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sez.politica

SEZ. POLITICA Regionali e veleni, De Luca ai fedelissimi: «Si riparte da noi: vediamo chi ci sta…»

13 Aprile 2025, 15:15pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Regionali e veleni, De Luca ai fedelissimi: «Si riparte da noi: vediamo chi ci sta…»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quarantacinque minuti, quanto il tempo di una partita di calcio. Tanto è bastato ieri a Vincenzo De Luca per ribadire ai suoi fedelissimi in Consiglio regionale ciò che ha già esternato negli ultimi giorni, già subito dopo la decisione della Corte costituzionale che ha “stroncato” il suo progetto per il terzo mandato alla Regione Campania: l’ex sindaco di Salerno e il suo gruppo di consiglieri e assessori che l’ha affiancato nel decennio a Palazzo Santa Lucia non accetterà imposizioni dall’alto. Né sul nome del candidato presidente della coalizione del centrosinistra, né – soprattutto – sui programmi. Lo scontro con Schlein Il governatore, dunque, pare deciso ad andare avanti sulla sua strada, far pesare quel 15% delle tre liste che tiene in caldo emerso da un sondaggio effettuato negli scorsi giorni: la formula della “discontinuità”, ripetuta anche ieri da diversi esponenti del Pd molto vicini alla segretaria nazionale Elly Schlein, gli piace pochissimo. E lui, dunque, è pronto ad andare avanti per la sua strada, con il suo gruppo, indicando anche il possibile candidato: l’europarlamentare napoletano Lello Topo. LA CITTA

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SEZ. POLITICA Dazi, vertice governo: ipotesi misure per imprese. Meloni verso gli Usa il 16 aprile La nota di Palazzo Chigi: "La guerra commerciale non avvantaggia nessuno"

8 Aprile 2025, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Dazi, vertice governo: ipotesi misure per imprese. Meloni verso gli Usa il 16 aprile La nota di Palazzo Chigi: "La guerra commerciale non avvantaggia nessuno"

INSERITO DA ANGELA CECERE Una "guerra commerciale" non avvantaggerebbe nessuno, "né l'Unione Europea né gli Stati Uniti". Questa la linea ribadita in occasione della riunione a Palazzo Chigi convocata dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per un approfondimento sul tema dei dazi imposti dagli Stati Uniti e le possibili implicazioni per l'economia italiana. Alla riunione hanno partecipato i Vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e il Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e per il Pnrr, Tommaso Foti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Dal vertice, si legge in una nota di Palazzo Chigi, è inoltre emersa "la necessità di affrontare il tema con determinazione e pragmatismo, perché - viene spiegato - ogni allarmismo rischia di causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi". Misure per le imprese Nel corso del vertice, i Ministri hanno illustrato al Presidente del Consiglio "le diverse ipotesi allo studio per sostenere le filiere produttive e rilanciare la competitività delle imprese". Proposte che, viene ricordato in una nota, saranno al centro del confronto con le categorie produttive, in programma per domani, martedì 8 aprile a Palazzo Chigi. Durante la riunione si è discusso anche "degli strumenti necessari per sostenere le imprese, intervenendo sulle regole ideologiche e poco condivisibili del Green Deal e sulla necessità di semplificare il quadro normativo". Meloni verso gli Usa il 16 aprile Secondo quanto confermano all'Adnkronos fonti informate, Meloni andrà a Washington il 16 aprile. Incrociando le agende della premier e del presidente americano sarebbe stata individuata questa data per l'incontro con Donald Trump, che avverrà solo due giorni prima dell'arrivo in Italia del vice presidente JD Vance, una visita organizzata con l'obiettivo anzitutto di andare in Vaticano e della quale anche qui non c'è ancora alcuna conferma ufficiale. La missione di Meloni a Washington, con ovviamente al centro la questione dei dazi che ha stravolto l'agenda di un incontro a cui si lavorava da tempo, cadrà anche all'indomani della data individuata dall'Unione Europea per cominciare intanto ad applicare i controdazi decisi in risposta ai dazi annunciati sull'import dai 27 di acciaio e alluminio.

 ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Dazi Usa, Meloni annulla impegni: "Al lavoro su azioni da intraprendere" La premier era attesa in Calabria nel pomeriggio. Sui social ha parlato di "misura sbagliata"

3 Aprile 2025, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Dazi Usa, Meloni annulla impegni: "Al lavoro su azioni da intraprendere" La premier era attesa in Calabria nel pomeriggio. Sui social ha parlato di "misura sbagliata"

INSERITO DA ANGELA CECERE La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annullato gli impegni previsti oggi in agenda, in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all'introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. La premier era attesa in Calabria nel pomeriggio, per partecipare all'inaugurazione della stazione dei Carabinieri di Limbadi. Dopo l'annuncio di Donald Trump sui dazi al 20% per l'Ue, Meloni è intervenuta sui social parlando di "misura sbagliata". "L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea - ha scritto la presidente del Consiglio - è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali". "In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei", le parole della premier.

 ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Dazi, Italia si prepara: verso incontro Meloni-Vance, governo lavora al negoziato Salvini spinge per una trattativa diretta Roma-Washington bypassando Bruxelles. Cirielli: "Fiduciosi su una soluzione diplomatica". Foti: "Certo della volontà di Trump di trattare"

2 Aprile 2025, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Dazi, Italia si prepara: verso incontro Meloni-Vance, governo lavora al negoziato Salvini spinge per una trattativa diretta Roma-Washington bypassando Bruxelles. Cirielli: "Fiduciosi su una soluzione diplomatica". Foti: "Certo della volontà di Trump di trattare"

INSERITO DA ANGELA CECERE A poche ore da quello che Donald Trump ha già battezzato come il "Liberation Day", l'Italia si prepara all'impatto con i dazi Usa che verranno annunciati oggi 2 aprile. Non è un film catastrofico, ma la prospettiva di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti preoccupa, e non poco, il governo di Giorgia Meloni. Dopo le tariffe fiscali del 25% già applicate su acciaio e alluminio, oggi l'inquilino della Casa Bianca illustrerà i dazi sugli altri prodotti, che scatteranno contro tutti i Paesi "che hanno approfittato degli Stati Uniti". Parola d'ordine limitare i danni "Introdurremo dazi reciproci nei confronti di Paesi che ci tassano, saremo molto gentili con gli altri Paesi", ha spiegato Trump senza scendere nel dettaglio dei provvedimenti. E mentre i vertici della Ue promettono "vendetta" contro le tariffe a stelle e strisce, l'Italia sceglie la strada del dialogo e della cautela: "Diplomazia", il mantra ripetuto in queste settimane dalla premier Meloni, alle prese con il difficile compito di limitare i danni che i dazi di Trump potrebbero causare all'export italiano, soprattutto in settori come agroalimentare, moda e meccanica. Speranze da incontro con Vance Uno 'spiraglio' dovrebbe aprirsi in occasione della possibile visita in Italia del vicepresidente americano J. D. Vance entro la fine del mese. L'ambasciata di Washington a Roma avrebbe informato ieri la Farnesina dei piani di Vance, secondo quanto scrive il sito di Bloomberg, precisando che i diplomatici americani hanno chiesto alle loro controparti italiane di organizzare un incontro tra il vice di Trump e la presidente del Consiglio. Mentre Palazzo Chigi, per adesso, non commenta ufficialmente, fonti di governo confermano l'indiscrezione. Nella maggioranza e all'interno dello stesso esecutivo, la speranza è che l'eventuale faccia a faccia tra Vance e Meloni produca risultati e conduca a una 'exit strategy' non troppo dolorosa per le aziende italiane. "Rimaniamo fiduciosi per una soluzione negoziata. Gli Usa sono un alleato storico e il problema dei dazi non deve dividerci sul piano politico, ciò nondimeno va superato sul piano diplomatico", commenta con l'Adnkronos il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d'Italia. Foti: "Trump vuole trattare" Il collega di partito Tommaso Foti, ministro degli Affari europei e del Pnrr, osserva: "Dalle guerre commerciali non è mai scaturita la fortuna dei popoli. E su questo dobbiamo essere molto chiari. Non so quale sarà l'entità dei dazi proposti, ma ho una mia idea al riguardo e cioè che vi sia una volontà ben precisa di trattare da parte di Trump". Interpellato dall'Adnkronos sull'incontro tra Vance e Meloni, il deputato di Fdi Giangiacomo Calovini, capogruppo in Commissione Esteri, afferma: "Qualora l'indiscrezione fosse confermata, sarebbe certamente un segnale positivo, perché rientrerebbe in quel dialogo tra Europa e Stati Uniti che da tempo riteniamo indispensabile. Tanto più in un periodo segnato da tensioni internazionali e da un tema cruciale come quello dei dazi". "Siamo fermamente convinti - sottolinea Calovini - che l'Italia possa giocare un ruolo fondamentale nel mantenere buoni rapporti tra l'Ue e Washington". Salvini contro von der Leyen Sul tema dei dazi torna a intervenire il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, che prosegue nella sua battaglia dialettica contro la presidente della Commissione Ue. "Vendicarsi dei dazi di Trump? Se von der Leyen ha usato questo verbo è stata una scelta infelice. Vendicarsi e aprire guerre commerciali non fa l’interesse di nessuno, spero sia stata fraintesa o mal tradotta", sottolinea il ministro delle Infrastrutture, secondo cui "fare la guerra agli Stati Uniti non è una cosa intelligente da fare. I dazi non sono mai una scelta positiva, ma così come le guerre sul campo vanno risolte al tavolo, non con vendette o contro-dazi". Da un lato, la Lega continua a spingere per una trattativa diretta tra Roma e Washington, bypassando Bruxelles. Dall'altro, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce che "sulle trattative non si può andare per conto proprio, tocca alla Ue trattare". Il vicepremier e leader di Forza Italia invita alla prudenza: "Aspettiamo le decisioni americane". La situazione è complessa, ma "bisogna trovare il modo migliore per tutelare le nostre imprese", senza però "piegare la testa". I timori di Confindustria Come ricordato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha definito i dazi un "enorme problema" per l'industria tricolore, per l'Italia sono in gioco ben 67 miliardi di esportazioni a fronte di 25 miliardi di importazioni dagli Usa, con un avanzo commerciale di 42 miliardi. Stando ai calcoli di Coldiretti, invece, una tariffa del 25% sulle vendite agroalimentari Made in Italy negli States potrebbe comportare per i consumatori americani un aggravio fino a 2 miliardi di euro, con un impatto sulle singole filiere pari a quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l'olio d'oliva, 170 milioni per la pasta e 120 milioni per i formaggi. E proprio al settore food, tra i più colpiti dai nuovi dazi, sarà dedicato l'evento in programma oggi a Palazzo Chigi. Nel giorno in cui entreranno in vigore le nuove tariffe, Meloni consegnerà il premio "Maestro dell'Arte della Cucina Italiana", un riconoscimento istituito dal governo per celebrare i cittadini italiani che si sono distinti nel campo della gastronomia. Un mondo che adesso 'trema' di fronte ai dazi di 'The Donald'. (di Antonio Atte)

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Arianna Meloni: "Il centrodestra unito può vincere e governare in Campania" La responsabile segreteria politica Fdi: "Abbiamo invertito la rotta di un paese allo sbando"

31 Marzo 2025, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Arianna Meloni: "Il centrodestra unito può vincere e governare in Campania" La responsabile segreteria politica Fdi: "Abbiamo invertito la rotta di un paese allo sbando"

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. "Il Sud è ripartito, è tornato ad essere la locomotiva dell'Italia, sono tornati gli investitori, è tornata l'occupazione che cresce più al Sud che al Centro Nord". Con queste parole, Arianna Meloni, responsabile nazionale di FdI Adesioni e segreteria politica, ha aperto il suo intervento all'appuntamento del partito che si è concluso oggi a Napoli. Meloni ha sottolineato i risultati ottenuti dal governo in carica, evidenziando come sia stata "invertita la rotta di un Paese che era allo sbando" e come sia stata "immaginata una politica progettuale che abbia lungimiranza". In particolare, la responsabile nazionale di FdI ha posto l'accento sulla crescita dell'occupazione, con "un milione di posti di lavoro in più in due anni e mezzo di governo" e "24 milioni di italiani che sono a lavoro". Un dato significativo è rappresentato dall'aumento dell'occupazione femminile, sostenuto dalle politiche del governo che mirano a "sostenere le donne perché avere un figlio non può essere un limite alle legittime aspirazioni". Inoltre, Meloni ha evidenziato la crescita del lavoro a tempo indeterminato, segno di una maggiore stabilità occupazionale. Reddito di cittadinanza e reddito di incisione Nel suo intervento, Arianna Meloni ha affrontato anche il tema del reddito di cittadinanza, sottolineando la differenza con il "reddito di incisione" promosso dal governo. "Lo Stato non ti deve dare la mancetta per farti stare su un divano a casa, ma deve offrire la possibilità di lavorare e noi lo stiamo facendo con il reddito di incisione", ha affermato Meloni. La responsabile nazionale di FdI ha poi evidenziato la crescita delle imprese e dell'export, con l'Italia che ha "superato la Corea del Sud e il Giappone". Impegno per la Campania Arianna Meloni ha concluso il suo intervento con un messaggio rivolto alla Campania, confermando "il nostro impegno per queste terre". "C'è grande attenzione per queste terre", ha ribadito Meloni, sottolineando come "la nostra è la politica dalle idee che diventano azione". Meloni ha poi lanciato un appello all'unità del centrodestra, affermando che "unito può vincere e governare anche in Campania, dobbiamo esserne consapevoli, perché anche la Campania merita un'inversione di rotta".

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Meloni: "Scelta tra Europa e Usa? Idea infantile, Trump primo alleato dell'Italia"

28 Marzo 2025, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni: "Scelta tra Europa e Usa? Idea infantile, Trump primo alleato dell'Italia"

INSERITO DA ANGELA CECERE Le parole della premier in un'intervista al Financial Times: "Sono conservatrice, Trump è un leader repubblicano. Di sicuro sono più vicina a lui che a molti altri. Vance? Sono d'accordo sulle critiche alla classe dirigente Ue" L'Italia non dovrà scegliere tra gli Stati Uniti e l'Europa, sarebbe una scelta "infantile" e "superficiale". Così la premier Giorgia Meloni in un'intervista al Financial Times, "la prima a un giornale straniero" da quando è entrata in carica nel 2022, sottolineando che farà tutto il necessario per difendere gli interessi del suo Paese. E' "nell'interesse di tutti" superare le gravi tensioni nelle relazioni transatlantiche, sostiene Meloni, descrivendo le reazioni di alcuni leader europei al presidente americano Donald Trump come "un po' troppo politiche". Per l'Italia, ha aggiunto, il presidente americano non rappresenta un avversario, bensì ''il primo alleato''. "Sono conservatrice - ha continuato Meloni -, Trump è un leader repubblicano. Di sicuro sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali. Io difendo i miei". "I nostri rapporti con gli Stati Uniti sono i più importanti che abbiamo", ha proseguito la premier, sostenendo che ''l'Italia può avere buoni rapporti con gli Stati Uniti e se c'è qualcosa che l’Italia può fare per evitare uno scontro con l'Europa e costruire ponti, lo farò, e questo è nell’interesse degli europei''. Riflettendo sul fatto che l'approccio '''conflittuale'' di Trump alla difesa europea possa rappresentare ''uno stimolo'' necessario per assumersi le proprie responsabilità sulla sicurezza, Meloni ha affermato che ''mi piace pensare che la crisi nasconde sempre una opportunità''. Bisogna ''mantenere la calma'' e ''lavorare per una buona soluzione comune'' evitando di reagire ''d'istinto''. Questo, secondo la premier, l'approccio che l'Europa dovrebbe adottare rispetto ai dazi del 25% annunciati dal presidente americano. Meloni ha poi ammesso che i dazi elevati su alcuni beni specifici stanno causando attriti. Ma ''ci sono grandi differenze sui singoli beni. E' su questo che dobbiamo lavorare per trovare una buona soluzione comune", ha affermato. Mentre la Commissione europea ha promesso di reagire contro i dazi annunciati da Trump, Meloni auspica che l'Unione Europea mantenga la calma. "A volte ho l'impressione che rispondiamo semplicemente d'istinto - ha detto -. Su questi argomenti bisogna dire: 'Mantenete la calma, ragazzi. Pensiamoci'". Anche se, aggiunge, ''non è facile competere con qualcuno che in un giorno può firmare 100 ordini esecutivi". Inoltre Meloni ha affermato che gli Stati Uniti perseguivano da tempo un programma sempre più protezionistico e a questo proposito ha citato l'Inflation Reduction Act di Joe Biden. "Pensate davvero che il protezionismo negli Stati Uniti sia stato inventato da Donald Trump?", si chiede retorica. Meloni si quindi è detta ''d'accordo'' con il vicepresidente americano JD Vance in merito alle sue critiche all'Europa, sottolineando che a essere contestata è ''la classe dirigente'' europea e non il popolo. Al Financial Times, che sottolinea come Meloni abbia adottato ''un profilo volutamente basso'' rispetto alla Casa Bianca, la premier ha commentato le critiche di Vance alla Ue affermando: "Devo dire che sono d'accordo. Lo dico da anni. L'Europa si è un po' persa". Le critiche dell'Amministrazione Trump, ha poi precisato Meloni, sono alla "classe dirigente e all'idea che si possa imporre la propria ideologia invece di leggere la realtà e trovare modi per dare risposte alle persone". Meloniha poi ribadito di avere fiducia negli sforzi messi in atto dal presidente Trump per trovare una soluzione alla crisi ucraina, prendendo invece le distanze dal progetto proposto dal premier britannico Keir Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron di inviare truppe europee di peacekeeping in Ucraina. ''Dobbiamo stare attenti'', la presenza di truppe europee in Ucraina ''può essere vista più come una minaccia'', ha avvertito. La premier si è detta invece favorevole all'estensione all'Ucraina della clausola di difesa reciproca previsto dall'articolo 5 della Nato, senza di fatto ammettere Kiev nell'Alleanza Atlantica. Sarebbe "più semplice ed efficace" rispetto ad altre proposte, ha notato. Rispetto all'impegno in primo piano di Starmer e Macron per aumentare il sostegno a Kiev, Meloni ha affermato che "non mi interessa dire 'Sono una protagonista', Non ora. La posta in gioco è troppo alta". Sul fronte difesa, ha spiegato ancora, la Russia potrebbe diventare una minaccia a lungo termine, ma ''le minacce possono arrivare a 360 gradi'' e per questo bisogna essere in grado di difendersi. Parlando in particolare della minaccia che la Russia può rappresentare nel lungo periodo, Meloni ha detto che sì, ''credo che potrebbe esserlo. Ma in ogni caso penso che dobbiamo trovare un modo per essere pronti a difenderci da ogni tipo di minaccia che possiamo avere". A questo proposito, Meloni ha detto di ritenere che la sicurezza dovrebbe essere definita in senso lato, includendo la sicurezza informatica, l'immigrazione illegale e altre minacce ibride. Insomma l'Italia, nota il Financial Times, non vuole che le minacce provenienti dall'Africa ai membri della Nato vengano ignorate. 'Bisogna capire che le minacce possono arrivare da 360 gradi. Quindi se si pensa semplicemente di potersi difendere prendendosi cura del fianco orientale'' della Nato e ''non si considera ad esempio cosa succede sul fianco meridionale, sì avrà un problema'', le parole di Meloni.

ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Governo, Meloni rivendica: "Esecutivo tra i 5 più duraturi della Repubblica" La premier in un video sui social, ricorda il traguardo dei due anni e mezzo dell'esecutivo: "Maggioranza è ancora coesa, avanti seri e determinati"

27 Marzo 2025, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Governo, Meloni rivendica: "Esecutivo tra i 5 più duraturi della Repubblica" La premier in un video sui social, ricorda il traguardo dei due anni e mezzo dell'esecutivo: "Maggioranza è ancora coesa, avanti seri e determinati"

INSERITO DA  ANGELA CECERE "Esattamente oggi il nostro governo entra nella lista dei 5 più duraturi della storia della Repubblica italiana. In 79 anni di storia repubblicana, pensate, l'Italia ha avuto ben 68 Governi, noi oggi siamo al quinto posto per durata. In pratica che abbiamo risalito 63 posizioni in circa 127 settimane di governo. È un risultato che voglio condividere con voi. Innanzitutto per ringraziare i tanti cittadini che continuano a sostenerci e che ci danno la forza per andare avanti con determinazione". Lo ha detto Giorgia Meloni, in un video sui social, ricordando il traguardo dei due anni e mezzo dell'esecutivo di cui è premier. "Dopo due anni e mezzo - sottolinea - abbiamo ancora il consenso della maggioranza dei cittadini, cosa non scontata e la maggioranza è ancora coesa, cosa forse ancora meno scontata". "Noi andremo avanti con serietà e determinazione perché è quello che gli italiani ci chiedono, ma è soprattutto quello che gli italiani meritano". Premierato Nel suo intervento, meloni parla anche della "riforma del premierato che intanto procede in Parlamento è una riforma che io considero fondamentale per l'Italia perché fa due cose essenziali: restituisce i cittadini il pieno potere di scegliere da chi vogliono essere governati, e garantisce che chi viene scelto abbia il tempo necessario per realizzare il mandato che ha ricevuto". "Sarà finalmente possibile dare continuità alle strategie di lungo periodo e costruire un Italia più forte più autorevole, più competitiva" il premierato "non è una riforma che stiamo facendo per questo governo. è una riforma che stiamo facendo per i governi che verranno, perché un'Italia più solida ha bisogno di istituzioni stabili e di governi che possano lavorare con il tempo e la forza necessaria a dare risposte concrete alla nazione", sottolinea Meloni, ricordando come la durata dei governi precedenti sia stato un limite per la politica. "La sala nella quale mi trovo qui a Palazzo Chigi e che vi ho già mostrato in passato -ha ricrodato Meloni- è la sala che raccoglie le immagini di tutti i presidenti del Consiglio d'Italia, quelli che in particolare vedete qui, sono quelli che hanno avuto l'onore di guidare questa nazione durante l'Italia repubblicana, pochissimi di queste uomini sono rimasti al governo per oltre due anni. Nessuno di loro è arrivato alla fine della legislatura con lo stesso governo, significa che in Italia i governi si sono succeduti, nella maggior parte dei casi, senza avere il tempo di portare avanti una qualsiasi strategia definita o concreta e l'Italia lo ha pagato, perché la stabilità è fondamentale per dare alla nazione una visione, un autorevolezza, una centralità internazionale, una politica che costruisca per il futuro".

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SEZ. POLITICA Sondaggi politici, Fratelli d'Italia e Pd calano. Salgono Forza Italia e Lega Il sondaggio Swg per il Tg La7

25 Marzo 2025, 10:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Sondaggi politici, Fratelli d'Italia e Pd calano. Salgono Forza Italia e Lega Il sondaggio Swg per il Tg La7

INSERITO DA ANGELA CECERE Fratelli d'Italia e Pd in calo, Movimento 5 Stelle stabile, crescono Forza Italia e Lega. Il sondaggio politico Swg per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto se si andasse alle elezioni in Italia. In vettà c'è sempre Fdi: il partito di Giorgia Meloni cede lo 0,3% e si attesta al 29,7%, con un ampio margine sul Pd che compie un analogo passo indietro. I dem cedono lo 0,3% e valgono ora il 22,4%. Il M5S di Giuseppe Conte rimane fermo al 12,2%. Alle sue spalle sale Forza Italia, che guadagna lo 0,2% e sale al 9,3%. Passo in avanti anche della Lega di Matteo Salvini, dall'8% all'8,4%. Verdi e Sinistra scendono dal 6,1 al 6%. Più indietro, Azione al 3,6%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all'1,8% e Noi Moderati all'1%.

 ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Tajani risponde a Durigon: "Non mi sento in difficoltà". Schlein: "Governo non sta più in piedi" Il vicepremier: "Giudicheranno gli elettori". La leader dem: "Lega sfiducia Tajani dopo aver commissariato Meloni"

24 Marzo 2025, 11:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Tajani risponde a Durigon: "Non mi sento in difficoltà". Schlein: "Governo non sta più in piedi" Il vicepremier: "Giudicheranno gli elettori". La leader dem: "Lega sfiducia Tajani dopo aver commissariato Meloni"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Tutti hanno bisogno di farsi aiutare, anche io. Ma non mi sento in difficoltà, lo giudicheranno gli elettori". Così il vicepremier Antonio Tajani, a margine dell'evento organizzato da Forza Italia a Milano, risponde a chi gli chiede che cosa ne pensi di quanto dichiarato in un'intervista dal vice segretario della Lega Claudio Durigon, secondo il quale Tajani si trova in difficoltà, sostenendo Ursula von der Leyen, e abbia bisogno di farsi aiutare nei rapporti con gli Usa. "Noi non pronunciamo mai parole negative nei confronti dei nostri alleati, perché noi siamo leali, sempre e comunque - dice poi nel suo intervento conclusivo all'evento - Anche se siamo distanti da alcune posizioni, a volte anche molto distanti, noi siamo leali agli elettori e alla coalizione di centrodestra, perché abbiamo il potere di governare insieme fino alla fine della legislatura. Non sarà mai Forza Italia a creare problemi alla coalizione. Senza di noi il centrodestra non esiste e non esisterebbe". Opposizioni: "Governo non sta più in piedi" Le opposizioni vanno all'attacco del governo. "Oggi ho letto le dichiarazioni di Durigon: non ci potevo credere - dice Elly Schlein in un video sui social - Durigon della Lega dice che il ministro Tajani è in difficoltà e che deve farsi aiutare. Cioè la Lega sfiducia il ministro degli Esteri Tajani, dopo che qualche giorno fa aveva già commissariato Giorgia Meloni dicendo che non aveva mandato per andare ad approvare le proposte sul riarmo a Bruxelles". "Oggi commissaria Tajani dicendo che deve farsi aiutare mentre Salvini lo scavalca chiamando direttamente il vicepresidente americano Vance. In qualsiasi altro Paese questo avrebbe già aperto una crisi di governo. E' chiaro che il governo non sta più in piedi, è chiaro che non si può occupare dei problemi degli italiani dalle liste di attesa infinite ai salari bassi alle bollette più care d'Europa". Interviene in una nota anche Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. "Con le parole di Durigon la Lega ha sfiduciato Antonio Tajani e il governo Meloni non sta più in piedi. Le parole del viceministro leghista certificano ennesima frattura nella maggioranza: dopo la telefonata tra Salvini e il vicepresidente USA J.D. Vance, dopo che lo stesso Tajani aveva ribadito che la politica estera è materia di sua competenza e della Presidente del Consiglio, e dopo che la Lega ha di fatto tolto il proprio sostegno alla Premier su Rearm EU, la crisi di governo è evidente. Siamo di fronte a un esecutivo diviso che non affronta le emergenze sociali ed economiche del Paese. Servono a poco le vergognose provocazioni di Giorgia Meloni, che usa Ventotene per coprire il disastro politico della sua maggioranza", afferma Bonelli. La replica "Le opposizioni stiano tranquille, il governo andrà avanti. Finché c'è Forza Italia al governo le cose andranno bene", replica Tajani. Le opposizioni dicono che il governo non sta più in piedi? "Poverini - dice il ministro - Si illudono". E a chi, infine, gli chiede se si senta sfiduciato, risponde: "Le cose andranno bene. Io lavoro. E' il popolo che sceglie. E' il popolo che è importante". Il vice segretario della Lega Andrea Crippa si rivolge alla leader dem: “Schlein si preoccupi della sinistra, visto che non è in grado di compattare nemmeno il suo Pd. Maggioranza e governo sono solidi, con la Lega che fa da collante del Centrodestra. Avanti uniti”. La risposta non si fa attendere. “Ricordo alla Lega che dice di preoccuparmi del Pd, che noi, a differenza loro, prima che del partito ci preoccupiamo del Paese", replica Schlein. "Sulla politica estera alla Camera e al Senato il Pd ha votato compatto, mentre loro per votare compatti hanno scritto una risoluzione vuota: nessun termine divisivo, nessun riferimento alla difesa comune né alle proposte di riarmo della commissione, perché al governo hanno tre posizioni diverse. Se leggete quella risoluzione, hanno dedicato più spazio agli oceani che all’Ucraina. Praticamente un governo balneare".

 ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni oggi al Senato: sostegno a Kiev, rinforzare difesa in quadro Nato La bozza della risoluzione di maggioranza che l'Adnkronos ha potuto visionare

18 Marzo 2025, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni oggi al Senato: sostegno a Kiev, rinforzare difesa in quadro Nato La bozza della risoluzione di maggioranza che l'Adnkronos ha potuto visionare

INSERITO DA ANGELA CECERE La presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi al Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 20-21 marzo. Rafforzare la sicurezza interna ed esterna dell'Unione, ma nell'ottica di un'alleanza Nato dalla quale non si può prescindere. E stando ben attenti a non mettere a repentaglio le finanze pubbliche: questo, si apprende da fonti parlamentari di maggioranza, dovrebbe essere il cuore della risoluzione con la quale il centrodestra approverà le comunicazioni della premier. La bozza della risoluzione Nei primi tre punti della bozza della risoluzione di maggioranza - che l'Adnkronos ha potuto visionare - il Parlamento impegna il Governo a "continuare a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario, fermo restando l'auspicio di una rapida conclusione dei negoziati di pace; lavorare con l'Unione Europea, con gli Stati Uniti e con i tradizionali alleati per arrivare ad una pace basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, assieme all'Ucraina ed ai partner internazionali; dedicare ogni sforzo necessario per la preparazione della Conferenza per la ripresa dell'Ucraina (Ukraine Recovery Conference - Urc) che l'Italia ospiterà a Roma il 10-11 luglio 2025". Nel documento che si articola in 12 punti il governo si impegna a "lavorare per realizzare una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli stati nazionali europei nel quadro dell'alleanza Nato, in un quadro geopolitico in cui si registrano fortissime tensioni e conseguenti pericoli; obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l'introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell'industria della difesa sia nei settori tecnologici, logistici ed infrastrutturali, così come proposto dall'Italia in sede Ecofin dello scorso 11 marzo". In tema di migranti, il governo si impegna a "continuare a mantenere al centro dell'agenda europea il tema della migrazione, in particolare concentrandosi su priorità quali: la lotta all'immigrazione irregolare anche con strumenti innovativi; lo sviluppo e il rafforzamento di partenariati paritari con i Paesi di origine e transito dei migranti; la pronta definizione di una lista Ue di Paesi di origine sicuri; il negoziato sulla proposta di regolamento in materia di rimpatri, presentata recentemente dalla Commissione europea, sostenendo in particolare la prevista introduzione di 'centri di rimpatrio/return hubs' in Paesi terzi". Il Parlamento, inoltre, chiede all'esecutivo di "mantenere alta l'attenzione sui temi marittimi, che restano per il nostro Paese strategici e funzionali all'enorme potenziale di sviluppo e tutela per le nostre future generazioni", si legge ancora. Il discorso di Meloni Il discorso della presidente del Consiglio a Palazzo Madama, in programma dalle 14.30, rappresenta un passaggio importante e delicato per la coalizione che sostiene l'esecutivo, anche alla luce delle diverse posizioni che albergano al suo interno su temi sensibili come il riarmo e l'Ucraina. Una frammentazione che è emersa plasticamente con il voto a Strasburgo di mercoledì scorso, quando Fratelli d'Italia ha approvato (seppur con delle riserve) il piano 'ReArm Europe' da 800 miliardi di Ursula von der Leyen insieme a Forza Italia, mentre la Lega di Matteo Salvini si è schierata contro: il partito di Meloni, inoltre, si è astenuto sulla mozione di sostegno a Kiev perché troppo sbilanciata su toni anti-Usa, secondo gli eurodeputati di Fdi. "Ma" al Senato la musica sarà diversa...", fanno sapere dalla maggioranza. I big centrodestra, chiamati a trovare una sintesi, assicurano che non ci saranno spaccature e che la coalizione confermerà la sua compattezza. "Io sono convinto - afferma il segretario di Fi Antonio Tajani - che si troverà, come si è sempre trovato, un accordo su una risoluzione unica". Un voto in Europa, aggiunge facendo riferimento alle votazioni al Parlamento Ue su Libro Bianco per la difesa e Ucraina, in cui la maggioranza ha votato divisa, "è un voto anche di partiti, che fanno parte di famiglie politiche diverse, ma per quanto riguarda il Consiglio europeo, come su quello informale c'è stata la scelta del presidente del Consiglio che era condivisa dal governo, e così anche al prossimo Consiglio -assicura il vicepremier azzurro- ci sarà un'unità di posizioni e si troverà un accordo su un testo unico". Ma l'altro vicepremier, il leader della Lega Salvini, continua a lanciare bordate contro il 'ReArm Europe'. "Qualcuno a Bruxelles forse pensa di usare soldi dei contribuenti italiani per finanziare carri armati stranieri? No, grazie", attacca il ministro dei Trasporti, criticando anche la manifestazione della sinistra per l'Europa: "Non so se manifestare per chi vuole comprare armi, missili e carri armati sia una cosa intelligente mentre Trump e Putin parlano di tregua e di pace...".Nel corso della giornata di lunedì si susseguono indiscrezioni su contatti telefonici tra i leader, ma è soprattutto a livello parlamentare che le linee diventano roventi. A tessere i fili è il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, al lavoro con i presidenti dei gruppi per definire una traccia comune ed evitare che la Lega possa esprimere un voto non ostile al testo del Movimento 5 Stelle, in cui viene ribadita la "ferma contrarietà" al piano di riarmo europeo. "Magari ci asteniamo, seguiamo il parere del governo: magari il governo chiede modifiche", dice a 'Un giorno da pecora' il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, aggiungendo che la sintesi nel centrodestra "si sta trovando": "Siamo d'accordo sulla sicurezza interna e esterna, abbiamo dubbi sul roboante piano ReArm, che non è stato negoziato con nessuno, è un libro da scrivere, dobbiamo indirizzare l'Europa". "Daremo un atto di indirizzo" che preveda "un investimento per la sicurezza, più il rafforzamento sotto il pilastro della Nato", ma "senza fare debito" e "senza intaccare le spese per i cittadini", sottolinea ancora Romeo. La risoluzione del centrodestra sarà certamente "unitaria", garantisce il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri: "Ci stiamo sentendo e parlando, il documento riguarderà intanto l'ordine del giorno del Consiglio europeo di giovedì, che non riguarda il piano dell'Inghilterra" ma "l'Ucraina, la competitività e altre questioni". Inizialmente era stato ipotizzato un testo molto stringato per consentire al centrodestra di restare unito ed evitare divisioni, mentre ora si starebbe ragionando su un documento più articolato: "Non sarà telegrafico ma nemmeno alluvionale..." scherza un esponente di Fdi. E a proposito dei dubbi del Carroccio, un senatore meloniano taglia corto così: "Se ti piace Trump, non puoi ignorare la sua richiesta di aumentare le spese per le armi...". Se dalla Lega continuano a rimbalzare mugugni sul progetto di riarmo targato Ue, per Forza Italia gli investimenti nella difesa rappresentano "un'opportunità per creare lavoro e favorire la crescita economica", evidenzia per esempio il portavoce azzurro Raffaele Nevi. Nelle sue comunicazioni la premier potrebbe ribadire alcuni punti fermi indicati nei giorni scorsi, ovvero la netta contrarietà dell'Italia all'invio di uomini al fronte in Ucraina e all'utilizzo dei fondi di coesione per finanziare il riarmo. Temi su cui la premier dovrebbe incassare il plauso della Lega. Come rimarcato anche ieri dal ministro della Difesa Guido Crosetto, l'Italia potrebbe però considerare la sua partecipazione a una eventuale missione internazionale sotto l'egida Onu. Per Crosetto, "se ci fossero le condizioni per una tregua e per la pace al loro interno potrebbe essere definita la partecipazione di un contingente internazionale in grado di garantire quella pace". In quel caso "ne prenderemmo atto", spiega il co-fondatore di Fdi: "L'Italia ha sempre partecipato a missioni Onu" ma la decisione "spetterebbe come sempre al Parlamento". Uno dei temi del prossimo summit europeo sarà la situazione Medio Oriente, argomento che è stato al centro dei colloqui tra Meloni e il Re Abdullah II di Giordania, Paese che svolge un importante ruolo di mediazione nell'area. A Gaza "rimangono urgenti i bisogni umanitari", si legge in una nota di Palazzo Chigi, dove viene annunciato che la prossima riunione del Processo di Aqaba "per il rafforzamento della cooperazione internazionale nel contrasto del terrorismo, con un focus sulla regione dell'Africa occidentale", si terrà a Roma quest'anno. (di Antonio Atte)

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