Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate dice addio allo storico segretario comunale. Si tengono oggi, mercoledì 2 febbraio, alle 15, nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Vimercate, i funerali di Giuseppe Barbieri.
Segretario con 4 sindaci. Originario dell'Emilia Romagna, residente da tempo a Vimercate, era stato alla guida della macchina comunale dalla metà degli anni Settanta alla metà degli anni Novanta, con i sindaci Ottorino Pirovano, Enrico Villa, Andrea Flumiani ed Enrico Brambilla.
Il cordoglio del Comune. "Nella sua ventennale presenza a Vimercate Giuseppe Barbieri ha dimostrato profonda dedizione e interesse verso la città di Vimercate che amava particolarmente - si legge in una nota dell'Amministrazione comunale - L'esperienza maturata a Vimercate gli ha permesso di pubblicare due volumi dal titolo "Vimercate, programmazione economica e territoriale verso gli anni '80". Si tratta di uno degli studi più completi sulla realtà vimercatese prodotti nel dopoguerra con lo scopo di fornire uno studio all'Amministrazione comunale da utilizzare per le scelte politiche e amministrative. Il sindaco di Vimercate Francesco Cereda, l’amministrazione comunale e i dipendenti esprimono il loro cordoglio alla famiglia".
Il riconoscimento consegnatogli vent'anni fa. Nel 2002 l'allora Amministrazione di Enrico Brambilla gli aveva anche attribuito un riconoscimento ufficiale, in occasione della cerimonia di conferimento delle benemerenze civiche, come ringraziamento per la ventennale attività a Palazzo Trotti e l'eredità lasciata.
La famiglia. Giuseppe Barbieri lascia la moglie Fernanda, il figlio Marco con Daniela e i nipoti Margherita, Alessandro e Anna. La famiglia ha chiesto di ricordarlo con donazioni alla Caritas di Vimercate.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ventitrè persone arrestate in flagranza di reato, 800 kg di sostanza stupefacente sequestrata (13 kg di cocaina, 42 kg di marijuana e 745 kg di hashish). Addirittura in un caso, i carabinieri di Monza sono riusciti a fermare nel comune di Pero (MI) un tir con a bordo un carico di 313 kg di hashish opportunamente occultato all’interno di bidoni coperti da aglio e altri prodotti alimentari.
I Carabinieri di Monza Brianza e il Corpo di Polizia Penitenziaria di Milano hanno smantellato una organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti operante nella Nord-Italia e nelle Province di Roma e Forlì-Cesena. Nel corso della notte hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto complessivamente di 31 soggetti di origine straniera. Gli indagati, in alcuni casi, sottraevano la sostanza stupefacente ad altre bande rivali con false perquisizioni qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine. Sequestrati un totale di oltre 640.000 euro e 800 kg di sostanze stupefacenti che, se immesse nel mercato illegale della droga, avrebbero generato un introito di diversi milioni di euro per le casse del mercato della droga.
L’operazione (denominata “Fusion”) dell’Arma monzese, guidata dal comandante provinciale, colonnello Gianfilippo Simoniello, ha riguardato le province di Milano, Forlì-Cesena e Roma. I militari brianzoli, in codelega esecutiva con personale del Nucleo Investigativo Regionale di Milano del Corpo di Polizia Penitenziaria e con il supporto dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri competenti per territorio, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano, hanno dato esecuzione all’ Ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale procura, nei confronti di 8 persone ( di cui 7 sottoposti alla custodia cautelare in carcere e 1 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili a vario titolo di concorso nella detenzione, vendita e commercio ai fini di spaccio di elevati quantitativi di sostanze stupefacenti, detenzione - porto in luogo pubblico di armi di provenienza clandestina e da guerra, riciclaggio, ricettazione, furto e rapine in concorso.
L’indagine è stata avviata dai militari del Nucleo Investigativo nell’ aprile 2017, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, con servizi di osservazione e pedinamento, intercettazioni telefoniche e ambientali alla luce di un altro procedimento penale, condotto sempre dalla Procura meneghina, nell’ambito del quale, il personale del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria su presunti furti in box auto. Dalla cooperazione tra le due forze di polizia, è nato il nuovo procedimento penale che ha consentito di appurare che i furti, oggettivamente riscontrati dalle conversazioni intercettate, non risultassero mai denunciati.
Si è così scoperto che, in realtà, i soggetti che subivano i furti erano dei “pusher” a cui veniva sottratta la sostanza stupefacente. L’evoluzione delle indagini consentiva di appurare che alcuni degli indagati acquisivano informazioni per individuare degli spacciatori da cui rifornirsi, procedendo quindi ad acquistare alcune dosi e, da quel momento, il pusher era oggetto di un vero e proprio pedinamento effettuato anche avvalendosi di gps e microcamere, in maniera tale da individuare il nascondiglio dello stupefacente da rubare successivamente.
Addirittura, nel torinese, non esitavano a presentarsi davanti alla porta dell’abitazione di un pusher e, simulando di essere poliziotti, effettuavano una vera e propria perquisizione domiciliare, sottraendo la sostanza stupefacente da questo detenuta, lasciando il soggetto ammanettato all’interno dell’appartamento. In un’altra occasione, nel pavese, gli indagati, avendo notato una pattuglia dei Carabinieri, occultavano lungo il margine della strada una sacca contenente una pistola con matricola abrasa e delle placche dell’associazione Nazionale Carabinieri, utilizzate per simulare l’appartenenza all’Arma sempre nel corso di furti e rapine a pusher rivali.
L’attività nel suo complesso ha portato a numerosi sequestri di droga nelle province di Milano, Torino, Savona, Pisa, Firenze. La conclusione delle attività investigative ha consentito acquisire elementi di colpevolezza a carico di 81 soggetti, sia italiani che extraUE (perlopiù nord-africani) nei confronti dei quali sono stati mossi complessivamente 186 capi di imputazione. Dei numerosi soggetti indagati, solo 25 sono quelli per cui la Procura di Milano si è dichiarata competente (almeno 60 episodi di spaccio, trasporto e compravendita di sostanze stupefacenti, porto illegale di armi comuni e da guerra), mentre per gli altri soggetti si è in attesa delle determinazioni delle altre procure territorialmente competenti.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un anno fa Amalfi si paralizzò. Era una soleggiata mattina proprio come quest’anno e nessuno avrebbe mai immaginato che le prime ore del giorno, trascorse in modo tranquillo, stavano per trasformarsi in ore di paura e concitazione.
In un attimo coloro che erano in strada furono colti da un improvviso rumore: volgendo i loro occhi verso il rione Vagliendola non poterono credere ai loro occhi: la montagna aveva franato. Grossi massi e detriti avevano non solo invaso la carreggiata della Statale Amalfitana ma erano precipitati anche sul Lungomare dei Cavalieri. In poco tempo il 2 febbraio 2021, quella che doveva essere una giornata come le altre, era diventata la giornata della paura e dell’incredulità.
Immediatamente si mosse la macchina dei soccorsi. Gli amalfitani tutti con gli occhi rivolti verso il rione Vagliendola e verso la chiesa di San Biagio. “Speriamo che non ci sia nessuno sotto le macerie”, questo il primo pensiero di tutti.
E quel giorno, nella disgrazia, San Biagio, di cui ricorre la festività il 3 febbraio, e Sant’Andrea, padre di tutti gli amalfitani, “misero la loro mano”: nessun morto, nessun ferito. Un vero e proprio miracolo.
Da quel giorno, dal ventre aperto della montagna, dai vigili del fuoco che con elicottero e verricello portavano in salvo chi era rimasto bloccato nella propria casa di via Vagliendola dal momento che la frana aveva portato giù anche la strada pedonale, dai numerosi tavoli tecnici in Prefettura, dai lavori di somma urgenza e dalla ricostruzione in tempi record della Statale Amalfitana è passato un anno.
Da un anno a questa parte non c’è amalfitano che non rivolga il proprio sguardo verso la montagna. E proprio dopo un anno dalla frana che il sindaco di Amalfi Daniele Milano ha annunciato che tra poche settimane saranno ultimati i lavori e sarà riaperta via Annunziatella.
Dopo la riapertura di via Annunziatella è previsto un ulteriore intervento di messa in sicurezza che riguarderà una parte del costone che incombe sulla strada statale 163.
“Le opere murarie sono state ultimate – spiega il sindaco Daniele Milano – In questa fase si stanno predisponendo i sottoservizi che saranno realizzato al di sotto del piano di calpestio. Stimiamo di chiudere gli interventi concernenti la stradina nel giro di qualche settimana. Da quel 2 febbraio i vari cantieri e i diversi interventi effettuati sono proseguiti senza sosta. Gli operai hanno lavorato ininterrottamente anche nei weekend”.
A breve dunque via Annunziatella sarà riaperta e, la frana del 2 febbraio 2021 sarà presto solo un doloroso ricordo.
FONTE https://amalfinotizie.it di Ramona Buonocore
INSERITO DA MORENA MOTTA Attimi di panico quelli che si sono vissuti questa mattina a Marano in via Panoramica dove una coppia di coniugi ha iniziato a darsele di santa ragione in strada. Durante la zuffa, è stata allertata anche un’ambulanza del 118 che, una volta arrivata sul posto, e stata presa di mira dai litiganti.
L’infermiera in particolare, è stata ricoperta di insulti e sputi da parte della donna che voleva anche aggredirla fisicamente. Solo l’intervento dei carabinieri ha scongiurato una ulteriore aggressione. I militari infatti hanno provveduto a bloccare la malintenzionata mentre i sanitari sono stati costretti a barricarsi all’interno dell’ambulanza.
INSERITO DA MORENA MOTTA L’episodio si sarebbe ripetuto sull’autobus, anche ieri, lungo il tratto che dalla zona orientale conduce verso il centro di Salerno. Un anziano è stato protagonista di atti osceni – come riporta il quotidiano “La Città” oggi in edicola – sui pullman di linea di Busitalia: l’uomo si sarebbe toccato le parti intime mentre si trovava all’altezza di Pastena. Successivamente si sarebbe avvicinato ad alcune donne presenti sul mezzo con l’intento di palpeggiarle. L’anziano è poi sceso a Torrione.
INSERITO DA MORENA MOTTA Cup chiuso, visite mediche annullate, pazienti infuriati. È quanto accaduto presso l'Asl - Distretto 13 di Maddaloni dove stamani innumerevoli pazienti hanno avuto un'amara sorpresa: il Cup chiuso senza alcun avviso e senza che potessero chiedere spiegazioni.
A causa del disservizio del Centro Unico di Prenotazioni dell'azienda sanitaria locale di via Caudina frotte di pazienti, tra cui anche inabili sono stati costretti ad andarsene senza sottoporsi ad alcuna visita medica. "Non ci possono trattare così,abbiamo prenotato da mesi e ci mandano a casa. La nostra salute non frega a nessuno - hanno rumoreggiato - è uno schifo. Ci sono pazienti disabili che meritano di esser visitati e ci trattano come se non esistessimo qui fuori, come se il nostro diritto alla salute valesse meno di zero".
Sono solo alcune delle considerazioni piene di biasimo dei pazienti che non hanno potuto sostenere alcuna visita specialistica prenotata da mesi. Oltre allo sportello Cup chiuso anche la doppia beffa delle macchinette automatiche per il pagamento guaste da giorni. Alcuni pazienti indignati si sono rivolti ai primi sanitari che incrociavano lungo i corridoi per avere una spiegazione plausibile a tanto disagio. Nessuna risposta. Alcuni si sono offerti di pagare mediante accredito sul conto corrente dell'Asl pur di sostenere la propria visita medica e come risposta hanno ricevuto da alcuni addetti "ma qua non ci sta niente, dovete tornare". Tra l'indignazione e lo sgomento circa cinquanta pazienti e familiari sono stati costretti a lasciare la struttura.
INSERITO DA MORENA MOTTA Quella mancata precedenza li aveva mandati su tutte le furie, ecco perchè il nipote, che viaggiava con il nonno, aveva riempito di botte– secondo la Procura – un automobilista. All'epoca – nel 2019 –, lui aveva 76 anni, l'altro, suo omonimo secondo la migliore tradizione, 27.
Sono stati spediti a giudizio dinanzi al giudice Graziamaria Monaco, dopo una iniziale richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Maria Colucci che riteneva non sussistenti, le condizioni di procedibilità, e contrastata dalla parte offesa, per lesioni aggravate.
Difesi dall'avvocato Salvatore Ermanno, sono stati chiamati in causa per un episodio risalente al 13 settembre di due anni fa, che gli inquirenti hanno così ricostruito. Tutto era accaduto a Grottaminarda, mentre i due imputati percorrevano a bordo di una Toyota Land Cruiser– al volante il più anziano – via delle Viti.
A scatenare il gesto sarebbe stato un dissidio per una precedenza scattato con un 37enne – parte civile con l'avvocato Tullio Tartaglia- che era alla guida della sua auto. Il pensionato avrebbe intimato al malcapitato di fermarsi, il giovane sarebbe sceso dalla macchina e lo avrebbe colpito al volto con un pugno, provocandogli un trauma facciale e la frattura del setto nasale giudicati guaribili in trenta giorni dai medici ai quali aveva dovuto far ricorso.
INSERITO DA MORENA MOTTA Emergenza Coronavirus nella Mensa dei Poveri di Avellino. Quindici persone sono risultate positive al Covid-19. Chiusi dormitorio, cucine e sala mensa; mentre i volontari della Caritas si trovano in isolamento in attesa di sottoporsi al tampone molecolare.
Le 15 persone positive al virus dovevano essere trasferite al Loreto Mare di Napoli per consentire l'attività di sanificazione del centro di accoglienza per i poveri ma ciò non è stato possibile a causa della mancanza di un mezzo di trasporto. Intanto, nella notte, una senzatetto bulgara ha avuto difficoltà respiratorie che hanno reso necessario il trasferimento all'Ospedale Moscati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 13.857 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 104.335 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registrano 27 decessi nelle ultime 48 ore.
Positivi del giorno: 13.857 (*)
di cui:
Positivi all'antigenico: 11.116
Positivi al molecolare: 2.741
(*) I dati tengono conto dell'Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento del Ministero della Salute.
Test: 104.335
di cui:
Antigenici: 79.180
25.155 Molecolari:
Deceduti: 27 (*)
(*) nelle ultime 48 ore; 36 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva occupati: 88Posti letto di terapia intensiva disponibili: 812
Posti letto di degenza occupati: 1.404Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
(*) Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ennesima notte movimentata a Napoli Napoli. Sono due, viaggiano a bordo di un’auto armati di pistola. Verso le 20.30 rapinano in rapida successione due distributori di carburanti a Somma Vesuviana e si danno alla fuga. Partono le ricerche dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna coordinati dalla locale centrale operativa. I militari stanno cercando un’auto in particolare e la trovano. I due rapinatori percorrono le strade di Sant’Anastasia ed i carabinieri li intercettano. Parte l’inseguimento, i fuggitivi non si fermano e speronano più volte le due gazzelle nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Corrono ad alta velocità e l’auto con all’interno i fuggitivi perde il controllo cappottandosi. I carabinieri li bloccano e li arrestano. Si tratta di un 42enne di Ponticelli già noto alle forze dell’ordine e di un 20enne incensurato di Sant’Anastasia. Risponderanno dei reati di rapina, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale in concorso.L’auto sulla quale fuggivano è risultata rubata a Ercolano lo scorso 7 gennaio. All’interno del mezzo i carabinieri trovano e sequestrano due pistole scacciacani, due passamontagna e il bottino delle due rapine, 775 euro. A causa dell’impatto, un brigadiere dell’arma ricorre alle cure mediche ed ora è ancora presso l’ospedale del mare. I due arrestati, rimasti illesi, sono in attesa di giudizio.