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COSTIERA AMALFITANA NEWS Il messaggio di Natale dell'arcivescovo Soricelli: «Nel divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza»

25 Dicembre 2021, 17:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Arcivescovo « Arcidiocesi di Amafi – Cava de' Tirreni

INSERITO DA REDAZIONE «In questo nostro tempo segnato dalla pandemia, animati dal desiderio di uscire dalla tristezza, dalla paura e dall'inquietudine, intravediamo, nell'accoglienza del divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza»: questo il centro del messaggio per il Natale 2021 di monsignor Orazio Soricelli, arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni. Ma anche un pensiero di vicinanza per le persone che soffrono a causa della malattia, dell'indigenza e della solitudine. Di seguito il testo integrale. Carissimi, ogni anno, la celebrazione del Natale del Signore colma di attesa, di gioia e di meraviglia il nostro animo. Il Bambino deposto nella mangiatoia di Betlemme provoca stupore e anche inquietudine interiore, dal modo come è onorato dalla Vergine Madre e custodito dal padre adottivo Giuseppe, dal come è adorato dai pastori e dai magi e, ancor di più, esaltato e glorificato dagli angeli osannanti. Questi atteggiamenti sono una vera sfida per far luce sull'identità di questo Bambino. Egli, nonostante, la sua grande povertà e umiltà è l'Emmanuele, il Dio con noi, il principe della pace, il segno della speranza; è la luce che risplende nelle tenebre; è il segno eloquente dell'amore del Creatore per le creature; è l'irruzione della novità, di fronte alla monotonia di una umanità rassegnata e inerme dinanzi alle esigenze della storia; è Colui che inaugura un'era nuova all'insegna della comunione tra gli esseri viventi, nel rispetto reciproco e dell'habitat cosmico; è il demolitore dei muri divisori, è il collante di rapporti sinceri, purificati dalla superbia e dall'indifferenza. In questo nostro tempo segnato dalla pandemia, animati dal desiderio di uscire dalla tristezza, dalla paura e dall'inquietudine, intravediamo, nell'accoglienza del divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza. La guida saggia e lungimirante di papa Francesco ha indicato all'intero corpo ecclesiale, per i prossimi anni, di seguire il cammino sinodale, ponendoci sui passi del Bambino di Betlemme che, ci ha voluti suoi familiari all'interno della Chiesa. Alla sua sequela ci sentiamo sospinti a dilatare il suo regno nella storia, fondato sulla solidarietà e sulla giustizia, rifiutando la logica dello scarto, e orientati dal valore della fraternità, quale "antidoto a muri e fili spinati", come ci ha indicato il Santo Padre, nel suo recente viaggio in Grecia. Il mio augurio come vostro Pastore, con Voi fratello adorante del mistero natalizio, è di sapervi afferrati dal suo sguardo suadente, di essere una sola cosa con Lui, unica speranza di cui sono assetati oggi i deserti del mondo. Avvaloro i miei voti augurali con le parole che il Pontefice ha proferito pochi giorni fa in Grecia : "La salvezza sta ... nello slancio, nella ricerca, nell'inseguire i sogni, ..., che comportano fatica, lotta, venti contrari, burrasche improvvise", senza, " lasciarsi paralizzare dalle paure,... e sognare in grande...e sognare insieme!". L'incontro personale con Cristo, accolto nel nostro cuore, effonda su tutti, e in modo speciale su quanti soffrono a causa della malattia, dell'indigenza e della solitudine, abbondanza di luce, gioia, pace, e speranza, nel desiderio forte di sognare e camminare insieme. FONTE IL VESCOVADO

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RAVELLO E SCALA NEWS “Vivi sempre ogni istante”: il 26 dicembre a Ravello torna il Quinto Memorial Teresa Cioffi

25 Dicembre 2021, 17:05pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA REDAZIONE Anche quest'anno Ravello e la Costiera Amalfitana ricordano Teresa Cioffi, giovane ravellese scomparsa prematuramente il 2 dicembre del 2017 a causa di una neoplasia. Le amiche di sempre, con il supporto del Comune, quest'anno hanno organizzato una passeggiata in montagna anche per permettere una più ampia partecipazione. Nel rispetto delle normative vigenti anti Covid-19, la passeggiata si svolgerà su un percorso di circa 5km su un facile sentiero ad anello con partenza e arrivo in Piazza Duomo. Il tempo di percorrenza stimato è di circa 2 ore. Ad attendere i partecipanti un ristoro ed un momento di riflessione collettiva. L'appuntamento è per le ore 9 del 26 dicembre. La manifestazione, come oramai da tradizione ha l'intento di raccogliere fondi che saranno destinati alla Fondazione Umberto Veronesi in favore della ricerca contro i tumori femminili. Sono attivi inoltre, due punti di raccolta fondi presso: al Vicolo Market in Via Roma 9, a Ravello, (dove sarà inoltre possibile ricevere una borraccia della Fondazione Veronesi con una donazione minima di 10€ oppure il braccialetto rosa con donazione minima di 5€) e presso la Pescheria La Lampara, corso Reginna 80, Maiori. È possibile contribuire anche online al seguente indirizzo web: https://insieme.fondazioneveronesi.it/campaign/vivi-sempre-ogni-istante-quinto-memorial-teresa-ci/ Ricordiamo che per partecipare alla manifestazione sono necessari mascherina e green pass. IL VESCOVADO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ospedale di Pogerola: l’Asl scarica al “Ruggi” il nosocomio fantasma

25 Dicembre 2021, 16:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Vescovado - Amalfi, l'ospedale mai inaugurato a Pogerola: Report ritorna  sull'eterna incompiuta [VIDEO]

inserito da Michele Pappacoda L’Asl di Salerno scarica l’ospedale fantasma “San Michele” di Pogerola, frazione di Amalfi. L’Azienda sanitaria locale, infatti, con apposita delibera chiarisce che tutti i beni mobili e immobili legati al presidio “Costa d’Amalfi” di Castiglione di Ravello sono annessi a quelli dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona e che, tra questi, dev’essere annoverato anche l’ex presidio ospedaliero “San Michele” di Pogerola. La struttura «presenta continuità sia territoriale che funzionale con quello di Castiglione – si legge nella delibera del direttore generale dell’Asl, Mario Iervolino – poiché quest’ultimo doveva sostituire quello di Pogerola nell’offerta della relativa assistenza sanitaria per la Costa d’Amalfi». L’Azienda sanitaria, quindi, ha deciso di sbarazzarsi di quello che allo stato attuale appare un problema più che una risorsa, scaricando ogni responsabilità sull’Azienda “Ruggi”. Eppure il “San Michele” avrebbe dovuto rappresentare un polo d’eccellenza per gli abitanti della Divina e i turisti. Una struttura sanitaria capace di rispondere alle esigenze del territorio s’è invece trasformata nella più triste delle incompiute. Un ospedale di quattro piani, costato circa 24 milioni di euro, terminato nel 1989 e mai inaugurato nonostante un bando per cinque primari e 300 infermieri. Nemmeno un giorno di lavoro, perché all’epoca nessun ospedale sotto i 100 posti letti poteva operare. Eppure ancora oggi nell’ospedale di Pogerola di Amalfi si contano dieci stanze, ognuna con quattro attacchi per l’ossigenazione e un potenziale di 40 posti di terapia intensiva. Un numero rilevante, ancora di più se si pensa a quanto siano importanti in questo particolare e difficile momento storico. La prima pietra venne posata nella seconda metà degli anni Settanta, ma i lavori si interruppero quasi subito, in attesa di soldi e autorizzazioni. Tra blocchi e ripartenze la costruzione fu ultimata alla fine degli anni Ottanta. Il nosocomio fantasma è stato costruito a 350 metri sul livello del mare, inerpicata tra sinuosi tornanti. Se da un lato i pazienti avrebbero potuto godere di una vista meravigliosa, dall’altra l’accessibilità sarebbe stata a problematica. È uno dei motivi per i quali l’ospedale non è mai entrato in funzione. Paradossale: una mega-struttura da oltre 24 milioni di euro non è stata messa in funzione perché le ambulanze non sarebbero riuscite a transitare. In particolare la rampa d’accesso al Pronto soccorso risultava troppo stretta. La struttura avrebbe potuto contare su un parcheggio di mille metri quadrati. Nel 1998, la seconda commissione d’inchiesta descrisse il plesso come una «fabbrica di primari, pretesto per bandire concorsi». La storia dell’Ospedale “San Michele” di Pogerola mai entrato in funzione ha richiamato anche l’attenzione della stampa nazionale. Nel mese di aprile dello scorso anno le telecamere di Report sono state a Pogerola. Le immagini trasmesse hanno mostrato gli attacchi e i cablaggi per l’ossigenazione in buono stato di conservazione con la possibilità di circa quaranta posti di terapia intensiva potenziali, che si sarebbero trasformati in una risorsa di vitale importanza non solo per la Costiera Amalfitana o per la provincia di Salerno ma per l’intera regione con la pandemia. Negli anni si sono susseguite le proteste dei cittadini della Costiera, che non hanno avuto alcuna risposta.

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FAVOLE E RACCONTI La Notte Santa

24 Dicembre 2021, 15:57pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI La Notte Santa

INSERITO DA MORENA MOTTA La Notte Santa Una Bella Favola : era la Notte Santa, un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza,dove viveva insieme alla moglie entro la mattina successiva avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.

- Hai già pensato a quello che potremmo comprarci con il guadagno di questo lavoro? - chiese il calzolaio alla moglie.

- Sono piccole ci daranno ben poco! - scherzò lei

- Accontentiamoci,meglio questo che niente! -

Il calzolaio appoggiò le scarpe sul banco e se le guardò soddisfatto. - Guarda che meraviglia! -esclamò - e senti come sono calde con questa pelliccia dentro!

- Un paio di scarpette degne di Gesù Bambino - disse la moglie

- Hai ragione! - rispose il calzolaio mettendosi a spazzolarle.- Allora che cosa pensi di comprare per il pranzo di domani? - riprese l’uomo dopo un attimo.

- Ma pensavo a un cappone -

- Già senza un cappone non sarebbe un vero Natale. -

- Forse anche mezzo -

- D’accordo e poi? -

- Due fette di prosciutto -

- Sicuro:il prosciutto come antipasto! E poi? -

- E poi il dolce -

- E poi la frutta secca -

- Giusto e da bere? -

- Una bottiglia di spumante -

- Si una bottiglia basterà ma che sia buono.-

A quel punto si sentì un colpo alla porta.

- Hanno bussato - chiese l’uomo

- Ma chi sarà a quest’ora? Forse il cliente -

- No gliele devo portare io domattina -

- Allora sarà il vento -

Ma il rumore si sentì di nuovo. La donna aprì la porta ed ebbe un moto di sorpresa, un bambino la guardava con grandi occhi neri, dalla soglia della porta. I suoi capelli erano tutti spettinati e i vestiti erano laceri e sporchi - Entra piccolo - lo invitò la donna.

Il bambino entrò, aveva le labbra bluastre dal freddo, il calzolaio guardò subito i suoi piedini - Ma tu sei scalzo - gridò.

Il piccolo non parlò guardò le scarpe anzi le accarezzò con gli occhi ma senza invidia.

L’uomo e la moglie guardarono prima i piedini nudi del bambino e poi le scarpe sul tavolo, quindi la donna fece un cenno al marito e il calzolaio prese in mano le scarpe le osservò contento e disse - Prendile te le regalo sono morbide e calde- La moglie aiutò il bambino a infilarsele.

- Grazie - rispose sorridendo - Sono le prime che porto. Ora però devo andare,buonanotte -

Il calzolaio e la moglie non ebbero neanche il tempo di salutarlo che il bambino era già sparito.

- E’fatta - esclamò l’uomo - Ora niente più prosciutto, nè cappone, nè frutta, nè dolce e neanche lo spumante, in fondo a me lo spumante non piace nemmeno -

- E io non digerisco il cappone, anche del prosciutto posso farne a meno e il dolce poi ci è rimasta qualche noce e un po' di pane raffermo - disse la donna

- Va benissimo passeremo un bel Natale -

Tutti e due pensavano al bambino

- Penso che gli siano piaciute molto le mie scarpe - aggiunse il calzolaio

- Si mi sembrava molto contento -

In quel momento suonò la Messa di mezzanotte e la stanza si illuminò all’improvviso, il calzolaio e la moglie furono abbagliati da quella luce; poi, quando riaprirono gli occhi nel punto in cui il bambino aveva calzato le scarpe videro spuntar miracolosamente un abete con una stella in cima. Dai rami penzolavano capponi, prosciutti, dolci, frutta secca e bottiglie di spumante.

Soltanto allora capirono chi fosse quel bambino e si inginocchiarono a ringraziare Dio.

FONTE www.leparoledegliangeli.com

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LA STORIA DELL’EGITTO Il trucco e gli Egizi: la nascita del kohl, del primer e dell’ombretto

24 Dicembre 2021, 15:49pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Il trucco e gli Egizi: la nascita del kohl, del primer e dell’ombretto

INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre a considerare il proprio corpo come un tempio e quindi a dedicargli le migliori cure estetiche, gli Egizi possono essere definiti degli avanguardisti in merito al trucco, in quanto oltre ad essere una pratica molto radicata a prescindere dal rango sociale, ma veniva praticato indistintamente sia da uomini che donne.

Ovviamente, anche nell’Antico Egitto alle donne andava la prerogativa di possedere dei beauty-case molto più accessoriati rispetto a quelli maschili. Contenevano, pinzette, arricciacapelli, profumi, set per la manicure, creme e profumi. Ma vediamo nel dettaglio il make up egizio in cosa consisteva; così come usiamo fare noi oggi quando ci sediamo davanti ad una specchiera per prima cosa ci dedichiamo alla pelle del viso, in questo modo anche gli Egizi cominciavano il loro rituale cosmetico.

Va detto però che nell’Antico Egitto il contrasto tra la pelle scura dell’uomo, che lavorava prevalentemente all’aperto, e quella più chiara della donna, che soleva restare al riparo dei raggi del sole, era particolarmente evidente. Le donne amavano molto mettere in risalto questa caratteristica e l’usanza di schiarirsi la pelle divenne molto in voga nel Tardo Egitto, quando cominciarono gli scambi con altri popoli dalla pelle chiara. Per dare un tono più chiaro alla pelle le donne utilizzavano il talak, una versione primordiale del nostro talco, a base di farina di fave e gesso in polvere, oppure una polvere finissima giallo ocra, simile alla moderna cipria, che conferiva all’incarnato delle signore riflessi dorati. Queste polveri erano applicate su viso e corpo utilizzando dei batuffoli di pelo di agnello, quello che noi oggi chiameremo piumino da cipria! Invece le donne dalla pelle particolarmente scura avevano bisogno di prodotti che avessero la capacità di aggrapparsi al viso, in questi casi le donne applicavano sulla loro pelle una sorta di fondotinta a base di polveri di alabastro e carbonato di soda resi cremosi dall’aggiunta di miele.

Solo nel periodo Tolemaico si cominciò a far uso della biacca o cerussa, questa pasta bianca e densa che veniva applicata sul viso schiarendo notevolmente l’incarnato. In alcuni casi prima dell’applicazione del trucco venivano strofinati sul viso degli unguenti a base di grassi animali, ai quali venivano aggiunte delle essenze profumate, per facilitare l’applicazione dei successivi cosmetici, specialmente quelli di guance e labbra, per fare un parallelo con i nostri tempi possiamo dire che utilizzavano dei primer!

Ma passiamo agli occhi, il punto focale del trucco egizio. Per un lungo periodo le sopracciglia vennero rasate, come successe diversi millenni dopo, e ridisegnate col bistro fin quasi alle tempie. Così come le sopracciglia, anche l’occhio veniva bordato in modo da ingrandire e sottolineare lo sguardo, inoltre, sia per gli uomini che per le donne questo simboleggiava la forza e l’amore insiti nel proprio corpo. Per colorare la zona perioculare, durante l’Antico Regno, veniva utilizzata la malachite del monte Sinai, di dominio spirituale della dea della bellezza Hator, nel Medio Regno fu poi sostituita dal kohl, cosmetico arrivato fino ai nostri giorni e la cui invenzione è unanimamente attribuita agli Egizi. Il kohl era in pratica un composto dal colore nero molto intenso, ottenuto dalla miscela di galena di colore grigio scuro, ossia ossido di piombo, e ossido di manganese, ocra bruna, carbonato di piombo, ossido di rame, ossido magnetico di acciaio, stibnite, malachite verde e crisocolla. Questi elementi combinati tra loro in diverse proporzioni davano al kohl diverse tonalità dal nero, al grigio al verde. Solo a partire dal 313 d.C. venne utilizzata una mistura per il kohl a base di fuliggine, ossido di ferro, polvere di incenso bruciato o dei gusci di mandorle, il tutto reso appiccicoso grazie all’aggiunta di miele, gomma arabica e altri tipi di resine. Il kohl oggi venduto in Egitto e composto da un nerofumo derivato dalla combustione della pianta Carthamus Tinctorius.

Il kohl era custodito in contenitori di varia natura e veniva amalgamato con olio o acqua mescolato con un cucchiaino prima della sua applicazione, e, neanche a dirlo, ogni donna possedeva un mortaio con cui prepararlo. La stesura di questo prodotto avveniva tramite un bastoncino che presentava una estremità a forma di bulbo. Come abbiamo visto il colore era applicato partendo dall’angolo interno dell’occhio e arrivava fin quasi alla tempia, veniva ovviamente applicato anche all’interno dell’occhio per dare intensità allo sguardo, e per fissare il tutto si sovrapponeva a questo il succo di sicomoro. Ma oltre ad una mera funzione estetica pare ci siano due teorie riguardanti uso del kohl, la prima , pare sostenere che questo fungesse anche da medicinale, in grado di proteggere gli occhi da infezioni, micosi e irritazioni; inoltre proteggeva l’occhio dal riverbero del sole, dal vento e dalla sabbia. Antichi contenitori di bistro infatti riportano iscrizioni quali “buono per la vista” oppure “adatto per arrestare la congiuntivite”. L’altra teoria che interessa il kohl pare avesse un significato rituale e spirituale, non a caso l’Occhio di Horus, l’Udjat, era bordato di nero con una coda lunga e tronca a simboleggiare protezione e fungeva anche da amuleto. Per il suo aspetto magico era presente in ambito funerario come garanzia di integrità della mummia del defunto, veniva inciso o dipinto su stele e sarcofagi e realizzato come portafortuna. Inoltre le donne applicando il kohl di malachite sentivano un forte legame con la dea della bellezza Hator.

Ma oltre all’applicazione del kohl sulle palpebre si soleva applicare anche degli ombretti colorati, e le palette egizie erano ricche di colori: verde chiaro ottenuto dalla malachite, rosso cinabro, arancio estratti dall’ocra, giallo dalla zafferano, viola dal manganese, azzurro da Sali di rame, indaco dall’indigofera tinctoria, bruno da argille e bianco da carbonato basico di piombo. Queste polveri colorate erano tenute in tavolozze di avorio o metallo con scomparti separati atti ad ospitare ognuna un colore e scomparti vuoti dove si potevano miscelare due o più colori insieme. I colori erano miscelati a grassi, resine o saliva in modo da aderire perfettamente alla pelle.

FONTE www.vesuviolive.it di Arianna Abbro 

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SEZ. RICETTE Gli Struffoli

24 Dicembre 2021, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Gli Struffoli

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti

  • 550 gr di farina
  • 50 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 50 ml di Brandy
  • 1 scorza di limone (1 limone)
  • 1 scorza di arancia (1 arancia)
  • 1 pizzico di sale
  • 400 gr di miele
  • olio di arachide per friggere qb
  • 100 gr di canditi (ciliegie, arancia, cedro)
  • codette colorate (argento, oro, colori vari) qb
  • Tempo Preparazione: 60 Minuti
  • Tempo Cottura: 5 Minuti
  • Tempo Riposo: 4 ore
  • Dosi: 10 Persone
  • Difficoltà: Impegnativa

Preparazione

Setacciate la farina e il lievito in una terrina. Aggiungete il burro (precedentemente sciolto e intiepidito), la scorza del limone e dell’arancia grattugiata, lo zucchero, il brandy e il pizzico di sale. Amalgamate con una spatola fino a formare un composto a briciole.

A questo punto aprite le uova nel recipiente e continuate ad amalgamare. Una volta che l’impasto avrà raggiunto consistenza trasferitelo su un piano di lavoro infarinato.

Impastate bene ed energicamente fino ad ottenere un panetto di pasta omogeneo che dovrete lasciare riposare in un luogo tiepido per 30 minuti.

Passato il tempo riprendete la pasta e mettetela su un piano infarinato. Stendetela piuttosto spessa e, con l’aiuto di un coltello, ricavatene dei cordoncini di circa 1 cm di diametro.

Tagliateli per ottenere tanti cubetti uguali. Passateli tra le mani e arrotondateli fino a formare delle palline. Fate attenzione a creare gli struffoli tutti di dimensioni uguali.

Scaldate abbondante olio di arachide in un tegame di acciaio dai bordi alti. Arrivati a 180 °C friggeteci dentro gli struffoli.

È importante che ne friggiate pochi alla volta, in modo da poter controllare meglio la cottura. Quando avranno assunto un bel colore dorato e uniforme, scolateli su carta assorbente e fateli raffreddare.

In un altro tegame fate scaldare il miele assieme ad un bicchierino d’acqua facendolo andare sul fuoco fino a che non si sarà liquefatto. A quel punto toglietelo dal fuoco e unite le codette colorate e i canditi. Tenete tuttavia da parte qualche zuccherino e i canditi di ciliegia.

Prendete gli struffoli fritti e immergeteli tutti nel tegame con il miele. Amalgamate bene affinché ogni pallina venga ben avvolta dal miele.

Quando il miele è ancora caldo, toglieteli dal tegame e date la forma che preferite ai vostri struffoli su un piatto da portata. Le forme più classiche sono a piramide, a cupola, a ciambella o ad albero di Natale. Decidete voi quella che preferite.

Terminate la vostra composizione decorando ancora con le ciliegie candite e qualche zuccherino colorato.

 

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festività

24 Dicembre 2021, 15:14pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

POSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festivitàPOSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festivitàPOSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festività

INSERITO DA MORENA MOTTA Positano, perla della Costiera amalfitana non a caso, per queste festività natalizie un bellissimo e ricco programma con eventi tutti i giorni fra Natale, Capodanno e l’Epifania. Oggi abbiamo Nascette lu Messia alle 16:00 presso la Chiesa di Santa Margherita.

Per l’ingresso occorre il Green pass come per legge e gli accessi saranno consentiti fino ad esaurimento posti nel rispetto delle normative . Ricordiamo che per le disposizioni anti Covid e le ordinanze della Regione Campania non ci saranno eventi all’aperto, ma Positano è straordinaria nella sua bellezza a Natale.

FONTE www.positanonews.it

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SARDEGNA E CORSICA NEWS 5 curiosità sulla Corsica

24 Dicembre 2021, 15:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS 5 curiosità sulla Corsica

INSERITO DA MORENA MOTTA 1. La Bandiera Testa Mora

La bandiera della Corsica è il simbolo di libertà. Simile alla bandiera della Sardegna, fu utilizzata dal generale Pasquale Poli nel 1755 modificando una precedente versione che raffigurava lo stesso moro ma con gli occhi bendati: il generale volle togliere la benda come simbolo della ritrovata liberazione dell’isola e fu utilizzata da allora come bandiera ufficiale.

2. Che lingua è il Corso?

È una lingua romanza parlata in Corsica e nel nord della Sardegna. Deriva dal Toscano medievale ed è fortemente influenzata dai dialetti dell’Italia centrale e dal Ligure; la diffusione di questa lingua è molto limitata e si stima che la parlino ancora circa 100mila persone in Corsica ed ancora meno nell’entroterra della Francia che comunque ha riconosciuto la lingua come ‘lingua regionale dello stato francese’.

3. Occhio alle distanze!

Tutto in Corsica sembra vicino ed a portata di mano ma attenzione, le cose potrebbero essere diverse da quelle previste. Le strade della Corsica hanno mille e più curve e questo ti farà perdere molto tempo quindi prima di avventurarti verso una qualsiasi meta assicurati di calcolare il tempo per bene raddoppiando il tempo di percorrenza per queste strade che sono piccole e tortuose ma anche panoramiche e piene di scorci meravigliosi.

4. Le mucche in spiaggia?

Tra tutte le meravigliose spiagge della Corsica ce ne è una in particolare che non ti dimenticherai facilmente, la spiaggia di Rondinara. Questo posto che peraltro è meraviglioso grazie all’acqua turchese trasparente e alla sabbia bianca fine, è di solito pieno di turisti e … mucche! Si si, proprio mucche che tranquille e per nulla spaventate si aggirano per la spiaggia mangiando quello che trovano. I bagnanti non si sono mai lamentati (e neanche le mucche) tanto che questo luogo è divenuto famoso come ‘la spiaggia delle mucche’ e loro stesse sono diventate delle piccole ‘star’.

5. Ma quante tartarughe ci sono?

Se sei un amante degli animali allora devi venire in Corsica non solo per le mucche ma anche per le tartarughe! Vicino ad Ajaccio è stato istituito un centro chiamato ‘A Cupulatta’ per la protezione e riproduzione delle tartarughe unico in Europa che ospita più di 150 specie e conta oltre 3000 esemplari. Qui potrai ammirare ogni tipo di tartaruga da quelle di terra a quelle giganti marine provenienti dalle Galapagos e dalle Seychelle ed ammirare perfino le incubatrici dove gli esperti tengono le preziose uova che daranno vita a nuovi ospiti del centro.   

FONTE https://it.netferry.com

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VICO EQUENSE NEWS Entra in funzione il dispositivo sperimentale del traffico. Viabilità e sicurezza i temi al centro della Giunta

24 Dicembre 2021, 15:01pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

VICO EQUENSE NEWS Entra in funzione il dispositivo sperimentale del traffico. Viabilità e sicurezza i temi al centro della Giunta

INSERITO DA MORENA MOTTA L'autovelox sperimentale della Statale Sorrentina è entrato definitivamente in funzione ed è stato programmato dalla precedente Amministrazione comunale. Il progetto, dopo mesi di confronti e ipotesi, diventa realtà. Il dispositivo, dall’altro ieri, è attivo nel tratto Castellammare-Vico Equense. Nel dettaglio, l'apparecchiatura risulta essere installata lungo la litoranea della Sorrentina, nella zona compresa tra il Famous Beach e il vecchio ingresso ora in disuso della galleria Scrajo-Seiano. Stando alle indicazioni, nel tratto oggetto di monitoraggio che ha una lunghezza di circa un chilometro e trecento metri rispetto alla precedente velocità minima di 30 chilometri orari, si potrà transitare a 40 chilometri orari. È stato infatti innalzato il limite contestualmente all'installazione delle telecamere. Conformemente alle normative vigenti, sono stati posizionati anche dei cartelli di avviso e preavviso all'ingresso e all'uscita di Vico Equense. La misura, però, non piace a tutti. Limitare la velocità è un modo per scoraggiare la circolazione automobilistica ma anche per tutelare pedoni e ciclisti. I contravventori saranno sanzionati, e agli automobilisti questo non piace. “Una buona viabilità – spiega il Sindaco Giuseppe Aiello - implica anche un presidio costante degli organi addetti al controllo e alla sicurezza delle nostre strade. È quindi prioritario prevedere agenti di polizia municipale su tutto il territorio ed è in questa direzione che intendiamo garantire una sorveglianza fissa è costante della zona stazione, istituire una stazione permanente a Moiano ed iniziare un dialogo proficuo con le amministrazioni e le forze dell’ordine della Penisola Sorrentina.”

Sullo sfondo resta prioritaria la questione della galleria di Santa Maria di Pozzano. Il primo cittadino, così come è scritto nel programma elettorale, vuole confrontarsi con Anas per fronteggiare la questione traffico. A pesare è la difficoltà di trovare una contromisura adeguata all'incubo traffico lungo la Statale Sorrentina, in particolare nella galleria Santa Maria di Pozzano e all'interno del centro cittadino. Pesa molto il fatto che i mezzi che trasportano merci pericolose siano praticamente costretti a dover transitare all'interno del centro di Vico Equense. Questo aumenta innanzitutto i disagi per la viabilità interna, pesando di molto sull'equilibrio - di per sé già molto precario - della tenuta del dispositivo di mobilità interno. Non va neppure dimenticato che bisogna anche affrontare la questione delle lunghe file che si creano all'imbocco della galleria specialmente nei weekend d'estate.

FONTE http://vicoequenseonline.blogspot.com/

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PENISOLA SORRENTINA NEWS Rinviato il concerto di fine anno del Rotary Sorrento

24 Dicembre 2021, 14:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PENISOLA SORRENTINA NEWS Rinviato il concerto di fine anno del Rotary Sorrento

INSERITO DA MORENA MOTTA “Preso atto dell’attuale evoluzione della emergenza epidemiologica da Covid-19, nonostante l’importante sforzo organizzativo del presidente e dei soci del Club e di una entusiastica adesione del maestro Paolo Olmi e dei giovani artisti della Young Musicians European Orchestra, il Rotary Club Sorrento ha dovuto assumere la decisione di rinviare a data da destinarsi il “Concerto di solidarietà di fine anno” previsto per il 28 dicembre prossimo presso l’Hilton Sorrento Palace”. Lo rendono noto i vertici del sodalizio.

“Con l’auspicio che si creino quanto prima le condizioni per programmare una nuova data per lo svolgimento dell’evento, della quale sarà data ampia comunicazione, il Rotary Club Sorrento porge a tutti i più cordiali auguri di un sereno Natale e di un Felice 2022.

Si precisa, inoltre, che gli inviti già distribuiti varranno per l’ingresso alla prossima esecuzione del concerto che si terrà in primavera, altrimenti potranno essere restituiti. Per ulteriori informazioni si prega di contattare i seguenti numeri: 338 6514249/ 333 4807919”.

FONTE www.sorrentopress.it

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