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SEZ. POLITICA Proposta di legge FI per aumento assessori in comuni fino a 10mila abitanti Il deputato Rubano primo firmatario: “Sarà a costo zero”

12 Marzo 2025, 10:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Proposta di legge FI per aumento assessori in comuni fino a 10mila abitanti Il deputato Rubano primo firmatario: “Sarà a costo zero”

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. “A conclusione di una campagna di ascolto avviata con il collega on. Francesco Canizzaro abbiamo presentato questa proposta di legge per potenziare l'azione politica e amministrativa nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti. L’obiettivo è generare una maggiore sinergia tra il governo locale e i cittadini e più collaborazione con gli uffici”. 
Così il deputato di Forza Italia, Francesco Maria Rubano, presentando una proposta di legge che modifica il numero massimo degli assessori nelle giunte dei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti, di cui è primo firmatario insieme al collega Francesco Cannizzaro, vicepresidente dei deputati azzurri.  “Non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani – ha proseguito - quindi la proposta non comporta oneri per lo Stato. Il sindaco ha la possibilità, non l’obbligo, di ampliare la giunta comunale di due unità: un’azione che sicuramente contribuisce al rafforzamento del governo locale e costituisce anche un’opportunità per formare classe dirigente e valorizzare le diverse sensibilità politiche nei territori”, ha concluso.
 “Ringrazio il collega Rubano – ha aggiunto Francesco Cannizzaro - che nella duplice veste di deputato e sindaco ha presentato insieme a me questa proposta di legge molto utile per tutti i comuni e richiesta dai territori. Sono anni infatti che i sindaci chiedono al legislatore nazionale di cambiare la norma del TUEL per avere la possibilità di aumentare il numero dei componenti della giunta e rendere così più performante l'azione politica e amministrativa dei Comuni. Questa proposta è stata sposata dall'intero gruppo parlamentare di Forza Italia, ed è la tappa di un percorso: non escludiamo infatti che al primo provvedimento che riguarda gli enti locali si possa presentare un emendamento per velocizzare il processo e rendere la proposta legge, dando così una risposta concreta e rapida ai sindaci”, ha concluso. “Una bellissima iniziativa, che ripristina un coinvolgimento degli amministratori comunali, che sono la parte più vicina ai cittadini: ripristinare la possibilità di allargare le giunte comunali fino a 6 assessori nei comuni fino a 10.000 abitanti non solo va a beneficio della partecipazione e della condivisione, ma soprattutto fa sì che gli amministratori siano parte attiva e concreta nella vita quotidiana dei territori”, ha sottolineato Roberto Pella, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio alla Camera e vice presidente di Anci. “Si tratta di un’iniziativa che non comporta nessun onere né per le casse dello Stato né per i comuni, e va nella direzione che auspichiamo da sempre: maggior partecipazione e maggior coinvolgimento a vantaggio della cittadinanza. Ringrazio i miei colleghi, gli onorevoli Rubano e Cannizzaro per aver presentato questa proposta di legge, fortemente voluta e sostenuta dai territori e, lo dico in qualità di vicepresidente di Anci, apprezzata da sindaci, assessori e consiglieri comunali”, ha concluso.

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SEZ. POLITICA Consiglio Regionale, Caldoro lascia: subentra ufficialmente Di Scala Esponente di Fratelli d'Italia, ha aderito al gruppo Moderati e Riformisti: "Gioco di squadra"

11 Marzo 2025, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Consiglio Regionale, Caldoro lascia: subentra ufficialmente Di Scala Esponente di Fratelli d'Italia, ha aderito al gruppo Moderati e Riformisti: "Gioco di squadra"

INSERITO DA ANGELA CCERE Il consiglio regionale ha preso atto delle dimissioni di Stefano Caldoro: al suo posto è subentrata Maria Grazia Di Scala, esponente di Fratelli d'Italia, prima dei non eletti alle spalle dell'ex presidente. "Il centrodestra fa squadra e lo ha dimostrato Stefano Caldoro facendo un passo di lato, consentendomi di ritornare in quest’aula in questo scorcio conclusivo della legislatura”. Così Maria Grazia Di Scala, intervenendo in aula in surroga alle dimissioni di Stefano Caldoro. “In accordo con il mio partito, Fratelli d’Italia, - ha aggiunto Di Scala - d’intesa con il segretario regionale Antonio Iannone ed il viceministro Edmondo Cirielli, ho scelto di aderire al Gruppo Moderati e Riformisti nel rispetto dal lavoro fin qui svolto all’interno del Consiglio dai colleghi e nello spirito unitario, che da sempre caratterizza il centrodestra campano, che è quello di continuare ad operare ogni azione finalizzata all’allargamento e al rafforzamento della coalizione”. “Il ritorno in quest’aula - ha sottolineato Maria Grazia Di Scala - mi consente di continuare con maggior forza il mio impegno al servizio della comunità, comunque mai interrotto, a sostegno delle istanze delle aree disagiate, delle problematiche inerenti la mobilità e la salute dei cittadini. Sarò a lavoro con e per la squadra per contribuire con il mio impegno a rafforzare la nostra posizione sui temi che più riguardano la vita dei nostri cittadini”.

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SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni: "No a fondi di coesione per l'acquisto di armi e a invio truppe europee"

7 Marzo 2025, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni: "No a fondi di coesione per l'acquisto di armi e a invio truppe europee"

INSERITO DA ANGELA CECERE La presidente del Consiglio alla riunione straordinaria del Consiglio europeo ricorda la proposta di "vertice Usa-Ue" su cui sta lavorando l'Italia. Su riarmo dice "non è il termine adatto" "No ai fondi di coesione sull'acquisto di armi" e all'invio di truppe di peacekeeping in Ucraina. Questi sono i punti fondamentali toccati oggi, 6 marzo, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la riunione straordinaria del Consiglio europeo a Bruxelles. "Abbiamo condotto una battaglia per escludere che venissero forzatamente dirottate delle risorse dai fondi di coesione alle spese sulla difesa" spiega, mentre sull'invio di truppe europee a Kiev dichiara di considerare la "proposta non particolarmente efficace e anche molto complessa". Per Meloni, "una pace giusta ha bisogno di garanzie di sicurezza certe. Le garanzie di sicurezza certe, secondo me, stanno sempre nell'alveo dell'Alleanza atlantica. L'unico modo serio per garantirle è quello. Poi, ci sono diversi modi per farlo e qui stiamo portando avanti le nostre proposte, ma secondo me quella di inviare truppe non meglio identificate, truppe europee francesi, britanniche" o di altri Paesi "è la soluzione più complessa e forse la meno efficace". "Ho anche escluso la possibilità - aggiunge - che in questo quadro possano essere inviati soldati italiani. Penso che dobbiamo ragionare anche su soluzioni più durature" di un invio di truppe. "Altro tema è le questione delle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite: ma è tutt'altra materia, perché sono missioni che intervengono quando c'è un processo di pace iniziato. Non è la proposta di cui si sta parlando in queste ore e, ripeto, su questa proposta qui io continuo a essere molto molto perplessa". Vertice Usa-Ue "Si sta parlando di possibile vertice tra Usa e Ue, da costruire. È un impegno sul quale l'Italia intende lavorare". E' quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa durante la riunione straordinaria del Consiglio europeo, ricordando che si tratta di una proposta lanciata da Roma. "Riteniamo sia utile vedersi e parlarsi. Continuiamo a lavorarci. Non ci sono ancora elementi concreti" né date, rimarca, sottolineando che di aver riscontrato "molto, molto interesse da parte degli interlocutori" sul tema. "Riarmo? Non è il termine adatto" "Credo che la parola riarmo non sia adatta per parlare di quello che stiamo facendo" precisa Meloni. Il concetto di sicurezza e di difesa, spiega, "oggi riguarda moltissimi domini della vita quotidiana dei cittadini: non semplicemente essere dotati di adeguate armi, che pure sicuramente è un tema, ma riguarda anche il tema delle materie prime, il tema della cybersicurezza, il tema delle infrastrutture critiche. Tantissimi domini di cui noi ci dobbiamo occupare quotidianamente. E quindi forse stiamo dando dei messaggi che per i cittadini non sono chiarissimi", continua, sottolineando la necessità di "chiarire" cosa si propone di fare l'Ue in questo momento. Ucraina e garanzie di sicurezza "L'unico modo serio" per dare garanzie di sicurezza all'Ucraina è nell'ambito Nato, estendendo a Kiev le tutele previste dall'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico senza farla entrare direttamente nell'Alleanza. "Sarebbe sicuramente molto più efficace, una cosa diversa dall'ingresso nella Nato". "Sarebbe una garanzia di sicurezza stabile, duratura ed effettiva, più di alcune proposte che sto vedendo. Sicuramente è una delle proposte che mettiamo sul tavolo". L'Italia, con l'Europa, ha sostenuto l'Ucraina per impedire un'invasione e, se Kiev non fosse stata aiutata, oggi "non parleremmo di pace". "Mi interessa arrivare - afferma - a una soluzione che possa essere effettiva e seria, perché noi per questo abbiamo combattuto. In questi tre anni, tutti gli sforzi che noi abbiamo fatto erano per arrivare a una pace giusta, a una pace che avesse delle regole. Oggi, grazie a quel lavoro, ci sono le condizioni. Se noi non avessimo supportato l'Ucraina oggi non staremmo parlando di pace: lo ricordo a tutti quelli che dicono che siamo noi, addirittura che sono io che ho scatenato la guerra in Ucraina, come ho sentito dire in queste cose folli che ogni tanto ascolto". "Noi abbiamo lavorato banalmente perché non ci fosse un'invasione dell'Ucraina, perché l'Ucraina rimanesse in piedi e perché ci fossero delle condizioni adeguate per sedersi al tavolo. Oggi siamo arrivati a quel momento e bisogna raccogliere i frutti dei sacrifici che abbiamo fatto"., Patto di Stabilità "Saluto positivamente il fatto che, all'indomani della proposta della presidente della Commissione di aprire allo scomputo delle spese di difesa del calcolo del rapporto deficit-Pil, ci sia anche un dibattito che comincia ad aprirsi su una revisione complessiva del patto di stabilità e crescita". "Probabilmente - aggiunge la premier - se alcune delle cose che abbiamo detto quando è stato varato il nuovo patto fossero state ascoltate al tempo un po' di più, oggi non saremmo di fronte a questa situazione. Ma è sicuramente una notizia che salutiamo positivamente. Chiaramente non riguarda, per come vedo io un'eventuale revisione del patto, solamente la vicenda della difesa, ma riguarda soprattutto la competitività, cioè l'autonomia strategica che riguarda moltissime materie e che sarà oggetto del prossimo Consiglio Europeo", il 20 e 21 marzo. Difesa e investimenti privati "Si devono, ad esempio, immaginare strumenti di garanzie europee per investimenti privati, su modello di InvestEU" dice Meloni. La soluzione è pensata per rispondere alle "criticità" che Roma riscontra nella proposta della Commissione di emettere debito per 150 miliardi di euro nel quadro del piano di riarmo presentato dalla presidente Ursula von der Leyen. "Quando un Paese come l'Italia si approccia alla materia del debito, ci sono rischi", spiega Meloni. "Stiamo elaborando questa proposta, che sarà portata dal ministro Giancarlo Giorgetti al prossimo Ecofin", la riunione dei ministri dell'Economia e delle finanze dell'Ue in agenda per martedì prossimo. L'idea è quella di poter reperire delle risorse per favorire gli investimenti, "e quindi anche creare posti di lavoro e aiutare le aziende, con delle garanzie europee per quegli investimenti".

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SEZ. POLITICA Ucraina-Russia, Meloni: "Trump vuole accordo inattaccabile" La presidente del Consiglio: "Non ho difeso Zelensky? Spiace si preferisca sempre polemica fine a se stessa"

4 Marzo 2025, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ucraina-Russia, Meloni: "Trump vuole accordo inattaccabile" La presidente del Consiglio: "Non ho difeso Zelensky? Spiace si preferisca sempre polemica fine a se stessa"

INSERITO DA ANGELA CECERE Sul fronte della guerra tra Ucraina e Russia, e dopo lo strappo tra Trump e Zelensky, "il momento non è facile, non è facile per nessuno, non è certamente facile per me, quando bene o male ti trovi a prendere delle decisioni che inevitabilmente incideranno sul futuro della tua nazione, dell'Europa, del quadro geopolitico nel suo complesso". Così la premier Giorgia Meloni ospite di XXI secolo su Rai1, in onda in seconda serata. "Certo - continua Meloni - non è che sono decisioni che si prendono con leggerezza e questa è anche la ragione per la quale sono convinta che questo sia un momento nel quale prima di fare una scelta bisogna ponderarla, nel quale bisogna mantenere la calma, nel quale bisogna cercare di ragionare nel modo più lucido possibile guardando sempre all'obiettivo e alla priorità" "Per me la priorità - spiega - è sempre difendere l'interesse nazionale italiano e credo che sia nell'interesse nazionale italiano evitare qualsiasi possibile frattura all'interno dell'Occidente perché una divisione, una frattura, divisioni in generale ci renderebbero solamente tutti quanti più deboli". "Questa è la ragione per la quale insomma in un momento nel quale ovviamente c'era molta emotività ho chiesto un incontro per parlarsi in modo franco di come si vuole affrontare questa questione specifica, la questione della guerra in Ucraina, ma in generale diciamo le grandi sfide che Europa, Stati Uniti e l'Occidente hanno di fronte", spiega ancora la premier. "Trump non può permettersi accordo che qualcuno potrebbe violare" "Credo che alla fine, al di là di quello che può sembrare, l'obiettivo è un obiettivo condiviso, alla fine tutti condividono lo stesso obiettivo, lo stesso obiettivo" che è quello di "portare pace in Ucraina, portare in Ucraina una pace giusta, portare una pace stabile, duratura, io direi definitiva", continua quindi la presidente del Consiglio. "Quindi - sottolinea - la questione centrale è come si fa a costruire una pace che preveda tali garanzie di sicurezza per l'Ucraina" per "fare in modo che non possa tornare la guerra e questo serve a tutti, serve all'Ucraina, serve ai paesi europei, particolarmente a quelli che si sentono minacciati giustamente dalla Russia e serve a Donald Trump che è un leader forte e che chiaramente non può permettersi di siglare un accordo che qualcuno domani potrebbe violare". "Non ho difeso Zelensky? Spiace si preferisca polemica fine a se stessa" "Non ho difeso Zelensky? Un po' dispiace che si preferisca sempre la polemica un po' fine a se stessa, voglio dire quando scoppiò la guerra in Ucraina e io ero a capo dell'unico partito all'opposizione del governo Draghi, il governo Draghi potè contare sul nostro contributo, sul nostro aiuto", le parole di Meloni. "Ci sono dei momenti nei quali non c'è bisogno di fare polemica per forza, io ho detto quello che penso, questo è il tempo in cui le persone serie lavorano per ricomporre, non lavorano per dividere ulteriormente. A chi giova la tifoseria?", si domanda il premier. "Il lavoro che cerco di fare io è un lavoro di ricomposizione, poi è possibile che altri non siano d'accordo, ma questo è l'obiettivo dichiarato ed è l'obiettivo che perseguo, che tutti vedono, riuscendo a parlare fortunatamente con tutti, che forse è una cosa che può aiutare in questa situazione". "Non manderemo soldati a Kiev" Sulla proposta di invio di soldati europei avanzata dalla Francia e dalla Gran Bretagna, "l'Italia ha espresso le sue perplessità, secondo me è una cosa molto complessa nella realizzazione, non sono convinta dell'efficacia, è la ragione per la quale, come si sa, abbiamo detto che non manderemo i soldati italiani in Ucraina", continua la premier. "Sicuramente è un momento nel quale tutti coloro che fanno delle proposte stanno facendo una cosa utile nel tentativo di cercare una soluzione", assicura. "La linea mia è che sto con l'Italia, in Europa, per l'Occidente, e le letture infantili le lascio ad altri perché in questo momento non ce le possiamo permettere", continua Meloni. "Se quando le opposizioni dicono che l'Italia deve stare senza se e senza ma dalla parte dell'Europa, come se gli Stati Uniti non fossero i nostri alleati ma va bene, vorrei sapere - domanda - se questo significa anche che dovremmo mandare i soldati italiani in Ucraina, come fa la Francia, come insomma ragiona di fare la Francia, perché ripeto gli slogan sono bellissimi, dopodiché però agli slogan seguono delle scelte e io sarei contenta di avere un'idea più chiara di cosa vogliono fare, anche perché ho rispetto ovviamente della posizione delle opposizioni". "Tra l'altro queste sono materie sulle quali più si cerca di essere d'accordo sul da farsi e meglio è, quindi un elemento di chiarezza forse da questo punto di vista ci può aiutare", conclude. "Dazi? Nostro interesse opposto a quello che dichiara Trump" Sui dazi, spiega poi Meloni, "il nostro interesse è completamente opposto a quello che sta dichiarando Donald Trump, poi vedremo che cosa accadrà nei fatti, anche se io sono convinta che in realtà quello che può produrre l'avvio di dazi con una risposta europea, cioè una guerra commerciale, non convenga in realtà a nessuno, non conviene neanche agli Stati Uniti, però su questo ci possono essere punti di vista differenti"."All'Italia, che è una nazione esportatrice ovviamente i Dazi non convengono, quindi farò tutto quello che posso per impedire che questo accada", assicura.

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SEZ. POLITICA Icam Lauro unico al sud, Radicali: "Chiusura è una follia" Blengino e Gambardella: "Scelte assurde arrivano dopo il Ddl Sicurezza"

25 Febbraio 2025, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Icam Lauro unico al sud, Radicali: "Chiusura è una follia" Blengino e Gambardella: "Scelte assurde arrivano dopo il Ddl Sicurezza"

INSERITO DA ANGELA CECERE "La situazione delle nostre carceri è agghiacciante e questa è solo l'ultima decisione senza senso di un sistema ormai al collasso" Lauro. "La chiusura dell'Icam di Lauro, l'unico istituto a custodia attenuata per madri detenute del Mezzogiorno, è una follia. Serve un intervento immediato delle istituzioni: non è accettabile costringere madri che stanno già vivendo una situazione di disagio ad affrontare lunghi trasferimenti in altri istituti penitenziari. Queste scelte assurde arrivano dopo il ddl sicurezza, che concede ai giudici la possibilità di portare in carcere sempre più bambini, eliminando l'obbligo di misure alternative per le madri con figli minori di un anno.  La situazione delle nostre carceri è agghiacciante e questa è solo  l'ultima decisione senza senso di un sistema ormai al collasso. Ci auguriamo un intervento rapido da parte della politica e della  magistratura". Lo dichiarano in una nota Filippo Blengino, segretario dei Radicali Italiani, e Bruno Gambardella, presidente comitato Radicali Italiani.

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SEZ. POLITICA Tajani a Pietrelcina, i sindaci: giornata storica "Il Sannio protagonista sulla scena nazionale"

24 Febbraio 2025, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Tajani a Pietrelcina, i sindaci: giornata storica "Il Sannio protagonista sulla scena nazionale"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. “Ieri il Sannio è stato al centro della scena nazionale, con una partecipazione straordinaria che ha reso Pietrelcina il cuore di un percorso importante. Un evento di portata storica, che ha confermato l’attenzione verso i territori e le aree interne”. Lo dichiarano in una nota i sindaci sanniti sostenitori del partito guidato da Antonio Tajani: Angelo Torrillo (Pietraroja), Antonio Zeoli (Santa Croce del Sannio), Antonello Caporaso (Ponte), Carmine Cacchillo (Amorosi), Claudio Cataudo (Ceppaloni), Domenico Parisi (Limatola), Franco Valente ( San Lupo), Gianclaudio Golia (Circello), Vincenzo Falzarano (Airola), Giovanni Caporaso (Telese Terme), Pasqualina Grasso (Durazzano), Umberto Maietta (Paolisi), Valerio Testa (Pontelandolfo).  “La presenza del Vicepremier e Vicepresidente del PPE Antonio Tajani ha lanciato un messaggio  forte e chiaro: il nostro territorio non è marginale, ma strategico. È un segnale rassicurante che ci dà un orizzonte nuovo”. “Vogliamo ringraziare i parlamentari Francesco Maria Rubano e Fulvio Martusciello, il cui impegno instancabile ha reso possibile questo grande evento. Grazie al loro lavoro, il Sannio sta avendo l’opportunità di riscoprire una centralità nel dibattito politico nazionale".

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SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni non 'molla' Zelensky: "Usa e Ue insieme per pace" La presidente del Consiglio prepara il suo intervento alla convention Cpac, dopo le bordate di Trump chiede 'garanzie' per Kiev

21 Febbraio 2025, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni non 'molla' Zelensky: "Usa e Ue insieme per pace" La presidente del Consiglio prepara il suo intervento alla convention Cpac, dopo le bordate di Trump chiede 'garanzie' per Kiev

INSERITO DA ANGELA CECERE Giorgia Meloni resta impegnata a fare da pontiere tra Usa e Ue dopo le recenti tensioni sul dossier ucraino. La presidente del Consiglio negli uffici di Palazzo Chigi ieri ha limato il discorso che sabato, alle 19.15 italiane, terrà in video-collegamento davanti alla platea del Cpac, la conferenza dei conservatori che si sta svolgendo alle porte di Washington e che ospita attivisti conservatori e politici da tutti gli Stati Uniti e dal mondo. Ad annunciare l'intervento di Meloni - non ancora ufficializzato da Palazzo Chigi - è il sito del Cpac, dove tra i relatori di sabato figurano anche il presidente argentino Javier Milei ed Elise Stefanik, designata Rappresentante permanente degli Stati Uniti d'America alle Nazioni Unite. La leader di Fdi si focalizzerà sulle relazioni transatlantiche - messe a dura prova dalla nuova dottrina targata Trump - soprattutto in relazione al prosieguo del conflitto in Ucraina. Tema, quest'ultimo, affrontato da Meloni nella telefonata con il primo ministro del Canada Justin Trudeau, presidente di turno del G7, per ribadire la posizione italiana sul conflitto in Ucraina, alla luce delle dichiarazioni al vetriolo di Donald Trump contro Volodymyr Zelensky: la presidente del Consiglio, fa sapere Palazzo Chigi, ribadisce che la priorità per l'Italia "è la stessa del resto d'Europa, dell'Alleanza Atlantica e di Kiev: fare tutto il possibile per fermare il conflitto e raggiungere la pace". Meloni ricorda anche "come siano stati il sostegno occidentale insieme al coraggio e alla fermezza ucraina a precostituire le condizioni che rendono possibile parlare oggi di un'ipotesi di accordo". E assicura che l'Italia, "insieme agli Stati Uniti e ai suoi partner europei e occidentali", lavora "per una pace duratura in Europa, che necessita di garanzie di sicurezza reali ed efficaci per l'Ucraina". Nella stessa telefonata Meloni riferisce a Trudeau che non potrà partecipare alla video-call dei leader G7 in programma lunedì 24 febbraio, a causa degli impegni già presi con il presidente emiratino Mohammed bin Zayed, in visita a Roma. Per lo stesso motivo Meloni non sarà a Kiev insieme ai capi dell'Ue in occasione del terzo anniversario dall'inizio della guerra. Incontro con Tajani e Salvini Si affollano i dossier nostrani e quelli internazionali sulla scrivania dell'inquilina di Palazzo Chigi, che ieri mattina ha visto i suoi vice e alleati di governo, Tajani e Salvini. "Un semplice incontro che i tre leader fanno tutte le settimane", spiegano fonti governative minimizzando la portata del vertice. Ma non si esclude che al centro della riunione ci sia stato il dossier ucraino o temi economici come i balneari (per il Tar della Liguria, la proroga delle concessioni al 2027 non è valida) e la rottamazione delle cartelle, cavallo di battaglia di Salvini: "Ne parliamo da tempo", si limita a rispondere il segretario della Lega, lasciando il Senato dopo il question time. L'obiettivo del vicepremier è dar vita a "un documento di tutta la maggioranza" sul tema delle cartelle, "perché aiutare 20 milioni di italiani in difficoltà con l'Agenzia delle Entrate non è un obiettivo solo della Lega, è un obiettivo dell'intero governo". Ma da parte dei partner della maggioranza si continuerebbe a registrare una certa cautela, legata soprattutto ai dubbi sulla sostenibilità economica della misura. Sul conflitto russo-ucraino continuano a fare rumore le dichiarazioni di Salvini in lode di Trump ("meriterebbe il Nobel per la pace, altro che bullismo"): frasi che nei toni stridono con quelle, molto più prudenti, pronunciate dal titolare della Farnesina. Per Tajani, il linguaggio utilizzato da Trump contro Zelensky ("dittatore" e "comico mediocre") "certamente non ci appartiene, quello che ci interessa è che l'Europa sia unita, dobbiamo tenere i nervi saldi, le schermaglie è ovvio che ci sono". Zelensky "è stato eletto e sempre sostenuto dagli americani, anche dall'amministrazione Trump che portò Zelensky in Europa attraverso l'ambasciata a Bruxelles". Fonti governative provano a 'detonare' la portata delle esternazioni di Salvini, specificando che la linea in materia di politica estera "la danno il premier e il ministro degli Esteri". Caso Delmastro Ma è con la giustizia che si apre l'ennesimo fronte interno, dopo le tensioni delle ultime settimane: e ad accendere la miccia questa volta è la condanna in primo grado a 8 mesi per rivelazione di segreto d'ufficio inflitta al sottosegretario Fdi alla Giustizia Andrea Delmastro, in relazione al caso dell'anarchico Alfredo Cospito. Una decisione che lascia "sconcertata" la presidente del Consiglio, la quale nel tardo pomeriggio vede il ministro della Giustizia Carlo Nordio e sceglie di blindare il sottosegretario: "Rimane al suo posto". Il sottosegretario - a differenza di quanto accaduto con il rinvio a giudizio del ministro del Turismo Daniela Santanchè - incassa la piena solidarietà anche di Fratelli d'Italia, dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, che parla di "sentenza politica", ai ministri Tommaso Foti, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, i quali esprimono solidarietà al collega di partito. Duro il commento di Meloni, che in serata incontra il guardasigilli Nordio: "Sono sconcertata per la sentenza di condanna del sottosegretario Andrea Delmastro, per il quale il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto l'archiviazione e successivamente l'assoluzione. Mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione". Per Meloni, le dimissioni di Delmastro - chieste a gran voce dall'opposizione - non sono un tema sul tavolo: il sottosegretario "rimane al suo posto", rimarca la leader di via della Scrofa. (di Antonio Atte)

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SEZ. POLITICA Meloni al vertice di Parigi sull'Ucraina: invio truppe Ue "ipotesi complessa e meno efficace" Per l'Italia questione centrale rimangono le garanzie di sicurezza per Kiev. E la presidente del Consiglio ribadisce la necessità di coinvolgere gli Usa

18 Febbraio 2025, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni al vertice di Parigi sull'Ucraina: invio truppe Ue "ipotesi complessa e meno efficace" Per l'Italia questione centrale rimangono le garanzie di sicurezza per Kiev. E la presidente del Consiglio ribadisce la necessità di coinvolgere gli Usa

INSERITO DA ANGELA CECERE Ha ribadito le perplessità sul formato del vertice di Parigi, sull'invio di truppe europee in Ucraina e la necessità di percorrere strade che prevedano il coinvolgimento degli Stati Uniti. Queste le linee, a quanto si apprende, dell'intervento della premier Giorgia Meloni oggi al summit a Parigi convocato da Emmanuel Macron alla presenza del britannico Keir Starmer, del premier olandese, Dick Schoof, del cancelliere tedesco Olaf Scholz, del capo del governo polacco Donald Tusk e del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. All'Eliseo anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte e i vertici Ue, Antonio Costa e Ursula von der Leyen. La linea dell'Italia: no invio truppe, sì coinvolgimento Usa Meloni, a quanto si apprende, ha sottolineato di aver voluto essere presente per non rinunciare a portare il punto di vista dell’Italia, ma di avere espresso le sue perplessità riguardo un formato che, a suo giudizio, esclude molti Paesi, a partire da quelle più esposti al rischio di estensione del conflitto, anziché includere, come sarebbe opportuno fare in una fase storica come questa. Anche perché, avrebbe rimarcato la premier, la guerra in Ucraina l’abbiamo pagata tutti. Per l'Italia le questioni centrali rimangono le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, perché senza queste ogni negoziato rischia di fallire. Quindi Meloni avrebbe rimarcato l'utilità di un confronto tra le varie ipotesi in campo, osservando come quella che prevede il dispiegamento di soldati europei in Ucraina appaia come la più complessa e forse la meno efficace. Una strada su cui l'Italia avrebbe mostrato le sue perplessità al tavolo. Secondo Meloni, a quanto viene riferito, andrebbero esplorate altre strade che prevedano il coinvolgimento anche degli Stati Uniti, perché è nel contesto euro-atlantico che si fonda la sicurezza europea e americana. La premier avrebbe definito una sferzata sul ruolo dell'Europa quella lanciata dall'amministrazione Usa ma ricordando che prima di questa analoghe considerazioni sono state già state fatte da importanti personalità europee. È una sfida, avrebbe quindi sottolineato, per essere più concreti e concentrarsi sulle cose davvero importanti, come la necessità di difendere la nostra sicurezza a 360 gradi, i nostri confini, i nostri cittadini, il nostro sistema produttivo. Secondo la presidente del Consiglio sono i cittadini europei a chiederlo: non dobbiamo chiederci cosa gli americani possono fare per noi, ma cosa noi dobbiamo fare per noi stessi. Meloni avrebbe quindi rimarcato come il formato del summit all'Eliseo non vada considerato come un formato anti-Trump. Tutt’altro. Gli Stati Uniti lavorano a giungere ad una pace in Ucraina e noi dobbiamo fare la nostra parte, la sollecitazione della premier italiana. Meloni infine, sempre a quanto si apprende, avrebbe manifestato condivisione per il senso della parole del vice presidente degli Stati Uniti Vance, ricordando di aver espresso concetti simili in precedenza. Ancora prima di garantire la sicurezza in Europa, avrebbe sottolineato Meloni, è necessario sapere che cosa stiamo difendendo.

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SEZ. POLITICA Il M5S si prepara alla sfida delle Regionali, tappa a Cava di Anna Bilotti "L'azione dei gruppi territoriali è ancora più importante in vista delle prossime elezioni"

9 Febbraio 2025, 11:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

il m5s si prepara alla sfida delle regionali tappa a cava di anna bilotti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cava de' Tirreni. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti, ha incontrato, ieri, il gruppo territoriale di Cava de’ Tirreni del M5s per continuare a rafforzare il dialogo con il territorio e per aggiornare attivisti e cittadini sul proprio lavoro in Parlamento e ascoltando le istanze locali. Dopo la prima tappa, nelle scorse settimane, a Salerno con il Gruppo territoriale del comune capoluogo, la parlamentare salernitana prosegue, dunque, il proprio tour che la vedrà impegnata in provincia di Salerno per incontrare i Gruppi territoriali per «essere al loro fianco - ribadisce Bilotti - e dare risposte ai problemi dei cittadini». Bilotti, a Cava de’ Tirreni, è stata accolta dagli iscritti e dal rappresentante del Gruppo territoriale, Giuseppe Benevento. Diversi i temi affrontati nel corso dell’incontro, tra cui anche ambiente, trasporti e sanità territoriale con gli attivisti che puntano l’attenzione, in particolare, su Ospedale di Comunità, Casa di Comunità e Casa del Parto. FILIPPO NOTARI OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Tavolo Dema-Cam, Matera: "Continuerò a seguire con massima attenzione" "Per lo stabilimento di Paolisi, l'ipotesi di Piano prevede che esso sarà dislocato ad Airola"

7 Febbraio 2025, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Tavolo Dema-Cam, Matera: "Continuerò a seguire con massima attenzione" "Per lo stabilimento di Paolisi, l'ipotesi di Piano prevede che esso sarà dislocato ad Airola"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. "Bisognerà continuare a seguire, e lo faremo, in modo molto attento lo sviluppo della vicenda in tutti i suoi particolari ed in tutte le sfaccettature con specifico riguardo alla salvaguardia di tutte le posizioni lavorative. In ogni caso, ad esito dell'incontro di cui oggi, possiamo dire di intravedere primi spiragli incoraggianti". Lo fa presente il Senatore di Fratelli d'Italia Domenico Matera che, ieri, ha preso parte a Roma al tavolo tenutosi presso il Mimit sulla vertenza Dema, alla presenza della società Adler che da pochi giorni ha rilevato l'intero Gruppo.  "I vertici Adler - fa presente il Senatore Matera - hanno rappresentato il loro Piano industriale che punta, a fronte di perdite attuali nella misura di 1,5 milioni di euro al mese, a riportare il Gruppo, entro la fine del 2026, al pareggio di bilancio e, da quello successivo, al ritorno all'attivo. Con un programma sul medio e lungo termine che punta a rilanciare l'azienda e a far crescere i numeri occupazionali. Per quel che riguarda lo stabilimento di Paolisi, l'ipotesi di Piano prevede che esso sarà dislocato ad Airola. Nella giornata di Lunedì 17 Febbraio è fissato un nuovo appuntamento presso le sedi ministeriali mentre domani rappresentanze dei lavoratori saranno ricevute dal Prefetto di Napoli. Come prima detto - ha concluso Matera - garantirò la mia massima presenza".

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