Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Da questa mattina i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, coordinati dal comandante Paolo Cristinzio, sono nell'Istituto Pomponio Leto di Teggiano, in provincia di Salerno, per ricostruire l'episodio che, immortalato in un video, è diventato virale sui social e sulle chat: un professore ha schiaffeggiato e strattonato uno studente in classe. La discussione, ripresa da almeno due telefoni cellulari, è avvenuta ieri mattina: "Sbagli tu e sbaglio pure io", ha detto il prof, prima di tirargli un ceffone in viso.
Il video dura una decina di secondi, si vede soltanto la parte in cui il docente colpisce il ragazzo e quando subito dopo lo afferra per il cappuccio della felpa. L'aggressione, secondo una versione circolata nelle ultime ore, sarebbe avvenuta per via del rifiuto da parte del ragazzo di indossare la mascherina di protezione; su questo aspetto però, per il momento, non ci sono riscontri investigativi e non sono state presentate nemmeno denunce da parte del ragazzo o della sua famiglia. Proprio per vederci chiaro i militari hanno raggiunto l'istituto di Teggiano e da questa mattina stanno ascoltando i ragazzi. Hanno individuato la classe, una terza, e rintracciato gli studenti che erano presenti ieri mattina.
I carabinieri vogliono accertare anche se esista un video più lungo di quello diffuso, che potrebbe riprendere quello che è successo dopo ma, soprattutto, quello che è accaduto prima e quindi fornire ulteriori informazioni sull'episodio, anche confermando o smentendo la versione circolata. Il filmato circolato sui social è stato acquisito dai carabinieri e trasmesso alla Procura della Repubblica di Lagonegro, che ha avviato una inchiesta. Intanto la scuola, attraverso la dirigente, Maria D'Alessio, ha condannato il gesto del docente e ha annunciato che intende tutelare nelle sedi opportune l'immagine dell'istituto.
A CURA DI MORENA MOTTA Nord: Pressioni alte e livellate favoriscono una nuova giornata soleggiata quasi ovunque, seppur con velature più diffuse in transito. Temperature stazionarie, massime tra 18 e 23. Centro: Soleggiato su tutte le regioni con l'alta pressione, seppur con velature di passaggio da ovest verso est. Temperature perlopiù stazionarie, massime tra 19 e 24. Sud: Qualche nuvola sparsa sul basso versante tirrenico ma senza effetti; più soleggiato altrove. Temperature stazionarie o in lieve aumento, massime tra 20 e 25.
Fratelli, sappiate che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunziò ad Abramo questo lieto annunzio: In te saranno benedette tutte le genti. Di conseguenza, quelli che hanno la fede vengono benedetti insieme ad Abramo che credette. Quelli invece che si richiamano alle opere della legge, stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle. E che nessuno possa giustificarsi davanti a Dio per la legge risulta dal fatto che il giusto vivrà in virtù della fede. Ora la legge non si basa sulla fede; al contrario dice che chi praticherà queste cose, vivrà per esse. Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chi pende dal legno, perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede.
Salmi 111(110),1-2.3-4.5-6.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell'assemblea. Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.
Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre. Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza. Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,15-26.
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe sciaccato un demomio, alcuni dissero: «E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. Quando lo spirito immondo esce dall'uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell'uomo diventa peggiore della prima ».
1963 - Disastro del Vajont (57 anni fa): È un tranquillo mercoledì autunnale a Longarone, piccolo centro della valle del Vajont (nel bellunese), con tutti gli abitanti raccolti nelle case e nei bar davanti alla TV, per il...
1960 - Primo romanzo di Sciascia (60 anni fa): «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini,...
1940 - John Lennon (80 anni fa): Icona culturale senza tempo e figura simbolo dei movimenti giovanili pacifisti nel mondo, John Lennon resta una colonna portante della storia della musica, di cui scrisse una pagina fondamentale sia...
NATI OGGI:
1973 - Caparezza (47 anni fa): Pugliese doc, di Molfetta (nel barese), è famoso come cantautore e rapper, tra i più apprezzati della sua generazione. Registrato all'anagrafe come Michele Salvemini, con questo nome...
1964 - Guillermo del Toro (56 anni fa): Regista messicano tra i più quotati e maestro dell'horror, il suo cinema è un misto di poesia e inquietudine, popolato di bambini, mostri e insetti. Nato a Guadalajara, Guillermo del...
SCOMPARSI OGGI:
1978 - Jacques Brel (42 anni fa): Tra i maggiori compositori del Novecento, la forza evocativa dei suoi testi ha ammaliato innumerevoli star della musica di ieri e di oggi. Nato a Schaerbeek, a 3 km da Bruxelles, e scomparso a Bobigny...
1974 - Oskar Schindler (46 anni fa): «Chiunque salva una vita salva il mondo intero.» è scritto nel Talmud babilonese, testo sacro dell'Ebraismo. Una massima che ispirò la vita di quest'imprenditore tedesco che con la...
Proverbio del giorno:
Il caldo dei lenzuoli non fa bollir la pentola
Aforisma del giorno:
Colui che non si sottopone lietamente e spontaneamente al suo superiore, dimostra che la carne non gli obbedisce ancora perfettamente, ma spesso recalcitra e mormora. Impara dunque a sottometterti prontamente al tuo superiore, se vuoi soggiogare la tua carne. Infatti, il nemico di fuori lo si vincerà più presto, se sarà stato sconfitto l'uomo interiore. (T. da Kempis)
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Anche il Canton Ticino ha visto una ripresa dei contagi da Coronavirus, così come l’intera Svizzera. Ieri nel Cantone 40 nuovi contagi e due nuovi ricoveri; in tutta la Confederazione 1.172 contagi con 27 ricoveri e due decessi. Il Governo ticinese ha dunque deciso di adottare alcune nuove misure restrittive per contrastare la diffusione del virus: scatteranno domani, 9 ottobre, partire dalle 19.00 e saranno valide fino al 30 ottobre. Tra queste c’è l’obbligo di indossare le mascherine in negozi e nei centri commerciali per tutti, con raccomandanzione a utilizzarle ogni volta che non si possa garantire l’adeguato distanziamento. Decisa pure la chiusura di discoteche, sale da ballo e club. Inoltre, stop alle consumazioni in piedi e consumazione solo al tavolo nei ristoranti e nei bar. COMOZERO.IT
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il capo dello Stato: "Sono due luminosi esempi anche per le giovani generazioni". Willy era stato ucciso a Colleferro mentre difendeva un amico aggredito, e il prete degli ultimi è stato assassinato da un senzatetto Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito due medaglie d'oro alla memoria aWilly Monteiro, il ragazzo ucciso a Colleferro il 6 settembre mentre difendeva un suo amico aggredito, e a donRoberto Malgesini,il prete degli ultimi, assassinato a Como il 14 settembre da un clochard tunisino di 53 anni. Due delitti che hanno scosso profondamente gli italiani per la loro gratuita brutalità.
Quella di Willy è una medaglia al valore civile, quella per don Malgesini al merito civile.
Ecco le due motivazioni:
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha oggi firmato, su proposta del Ministro dell'Interno Lamorgese, il decreto di conferimento della medaglia d'oro al valor civile alla memoria del signor Willy Monteiro Duarte con la seguente motivazione: "Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un'accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all'estremo sacrificio". Il Presidente Mattarella ha anche conferito la medaglia d'oro al merito civile, alla memoria di Don Roberto Malgesini con la seguente motivazione: "Con generosa e instancabile abnegazione si è sempre prodigato, quale autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi e delle loro fragilità, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno. Mentre era intento a portare gli aiuti quotidiani ai bisognosi, veniva brutalmente e proditoriamente colpito con numerosi fendenti, fino a perdere tragicamente la vita, da un uomo al quale aveva sempre dato piena assistenza e pieno sostentamento. Luminoso esempio di uno straordinario messaggio di fratellanza e di un eccezionale impegno cristiano al servizio della Chiesa e della società civile, spinti fino all'estremo sacrificio" La medaglia al valore civile viene conferita per premiare "atti di eccezionale coraggio, che manifestano preclara virtù civica e segnalarne gli autori come degni di pubblico onore". Ovvero, cittadini che abbiano esposto la propria vita a manifesto pericolo per salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo".
La medaglia al merito si dà per premiare le persone, gli enti e i corpi che si siano prodigati, con eccezionale senso di abnegazione, nell'alleviare le altrui sofferenze o, comunque, nel soccorrere chi si trovi in stato di bisogno".
Già a Vò Euganeo, partecipando alla festa per l'avvio dell'anno scolastico, Mattarella aveva dedicato un commosso ricordo a Willy.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Boom di contagi percoronavirussecondo il nuovo bollettino: sono 3.678 i nuovi casi e 31 i morti. I tamponi effettuati sono oltre 125 mila. Si registra un nuovo balzo dei contagi, con l'incremento dei casi che per la prima volta dopo mesi torna sopra i tremila in un solo giorno: un incremento che non si registrava da metà aprile. Il numero dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 333.940. In aumento anche il numero delle vittime - 31 in un giorno, ieri erano 28 - tornato sui valori di fine giugno.
Speranza: "Contagio cresce, alzare la soglia di attenzione"
"I numeri che arrivano anche in queste ore ci dicono che siamo dentro una sfida enorme e che dobbiamo ragionare insieme su come affrontarla e vincerla". Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, precisando che nel Cdm "abbiamo prorogato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio. Con le scelte di oggi segniamo un cambio: non più ordinanze per allargare ma ordinanze che cominciano a dire 'attenzione perché la situazione è seria e delicata". Secondo Speranza, "sarebbe un'illusione pensare che nel contesto internazionale noi siamo fuori pericolo e la politica deve dire la verità. I dati dicono che il contagio cresce ed è necessario alzare la soglia di attenzione".
Covid, i contagi Regione per Regione
Sardegna, casi in aumento
Ci sono altri tre morti in Sardegna per il Covid-19, segnalati nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale: si tratta di due uomini di 77 e 84 anni e di una donna di 90 anni, tutti del Nord dell'Isola. Le vittime del virus salgono in tutto a 160 dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Sale ancora anche il numero dei ricoverati, 128 (+3), i pazienti in terapia intensiva sono 19. In isolamento domiciliare ci sono 2.243, mentre quelle guarite sono in più 66. In totale sono stati eseguiti 204.430 tamponi, con un incremento di 2.056 test rispetto all'ultimo aggiornamento. Dei 4.481 casi positivi complessivamente accertati, 684 (+15) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 499 (+14) nel Sud Sardegna, 346 (+4) a Oristano, 676 (+10) a Nuoro, 2.276 (+58) a Sassari.
Nuova impennata di casi covid nelle Marche in corrispondenza anche con un aumento di tamponi testati. Sono 84 i positivi al coronavirus rilevati nelle ultime 24ore su 1.524 nuove diagnosi. Lo rende noto il Servizio Sanità della Regione. I casi sono 46 in provincia di Ascoli Piceno, 12 in provincia di Macerata, 12 in provincia di Pesaro Urbino, 7 in provincia di Ancona e 7 in provincia di Fermo. Comprendono 15 soggetti sintomatici, 27 contatti in ambito domestico, 17 contatti stretti di casi positivi, 1 rientro dall'estero (Romania), 10 casi riscontrati dallo screening realizzato in ambito scolastico/formativo, 3 rientri da altra regione, 1 caso riscontrato in ambito comunitario/assistenziale e 10 casi in fase di verifica. Nelle ultime 24 ore sono stati testati 2.517 tamponi: 1.524 nel percorso nuove diagnosi e 993 nel percorso guariti.
Sono 196 i nuovi casi di positivi al coronavirus registrati oggi in Puglia a fronte di 4822 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus (ieri erano stati 106 su 4.416 test). Le province più colpite sono quella di Bari, con 68 casi, e quella di Foggia, con 80 nuovi positivi. Tre sono in provincia di Brindisi, 7 nella provincia BAT, 10 in provincia di Lecce, 27 in provincia di Taranto, e un caso residente fuori regione. Non sono stati registrati decessi. Dall'inizio dell'emergenza sono stati fatti 435.524 test. 4.883 sono i pazienti guariti e 3.133 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 8.619, così suddivisi: 3.425 nella Provincia di Bari; 784 nella Provincia di Bat; 786 nella Provincia di Brindisi; 2094 nella Provincia di Foggia.
In Toscana sono 16.273 i casi di positività al coronavirus, 300 in più rispetto a ieri (171 identificati in corso di tracciamento e 129 da attività di screening). I nuovi casi sono l'1,9% in più rispetto al totale del giorno precedente. L'età media dei 300 casi odierni è di 40 anni circa (il 22% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 36% tra 40 e 59 anni, il 12% tra 60 e 79 anni, il 5% ha 80 anni o più) e, per quanto riguarda gli stati clinici, il 68% è risultato asintomatico, il 27% pauci-sintomatico. Delle 300 positività odierne, 1 caso è ricollegabile a rientri dall'estero. Il 38% della casistica è un contatto collegato a un precedente caso. I guariti crescono dello 0,6% e raggiungono quota 10.673 (65,6% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 797.046, 10.014 in più rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono oggi 4.428, +5,5% rispetto a ieri. I ricoverati sono 151 (6 in più rispetto a ieri), di cui 28 in terapia intensiva (stabili). Oggi si registrano 4 nuovi decessi: 4 uomini, con un'età media di 81,3 anni.
Abruzzo, 4715 positivi
Sono complessivamente 4715 (il totale risulta inferiore di una unità in quanto è stato sottratto un caso comunicato ieri e risultato in carico ad altra Regione) i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza.Rispetto a ieri si registrano 61 nuovi casi (di età compresa tra 2 e 90 anni). I minorenni sono 3, di cui 2 in provincia di Pescara e 1 in provincia dell'Aquila. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 485 (si tratta di una 88enne della provincia dell'Aquila)». Lo comunica l'Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo. «Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3132 dimessi/guariti (+17 rispetto a ieri, di cui 17 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 3115 che hanno cioè risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1098 (+40 rispetto a ieri).Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 213635 test (+2507 rispetto a ieri).88 pazienti (+7 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 6 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1004 (+23 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl». «Del totale dei casi positivi, 708 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+32 rispetto a ieri), 1118 in provincia di Chieti (+12), 1976 in provincia di Pescara (+12), 868 in provincia di Teramo (+4), 37 fuori regione (invariato) e 8 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono 52 i posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva, in Campania, da pazienti covid positivi, a fronte dei 99 disponibili. Sono i dati del report dei posti letto su base regionale della Regione Campania.
I posti di degenza disponibili, in totale, sono 663, di cui, quelli occupati sono 521. Al termine della Fase C, saranno attivati 600 posti letto di degenza, 200 di sub-intensiva e 200 di terapia intensiva.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Coronavirus,Giuseppe Conteannuncia alla stampa nuove misure restrittive in merito a mascherine e chiarisce anche i rapporti tra Governo e Regioni.
A fronte dell'impennata di contagi, ilpresidente del Consiglioha annunciato il contenuto delle nuove misure, che saranno in vigore da domani. «Abbiamo stabilito l'obbligo della mascherina anche all'aperto, portandole sempre quando si esce e indossandole dove ci siano altre persone non conviventi» - spiegaConte- «Abbiamo recuperato il rapporto con le Regioni: potranno autonomamente scegliere misure più restrittive, mentre per allentare le norme dovranno prima consultare il Ministero della Salute».
Giuseppe Contepoi aggiunge: «Ovviamente non dobbiamo tenere le mascherine a casa, tra persone conviventi, ma serve la massima attenzione quando andiamo a trovare amici e parenti. Sono le situazioni più pericolose, in cui inconsapevolmente si abbassa la guardia. Le mascherine dovrebbero essere indossate anche in quel momento. Dobbiamo tutti fare qualche sacrificio in più per il bene comune, abbiamo il dovere di tutelare la salute di tutti, a cominciare dai più deboli, per evitare ulteriori restrizioni».
«Sulla quarantena le regole sono le stesse, non cambiano. Ci riserveremo di aggiornarle in futuro, ma solo dopo aver consultato il Comitato tecnico scientifico» - spiegaGiuseppe Conte- «Il Governo può solo raccomandarsi ai cittadini, non può imporre regole anche a casa».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Intervenire in maniera puntuale, ma anche complessiva ed importante, sui servizi residenziali, sia rispetto alle norme di decretazione di urgenza di questo periodo, sia prevedendo anche un significativo e adeguato spazio per le tematiche sociosanitarie, nell’àmbito delle politiche sanitarie»: lo si legge in una lettera inviata ai principali referenti istituzionali da ANFFAS, AGeSPI, ANASTE, ANSDIPP, ARIS e UNEBA, accompagnata da un documento in cui si evidenziano le numerose criticità che vivono le strutture residenziali per persone con disabilità e persone anziane non autosufficienti
«Intervenire in maniera puntuale, ma anche complessiva ed importante, suiservizi residenziali, sia rispetto allenorme di decretazione di urgenzadi questo periodo, sia prevedendo anche un significativo e adeguato spazio per letematiche sociosanitarie, nell’àmbito delle politiche sanitarie che, ci pare di aver compreso, costituiranno uno degli assi prioritari di intervento da finanziare con ilRecovery Fundo con altri interventi europei»: è questa è la richiesta che si legge in unalettera congiunta(disponibile aquesto link), inviata daANFFAS(Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale),AGeSPI(Associazione Gestori Servizi sociosanitari e cure Post Intensive),ANASTE(Associazione Nazionale Strutture Terza Età),ANSDIPP(Associazione Nazionale dei Manager del Sociale e del Sociosanitario),ARIS(Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) eUNEBA(Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale), all’attenzione del Parlamento, della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Salute, di quello del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Regioni e della Conferenza Unificata e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), accompagnata da un dettagliatodocumento(disponibile aquesto link) in cui vengono evidenziate leattuali numerose criticità che stanno vivendo le strutture residenziali per persone con disabilità e persone anziane non autosufficienti.
Come si legge in una nota diffusa dall’ANFFAS, «alla base di tale documento vi sono i fondati timori che lacontinuità di tali servizi sia assolutamente a rischio, con l’alta evenienza che, da qui a pochi mesi, in assenza di interventi di sistema, possa sorgere unproblema sociale ancor più grave, inerente il venir meno, per centinaia di migliaia di persone con disabilità e anziane, del solo servizio che oggi costituisce il loro unico punto di riferimento, di protezione e di assistenza e garantisce la prosecuzione della loro vita con adeguati livelli di dignità e di attenzione».
«L’obiettivo del documento citato – proseguono dall’ANFFAS – è quindi quello di porre in evidenza lecriticità gestionali e organizzativedelle strutture residenziali a carattere sanitario, socio-sanitario e socioassistenziale, investite oggi da una profonda crisi economica, derivante dall’emergenza Covid-19, con conseguenti gravi ricadute sulla qualità e la continuità dei servizi resi in favore dipersone con grave e gravissima disabilità e anziane non autosufficienti, nonché sul connesso mantenimento degli attuali livelli occupazionali, sottolineando l’insieme degli elementi che di fatto ha determinato, determina e determinerà unmaggiore depauperamento delle risorse disponibili(umane, organizzative, economiche), in un contesto ormai sempre più fiaccato dal prolungarsi di una situazione, che, seppur meno emergenziale, in realtà non presenta condizioni analoghe a quelle precedenti».
«È una situazione prolungata – si legge acora nel documento – che continua ad erodere livelli economici, e conseguentemente la presenza di operatori, andando adincidere sulla qualità dell’assistenzae, fatto ancor più grave, sullaqualità di vita delle personebeneficiarie dei ridetti servizi, già provate anche dall’essere state per mesi prive di relazioni sociali tra le quali le relazioni con i familiari e conoscenti e le relazioni col mondo esterno».
«Infatti – evidenziano ancora le organizzazioni – durante l’emergenza Covid-19 molti dei servizi residenziali a supporto delle persone con maggiori fragilità (persone con disabilità, grave e gravissima e anziani non autosufficienti) sono statimessi a dura prova, sia perché per loro natura erano e sono strutturati in gruppi, sia perché sonomancati raccordi con gli Enti Pubblici deputati a supportare la salute dei cittadini, lasciando le strutture gestionali dei tali servizi ad affrontare il tutto in maniera assolutamente isolata. Questo sacrificio, però, oggi rischia di risultare inutile, se non si comprende che ancora per mesi (se non di più) le strutture residenziali continueranno a viveresituazioni che richiedono da un lato un adeguato investimento, nella cura delle persone assistite, degli standard di assistenza e di cura, cui accompagnare un investimento significativo in interventi volti a prevenire il diffondersi, al loro interno, del Covid-19, mentre dall’altro lato tali strutture non vedono riconosciuto il proprio sforzo».
Chiara e decisa è pertanto larichiesta rivolta alle Istituzioni: «Occorre intervenire con una forte cabina regia di livello centrale che garantiscal’intervento specifico per ciascuna delle criticitàsopra dette sia in termini organizzativi e di supporto, ma anche in termini economici, partendo come detto dalla decretazione d’urgenza del periodo e dalRecovery Fund, evitando quindi che tutti gli sforzi sviluppati naufraghino per l’incapacità di traghettare le varie strutture oltre la fine della fase dell’emergenza».
Le organizzazioni che hanno inviato la lettera ed elaborato il documento hanno fornito anche la propria massima disponibilità per unincontro con le Istituzioni competentie per collaborare all’eventuale apertura di un Gruppo e/o di un Tavolo di Lavoro, per predisporre, come si legge nella lettera, «risposte chiare, urgenti e agili, anche sotto forma di decretazione d’urgenza o di interventi parlamentari, il tutto con il fine fondamentale di evitare il grave rischio diveder collassare serviziche dannorisposte a centinaia di migliaia di personecon disabilità grave e gravissima e persone anziane non autosufficienti e loro famiglie».
Già nel mese di agosto scorso, va ricordato infine, l’ANFFAS, l’UNEBA, l’ANTEAS(Associazione Nazionale Tutte Età per la Solidarietà), laUILDM(Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) eCDO – Opere Sociali(Compagnia delle Opere – Opere Sociali) avevano realizzato unasintesi di tutte le vicende giuridiche succedutesi nel periodo dell’emergenza sanitaria, al fine di verificare le criticità e le soluzioni interpretative utili a risolvere in maniera omogenea e sistematica le varie casistiche lungo tutto il territorio nazionale, definendo quindi il documento intitolatoInquadramento normativo sul regime economico da applicarsi agli enti gestori da parte delle pubbliche amministrazioni per il periodo di sospensione dei servizi durante la fase 1. Criticità interpretative sulle modalità di liquidazione delle somme da ricevere. richiesta di intervento a livello centrale con applicazione omogenea delle soluzioni presentate(disponibile aquesto link), successivamente sottoposto all’attenzione della Presidenza del Consiglio, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Conferenza Unificata, «sempre con l’obiettivo – concludono dall’ANFFAS – di arrivare ad un’unica cabina di regia a livello centrale e di garantire in maniera omogenea su tutti i territori quanto nel documento enucleato. Il tutto per cercare di evitare la “torre di babele” purtroppo verificatasi».(S.B.)