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SEZ. POLITICA Elezioni regionali Lazio e Lombardia, il cdm approva il voto in due giorni: 12 e 13 febbraio fino alle 15 Lo rendono noto fonti di governo

10 Dicembre 2022, 10:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Elezioni regionali Lazio e Lombardia, il cdm approva il voto in due giorni: 12 e 13 febbraio fino alle 15 Lo rendono noto fonti di governo

INSERITO DA MORENA MOTTA Le elezioni regionali si avvicinano e, a quanto apprende l'Adnkronos, in Cdm è stato approvato un decreto che estende il termine delle operazioni di voto fino al lunedì alle ore 15. La misura si applicherà alle prossime elezioni regionali del 12 febbraio 2023 in programma in Lazio e Lombardia.

Lega, tre consiglieri (Mura, Lena e Formenti) lasciano Salvini: è scissione in Regione Lombardia 

Il comunicato

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell'interno Matteo Piantedosi, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di prolungamento delle operazioni di voto. Il testo estende la durata delle operazioni di votazione anche al lunedì, dalle ore 7 alle ore 15, per i seguenti organi elettivi:-Camera dei deputati; Senato della Repubblica; consigli regionali, provinciali e comunali delle regioni a statuto ordinario. L'intervento normativo, la cui urgenza è dettata dalla imminenza del voto per il rinnovo dei consigli regionali del Lazio e della Lombardia, risponde all'esigenza di agevolare la maggiore partecipazione possibile dei cittadini alle consultazioni elettorali, anche in considerazione del crescente fenomeno di astensionismo. Il testo viene inviato alla Conferenza Stato-Regioni. LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni e la figlia Ginevra addobbano l'albero di Natale: «Buona Immacolata a ciascuno di voi»

9 Dicembre 2022, 14:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgia Meloni è 'La Duce' nella classifica di Politico delle persone più  influenti d'Europa: guida la categoria dei 'disgregatori' - Il Fatto  Quotidiano

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La premier in un momento casalingo insieme alla figlia Ginevra mentre finisce di addobbare l'albero di Natale

Dopo la prima alla Scala di Milano, al fianco del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, è tornata a casa e nel giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, si è dedicata alla sua famiglia, condividendo un momento felice sui social al fianco di sua figlia, Ginevra.

Giorgia Meloni e Ginevra minacciate sui social: «Se togli il reddito ammazzo te e tua figlia». Indagato 27enne di Siracusa

Giorgia Meloni, per Forbes è la settima donna più potente al mondo

Foto di serenità

In un post sui suoi account social, Giorgia Meloni, scrive: «Buona festa dell'Immacolata Concezione a ciascuno di voi» e pubblica la foto intima, in cui si vede la premier, vestita di nero, che in ginocchio finisce di addobbare l'albero di Natale. Colori tenui, chiari e sul rosa, per arricchire le chiome dell'albero, insieme alla bambina, ritratta di spalle. Solo ieri, Giorgia Meloni era stata minacciata sui social, da un uomo - rintracciato e denunciato - che le intimava di non abolire il reddito di cittadinanza.

 

In un post sui suoi account social, Giorgia Meloni, scrive: «Buona festa dell'Immacolata Concezione a ciascuno di voi» e pubblica la foto intima, in cui si vede la premier, vestita di nero, che in ginocchio finisce di addobbare l'albero di Natale. Colori tenui, chiari e sul rosa, per arricchire le chiome dell'albero, insieme alla bambina, ritratta di spalle. Solo ieri, Giorgia Meloni era stata minacciata sui social, da un uomo - rintracciato e denunciato - che le intimava di non abolire il reddito di cittadinanza.

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SEZ. POLITICA Consiglio comunale, Perifano: inascoltati e costretti a rivolgerci al Prefetto L'esponennte di Alternativa per Benevento incalza su debiti e questione acqua

7 Dicembre 2022, 15:46pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

consiglio comunale perifano inascoltati e costretti a rivolgerci al prefetto

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. “Siamo stati costretti a rivolgerci al Prefetto per vedere tutelate le prerogative dei consiglieri comunali. Non è una pratica che entusiasma, preferiamo il confronto in consiglio comunale ma ci troviamo di fronte a questioni che non possono non richiedere da parte nostra la massima attenzione”. Comincia con un intervento duro di Luigi Diego Perifano, il consiglio comunale a Palazzo Mosti. Il leader di Alternativa per Benevento incalza subito la maggioranza “C'è una questione sulla quale non riusciamo ad avere risposta. Abbiamo formulato richiesta di accesso agli atti il 19 settembre scorso, per avere elenchi dei creditori del Comune soddisfatti con impegno di 21 milioni di euro al di fuori delle procedure ordinarie del dissesto. Elenchi che ancora non vengono resi noti. E' importante perché si tratta di rendere conto alla città di come sono state gestite queste procedure. Aspettiamo le carte – incalza Perifano - abbiamo avuto solo una risposta interlocutoria sul tema”. E passa poi ad un altro tema “In un documento ci avete chiamato sciacalli solo per aver richiesto la convocazione del consiglio comunale per discutere della emergenza acqua non potabile. Il consiglio comunale – spiega ancora - è luogo del confronto, altro che sciacallaggio”. Immediate le risposte sul tema l'assessore alle finanze Serluca spiega riguardo alla questione dei pagamenti “Una situazione per la quale solo ad oggi abbiamo tutte le relazioni dei pagamenti, credo che già oggi potremo darvi le relazioni che chiedete”. Sull'acqua, invece, interviene il sindaco Clemente Mastella “risponderemo appena avremo gli elementi richiesti all'università che sta indagando sulla situazione, attraverso una oggettiva valutazione. Porteremo l'argomento nel prossimo consiglio comunale e voglio ribadire – spiega – che i cittadini non hanno mai bevuto acqua non potabile”. di Mariateresa De Lucia OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Luigi Di Maio inviato speciale nel Golfo, scaricato dagli ex M5S: «Senza laurea, può fare a malapena uno stage»

6 Dicembre 2022, 16:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'ex-ministro sarebbe stato candidato a quel ruolo prima dell'uscita dal Governo Draghi, ma non ha i 3 requisiti richiesta dall'Ue L'ex-ministro degli esteri, Luigi Di Maio, è alla ricerca di una seconda chance. Dopo l'uscita dal Movimento 5 Stelle e l'esclusione dalla vita politica, decisa dagli elettori, Di Maio è candidato alla carica di Inviato Speciale Ue per il Golfo Persico, ma non avrebbe tutti i requisiti richiesti per un lavoro di alto profilo come quello. O meglio ne avrebbe solamente uno, la cittadinanza italiana, mentre è sprovvisto di laurea e della certificazione per le lingue straniere. Richiesta alla Ue A porre l'accento sulla questione sono tre ex-colleghi dell'ex-ministro, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato e Ignazio Corrao, eurodeputati eletti nel Movimento 5 Stelle, che però oggi fanno parte del gruppo Green/Efa. I tre eurodeputati hanno presentato un’interrogazione rivolta al Consiglio dell’Unione europea per sottolineare la sua non idoneità a quel ruolo prestigioso, che avrebbe un'importanza strategica rilevante per l'Unione, visto che la posta in gioco è la materia prima di cui è ricca quell'area del mondo, il petrolio. Perplessità I tre europarlamentari scrivono: «Siamo perplessi per le qualifiche richieste per la carica, dato che non ha una laurea, ha lavorato come ministro degli Esteri per soli tre anni e non sembra avere altre esperienze rilevanti di lavoro nella regione...dato che purtroppo il Parlamento non ha voce in capitolo nella nomina dei rappresentanti speciali, vorremmo chiedere al Consiglio su quali criteri e su quali requisiti minimi intende fondare la decisione in merito». Lo stagista «Perché una persona come Di Maio, che avrebbe a malapena i titoli per uno stage, dovrebbe rappresentarci in un'area strategica come quella del Golfo?...Sarebbe l'esempio peggiore, l'ennesimo, che può dare il nostro Paese agli occhi del mondo intero, oltre che a quelli di tantissimi ragazzi che credono nella meritocrazia», scrivono ancora i tre europarlamentari. LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Pd, Elly Schlein si candida: «Voglio diventare segretaria, ora una storia nuova». Renzi all'assemblea di Italia Viva: «Una federazione con Azione»

5 Dicembre 2022, 07:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Assemblea nazionale di Italia Viva a Milano 

Alle spalle, la parete grezza di un locale romano in stile rimessa. Davanti, un leggìo in ferro. Seduto di fronte, in semicerchio, il pubblico. Elly Schelin ha scelto una scenografia spartana per lanciare la candidatura alla guida del Partito democratico. L'annuncio è arrivato con una frase a prova di fraintendimento. «Insieme a voi voglio diventare la segretaria del nuovo Pd», ha scandito fra gli applausi del pubblico, che ha intonato Bella Ciao. Il derby emiliano romagnolo per la conquista del Nazareno è ora ufficiale: il governatore Stefano Bonaccini contro la sua ex vicepresidente, Schlein. Ma in corsa c'è anche Paola De Micheli.

Ed è attesa la decisione del sindaco di Pesaro Matteo Ricci. «Parte da noi una storia nuova», ha esordito Schlein, che ha tracciato le «sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà». E che ha insistito sul cambiamento: «Serve un rinnovamento forte del gruppo dirigente per scardinare le logiche di cooptazione correntizia. Non esisteranno mai gli schleiniani. Questo Paese fa fatica a pensare che una donna possa farsi strada senza essere strumento di altro, dimostreremo il contrario». 

Però, in sala, pochi hanno resistito alla tentazione di scovare nel pubblico i volti Pd. Ce n'erano diversi, anche il vicesegretario Peppe Provenzano, Laura Boldrini, Cecilia D'Elia e Marco Furfaro. E c'era il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto. Presenze che non sono tutte endorsement. A Schelin guarda la sinistra del partito, ma ancora non ci sono indicazioni ufficiali: «Ho trovato tanti punti in comune - ha chiarito Provenzano - Ma non è questo il momento di ridurre tutto a dire chi sta con chi». E non è passato inosservato l'arrivo della deputata Michela Di Biase, moglie di Dario Franceschini: Schlein «potrà dare un utilissimo contributo», ha detto. Schlein ha parlato soprattutto di Pd, del suo Pd: «Prenderò la tessera». Quando ha guardato fuori, ha lanciato attacchi a Giorgia Meloni: «Non ce ne facciamo niente di una premier donna che non aiuta le altre donne». Ed è andata al contrattacco di Matteo Renzi: «Dice di avermi portato al Parlamento europeo. Gli ricordo che furono 50 mila preferenze a farlo. Renzi ha il merito di aver spinto me e tanti altri fuori dal Pd». Il leader di Iv ha replicato a «Mezz'ora in Più»: «Molti hanno goduto del fatto che con me vincevano, il Pd aveva il 40,8%.

Schlein avrà preso le preferenze ma se non trovava un pazzo che la candidava, che lanciava la rottamazione, non andava al Parlamento europeo». Nell'intervento, Schlein ha lanciato diversi messaggi. Per esempio, in una sola frase ha messo dentro una stoccata al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha minacciato di lasciare il Pd se vincerà lei, e ha lanciato un amo ad Andrea Orlando che, dalla sinistra Pd ancora senza candidato, ha chiesto al partito una «critica all'attuale fase di sviluppo del capitalismo»: «Non siamo qua per una resa dei conti - ha detto Schlein - Sono disponibile ad accettare ogni esito del congresso e a lavorare dal giorno dopo per l'unità. Non è una sfida da leggere nella divisione fra riformismo e radicalità, c'è un campo comune: come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile».

Ma Schlein ha parlato anche a chi, come Bonaccini, guarda a una riforma sulle autonomie: «Il disegno di Calderoli - ha detto la deputata - affonda le radici nel progetto leghista di secessione, va rigettato». Il programma di Schlein si basa su «giustizia sociale e climatica» e contiene «salario minimo, reddito di cittadinanza, difesa dell'universalità della sanità pubblica, più scuola pubblica e nidi...». Per rappresentare il percorso, Schlein ha scelto amministratori locali e professionisti impegnati nell'ecologia e nella lotta al gap di genere. Sono saliti sul palco la presidente del municipio 8 di Milano Giulia Pelucchi, l'assessora all'Ambiente di Mola di Bari Elvira Tarsitano, il sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, una manager che ha sviluppato un'app sulla differenziata, Noemi de Santis, l'architetta Michela Vailati, e l'ex presidente provincia di Bergamo, Matteo Rossi. LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni: «Pos? Soglia di 60 euro per me può essere più bassa». Il premier inaugura la rubrica social

4 Dicembre 2022, 17:23pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Più fai salire il tetto al contante meno favorisci l'evasione", così il premier Giorgia Meloni in una diretta su Facebook 

In una rubrica settimanale il premier Giorgia Meloni discute con i follower sui suoi canali social i temi che hanno impegnato il governo. Nel filmato diffuso oggi sul suo account, il presidente del Consiglio ha toccato l'evasione, il reddito di cittadinanza e anche il tetto al contante.

Salvini: «Chi paga caffè con carta è un rompipalle». Sala: «Io lo pago con il cellulare, sono un rompipalle col botto»

Tetto al contante ed evasione

«Non tutti forse sanno che l'anno in cui c'è stata meno evasione fiscale è stato il 2010», quando «il tetto al contante era 5mila euro. Più fai salire il tetto al contante meno favorisci l'evasione». Così il premier Giorgia Meloni, in una diretta su Facebook.

«Il tetto al contante sfavorisce la nostra economia, siamo in un mercato europeo, il tetto ha senso solo se ce lo hanno tutti. In Europa ci sono tanti diversi tetti al contante, e nazioni che non ce l'hanno. La Germania non ha un tetto al contante, l'Austria che confina con l'Italia nemmeno. Chi ha contante da spendere preferisce andare a farlo in altre nazioni». Così la premier GIorgia Meloni in un video sui social.

 
Quanto incide l'obbligo di Pos

«Sull'obbligo di Pos ci si dice che vogliamo impedire di pagare con il bancomat per favorire l'evasione. Il governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare pagamenti elettronici per piccoli importi. FIno a 60 euro non vorremmo obbligarli. Vedremo come andrà a finire l'interlocuzione con la Commissione europea. Ma l'obbligo per importi così bassi incide tantissimo sui commercianti». Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social, inaugurando una rubrica che vorrebbe settimanale, 'appunti di Giorgià.

«Il piccolo importo attualmente valutato da noi è quello della sanzione. La soglia dei 60 euro è indicativa, per me può essere anche più bassa. Su questo c'è ovviamente una interlocuzione con la Commissione europea, perché il tema del pagamento elettronico è uno degli obiettivi del Pnrr, quindi bisogna vedere come andrà a finire l'interlocuzione».LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Manovra: si studia modifica a Opzione donna, c'è il nodo coperture

1 Dicembre 2022, 07:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La ministra Calderone © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il testo in Aula alla Camera dal 20 dicembre. Si lavora a nuova modifiche. Resta il nodo del Superbonus, si lavora a proroga per il deposito della Cilas Il governo lavora ad una possibile modifica della norma relativa ad Opzione donna, inserita in manovra. Lo si apprende da diverse fonti della maggioranza. Il tema, secondo quanto viene riferito, dovrebbe essere oggetto anche di una riunione informale con esponenti di maggioranza e la ministra del Lavoro Marina Calderone. Un'eventuale modifica, tuttavia, è legata al problema delle coperture: la norma attuale, che limita l'anticipo pensionistico alle sole lavoratrici svantaggiate, restringe molto la platea e per modificarla servono risorse aggiuntive. La clausola che lega l'uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli continua a far discutere e il governo è al lavoro per trovare una soluzione. La partita si giocherà tutta in Parlamento, dove la manovra con i suoi quasi 36 miliardi di risorse e un tesoretto limitato di 400 milioni per le modifiche inizia il suo iter: un percorso ad ostacoli con molti nodi ancora aperti, a partire dal superbonus; ma anche una corsa contro il tempo, con l'approdo in Aula alla Camera già fissato per il 20 novembre. L'ultima versione di Opzione donna, oggetto nei giorni scorsi di varie riscritture da parte del governo, appare molto restrittiva rispetto alla versione originaria, limitando la possibilità di andare in pensione anticipatamente a tre sole categorie di lavoratrici (caregiver, invalide almeno al 75% e licenziate o dipendenti di aziende in crisi); l'età è fissata a 60 anni, soglia che può scendere di un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due. A preoccupare è proprio quest'ultima clausola, che rischia di penalizzare le donne che non ne hanno. L'argomento è stato al centro di riunioni informali alla Camera tra la ministra del lavoro Marina Calderone e alcuni esponenti della maggioranza. La strada appare stretta, legata anche al tema delle coperture, ma si sta cercando una mediazione e tra le ipotesi ci sarebbe quella di eliminare il passaggio, rinviando comunque l'intero tema alla riforma complessiva delle pensioni da fare il prossimo anno. Tema quest'ultimo che vede i sindacati già sul piede di guerra: con i tagli alle rivalutazioni si tolgono al sistema 17 miliardi in tre anni, attacca la Cgil, che con la Uil è già pronta alla mobilitazione (più cauta la Cisl). La manovra approderà nell'Aula della Camera il prossimo 20 dicembre alle 10.30 con la discussione generale, secondo quanto ha stabilito la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Le votazioni avranno inizio dalle 14. PENSIONI -Nel 2023 "a fronte di 726,4 milioni" che finanziano gli interventi sulle pensioni pevisti in manovra (Quota 103, Opzione donna, Ape sociale), "si sottraggono al sistema 3,7 miliardi tra taglio della rivalutazione delle pensioni in essere (-3,5 miliardi) e abrogazione del fondo per l'uscita anticipata nelle Pmi in crisi (-200 milioni). Se si considera il triennio, le mancate rivalutazioni ammonteranno a 17 miliardi". Queste le stime dell'Osservatorio previdenza di Cgil e Fondazione Di Vittorio, secondo cui "le risorse che saranno effettivamente spese saranno poco più di un terzo: 274,3 milioni, con un risparmio di 452,1 milioni". "Per sostenere le piattaforme unitarie sul lavoro, fisco e welfare anche oltre la manovra e per chiedere al governo di modificare le scelte in corso di discussione in Parlamento, la Uil chiede a Cisl e Cgil di avviare un percorso di mobilitazione regionale e\o territoriale e di categorie sui posti di lavoro. Percorso da articolare in accordo con i territori e non escludendo nessuno degli strumenti di mobilitazione sindacali": così il documento approvato dall'esecutivo nazionale Uil, secondo cui la legge di bilancio "contiene molte scelte" che giudica "sbagliate" e "iniquo" il blocco della rivalutazione per le pensioni. La Cgil prevede che nel corso del 2023 le persone ce accederanno a Quota 103, Ape sociale e Opzione donna saranno nel complesso 25.615 corrispondenti al 40% delle uscite stimate dal governo (90.172) nel Ddl Bilancio 2023. In un report sulle misure in materia previdenziale la Cgil stima per le tre misure una spesa complessiva di 274,3 milioni di euro, " di gran lunga inferiore rispetto a quella stanziata dal governo (pari a 726,4 milioni) e, di conseguenza, un futuro risparmio di 452,1 milioni". Le misure previdenziali approvate dal Consiglio dei ministri "sono molto limitate, largamente insufficienti e, in alcuni casi, addirittura peggiorative rispetto al quadro normativo vigente". Lo sostiene il segretario confederale del sindacato Christian Ferrari presentando un Report sulle misure del Governo secondo il quale a fronte di 726,4 milioni di euro che finanziano i diversi interventi (Quota 103, Opzione donna, Ape sociale e altro), si sottraggono al sistema ben 3,7 miliardi di euro tra taglio della rivalutazione delle pensioni in essere (-3,5 miliardi solo nel 2023) e abrogazione del fondo per l'uscita anticipata nelle PMI in crisi (-200 milioni). Se si considera il triennio, le mancate rivalutazioni ammonteranno a 17 miliardi. In realtà, le risorse che saranno effettivamente spese - sulla base della dell'analisi della Cgil - saranno poco più di un terzo: 274,3 milioni, con un risparmio di 452,1 milioni poiché solo una parte minoritaria della platea stimata dal Governo accederà alle misure per l'uscita. "Non vengono affrontate in alcun modo - afferma Ferrari - le criticità presenti nel nostro sistema pensionistico, e men che meno si prefigurano le condizioni per una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale. Nessun superamento della legge Fornero, dunque, e nemmeno la possibilità di accedere al pensionamento con 41 anni di contribuzione. Gli slogan e le promesse elettorali, ancora una volta, si configurano come vera e propria pubblicità ingannevole. In sostanza, non solo non c'è alcun miglioramento né allargamento delle tutele e dei diritti previdenziali, ma c'è un intervento regressivo rispetto alla situazione attuale'". "Si fa cassa sulle spalle di lavoratori e pensionati - dice - per tagliare le tasse a professionisti da 85.000 euro annui. Intanto, nessuna risposta ai giovani, a chi svolge lavori gravosi e, soprattutto, alle donne, che hanno pagato il prezzo più salato delle "riforme" degli ultimi 15 anni". LA MOBILITAZIONE CGIL - ll Comitato direttivo della Cgil "dà mandato alla segreteria nazionale, nel confronto con Cisl e Uil, di mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa, per sostenere le piattaforme unitarie e le nostre richieste tese ad ottenere le risposte necessarie ad affrontare questa fase che rischia di peggiorare rapidamente la condizione delle persone, aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali, bloccare lo sviluppo del Paese". Così l'ordine del giorno approvato dal parlamentino della Cgil, in cui si richiama il giudizio sulla manovra considerata "sbagliata e da cambiare". l Comitato direttivo impegna, quindi, "tutte le strutture della Cgil a sostenere il percorso di mobilitazione che sarà definito dalla segreteria nazionale" nei prossimi giorni. Alla luce del testo definitivo del disegno di legge di bilancio "condivide e conferma il giudizio già espresso dalla segreteria nazionale della Cgil" nel documento con le prime valutazioni della scorsa settimana: "una manovra sbagliata e da cambiare che non risponde alle reali emergenze del Paese, a partire dalla condizione materiale dei lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, cittadini e cittadine". SUPERBONUS - Tra i nodi che rischiano di complicare il lavoro del governo c'è il problema dei crediti incagliati del superbonus. Forza Italia è in pressing da tempo per allargare le maglie delle nuove norme e ora anche FdI chiede di allungare i tempi. Spunta, tra le proposte di modifica al decreto aiuti quater, l'ipotesi di posticipare il deposito delle Cilas - la comunicazione di inizio lavori che consente di utilizzare ancora il 110% da parte dei condomini - almeno al 31 dicembre e sbloccare i crediti d'imposta già maturati attraverso lo strumento degli F24: la palla, spiega il relatore e senatore di Fratelli d'Italia Guido Quintino Liris, è al Mef per le coperture. Resta da capire anche il destino della norma sul Pos contenuta in manovra, oggetto di interlocuzioni con Bruxelles e tema strettamente legato all'attuazione del Pnrr. ANSA

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SEZ. POLITICA Meloni: "Manovra coerente con gli impegni presi col popolo". Su tetto obbligo Pos interlocuzioni con Ue Da energia a fisco, nuova bozza in 156 articoli

29 Novembre 2022, 15:31pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgia Meloni © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Palazzo Chigi in una nota precisa che sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di pagamento, sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea dei cui esiti si terrà conto nel prosieguo dell'iter della legge di bilancio.

 

 

Confermato l'innalzamento della soglia della flat tax da 65.000 euro a 85.000 euro, a partire dal periodo d'imposta 2023, ma tale incremento "è subordinato al rilascio di una specifica misura di deroga da parte delle competenti autorità europee.

 

 

Tale richiesta, presentata il 4 novembre, è attualmente al vaglio delle competenti autorità europee". E' quanto si legge nella relazione illustrativa, così come si legge nell'ultima bozza della manovra. Una direttiva Ue prevede già la possibilità di alzare il tetto a 85.000 euro ma solo a partire dal 2025. L'Italia chiede dunque l'autorizzazione ad anticipare.

 GIORGETTI: 'RISORSE DOVE C'È MAGGIOR BISOGNO'
Il Governo è impegnato a "indirizzare le risorse laddove c'è maggior bisogno". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a 'Lombardia 2030'. "Dalla scorsa estare - ha detto c'è un elevato livello d'incertezza che sembra propagarsi anche nella seconda parte dell'anno". "Non è una caratteristica solo dell'economia italiana, ma anche di quella europea e globale". Il Governo sta cercando di "evitare l'impatto dell'inflazione sulla vita delle imprese e delle famiglie più fragili". "E' un approccio - ha spiegato Giorgetti - che richiuede di operare con la massima attenzione indirizzando le risorse disponibili sui settori in cui c'è maggiore bisogno". Il disegno di legge di bilancio è un provvedimento importante, prudente, responsabile e coraggioso". "Nonostante il difficile momento congiunturale - ha aggiunto - la legge di bilancio introduce anche l'avvio di alcuni provvedimenti programmatici che il governo intende attuare. Le famiglie potranno contare su una serie di interventi. Questo accento di politica per la famiglia rappresenta una novità". Le famiglie potranno contare "su una serie di interventi - ha aggiunto Giorgetti - che prevedono il rafforzamento della riduzione del cuneo fiscale e la riduzione dell'iva su alcuni prodotti, un sostanzioso aumento dell'assegno unico universale". Nella legge di bilancio sono previste anche "agevolazione delle assunzioni a tempo indeterminato per le donne e per i soggetti di età inferiore ai 36 anni e per i percettori del reddito di cittadinanza, la proroga delle agevolazioni per la casa per i giovani", conclude.  

MELONI - "In poco più di un mese dalla sua formazione, il Governo ha mostrato già tutta la sua unità e concretezza, dando risposte serie e dettagliate alle esigenze dei cittadini e dell'Italia. Una manovra economica scritta e presentata in tempi record, coerente con gli impegni presi col popolo italiano, con grosse risorse destinate a famiglie, imprese e alle categorie più fragili e in difficoltà". Lo scrive su Facebook la premier, Giorgia Meloni.

"A un mese dall'insediamento, il governo ha già aperto un tavolo con le categorie produttive. Avremmo voluto più tempo per confrontarci prima di legge bilancio ma è stata una corsa contro il tempo, in tempi molto molto ristretti. Abbiamo dovuto scrivere questa manovra senza rinunciare a delineare attraverso la manovra una traiettoria il più possibile nitida, dando un'indicazione delle priorità della nostra azione", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all'assemblea generale di Confindustria Veneto Est. Quelli della manovra "sono interventi che incarnano una visione sociale" una visione che questo governo "condivide con la Confindustria", "la gran parte delle risorse sono destinate alle realtà produttive per ribadire un principio troppo spesso messo in discussione: non può esistere welfare se a monte non c'è chi genera ricchezza, ha detto Giorgia Meloni parlando agli industriali veneti.

"Stiamo facendo una ricognizione opera per opera, gara per gara" delle opere previste dal Pnrr "le imprese devono sapere cosa verrà fatto per farsi trovare pronte, farsi trovare competitive. Fermo restando tutta la materia del caro materiali che stiamo affrontando perché in assenza di una capacità di saper affrontare a fondo questo tema purtroppo i soldi del Pnrr rischiano di non arrivare a terra". Lo ha detto Giorgia Meloni intervenendo in videocollegamento all'assemblea generale di Confindustria Veneto Est.

 

 

 
 

 

 

"L'Italia deve tornare a produrre energia, quello che serve deve banalmente essere fatto", ha detto Giorgia Meloni.

"Le misure perderanno di qualsiasi efficacia se non riusciremo a garantire alle imprese un contesto differente da quello fin qui trovato nel rapporto con lo Stato e il governo. Sin dal mio insediamento ho sottolineato due principi fondamentali: non disturbare chi produce, e rimettere al centro il confronto con i corpi intermedi", ha aggiunto Meloni, intervenendo in videocollegamento all'assemblea generale di Confindustria Veneto Est, a proposito della manovra e della "attenzione ad aziende e lavoratori".

Si terrà martedì alle 15 a palazzo Chigi una riunione sulla manovra con i capigruppo di maggioranza. Lo riferiscono fonti parlamentari.

LA NUOVA BOZZA DELLA MANOVRA
Dal pacchetto di misure per il caro-energia alle misure fiscali, dalle infrastrutture alla giustizia, dalle pensioni alla sanità. Sono alcuni dei contenuti della nuova bozza della manovra, suddivisa in 16 capitoli e 156 articoli. Il testo, arricchito anche delle relazioni tecniche e illustrative, appare completo anche di norme che nei giorni scorsi sono state oggetto di ultime limature, come Opzione donna ed extraprofitti. La manovra è attesa oggi in Parlamento.

Opzione donna è prorogata per il 2023, mantenendo l'obbligo di un'anzianità contributiva di almeno 35 anni, ma con un'innalzamento dell'età d'uscita a 60 anni, che viene legata al numero dei figli: può essere ridotta di un anno per ogni figlio, fino al massimo di due. E' la norma contenuta nell'ultima bozza della manovra, che riconosce questo beneficio a determinate condizioni: donne che assistono coniuge o parente con handicap; hanno una invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi. Per queste ultime, la riduzione a 58 anni è a prescindere dai figli.

In arrivo tagli su intercettazioni e carceri, e sparisce InvestItalia, la cabina di regia a Palazzo Chigi sugli investimenti pubblici e privati creata dal governo Conte I. Lo prevede la manovra, come si legge nell'ultima bozza, in una norma sulle riduzioni di spesa, secondo gli obiettivi del decreto sulla spending review dei Ministeri approvato dal Cdm lo scorso 4 novembre. Dal 2023, le spese di giustizia per le intercettazioni e comunicazioni, si legge nella bozza, sono ridotte di 1,57 milioni di euro all'anno. Previsti anche alcuni interventi di razionalizzazione relativi all'Agenzia delle Entrate. 

Un miliardo per il comparto pubblico da destinare, in attesa del rinnovo del contratto, ad una una tantum per i dipendenti statali nel 2023. Lo prevede l'ultima bozza circolata della manovra. L'indennità è pari all'1,5% dello stipendio per le 13 mensilità. La rivalutazione delle pensioni per 'fasce' garantirà risparmi nel 2023 di 2,1 miliardi al netto degli effetti fiscali. Lo si evince dalla relazione tecnica che accompagna la misura nell'ultima bozza della manovra. L'incremento delle pensioni minime costa 210 milioni, Quota 103 comporta un maggior onere di 571 milioni (che salgono a 1,2 miliardi nel 2024). La proroga dell'Ape social costa 134 milioni e il cosiddetto 'bonus Maroni' per chi sceglie di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti di Quota 103 vale 13,8 milioni. L'onere della nuova 'Opzione donna' è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell'attuale versione).  

La tassa sugli extraprofitti diventa per il 2023 un "contributo di solidarietà" in linea con il regolamento Ue che autorizza un intervento di emergenza contro il caro energia. La bozza della manovra prevede un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica e gas e producono, importano, distribuiscono o vendono prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21; con il limite del 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022. Sono interessate 7mila aziende con un incasso, come anticipato dall'ANSA, di 2,56 mld.

Nasce un nuovo "Fondo per il contrasto al consumo di suolo", finanziato con 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e 50 milioni di euro all'anno nel biennio 2026-2027: si legge nell'ultima bozza della manovra dove nella relazione tecnica sono riportati i dati dell'ultimo rapporto Ispra dal quale "risulta che, al 2021, 2,15 milioni di ettari di suolo sono stati trasformati per realizzare beni e attività antropiche, corrispondente al 7,13% del territorio nazionale", portando ad un incremento annuale di consumo di suolo pari a circa "6 mila ettari, corrispondente a circa 16 ettari al giorno".

La rivalutazione delle pensioni per 'fasce' garantirà risparmi nel 2023 di 2,1 miliardi al netto degli effetti fiscali. Lo si evince dalla relazione tecnica che accompagna la misura nell'ultima bozza della manovra. L'incremento delle pensioni minime costa 210 milioni, Quota 103 comporta un maggior onere di 571 milioni (che salgono a 1,2 miliardi nel 2024). La proroga dell'Ape social costa 134 milioni e il cosiddetto 'bonus Maroni' per chi sceglie di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti di Quota 103 vale 13,8 milioni. L'onere della nuova 'Opzione donna' è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell'attuale versione).

4 MILIARDI DA AIUTI QUATER - Spuntano nuove coperture per la manovra. Uno degli ultimi articoli della nuova bozza attinge circa 2,6 miliardi dal fondo da 4,1 miliardi istituito con il decreto Aiuti quater grazie al posticipo degli acquisti e della rivendita di gas da parte del Gse. Allo stesso tempo viene ridotto di circa 1,4 miliardi il fondo nato con la manovra 2021, pari l'anno prossimo a 7 miliardi di euro, destinato alla riforma fiscale e all'assegno unico. La legge di bilancio di due anni fa prevedeva infatti che una parte del fondo, compresa tra 5 e 6 miliardi, fosse destinata all'assegno universale che però, già quest'anno, ha mostrato dei risparmi.

MISSIONE UE IN ITALIA - I vertici della direzione generale della Commissione europea che si occupano di conti pubblici ed economia (Ecfin) e della task force istituita a Bruxelles per seguire i piani nazionali di ripresa e resilienza saranno a Roma nei prossimi giorni per discutere con le controparti nazionali della manovra appena varata dal governo e del Pnrr. La missione, a quanto si è appreso, rientra nel quadro delle attività previste dal semestre europeo per le politiche di bilancio. A questo si aggiunge il confronto periodico per discutere dello stato di avanzamento del Pnrr.

A guidare la delegazione di Bruxelles, salvo cambi di programma dell'ultimo momento, Celin Gauer, la responsabile della task force Ue per i piani di ripresa e resilienza, e Declan Costello, vice direttore generale della DG Ecfin. Gli incontri romani saranno sicuramente l'occasione per approfondire tutti gli aspetti della manovra appena varata dall'esecutivo di Giorgia Meloni. Il documento programmatico di bilancio (Dpd) è stato inviato la scorsa settimana a Bruxelles che deve ora esaminarlo e preparare la sua opinione da rendere nota nelle prossime settimane. Parallelamente i tecnici italiani e quelli della Commissione avranno modo di fare il punto sul rispetto degli impegni assunti dall'Italia per l'attuazione del Pnrr e le richieste di modifica che il governo si prepara ad avanzare. E questo soprattutto alla luce di quanto previsto dall'articolo 21 del regolamento Ue, cioè quello che prevede la possibilità che alcuni target indicati dal Pnrr non possano essere raggiunti per cause di forza maggiore, ovvero circostanze obiettive. La ricognizione italiana della Commissione Ue si concluderà sabato 2 dicembre con la conferenza annuale sul Pnrr che si terrà a Roma nella caserma Sante Laria della Guardia di Finanza e alla quale parteciperanno, tra gli altri, i ministri Giorgetti, Fitto e Pichetto, il commissario Gentiloni, i dirigenti della Commissione Ue e il presidente della conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga.

CRITICA LA CGIL
"È un manovra negativa perché colpisce quelli che stanno peggio, non aumenta i salari, non combatte l'evasione fiscale, aumenta la precarietà. È una manovra per noi sbagliata che va cambiata. Penso che sia anche necessario in questo senso ragionare su cosa mettere in campo per provare a cambiarla, soprattutto disegna una serie di interventi e una visione sbagliata società", afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che torna a parlare di una "necessaria mobilitazione del Paese", a margine dell'evento "Piattaforma unitaria pensionati e percorso legge non autosufficienza: Se non ora quando?". "I testi a me sembrano molto chiari, c'è una conferenza stampa della presidente Meloni, interviste molto precise di esponenti del governo", ha detto ancora Landini. "È vero che il testo definitivo non lo hanno ancora fatto, ma hanno annunciato una serie di provvedimenti molto precisi. Sulle pensioni la riforma Fornero rimane, hanno addirittura tagliato la rivalutazione delle pensioni che era prevista da un testo di legge, senza discutere con le organizzazioni sindacali, hanno ripristinato i voucher. vuol dire aumentare la precarietà e reintrodurre forme di sfruttamento", continua Landini secondo cui "c'è anche un problema di metodo e di rapporto con il sindacato". ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra, Giorgetti: 'Risorse dove c'è maggior bisogno'

28 Novembre 2022, 16:18pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Manovra, Giorgetti: 'Politica per famiglie rappresenta novità' © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Direttiva europea permette rialzo tetto ma solo dal 2025. Da energia a fisco, nuova bozza in 156 articoli Il Governo è impegnato a "indirizzare le risorse laddove c'è maggior bisogno". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a 'Lombardia 2030'. "Dalla scorsa estare - ha detto c'è un elevato livello d'incertezza che sembra propagarsi anche nella seconda parte dell'anno". "Non è una caratteristica solo dell'economia italiana, ma anche di quella europea e globale". Il Governo sta cercando di "evitare l'impatto dell'inflazione sulla vita delle imprese e delle famiglie più fragili". "E' un approccio - ha spiegato Giorgetti - che richiuede di operare con la massima attenzione indirizzando le risorse disponibili sui settori in cui c'è maggiore bisogno". Il disegno di legge di bilancio è un provvedimento importante, prudente, responsabile e coraggioso". "Nonostante il difficile momento congiunturale - ha aggiunto - la legge di bilancio introduce anche l'avvio di alcuni provvedimenti programmatici che il governo intende attuare. Le famiglie potranno contare su una serie di interventi. Questo accento di politica per la famiglia rappresenta una novità". Le famiglie potranno contare "su una serie di interventi - ha aggiunto Giorgetti - che prevedono il rafforzamento della riduzione del cuneo fiscale e la riduzione dell'iva su alcuni prodotti, un sostanzioso aumento dell'assegno unico universale". Nella legge di bilancio sono previste anche "agevolazione delle assunzioni a tempo indeterminato per le donne e per i soggetti di età inferiore ai 36 anni e per i percettori del reddito di cittadinanza, la proroga delle agevolazioni per la casa per i giovani", conclude. Dal pacchetto di misure per il caro-energia alle misure fiscali, dalle infrastrutture alla giustizia, dalle pensioni alla sanità. Sono alcuni dei contenuti della nuova bozza della manovra, suddivisa in 16 capitoli e 156 articoli. Il testo, arricchito anche delle relazioni tecniche e illustrative, appare completo anche di norme che nei giorni scorsi sono state oggetto di ultime limature, come Opzione donna ed extraprofitti. La manovra è attesa oggi in Parlamento. Opzione donna è prorogata per il 2023, mantenendo l'obbligo di un'anzianità contributiva di almeno 35 anni, ma con un'innalzamento dell'età d'uscita a 60 anni, che viene legata al numero dei figli: può essere ridotta di un anno per ogni figlio, fino al massimo di due. E' la norma contenuta nell'ultima bozza della manovra, che riconosce questo beneficio a determinate condizioni: donne che assistono coniuge o parente con handicap; hanno una invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi. Per queste ultime, la riduzione a 58 anni è a prescindere dai figli. In arrivo tagli su intercettazioni e carceri, e sparisce InvestItalia, la cabina di regia a Palazzo Chigi sugli investimenti pubblici e privati creata dal governo Conte I. Lo prevede la manovra, come si legge nell'ultima bozza, in una norma sulle riduzioni di spesa, secondo gli obiettivi del decreto sulla spending review dei Ministeri approvato dal Cdm lo scorso 4 novembre. Dal 2023, le spese di giustizia per le intercettazioni e comunicazioni, si legge nella bozza, sono ridotte di 1,57 milioni di euro all'anno. Previsti anche alcuni interventi di razionalizzazione relativi all'Agenzia delle Entrate. Un miliardo per il comparto pubblico da destinare, in attesa del rinnovo del contratto, ad una una tantum per i dipendenti statali nel 2023. Lo prevede l'ultima bozza circolata della manovra. L'indennità è pari all'1,5% dello stipendio per le 13 mensilità. La rivalutazione delle pensioni per 'fasce' garantirà risparmi nel 2023 di 2,1 miliardi al netto degli effetti fiscali. Lo si evince dalla relazione tecnica che accompagna la misura nell'ultima bozza della manovra. L'incremento delle pensioni minime costa 210 milioni, Quota 103 comporta un maggior onere di 571 milioni (che salgono a 1,2 miliardi nel 2024). La proroga dell'Ape social costa 134 milioni e il cosiddetto 'bonus Maroni' per chi sceglie di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti di Quota 103 vale 13,8 milioni. L'onere della nuova 'Opzione donna' è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell'attuale versione). La tassa sugli extraprofitti diventa per il 2023 un "contributo di solidarietà" in linea con il regolamento Ue che autorizza un intervento di emergenza contro il caro energia. La bozza della manovra prevede un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica e gas e producono, importano, distribuiscono o vendono prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21; con il limite del 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022. Sono interessate 7mila aziende con un incasso, come anticipato dall'ANSA, di 2,56 mld. Nasce un nuovo "Fondo per il contrasto al consumo di suolo", finanziato con 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e 50 milioni di euro all'anno nel biennio 2026-2027: si legge nell'ultima bozza della manovra dove nella relazione tecnica sono riportati i dati dell'ultimo rapporto Ispra dal quale "risulta che, al 2021, 2,15 milioni di ettari di suolo sono stati trasformati per realizzare beni e attività antropiche, corrispondente al 7,13% del territorio nazionale", portando ad un incremento annuale di consumo di suolo pari a circa "6 mila ettari, corrispondente a circa 16 ettari al giorno". Confermato l'innalzamento della soglia della flat tax da 65.000 euro a 85.000 euro, a partire dal periodo d'imposta 2023, ma tale incremento "è subordinato al rilascio di una specifica misura di deroga da parte delle competenti autorità europee. Tale richiesta, presentata il 4 novembre, è attualmente al vaglio delle competenti autorità europee". E' quanto si legge nella relazione illustrativa, così come si legge nell'ultima bozza della manovra. Una direttiva Ue prevede già la possibilità di alzare il tetto a 85.000 euro ma solo a partire dal 2025. L'Italia chiede dunque l'autorizzazione ad anticipare. La rivalutazione delle pensioni per 'fasce' garantirà risparmi nel 2023 di 2,1 miliardi al netto degli effetti fiscali. Lo si evince dalla relazione tecnica che accompagna la misura nell'ultima bozza della manovra. L'incremento delle pensioni minime costa 210 milioni, Quota 103 comporta un maggior onere di 571 milioni (che salgono a 1,2 miliardi nel 2024). La proroga dell'Ape social costa 134 milioni e il cosiddetto 'bonus Maroni' per chi sceglie di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti di Quota 103 vale 13,8 milioni. L'onere della nuova 'Opzione donna' è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell'attuale versione). "È un manovra negativa perché colpisce quelli che stanno peggio, non aumenta i salari, non combatte l'evasione fiscale, aumenta la precarietà. È una manovra per noi sbagliata che va cambiata. Penso che sia anche necessario in questo senso ragionare su cosa mettere in campo per provare a cambiarla, soprattutto disegna una serie di interventi e una visione sbagliata società", afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che torna a parlare di una "necessaria mobilitazione del Paese", a margine dell'evento "Piattaforma unitaria pensionati e percorso legge non autosufficienza: Se non ora quando?". "I testi a me sembrano molto chiari, c'è una conferenza stampa della presidente Meloni, interviste molto precise di esponenti del governo", ha detto ancora Landini. "È vero che il testo definitivo non lo hanno ancora fatto, ma hanno annunciato una serie di provvedimenti molto precisi. Sulle pensioni la riforma Fornero rimane, hanno addirittura tagliato la rivalutazione delle pensioni che era prevista da un testo di legge, senza discutere con le organizzazioni sindacali, hanno ripristinato i voucher. vuol dire aumentare la precarietà e reintrodurre forme di sfruttamento", continua Landini secondo cui "c'è anche un problema di metodo e di rapporto con il sindacato". ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra, via libera del Consiglio dei ministri. Conferenza stampa alle 10 Flat tax incrementale per gli autonomi. Opzione donna cambia

22 Novembre 2022, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgia Meloni © Ansa

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stamattina in conferenza stampa "illustrerò nello specifico tutti i provvedimenti di un'importante e coraggiosa manovra economica a sostegno dei cittadini, con particolare attenzione ai redditi bassi e alle categorie in difficoltà.

 

 

L'Italia torna a correre".

 

 

Lo scrive la premier Giorgia Meloni su Telegram elencando le misure che puntano a "favorire la crescita e aiutare famiglie e imprese".
 

Iva ridotta per i prodotti per l'infanzia e gli assorbenti, non per i prodotti di prima necessità per l'acquisto dei quali arriva però l'estensione della social card per i redditi bassi. Per le pensioni scatta 'quota 103', arriva l'innalzamento delle minime il bonus per chi vuole restare al lavoro e Opzione donna rivisitata in base al numero dei figli. E poi la stretta al Reddito di cittadinanza, che si avvia verso l'abolizione, e taglio del cuneo fiscale fino a tre punti per i redditi più bassi. La prima manovra del governo Meloni, che alla fine mette sul piatto risorse lievitate a quasi 35 miliardi, dedica come promesso i due terzi degli stanziamenti all'emergenza energia, e imprime alle altre altre misure un segnale per alle fasce deboli e alla famiglia. Un provvedimento che si basa su un approccio "prudente e realista" che tiene conto della situazione economica ma anche "sostenibile per la finanza pubblica", sottolinea una nota del ministero dell'economia di Giancarlo Giorgetti. Il varo in piena notte arriva al termine di un consiglio dei ministri durato tre ore e mezzo, durante il quale sarebbe stata fatta una illustrazione per punti e i ministri avrebbero fatto verbalizzare le richieste. La manovra cerca anche di compattare la maggioranza, con misure che vanno incontro alle richieste dei partiti. Per gli autonomi viene innalzata la soglia (a 85mila euro) della flat tax, che viene introdotta anche come tassa incrementale fortemente voluta da FdI. Per favorire l'assunzione dei giovani, chiesta da Forza Italia, arrivano gli incentivi per le aziende che assumono donne under36 e percettori del Reddito di cittadinanza. Si va anche verso una misura per bloccare l'automatismo che da gennaio farebbe scattare l'aumento delle multe, su cui spingeva Salvini. Una legge di bilancio con molti desiderata, ma una coperta corta, anche se lo spazio ricavato risulta un po' più ampio delle previsioni della vigilia: al netto dei 21 miliardi in deficit già blindati per il caro-energia, per il resto si riescono alla fine a trovare circa 14 miliardi. Ma alcuni nodi cruciali sono anche oggetto di tensione nella maggioranza. A dividere è in particolare uno dei dossier più spinosi, quello del Reddito di cittadinanza. L'idea è di toglierlo agli 'occupabili', ma l'ipotesi di una cancellazione immediata del beneficio già dall'1 gennaio, appare ad alcuni troppo radicale. La prima mediazione della ministra del Lavoro Calderone con un anno di 'cuscinetto' (fino al 31 dicembre 2023) in cui inserire i lavoratori occupabili alla fine viene accentuata: il sostegno viene lasciato per otto mesi, anziché 12; ma dal 2024 si volta pagina con una riforma complessiva. Sulle pensioni, per superare la Fornero scatta quota 103 (41 anni di contributi e 62 di età), soluzione 'ponte' in attesa di una riforma più complessiva. Conferma di Opzione donna rivisitata e Ape sociale. Si valuta anche la possibilità di recuperare altre risorse (da 1,8 a 3 miliardi in base alle soluzioni scelte) tagliando la rivalutazione delle pensioni all'inflazione per gli assegni più alti. Nel pacchetto 'tregua fiscale' arrivano la cancellazione delle cartelle fino a 1.000 euro e la rateizzazione dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi per covid, caro bollette e difficoltà economiche non ha versato le tasse. Il restyling degli extraprofitti, ancorato agli utili, alza la tassa dal 25% al 35%. Spuntano la razionalizzazione dei bonus edilizi e delle tax expenditure, e anche una 'tassa bitcoin', sulle plusvalenze da criptoattività. Il taglio del cuneo fiscale andrà interamente a favore dei lavoratori. Arriva un ricco pacchetto famiglia e torna il contributo per le scuole paritarie. Per arginare il caro-energia si va dal potenziamento del bonus sociale ai crediti di imposta rafforzati per le imprese. Sui carburanti lo sconto viene ridimensionato, almeno per dicembre, visto il trend di discesa dei prezzi: da 30,5 a 18,3 cent (intervento che non penalizza gli autotrasportatori che godono di altri regimi). Arrivano con la manovra anche gli aiuti per le Marche colpite dai gravi eventi del maltempo: 400 milioni tra legge di bilancio e decreto allegato. ANSA

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