Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Una bomba artigianale è scoppiata, la scorsa notte, verso le 2.20, davanti ad un centro Tim di via Diocleziano Lo scoppio, molto forte e avvertito dai cittadini, ha danneggiato l'insegna e i vetri. Agli agenti del Commissariato San Paolo, che conducono le indagini, il proprietario ha detto di non aver mai ricevuto minacce. "Numerosi cittadini hanno segnalato la potente esplosione avvenuta la scorsa, un boato fortissimo che ha fatto saltare la saracinesca e le insegne di un centro Tim - commenta il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli - Un episodio sul quale è bene fare subito chiarezza poiché in questo territorio agiscono organizzazioni criminali che negli ultimi tempi si sono rese protagoniste di altri crimini violenti come l'esplosione di una bomba all'esterno di un bar a via Cavalleggeri e le recenti 'stese' in via Enea a Bagnoli. La minaccia di una recrudescenza della loro attività non va assolutamente sottovalutata" “Da alcuni fotogrammi recuperati dalle telecamere di sorveglianza – ha proseguito Borrelli – si vedono due uomini arrivare con uno scooter e armeggiare in modo sospetto proprio nel punto dell’esplosione. Questa circostanza escluderebbe dunque ogni altra ipotesi di caso fortuito. Il fatto, poi, che il negozio danneggiato sia riconducibile a un esponente della famiglia Giannelli attualmente detenuto, proprietaria anche del bar di via Cavalleggeri, oggetto di un attentato dinamitardo la scorsa settimana, traccia scenari ancora più inquietanti su un probabile conflitto tra la famiglia Giannelli, egemone nella zona di Fuorigrotta, e il clan Esposito del quartiere Bagnoli. Serve allora un segnale immediato della presenza dello Stato su questi territori per scongiurare una nuova guerra di camorra tra clan rivali che potrebbero produrre ulteriori devastazioni e vittime innocenti”. Borrelli: OTTOPAGINE
inserito da Miki Pappacoda Caserta. Il casertano è tornato ad essere un'isola ad alto rischio sul fronte Covid. Dopo una tregua piuttosto lunga che aveva in qualche modo visto rallentare anche le misure di protezione si torna a parlare di decessi. L'ennesima vittima registrata dall'Asl attiva da Santa Maria Capua Vetere. 281 sono i contagi registrati nell'ultimo bollettino sanitario. Test processati 2044 con un tasso di positività, pari al 13,75%. Ci sono poi i guariti sono attestati a 240, con un totale complessivo di pazienti monitorati dall'Asl pari a 2980. Qui Caserta
Scoperto titolare di reddito di cittadinanza proprietario di 66 autoveicoli. Una truffa, quella portata alla luce in Valle Caudina pari a 30.000 euro.
L’operazione della polizia municipale di San Martino Valle Caudina, coordinata dal capitano Serafino Mauriello, ha avuto inizio da una semplice attività di verifica, tutto è partito da un controllo effettuato dagli agenti su un veicolo di proprietà di un'automobilista napoletano.
La scoperta
L’uomo, un 60enne era proprietario di 66 autoveicoli tra autovetture e motocicli, ma ciò nonostante era titolare di reddito di cittadinanza dall’anno 2019. Immediatamente sono scattate la segnalazione della persona in questione all’autorità giudiziaria di Napoli e all’Inps.
Gli accertamenti
Dall’analisi dei dati forniti dall’Inps è emerso che nonostante era intestatario dei veicolo, non ne avevano dichiarato nessuno ed in regime di autocertificazione aveva certificato un Isee pari a zero. Gli accertamenti sono tutt’ora in corso per le verifiche sulle intestazioni fittizie, nuovo filone di attività investigativa che interessa direttamente le polizie municipali che riescono ad incrociare dati relative alle residenze, alla titolarità di attività, al tenore di vita ed alle condizioni di redditualità dei soggetti attenzionati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Rinviato a giudizio dal gup Pietro Vinetti, come aveva chiesto il pm Maria Gabriella Di Lauro, un 47enne di nazionalità romena – è difeso dall'avvocato Fabio Russo -, residente in un centro poco distante da Benevento, accusato di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni della convivente (ora ex). Il processo inizierà il 23 maggio del prossimo anno, riguarda fatti, al centro delle indagini dei carabinieri, che vanno dal 2014 al novembre del 2020: un arco temporale nel quale l'uomo avrebbe mantenuto condotte violente nei confronti della donna, assistita dall'avvocato Valeria Crudo. Oltre a picchiarla quando si rifiutava di bere con lui o di fare sesso, l'avrebbe pesantemente offesa e minacciata di morte. “Se mi denunci, quando esco dal carcere, ti cerco, ti trovo e ti ammazzo”, le avrebbe detto. Numerosi gli episodi nel mirino dell'attività investigativa, spesso registrati mentre il 47enne era in stato di ubriachezza. Le avrebbe strappato i vestiti, l'avrebbe schiaffeggiata e colpita alla testa in più occasioni per costringerla ad avere rapporti anche mentre la donna era incinta. Comportamenti che avevano indotto la malcapitata a rivolgersi nel novembre del 2020 ai militari. Da qui l'inchiesta, alla quale ne era seguita un'altra per stalking. Lui l'avrebbe tormentata, contattandola ripetutamente per chiederle di rimettere la querela sporta nei suoi confronti, poi le avrebbe spedito via Whatsapp la foto di una loro connazionale assassinata dal suo convivente. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sequestrate oltre 300 piante di marijuana e circa 4 chili di hashish a Mercato San Severino. Finisce in manette anche un responsabile. Questo il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza di Salerno, coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, che ha stroncato il business originato da una discreta piantagione di canapa indiana dislocata in una zona collinare della città sanseverinese. Il materiale sequestrato, per un peso complessivo di 15 chilogrammi, è stato trovato in una struttura in ferro dove le piante venivano fatte essiccare. Il responsabile, un 40enne della zona, è stato arrestato e sottoposto a giudizio per direttissima. La droga avrebbe generato guadagni per centinaia di migliaia di euro. LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 22 OTT - Con il rigetto dei ricorsi presentati dall'avvocato difensore, ieri la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a trent'anni di reclusione per omicidio volontario di Vincenzo Lo Presto, 43 anni, marito di Fortuna Bellisario, uccisa a Napoli, il 7 marzo 2019, secondo l'accusa, a causa delle conseguenze innescate dai colpi inferti con una stampella dal consorte, dopo l'ennesima lite. "Trattandosi di rigetto e non di inammissibilità - fa sapere l'avvocato Simpatico, legale di Lo Presto - l'Inter giudiziario non si è concluso: dopo avere letto le motivazioni presenteremo un ricorso straordinario, per far valere le nostre tesi, peraltro accolte anche dal procuratore generale presso la prima sezione penale della Corte di Cassazione". La condanna, infatti, è giunta malgrado il sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione abbia ritenuto fondate le conclusioni del giudice di primo grado che condannò Lo Presto a dieci anni per omicidio preterintenzionale ritenendo quindi la morte di Fortuna sì causata da un ematoma subdurale, ma determinato da una caduta accidentale verificatasi dopo un pasto, oltre 4 ore dopo le percosse subìte dal marito. Una tesi sostenuta dall'avvocato Simpatico ritenuta sussistente dal giudice di primo grado, il gup di Napoli Fabio Provvisier, e anche dal sostituto procuratore generale della Cassazione. La condanna in primo grado di Lo Presto, affetto da problemi di salute e attualmente in carcere, suscitò vibranti proteste a Napoli, con manifestazioni e sit-in anche davanti al Palazzo di Giustizia partenopeo. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODAIncendio in un appartamento e tragedia nella notte a Catanzaro: 3 ragazzi sonomortie le vittime sono tutte giovanissime (trefratellidi 22, 14 e 12 anni), quattro le persone ferite. I vigili del fuoco sono stati chiamati poco prima intorno all'1.30 dopo aver ricevuto una segnalazione per un'abitazione al quinto piano di un palazzo in una abitazione in Via Caduti 16 marzo 1978.
All'interno un nucleo familiare formato da sette persone: quattro quelle tratte in salvo tra cui due trasferite con ustioni gravi negli ospedali di Bari e Catania. Le altre sono ricoverate in città. Le vittime sono tutte giovani: i loro corpi sono stati ritrovati all'interno dell'abitazione durante le operazioni di spegnimento. Evacuati gli abitanti dell'appartamento vicino.
Nelle operazioni di soccorso sono impegnate due squadre dei Vigili del fuoco, con supporto di autobotte per rifornimento idrico, autoscala, carro autoprotettori e telo di salvataggio pneumatico. Sul luogo dell’incendio sono al lavoro 18 pompieri ed un funzionario di soccorso. Gli abitanti degli appartamenti vicini sono stati evacuati per evitare qualsiasi rischio. Al momento sono in corso gli accertamenti per cercare di stabilire l’origine del rogo.
I nomi dei fratellini morti
Saverio Corasaniti, 22 anni, Aldo Pio, 15, e Mattia Carlo, 12. Sono questi i nomi dei tre fratelli morti nel tragico incendio che stanotte si è sviluppato al quinto piano di un appartamento di via Caduti 16 marzo 1978, zona sud di Catanzaro. Saverio, il più grande, era autistico. La madre, Rita Mazzei, è stata ricoverata in gravi condizioni al centro grandi ustionati di Bari, mentre la figlia di 12 anni è stata trasferita a Napoli. A Catanzaro sono ricoverati il fratello 16enne e il padre Vitaliano Corasaniti. Secondo quanto si apprende, non ci sarebbe stata nessuna esplosione all'interno dell'appartamento. Si indaga, dunque, per risalire alle cause dell'incendio. Due dei ragazzi morti sono stati trovati dai Vigili del Fuoco non distante dal balcone. Con ogni probabilità hanno tentato di raggiungerlo ma sono stati inghiottiti dal fumo e poi dalle fiamme prima di arrivarci. Il terzo fratello è stato trovato senza vita nel bagno di casa. I quattro familiari sopravvissuti sono stati tratti in salvo facendoli calare dallo stesso balcone con la scala a ganci.
Carbonizzati anche due cani
Anche due cani di proprietà della famiglia Corasaniti sono morti nel rogo che ha ucciso tre ragazzi di 22 anni, 16 e 12 nell'appartamento di Catanzaro. I due animali, assieme ad un terzo, si trovavano all'interno dell'appartamento dove viveva la famiglia quando le fiamme hanno avvolto gli ambienti e si sono propagate con estrema rapidità se. Le carcasse semicarbonizzate sono state raccolte dai vigili del fuoco del Comando provinciale al termine del sopralluogo e della messa in sicurezza della zona interessata. Secondo quanto riferito dai vicini nell'abitazione doveva esserci anche un terzo animale che si sarebbe messo in salvo.
Le vittime
I tre erano fratelli. Nel rogo sono rimasti feriti gravemente anche i loro genitori ed altri due fratelli, unabambinadi 12 anni ed un ragazzino di 16. La madre e la bambina sono state trasferite nei centri grandi ustioni di Bari e Catania e padre e fratello nell'ospedale di Catanzaro.
I tre fratelli, secondo le prime indicazioni, potrebbero essere rimasti intossicati dalle esalazioni del fumo. Il padre delle vittime lavora come venditore ambulante e la madre è casalinga. Le vittime sono italiane.
Due ragazzi hanno cercato di fuggire dal balcone
Hanno tentato di salvarsi raggiungendo il balcone dell'abitazione due dei tre ragazzi rimasti uccisi nell'incendio divampato nel loro appartamento al quinto piano di un edificio di via Caduti 16 marzo 1978, nella zona sud di Catanzaro. I loro corpi sono stati trovati dai vigili del fuoco in una stanza vicina a quella dove si trova il balcone. Probabilmente - è l'ipotesi dei soccorritori - il fumo potrebbe avere fatto perdere loro i sensi impedendogli di raggiungere la salvezza. La terza vittima, invece, è stata trovata nel bagno. Dallo stesso balcone che i fratelli hanno cercano di raggiungere, sono stati salvati invece i loro genitori, la sorellina ed un altro fratello. I vigili del fuoco li hanno portati a terra grazie alle autoscale. Sul posto è stato anche montato il telo di salvataggio pneumatico nel caso qualcuno si fosse gettato nel vuoto. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Un milione e mezzo di ucraini sono senza elettricità in questo momento. L'oscurità totale e il freddo stanno arrivando", scrive su Twitter la deputata ucraina Kira Rudik. A farle eco il vice capo dell'ufficio del presidente, Kyrylo Tymoshenko che ha accusato i russi di aver compiuto attacchi missilistici sugli impianti energetici in tutta l'Ucraina questa mattina. "Un altro audace attacco degli occupanti alle nostre infrastrutture", ha scritto su Telegram, citato da Ukrinform. Un'allerta di raid aerei è stata dichiarata questa mattina alle 7:55 ora locale (le 6:55 in Italia) in tutta l'Ucraina eccetto la Crimea occupata, aveva riportato la Ukrainska Pravda citando la cartina degli allarmi aerei pubblicata sul sito 'alerts.in.ua'. Le unità antiaeree ucraine hanno abbattuto la notte scorsa 10 droni kamikaze Shahed-136 di fabbricazione iraniana lanciati dalle forze russe nella regione di Mykolaiv, nel sud del Paese. Lo ha reso noto il Comando aereo meridionale su Facebook, come riporta Ukrinform. "Nella notte del 22 ottobre 2022, le unità di difesa antiaerea del Comando aereo meridionale hanno abbattuto 10 droni kamikaze Shahed-136 sopra la regione di Mykolaiv", si legge nel rapporto. Attacco missilistico nella notte sulla comunità di Komyshuvakha nella regione di Zaporizhzhia, ha reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, come riporta Ukrinform. "Nella notte, due missili sono stati sparati contro il villaggio di Zarichne della comunità territoriale unita di Komyshuvakha", ha scritto Starukh precisando che non si segnalano vittime o danni gravi. Colpita nella notte anche le comunità di Marganetska e Nikopol nella regione di Dnipropetrovsk, nell'Ucraina meridionale: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale, Valentin Reznichenko, come riporta la Ukrainska Pravda. I bombardamenti si sono concentrati su Nikopol, ha sottolineato Reznichenko, affermando che la città è stata colpita con sistemi missilistici a lancio multiplo e artiglieria pesante: oltre 20 edifici e diversi gasdotti sono stati danneggiati. Sempre nella notte, i russi hanno preso di mira anche la regione di Cherkasy, nell'Ucraina centrale, ha reso noto su Telegram il governatore regionale Ihor Taburets, come riporta il Kyiv independent. Due missili russi sono stati abbattuti questa mattina nelle regioni di Kiev e di Chernivtsi (sud-ovest): lo hanno annunciato sui social media il capo del dipartimento principale della polizia nazionale ucraina nella regione di Kiev, Andrii Niebytov, e il capo dell'amministrazione militare regionale di Chernivtsi, Ruslan Zaparaniuk. Lo riporta Ukrinform. "Non sono state segnalate vittime o danni. I frammenti del missile sono caduti nell'area della foresta", ha scritto Niebytov su Telegram. L'altro missile è stato abbattuto sul distretto di Dnistrovskyi della regione di Chernivtsi da un aereo delle Forze armate ucraine ed è caduto in un lago, ha scritto Zaparaniuk su Telegram, aggiungendo che non ci sono stati danni. ANSA
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Omicidio del piccolo Giuseppe a Cardito: arriva la condanna all’ ergastolo per mamma e patrigno. Conferma per l’imputato, lei ebbe 6 anni in primo grado. La Corte di Assise di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Alfonso Barbarano, giudice a latere Davide Di Stasio) ha confermato la condanna all’ergastolo per Toni Essobti Badre per l’omicidio del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo picchiato a morte, anche con un bastone, il 27 gennaio 2019, a Cardito, in provincia di Napoli, e per il tentato omicidio della sorellina. Stessa condanna anche per la mamma di Giuseppe, Valentina Casa, che in primo grado era stata condannata a sei anni di reclusione. Determinante è per la decisione, è stato il comportamento di Valentina che non ha impedito l’omicidio del figlio .Al termine del primo grado di giudizio Essobti e Casa erano stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a sei anni di reclusione. Il piccolo Giuseppe picchiato per ore anche con un bastone La morte del bimbo di 7 anni sconvolse la comunità di Cardito ed ebbe una vasta eco anche a livello nazionale per l’efferatezza del delitto. Colpito violentemente con schiaffi e pugni, poi anche con un bastone, il piccolo Giuseppe ha infatti subito delle gravissime lesioni al cervello che lo hanno portato prima al coma e poi al decesso: secondo il medico legale che ha eseguito l’autopsia, il danno era così grave che il piccolo non avrebbe potuto sopravvivere nemmeno se fosse stato soccorso immediatamente. INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NEW YORK,- Netflix fa marcia indietro su 'The Crown'. Cedendo alle pressioni di aristocratici britannici, un ex primo ministro e da ultima la due volte premio Oscar Judi Dench, la piattaforma in streaming ha aggiunto un disclaimer al nuovo trailer che precede il debutto della quinta stagione della saga della Royal Family. "Ispirata da eventi reali, la serie è una drammatizzazione di una fiction che racconta la storia della Regina Elisabetta e degli eventi personali e politici che hanno plasmato il suo regno", si legge nella scritta sovraimposta a immagini drammatiche tra cui l'incendio del castello di Windsor nel 1992 e una Lady Diana esanime in una piscina che pare sul punto di affogare. Netflix aveva già reso omaggio ai sentimenti dei britannici quando aveva brevemente fermato le riprese della sesta stagione in segno di lutto dopo la morte della sovrana. Tra voci che danno Buckingham Palace sul piede di guerra, a richiamare all'ordine il colosso dello streaming è stata da ultima la lettera aperta della Dench, che, sulla scia delle proteste dell'ex premier Tory John Major, aveva parlato sul 'Times' di "fiction crudele" chiedendo di "mostrare rispetto alla memoria di una sovrana che per oltre 70 anni ha servito il Paese mostrando sempre un alto senso del dovere". Dame Judi, che è amica di re Carlo e della regina Camilla, aveva chiesto di apporre un disclaimer all'inizio di ogni puntata per far capire agli spettatori che quello che stanno per vedere "non è necessariamente vero". Il disclaimer appare sui video del trailer diffuso su YouTube e Twitter, non su schermi tv o sull'app di Netflix per smartphone. La quinta stagione debutterà worldwide il 9 novembre. Il nuovo trailer mostra la dinastia dei Windsor nel caos dopo la fine dell'era Thatcher - "l'inizio della fine" si legge in un sottotitolo mentre Elisabetta si chiede "come siamo arrivati a questo punto?" - fermandosi prima della tragica morte di Lady Diana nel 1997 in un incidente stradale a Parigi. "La gente non capirà mai cosa è stato per me. Non ho mai avuto una chance", si lamenta Diana, interpretata da Elizabeth Debicki tra immagini che la ritraggono al volante di un auto lanciata a grande velocità o distesa inerte nell'acqua di una piscina. Un cast nuovo di zecca rimpiazzerà quello pluripremiato delle due stagioni precedenti, con Imelda Staunton nella parte della sovrana al posto di Olivia Colman, la Debicki e Dominic West rispettivamente Carlo e Diana (dopo Emma Corrin e Josh O'Connor) e Jonathan Pryce nel ruolo del principe Filippo in sostituzione di Tobias Menzies. ANSA