Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA BARI, 13 MAR - A Bari le occupazioni abusive delle case popolari potrebbero avere "il supporto di individui criminali sistematicamente organizzati o perfino registi nelle assegnazioni". Ne è convinta la Polizia locale del capoluogo pugliese che ha in corso verifiche sulle occupazioni abusive di alloggi comunali o di proprietà di Arca Puglia, 'Agenzia regionale per la casa e l'abitare'. Nel 2021 sono state 69 le informative di reato per occupazioni abusive di alloggi pubblici inviate all'autorità giudiziaria, con 91 persone denunciate e quasi la metà degli alloggi occupati immediatamente liberato e restituito agli assegnatari o all'ente proprietario. L'ultimo episodio risale a qualche giorno fa. Il nucleo di polizia giudiziaria degli agenti municipali è riuscito a recuperare un appartamento di cinque vani nel quartiere Japigia, che una 30enne - poi denunciata - aveva occupato abusivamente, nonostante l'immobile fosse già occupato da una anziana donna regolare assegnataria, momentaneamente ospite dei figli. L'occupazione è avvenuta rompendo la porta di ingresso blindata con fiamma ossidrica e disco flessibile per il taglio, "ad attestare - dice la Polizia locale - che questo genere di attività illecite spesso non avviene con una azione improvvisata di gente disperata ma solo grazie al supporto delinquenziale, non disinteressato, di altri soggetti professionalmente dediti a tali azioni illecite". L'appartamento recuperato è stato affidato ad Arca Puglia che ha provveduto alla assegnazione ad una famiglia bisognosa, in quanto l'anziana assegnataria ha comunicato la rinuncia perché presa in assistenza dai propri familiari, "ma probabilmente - evidenziano gli investigatori - anche spaventata dagli accadimenti delinquenziali". (ANSA).
INSERITO DA MORENA MOTTA Oggi 13 marzo (ore 11.00) si terrà a Roma una manifestazione in sostegno alla Corsica e sue rivendicazioni. Apartitica e apolitica, è organizzata da cittadini italiani che intendono esprimere solidarietà con i còrsi. Ecco i dettagli inviati da uno degli organizzatori di questa manifestazione.
MANIFESTAZIONE A ROMA PER LA CORSICA
Domenica 13 marzo ore 11.00 si terrà a largo di Torre Argentina angolo Via S. Nicola de’ Cesarini una manifestazione di solidarietà e sensibilizzazione alle istanze storicamente espresse dal popolo Corso ed oggi nuovamente riproposte. É una manifestazione apartitica e apolitica organizzata da cittadini Italiani che hanno a cuore le richieste di libertà e di giustizia dei fratelli Corsi e le sorti della Corsica. Previsto uno striscione con un messaggio coerente con le rivendicazioni di diritti civili per il popolo Corso che dal 1768 difende la propria identità e ne chiede alla Francia il riconoscimento.
In questi giorni in Corsica si susseguono manifestazioni di protesta contro lo stato francese come da anni non si vedevano sull’isola. Questa volta la miccia è partita a seguito del tentato omicidio ai danni di Yvan Colonna nazionalista Corso nel carcere di Arles, ad opera di uno Jihadista a seguito del quale 15.000 persone hanno sfilato per le vie di Corti l’antica capitale dell’isola con in testa gli studenti. Di seguito a Calvi, Ajaccio, Portovecchio la gente è scesa in strada. La risposta delle autorità francesi è stata violenta e repressiva con lo schieramento del CRS il corpo di polizia anti sommossa addestrato alle tecniche di antiguerriglia. Le immagini diffuse testimoniano la violenza. L’iniziativa del 13 marzo è intesa anche come stimolo ai media italiani per iniziare a trattare la questione Corsa del tutto ignorata sulla stampa nazionale.
I Corsi chiedono da sempre il riconoscimento della propria identità, la liberazione dei prigionieri politici, l’ufficializzazione del bilinguismo (come da noi in Valle d’Aosta e in Alto Adige) oggi pervicacemente negati dalla Francia.
Con questo gesto di aperta solidarietà siamo a sperare che lo stato francese e il popolo corso con tutte le sue rappresentanze trovino una nuova strada di dialogo efficace che porti a risultati concreti nella ridefinizione dei rapporti tra lo Stato e la Corsica, degni del millennio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'iniziativa di un uomo che protesta contro la guerra innescata dal suo paese: "Mi sono rivolto a un legale per rinunciare alla cittadinanza e diventare apolide"SASSARI. Pacifista convinto, in netto contrasto con le scelte politiche del suo Paese, un 50enne russo che da anni vive e lavora a Sassari si è rivolto a uno studio legale: «Voglio rinunciare alla cittadinanza russa. Cosa devo fare?». Una richiesta certamente singolare quella arrivata all’avvocato Giuseppe Onorato (esperto di diritto internazionale) ma che nel periodo storico che stiamo vivendo assume un significato emblematico. «Nel mio piccolo – ha detto l’uomo al legale – voglio esprimere in questo modo la massima forma di protesta e contestazione verso l’attuale dirigenza del mio Paese. Una posizione politica che aborro, incompatibile con la mia e nella quale non mi riconosco». Tecnicamente rinunciare alla cittadinanza è possibile, l’uomo diventerà a tutti gli effetti un apolide e chiederà asilo in Italia. LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In Toscana sono 892.918 i casi di positività al Coronavirus, 4.243 in più rispetto a ieri (1.329 confermati con tampone molecolare e 2.914 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 855.820 (95,8% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 6.958 tamponi molecolari e 20.405 tamponi antigenici rapidi, di questi il 15,5% è risultato positivo. Sono invece 7.272 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 58,3% è risultato positivo. Attualmente positivi e ricoveri Gli attualmente positivi sono oggi 27.881, +5,4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 685 (1 in meno rispetto a ieri), di cui 41 in terapia intensiva (1 in meno). Purtroppo, oggi si registrano 15 nuovi decessi: 10 uomini e 5 donne con un'età media di 82,3 anni (2 a Firenze, 5 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 1 a Lucca, 3 a Pisa, 1 a Grosseto). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione. L'età media dei 4.243 nuovi positivi odierni è di 39 anni circa (23% ha meno di 20 anni, 24% tra 20 e 39 anni, 29% tra 40 e 59 anni, 16% tra 60 e 79 anni, 6% ha 80 anni o più). I nuovi casi divisi per provincia Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (1.329 confermati con tampone molecolare e 2.914 da test rapido antigenico). Sono 258.213 i casi complessivi ad oggi a Firenze (865 in più rispetto a ieri), 66.115 a Prato (127 in più), 74.001 a Pistoia (206 in più), 41.464 a Massa Carrara (218 in più), 90.965 a Lucca (545 in più), 101.956 a Pisa (458 in più), 76.181 a Livorno (423 in più), 80.988 ad Arezzo (505 in più), 58.599 a Siena (505 in più), 43.881 a Grosseto (391 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 1.248 i casi riscontrati oggi nell'Asl Centro, 1.594 nella Nord Ovest, 1.401 nella Sud est. La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 24.180 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 22.399 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Firenze con 25.862 casi per 100.000 abitanti, Pistoia con 25.496, Prato con 24.924, la più bassa Grosseto con 20.143. Complessivamente, 27.196 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.435 in più rispetto a ieri, più 5,6%). Sono 5.595 (251 in più rispetto a ieri, più 4,7%) le persone, anch'esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 804, Nord Ovest 2.171, Sud Est 2.620). Le persone ricoverate sono complessivamente 685 (1 in meno rispetto a ieri, meno 0,1%), 41 in terapia intensiva (1 in meno rispetto a ieri, meno 2,4%). Le persone complessivamente guarite sono 855.820 (2.794 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 0 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all'infezione e 855.820 (2.794 in più rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo. Sono 9.217 i deceduti dall'inizio dell'epidemia cosi ripartiti: 2.918 a Firenze, 779 a Prato, 836 a Pistoia, 614 a Massa Carrara, 862 a Lucca, 977 a Pisa, 672 a Livorno, 626 ad Arezzo, 476 a Siena, 338 a Grosseto, 119 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 249,6 per 100 mila residenti contro il 264,4 per 100 mila della media italiana (10° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (323,4 per 100 mila), Prato (293,70 e Firenze (292,3 ), il più basso a Grosseto (155,2). FIRENZETODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODADa giovedì 10 marzo anche a Monza e in Brianza si può tornare a far visita ai pazienti ricoverati in ospedale. L'Asst Brianza, in seguito alle nuove disposizioni di Regione Lombardia e la delibera di giunta, ha specificato le modalità di visita. Potrà accedere un unico visitatore al giorno, in possesso di green pass booster (rilasciato dopo la somministrazione della dose di richiamo successiva al completamento del ciclo vaccinale primario) oppure di green pass rafforzato (rilasciato in seguito al completamento del ciclo vaccinale primario e dell’avvenuta guarigione), unitamente ad un tampone antigenico o molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’accesso. Il tempo di permanenza consentito è di 45 minuti al giorno. La fascia oraria di ingresso, fatto salvo diversi accordi con il personale sanitario dei reparti, è dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 18.30 alle 19.30. All’Ospedale Pio XI di Desio la fascia oraria di accesso alle degenze è compresa tra le 16.30 e le 19.30. Non potranno invece accedere per le visite ai degenti i possessori di green pass “base”, ottenuto cioè dopo tampone nasofaringeo negativo per la ricerca di SARS CoV 2 ad eccezione però degli accompagnatori di paziente minore, donna in gravidanza, anche nella fase di travaglio/parto e post partum, utente/paziente ultraottantenne allettato, con barriere linguistiche, con riconoscimento di grave disabilità o in condizioni di fine vita.Jess. Sign. MONZATODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quella guida un po' anomala lo ha tradito. Infatti i carabinieri lo hanno fermato insospettiti da quell'andatura a tratti nervosa. Pensavano che avesse alzato il gomito, ma poi hanno scoperto che l'uomo stava trasportando 4 kg di droga. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi lungo la Strada statale 35 in direzione di Milano. Una gazzella dei carabinieri della sezione radiomobile di Seregno, insospettita da quell'auto, l'ha fermata. I militari pensavano che l'autista avesse bevuto troppo. Controllati i documenti hanno scoperto che alla guida c'era un uomo di 51 anni di Cinisello Balsamo, già noto alle forze dell'ordine per furto e detenzione di droga ai fini dello spaccio. I militari hanno perciò deciso di eseguire ulteriori controlli e hanno scoperto che nel baule dell'auto aveva 4 kg di hashish. L’uomo è stato quindi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, trasferito e trattenuto nella caserma di Seregno. Il giorno dopo l'udienza in tribunale che ha convalidato l'arresto, e il processo per direttissima che ha confermato gli arresti domiciliari. MONZATODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Anche se a macchia di leopardo i consumatori fanno incetta di olio di semi, acqua e pasta. Scaffali vuoti a Castiglione. Code in alcuni supermercati e alcuni distributori MANTOVA. La paura di veder aumentare a dismisura i prezzi della spesa che facciamo tutti giorni la proviamo tutti. In tanti hanno anche il timore di veder sparire dagli scaffali prodotti come l’olio di mais, la farina, la pasta e tutto ciò che può dipendere dallo stop delle importazioni da Ucraina e Russia per la guerra in corso. NICOLA CORRADINI LA GAZZETTA DI MANTOVA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Scoperte le case a ‘luci rosse’ a Giugliano, appuntamenti online con donne sudamericane. I carabinieri della Stazione di Varcaturo, durante uno dei servizi di contrasto allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione organizzati nelle ultime settimane, hanno denunciato 3 persone del posto che, a vario titolo, avevano fittato appartamenti di loro proprietà per farne case di appuntamento. Nelle abitazioni i militari hanno identificato alcune donne, tutte di origine sudamericana, e rinvenuto materiale utilizzato durante le prestazioni sessuali offerte previo pagamento. Le donne, hanno accertato i Carabinieri, adescavano i clienti grazie annunci pubblicati su siti internet specializzati Nelle abitazioni i militari hanno identificato alcune donne, tutte di origine sudamericana, e rinvenuto materiale utilizzato durante le prestazioni sessuali offerte previo pagamento. Le donne, hanno accertato i Carabinieri, adescavano i clienti grazie annunci pubblicati su siti internet specializzati Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Tenenza di Melito di Napoli hanno, nella mattinata odierna, dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord a carico di cinque persone residenti nei Comuni di Caivano e Giugliano in Campania, tutte indagate per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento ed agevolazione della prostituzione e, in concorso con altre nove persone vario titolo coinvolte nelle indagini, per una pluralità di reati-fine di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le indagini, iniziate a seguito di una segnalazione pervenuta nell’agosto 2019 e relativa all’esistenza di una abitazione utilizzata per l’esercizio della prostituzione, sono state condotte anche attraverso attività tecniche di intercettazione audio e video, nonché mediante il monitoraggio delle autovetture in uso agli associati. In tal modo è stato possibile delineare un grave quadro indiziario a carico dei predetti indagati, consentendo di ricostruire l’intera organizzazione criminale dedita allo sfruttamento delle prostitute collocate all’interno di abitazioni situate nelle Province di Napoli e Caserta, precisamente nei Comuni di Melito di Napoli, Giugliano in Campania, Napoli, Aversa, Orta di Atella, Gricignano di Aversa. I fini dell’associazione sono stati perseguiti dagli indagati attraverso una precisa diversificazione dei ruoli. Tra le cinque persone destinatarie del provvedimento cautelare figurano in particolare due sorelle, una delle quali col ruolo di promotrice ed organizzatrice dell’associazione. Gli associati gestivano i proventi della prostituzione lasciando alle prostitute solo la quota individuata come alle stesse spettante, quantificata nella misura del 50% del guadagno complessivo. Le due sorelle coordinavano l’attività degli altri partecipi, ognuno con compiti ben precisi, tra i quali quelli finalizzati a raggiungere un maggior numero di clienti mediante pubblicazione di annunci online, quello di offrire supporto tecnico alle prostitute per migliorare le immagini abbinate ai profili presenti nei vari annunci, quello di fornire indicazioni circa le più efficaci modalità di approccio telefonico col cliente in modo da far divenire sempre più assidue le visite dei clienti stessi presso le abitazioni. Ancora, uno degli associati curava il periodico spostamento delle prostitute da una casa all’altra e vigilava presso una delle abitazioni per evitare che potessero insorgere problematiche con la clientela. Le prostitute, tutte di nazionalità straniera, venivano collocate dagli associati all’interno degli immobili di volta in volta reperiti per essere destinati all’attività illecita ed attrezzati proprio per le esigenze legate al meretricio. A seconda della tipologia di prestazione richiesta e della zona di provenienza del cliente, quest’ultimo veniva indirizzato, principalmente dalle due sorelle, verso l’una o l’altra abitazione. Quando il cliente non conosceva a sufficienza la zona da raggiungere gli venivano fornite, a mezzo telefono, dettagliate informazioni utili a consentirgli di raggiungere l’abitazione ove avrebbe dovuto incontrarsi con una o più donne dedite alla prostituzione. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono state disposte ed eseguite perquisizioni anche presso quattro abitazioni ancora adibite a case di prostituzione, al fine di acquisire ulteriori elementi di prova e porre fine all’attività illecita accertata. INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Già in tempi “normali” la disabilità fa correre maggiori rischi di povertà o di esclusione sociale, molto peggio, poi, accade durante ripetuti periodi di emergenza. Dopo la pandemia, infatti, l’impennata dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, dovuta soprattutto alla situazione dell’Ucraina, rischia di mettere ulteriormente in ginocchio le persone con disabilità e le loro famiglie. A tal proposito, la Federazione FISH chiede un incontro con i Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Disabilità, per rappresentare le problematiche ancora una volta vissute dalle persone più fragili Ombra di uomo curvo, con una mano sulla testaCome abbiamo più volte sottolineato anche sulle nostre pagine, è un fatto consolidato, sia a livello nazionale che internazionale, che la disabilità faccia correre maggiori rischi di povertà o di esclusione sociale, in una sorta di circolo vizioso in cui tendono a confondersi causa ed effetto delle due situazioni. Se questo, poi, avviene in tempi “normali”, molto peggio accade ovviamente durante ripetuti periodi di emergenza, come sta succedendo da due anni a questa parte. Infatti, dopo una pandemia da Covid nella quale le persone con disabilità e le loro famiglie sono state certamente tra le più colpite dalla crisi sanitaria e sociale, l’attuale impennata dei prezzi di gas, luce, carburanti e anche generi alimentari, dovuta soprattutto e non solo alla situazione creatasi in Ucraina, rischia di calare un’altra mannaia sulla situazione delle persone con disabilità, inducendone un ulteriore impoverimento. «Per questo – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – riteniamo sia necessario un intervento urgente del Governo, per non replicare quanto è già avvenuto all’inizio della pandemia, determinando un ulteriore isolamento ed esclusione dalla società delle persone con disabilità e delle loro famiglie». A tal proposito, la Federazione stessa intende chiedere un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico e con quello per le Disabilità, al fine di rappresentare le problematiche che stanno affliggendo in queste ultime settimane, ancora una volta, le persone più fragili. In tale scenario, tra l’altro, esistono ulteriori situazioni specifiche che richiedono attenzione. Sono ad esempio quelle riguardanti le persone con gravi patologie degenerative, fruitrici quotidianamente di apparecchiature elettromedicali salvavita, e che vengono anch’esse pesantemente penalizzate dagli aumenti relativi all’energia elettrica. «È pur vero – sottolinea il Presidente della FISH– che esistono già norme e provvedimenti i quali prevedono agevolazioni sulle forniture elettriche e anche su quelle del gas, ma la particolare situazione di emergenza dell’oggi richiede senz’altro di prendere in considerazione ulteriori interventi». «Intendiamo dunque esporre alle Istituzioni competenti tutte queste situazioni di gravi difficoltà – conclude Falabella –, chiedendo che venga garantito il principio della solidarietà sociale, fondamento della nostra società». (S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Avellino. Covid, infortuni, squalificati: l'Avellino vivrà in piena emergenza la gara con il Palermo, ma il tecnico dei rosanero, Silvio Baldini, non si fida dei lupi. "È normale che a questo punto del campionato si deve sbagliare il meno possibile, anzi non si può sbagliare. - ha spiegato l'allenatore toscano - È una tappa fondamentale per aspetti psicologici. L'autostima è quella che poi fa la differenza, che ti fa prendere capire quello che sei, dove puoi arrivare con il lavoro quotidiano. La gara di Avellino è molto importante. Non guardo in casa degli altri perché significa non guardare in casa mia. Mi devo preoccupare di quale modulo faranno, delle caratteristiche dei giocatori che scenderanno in campo. Non conta chi affronti e come sta, conta come sei quando scendi in campo e cosa vuoi. Devi cercare qualcosa in più e significa che stai lavorando bene". Il momento per i siciliani con il ballottaggio Pelagotti-Massolo tra i pali - "Le gerarchie non esistono. Esiste solo il campo. Chi si allena meglio gioca. Non è la gerarchia, a volte è l'esperienza a determinare. C'è un ultimo allenamento ad Avellino con i ragazzi. Tutti hanno la possibilità di giocare, di essere partecipi. Non esistono le riserve. - ha aggiunto Baldini - Se qualcuno si sente riserva fatica a darci una mano. Soleri è un ragazzo solare, che accoglie con il sorriso le decisioni, si sente utile. È lo spirito che tutti dovremmo avere. Vorrei essere come lui. La squadra ha un grande potenziale e posso schierare chiunque e sono sicuro che il Palermo farà bene. I ragazzi si sono allenati come sempre, con lo stesso spirito e così deve essere. Persone che hanno il muso lungo o che pensano che il posto sia garantito non possono far parte della squadra che alleno io. Ogni società può fare quello che vuole. Sono venuto qui e ho incontrato uno staff dirigenziale al top". di Carmine Quaglia OTTOPAGINE