Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODALa commemorazione delle 85 vittime alla stazione. L’incontro in Comune con i familiari delle vittime, il corteo, i discorsi ufficiali da piazza Medaglie d’Oro e il minuto di silenzio alle 10.25. La ministra Bernini contestata nel cortile di Palazzo d’Accursio, poi prende le distanze dal discorso di Bolognesi, che dal palco tuona: “Tutti gli stragisti sono passati dall’Msi”. Meloni: “Una delle pagine più buie della storia” BOLOGNA – Bologna non dimentica. Nel 45° anniversario della strage alla stazione la città ricorda le 85 vittime e i 200 feriti.Nel cortile di Palazzo d’Accursio prende la parola anche la ministra Anna Maria Bernini (“un onore e un orgoglio essere qui”), ma viene contestata da un cittadino che raccoglie applausi fra i presenti. Poi la partenza del corteo verso la stazione: Paolo Bolognesi salutato da moltissimi applausi, per lui è l’ultimo corteo da presidente dell'associazione dei famigliari. Dal palco tuona: “Tutti gli stragisti sono passati dall’Msi”. La ministra prende le distanze “dai collegamenti governo-strage di Bologna”. Il presidente della Repubblica Mattarella dichiara che la strage è stata un “segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile”. Applauditissimo il discorso di Bolognesi, anche quando attacca la premier Meloni: “Condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici". Meloni parla della strage come di “una delle pagine più buie della storia”. Strage di Bologna, un demonio dietro la follia La strage di Bologna e la matrice negata Contestata la ministra Bernini: "Non crediamo alla solidarietà del governo" LA REPUBBBLICA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ambiguo, timido, reticente, incomprensibile, sconcertante. E' varia la gamma di aggettivi che l'opposizione riserva al ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusandolo insieme alla premier e al resto del governo di non saper assumere una posizione "chiara e coraggiosa" come quella che da ultimo ha visto la Francia schierarsi per il riconoscimento dello Stato di Palestina. "L'Italia è per la soluzione due popoli e due Stati - argomenta il vicepremier e leader di Forza Italia - ma il riconoscimento del nuovo stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele". Una posizione messa poi nero su bianco nel documento politico finale, votato all'unanimità dal Consiglio nazionale di Fi. La scelta del francese Emmanuel Macron non convince fino in fondo neppure il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "La domanda che mi facevo era se aiuta a risolvere o ad aggravare" la situazione. "Da un lato può aiutare a depotenziare Hamas. Dall'altro il rischio è che Israele, sentendosi accerchiata, possa reagire. La cosa non mi vede contrario, però non so se si risolve il conflitto", osserva durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio. Al contrario l'opposizione in genere apprezza molto che i cugini d'Oltralpe riconoscano lo Stato di Palestina e va in pressing perchè altrettanto faccia l'Italia. "Apprezzo che anche la Francia riconosca lo Stato di Palestina, dobbiamo ottenere che anche l'Italia lo faccia - afferma la leader dem Elly Schlein -. Ci tenevo a ribadirlo perché ho letto dichiarazioni incomprensibili del ministro Tajani per cui la strada è quella dei due Popoli e due Stati. Peccato che uno Stato già esiste mentre l'altro è illegalmente occupato". Duro sui social anche il leader M5s Giuseppe Conte. "E l'Italia? Mentre Salvini prende premi per l'amicizia con Israele, Meloni si rifiuta di sospendere il memorandum d'intesa militare con il governo criminale di Israele e oggi sulla stampa leggiamo inquietanti notizie di nuovi contatti tra vertici militari di Roma e Tel Aviv, di nuovi piani di cooperazione militare su cui il governo dovrà fornire chiarimenti. Che vergogna nazionale". Per il segretario di più Europa Riccardo Magi "Giorgia Meloni dovrebbe seguire Macron, un messaggio politico fortissimo per esercitare pressione su Netanyahu affinché finisca il brutale assedio di Gaza e consenta l'accesso degli aiuti alla popolazione palestinese". Dello stesso avviso Avs e Prc. Nella polemica, sotto accusa è soprattutto Tajani. "Il nostro Ministro degli Esteri sa di cosa parla? - affonda il responsabile Esteri dem Beppe Provenzano -. Dice che serve il riconoscimento di Israele. A parte che l'Italia lo ha riconosciuto nel 1949, anche la Palestina, con l'OLP, lo ha fatto nel 1993, con gli accordi di Oslo. È Israele semmai che deve riconoscere la Palestina, ponendo fine all'occupazione illegale dei suoi territori". Ansa
INSERITO DA MORENA MOTTA Non ancora un sospiro di sollievo per il Nazareno, ma quasi. Si intravvede qualche spiraglio di soluzione, infatti, nell'intricata vicenda della corsa a sinistra per le prossime elezioni nelle Marche. Giuseppe Conte riunisce i suoi e sembra fare un passettino in avanti verso l'ok a Matteo Ricci ("un avviso di garanzia non è una condanna", evidenzia) ma per la decisione finale bisognerà comunque attendere ancora qualche giorno e gli interrogatori di garanzia del 30 e 31 luglio. Verranno sentiti territori, fa sapere il leader M5s, ma poi deciderà Roma. Intanto, però, il tempo scorre e i rischi di compromettere una partita che, sulla carta, poteva essere vinta ci sono tutti. Il Nazareno aspetta le valutazioni finali dei pentastellati ma non è disponibile a fare passi indietro. Lo mette in chiaro Elly Schlein che ricorda a tutti come "l'avversario da battere è la destra" e blinda l'ex sindaco di Pesaro: "è il nostro candidato, il Pd è e resta con lui".Ma a complicare le cose arriva l'ennesima bordata del venerdì di Vincenzo De Luca che, nella sua consueta diretta social, ne ha per tutti, compresi Ricci e Decaro. Ma non le manda a dire soprattutto a Conte: "Qual è la Regione dove i Cinque stelle non hanno fatto nulla negli ultimi 10 dieci anni? La Campania. E quale regione offriamo ai Cinque stelle? La Campania". Parole pesanti che non devono essere passate inosservate al leader M5s. Del resto la questione campana è legata a filo doppio a quella delle Marche, visto che le decisioni su Ricci potrebbero avere un ricasco sulla candidatura - per il momento ufficiosa ma non ancora ufficiale - di Roberto Fico. Fatto sta che Conte, dopo giorni nei quali si era chiuso a 'studiare le carte' dell'inchiesta marchigiana - e pur restando stretto tra l'ala dura e pura del movimento e la realpolitik - sembra fare un'apertura. Per M5s, è il ragionamento con i suoi, "etica pubblica, trasparenza e legalità sono valori non negoziabili" ma "un avviso di garanzia non è una condanna" e il Movimento è anche una "forza politica matura" chiamata a "discernere caso per caso valutando se il singolo ha dimostrato onestà o no". Una presa di posizione che arriva in una giornata che, a onor del vero, non era partita con i migliori auspici sotto il cielo del campo largo. Con Conte che aveva scelto di disertare "per sopraggiunti impegni" il convegno sul lavoro al quale erano stati invitati tutti i leader del campo progressista lasciando una sedia vuota accanto a Schlein, Fratoianni e Bonelli. L'irritazione in alcuni settori Dem per l'atteggiamento di Conte su tutta la vicenda marchigiana comunque non manca. A darle voce è l'europarlamentare Dem Pina Picierno, dell'ala riformista. "Da 'avvocato del popolo' a capo del tribunale del popolo", lo attacca. "Un'alleanza - sottolinea ancora - non si costruisce sulla graticola di un presunto moralismo" e i candidati "vanno rispettati". A rincarare la dose - contro i 5stelle (e non solo) - ancora Vincenzo De Luca che fa sapere di non vedere "nomi adeguati" per la Campania e rilancia: se proprio si è deciso che il nome "deve venire dal partito X" che questo proponga almeno una "rosa di candidati". Tradotto: il solo Fico non basta. De Luca se la prende anche con Ricci e Decaro: "sono stati eletti europarlamentari a ventimila euro al mese, chi glielo ha prescritto di candidarsi" alle regionali? Intanto Matteo Renzi ribadisce il suo appoggio a Ricci e lancia una sorta di 'caso Bocchino'. "E' consulente di Acquaroli - scrive sui social - e da settimane evoca il fatto che Ricci non sarà il candidato per imprecisate vicende giudiziarie". Ora, ironizza, "il grande quiz dell'estate è: Bocchino ha rapporti con qualche toga bruna o qualche esponente dei servizi oppure è semplicemente un profeta visionario?".ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. C'era anche il salernitano Federico Conte, già deputato e presidente dell'associazione "Cittadino Sudd" all'iniziativa nazionale del Partito Democratico promossa a Roma dalla segretaria nazionale Elly Schlein. "Al Paese serve un piano industriale che ne rilanci l’autonomia produttiva; investendo in ricerca e sviluppo, formazione e crescita salariale per rilanciare la domanda interna", ha detto a margine Federico Conte. "Insieme all’Europa vanno messi a punto nuovi strumenti per sostenere i costi delle transizioni digitale e ambientale, finora ricaduti sui cittadini europei, senza rinunciare all’obiettivo della decarbonizzazione e dell’autosufficienza energetica e produttiva. È illusorio e pericoloso immaginare che il futuro produttivo di un continente possa essere affidato a un una riconversione generalista nell’industria bellica, soprattutto senza una politica europea comune per la difesa". Conte ha, poi, posto l'accento sul Mezzogiorno d'Italia: "Nel sistema Paese un’attenzione speciale va dedicata al Sud e alle sue straordinarie potenzialità. Per il Mezzogiorno va messo a punto un piano strategico di risorse e di strumenti, che gli consentano di realizzare la sua vocazione mediterranea, dotandolo di nuove reti immateriali per la connettività, sopratutto nella pubblica amministrazione e a sostegno delle aree interne; potenziando le sue reti logistiche e materiali, per rilanciarne la sua funzioni portuali e commerciali; organizzando, con incentivi e indirizzi pubblici, una filiera industriale per mettere in produzione i suoi giacimenti energetici; investendo in formazione per consentire al suo straordinario patrimonio umano di esprimere in loco le sue potenzialità, e combattere l’emigrazione di qualità anziché l’immigrazione di necessità; istituendo un coordinamento delle Università meridionali per promuovere la formazione nelle nuove competenze digitali e dell’intelligenza artificiale; valorizzando in chiave europeista il suo innato multiculturalismo, in particolare verso l’Africa e l’Asia, i nostri dirimpettai verso i quali costruire ponti verso il futuro. La Campania - ha concluso Conte - può e deve essere la capofila di un nuovo mezzogiorno, locomotiva dell’Italia e dell’Europa".FILIPPO NOTARI OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Il consigliere provinciale di Forza Italia, Anna Iachetta, ha presentato due interrogazioni urgenti al Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, per segnalare le gravi condizioni in cui versano le Strade Provinciali 20 e 21, che attraversano il territorio del Comune di San Nicola Manfredi, con particolare riguardo al tratto della S.P. 20 situato nei pressi del Cimitero di Monterocchetta e alla parte della S.P. 21 ubicata all’altezza del Bivio Toppa – Toccanisi. In entrambe le istanze si evidenziano situazioni di degrado avanzato: manto stradale danneggiato, buche, cedimenti, vegetazione incolta che ostacola la visibilità e restringe la carreggiata. Si chiede se l’Amministrazione sia a conoscenza delle criticità, quando saranno eseguiti lavori di manutenzione straordinaria e di sfalcio dell’erba, quali risorse economiche siano state stanziate e se esista un piano strutturato per la manutenzione delle strade provinciali. “Le condizioni attuali impongono un intervento urgente – ha dichiarato Iachetta – I cittadini hanno diritto a percorrere strade sicure e in condizioni decorose”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è riunito il direttivo provinciale di Azione Caserta per definire il percorso organizzativo del partito in vista dei prossimi appuntamenti politici ed elettorali...
Alla presenza del segretario provinciale Cesario Villano, dei vertici regionali e del consigliere regionale Salvatore Aversano, sono stati nominati Luigi Scaramuzzini e Gabriele Mauriello come nuovi vicesegretari provinciali, e Pierluca Marino come commissario cittadino di Caserta.
“La costruzione di un partito solido e credibile - ha dichiarato il segretario provinciale Cesario Villano - passa attraverso il riconoscimento delle competenze e del merito.
Con queste nomine, diamo forza a una squadra coesa e capace di affrontare le sfide che ci attendono. Scaramuzzini rappresenta un riferimento fondamentale per l’organizzazione interna e la comunicazione politica, un punto di sintesi tra efficacia operativa e visione strategica. Mauriello, da anni presente con competenza nel dibattito politico casertano, offrirà un contributo prezioso per consolidare la nostra presenza sul territorio. A Marino, invece, è affidato un incarico delicato in un momento critico per la città di Caserta, e siamo certi che saprà interpretarlo con responsabilità e determinazione.”
Anche il consigliere regionale Salvatore Aversano, intervenuto alla riunione, ha espresso grande soddisfazione per le scelte operate:
“Luigi Scaramuzzini ha già dimostrato, con il suo lavoro, cosa significhi essere un riferimento credibile e operativo. In una fase in cui serve costruire, organizzare e comunicare con chiarezza, la sua presenza nella segreteria provinciale rappresenta un passo importante per tutto il partito. Allo stesso tempo, è un valore aggiunto poter contare su un profilo come quello di Gabriele Mauriello, che porta con sé un patrimonio di relazioni e conoscenza politica sul campo. E infine, su Caserta, la nomina di Pierluca Marino è la risposta seria e organizzata che serve per affrontare la complessità della fase post-scioglimento e accompagnare la città verso un nuovo percorso di responsabilità e buongoverno. Siamo pronti ad affrontare insieme, con determinazione e metodo, le prossime sfide elettorali, a partire dalle regionali.”
Il neo commissario cittadino Pierluca Marino ha così commentato la nomina:
Ringrazio il segretario provinciale Cesario Villano e il direttivo per la fiducia. Sono consapevole dell’importanza di questo incarico, soprattutto alla luce della situazione che vive oggi la città di Caserta. Dopo lo scioglimento del consiglio comunale, serve responsabilità, visione e prontezza d’azione.
Le prossime scadenze elettorali ci impongono di metterci subito al lavoro. Il mio impegno sarà rivolto a costruire un’area politica moderata, liberale e riformista, capace di offrire risposte concrete e serie ai bisogni della nostra comunità.”
Il direttivo provinciale di Azione Caserta, all’unanimità, ha espresso soddisfazione per il rafforzamento della squadra dirigente:
“La costruzione di un partito solido e credibile passa attraverso il riconoscimento delle competenze e del merito. Le nomine deliberate ieri rappresentano un investimento sul futuro del nostro progetto. Continueremo a lavorare con spirito unitario e con il coinvolgimento delle migliori energie del nostro territorio.”
Azione Caserta conferma così la volontà di rafforzare la propria struttura organizzativa, puntando sulla competenza e sul radicamento. Il lavoro avviato si inserisce in una visione più ampia, volta a costruire una presenza stabile e coerente con i valori del riformismo, del buon governo e della responsabilità civica.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dalla segretaria del Pd Elly Schlein al leader di Azione Carlo Calenda, dal responsabile esteri di Iv Ivan Scalfarotto fino alla coordinatrice diritti del M5s Alessandra Maiorino. E' nutrita la delegazione italiana in partenza per il Budapest Pride, evento a cui parteciperanno attivisti e rappresentanti istituzionali di tutti i partiti del centrosinistra compresi Più Europa e Avs. Per l'Alleanza Verdi-Sinistra al corteo che sfiderà apertamente i divieti di Viktor Orban parteciperà un'eurodeputata, ma non - come molti si aspettavano - Ilaria Salis (che è stata detenuta per oltre un anno in un carcere ungherese), bensì la collega Benedetta Scuderi. Che spiega: "Ilaria non ci sarà, sia perché la decisione sulla richiesta di revoca della sua immunità fatta da Budapest è stata rinviata, sia perché Maja, l'antifascista tedesca detenuta in Ungheria è in sciopero della fame e teme, che a causa della sua presenza, possano esserci ritorsioni su di lei". La minaccia di "conseguenze legali" per chi parteciperà al Budapest Pride fatta dal primo ministro ungherese non ha fermato le partenze. Anzi, in Italia ha innalzato ancor più il livello delle polemiche in chiave anti-Orban. Più Europa, che parteciperà alla manifestazione con il suo presidente, Matteo Hallissey, riferisce di "un clima intimidatorio che" i suoi "attivisti appena arrivati in Ungheria hanno potuto subito respirare: controlli a tappeto all'aeroporto da parte dell'autorità per scovare qualche pericolosa bandiera arcobaleno. Orban può schierare anche l'esercito ma non fermerà mai la marcia dei diritti", la promessa. Alessandro Zan, tra i dem che accompagneranno Schlein alla marcia Lgbtq, sintetizza: "Il problema è lui, che è fuori dalle normative e dai valori europei, non noi che andiamo ad una pacifica manifestazione. Sappiamo che possiamo correre dei rischi ma battersi per la libertà e delle democrazia è molto più importante". Calenda, per mettere le cose in chiaro, è già a Budapest: "Io rispetto lo stato di diritto e la tutela dei diritti delle minoranze che sono a fondamento dell'Europa. Se Orban non le rispetta si accomodasse fuori dall'Europa".Il pride si terrà comunque, scandisce Scalfarotto, secondo cui "non può esserci nessuna violazione di legge per i partecipanti al Pride di Budapest, almeno finché l'Ungheria si conferma dentro l'Unione Europea". Da Avs Scuderi promette che il suo partito chiederà "una risposta più forte all'Ue contro queste minacce istituzionali. E supporteremo chiunque sarà eventualmente vittima di persecuzioni politiche e ripercussioni legali". "L'arroganza di Orban, che pensa di poter andare contro il diritto internazionale, non ci spaventa", afferma la senatrice e responsabile diritti del M5s Alessandra Maiorino. Silente il centrodestra, fatta eccezione per i forzisti Tullio Ferrante e Isabella De Monte che, all'indomani delle esternazioni di Antonio Tajani sul corteo di Budapest ("La manifestazione delle proprie idee è il sale della democrazia") puntualizzano: "Vietare il Pride è contrario ai valori fondanti dell'UE, un'inaccettabile ed immotivata compressione di libertà", secondo il primo. "Ennesima manifestazione illiberale del Premier ungherese" che fa respirare a Budapest "un clima intimidatorio inaccettabile", per la seconda. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA - La bionda corrispondente del canale Rossija 1 vorrebbe fargli dire forse qualcosa di pesante sulla Nato, Trump, Netanyahu e il Re-Arm Europe, ma Giuseppe Conte la prende in contropiede e comincia a parlare invece dell’aggressione della Russia all’Ucraina, le dice che «è inaccettabile» e che «non si può calpestare in questo modo il diritto internazionale». La reporter resta basita e ritrae il microfono. Lui invece sembra soddisfatto, si gira verso i suoi e commenta: «Quando mi dicono che sono filo Putin, io m’incazzo». Rispetto alla piazza per Gaza di due settimane fa a San Giovanni, va detto che sono cambiate un po’ di cose. La prima che salta all’occhio: Giuseppe Conte ha lasciato a casa la giacca blu e ora sfila in corteo dalla Piramide al Colosseo in camicia e sneakers, comunque elegante e mai sudato, malgrado il sole africano. Non si scompone mai, Conte, neppure quando uno da lontano lo riconosce e gli grida: «Presidente mi devi un anno di lavoro», riferendosi forse ai tempi drammatici del Covid e delle chiusure. Era il 2020. PUBBLICITÀ «Non ho sentito», dirà poi lui. E lo stesso fa il vago pure quando quelli dei Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, gli cantano a pochi metri il coretto: «Di Conte ho ricordi vaghi, facevi schifo nel governo Draghi». Imperturbabile, come una salamandra in mezzo al fuoco. In effetti, è un corteo molto composito, con oltre 400 associazioni che aderiscono alla campagna «Stop ReArm Europe» e in mezzo c’è un po’ di tutto, compresi quelli di «Contronarrazione», venuti da Genova, che si mettono insieme a ragazze iraniane e ragazzi con la kefiah palestinese dietro a uno striscione giallo, «Asse della Resistenza», nome non casuale, con dei mitra verdi disegnati sopra. E uno di loro lo dice apertamente: «Noi stiamo con Hamas». «Free free Palestine», «Siamo tutti antisionisti», cantano i militanti del Fronte della gioventù comunista con le bandiere rosse. E insomma è un corteo dove non è facile starci dentro, ma Conte se l’aspettava: «Era inevitabile con centinaia di realtà che vi hanno aderito — ragiona il presidente M5S —. Ma noi siamo qui in prima linea con le nostre idee che sono diverse da quelle di altri e non sono mai cambiate. E oggi è un altro passaggio, dopo i 100 mila del 5 aprile ai Fori Imperiali contro il riarmo e i 300 mila del 7 giugno per Gaza. E poi martedì, 24 giugno, saremo a L’Aia, per il vertice Nato. Ho lanciato un appello a tutte le forze politiche europee, sono già in 15 i leader che hanno aderito, per creare insieme una rete e contrastare questa folle corsa al riarmo e all’escalation militare. Noi non siamo antimilitaristi: mi chiamano “armaiolo” perché da premier m’impegnai per la spesa militare al 2 per cento del Pil. Ma oggi il governo è pronto al 5%...». Come due settimane fa, vicino a Conte ci sono Bonelli e Fratoianni di Avs, ma stavolta non c’è la segretaria del Pd Elly Schlein (giustificata in Olanda al congresso rossoverde) ma non c’è neppure il Pd, che ufficialmente non ha aderito. I dem venuti a titolo personale si contano sulle dita di una mano: Scotto, Ruotolo, Tarquinio, Cecilia Strada. Così l’ex senatore M5S Alberto Airola scherza e dice che, data la somiglianza, potrebbe spacciarsi lui per Gianni Cuperlo. Risate. «Non entro in campo altrui, non commento le delegazioni», schiva Conte. E a chi gli ricorda che dopotutto Elly Schlein ha firmato in mattinata insieme a lui, Bonelli e Fratoianni, la mozione unitaria per chiedere al governo Meloni la revoca del memorandum di collaborazione militare con Israele, Conte ci tiene a sottolineare: «Il Pd c’è stato». Però poi sull’assenza al corteo glissa: «Se è una contraddizione? È una domanda da fare a loro». C’è chi ritiene, a questo punto, che l’ex premier abbia in mente di guidare più una «Cosa rossa» che il «Campo largo», vista l’ormai perdurante assenza di Renzi e Calenda (nominato solo in un coro: «Se bisogna andare al fronte, ci vada Calenda»). E Conte in effetti, davanti alle telecamere, a «un popolo» si rivolge: «C’è la stragrande maggioranza in Italia che dice che questa corsa al riarmo è folle, mentre invece si tagliano fondi al welfare, alla sanità, all’istruzione, agli asili nido e a quello che serve ai cittadini». Si vedrà. Intanto il corteo è arrivato al Colosseo senza problemi. Lui, però, aveva un bodyguard niente male: quel Leonardo Donno, deputato M5S, oggi con la maglietta «No Meloni no von der Leyen», che un anno fa alla Camera avvolse col bandierone tricolore il ministro Calderoli e dal centrodestra gli saltarono addosso in 5 per fermarlo. Così, i Carc sono rimasti a distanza. diFabrizio Caccia IL CORRIERE DELLA SERA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Due giovani donne determinate, capaci e già protagoniste attive in ambito sociale, professionale e culturale... Caserta. La Federazione Provinciale del Partito Socialista Italiano di Caserta annuncia con soddisfazione la nomina di due nuove figure che avranno un ruolo centrale nel rafforzamento dell’azione del partito sul territorio: Arianna Carrino è la nuova Responsabile con delega all'organizzazione eventi. Desyderia De Falco assume il ruolo di Responsabile con delega alle politiche giovanili. Due giovani donne determinate, capaci e già protagoniste attive in ambito sociale, professionale e culturale. Arianna Carrino, oltre ad aver maturato esperienza in ambito commerciale e nella gestione di attività di vendita e accoglienza, è attualmente impiegata come collaboratrice scolastica, un ruolo che le consente di essere a contatto quotidiano con studenti, famiglie e personale educativo. Questa esperienza ha rafforzato in lei la sensibilità verso i temi dell’educazione, dell’inclusione e del benessere scolastico, rendendola una figura capace di cogliere i bisogni reali delle comunità locali. La sua conoscenza del territorio e la sua empatia rappresentano un valore aggiunto nell’organizzazione di eventi culturali e sociali che mettano al centro le persone. Desyderia De Falco, studentessa di Giurisprudenza presso l’Università “Luigi Vanvitelli”, è già attiva nel campo della comunicazione e dell’impegno civile. Ha svolto attività editoriale come cronista per Belvederenews.net e partecipato a progetti universitari di tutoraggio e affiancamento agli studenti. Ha inoltre preso parte a importanti eventi sociali e culturali come dimostrando una spiccata sensibilità per i temi della legalità e della valorizzazione del patrimonio culturale. Il suo percorso riflette un autentico impegno verso i giovani e la loro centralità nei processi democratici. «Con queste nomine - dichiara Romolo Vignola, coordinatore provinciale del Psi - vogliamo costruire un partito che sappia ascoltare, rappresentare e coinvolgere le nuove generazioni. Arianna e Desyderia portano competenze, passione e senso di responsabilità: il loro ingresso rafforza il nostro cammino verso una politica più partecipata e concreta». «Diamo spazio a chi ha voglia di mettersi in gioco - aggiunge Antonio De Falco, coordinatore cittadino - e lo facciamo con due ragazze che hanno già dimostrato capacità organizzative, empatia sociale e spirito d’iniziativa. Lavoreremo insieme per costruire percorsi di dialogo, crescita e cittadinanza attiva». Il Psi Caserta rinnova così il proprio impegno per una politica al servizio della comunità, capace di creare opportunità per i giovani e promuovere cultura, partecipazione e coesione sociale.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Frignano. Si sarebbe lanciato dal cavalcavia sulla strada tra Nola e Villa Literno. E' morto così Enzo Natale, esponente politico di Frignano, comune del casertano di cui è stato candidato sindaco nelle elezioni amministrative del 2021. Per gli investigatori non ci sarebbero dubbi: si sarebbe trattato di un gesto volontario. Inutili purtroppo i soccorsi, per Natale non c'è stato nulla da fare: tantissimi i messaggi di cordoglio per una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. a cura di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE