e veloce per mettere in comunicazione l'amministrazione comunale di Santa Fiora e la sua popolazione. Dal punto di vista sociale rappresenta un importante passo in avanti perché, così facendo, l'amministrazione si mette a disposizione dei cittadini che si sentiranno più responsabili della tutela del bene comune. (N.C.) La Nazione

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Juan Navarro Baldeweg: l’architetto nascosto nella cripta inaccessibile

8 Ottobre 2020, 13:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Juan Navarro Baldeweg: la mostra a Brescia è inaccessibile | InVisibili

inserito da Michele Pappacoda BRESCIA. Sono le piccole cose che fanno la differenza, dettagli che spostano l’equilibrio da un progetto riuscito a una soluzione che pare “arrangiata”. E quello che, tra polemiche e articoli di giornali, minacce di cause e litigi, sta accadendo al Museo di Santa Giulia di Brescia – qui la vicenda raccontata dal Corriere, edizione di Brescia – ne è un piccolo esempio. La vicenda è semplice: il museo ha allestito la mostra «Juan Navarro Baldeweg – Architettura, Pittura, Scultura» nelle stanze più affascinanti dell’edificio. Il percorso narrativo inizia nel cosiddetto Coro delle monache e prosegue nella basilica di San Salvatore e nella sua cripta. Da qui le polemiche, la cripta non è accessibile alle persone con disabilità motoria – e non mi sembra che lo sia nemmeno per quelle con disabilità sensoriali – e l’allestimento nella basilica in parte è preparato su tavoli alti oltre 130 cm tali da rendere quasi impossibile la visione dei lavori per chi è seduto su una sedia a rotelle. Anche le ali e cappellette laterali sono non accessibili per la presenza di un gradino per l’accesso. Un passo indietro Baldeweg, per chi non lo conoscesse, è un pittore, scultore, ma soprattutto un architetto di origine spagnola. È anche l’archistar a cui sono stati affidati i lavori per la «realizzazione del nuovo allestimento del Capitolium che accoglierà la Vittoria Alata, la straordinaria statua che a novembre tornerà in città dopo un restauro durato due anni» scrivono sul sito di presentazione della mostra. «Organizzata dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei – prosegue la presentazione dell’evento – la mostra presenta modelli e disegni dei progetti più importanti, grandi tele e sculture che ripercorrono la poliedrica carriera di Navarro Baldeweg e consentono di cogliere le interazioni e le connessioni tra le varie arti». Così domenica, col brutto tempo, ho organizzato una visita non casuale al museo di Santa Giulia che conoscevo per la sua accessibilità, soprattutto per le persone con disabilità motorie. Mi accompagnava la persona che ha fatto partire la denuncia attraverso i social, il professore di Architettura tecnica dell’Università di Brescia, Alberto Arenghi. Un esperto di accessibilità che dirige il Laboratorio Interdipartimentale Brixia Accessibility Lab oltre a essere delegato del Rettore per la Disabilità. Con lui, grazie a un complesso – e un po’ datato – sistema di montascale, ascensori, piccoli e grandi scivoli abbiamo gironzolato su e giù per l’articolato ex sito monastico disposto su molteplici livelli. Una visita che consiglio a tutti perché è davvero eccezionale – con la prenotazione online non paga né la persona disabile né l’accompagnatore -. Alcune parti della visita presentano delle difficoltà: il Coro delle monache è raggiungibile dall’esterno dopo aver superato una discreta salita, ma merita una visita. La cripta sotto la basilica di San Salvatore non è accessibile. E mai lo potrà essere se, come vogliamo tutti, la si vuole preservare nella sua integrità e bellezza. Sono le stanze più affascinanti dell’intero edificio, le più simboliche, quelle che sono valse al Museo la sua elezione a patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco e forse anche per questo qui è stata allestita la mostra di Baldeweg. Poco mi importa se la scelta sia stata fatta dalla direzione del museo, dal curatore o dall’artista, mi chiedo invece quanto sia stata ponderata. Senza dubbio bisogna avere tanta self confidence per allestire una rassegna, in tempo di Covid, in una cripta che, per quanto ben areata, resta pur sempre un luogo chiuso, sotterraneo in cui il ricambio d’aria non è eccellente. Certo l’ingresso è limitato dal personale a 4 visitatori per volta ma non sarebbe stato meglio porla negli spazi più ampi del museo? Era proprio necessario allestire i modellini e i progetti su tavolati alti, invece di sistemare le opere ad altezze normali così da consentire anche una visione d’insieme dall’alto? La soluzione d’emergenza individuata dagli organizzatori della mostra è quella di offrire agli ospiti un video esplicativo che mostri i modellini presenti nella cripta? Ma basta un video esplicativo a sostituire la visione diretta delle opere che sono state collocate in un luogo non accessibile? Certo che se volessi vedere una mostra in video mi basterebbe stare sul divano di casa e accendere la tv, e invece è spesso il contesto in cui è inserito l’evento, quel contatto personale e diretto con l’opera d’arte che mi spinge in un museo o a un concerto live. E voi se poteste scegliere di vedere il vostro cantante preferito dal vivo o in tv cosa scegliereste? Tra la possibilità di immergervi nelle bellezze uniche della Basilica di Brescia e qualche ripresa cosa preferireste? Hai ragione caro lettore, forse i problemi sono altri: la scuola che non funziona correttamente, la didattica a distanza che ha dimenticato gli studenti con disabilità, la mancanza di lavoro per le persone con disabilità… e via dicendo, ma sono questi i dettagli che fanno la differenza per una città che nel 2023 sarà, con Bergamo, la capitale della Cultura italiana. Se si inizia a pensare al tutti dalle piccole cose, lentamente questa modalità verrà applicata anche agli altri ambiti della società. Altrimenti, la storia insegna, a furia di eccezioni, gli esclusi diventeranno la maggioranza. di Simone Fanti @simfanti InVisibili Blog

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vita dura per i disabili, inaccessibili troppi locali pubblici e nuove aperture

8 Ottobre 2020, 13:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Michele Pappacoda TERAMO. E’ una strada ancora tutta in salita - e purtroppo non solo metaforicamente parlando - quella per i diversamente abili che vogliano vivere la città. Soprattutto per le persone più giovani che in un negozio per scegliere un acquisto, o in un locale per bere qualcosa, vorrebbero poterci entrare. E possibilmente senza l’aiuto dell’amico di turno costretto a sollevarne la carrozzina con tutto il disagio, anche in termini di dignità e autonomia personale. La riflessione nasce da un incontro casuale, per strada, con una voce forte della disabilità ed è quella di Enzo Cipolloni ma non è certo solo lui a fotografare la situazione attuale. Il minimo comune denominatore è sempre lo stesso, il problema delle barriere architettoniche, ma si innerva ora ad un senso di sfiducia, demotivazione e stanchezza. Che è poi l’ultima, ma proprio l’ultima cosa che si vorrebbe percepire. In sostanza, e su questo convergono tutti, non c’è il riscontro concreto che qualcosa stia davvero cambiando in città. O meglio, qualcosa sta effettivamente cambiando e si parla delle scuole molte delle quali stanno diventando felicemente accessibili ai diversamente abili. Ma non di solo accesso alle scuole il vero disabile vive. Giriamo così il problema all'assessore con delega al PEBA (il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), Maurizio Verna, che tra l’altro al tema è assai attento, e visto che il problema riguarda negozi e locali pubblici coinvolgiamo anche l’assessore con delega alle Attività produttive, Antonio Filipponi. Che non si tira indietro, anzi. Perché molti locali e negozi anche di recente apertura non sono di fatto accessibili a un disabile? Perché quando anche sono accessibili, magari non lo è il loro bagno troppo stretto per consentire il passaggio di una carrozzina? E se è vero che le scuole comunali sono di proprietà dell’Ente, e quindi ci sta l’impegno prioritario e diretto del Comune, come si può intervenire sull’apertura di nuove attività per renderle davvero accessibili a tutti? «Il problema - spiega Filipponi - sta nel fatto che là dove una nuova apertura implichi solo interventi leggeri al locale, la normativa nazionale non prevede obblighi di dotarsi anche di una semplice pedana. Se invece i lavori sono strutturali ,allora l’abbattimento delle barriere è richiesto, ma deve ricadere sul suolo privato». Quindi non si potrebbe intervenire sul Regolamento edilizio del Comune per renderlo più restrittivo rispetto alla normativa nazionale? «A questo stiamo lavorando - fanno sapere i due assessori- e la prossima settimana è in agenda un incontro per procedere con i necessari approfondimenti e capire, così, se si possa intervenire sul Regolamento edilizio, studiando anche se, per chi voglia rendere accessibile il proprio locale, si possa andare in deroga all'occupazione di suolo pubblico pagata». Insomma, è chiaro - ed in questo i nostri disabili hanno tutte le ragioni - che ci sono praterie sterminate su cui ancora lavorare. E senza nulla togliere, ci mancherebbe!, all'attività del disability manager, perché non pensare ad una sorta di “consulta della disabilità” in cui a segnalare criticità e suggerire possibili soluzioni siaproprio chi il problema lo vive sulla propria pelle e sa quindi bene ciò di cui avrebbe bisogno? Indelebile resta infatti il ricordo della passeggiata empatica portata in città da “Carrozzine determinate” con l’allora assessore al Sociale, Valeria Misticoni, che, pur ritrosa nel salire su una carrozzina, quando poi lo fece si rese conto che sì, era vero, suonare al portone dell’ufficio non era alla portata di tutti i disabili. Crudamente, provare per credere. di Patrizia Lombardi La Città

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CIOCIARIA NEWS In memoria del caro Cav. Paolo Deligios

8 Ottobre 2020, 11:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

In memoria del caro Cav. Paolo DeligiosINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Domenica 04 Ottobre 2020 alle ore 11:00, presso la Chiesa S. Restituta, S. Messa in suffragio del Cav. Paolo Deligios nel 10° anniversario dalla morte. I familiari tutti vogliono ricordarne la memoria insieme a quanti lo conobbero e stimarono.

FONTE SORA24

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Il sindaco di Meta Giuseppe Tito: Dopo il Covid mi dimetto

8 Ottobre 2020, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo ha annunciato ieri nel corso della diretta Facebook: “Passata l’emergenza mi faccio da parte”. Il sindaco di Meta, Giuseppe Tito, intende passare la mano nel momento in cui il Covid-19 non rappresenterà più un problema per i suoi concittadini. Il primo cittadino, nel richiamare ancora una volta gli abitanti di Meta al rispetto di tutte le disposizioni imposte per limitare il rischio di contagio, ha fatto il punto della situazione in merito agli attuali positivi. Si tratta di 9 persone quattro delle quali hanno già ricevuto i risultati del primo dei due tamponi di guarigione che è risultato negativo. Poi Tito ha confidato che la quotidiana lotta al coronavirus portata avanti ormai da 7 mesi lo ha sfinito. Un dispendio di energie enorme che lo mette a dura prova come sindaco e come uomo. Inoltre, per tenere fede ai tanti impegni sta trascurando la famiglia. Tenendo conto di tutto ciò, quindi, ha voluto anticipare ai propri concittadini l’intenzione di dimettersi quando il Covid sarà sconfitto. MAX SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Si registra un nuovo contagio Covid a Meta

8 Ottobre 2020, 11:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “Mi è stato appena comunicato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 3-Sud che un’altra nostra concittadina è risultata positiva al virus SARS-COVID-19”. Lo ha reso noto poco fa il sindaco di Meta, Giuseppe Tito, precisando che la paziente “sta a casa in isolamento e non necessita di ricovero”.

Il totale della penisola relativo ai contagi da Covid-19 è, pertanto, al momento, a quota 78. Nel dettaglio sono 23 i soggetti attualmente positivi a Piano di Sorrento, 18 a Massa Lubrense, 15 a Sorrento, 9 a Sant’Agnello, 9 anche a Meta e 4 a Vico Equense. In particolare, in merito a quest’ultimo Comune, il dato è stato reso noto ieri dal sindaco Andrea Buonocore. A noi, in realtà, risultava che a Vico Equense ci fossero 10 positivi. Evidentemente il sindaco, così come in passato hanno fatto altri suoi colleghi della penisola sorrentina, non ha comunicato le avvenute guarigioni.

MAX SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Il sindaco di Meta: Nessuno contagio alla Buonocore-Fienga

8 Ottobre 2020, 10:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nelle ultime ore molti cittadini di Meta sono preoccupati dalle voci che si rincorrono in merito a presunti contagi nell’ambito della scuola Buonocore-Fienga. Per chiarire la vicenda e tranquillizzare le famiglie degli alunni, il sindaco Giuseppe Tito e l’assessore alla Pubblica istruzione Angela Aiello hanno diffuso una nota. “Al fine di evitare il diffondersi di notizie non attinenti alla situazione reale, vi rendiconto della situazione relativamente alla giovane donna risultata positiva al Covid-19 – si legge -. Da venerdì la donna ha accusato lievi sintomi. Domenica 4 ottobre è stata sottoposta a tampone. In data odierna (ieri, ndr) è risultata positiva e conseguentemente alla positività tutto il nucleo familiare (già in isolamento da venerdi) verrà sottoposto a tampone naso-faringeo”. Poi il chiarimento in merito alla scuola: “Al momento non risulta nessuna positività al Covid-19 nei plessi dell’istituto comprensivo Buonocore-Fienga, motivo per cui ad ora non vi è nessuna situazione che possa pregiudicare il normale andamento delle lezioni”. Sindaco ed assessore invitano ad “essere fiduciosi nelle procedure anti Covid adottate nei nostri plessi ove è presente un referente che è in stretto contatto con Dipartimento di prevenzione competente ad indicare i protocolli e le procedure da seguire in caso di accertamento di contagi: bisogna avere consapevolezza e rispetto, ma senza vivere nella paura”. MAX SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Per un guasto niente acqua in alcune zone di Massa Lubrense

8 Ottobre 2020, 10:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La Gori comunica che sono in corso mancanze d’acqua e abbassamenti di pressione idrica a causa di un guasto improvviso che interessa le utenze situate nelle seguenti zone del Comune di Massa Lubrense: Via Roncato, via Campanella, via Del Monte, via Vicito, piazza Santa Croce, via delle Tore, via Castagna ed in tutte le traverse della zona. “I tecnici sono al lavoro per provvedere alla riparazione del guasto – rende noto l’azienda -. Il ripristino della normale erogazione idrica avverrà gradualmente a partire dalle 14:30 di oggi, giovedì 8 ottobre 2020”. Si segnala, inoltre, che alla riapertura del flusso idrico potrebbero verificarsi transitori fenomeni di torbidità dell’acqua, di breve durata, per i quali si consiglia di far scorrere per alcuni minuti l’acqua dai propri rubinetti. MAX SORRENTOPRESS

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