Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Mescolate in una ciotola capiente la farina assieme al lievito, allo zucchero e al sale. Quindi aggiungete il burro morbido a pezzetti piccoli oppure grattugiato e lavorate il tutto con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto sabbioso.
Fate una conca al centro del composto e procedete aggiungendo l'uovo e il tuorlo. Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta morbida ma non appiccicosa.
Prendete la pasta frolla, formateci una palla e avvolgetela nella pellicola trasparente alimentare. Fatela riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Passato il tempo, riprendetela e mettetene da parte un terzo.
Stendete i due terzi rimanenti su carta da forno fino ad ottenere un disco non troppo sottile (3/4 mm di spessore) e di circa 30 cm di diametro. Sollevatelo con tutta la carta e deponetelo in una teglia rotonda di 24 cm di diametro e 3 cm di bordo. Rivestite bene i bordi facendo sbordare eventualmente la pasta fuori dalla teglia.
Tagliate la pasta eccedente il bordo della teglia e aggiungetela a quella messa da parte in precedenza. Bucherellate la base della crostata con una forchetta e spalmate la marmellata sul disco di pasta in maniera omogenea.
Stendete la pasta frolla rimasta e ricavatene, con il taglia pasta liscio o dentellato, delle strisce di circa 2 cm di larghezza. Utilizzate queste strisce di pasta frolla per rifinire il bordo esterno della crostata e per formare la classica gratella centrale.
Cuocete la crostata alla marmellata in forno ventilato per 30 minuti a 180 °C. Una volta che si sarà ben dorata in superficie, sfornatela e fatela intiepidire prima di toglierla dalla teglia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il cadavere di una donna di 68 anni, Mirella Spadafora, è stato trovato in un appartamento di via Sybaris, nei pressi di via degli Stadi a Cosenza. Sul posto ci sono i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. Secondo quanto si apprende l'allarme è stato lanciato dai familiari che non riuscivano a mettersi in contatto. È atteso l'arrivo della Scientifica per i rilievi e per accertare se si tratti di omicidio o di morte naturale. Dalle notizie che trapelano, però, potrebbe trattarsi di omicidio in quanto la casa è stata trovata a soqquadro e il corpo è seminudo. Inoltre la morte risalirebbe a qualche giorno fa.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Aperto dal Martedì al Sabato, si trova a due passi da Corso Volsci in pieno centro storico. Una nuova attività ha aperto i battenti in via Firmio 36, a pochi metri da Corso de’ Volsci, nel cuore di Sora: Barbiere Mirko. Orari di apertura al pubblico: dal Martedì al Venerdì dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30. Sabato, dalle dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:30. Giorni di chiusura: Domenica e Lunedì. Telefono: 391.3355609 SORA24
INSERITO DA ANGELA CECERE Un bambino di 9 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine mentre giocava a calcio in un campetto. Il piccolo Jordan Banks è stato colpito da un fulmine a Blackpool, nel Regno Unito. La notizia ha sconvolto la comunità e più di tutti i bambini che giocavano con lui per il Clifton Rangers Junior Football Club.Il ragazzo era un appassionato calciatore, ed è stato elogiato all'inizio di quest'anno dalla star del Liverpool James Milner per il suo "incredibile" lavoro di beneficenza. Il giovane ha raccolto 2.500 sterline correndo per 30 miglia per un ente di beneficenza locale per la salute mentale in onore di suo zio Reece, che si è tolto la vita nel 2018. Il bambino è stato colpito mentre si allenava. Era in corso un brutto temporale e un fulmine lo ha preso in pieno. Immediatamente sono stati chiamati sul posto i servizi di emergenza ma il bambino non ce l'ha fatta ed è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.
INSERITO DA MORENA MOTTA Sul mare-oceano, sull’isola di Bujan, c’era una volta una piccola casetta decrepita.
In questa casa vivevano un vecchio con la sua moglie.
Vivevano in grande povertà: il vecchio fabbricava le reti e andava al mare per prendere i pesci. Ne prendeva solo quanto ne bastava per il vitto quotidiano.
Una volta, chissà come, il vecchio gettò la sua rete, cominciò a tirare e si accorse che era molto pesante, come mai gli era capitato.
Tira e tira, riuscì a tirar fuori la rete. Guardò: la rete era vuota; c’era in tutto un pesciolino, ma non un semplice pesciolino: era un pesciolino tutto d’oro.
Il pesciolino pregò il vecchio con voce umana: “Non prendermi, vecchietto! E’ meglio se mi lasci andare nel mare azzurro; io ti sarò riconoscente: farò quello che vorrai”.
Il vecchio pensò e ripensò, poi disse: «Che bisogno ho di te? Vai pure a passeggio nel tuo mare!».
Gettò il pesciolino d’oro nel mare e tornò a casa.
La vecchia gli chiese: “Hai preso molti pesci, vecchio?”
“In tutto ho preso solo un pesciolino d’oro, ma l’ho ributtato in mare. Mi pregò con insistenza. Lasciami andare, mi disse, nell’azzurro mare ed io ti ricompenserò, farò tutto quello che vorrai! Ho avuto compassione del pesce, non ho voluto da lui un riscatto ma l’ho lasciato libero a sua volontà”
“Vecchio demonio! Ti era capitata tra le mani una vera fortuna e tu non hai saputo prenderla.”
La vecchia si incattivì, insultò il vecchio da mattina a sera, non lo lasciò in pace:
“Dovevi chiedergli almeno un po’ di pane. Qui abbiamo solo delle croste secche: che mangerai?”.
Il vecchio non si trattenne, andò dal pesciolino d’oro per chiedergli del pane.
Arrivò alla riva, e gridò con voce forte:
“Pesciolino, pesciolino! Mettiti con la coda in mare e con la testa verso di me”.
Il pesciolino nuotò a riva: “Di che cosa hai bisogno, vecchio?” .
“La vecchia si è arrabbiata, mi ha mandato a chiedere del pane.”
“Torna a casa: ci sarà del pane fin che ne vuoi”.
Il vecchio tornò a casa: “E allora, vecchia, c’è il pane?”.
“Di pane ce n’è finché vuoi. Ma ecco il guaio. Il mastello si è rotto, e non so dove lavare la biancheria. Va’ dal pesciolino e chiedigli un nuovo mastello.”
Il vecchio andò al mare: “Pesciolino, pesciolino! Mettiti con la coda in mare e con la testa verso di me”.
Il pesciolino arrivò: “Che vuoi vecchio?” .
“La vecchia mi ha mandato per chiedere un nuovo mastello.”
“Bene, avrai il mastello”.
Il vecchio tornò a casa, stava ancora sulla porta, che la vecchia di nuovo si gettò contro di lui, lo investì gridando “Va dal pesce d’oro, chiedigli di costruirci una nuova izba, non si può più vivere nella nostra, appena la guardi va in pezzi!”
E il vecchio tornò sul mare: “Pesciolino, pesciolino! Mettiti con la coda in mare e con la testa verso di me!”.
Il pesciolino arrivò nuotando, si mise con la testa verso di lui e la coda in mare. “Che cosa vuoi, vecchio?”.
“Costruisci per noi una nuova izba; la vecchia si lamenta e grida, non mi lascia in pace; non voglio, dice, vivere più in questa izba vecchia, appena la guardi, va in pezzi!”
“Non rattristarti, vecchio! Va’ a casa, e prega Dio. Tutto sarà fatto.”
Tornò il vecchio. Nel suo cortile c’è una izba nuova, di legno di quercia, tutta con trafori e ornamenti.
Gli corre incontro la vecchia, arrabbiata più di prima, impreca e litiga più di prima:
“Ah tu, vecchio cane, imbecille! Non sei capace di servirti della fortuna. Ti ho chiesto un’izba, e tu, ecco, sarà fatto! No, invece! Va’ di nuovo dal pesce d’oro e digli che io non voglio più essere contadina, ma moglie del governatore, in modo che la gente mi obbedisca, e quando le persone mi incontrano mi facciano l’inchino fino alla cintola!”.
Andò il vecchio al mare e gridò con grossa voce: “Pesciolino, pesciolino! Mettiti con la coda in mare e con la testa verso di me.”
Nuotò a riva il pesciolino, si mise con la coda in mare e la testa verso il vecchio: “Che cosa vuoi, vecchio?” .
Rispose il vecchio: “La vecchia non mi dà pace, è del tutto impazzita. Non vuole essere più contadina, ma moglie del governatore!”.
“Bene, non affliggerti! Torna a casa, prega Dio, tutto sarà fatto!”
Tornò a casa il vecchio, e invece dell’izba adesso c’è una casa di pietra, una casa di tre piani.Nel cortile i servitori corrono di qua e di là, in cucina i cuochi battono e lavorano, la vecchia in un prezioso abito di broccato sta seduta su un’alta poltrona e dà ordini.
“Salute, moglie!”, disse il vecchio.
“Ah tu, rozzo ignorante ! Come osi chiamar me tua moglie, me, la moglie del governatore? Ehi, gente, portate questo contadinaccio nella scuderia e frustatelo quanto più potete.”
Subito i servitori accorsero, presero il vecchio per la collottola e lo trascinarono nella scuderia. Cominciarono gli scudieri a frustarlo, e lo frustarono a tal punto che egli a mala pena poteva reggersi sulle gambe.
Dopo di che la vecchia gli diede l’incarico di portinaio, ordinò che gli fosse data una scopa, e che pulisse il cortile. Ordinò anche che gli fosse dato da mangiare a da bere in cucina.
Mala vita per il vecchietto! Per tutto il giorno deve scopare il cortile, e non appena trovano che c’è qualche punto non pulito bene, subito nella scuderia, e giù frustate!
“Che strega!” pensa il Vecchio. “Ha avuto una fortuna, e adesso si mette a grufolare come un porco, e non mi considera più neppure suo marito!”
Passò molto tempo, poco tempo, la vecchia si annoiò di essere moglie del governatore e, fece chiamare il vecchio, e gli ordinò:
“Vai, vecchio demonio, dal pesciolino d’oro, e digli che non voglio più essere moglie di governatore, ma zarina!”
Andò il vecchio al mare: “Pesciolino, pesciolino! Mettiti con la coda in mare e con la testa verso di me”.
Arrivò il pesciolino d’oro nuotando: “Di che cosa hai bisogno, vecchio?”
“Ecco, mia moglie è del tutto impazzita, più di prima. Non si contenta più di essere la moglie del governatore, adesso vuole essere zarina.”
“Non affliggerti, vecchio! Vai a casa, e prega Dio. Tutto sarà fatto.”
Il vecchio tornò a casa e invece del palazzo di prima trovò un alto palazzo dal tetto d’ oro, con intorno le sentinelle che fanno il presentatarm. Davanti al palazzo c’è un verde prato. Nel prato ci sono i soldati, in fila. La vecchia è vestita da zarina, viene fuori sul balcone con i generali e i boiari, e fa la rassegna delle truppe, sta attenta al cambio delle sentinelle. Rullano i tamburi, suona la musica, i soldati gridano “Hurrà”.
Passò molto tempo, poco tempo, la vecchia si annoiò di essere zarina e ordinò di chiamare il vecchio, che si presentasse davanti ai suoi occhi luminosi.
Ci fu una grande confusione, i generali si danno da fare, i boiari corrono, non sanno dove sbattere la testa: “Quale vecchio?”.
A gran fatica riuscirono a trovarlo nel cortile delle immondizie, e lo portarono dalla regina.
“Ascolta, vecchio demonio!” gli dice la vecchia. “Va’ dal pesciolino d’oro a digli: non voglio più essere zarina, ma voglio essere la signora dei mari, in modo che tutti i mari e tutti i pesci mi ubbidiscano.”
Il vecchio tentò di rifiutarsi, ma che vuoi farci? La zarina ti fa staccar la testa! Con il cuore stretto, andò al mare, e disse:
“Pesciolino, pesciolino, mettiti con la coda in mare e la testa verso di me”.
Ma il pesciolino d’oro non si vede, proprio non si vede! Il vecchio lo chiama una seconda volta. Di nuovo, niente! Lo chiama una terza volta, e a un tratto il mare si gonfia e muggisce; prima era tutto sereno, pulito, e ora tutto nero.
Il pesciolino nuotò a riva: “Che vuoi, vecchio?” .
“La vecchia è diventata ancora più pazza; non vuole più essere zarina, vuole essere la signora del mare, dominare su tutte le acque, comandare a tutti i pesci.”
Il pesciolino d’oro non disse nulla al vecchio, si voltò e sprofondò nel mare.
Il vecchio tornò a casa, guardò e non credette ai suoi occhi: il palazzo era come se non ci fosse mai stato, al suo posto stava la vecchia izba decrepita, e nell’izba stava seduta la vecchia, con il suo vecchio sarafan stracciato e la testa tra le mani.
Ritornarono a vivere come prima, il vecchio ritornò alla sua pesca in mare; solo che, per quante volte gettasse le reti in acqua, non riuscì più a prendere il pesciolino d’oro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo anni di lotte, improperi, accuse a vicenda, contestazioni, l’incontro di cui vi avevamo parlato pochi giorni fa c’è stato. Carmelo Leonetti, alias il Tormentino, dalla nota trasmissione di Telegropoli, c’è stato. L’ex segretario della Democrazia Cristiana ed ex assessore al commercio della giunta Paolo Caputo, inizio anni 90, Carmelo Leonetti ha incontrato l’attuale primo cittadino di Agropoli Adamo Coppola. Cosa si sono detti e cosa hanno chiarito questo non lo hanno reso pubblico. Sta di fatto che i due sono stati chiusi all’interno prima della stanza del sindaco e poi nella sala giunta. Come è noto Il Tormentino farà una lista alle prossime elezioni e a questo punto ci può venire anche il dubbio, potrebbe appoggiare la sinistra di Coppola o virare su altre coalizioni AGROPOLINEWS
INSERITO DA MORENA MOTTA Sistemi informatici della piattaforma regionale per la gestione delle vaccinazioni in tilt ieri sera. Il risultato è stato l’invio di centinaia di mail ai cittadini stabiesi già prenotati per la vaccinazione presso lo spoke di Moscarella in cui veniva comunicata una diversa sede e precisamente quella di Nola.
E così già da ieri sera tardi in molti hanno iniziato a protestare, pensando effettivamente in uno spostamento della sede da Moscarella a Nola, con tutte le difficoltà del caso a raggiungere il comune dell’entroterra napoletano.
In effetti si trattata di una comunicazione priva di fondamento da momento che a Moscarella si continua a vaccinare ad un ritmo serrato e senza problemi. Intercettata la lamentela, abbiamo così chiesto agli enti preposti che hanno confermato il disservizio momentaneo. Proprio il distretto 53 di Castellammare di Stabia ha segnalato alla Regione quanto accaduto ed in queste ore dovrebbe essere tutto sistemato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tirano a lucido i pilastri imbrattati dai graffitari lungo il Corso, poi gli anonimi spediscono le foto agli ispettori ambientali CAVA DE' TIRRENI - Portici imbrattati: ci pensano i cittadini a ripulire. Gli autori del gesto, però, restano anonimi e inoltrano le fotografie dell’avvenuta pulizia agli ispettori ambientali. Protagonista della curiosa e atipica dimostrazione di senso civico e decoro urbano è stato il coordinatore del corpo volontario degli ispettori ambientali, Livio Trapanese , che nei giorni scorsi si è ritrovato nella cassetta delle lettere alcune foto che ritraggono il prima e il dopo del borgo porticato di corso Umberto I, in più di un’occasione preda di vandali e incivili. Non di rado, infatti, capita di rinvenire i pilastri del centro cittadino imbrattati da nuove scritte fatte con bombolette spray e difficili, se non impossibili, da rimuovere. Episodi ai quali l’Amministrazione comunale non riesce a stare dietro nonostante i diversi interventi di pulizia, demandati in alcuni casi anche agli operatori della “Metellia Servizi”, dotati di un mezzo apposito per il lavaggio profondo delle superfici dagli agenti chimici corrosivi presenti negli inchiostri delle bombolette spray, preservando pure la pietra dei pilastri. Tuttavia gli incivili non si sono mai arresi. La questione, già grave in corso Umberto I e nelle strade a ridosso del centro, si è ulteriormente compromessa nel tempo e a testimoniarlo sono le tante segnalazioni, anche fotografiche, che arrivano agli uffici e agli assessorati competenti dai residenti e dai frequentatori dei portici. Ad oggi, infatti, quasi ogni singolo pilastro di corso Umberto I porta il marchio di un funesto passaggio siglato a suon di vernici e inchiostro azzurro: sono per la maggior parte dediche (d’amore, colorite, ironiche e più o meno volgari), anagrammi, citazioni di canzoni e frasi celebri, aforismi e immancabili errori di grammatica. Uno spettacolo che suscita rabbia e scatena proteste visto che quotidianamente sulle colonne e i palazzi più antichi del centro storico sbucano sempre nuovi scarabocchi. L’unica superficie a salvarsi dai vandali è la facciata della Cattedrale di Santa Maria della Visitazione: il Duomo dell’omonima piazza con la fontana dei delfini, però, in passato non è stato indenne. Fino a quattro anni fa, infatti, la facciata - così come i pilastri e i portici - era anch’essa preda delle bombolette spray finché l’opera deterrente di don Rosario Sessa (che aveva trincerato il sagrato con delle transenne prima di provvedere a ritinteggiare l’esterno della chiesa) scoraggiò i graffitari. Peccato che operazione analoga non si possa fare anche per i portici che intanto continuano ad essere imbrattati. Una situazione alla quale alcuni cittadini hanno deciso di porre rimedio autonomamente, dando un concreto segno di civiltà e amore per la propria città. È il caso di un gruppo di persone che, munite di olio di gomito, hanno pensato di intervenire e prodigarsi per ripristinare il decoro dei pilastri storici del borgo porticato. Un’azione lodevole che, tuttavia, si muove sul sottile confine tra il consentito e il non consentito e che pertanto ha visto gli autori del gesto preferire l’anonimato. Si sono così limitati ad inviare al coordinatore Trapanese le foto che testimoniano l’avvenuta pulizia. «Ho trovato questa foto che rappresenta la rimozione di una bruttura presente su uno degli storici pilieri del borgo grande - ha raccontato Trapanese - . Sul retro non vi è scritto nulla. Rilevo che l'anonimo concittadino, atteso che da anni imperava la scritta, munitosi di acqua e spazzolone, ha deciso di ridare lustro allo storico piliero. Da parte mia, ma spero da tutta la società civile cittadina, almeno da quella poca rimasta, si alzi un coro di grazie». Giuseppe Ferrara LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Si indaga sul furto messo a segno nella notte in via Mazzini a Caserta ai danni di una nota gioielleria. Ignoti, dopo aver distrutto la vetrina si sono impossessati di orologi e collane, per poi dileguarsi essendo stati disturbati dall'arrivo immediato dei vigilantes e della polizia. Un colpo che poteva essere molto più consistente se non fosse scattato l'allarme. Avviate subito le indagini, ma finora dei malviventi nessuna traccia. OTTO PAGINE
A CURA DI ANGELA CECERE Circolazione via via più instabile. Subito piogge sparse al Centro e su parte del Sud, spazi soleggiati al Nord. Nel pomeriggio peggiorerà diffusamente su Lombardia e Triveneto con rovesci e temporali anche forti, meno probabili sul resto del Nordovest. Peggiora localmente anche al Centro, specie in Umbria e zone interne delle regioni. In serata maltempo sul Triveneto con piogge forti e temporali.
NORD
In questa giornata il tempo diventerà via via più instabile su Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia con l'arrivo di rovesci e temporali a tratti intensi soprattutto nel pomeriggio e poi la sera. Meno probabilità di piogge altrove.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 16 di Trieste e Genova e i 23 di Milano, e 22 di Torino
CENTRO e SARDEGNA
Al mattino qualche piovasco sugli Appennini e sul Lazio. Un po' di instabilità pomeridiana potrà interessare gli Appennini, soprattutto quelli toscani e umbri e marchigiani e localmente quelli laziali. Sul resto dei settori e regioni il tempo sarà soleggiato con cielo poco nuvoloso.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 17 di l'Aquila e i 21 di Roma e 22 di Cagliari
SUD e SICILIA
Generali condizioni di bel tempo con il cielo che si presenterà sereno o poco nuvoloso salvo isolati e temporanei annuvolamenti, ma che non daranno luogo a precipitazioni degne di nota.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 17 di Potenza e i 23 di Bari