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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 25-26 Dicembre con PIOGGIA e NEVE, già dalla Vigilia di NATALE fino a Santo STEFANO! E ci sono Sorprese

24 Dicembre 2021, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Perturbazioni atlantiche per il weekend di Natale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' arrivata la conferma: sarà un weekend di Natale e Santo Stefano compromesso dal maltempo. Come anticipato nei giorni scorsi, il meteo delle prossime feste natalizie sarà influenzato da perturbazioni in serie provenienti dall'oceano Atlantico che investiranno l'Italia già a partire dalla Vigilia, portando tanta pioggia, temporali e pure la neve copiosa sulle nostre montagne.
Ma attenzione, non sarà così proprio per tutti, ci saranno sorprese, in quanto su alcuni angoli del nostro Paese ci sarà spazio anche per delle occhiate di sole.
Ma andiamo con ordine per capire meglio cosa aspettarci, analizzando tutti i dettagli degli ultimi aggiornamenti che ci sono appena giunti.

Per poter capire bene che tempo ci aspetta per le feste di Natale dobbiamo allargare il nostro sguardo fino ad arrivare in pieno oceano Atlantico dove salta all'occhio una vasta area depressionaria posizionata tra le Isole Britanniche e l'Islanda. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria macchina delle perturbazioni, un po'quello che accade generalmente durante la stagione autunnale, pronta a sfornare tempeste che poi impattano sull'Europa occidentale.

Ebbene, già dal giorno della Vigilia, Venerdì 24 Dicembre un primo impulso instabile raggiungerà il nostro Paese provocando un generale aumento delle nubi su gran parte del Nord e su alcuni settori del Centro, con il rischio anche di precipitazioni specie sulla Liguria e sull'alta Toscana. Locali piovaschi attesi anche tra Lazio e Campania. Col passare delle ore alcune piogge potranno estendersi anche al basso Piemonte, alla Lombardia, all'Emilia Romagna e, infine, al Veneto.

Questa perturbazione atlantica è destinata ad insistere anche nel giorno di Natale, Sabato 25 Dicembre su buona parte del Centro-Nord. Le precipitazioni più intense, anche a carattere di rovescio temporalesco, sono attese sulla Liguria di Levante e sul versante tirrenico fino alla Campania (occhio in particolare tra Toscana e Lazio). Durante la giornata saranno possibili delle piogge anche su Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Maggiori spazi soleggiati infine al Nordovest, buona parte dell'arco alpino e all'estremo Sud ed Isole Maggiori dove, grazie ai venti miti dai quadranti meridionali, le temperature massime saliranno fin verso i 18°C specie su Sicilia e Sardegna e Calabria.

Arriviamo così alla giornata di Santo Stefano, Domenica 26 Dicembre, quando è atteso l'arrivo di una seconda perturbazione che già dalle prime luci del giorno porterà nuove piogge al Nordest, in Lombardia e in estensione poi a tutte le regioni del Centro dove potranno verificarsi temporali anche di forte intensità con locali grandinate.
Torneranno anche le nevicate sugli Appennini a partire dai 1500/1600 metri di quota.
Questo secondo fronte perturbato sarà in grado di raggiungere anche parte del Sud, segnatamente la Campania, poi in misura minore anche la Basilicata e la Puglia.

 


Perturbazioni atlantiche in rotta di collisione con l'Italia

di Salvatore de Rosa Meteorologo METEO.IT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Il pagellone dello sport 2021: Giochi ed Europei, l'estate magica. Ma in autunno il calcio fa flop

24 Dicembre 2021, 09:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In un anno incredibile come il 2021, non è stato facile trovare momenti negativi del nostro amato sport azzurro. Dominano le immagini dei Giochi di Tokyo, l'abbraccio tra Marcell Jacobs, l'uomo più veloce del mondo, e Gianmarco Tamberi, l'uomo che salta più in alto nel mondo. E ancora le 40 medaglie vinte, record per l'Italia, seguite dai 69 meravigliosi podi delle Paralimpiadi. Mentre l'Italia di Mancini ci faceva rivivere le notti magiche, conquistando gli Europei e facendo impazzire di gioia il Paese.

 


In un anno così sembra che niente possa andare davvero storto, se si pensa alle vittorie nello sci, agli Europei di volley, al boom del tennis italiano con Berrettini e Sinner, alla Roubaix di Colbrelli e a tutte gli altri successi mondiali delle due ruote. Per questo 2021 basterebbero pagelle dal 10 al 6, si potrebbe pensare. Non è così e va ricordato, anche se i pochi flop stridono con le magie dello sport italiano. Ma il rugby che sa solo perdere, il pugilato maschile scomparso, la scherma azzurra che non sa più vincere, proprio come le Ferrari, stanno lì a ricordarci che si può e si deve ancora migliorare. Lo sport italiano ha trainato il Paese nel 2021, può farlo ancora meglio nell'anno che sta arrivando.

 

 

 

 

 

 

 

 

10 L'ITALIA OLIMPICA E PARALIMPICA

 

Ci siamo stropicciati gli occhi per i 10 ori e le 40 medaglie olimpiche di Tokyo. Jacobs e Tamberi le gemme indimenticabili, come il loro abbraccio, quei famosi 10 minuti di pazza gioia dell’indimenticabile 1 agosto 2021. Poi le Paralimpiadi di settembre e le 3 meravigliose azzurre prime nei 100 metri (Sabatini, Caironi, Contraffatto) simbolo della gigantesca Italia delle 69 medaglie. Siamo una potenza dello sport, abbiamo trainato il Paese, lo dice anche Draghi. Cosa desiderare di più?

 

 

 

 

 

 

 

 

9 BERRETTINI, SINNER, LA VALANGA ROSA

 

Stupiamoci, il tennis italiano è diventato grande. Non accadeva dai tempi di Panatta, cioè più di 40 anni fa. Matteo Berrettini primo azzurro ad arrivare in finale a Wimbledon, Jannik SInner esploso nell’Atp Tour con una marea di tornei vinti e tutti e due al Masters italiano di Torino e nei top ten mondiali. Stesso super voto alla Valanga Rosa con Sofia Goggia, Federica Brignone e Marta Bassino vincenti come mai in Coppa del mondo. E a febbraio le Olimpiadi cinesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

8 L'INTER TRICOLORE

 

Antonio Conte lo aveva promesso, soprattutto a se stesso: rompere l’egemonia della Juve, che proprio con lui aveva iniziato la lunga saga di nove titoli consecutivi (altri 4 con Allegri e uno con Sarri). L’ex ct ha riportato lo scudetto a Milano, sponda Inter, per poi andarsene in rottura con il club. Al suo posto Inzaghi. E i nerazzurri hanno imparato a meraviglia il ballo del Simone: record di punti, di vittorie. E finalmente agli ottavi di Champions, obiettivo fallito prima da Spalletti e poi da Conte. L’obiettivo ora è la seconda stella.

 

 

 

 

 

 

7,5 GANNA, BALSAMO E IL CICLISMO AZZURRO

 

Lo chiamano Top Ganna, giocando sul titolo del famoso film Top Gun. Mai soprannome è stato più giusto: Filippo Ganna in 2 mesi ha vinto l’oro olimpico su pista (inseguimento a squadre) e l’oro mondiale a cronometro su strada. L’Italia non ha mai avuto un ciclista così forte. Nel femminile il titolo mondiale di Elisa Balsamo la ciliegina sulla torta, insieme con la magica Roubaix di Colbrelli. Basta così? Per nulla. L’Italia nel 2021 ha vinto 98 medaglie internazionali. Mostruoso.

 

 

 

 

 

 

 

 

7 L'ITALIA DI MANCINI

 

La Nazionale sul tetto d’Europa 53 anni dopo Roma 1968. Tutta l’Italia impazzisce domenica 11 luglio quasi allo scoccare della mezzanotte, quando Donnarumma para il rigore decisivo all’inglese Saka: voto 10. Ma una volta finita la magica estate, ecco l’autunno che non ti aspetti e i due rigori falliti (andata e ritorno) da Jorginho con la Svizzera, spediscono gli azzurri alla ruolette russa degli spareggi per approdare al Mondiale in Qatar. Come quattro anni fa, anzi peggio: voto 4. La media fa 7.

 

 

 

 

 

 

 

 

6,5 LA ROMA DI MOU, LA LAZIO DI SARRI, L'OLIMPIA DI BASKET

 

Hanno avuto coraggio e il calore e la passione dei tifosi e, in parte, i risultati, confortano: la Roma ha scelto Josè Mourinho e la Lazio ha voluto Maurizio Sarri, due grandi allenatori ai quali bisognerà costruire, anno dopo anno, grandi squadre. Il coraggio premia sempre. Un buon voto anche all’Olimpia Milano di basket: terza in Europa e seconda in Italia dopo aver dominato. È un grande club, speriamo impari presto a vincere davvero.

 

 

 

 

 

 

 

 

5 DONNARUMMA, LUKAKU E LA FERRARI

 

Gigio, l’eroe dell’Europeo. Lui, nato nel Milan, ha deciso di andare a Parigi: tanti milioni. Ma Donnarumma ora è un ricco giocatore infelice, visti i continui litigi con Navas che resta il portiere titolare per i parigini. E che dire di Lukaku? Scudetto con l’Inter, baci e abbracci, poi la fuga in una notte di mezza estate verso il Chelsea. Mah... Ferrari chi? C’era una volta il West e pure il Cavallino Rampante, divenuto lumaca demoralizzante.

 

 

 

 

 

 

 

 

4 LA JUVE DI AGNELLI

 

Prima la brutta figura della Superlega svanita in una notte, poi il fallimento della scelta di Pirlo. Un’estate tormentata, culminata con la cessione di CR7 a fine agosto, con il portoghese fuggito alla corte dello United. Poi il caso Suarez, con l’esame farsa di italiano a Perugia. Quindi i conti in rosso e lo scandalo plusvalenze, per un autunno bollente. Allegri sta provando a riportarla su in Champions e in campionato. Una sfida in salita.

 

 

 

 

 

 

 

 

3 LE NAZIONALI DI SCHERMA

 

Cinque medaglie, tre d’argento e due di bronzo: sembra un bel bottino, invece è un flop. Nessun oro per la scherma italiana alle Olimpiadi, non accadeva da mezzo secolo. Un movimento da sempre vanto dell’Italia, ora si ritrova a navigare tra polemiche interne e veleni. Ora bisogna ricostruire per arrivare a Parigi 2024 con una nuova generazione di campioni dopo Montano, Vezzali, Di Francisca, Errigo e mille altri.

 

 

 

 

 

 

 

2 IL RUGBY ITALIANO

 

Con il 52-10 in Scozia l’Italia del ct Crowley ha chiuso il suo Sei Nazioni 2021 con l’11° “cucchiaio di legno” nel torneo, il sesto di fila, ma soprattutto 5 ko di seguito che fanno 32 di fila. L’ultima vittoria ormai nel 2015. Orfano anche del grande senatore Parisse, il gruppo è giovane e può soltanto crescere, ma intanto la crisi di risultati continua. E c’è sempre meno pubblico negli stadi.

 

 

 

 

 

 

 

 

1 IL PUGILATO DEI DILETTANTI

 

Il dato ci ha fatto arrossire, anche se è stato un anno magico. Il pugilato azzurro al maschile non ha portato nemmeno un atleta ai Giochi di Tokyo. Una vergogna, uno zero che in passato non ci aveva mai punito così duramente. Nemmeno il grande Clemente Russo ci ha salvato. Per l’Italia c’è davvero il rischio di scomparire anche a Parigi 2024.

 

 

 

 

 

 

 

 

0 MASSIMO FERRERO, PRESIDENTE SAMP

 

È stato arrestato il 6 dicembre per bancarotta fraudolenta. Massimo Ferrero, il presidente istrione della Samp, ha fatto ripiombare il calcio nostrano in un periodo buio che ricorda gli scandali di calciopoli. A leggere le accuse dei pm, credere nell’innocenza di Ferrero diventa impresa dura. Da ieri è agli arresti domiciliari, contro il volere della Procura di Catanzaro. La Samp sbanda, i tifosi tremano, Quagliarella sul viale del tramonto. Chi penserà al futuro blucerchiato? MARCO LOBASSO LEGGO.IT

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SEZ. VARIE NEWS Mattia Binotto: «Ferrari, il tempo è finito. Non dovrà più esserci una stagione senza vittorie»

24 Dicembre 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mattia Binotto, il Team Principal della Ferrari

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’anno che verrà. Una stagione griffata Ferrari. Solita serata natalizia in quel di Maranello. Questa volta senza tortellini perché il virus cattivo consiglia di mantenersi a “distanza”. A fare gli onori di casa un sereno Mattia Binotto con il maglione un po’ alla Marchionne, l’uomo che ha portato il Cavallino a sfrecciare nell’iperspazio della finanza globale. Il Team Principal ormai è diventato uno “stile” in F1. Almeno quanto l’asso pigliatutto Toto Wolff e il gelido sanguigno Chistian Horner, l’uomo che tira coltelli se qualcuno si avvicina a Verstappen quando è fuori dalla macchina. Il Circus di oggi è anche questo. Oltre che fra piloti, c’è una battaglia di manager, ciascuno dei quali cerca di imporre la propria personalità. Mattia ha affermato il suo format. Un imprinting nuovo sulla scena della velocità, molto apprezzato da tutti, dai tifosi ai media. Ingegnere super competente, scovato dal precedente presidente vero cacciatore di talenti, il tecnico di origini svizzere si è preso sulle spalle tutta la Scuderia in un periodo non facile, con il target obbligato di tornare a vincere. Come la vede il Capo adesso che non si può più sbagliare? Non abbasserete gli obiettivi proprio ora? «Nessuno pensa ad un’ipotesi del genere. Andiamo avanti secondo il nostro programma, consapevoli che in F1 è difficile recuperare lo svantaggio. Con il cambio dei regolamento dobbiamo tornare a vincere. Non c’è dubbio su questo. Tutti noi sappiamo che non verranno più tollerate stagioni senza arrivare in cima al podio. Diverso però è avere la certezza di conquistare subito il Mondiale. Ci sono squadre incredibilmente forti, preparate e strutturate in tutte le aree. Ed altre che potrebbero emergere con il nuovo scenario, le monoposto ad effetto suolo e gli pneumatici da 18 pollici. Nessuno può avere la certezza di ipotecare il Titolo prima di avere il responso della pista e scoprire dove si trovano i rivali». Possiamo analizzare il Campionato che si è appena concluso? «Non siamo riusciti a vincere un GP, quindi la Ferrari non può essere soddisfatta. Però abbiamo chiuso in crescendo, centrato i nostri obiettivi iniziali ed, oltre a chiudere al terzo posto il Mondiale Costruttori, un nostro driver è stato il primo nella graduatoria Piloti dopo quelli della Mercedes e della Red Bull». Quindi la crescita prestazionale c’è stata? «Senza dubbio. Oltre che i risultati lo confermano i dati. Il distacco sul giro è diminuito, sia in prova che in gara. La SF21 è stata più guidabile e, soprattutto, disponeva di una buona power unit che è migliorata sul finale di stagione con una nuova parte ibrida. Nelle ultime gare il ritardo dalle vetture vincenti è tornato a salire». Come mai? L’operazione recupero si è bloccata? «No, è una tendenza generalizzata. Le prime due squadre sono state protagoniste di un autunno straordinario durante il quale Hamilton e Verstappen si sono contesi uno dei Campionati più entusiasmanti della storia. Anche senza introdurre novità di rilievo, Mercedes e Red Bull hanno messo in campo tutto quello che avevano, mentre gli altri pensavano al 2022». Cosa pensa dei suoi piloti? È soddisfatto? «Molto. Penso che siano una delle coppie migliori in circolazione ed hanno dimostrato di saper lavorare insieme. Ognuno ha spinto l’altro. Si sono pungolati senza mai arrivare al contatto ed hanno risposto sempre ai suggerimenti del muretto». Uno è stato migliore dell’altro? «Non credo si possa dire. Darei ad entrambi 8 in pagella, un voto più alto che alla macchina». Il punto forte di ciascuno? «Leclerc è un talento puro, ormai lo sappiamo. Sul giro secco ha pochi rivali. Riesce a tirare fuori tutto dalla monoposto sbagliando pochissimo. Ha fatto delle performance in prova che dimostrano il suo valore. In questa terza stagione a Maranello ha fatto passi avanti anche nella gestione della gara, soprattutto è migliorato nello sfruttamento delle gomme, un aspetto che fa la differenza». E Carlos? Ha sorpreso tutti, ha battuto Leclerc. «Non noi. L’abbiamo scelto per questo. Conoscevamo la sua affidabilità, ma eravamo certi anche della sua consistenza. Sainz ha avuto sempre compagni molto forti e si è fatto valere in ogni occasione. Ha corso con il nuovo Campione del Mondo Max ed anche con Norris. In prova ed in qualifica qualche sbavatura l’ha fatta. In gara, invece, è stato un cecchino a prescindere dai quattro podi e dal quinto posto finale. Ha portato a termine tutte e 22 le gare, arrivando per 20 volte a punti. Si è inserito al meglio nel team». Cosa ne pensa della confusione di Abu Dhabi? «È una vicenda complessa, parlarne non aiuta la situazione. Bisogna rasserenare gli animi e fare in modo che certe situazioni non capitino più. Noi abbiamo totale fiducia nella Federazione e il Consiglio Mondiale ha dato mandato di eliminare tutte le zone d’ombra». Il nuovo ceo, il dottor Vigna, fa sul serio. Nella parte produzione ha sostituito tre manager di prima linea. Ci saranno cambiamenti anche nella Gestione Sportiva? «Non credo». Novità sul ritorno di Jean Todt? Ha detto che verrebbe.GIORGIO URSICINO LEGGO.IT

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Peugeot e-Expert Hydrogen, pronto per lavorare in modo green. Uscito dalle linee di produzione primo esemplare

24 Dicembre 2021, 08:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Peugeot e-Expert Hydrogen, pronto per lavorare in modo green. Uscito dalle linee di produzione primo esemplare

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - È uscito dalla line ad produzione da pochi giorni il primo veicolo a idrogeno di serie di Peugeot ed è un e-Expert Hydrogen. Il marchio del Leone diventa così uno dei primi costruttori a proporre, oltre alle versioni termiche e 100% elettriche, una versione alimentata da una pila a combustibile a idrogeno nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. La caratteristica principale del nuovo modello a idrogeno è l’integrazione dell’intero sistema ‘mid-power plug-in hydrogen fuel cell electric’ nel suo vano motore e nel sottoscocca. Il risultato è che nessun compromesso in termini di volume di carico è stato necessario, oltre ad un baricentro basso che garantisce stabilità e sicurezza.

 

 

«Con l’e-Expert Hydrogen - ha dichiarato Linda Jackson, CEO del marchio - Peugeot si pone all’avanguardia di una innovativa tecnologia a zero emissioni, particolarmente rilevante per il mercato dei veicoli commerciali leggeri: la tecnologia elettrica a idrogeno permette un uso quotidiano intensivo senza la necessità di effettuare una ricarica, un vantaggio decisivo per i professionisti che, in una sola giornata, devono percorrere centinaia di chilometri in autostrada e poi entrare in aree urbane soggette a limiti di emissioni.

 

 

La tecnologia dell’idrogeno sviluppata da Stellantis e applicata al nostro e-Expert Hydrogen rende possibili questi utilizzi». Il primo cliente a ricevere il veicolo entro la fine delle vacanze di fine anno sarà Watea by Michelin, la giovane filiale dedicata alle soluzioni di mobilità verde del gruppo Michelin. L’avvio della produzione è avvenuto 15 mesi dopo l’avvio della commercializzazione, nel 2020, del modello e-Expert 100% elettrico, vincitore dell’International Van of The Year 2021 e sesto veicolo Peugeot a vincere questo premio dal 1992. L’e-Expert Hydrogen è basato proprio sul ‘collegà 100% elettrico ed è inizialmente prodotto in Francia, nel sito di Hordain e poi trasformato in Germania a Russelsheim, nelle linee di produzione del centro specializzato di Stellantis dedicato alla tecnologia dell’idrogeno.LEGGO.IT

 

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Euro 4: cosa accadrà il prossimo anno a 10 milioni di auto in Italia

24 Dicembre 2021, 08:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Euro 4: cosa accadrà il prossimo anno a 10 milioni di auto in Italia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La “qualità dell’aria”. Un argomento importante che vale la salute dei cittadini. E forse dovremo abituarci a cambiare un po’ le nostre abitudini sull’altare della sopravvivenza. Un tempo erano solo gli ecologisti più praticanti a lanciare certi allarmi o a mettere in atto delle proteste. Ora lo scenario è cambiato e, complici le variazioni climatiche e l’innalzamento delle temperature del pianeta ormai i principali temi dei summit internazionali, il fronte ambientale è diventato estremamente corposo e, soprattutto, compatto. Anche la gente comune ha capito ed è pronta ad affrontare qualche disagio per limitare questo problema. Certo, i pubblici amministratori a cui spettano le decisioni sul traffico devono usare tutto il talento per non prendere decisioni pretestuose e fuori luogo che possono mettere a soqquadro la vita della gente in un paese che ha i mezzi pubblici decisamente inadeguati. La vecchia auto endotermica che popola le strade del mondo (40 milioni solo nel nostro paese) non ha più difensori ed è pronta ad essere impallinata dai potenti della Terra. Tutti, senza esclusione. Anche la rocciosa lobby dei costruttori ha alzato bandiera bianca. Anzi si è gettata sulla nuova mobilità che è il futuro e rappresenta il business più attraente. Cosa succederà ora agli oltre 10 milioni di proprietari di auto Euro 4 e precedenti? Nulla di nuovo perché si tratta di una prassi senz’altro fastidiosa, ma ormai consolidata. Se come europei vogliamo essere i primi ad azzerare la C02 dobbiamo affrontare anche questi ostacoli e, con l’aiuto dei decisori politici, superarli. Tarando la velocità del cambiamento su un ritmo che possa essere sostenibile. Certo, una patata bollente non facile da pelare. D’altra parte, se non togliamo della circolazione la vecchie auto dalle strade, oltre a non vendere più le nuove con motore a scoppio, sarà impossibile raggiungere l’inquinamento zero che resterà solo un miraggio. Così come otterremo ben poco dal punto di vista ambientale se non alimenteremo tutte la auto elettriche solo con energia pulita. Nel nuovo secolo siamo ormai abituati a questi strappi. Disagi sì, ma non è mai morto nessuno. Sono ormai diversi anni che nel centro delle grandi città non si possono più utilizzare le vetture Euro 0. E poi anche le Euro 1 e Euro 2 (tutte insieme diversi milioni). Ora, su pressione dell’UE che non tollera più lo sforamento dei limiti dei veleni nell’aria (qui non si parla di CO2 che è un climalterante, tutta un’altra cosa) si aggiungeranno anche le Euro 4. E poi, è scontato, pure le Euro 5. Fino al paradosso della precedente amministrazione capitolina che faceva prigioniere anche le diesel Euro 6 appena targate nelle giornate di traffico limitato. Una follia più che un paradosso. Anche perché le stesse vetture venivano premiate con gli ecobonus governative. Una ricetta amara da digerire, ma se vogliamo cambiare il volto delle nostre metropoli per le generazioni future non c’è altra strada. Lo stop riguarderà solo la parte più centrale delle città e, come è giusto che sia, non ci saranno eccezioni. In periferia e nei percorsi extraurbani, le Euro 4, come anche quelle più vecchie, potranno tranquillamente continuare a girare. Finora nessuna vettura è mai stata messa fuori legge per principio. Non ci sarà nessuna differenza di età rispetto all’anno di immatricolazione, ma farà fede solo l’appartenenza ad una determinata “categoria” (la Euro). Certo un paese può chiedere una deroga, magari subendo un richiamo o pagando una multa. Ma Draghi per primo è convinto che le eccezioni alle regole comunitarie devono essere il meno possibile per non finire dietro la lavagna. di Giorgio Ursicino LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Manovra, ok al superbonus senza tetto Isee. Via libera anche al taglio dell’Irpef

24 Dicembre 2021, 08:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Miki Pappacoda Emendamenti approvati, legge di Bilancio all'esame del Senato, il 28 alla Camera 

La manovra di bilancio è arrivata in aula al Senato per il rush finale. La legge di bilancio approderà poi alla Camera martedì 28, per un tour de force necessario all’approvazione prima della fine dell’anno. Non è escluso il ricorso alla fiducia ma crescono i malumori fra le forze politiche per il poco tempo destinato all’esame.

 

 

 

 

 

 

 

 

SUPERBONUS 110%. È uno dei punti intorno al quale è stato più difficile trovare un accordo di maggioranza. Alla fine il bonus viene confermato anche per il 2022, salta il vincolo del tetto Isee da 25mila euro per le villette, ma rimane quello del 30% dei lavori completati entro il 30 giugno. Arriva anche il bonus del 75% per abbattere le barriere architettoniche.

 

 

 

TAGLIO IRPEF E IRAP. L’Irpef sarà a 4 aliquote (23%, 25%, 35%, 43%), e nuovo metodo di calcolo delle detrazioni. Il bonus 100 euro rimane per i redditi fino a 15mila euro e per quelli fra 15-28mila solo a determinate condizioni. C’è la cancellazione dell’Irap per 835mila autonomi. 

RATEIZZAZIONE BOLLETTE. Raddoppiano le risorse stanziate per calmierare i prezzi dell’energia nel primo trimestre 2022 (3,8 miliardi di euro). Per le famiglie in difficoltà le bollette possono essere spalmate in 10 rate.

 

 

 

BONUS TV. Rinnovato il bonus tv per l’acquisto di nuovi apparecchi e decoder. Prevista anche la consegna a casa per gli over 70 che hanno diritto al bonus.

 

 

 

CASE OCCUPATE. Nasce un fondo di solidarietà da 10 milioni di euro per il 2022 a favore dei proprietari di immobili residenziali non utilizzabili perché occupati abusivamente.

 

 

 

DELOCALIZZAZIONI. Previsto un pacchetto di norme per disincentivare la chiusura di attività in Italia. I datori di lavorano dovranno elaborare un piano per limitare le ricadute occupazionali e presentarlo a sindacati, regione e ministeri.

 

 

 

ANIMALI DA PELLICCIA. Divieto di allevamento, riproduzione in cattività e uccisione di animali utilizzati per ricavarne pelliccia. Gli allevamenti potranno mantenere gli animali già presenti nelle strutture non oltre il 30 giugno 2022. Sono stanziati 3 milioni di euro per indennizzare gli allevamenti.

 

 

 

PENSIONE ANTICIPATA EDILI. Scende da 36 a 32 anni di contributi la soglia a cui, a 63 anni, edili e ceramisti potranno andare in pensione anticipata aderendo all’Ape social.

DI ALESSANDRA SEVERINI LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Incubo variante Omicron: il Governo Draghi vara nuove restrizioni. Cambia tutto (soprattutto per i non vaccinati)

24 Dicembre 2021, 08:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incubo variante Omicron covid, l'Italia torna a blindarsi. Oggi il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.

 

 

 

 

 

 

 

Green Pass

 

Dal 1° febbraio 2022 la durata del green pass vaccinale è ridotta da 9 a 6 mesi. Inoltre, con ordinanza del Ministro della salute, il periodo minimo per la somministrazione della terza dose sarà ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

 

 

 

Mascherine

 

- obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto e anche in zona bianca;

 

- obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2 in occasione di spettacoli aperti al pubblico che si svolgono all’aperto e al chiuso in teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo (e altri locali assimilati) e per gli eventi e le competizioni sportivi che si svolgono al chiuso o all’aperto. In tutti questi casi è vietato il consumo di cibi e bevande al chiuso;

 

- obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2 sui tutti i mezzi di trasporto.

 

 

 

Ristoranti e locali al chiuso

Fino alla cessazione dello stato di emergenza, si prevede l’estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato alla ristorazione anche al banco. Resta in vigore, con riferimento ai limiti di capienza, quanto previsto da linee guida e protocolli (disposizione dei tavoli assicurando il distanziamento di un metro, indossare la mascherina il più possibile, consultazione dei menù on line, dove non ci sono posti a sedere ingressi contingentati, etc.). Eventi, feste, discoteche Inoltre, in merito a manifestazioni pubbliche, è stato stabilito che fino al 31 gennaio 2022 - sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto; - saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico. Ingressi di visitatori in strutture socio-sanitarie e Rsa È possibile entrare per far visita alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie e hospice solo ai soggetti muniti di Green Pass rafforzato e tampone negativo oppure vaccinazione con terza dose. Estensione dell’obbligo di Green Pass ai corsi di formazione privati svolti in presenza. Estensione del Green Pass rafforzato Estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato a: - al chiuso per piscine, palestre e sport di squadra; - musei e mostre; - al chiuso per i centri benessere; - centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche); - parchi tematici e di divertimento; - al chiuso per centri culturali, centri sociali e ricreativi (esclusi i centri educativi per l’infanzia); - sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Da Matrix ad Assassinio sul Nilo, da Spencer ad America Latina: ecco i film più attesi del nuovo anno

24 Dicembre 2021, 08:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA L’Uomo Ragno contro Steven Spielberg, Lady Gaga contro Diabolik, gli animali canterini di “Sing 2” contro il boss Javier Bardem. Nelle sale cinematografiche si gioca la sfrenata competizione natalizia mentre, tra il nuovo obbligo di mascherina FFP2 e il divieto di popcorn, gli esercenti cercano disperatamente la fiducia degli spettatori. I contagi salgono e le incertezze aumentano, ma l’inizio del 2022 ha in serbo un menù di film molto attesi. Il primo dell’anno si festeggia con Matrix Resurrections di Lana Wachowski, che arriva quasi 20 anni dopo il terzo capitolo della saga fantascientifica con Keanu Reeves nei panni di Neo, mentre sarà in sala già dal 30 dicembre la commedia fantasy italiana La befana vien di notte 2, con Monica Bellucci. Il 5 gennaio The King’s Man - Le origini di Matthew Vaughn promette azione e ironia con Ralph Fiennes e Gemma Aterton, mentre il 13 i fratelli D’Innocenzo portano al cinema America Latina, thriller psicologico con un inquietante Elio Germano passato in concorso alla Mostra di Venezia: dovranno competere con il reboot del classicone horror Scream. Il 20 gennaio, con Spencer, arriva al pubblico Lady D vista dal regista cileno Pablo Larraín e interpretata da Kristen Stewart, il 27 l’applauditissimo documentario su Ennio Morricone (Ennio) firmato da Giuseppe Tornatore e il 3 febbraio un tris di titoli importanti – e diversissimi - come Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson, il disaster movie di Roland Emmerich Moonfall e Morbius, con il personaggio Marvel incarnato da Jared Leto. Assassinio sul Nilo, il nuovo giallo firmato da Kenneth Branagh a partire da Agatha Christie – con Gal Gadot e Armie Hammer - arriverà al cinema il 10 febbraio, mentre la settimana successiva sarà la volta di Uncharted, film d’avventura con Tom Holland (“Spider-Man”) e Mark Wahlberg basato sull’omonima serie di videogame. Infine, per l’inizio di marzo si aspettano il romantico Cyrano di Joe Wright con Peter Dinklage (“Il trono di spade”) e The Batman di Matt Reeves, con Robert Pattinson che indossa il costume dell’uomo pipistrello (nel cast anche Zoë Kravitz, Peter Sarsgaard, Colin Farrell, Andy Serkis e Paul Dano), in attesa di cambiare decisamente genere per ritrovare i protagonisti di “Downton Abbey” nel secondo film tratto dalla serie tv (dal titolo Downton Abbey II – Una nuova era), in sala dal 24 marzo.

DI MICHELA GRECO LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid, le regole di Natale: disco chiuse fino al 31 gennaio, Green pass per sei mesi, terza dose dopo 4

24 Dicembre 2021, 08:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Natale ad alto rischio contagio e il governo corre ai ripari. Nuove misure restrittive sono state adottate dal Consiglio dei ministri per tentare di arginare i contagi. Il testo, dieci articoli in tutto, impone misure dure, vieta le feste in piazza e chiude le discoteche a pochi giorni dal Capodanno, estende l’obbligo di Green pass rafforzato ma non impone l’obbligo vaccinale a nuove categorie di lavoratori. Su quest’ultimo tema il governo potrebbe tornare a decidere prima della fine dell’anno. MASCHERINE. Saranno obbligatorie anche all’aperto in tutta Italia, dunque anche nelle regioni che sono in zona bianca. Le mascherine Ffp2 saranno obbligatorie al cinema, a teatro, stadi e in tutti gli eventi al chiuso e sui mezzi di trasporto pubblici (treni, navi, autobus e metropolitane). Nei cinema, nei teatri e negli stadi sarà vietato il consumo di cibi o bevande. DURATA GREEN PASS. Passerà da nove a sei mesi dall’ultima vaccinazione a partire dal 1 febbraio 2022. La misura scatterà fra 40 giorni per dare il tempo a tutti di prenotare la terza dose. ESTENSIONE DEL SUPER GREEN PASS. Fino al 31 marzo servirà il Green pass rafforzato (quello rilasciato a chi è guarito o vaccinato) anche per consumare al bar al bancone. Il super Green pass sarà richiesto anche per accedere a musei, palestre, piscine, centri benessere e centri termali, sale giochi, sale bingo e casinò. TERZA DOSE. Il periodo minimo fra seconda e terza dose scende da 5 a 4 mesi. FESTE. Stop a tutti gli eventi e le feste previste in piazza e i concerti all’aperto fino al 31 gennaio. Chiuse fino a quel giorno anche le discoteche e le sale da ballo. SCREENING NELLE SCUOLE. Nove milioni di euro vengono stanziati per i test anti Covid nelle scuole. ACCESSO RSA. Sarà consentito solo a persone che hanno fatto la dose booster o, se sono ferme alla seconda dose, dovranno avere un tampone negativo. OBBLIGO VACCINO. Il testo approvato in Cdm non prevede l’obbligo vaccinale né per i dipendenti della pubblica amministrazione né per altre categorie di lavoratori. CONTROLLI ALLE FRONTIERE. Nei porti, aeroporti, stazioni e valichi verranno effettuati controlli a campione su chi entra in Italia. In caso di test positivi scatta l’isolamento per 10 giorni. di Alessandra Severini LEGGO

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 24.12.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

24 Dicembre 2021, 07:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 24 dicembre Si festeggia s. Irmina Il nome Irmina deriva dal sostantivo germanico irmin che significa "grande, potente". Dice il proverbio… Se avanti Natale fa la brina, riempi la madia di farina. Sono nati oggi Ava Gardner, Edwige Fenech, Ricky Martin Il 24 dicembre 1851 Un incendio distrugge 35.000 libri della Library of Congress di Washington. La biblioteca nazionale degli Stati Uniti, che occupa oggi più di tre edifici, con gli oltre 128 milioni di documenti conservati è la maggiore biblioteca della storia del mondo. Il 24 dicembre 1871 Al Cairo viene rappresentata per la prima volta l'Aida di Giuseppe Verdi. L'opera ottenne un enorme successo ed ancora oggi continua ad essere una delle opere liriche più famose. Infine nel 1999 La vigilia di Natale Papa Giovanni Paolo II apre la Porta Santa: inizia il Giubileo 2000 Don Andrea Santoro ha detto Non lasciatevi tentare da quello che luccica ,ma solo da ciò che illumina. Arrivederci da Barbanera, dal 1762 l’Almanacco più amato d’Italia

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