Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Nuovi disagi per i cittadini di Salerno. A causa dell’improvvisa rottura sulla condotta adduttrice “Consorziale” nel tenimento del comune di Pellezzano, la società Ausino è stata costretta ad interrompere l’erogazione idrica ad horas. La sospensione idrica comporterà la mancata erogazione alle seguenti zone:
Cappelle Superiori
Puzzo di Cappelle
Cappelle Inferiori (tratto compreso tra Via Fuardo e Via S.Luca (inclusi P.co Ambra e SIULP)
Montecasino (parte alta)
Rione Calenda (nel tratto di Via S. Calenda compreso tra Via De Fugaldo e Via Paolo VI)
Via S. De Vita e Via dei Casali
Ospedale G. Da Procida
Il ripristino del regolare esercizio per la rete distributiva servita Sistemi Salerno Servizi Idrici S.p.A. è previsto, in relazione, sia a quanto comunicatoci dall’Ausino circa le previsioni di ultimazione dei lavori di riparazione, che ai tempi di riempimento delle condotte, salvo imprevisti e compatibilmente con gli assorbimenti dell’utenza, per il primo pomeriggio di oggi. Nella fase di ripristino dell’esercizio, pur in costanza dei requisiti di potabilità, l’acqua che esce dai rubinetti potrebbe presentarsi torbida e opalescente. Il fenomeno è naturalmente superabile lasciando scorrere l’acqua dal rubinetto prima di utilizzarla.
INSERITO DA ANGELA CECERE ''Avevamo ucciso il nemico di Schiavone (Francesco alias Cicciariello) e ricevemmo il riconoscimento dell'affiliazione con il rito della pungitura. Il rito andava fatto solo a chi lo meritava". È quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Bruno Lanza (già condannato a 12 anni in abbreviato) nel processo, celebrato in Corte d'Assise presieduta dal giudice Roberto Donatiello con a latere Honoré Dessì, per l'efferato duplice omicidio di Sebastiano Caterino ed il nipote Umberto De Falco, avvenuto il 31 ottobre 2003 in via dei Romani a Santa Maria Capua Vetere. Alla sbarra ci sono Corrado De Luca, luogotenente dell'ex boss Antonio Iovine, accusato di concorso esterno in omicidio poiché avrebbe preso parte ad un appostamento finalizzato ad eliminare Sebastiano Caterino, e la famiglia Moronese (Sandro, Agostino e Raffaelina Nespoli) che avrebbe fornito al gruppo di fuoco la propria abitazione per compiere il duplice omicidio. Bruno Lanza escusso dal Sostituto Procuratore della Dda Simona Belluccio ha fornito particolari sul duplice omicidio di camorra voluto fortemente da Francesco 'Cicciariello' Schiavone. Cicciariello voleva la morte di Sebastiano Caterino ed il motivo era legato alla scissione (Sebastiano Caterino dopo 10 anni reclusione avvalendosi di un gruppo autonomo di cui faceva parte il nipote Umberto De Falco avrebbe iniziato a gestire il traffico di sostanze stupefacenti ed il racket delle estorsioni nel territorio di Santa Maria Capua Vetere la cui egemonia era di Cicciariello). Cicciariello non l'ha mai presa bene e lo voleva morto. Per aver tolto di mezzo un nemico di Schiavone ci premiò con l'affiliazione mediante il rito della pungitura". Secondo quanto ricostruito dalla Dda verso le 11,40 del 31 ottobre del 2003 vennero crivellati con 50 colpi di arma da fuoco Sebastiano Caterino e suo nipote Umberto De Falco a bordo di una Volkswagen Golf GTI condotta da Caterino. La marcia della vettura venne arrestata da due Alfa Romeo una guidata da Enrico Martinelli e l'altra a bordo della quale c'era il commando killer a cui avrebbero preso parte Pasquale Spierto e Bruno Lanza (che hanno proceduto con rito abbreviato) che esplose 50 colpi di arma da fuoco (37 proiettili calibro 5,56 e 13 calibro 12) all'indirizzo delle vittime. Per Caterino non ci fu scampo: morì crivellato di colpi. Il nipote Umberto De Falco venne ferito gravemente per poi morire qualche ora dopo l'agguato in ospedale. L'ordine di condanna a morte per Sebastiano Caterino e suo nipote come chiarito da Lanza avvenne dalla cupola casalese ovvero da Antonio Iovine, Michele Zagaria, Giuseppe Caterino, Francesco Schiavone alias Cicciariello che hanno proceduto per la medesima imputazione con rito abbreviato insieme a Giuseppe Misso, Nicola Panaro, Enrico Martinelli, Claudio Giuseppe Virgilio. Il collaboratore di giustizia ha inoltre chiarito l'apporto fornito dalla famiglia Moronese in particolare da Raffaelina Nespoli che chiamavano 'zia' che forniva al gruppo di fuoco acqua e caffè durante i lunghi appostamenti. "Gli appostamenti a Santa Maria Capua Vetere durarono 6/7 giorni prima dell'omicidio - ha detto ancora Lanza - Il giorno stesso partimmo da quella casa dopo che Martinelli ricevette la chiamata dallo specchiettista. All'epoca lo specchiettista era Ciccio e Brezza (Francesco Zagaria). Le armi utilizzate per l'agguato erano nelle due Alfa Romeo sui sedili posteriori parcheggiate nel cortile della casa ( della famiglia Moronese) chiuso con un cancello". Lanza ha poi ricostruito il giorno del sanguinario delitto del 'nemico di Schiavone' in cui perse la vita il nipote De Falco perché in compagnia dello zio."Nella prima Alfa Romeo c'erano Vincenzo Schiavone,Oreste Caterino,Massimo Vitolo, Vincenzo Conte; nella seconda io, Pasquale Spierto, Enrico Martinelli. Fu la macchina guidata da Schiavone che sbarrò la strada a quella di Caterino e nel farlo danneggiò la parte anteriore. Esplosero i primi colpi col fucile e poi diedero a noi nella seconda macchina la possibilità di finire il lavoro. Io sparai con un fucile lato passeggero,Spierto lato guidatore. La prima macchina era stata danneggiata da Schiavone e gli altri si divisero nella nostra auto. Quella danneggiata la bruciammo nelle campagne lì vicino. Con l'altra Alfa Romeo andammo in una masseria a Santa Maria La Fossa dove nascondemmo le armi poi ci spostammo con una macchina che era lì per noi e in quella di Claudio Giuseppe Virgilio". Nel corso dell'udienza sono stati acquisiti i verbali degli interrogatori resi da Giuseppe Misso e Francesco Cicciariello Zagaria. A chiarimento del coinvolgimento di Corrado De Luca il suo legale ha chiesto ai pentiti se avessero mai commesso omicidi o attività delittuose per conto del clan dei Casalesi con De Luca ricevendone risposta negativa. Nella prossima udienza saranno escussi il collaboratore Massimo Vitolo e Giuseppe Messori. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Raimondo, Giuseppe Stellato, Domenico Della Gatta per gli imputati; Giuseppe Conte, Carlo Iorio, Mauro Iodice per le costituite parti civili.
INSERTIO DA ANGELA CECERE Benevento. Tre giorni di astensione dalle udienze penali – 19,20 e 21 aprile – sono state deliberate dall'Unione delle Camere penali italiane “per dare il via ad una nuova stagione di iniziative politiche in difesa del diritto penale liberale e del giusto processo”. La preannunciata stagione delle riforme liberali della giustizia è già abortita?, si chiedono i penalisti. “Le riforme processuali urgenti richieste dalla avvocatura sono ignorate – continuano -. I diktat della magistratura prontamente eseguiti: rallentamento della riforma costituzionale della separazione delle carriere, congelamento delle riforme dell’ordinamento giudiziario sgradite alle toghe. E poi, carcere, carcere, carcere, ogni qual volta la cronaca e la ricerca del consenso ispirano e sollecitano il peggiore populismo penale”. Da qui “la mobilitazione per il rispetto degli impegni elettorali e parlamentari assunti dalla nuova maggioranza”. Le Camere penali territoriali sono invitate “ad organizzare nei primi due giorni ogni utile iniziativa politica di confronto, mobilitazione e discussione sulle ragioni e gli obiettivi della protesta nazionale, e ad accelerare la già deliberata organizzazione dei comitati locali di sostegno al percorso parlamentare della riforma costituzionale per la separazione delle carriere in magistratura, aperti a tutta la società civile”. Una manifestazione a Roma è invece fissata per il 21 aprile.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Aste Ok, il Direttivo della Camera Penale Irpina ha deliberato l’astensione da tutte le udienze penali nei giorni 12, 13, 14, 15, 17 e 18 aprile 2023. Una settimana di sciopero degli avvocati che - nella delibera firmata stamane - hanno evidenziato come: “nel corso dell’istruttoria dibattimentale del predetto processo, a fronte di legittimi rilievi difensivi aventi ad oggetto un’ordinanza pronunziata dal Tribunale della quale era stata rilevata l’incoerenza rispetto alle informazioni disponibili dalle parti e l’eventualità che essa fosse stata assunta dopo aver irritualmente acquisito notizie in costanza di camera di consiglio, mediante una non consentita interlocuzione con l’ufficio di Procura, nonché della legittimità opportunità della comunicazione fatta in udienza ad un teste “qualificato” di polizia giudiziaria di essere in quel momento indagato per un’ordinanza assunta in precedenti udienze, li Collegio Giudicante, senza sciogliere alcuno dei dubbi posti dagli asserti difensivi, pronunciava dichiarazione di astensione per gravi ragioni di convenienza”. Rigetto della richiesta di astensione Il presidente del tribunale, Vincenzo Beatrice il 24 marzo scorso ha sciolto la riserva rigettando la richiesta di astensione presentata dal presidente Melone. Decisione ad avviso della Camera Penale Irpina “che lungi dal soffermarsi (come, invece, sarebbe stato doveroso) sull’assai grave situazione venutasi a creare nell’ambito di un dibattimento che vede decine di imputati da giudicare per reati assai gravi, celebrato da un Collegio che ha meditatamente e correttamente ritenuto sussistenti le “gravi ragioni di convenienza” determinanti la propria astensione, si è limitato quasi a banalizzare la questione posta”. La Camera Penale ha indetto un’Assemblea degli Iscritti per il giorno 12 aprile 2023, invitando a partecipare tutti gli avvocati e gli operatori del diritto interessati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Dopo il Pellegrini è' stato aperto oggi il posto di Polizia al pronto soccorso dell'Ospedale del Mare di Napoli. Come annunciato circa un mese fa per impedire i casi di aggressione all'interno dei reparti di emergenza urgenza dei più grandi ospedali napoletani, che orami si verificano con cadenza quotidiana, anche a Ponticelli arriva il posto di polizia. In questo caso però il drappello resta aperto tutti i giorni h 24 (a differenza dell'ospedale Pellegrini dove è attivo dalle 7 di mattina all'una di notte) per intervenire direttamente o per allertare rinforzi nel caso fossero necessari servizi di più ampia portata. L'ufficio con gli agenti di polizia è stato posizionato, proprio nell'area calda di fronte all'ingresso del Pronto Soccorso, dove si raccolgono parenti o amici di persone appena ricoverate che a volte sono stati violenti nei confronti dei medici o degli infermieri.
INSERITO DA ANGELA CECERE La svolta nelle indagini. Ecco i dettagli illustrati dalla questura di Napoli... All’alba di oggi la polizia di stato di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo campano su richiesta della locale procura della repubblica, nei confronti di un giovane appartenente alla galassia anarco-insurrezionalista partenopea. Le indagini dei poliziotti della Digos hanno permesso di accertare che il giovane è gravemente indiziato: Di avere realizzato il 4 marzo 2021, insieme ad un complice, l’attentato nei confronti del consolato onorario di Grecia a Napoli al corso Vittorio Emanuele, utilizzando un ordigno di tipo improvvisato e di illegale fabbricazione composto da un artificio pirotecnico esplodente denominato “Rambo”, assemblato, mediante carta gommata, ad una bomboletta spray di deodorante Dove, che, al momento della deflagrazione, aveva causato conseguenze sia dirompenti che incendiarie. Con all’aggravante di aver agito per finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico ed in particolare allo scopo di destabilizzare le istituzioni della Grecia e di costringere le stesse a modificare od astenersi con riferimento a decisioni attinenti al trattamento carcerario dei soggetti condannati per delitti in materia di terrorismo. Si auto addestrava e comunque avendo acquisito anche autonomamente, attraverso la rete internet ed i social web, istruzioni sulla preparazione o sull’uso di materiali esplosivi, armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico ed in particolare allo scopo di destabilizzare le istituzioni della Grecia e di costringere le stesse a modificare od astenersi con riferimento a decisioni attinenti al trattamento carcerario dei soggetti condannati per delitti in materia di terrorismo, poneva quindi in essere comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di cui all’articolo 270sexies, in particolare in concorso con persone da identificare, illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico un ordigno esplosivo denominato Rambo, assemblato, mediante carta gommata, ad una bomboletta spray di deodorante Dove. L’attentato, sebbene mai rivendicato, appariva immediatamente riconducibile alla galassia anarco insurrezionalista sia per le modalità di svolgimento e la tipologia dell’ordigno utilizzato, sia per l’esistenza, in quel periodo, di una campagna anarchica di solidarietà internazionale nei confronti di Dimitris Koufondinas, ex membro del sodalizio terroristico greco “17 novembre”, detenuto presso le carceri greche in sciopero della fame .Ecco come si è giunti all'arresto All’individuazione del presunto responsabile che ha agito, insieme ad altro complice non compiutamente identificato, travisato di nero, giungendo nei pressi del consolato indossando sempre una mascherina a protezione del naso e della bocca – si è arrivati tramite un’articolata indagine di tipo tradizionale, raccogliendo gravi indizi di colpevolezza dopo una approfondita visione di telecamere, accertamenti eseguiti presso la Sezione Indagini Elettroniche della IV Divisione del Servizio Polizia Scientifica, nonché analisi del traffico telefonico in uso all’anarchico. Le indagini effettuate hanno permesso di ipotizzare anche il luogo esatto, prossimo al Consolato, presso il quale l’indagato ed il complice hanno indossato indumenti di copertura totalmente neri al fine di non essere individuati dalle forze dell’ordine. I dettagli Gran parte dell’abbigliamento indossato dall’indagato è stato rinvenuto a seguito di perquisizione domiciliare effettuata, a carico dello stesso, in data 26 maggio 2022, nel corso della quale venne sequestrato lo smartphone a lui in uso, consentendo poi di reperire all’interno del dispositivo in sequestro numeroso materiale informatico di interesse in materia di armi, di esplosivi e loro confezionamento, di tecniche di guerriglia urbana e sabotaggi, nonché numeroso materiale anarchico, risultato significativo per delineare ulteriormente l’estrema pericolosità dell’indagato e la sua attività di auto addestramento. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi i mezzi di impugnazione ed il destinatario della stessa è persona sottoposta ad indagini e quindi presunto innocente fino alla sentenza definitiva. Foto da facebook questura di Napoli.
INSERITO DA ANGELA CECERE CAMPOBASSO, Sette mesi di attesa all'ospedale Cardarelli di Campobasso per effettuare una risonanza magnetica alla prostata, nonostante il medico di base abbia scritto nell'impegnativa "nel più breve tempo possibile; se differibile entro 72 ore", specificando nel quesito diagnostico "pregresso k prostata". E' quanto denuncia all'ANSA un paziente molisano dopo aver effettuato la prenotazione al Cup dell'Azienda sanitaria regionale (Asrem). "Quanto accade in Molise - spiega - è inverosimile, si continua a parlare di prevenzione, ma i tempi di attesa per sottoporsi ad accertamenti con priorità 'urgente' restano inspiegabilmente lunghi. Mi chiedo, e chiedo a chi ha la governance della Sanità pubblica regionale - prosegue - cosa abbia determinato questa situazione che mette seriamente a rischio la salute del cittadino, anello debole di una catena che continua a mostrare numerose criticità. Chi ha possibilità economiche può rivolgersi, pagando, a strutture private, ma chi non può farlo è destinato a subire passivamente le inefficienze di un Sistema sanitario carente, confidando solo nella buona sorte. Purtroppo, però, non si può vivere di speranza, soprattutto quando si è consapevoli che, in particolare per alcune patologie, il tempo è 'nemico' e che una diagnosi tardiva può determinare serie, e a volte irreparabili conseguenze".
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 2:20 in Molise, non lontano dal confine con la Puglia. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 17 chilometri di profondità ed epicentro a 4 km da Sant'Elia a Pianisi (Campobasso) e a 11 da Carlantino (Foggia). Non si registrano danni a persone o cose.
INSERITO DA ANGELA CECERE Gianni Minà è morto, il giornalista e conduttore televisivo aveva 84 anni. La notizia è stata data attraverso le sue pagine social. In particolare, sul profilo facebook è stato indicato che il giornalista e conduttore televisivo è deceduto dopo una breve malattia cardiaca. Questo l'annuncio sulla sua pagina facebook: “Gianni Minà ci ha lasciato dopo una breve malattia cardiaca. Non è stato mai lasciato solo, ed è stato circondato dall’amore della sua famiglia e dei suoi amici più cari.Un ringraziamento speciale va al Prof. Fioranelli e allo staff della clinica Villa del Rosario che ci hanno dato la libertà di dirgli addio con serenità”. È stato giornalista, scrittore, oltre a essere uno dei volti più noti e apprezzati della televisione. Tra i suoi programmi più noti "L'altra domenica" a "Blitz". La vita e la carriera: dall'intervista a Fidel Castro all'amicizia con Muhammad Alì e Maradona Nato a Torino il 17 maggio 1938, iniziò la carriera da giornalista nel 1959 a Tuttosport, mentre l'anno successivo debuttò in Rai dove ha realizzato centinaia di reportage, ha ideato e presentato programmi tv e documentari. Era famoso soprattutto per le sue interviste con grandi personaggi, la più nota è quella del 1987 a Fidel Castro, ma anche al Dalai Lama a Federico Fellini, a Jane Fonda, a Franco Battiato, a Massimo Troisi e Pino Daniele. Fortissimo il rapporto con Diego Armando Maradona e Pelè. Iconica, tra le tante, resta la foto che lo ritrae gioioso a cena a Roma con Muhammad Ali, Sergio Leone, Robert De Niro e Gabriel Garca Marquez. Ha collaborato con moltissimi quotidiani da Repubblica all'Unità, dal Corriere della Sera al Manifesto. È stato anche un prolifico scrittore: dal Il racconto di Fidel del 1988 a Non sarò mai un uomo comune del 2021. Nel 1981 il Presidente Pertini gli ha consegnato il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Kamera della Berlinale per la carriera, il più prestigioso premio al mondo per documentaristi.
Il ministro Sangiuliano: «Perdiamo giornalista attento e mai banale» «Perdiamo un giornalista originale, attento e mai banale, un uomo che amava la cultura. Ciao Gianni». Lo scrive sui social il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, appena appresa la notizia della scomparsa del giornalista e scrittore
INSERITO DA ANGELA CECERE Le escursioni, come confermato dalle tante foto su Facebook, erano una sua grande passione. Ma l'ultima, quella svolta nel pomeriggio di oggi, lunedì 27 marzo, le è stata fatale. Monica Perra, donna di 39 anni, è morta sulla spiaggia di Cala Fighera, nel golfo di Cagliari, cadendo sulle rocce della scogliera di Calamosca. La tragedia Una tragedia che è ancora avvolta dal mistero. Monica, appassionata di natura e passeggiate all'aperto, saliva spesso sul promontorio della Sella del Diavolo, ma qualcosa oggi è andato storto. La donna è precipitata nel vuoto. Un volo di 50 metri che non le ha lasciato scampo. Forse a causa del forte vento di maestrale, o dopo aver messo un piede in fallo, è caduta, ma non si esclude che possa trattarsi di un suicidio. A notare il suo corpo senza vita è stato un altro escursionista. L'uomo ha allertato subito le forze dell'ordine e i soccorsi. I soccorsi Immediata la chiamata al 112, il numero unico di soccorso. Il punto in cui si trovava il cadavere era molto difficile da raggiungere via terra, così i soccorritori, vigili del fuoco e guardia costiera, sono arrivati via mare. Ma la donna era già deceduta: troppo gravi le ferite riportate nella caduta sulle rocce. I familiari, residenti a Selargius, sono stati avvertiti dopo l’identificazione e si sono precipitati sul luogo della tragedia. Intanto gli agenti della polizia scientifica sono al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica e non è escluso che sarà svolta l'autopsia. La sua passione Le foto sui social network della vittima descrivono al meglio quanto la 39enne amasse la natura e gli sport estremi. Sul suo profilo, infatti, sono tante le immagini che la vedono protagonista di escursioni sulle montagne o anche in volo con il paracadute. Una donna che amava le emozioni forti e la vita, ma gli investigatori, al momento, non escludono si sia trattato di un gesto estremo.