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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Platì, 8 anni per la rimozione di una frana: i cittadini stanchi fanno da soli e liberano la strada

12 Marzo 2022, 11:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La frana nei pressi di Platì

INSERITO DA MORENA MOTTA La denuncia dell'agronomo dell'università di Reggio Calabria sulle condizioni della Bovalino-Bagnara: «Uno schiaffo morale allo Stato incapaci di risolvere un problema di viabilità» «Uno schiaffo morale allo Stato e alle sue articolazioni interessate, incapaci di risolvere un problema di viabilità». È il duro sfogo di Alfonso Picone Chiodo, agronomo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, testimone diretto di un esempio di cittadinanza attiva che ha visto protagonisti alcuni cittadini volontari di Platì, impegnati a ripulire un tratto della Bovalino-Bagnara investito otto anni fa da una frana. «La Bovalino-Bagnara – spiega – è una delle arterie più importanti e antiche della nostra provincia. Venne istituita nel 1928, col decreto legislativo n. 112 del 1998 la gestione passò dall’Anas alla Regione Calabria, che ha provveduto al trasferimento dell’infrastruttura (denominata SP 2) al demanio della provincia di Reggio Calabria. Consente di valicare l’Aspromonte mettendo in comunicazione la ionica e la tirrenica». «Nel recente passato si era anche cercato di velocizzare questo collegamento con un traforo che avrebbe dovuto attraversare la montagna ma rimase uno dei tanti progetti sulla carta. Tuttavia, soprattutto per gli abitanti di Platì, consente, in circa 15 km e 600 m di dislivello, un vitale collegamento con i piani di Zillastro, con la dorsale tabulare e con le aree dove si pratica, con fatica, allevamento e agricoltura. La strada, con numerosi e arditi tornanti e alcune gallerie paramassi, è un’arteria di montagna, soggetta a veloce “usura”, vulnerabile per le frequenti cadute di massi e quindi bisognosa di interventi di manutenzione costanti e importanti. Ma ciò avveniva sempre più raramente tanto che alcuni tratti erano divenuti una pista. I platioti, comunque, dopo le iniziali rimostranze, si erano rassegnati rischiando anche la vita su quel tracciato divenuto così pericoloso ma necessario». Tutto ciò sino a quando 8 anni fa una frana di notevoli proporzioni, staccatasi da Puntone di Pendola, l’ha resa definitivamente intransitabile. Alle accese proteste seguirono da parte degli Enti competenti promesse di provvedimenti risolutori ma, in un continuo rinvio, non si ebbe alcun intervento. Ma la pazienza dei platioti ha un limite e, pochi mesi fa, hanno deciso di fare da sé. Autofinanziandosi, mettendo a disposizione uomini, mezzi e strumenti hanno ripristinato il tratto di strada franato. «Prima dell’intervento – spiega Picone Chiodo – ero passato a piedi sul bordo della frana che si spalancava su di una enorme voragine e c’era da aver paura, come si può vedere dalle immagini. Va quindi riconosciuto ai platioti il coraggio nell’affrontare un obiettivo che chiunque avrebbe ritenuto impossibile da raggiungere e per il quale sono state necessarie competenze tecniche elevate». «I platioti hanno infatti accolto l’invito di Umberto Zanotti Bianco, di circa un secolo fa. In una delle sue visite ad Africo, alle lamentele degli africoti per la mancanza di un ponte sull’Aposcipo, esclamò: “… ma che tra tutti i milleottocento quanti siete non si siano trovati dieci, venti uomini di buona volontà disposti a tagliare nei vostri boschi qualche albero d’alto fusto per … fare una passerella, questo è per me incomprensibile”. Trattandosi di un intervento non autorizzato la strada risulta ufficialmente chiusa. Ma si sa, in Italia, di cose strane ve ne sono tante» ha concluso l’agronomo reggino. https://www.lacnews24.it/cronaca/plati-8-anni-per-la-rimozione-di-una-frana-i-cittadini-stanchi-fanno-da-soli-e-liberano-la-strada-_151574/

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SICILIA NEWS A Marsala una classe con 22 figli di pregiudicati

12 Marzo 2022, 11:36am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA La vicenda è emersa nel corso delle audizioni sulla condizione dei minori in Sicilia dell'antimafia regionale Una intera classe di prima elementare a Marsala composta da alunni che sono tutti figli di pregiudicati. A segnalarlo alla commissione regionale Antimafia, che ha chiuso dopo otto mesi di audizioni un’inchiesta sulla condizione dei minori in Sicilia, è stato Salvatore Inguì, direttore dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Palermo. Inguì era stato sentito in audizione dall’Antimafia il 14 settembre dell’anno scorso. «Mi ha chiamato la settimana scorsa un insegnante e mi ha fatto un elenco di bambini. Mi chiedeva se io li conoscessi. Li conoscevo tutti, me ne ha elencati ventidue. Qual è la caratteristica di questi bambini? Che sono tutti figli di soggetti con gravi pregiudizi penali. Io ho detto: "Ma perché mi fai questo elenco?". Guarda caso tutti questi bambini sono in una sola classe elementare, iniziano la prima elementare ed hanno messo in questa classe solo bambini di questo tipo». Secca la replica del presidente della Commissione Claudio Fava, come emerge dalla relazione finale approvata all’unanimità: «Forse questa è una cosa che merita di essere rapidamente segnalata perché mi sembra l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare il messaggio educativo e di comunità di una scuola. Soprattutto in una realtà, come quella siciliana, in cui il disagio sociale dei minori diventa la più formidabile occasione di reclutamento malavitoso. È importante capire se questo precedente sia un caso isolato o se piuttosto nelle periferie delle città siciliane la scelta di costruire classi ghetto dove ammassare i figli di genitori pregiudicati o reclusi sia una traccia non episodica. Sarebbe il segno di una sorta di rassegnazione istituzionale al destino già segnato di quei ragazzi e al contesto sociale in cui crescono». E Stefano Suraniti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, sentito dall’Antimafia il 12 ottobre dell’anno scorso, ha argomentato così: «Nella formazione delle classi tutte le scuole adottano dei criteri che sono poi quelli di creare classi al loro interno eterogenee. In alcune scuole però questo obiettivo è difficilmente raggiungibile perché probabilmente siamo nella condizione in cui c'è una più alta percentuale con svantaggio socio-economico, quindi nelle periferie ci può essere una maggiore incidenza di famiglie in difficoltà o di fatto assenti. E dove c'è una più alta incidenza di disagio e questo ovviamente incide anche sulla formazione, nel senso che sono classi più complesse da gestire. Ciò non toglie naturalmente che i nostri docenti abbiano gli strumenti relazionali, comunicativi ed anche didattici per cercare di gestire una classe complessa: ciò non toglie che il successo formativo di quella classe o di una parte della classe non è detto che sia raggiunto, proprio perché ci sono delle dinamiche esterne che influenzano il rendimento». Ma Anna Maria Alagna, dirigente scolastica dell'istituto Sturzo Asta di Marsala, finita nell'occhio del ciclone, non ci sta e annuncia querele: "In merito alle notizie diffuse sulla stampa “sulla classe ghetto a Marsala”, nella quale sarebbero iscritti ben ventidue bambini, figli di pregiudicati, intendo - ha scritto in una nota - annunciare che ho già adito le vie legali, a difesa del buon nome dell’Istituzione scolastica di cui sono Dirigente, del gruppo di lavoro che si occupa di formare le classi nel rispetto di obiettivi e deliberati criteri, oltre che mio personale, per querelare tale signor Inguì per le dichiarazioni false, tendenziose e prive di fondamento rese alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. Non si comprende da quali fonti l’Inguì abbia tratto le false informazioni che tanto discredito gettano su una scuola che, pur insistendo in un quartiere popolare, non è annoverata tra le 9 scuole dell’ambito 28 della provincia di Trapani destinatarie di interventi contro la dispersione scolastica, al contrario vanta una storia di successi educativi testimoniati dai numeri crescenti di iscrizioni. E’ appena il caso di ricordare che la scuola, ogni scuola, svolge una essenziale e instancabile azione educativa e di aperto contrasto ad ogni forma di illegalità. Per questo chiederò al presidente Fava di essere audita in Commissione dove sarà facile dimostrare, carte alla mano, l’infondatezza delle affermazioni di Inguì che per questa azione diffamatoria e calunniosa dovrà rispondere nelle sedi opportune. Altresì è mio dovere intraprendere ogni altra azione in autotutela nei confronti del docente che ha incautamente scatenato questa bufera mediatica, che se da un lato si abbatte sulla scuola, dall’altro servirà a fare chiarezza anche in merito alle procedure trasparenti e corrette con le quali si formano le classi. Di tutta la vicenda saranno informati gli organi scolastici territoriali e regionali”. FONTE LA SICILIA

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SEZ. RICETTE Gnocchetti di carota con salsa ai porcini

12 Marzo 2022, 11:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI EMANUEL ZUPPARDO

Gnocchetti di carota con salsa ai porcini, mazzancolle e maggiorana: ecco la nuova ricetta dello chef Luciano Vigliotti del ristorante 'Samnium' di Paolisi, in provincia di Benevento

 

Ingredienti
Preparazione
  1. Pelare le carote e tagliarle a pezzi. Sbucciare la cipolla e tagliare a julienne, appassire in casseruola con olio Extravergine, aggiungere i pezzi di carota e far cuocere a fuoco lentissimo con il coperchio, girare spesso e se c’è bisogno aggiungere un mezzo bicchiere di acqua, cuocere in modo da ottenere una sorta di crema dopo frullare alla massima velocità. Versare la crema in un passino o uno straccio e lasciare tutta la notte in frigorifero.

  2. Il giorno dopo versare la purea nel bimby con i tuorli, l’olio Extravergine ed il parmigiano, mescolare 20 secondi a velocità 5 e poi aggiungere alla fine il sale, la fecola e la farina, far girare pochi secondi il tempo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati, a questo punto mettere in una sacca a poche e fare gli gnocchetti uno alla volta direttamente nell’acqua calda. Appena salgono a galla si possono mantecare direttamente con la salsa oppure raffreddarli in acqua e ghiaccio e asciugarli bene su uno strofinaccio in modo da utilizzarli quando ci serviranno.

  3. Pulire le mazzancolle lasciando solo la polpa e mettere da parte, preparare a questo punto la bisque facendo rosolare le teste con del sedano carota e cipolla, aggiungere un pomodoro a pezzettoni, bagnare con il vino bianco ed aggiungere acqua. Far cuocere 20 minuti e filtrare. 

  4. Per la salsa far scaldare l’olio e mettere i porcini a tocchetti, far rosolare e bagnare con un pò di brodo di pesce fatto precedentemente con le teste di gamberi, aggiungere gli gnocchi calati in acqua bollente e salata e mantecare aggiungendo i pezzetti di mazzancolla e la maggiorana tritata, legare con un filo d’olio e parmigiano. Impiattare a piacere facendo attenzione a non rompere gli gnocchi morbidi.

Chef Luciano Vigliotti OTTOPAGINE

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE È la vigilia di Avellino-Palermo, rosanero senza l'ex Fella Baldini recupera Crivello, ma non ci saranno l'attaccante, Accardi e lo squalificato Perrotta

12 Marzo 2022, 11:28am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

e la vigilia di avellino palermo rosanero senza l ex fella

 INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Domani, con calcio d'inizio alle 14.30, l'Avellino ospiterà il Palermo e i rosanero raggiungeranno l'Irpinia senza l'ex, Giuseppe Fella. L'attaccante non è nella lista dei convocati diramata da Silvio Baldini per la gara del "Partenio-Lombardi" a causa di un problema al ginocchio destro e di un trauma contusivo distorsivo precedente. Niente Avellino anche per Andrea Accardi: il difensore centrale non sarà a disposizione del tecnico a causa di una gastroenterite virale. Baldini recupera Roberto Crivello, di nuovo in gruppo già nella giornata di ieri e che ha superato la lesione del gemello mediale del polpaccio destro. Nel reparto difensivo della squadra siciliana mancherà Marco Perrotta. L'altro ex biancoverde sconterà il turno di squalifica, determinato dal giallo rimediato nella gara vinta contro la Vibonese. Avellino-Palermo, i convocati del club rosanero Portieri: Massolo, Pelagotti. Difensori: Buttaro, Doda, Crivello, Giron, Lancini, Marconi, Somma. Centrocampisti: Dall'Oglio, Damiani, De Rose, Luperini, Odjer, Valente. Attaccanti: Brunori, Felici, Floriano, Silipo, Soleri. di Carmine Quaglia OTTTTTOPAGINE

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NAPOLI NEWS Guerra a Forcella, il figlio di Giuliano picchiato in strada:«Tu si o figl ro nfam»

12 Marzo 2022, 11:23am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Guerra a Forcella, il figlio di Giuliano picchiato in strada:«Si o figl ro  nfam»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una guerra infinita. Quella combattuta nei vicoli del ‘ventre molle’ di Napoli, quella casbah che fu regno incontrastato dei Giuliano, cognome legato a doppio filo a Forcella e alle tensioni criminali che in tutti questi anni hanno dominato il quartiere. Ieri un nuovo capitolo di questa ‘saga’ intrisa di sangue e paura con la custodia cautelare in carcere disposta dalla Procura di Napoli per Domenico De Martino ‘a caciotta’ e Alessio Vicorito. Il gip ha invece disposto i domiciliari per Mario Giarnieri e Raffaele Cella mentre per Raffaele Giuliano l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nelle oltre 170 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Leda Rossetti c’è tutta la ricostruzione dello scontro tra gruppi rivali e dell’odio montante tra il gruppo riconducibile a De Martino e quello capeggiato invece da Giuliano junior.L’aggressione nel centro scommesse a Forcella contro lo zio del ras De Martino Una guerra caratterizzata da stese e pestaggi come quello che vide soccombere lo zio di De Martino, aggredito nell’Eurobet di via Pietro Colletta da Raffaele Giuliano e da Francesco Errichelli (che risulta indagato). L’uomo finì in ospedale dove fu poi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico visto che dall’occhio destro non vedeva più. Ascoltato dagli inquirenti dichiarò di non aver riconosciuto i suoi aggressori spiegando di esser stato assalito alle spalle:«Sono legato da vincoli di parentela con De Martino Pasquale detto “‘a’ caciotta” poiché ha contratto matrimonio con mia sorella. So che mio cognato ha avuti problemi con la giustizia ma di questo non me ne sono mai interessato. Conosco Raffaele Giuliano figlio di “‘o montone” poiché è del quartiere ma con lui non ho alcun rapporto. Come voi mi chiedete non so dirvi se sia stato lui ad aggredirmi poiché, come ho detto prima, sono stato colpito alle spalle e poi ho solo pensato a ripararmi». La vendetta di De Martino contro Giuliano junior La vendetta di De Martino non si è però fatta attendere e nel febbraio del 2018 Raffaele Giuliano (cugino omonimo di Raffaele) fu bloccato in strada e picchiato violentemente dal ras, indicato dalla Procura come vicino al gruppo Contini. Lo stesso Giuliano junior (figlio del collaboratore di giustizia Guglielmo) ascoltato dopo l’aggressione dichiarò:«Ho incontrato in strada delle persone che conosco, erano fermi vicino al chioschetto all’angolo con la via Pietro Colletta, questi si avvicinavano a me e mi riconoscevano subito, indicandomi come ,figlio di un pentito, difatti in dialetto napoletano mi dicevano “Tu si o figl ro nfam”, e mi colpivano violentemente con dei colpi al volto e al corpo, facendomi rovinare al suolo. Mi riprendevo e cercavo di scappare in direzione del Vico dei Travi, ove venivo raggiunto da tre degli autori dell’aggressione, sopraggiunti a bordo di due motocicli, che continuavano ad aggredirmi e nella circostanza rovinavamo al suolo, procurandomi altre ferite, in particolare al naso, procurandomi la fuoriuscita di sostanza ematica. Subito dopo gli aggressori si allontanavano in direzione di Forcella lasciandomi al suolo. Ho riconosciuto delle quattro persone solo due, Armando Tubelli e Mimmo De Martino».

STEFANO BITONDO INTERNAPOLI 

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Enzo ucciso nella discoteca a S. Antimo per uno schizzo di champagne: chiesta la conferma l’ergastolo per Annunziata e Mango

12 Marzo 2022, 11:19am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Al tribunale l'udienza è online: giudici e avvocati collegati da remoto -  ilGiornale.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stamattina, dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli, presidente Barbarano, si è celebrato il processo a carico di Gianluca Annunziata e Mango Luigi, accusati e condannati in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Vincenzo Priore ed il tentato omicidio Barretta. Il Procuratore generale ha chiesto di confermare la condanna all’ergastolo mentre il collegio difensivo (composto dagli avvocati Dario Carmine Procentese, Domenico dello Iacono e Claudio Davino) hanno provato a smontare il quadro probatorio composto prevalentemente dalle dichiarazioni di ben otto collaboratori di giustizia, nell’ordine lo rosso Carlo lo Russo antonio, Ambra Giuseppe, Riccio Pasquale, Covelli Luca, Esposito Claudio, De Simini Antonio e Torre Mariano i quali hanno concordemente attribuito la responsabilità dell’efferato crimine ad Annunziata e Mango. Ad irrobustire il quadro accusatorio le intercettazioni a carico di Marino Pasquale noto come ‘o limone, fratello di Brandi Vincenzo. un ras del clan Abete-Abbinante-Notturno. Secondo la ricostruzione operata dalla pubblica accusa, a seguito di una banale lite avvenuta in discoteca tra esponenti del Clan Licciardi e del clan Lo Russo a suon di bottigliate, i rampolli del clan Lo Russo avrebbero deciso di proseguire l’opera recandosi nella Masseria Cardone, noto feudo del Clan Licciardi e di colpire mortalmente, Vincenzo Priore e di ferire con un proiettile alla testa Barretta Giuseppe. La sentenza è prevista per il prossimo sei aprile. L’omicidio è avvenuto il 15 novembre 2012, all’epoca dei fatti erano tutti giovanissimi: Quella sera nella discoteca Remake di Sant’Antimo ragazzi appartenenti alla famiglia Licciardi stavano festeggiando a dei tavoli posti al piano inferiore della discoteca. Al piano superiore c’erano altri ragazzi, legati ai Lo Russo e ad un certo punto i mianesi avrebbero iniziato a lanciare champagne di sotto provocando la reazione dei primi. Ne nacque una colluttazione poi sfociata in rissa all’esterno del locale. Non finì là perchè quelli di Miano vollero vendicarsi andando a sparare addirittura nella Masseria Cardone, ‘roccaforte’ dei Licciardi. Quell’episodio, su cui all’epoca calò una cappa di omertà, ricostruito negli anni grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia come Antonio Accurso che ha rivelato:«Ho saputo che un ragazzo è stato ucciso da ‘uno di Miano’ ma non per una questione di camorra ma per una lite scoppiata in discoteca. Ho saputo anche che c’è stata una mediazione tra i clan nel senso che non c’è stata la risposta a questo omicidio da parte della Masseria Cardone benchè in quella discoteca ci fosse anche…..Ci fu solo un po’ di tensione visto che un ragazzo di Miano era andato a sparare nella Masseria Cardone». FONTE ANTONIO MANGIONE INTERNAPOLI

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Caro carburanti, stop del governo allo sciopero: autotrasportatori sardi in rivolta

12 Marzo 2022, 11:11am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Autotrasportatori contro il caro gasolio: stop ai rincari o sarà blocco -  Economia & Lavoro - TGR Lombardia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA SASSARI. La Commissione di garanzia per gli scioperi ha vietato lo sciopero nazionale annunciato per il 14 marzo da Trasportounito, una delle associazioni di categoria scesa in campo contro i pesanti rincari del prezzo dei carburanti. Ma gli autotrasportatori sardi hanno deciso di manifestare lo stesso, con la solidarietà di agricoltori e allevatori. LA NUOVA SARDEGNA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Salute, Nuorese e Oristanese dicono basta al duopolio Nord-Sud: in piazza medici e infermieri

12 Marzo 2022, 11:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA In massa a Oristano per protestare contro lo smantellamento in corso della sanità territoriale ORISTANO. È cominciata la manifestazione in difesa della sanità della Sardegna centrale. In piazza Roma a Oristano si sono radunati comitati, associazioni, politici locali e tanti altri cittadini provenienti da tutto l'Oristanese e dalla provincia di Nuoro per protestare contro lo smantellamento della sanità territoriale e contro il duopolio Nord-Sud che sta escludendo tutta la Sardegna centrale dalla gestione della sanità. I problemi sono molteplici e toccano sia gli ospedali che la medicina territoriale e ancora la medicina di base. LA NUOVA SARDEGNA

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TOSCANA NEWS A fuoco grande ex fabbrica di ceramiche / Intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme

12 Marzo 2022, 11:03am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Pontassieve, incendio all'ex fabbrica di ceramiche Brunelleschi

INSERITO DA MORENA MOTTA I vigili del fuoco del comando di Firenze sono intervenuti nella serata di ieri, venerdì, in località Le Sieci, Pontassieve, per un incendio che ha coinvolto l'ex fabbrica di ceramiche "Brunelleschi". L'incendio ha coinvolto materiale vario presente all'interno del primo piano della fabbrica, per fortuna senza coinvolgere nessuna persona. L'intervento si è concluso poco dopo le 23. Ancora da accertare le cause che hanno scatenato le fiamme. FIRENZETODAY

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LOMBARDIA NEWS MONTENAPOLEONE / VIA DELLA SPIGA Incendio via della Spiga, stabile ma in gravi condizioni Tomaso Bracco

12 Marzo 2022, 10:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA L'uomo, 51 anni, è rimasto gravemente intossicato nel rogo scoppiato all'interno del suo appartamentoRimane stabile ma in condizioni gravi Tomaso Renoldi Bracco, rimasto seriamente intossicato e ustionato nell'incendio scoppiato nella mattinata di venerdì 11 marzo nel suo appartamento al secondo e terzo piano di via della Spiga 36. L'uomo, 51 anni, era stato rinvenuto in arresto cardiocircolatorio dai soccorritori del 118, dopo che i vigili del fuoco lo avevano estratto, non senza fatica, dalla sua camera da letto. 

Bracco - ex gallerista, oggi nella governance del omonimo colosso farmaceutico e nipote di Diana Bracco, presidente del gruppo - versa in condizioni molto gravi, come fanno sapere dall'ospedale Niguarda dove è ricoverato, soprattutto a causa del fumo inalato. Diverse anche le ustioni riportate. Dopo essere stato soccorso dal personale di Areu, Bracco era stato trasportato in ospedale in codice rosso che con manovre di rianimazione in corso.

L'incendio era scoppiato al secondo piano della palazzina in una camera da letto. In casa, oltre al 51enne, erano presenti anche il cuoco e la collaboratrice domestica che vivono con lui, i quali però si sarebbero trovati in altre stanze e una volta accortisi che la casa era satura di fumo, sarebbero riusciti a guadagnare l'uscita, dando l'allarme al 112 non appena fuori in strada.

In corso gli accertamenti dei carabinieri per fare luce sulle cause del rogo, che, come riferito dai vigili del fuoco, si è propagato molto rapidamente, portando a livelli altissimi la temperatura in tutta la casa. Fortunatamente, le fiamme sono state domate e non hanno toccato altri appartamenti oltre a quello del ferito.

"Io mi trovavo al piano di sopra con il cane - ha raccontato la collaboratrice domestica, una ragazza di origine sudamericana - quando ho sentito una porta sbattere. Sono scesa di sotto e la casa era piena di fumo. Con il cuoco siamo usciti in strada e abbiamo chiamato aiuto". 

ELEONORA DRAGOTTO MILANOTODAY

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