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SEZ. POLITICA Migranti, Meloni: «Non attenderemo inermi il prossimo naufragio. Italia ha carte in regola per ruolo da protagonista in Ue» Il premier in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo del 23 e 24 marzo

21 Marzo 2023, 15:27pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Congresso Cgil, Giorgia Meloni oggi a Rimini accolta da cortei e proteste

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il premier Giorgia Meloni in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo del 23 e 24 marzo. «L'Italia ha tutte le carte in regola per recitare in Europa un ruolo da protagonista e non da comprimario», ha esordito il presidente del Consiglio. Meloni ha proseguito: «Il prossimo Consiglio, il terzo per questo governo, ha nella sua agenda sfide prioritarie per l'Ue, Ucraina, migrazioni, energia. In questa fase complessa l'Ue è chiamata al compito più arduo degli ultimi decenni: assicurare la sicurezza, proteggere il tessuto economico, predisporre a cambiamenti radicali che potrebbero profilarsi nei nuovo equlibri globali». Il premier ha spiegato: «Il primo banco di prova è il tema dell'immigrazione, a cui il nostro governo ha ottenuto che venisse dedicata gran parte del consiglio straordinario di febbraio. Siamo di fronte a una emergenza che sta diventando strutturale, questa definizione è la più realistica fotografia». Giorgia Meloni, la dedica a tutti i papà (e il messaggio speciale per il compagno Andrea Giambruno): «Siete una ricchezza insostituibile» «All'indomani della disgrazia di Cutro - ha detto Meloni - ho scritto al presidente della Commissione europea, al presidente del Consiglio europeo e al Consiglio Ue. Per ribadire che non possiamo attendere oltre. Non possiamo aspettare inermi il prossimo naufragio, pericolo insito per viaggi organizzati da scafisti senza scrupoli. Le frontiere dell'Italia sono le frontiere dell'Europa». «Non vogliamo più piangere innocenti nel Mediterraneo, che la selezione la facciano gli scafisti e i mafiosi: l'immigrazione di massa danneggia chi ha diritto alla protezione internazionale e non trova aiuto perchè le quote sono coperte da chi arriva illegalmente. Su questo sono certa di avere con me la maggioranza degli italiani».

Ucraina, Meloni: «Stop alle armi per ridurre le tasse? Un menzogna»

«Noi inviamo armi all'Ucraina anche per poter tenere la guerra lontana dal resto d'Europa e da casa nostra. Raccontare agli italiani che se non fornissimo armi all'Ucraina si potrebbero aumentare le pensioni o ridurre le tasse è una menzogna che intendo chiamare con il suo nome», ha dichiarato il premier Giorgia Meloni, aggiungendo che si tratta di una «propaganda puerile» quella ferma sulle posizioni richiamate.

«Sul piano geopolitico e diplomatico le pressioni su Mosca sono fondamentali per assicurare il rispetto del diritto internazionale e, ancora di più, per creare le condizioni per un percorso negoziale per il raggiungimento di una pace giusta, condizioni che finora non sono maturate ma che ancora perseguiamo con tenacia ogni giorno».


LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Il nuovo PD per il sud, focus sull'emigrazione giovanile in Irpinia Lunedi 20 marzo primo appuntamento post congresso

20 Marzo 2023, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Il nuovo PD per il sud, focus sull'emigrazione giovanile in Irpinia Lunedi 20 marzo primo appuntamento post congresso

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Il nuovo PD per il sud. Diritti, partenze, migranti e accoglienza. Lunedì prossimo 20 marzo si terrà il primo appuntamento post congresso del comitato Parte da Noi Avellino per Elly Schlein. Alle 17:00 al circolo della stampa di Avellino si discuterà sul tema dell’emigrazione, con un focus sullo spopolamento giovanile in Irpinia e sull’emergenza migratoria che sta attraversando il nostro Paese. Al convegno organizzato dagli esponenti del circolo Aldo Moro, Lello De Stefano e Antonio Gengaro, parteciperà la rappresentante in Assemblea Nazionale del Partito Democratico Sara Iannaccone, Don Vitaliano Della Sala della Caritas Diocesana e il deputato Dem Toni Ricciardi.

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Manfredi: "Napoli non è una zavorra, ma un'opportunità" Il sindaco al festival Euromediterraneo d'economia: "Viviamo fase di trasformazione"

17 Marzo 2023, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Manfredi: "Napoli non è una zavorra, ma un'opportunità" Il sindaco al festival Euromediterraneo d'economia: "Viviamo fase di trasformazione"

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. "Dobbiamo guardare al futuro con ottimismo, con una visione forte, con una nuova prospettiva e ribaltare gli stereotipi che spesso hanno relegato i nostri territori ad essere zavorra d'Europa e non l'opportunità". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, aprendo il Festival Euromediterraneo dell'economia, che ha preso il via oggi al Maschio Angioino. Il primo cittadino ha sottolineato come Napoli possa essere "elemento di snodo e di collegamento con il Mediterraneo per cogliere le possibilità derivanti dalla nuova geopolitica e da una nuova politica di sviluppo". Manfredi ha evidenziato che la città e la Campania stanno vivendo "un momento di grande trasformazione: gli indicatori economici sono positivi, il Pil è cresciuto così come l'export. Napoli può e deve essere ponte tra due realtà fondamentali quali sono l'Europa e l'Africa, continente giovane che vuole essere nuovo protagonista delle realtà globali, che ha voglia di crescere e ha grandi potenzialità. Dobbiamo far leva - ha aggiunto - sulla capacità di creare reti di formazione sulle sponde del Mediterraneo con reti di Università che faccia crescere la nuova classe dirigente".

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Schlein si prende il Pd: "Estirpiamo cacicchi e capibastone". Bonaccini presidente

14 Marzo 2023, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Schlein si prende il Pd: "Estirpiamo cacicchi e capibastone". Bonaccini presidente

INSERITO DA ANGELA CECERE L'assemblea dei Dem proclama la neosegretaria. Bonaccini eletto presidente: 'È il tempo di unire, indossiamo tutti la stessa maglietta'. Gribaudo e Capone le due vice, Fina tesoriere Gli spazi della Nuvola danno già l'idea di un clima che è cambiato. L'ultima assemblea del Pd era stata all'auditorium Antonianum, nel centro di Roma: sale comode ma spazi dal sapore antico, abbastanza intimi. La prima della segretaria Elly Schlein conta sull'immagine avveniristica del Centro congressi disegnato da Fuksas (La Nuvola), all'Eur: struttura aerea in ferro, scale mobili in serie un piano via l'altro, pochissima scenografia, almeno fuori dalla sala che accoglie i delegati. Nel suo primo discorso da segretaria, dopo la proclamazione, Schlein mette in fila i punti: "Chi aveva scommesso sulla fine del Pd ha perso. Siamo ancora qui, più forti e uniti, e stiamo arrivando. Sarà questa per noi un nuova primavera". Applausi e standing ovation. Pd, Schlein: 'Stiamo arrivando, e' nuova primavera' Per un giorno il Pd tiene sotto il tappeto divisioni, rivalità, invidie, ripicche. Stefano Bonaccini viene eletto presidente a voto palese: un solo contrario sui quasi mille delegati. "Non mi sento minoranza né opposizione - dice - il Pd è casa mia". Un messaggio che sembra pensato più per convincere i suoi che gli altri. Perché che Bonaccini si senta a casa si vede. E' fra i primi ad abbracciare Schlein, le siede accanto finché stanno in platea, poi intona con lei l'inno d'Italia. Anche se qualche mugugno qua e là emerge. Graziano Delrio ammette: "C'è preoccupazione" fra i cattolici "è inutile negarlo. Ma non devono esserci pregiudizi". E Paola De Micheli: "Un problema lo abbiamo, con il mondo cattolico: i disagi di alcuni non vanno sottovalutati o trattati in maniera fastidiosa". Ma non è il giorno buono per chi abbia sassolini nelle scarpe. Quando parlano dei punti del programma, i propositi di Schlein e quelli di Bonaccini spesso si sovrappongono. "Questo è il tempo di unire - ribadisce il neopresidente - non ci possono essere altre magliette che indossiamo che non siano quelle del Pd". Schlein lo cita chiudendo l'assemblea: "La maglietta è una sola, è la nostra, viva il Pd, viva la Repubblica italiana". L'accordo sui vertici del partito per ora tiene. Le vice di Bonaccini sono due esponenti Pd vicine a Schlein: la deputata Chiara Gribaudo e la presidente del Consiglio regionale pugliese Loredana Capone. Tesoriere viene eletto Michele Fina. Voto quasi unanime anche per la direzione: entrano alcuni componenti di Articolo Uno, come Alfredo D'Attorre e Maria Cecilia Guerra, e i leader delle Sardine, Mattia Santori e Jasmine Cristallo. Ma è il giorno di Schlein. La segretaria avverte: "Non vogliamo più vedere irregolarità sui tesseramenti, abbiamo dei mali da estirpare, non vogliamo più vedere capibastone e cacicchi vari". Parla dei casi di tessere gonfiate al sud, durante il congresso. Ma qualcuno, fra sé e sé, traduce "capibastone" con "capicorrente". Le prossime settimane saranno decisive per capire se davvero i malesseri che affliggono il Pd da sempre sono stati sedati: c'è da scegliere segreteria e capigruppo. Terreni storici di battaglie sanguinarie. Letta mette in guardia Schlein: "La comunità dei democratici e delle democratiche ti ha chiesto di fare le scelte che devi attuare senza andare a negoziare e trattare con nessuna corrente". Altro tema da mezzogiorno di fuoco, le alleanze. Anche su quello, per mettere tutti d'accordo - dentro e fuori il Pd - ci sarà da scalare pareti. "Dobbiamo cercare di dialogare con le altre forze di opposizione - ribadisce Schlein - ci sono terreni comuni, abbiamo la responsabilità di esplorarli insieme, dobbiamo partire da qui". Schlein guida il Pd. Un'altra donna, Giorgia Meloni, guida il governo. "Mi avete spesso sentito dire che c'è molta differenza fra una leadership femminile e una leadership femminista - rimarca la segretaria Pd -. Sappiamo che non servono donne in posizioni da leader se non si spendono per migliorare le condizioni di tutte le donne". E poi, il refrain simbolo della sua segreteria: "Non ci hanno visto arrivare: lo dico a Meloni, il soffitto di cristallo non si rompe da sole". Mentre l'assemblea sta finendo, arriva la notizia di un altro naufragio. "Una vergogna", dice Schlein. Sui migranti, le scelte del governo sono "inumane". Pd, Schlein: 'Con le altre opposizioni terreni comuni'

ANSA

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SEZ. POLITICA Schlein si prende il Pd: "Estirpiamo cacicchi e capibastone". Bonaccini presidente

13 Marzo 2023, 15:16pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La segretaria del PD Elly Schlein © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'assemblea dei Dem proclama la neosegretaria. Bonaccini eletto presidente: 'È il tempo di unire, indossiamo tutti la stessa maglietta'. Gribaudo e Capone le due vice, Fina tesoriere 

Gli spazi della Nuvola danno già l'idea di un clima che è cambiato.

 

 

L'ultima assemblea del Pd era stata all'auditorium Antonianum, nel centro di Roma: sale comode ma spazi dal sapore antico, abbastanza intimi.

 

 

La prima della segretaria Elly Schlein conta sull'immagine avveniristica del Centro congressi disegnato da Fuksas (La Nuvola), all'Eur: struttura aerea in ferro, scale mobili in serie un piano via l'altro, pochissima scenografia, almeno fuori dalla sala che accoglie i delegati.

Nel suo primo discorso da segretaria, dopo la proclamazione, Schlein mette in fila i punti: "Chi aveva scommesso sulla fine del Pd ha perso. Siamo ancora qui, più forti e uniti, e stiamo arrivando. Sarà questa per noi un nuova primavera". Applausi e standing ovation. 

Pd, Schlein: 'Stiamo arrivando, e' nuova primavera'

Per un giorno il Pd tiene sotto il tappeto divisioni, rivalità, invidie, ripicche. Stefano Bonaccini viene eletto presidente a voto palese: un solo contrario sui quasi mille delegati. "Non mi sento minoranza né opposizione - dice - il Pd è casa mia". Un messaggio che sembra pensato più per convincere i suoi che gli altri. Perché che Bonaccini si senta a casa si vede. E' fra i primi ad abbracciare Schlein, le siede accanto finché stanno in platea, poi intona con lei l'inno d'Italia. Anche se qualche mugugno qua e là emerge. Graziano Delrio ammette: "C'è preoccupazione" fra i cattolici "è inutile negarlo. Ma non devono esserci pregiudizi".

E Paola De Micheli: "Un problema lo abbiamo, con il mondo cattolico: i disagi di alcuni non vanno sottovalutati o trattati in maniera fastidiosa". Ma non è il giorno buono per chi abbia sassolini nelle scarpe. Quando parlano dei punti del programma, i propositi di Schlein e quelli di Bonaccini spesso si sovrappongono. "Questo è il tempo di unire - ribadisce il neopresidente - non ci possono essere altre magliette che indossiamo che non siano quelle del Pd". Schlein lo cita chiudendo l'assemblea: "La maglietta è una sola, è la nostra, viva il Pd, viva la Repubblica italiana".

IL VIDEO

 

 
 
 

 

L'accordo sui vertici del partito per ora tiene. Le vice di Bonaccini sono due esponenti Pd vicine a Schlein: la deputata Chiara Gribaudo e la presidente del Consiglio regionale pugliese Loredana Capone. Tesoriere viene eletto Michele Fina. Voto quasi unanime anche per la direzione: entrano alcuni componenti di Articolo Uno, come Alfredo D'Attorre e Maria Cecilia Guerra, e i leader delle Sardine, Mattia Santori e Jasmine Cristallo.

Ma è il giorno di Schlein. La segretaria avverte: "Non vogliamo più vedere irregolarità sui tesseramenti, abbiamo dei mali da estirpare, non vogliamo più vedere capibastone e cacicchi vari". Parla dei casi di tessere gonfiate al sud, durante il congresso. Ma qualcuno, fra sé e sé, traduce "capibastone" con "capicorrente". Le prossime settimane saranno decisive per capire se davvero i malesseri che affliggono il Pd da sempre sono stati sedati: c'è da scegliere segreteria e capigruppo. Terreni storici di battaglie sanguinarie. Letta mette in guardia Schlein: "La comunità dei democratici e delle democratiche ti ha chiesto di fare le scelte che devi attuare senza andare a negoziare e trattare con nessuna corrente". Altro tema da mezzogiorno di fuoco, le alleanze. Anche su quello, per mettere tutti d'accordo - dentro e fuori il Pd - ci sarà da scalare pareti. "Dobbiamo cercare di dialogare con le altre forze di opposizione - ribadisce Schlein - ci sono terreni comuni, abbiamo la responsabilità di esplorarli insieme, dobbiamo partire da qui".

Schlein guida il Pd. Un'altra donna, Giorgia Meloni, guida il governo. "Mi avete spesso sentito dire che c'è molta differenza fra una leadership femminile e una leadership femminista - rimarca la segretaria Pd -. Sappiamo che non servono donne in posizioni da leader se non si spendono per migliorare le condizioni di tutte le donne". E poi, il refrain simbolo della sua segreteria: "Non ci hanno visto arrivare: lo dico a Meloni, il soffitto di cristallo non si rompe da sole". Mentre l'assemblea sta finendo, arriva la notizia di un altro naufragio. "Una vergogna", dice Schlein. Sui migranti, le scelte del governo sono "inumane".

Pd, Schlein: 'Con le altre opposizioni terreni comuni'

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SEZ. POLITICA Consiglio dei ministri a Cutro. Meloni: "Non ci siamo voltati. Combatteremo i trafficanti" Il decreto riguarda i flussi regolari di migranti e il contrasto all'immigrazione irregolare

10 Marzo 2023, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Consiglio dei ministri a Cutro. Meloni: "Non ci siamo voltati. Combatteremo i trafficanti" Il decreto riguarda i flussi regolari di migranti e il contrasto all'immigrazione irregolare

INSERITO DA ANGELA CECERE Linea dura contro chi pensa di entrare illegalmente in Italia, che deve sapere che "non conviene pagare gli scafisti e rischiare di morire" per entrare in Italia. E caccia globale ai trafficanti. Giorgia Meloni arriva a Cutro per dare quel segnale "simbolico" ma anche "concreto" del fatto che il governo è determinato a "sconfiggere la tratta di esseri umani", la vera causa delle tragedie come quella che il 26 febbraio è costata la vita ad almeno 72 migranti davanti alle coste calabresi. E "non cambia linea". Anzi. Anche se ripristina i decreti flussi che, di fatto, aumenteranno gli ingressi nel nostro paese. "Legali". Ma al contempo restringe la "protezione speciale", con l'obiettivo di "abolirla" per sostituirla con misure in linea con la normativa europea. Meloni, nel chiostro di un vecchio convento sede del municipio di Cutro, difende il ministro Matteo Piantedosi, al centro delle polemiche di questi giorni, perché nella situazione di Cutro, ribadisce, non si poteva "fare di più". E torna a scaldarsi di fronte a chi, a suo parere, starebbe invece accusando il governo di avere deliberatamente lasciato morire in mare i migranti. "In questo momento - sottolinea ripetendo le parole di Matteo Salvini - ci sono 20 imbarcazioni che qualcuno sta soccorrendo in acque italiane", quindi "non accetto ricostruzioni" che lascino intendere che l'esecutivo si sia "girato dall'altra parte". Governo compatto, via libera unanime al decreto e nessuna distanza di vedute, sottolinea Salvini, visibilmente soddisfatto anche perché, come sottolinea la premier, il nuovo provvedimento contiene "diverse delle proposte della Lega" che in commissione preme per ripristinare i vecchi decreti sicurezza. Negli ultimi giorni, nonostante le versioni ufficiali di piena sintonia, si erano registrate tensioni, testimoniate anche dall'attivismo leghista in commissione. E la mattinata era iniziata con un preconsiglio in cui molto si era discusso, raccontano, sulla proposta contenuta nelle prime bozze del decreto di un "potenziamento della sorveglianza marittima", con un ruolo preminente della marina militare. Senza venirne a capo. Notizia "priva di fondamento" si era affrettato a dire il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ma proprio dal suo dicastero, nella ricostruzione della stessa premier, era arrivata la proposta - mal digerita dagli alleati leghisti ma anche dai ministri di Fi: la proposta, spiega Meloni in una conferenza stampa nella quale è viene più volte interrotta, e contestata, dai cronisti che si sono occupati della tragedia fin dai primi giorni, "è stata ritirata dal ministro Crosetto almeno per due ragioni: primo, perché il nostro sistema funziona e, poi, perché c'é un precedente non proprio fortunato che è quello di Mare Nostrum...". Dal testo esce quindi una revisione del sistema di coordinamento degli interventi in mare ed entra la stretta sulla protezione speciale. Arriva un inasprimento del carcere per chi provoca la morte dei migranti, un reato, precisa la premier, che il governo considera "universale" e che servirà a colpire non solo chi sta sui barconi ma anche i trafficanti: "Vogliamo cercare gli scafisti - assicura - lungo tutto il globo terracqueo". Questo tentativo sarà attuato grazie ad "accordi bilateri con i paesi in cui la tratta viene organizzata". La contropartita saranno "maggiori flussi legali", "cooperazione e investimenti in quelle nazioni che più collaborano alla lotta alla tratta internazionale". Che sarà perseguita anche con una "campagna di comunicazione nei paesi di origine per spiegare quanto sia diversa la realtà da quella che raccontano i criminali. Questi paesi "che ci aiutano avranno quote privilegiate" per l'ingresso in Italia. Il tutto in attesa che anche l'Europa batta un colpo, che dal prossimo Consiglio europeo arrivino "passi concreti" che certifichino che "non accettiamo la tratta delle persone nel terzo millennio".

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi, Terzo Polo avanza con tempi proposti da Calenda Passo dopo passo,giorno dopo giorno,casa riformisti prende forma

9 Marzo 2023, 12:27pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Renzi, Terzo Polo avanza con tempi proposti da Calenda Passo dopo passo,giorno dopo giorno,casa riformisti prende forma

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, "Il progetto del Terzo Polo avanza. Oggi come Italia Viva confermeremo l'impegno verso il partito unico nei tempi proposti da Calenda e daremo i nostri suggerimenti perché il processo sia il più aperto e inclusivo possibile" Lo scrive nella sua E-News il leader di Italia viva, Matteo Renzi aggiungendo che "nel frattempo lavoriamo insieme sulle proposte e sulle idee, non solo in Parlamento. Oggi ad esempio alle 18, al teatro Eliseo, facciamo una iniziativa condivisa sui temi della sanità. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, evento dopo evento la casa dei riformisti prende forma".

ANSA

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SEZ. POLITICA 8 marzo: Mattarella, nessuna libertà se non condivisa tra uomini-donne Al Quirinale la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna con il Presidente della Repubblica e la premier Giorgia Meloni

8 Marzo 2023, 12:17pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  8 marzo: Mattarella, nessuna libertà se non condivisa tra uomini-donne Al Quirinale la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna con il Presidente della Repubblica e la premier Giorgia Meloni

INSERITO DA ANGELA CECERE Al via al Quirinale le celebrazioni per l'8 marzo, a cui partecipano anche l'attivista iraniana Pegah Tashakkori e Frozan Nawabi, diplomatica e giurista afghana. Fra gli ospiti in prima fila assieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e numerosi rappresentanti del mondo delle istituzioni, tra cui i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e quella del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone. "La strada per il raggiungimento di una parità effettiva - costituita con pienezza da diritti e da opportunità - è ancora lunga e presenta tuttora difficoltà. Ma vi si aggiunge la certezza che questa strada va percorsa con il massimo di determinazione e di rapidità. Perché dalla condizione generale della donna, in ogni parte del mondo, dipende la qualità della vita e il futuro stesso di ogni società". Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella. "Non può esservi vera libertà se non è condivisa dalle donne e dagli uomini". "Sono benvenute le donne presenti, oggi, al Quirinale in rappresentanza di tutto il genere femminile. Un saluto particolare a quelle che ci seguono in tv e sul web. Abbiamo visto filmati, ascoltato letture e testimonianze dirette. Ci consentono di ribadire che l'8 marzo non è, come a volte si sente ripetere, la festa della donna, o delle donne, ma un'occasione, preziosa, per fare il punto sulla condizione femminile nel nostro Paese, in Europa e nel mondo". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,nel suo discorso alle celebrazioni per l'8 marzo al Quirinale.

ANSA

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SEZ. POLITICA Elly Schlein, cosa è successo sui suoi social a una settimana dalla nomina a segretaria del Pd

7 Marzo 2023, 15:32pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  È passata una settimana esatta dall'inizio della nuova era del Partito Democratico. Una nuova era nel nome di Elly Schlein e all'insegna dei social. E in soli 7 giorni, la nuova segretaria del Pd ha riscosso un'ondata imprevista di riconoscimenti anche e soprattutto sui social network. È lei, inevitabilmente, la figura politica del momento e i suoi profili social spiccano il volo. 

Notorietà alle stelle

Elly Schlein è ormai sulla bocca di tutti. Lei incarna il simbolo della rinascita della sinistra italiana e del suo Partito Democratico e, inevitabilmente, anche sui social network la curiosità nei suoi confronti è sempre maggiore. La notorietà della nuova segretaria del Pd è alle stelle e, a evidenziarlo, ci pensano i numeri del web. A rivelarlo è lo studio di Arcadia Group che evidenzia come in solo una settimana i suoi follower su Instagram siano cresciuti di ben 100mila unità.

I dati in aumento continuo

La sua fan base cresce minuto dopo minuto e, anche sugli altri social, i risultati sono sorprendenti. In 7 giorni Elly Schlein ha registrato un aumento di ben 34mila seguaci su Facebook e 25mila su Twitter. E nonostante i suoi contenuti su Facebook abbiano il doppio della visibilità di quelli di Instagram, è proprio su questo social che riscuote più reazioni e interazioni. Instagram si conferma la piattaforma dove la Schlein incassa la quota maggiore di coinvolgimento del fandom. Ma a sorprendere dei dati è il fatto che in rete il 75% del parlato «Schlein» è social con l'utilizzo di parole chiave. Un chiaro segnale di come voglia impostare la sua comunicazione cercando di coinvolgere sempre di più i giovani. Fetta importante dell'elettorato, ma sempre più lontani dalla politica italiana. 

La strategia

Una strategia che sembra dare i propri frutti, visto che il «sentiment» in favore di Elly Schlein è positivo al 40,6%. Nell'ultimo mese, dunque, più del 40% dell'atteggiamento online degli utenti nei suoi confronti è risultato positivo. Un risultato invidiabile che può essere paragonato anche a suoi «competitor». Nel giorno della manifestazione antifascista a Firenze, contro il pestaggio nei confonti dei due studenti del liceo Michelangiolo, la Schlein ha sovrastato Giuseppe Conte nell’engagement, ovvero la capacità di un contenuto pubblicato di coinvolgere gli utenti nella discussione che ne scaturisce. Conte ha incassato quasi il doppio delle menzioni (7.640 contro le 4.110 della Schlein) ma cede nel coinvolgimento digitale.di Niccolò Dainelli LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Meloni: 'Bilaterali con India ed Emirati oltre le aspettative' La premier ad Abu Dhabi: 'Gli Emirati Arabi possono contribuire a facilitare un percorso di pace che deve basarsi su una pace giusta per gli ucraini"

6 Marzo 2023, 15:47pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Meloni: 'Bilaterali con India ed Emirati oltre le aspettative' La premier ad Abu Dhabi: 'Gli Emirati Arabi possono contribuire a facilitare un percorso di pace che deve basarsi su una pace giusta per gli ucraini"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  "Sono molto soddisfatta del bilancio di questa missione: entrambi i bilaterali andati molto bene, sinceramente anche oltre le mie aspettative": così la premier Giorgia Meloni in un punto stampa ad Abu Dhabi al termine della visita che ha visto l'India come prima tappa. "Mi pare che ci sia ampia disponibilità da parte dello sceicco Bin Zayed di dare una mano nella piena volontà di recuperare un rapporto di amicizia per gli interessi nazionali dell'Italia". In questo viaggio "abbiamo elevato i rapporti bilaterali e credo che con l'India ci sia un rapporto particolarmente importante. Da guida del G20 può giocare ruolo molto importante in diplomazia nelle crisi internazionali in atto", ha detto ancora la premier. E agli Emirati arabi dedica un passaggio delle sue dichiarazioni: "con loro - ha detto - abbiamo un rapporto forte dopo anni di difficoltà. I colloqui sono andati molto molto bene" anche su dossier importanti come Libia, aiuti alla Tunisia - anche in chiave di migranti - e nel piano per l'Africa. "Il tema della Cina va trattato separatamente" dai rapporti con l'India, "ancora è oggetto di valutazione da parte nostra sono stata invitata da Xi Jinping al G20, per ora non è calendarizzato non lo escludo anche conseguente alle scelte che faremo sulle materie che voi conoscete", ha spiegato Meloni rispondendo a una domanda sulla Via della Seta. La premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il resto della delegazione sono partiti da Abu Dhabi alla volta di Roma. Si conclude così la missione che giovedì li ha portati a Nuova Delhi, in India, e poi per due giorni negli Emirati Arabi Uniti. Nel colloquio con il presidente degli Emirati Arabi "ci siamo a lungo confrontati sulla situazione" dell'Ucraina, "questa è una nazione che dal nostro punto di vista sul piano diplomatico può giocare un ruolo, crediamo che gli Emirati Arabi possano contribuire a facilitare questo percorso di pace che deve basarsi su una pace giusta per gli ucraini", così la premier sottolineando che "mi pare che lo sceicco fosse consapevole e ci fosse la loro disponibilità". "Io non solita approcciare i miei rapporti bilaterali parlando di soldi a me interessa che ci sia una forza politica nelle relazioni - ha spiegato -, se l'Italia è un partener affidabile e credibile e riesce a valorizzare la sua forza non ci sono limiti a quello che si può fare a partire dal tema dell'energia che per noi è preminente. Ma ci sono decine e decine di ambiti nel quale la cooperazione si rafforzerà, lavoriamo per chiudere i problemi pregressi per cui si tratta di costruire una serietà nelle relazioni, da lì esce qualsiasi tipo di collaborazione. I miei interlocutori sono estremamente aperti, loro conoscevamo il lavoro che stiamo facendo in Africa, sono interessati al piano Mattei. Noi vogliamo recuperare una centralità nel Mediterraneo". Ad Abu Dhabi l'incontro fra il presidente degli Emirati Arabi Uniti e la presidente del Consiglio ricevuta al palazzo presidenziale. Nella delegazione italiana anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Poi il pranzo ufficiale fra le delegazioni. "Oggi ho avuto il piacere di dare il benvenuto al primo ministro italiano Giorgia Meloni negli Emirati Arabi Uniti. Abbiamo discusso delle opportunità per sviluppare ulteriormente le relazioni tra i nostri due paesi e assistito alla firma di numerosi accordi volti a promuovere la collaborazione e una crescita economica sostenibile": così su Twitter il presidente degli Emirati Arabi Uniti. In occasione dell'incontro fra la premier e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto viene spiegato, sono state adottate due dichiarazioni di intenti: una sul 'partenariato strategico' per definire le linee d'azione su cui si muoveranno i rapporti per il prossimo futuro, firmata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dall'omologo emiratino, sceicco Abdallah bin Zayed Al Nahyan Abdallah; l'altra è una dichiarazione sulla cooperazione rafforzata nell'ambito della Cop28, firmata sempre da Tajani e da Sultan Ahmed Al Jaber, ministro dell'Industria e delle tecnologie avanzate degli Emirati Arabi Uniti, nonché direttore generale e amministratore delegato di Anoc, e presidente designato della COP28. A margine dell'incontro è stato anche firmato un accordo di cooperazione fra Eni e Adnoc, la compagnia energetica nazionale, che coprirà molteplici ambiti della transizione energetica. A siglarla sono stati Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, e da Sultan Ahmed Al Jaber.

ANSA

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