Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Continua, a distanza, la "saga" tra Silvio Berlusconi e Volodymyr Zelensky. E stavolta è il presidente ucraino che affonda il colpo contro il leader di Forza Italia. «Io credo che la casa di Berlusconi non sia mai stata bombardata, mai siano arrivati con i carri armati nel suo giardino», osserva il presidente in guerra, come a dire che altrimenti il Cavaliere non avrebbe mai tuonato contro di lui pochi giorni fa. L'eco di quelle frecciate arriva immediata ad Arcore. Monta l'irritazione, anche se è il gelo che avvolge la villa e il suo inquilino, schermando ogni commento. Berlusconi e l'irritazione per Zelensky Un silenzio che appare ancor più pesante. Bocche cucite anche fra i fedelissimi del patriarca azzurro ma a nessuno sfugge il contesto di quelle dichiarazioni. «Non è vero che non conosco la guerra - è il mantra che ripete sempre ai suoi Berlusconi - da ragazzino sono stato sfollato anche io, gli orrori della guerra li ho vissuti». Zelensky non si sottrae alle domande dei giornalisti sul Cav e lo fa proprio nel giorno in cui la premier Giorgia Meloni gli fa visita a Kiev, si commuove e ribadisce la vicinanza dell'Italia al popolo ucraino. Ma quello che non va giù a molti, dentro Forza Italia, è la reazione della presidente del Consiglio: la sua difesa del Cav viene percepita come troppo tiepida e poco esplicita. Inappropriata, dopo un affondo che suona particolarmente sgarbato per il richiamo fatto da Zelensky alle corresponsabilità altrui: «Diversi leader hanno diritto di pensiero, il vero problema è l'approccio della società italiana che a quel leader ha dato un mandato», rimarca il presidente ucraino. Inutile forse a quel punto l'invito a «venire a vedere con i propri occhi la scia di sangue» che attraversa il paese da un anno. L'ATTACCO Un attacco che sembra pesare anche sulla missione italiana a Kiev, con la memoria che torna alle parole del Cav su Putin e il presidente ucraino. Le ultime risalgono al 12 febbraio quando Berlusconi non nascose che, da presidente del Consiglio, non avrebbe incontrato Zelensky (come invece ha fatto Meloni) e che comunque «bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e il conflitto non sarebbe accaduto». Una tesi già rivelata ai suoi parlamentari - e diffusa in alcuni audio rubati poco prima della nascita del governo Meloni, a ottobre - per sostenere che la Russia di Putin «non voleva la guerra» ma l'Ucraina «ha triplicato gli attacchi nel Donbass». E così avanti fino ad ammettere di aver «riallacciato un pò i rapporti con l'amico-zar, autore di una lettera dolcissima mandata a Berlusconi al suo ultimo compleanno, insieme a venti bottiglie di vodka. E Zelensky gli ha risposto con nettezza, creando non poco imbarazzo nella delegazione italiana presente a Kiev. LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incassata l'assoluzionbe di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter, Forza Italia chiede con forza l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'uso politico della giustizia. La richiesta solleva proteste dai banchi delle opposizioni, in testa il M5s, ma a liquidarla è Fdi, che la definisce "una boutade". "Forza Italia chiede la immediata calendarizzazione della proposta di legge sulla istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sull'uso politico della magistratura, per fare chiarezza su 25 anni di lotte giudiziarie usate come arma di scontro politico", ha detto nell'Aula della Camera il capogruppo di Fi Alessandro Cattaneo manifestando "amara soddisfazione" per l'assoluzione di Silvio Berlusconi al processo Ruby Ter. La richiesta di Cattaneo "ha senz'altro impresso un'accelerazione Ora concorderemo una data, compatibilmente con le agende delle due commissioni, ma penso che già entro i primi di marzo potrà essere messo in calendario", il commento del il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Ciro Maschio (FdI) A frenare è però è l'alleato Fdi. Proporre oggi una Commissione d'inchiesta sull'uso politico della giustizia è una boutade, un asso di bastoni lanciato sull'onda emotiva dell'assoluzione di Silvio Berlusconi. Noi crediamo che non si debba fare di tutta l'erba un fascio, che il 90% dei magistrati facciano bene il loro lavoro e che in casi poco chiari basterebbe fare delle ispezioni mirate, riferiscono diversi deputati di spicco di Fratelli d'Italia. A bocciare la commissione d'inchiesta nell'opposizione è il M5s. "A quelli di Forza Italia e della maggioranza il tripudio per la sentenza di assoluzione di Silvio Berlusconi ha dato alla testa. La loro richiesta di una commissione d'inchiesta 'sull'uso politico della magistratura' è pericolosa e puzza lontano un miglio di una resa dei conti verso la magistratura. Fanno di un fatto personale che riguarda il loro capo un caso politico, rigettando il Paese in un dibattito di oltre 15 anni fa che speravamo di esserci lasciati alle spalle. Speriamo che finiti i festeggiamenti si occupino finalmente di cose serie e non di simili sciocchezze", ha detto la capogruppo M5s al Senato Barbara Floridia. "Vedere dei parlamentari della Repubblica in estasi per l'assoluzione di Berlusconi è sconfortante. Sentire Giorgia Meloni dirsi felice per l'assoluzione di uno che solo pochi giorni fa prendeva a schiaffi lei e tutto il governo sull'incontro con Zelensky, lo è altrettanto. Sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza, ma quello che sembra emergere è che l'assoluzione si basi su questioni formali, ma che non sia smentito né che le ragazze abbiano mentito né soprattutto la natura di 'utilizzatore finale' di Silvio Berlusconi. Restano enormi ombre sul profilo etico e morale di un personaggio che è stato presidente del Consiglio e che ancora oggi è uno dei principali leader di maggioranza", ha osservato la vicepresidente del gruppo M5s al Senato, Alessandra Maiorino. "Ora Forza Italia ha preso la palla al balzo per fare richieste ridicole e pericolose come una commissione d'inchiesta sull'uso politico della giustizia e per spingere su riforme della giustizia che gli italiani non vogliono, come la separazione delle carriere, che hanno già sottoposto a un referendum disertato dagli elettori. Noi lo diciamo fin da subito: massimo rispetto per la pronuncia della magistratura, ma rigettiamo al mittente ogni forma di strumentalizzazione della sentenza come quelle che provengono dalla maggioranza" .Per il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, "il fatto che la vicenda Ruby sia stata circondata da menzogne, - prosegue l'ecologista, - è stato accertato da due sentenze passate in giudicato. Quanto accaduto dimostra che il sistema giudiziario italiano consente a chi ha più risorse per pagare gli avvocati di rimanere impunito. Alla fine, il risultato è che Ruby era veramente la nipote di Mubarak? Quello che serve non è una commissione d'inchiesta contro i giudici, come vuole il centrodestra, ma una riforma della giustizia che renda tutti davvero uguali di fronte alla legge".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Sono trascorsi sette anni dalla dichiarazione di dissesto e per i conti di Palazzo Mosti la situazione resta ancora poco chiara con una massa debitoria ancora da quantificare. Una crisi finanziaria che, secondo il primo cittadino di Benevento, Clemente Mastella, deve trovare supporto nell'azione del governo nazionale anche perchè comune a centinaia di città del mezzogiorno. E sembra non essere caduto nel vuoto l'appello lanciato all'esecutivo dal primo cittadino di Benevento perché si attivi ad aiutare le città in dissesto e in pre dissesto, un patto per farle rientrare dalla situazione debitoria. Clemente Mastella lo ha annunciato questa mattina, a margine di un incontro promosso dall'Asia alla scuola Sant'Angelo a Sasso. “Spero che la decisione arrivi nel prossimo consiglio dei ministri, o nel decreto legge del Pnrr o in quello che riguarderà la pubblica amministrazione e in particolare i comuni. Siamo grati al Governo perchè questo provvedimento sbloccherebbe una situazione che rischia di inficiare più di 200 comuni quest'anno e mille il prossimo. Ho avuto sollecitazioni a riguardo da tanti colleghi e ho cominciato una battaglia, prima da solo poi con l'aiuto degli altri e con il supporto dell'Anci nazionale che ha fatto propria la questione”. “Mi sono ritrovato con i debiti di prima e dovrei far pagare ancora più tasse ai cittadini di Benevento. Sinceramente non me la sento. E dunque stiamo facendo una bella battaglia e speriamo di riuscirci”. OTTOPAGINE
Attilio Fontana, leghista sostenuto dal centrodestra, è stato confermato alla presidenza della Regione Lombardia con il 54,67%, l'equivalente di 1.774.477 preferenze.
I dati sono definitivi.
Lo sfidante del centrosinistra, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra,Pierfrancesco Majorino, ha raggiunto il 33,93%, 1.101.417 voti. Terza Letizia Moratti, candidata civica per il Terzo Polo, con il 9,87% e 320.346 preferenze. QuindiMara Ghidorzi, di Unione popolare con l'1,53% (49.514). Fra le liste Fratelli d'Italia è al primo posto con il 25,18%, seguono Pd (21,82%), Lega (16,53%) e Forza Italia (7,23%). La lista civica a sostegno di Fontana ha ottenuto il 6,16%, quella per Letizia Moratti il 5,3% e il Patto civico per Majorino il 3,82%. Per il Movimento 5 Stelle il risultato è stato del 3,93%, per Azione-Italia Viva del 4,25%.
Ilcentrodestra sbanca alle Regionali,rafforzando di fatto, come commenta subito la premier Giorgia Meloni, "l'azione del governo". Nel Lazio e in Lombardia i rispettivi candidati, Francesco Rocca e Attilio Fontana, sfondano quota 50%. Non lasciando dubbi sulla loro vittoria già dalle prime proiezioni.
Ma il dato più clamoroso che emerge da queste consultazioni èl'astensionismo perché vota appena il 40% degli elettori. InLombardiava il 41,67% degli aventi diritto ma il record assoluto è nel Lazio: solo il 37% si presenta ai seggi. Punta massima a Roma con il 33,11%, dato sconfortante se si pensa che alle precedenti regionali del 2018 nella Capitale andò alle urne il 63,11%. Già alle ultime Comunali si lanciò l'allarme astensionismo, ma allora, nell'ottobre 2021, andò a votare il 48,54% e al secondo turno il 40,68%.
Il podcast del direttore Luigi Contu
Nel centrodestra, in entrambe le regioni, i singoli partiti di maggioranza incassano complessivamente un buon risultato. La Lega tiene in Lombardia anche se non è più il primo partito della Regione. La forza politica guidata da Matteo Salvini, che comunque continua ad esprimere la figura del presidente Fontana, riconfermato al Pirellone, porta a casa un 17% che, seppur in netto calo rispetto al 29,6% di 5 anni fa, è pur sempre in crescita rispetto alle politiche di settembre quando incassò il 13%. Ora la prima forza politica nella regione, da sempre a trazione leghista, è Fratelli d'Italia che mantiene le posizioni con il 26%, senza sfondare però la linea conquistata a settembre: così come si temeva, soprattutto nella coalizione di centrodestra. Mentre FI, pur avendo dimezzato i voti, passando dal 14% del 2018 all'8% di ora, tutto sommato tiene se si pensa che alle ultime politiche aveva preso il 6,8% e che l'aver perso un 'pezzo' del calibro di Letizia Moratti avrebbe potuto costare una sonora sconfitta. Storia questa che invece ha avuto tutt'altro sviluppo. La Moratti, già vice di Fontana alla regione, presentandosi come candidata del Terzo Polo, non solo alla fine non riesce a erodere alcun voto al centrodestra, ma registra nel complesso un flop fermandosi a quota 10%. Un risultato che porta il leader di Azione Carlo Calenda a dire che "il centro e la sinistra non sono mai stati in partita, neanche uniti" e che "Moratti è stata coraggiosa e si è spesa moltissimo, ma fuori dal bacino di voti del Terzo Polo non siamo riusciti ad attrarre consensi". La sua lista ottiene comunque un 6% contro il 4% di Azione-Italia Viva. Sconfitta anche per Pierfrancesco Majorino (centrosinistra-M5s) che raggiunge il 33,3%.
Analogo il risultato elettorale nelLaziodove i partiti della maggioranza riescono a scippare al Pd la guida della Regione che aveva visto Nicola Zingaretti confermato per due mandati. Fratelli d'Italia incassa oltre il 34% confermandosi primo partito e superando il risultato delle politiche quando aveva preso il 31,44%. Il Pd, tutto sommato resiste ottenendo quel 21% che è in linea con il 21,25% del 2018 e migliora rispetto al 18,32% delle ultime politiche. Non riesce, invece, l'exploit a Donatella Bianchi, la giornalista Rai scelta da Giuseppe Conte per competere con Alessio D'Amato. Lei si ferma al 12%. Ma i pentastellati crollano passando dal 27% di 5 anni fa a poco più del 9%. Alessio D'Amato porta a casa il 34%. Il segretario del Pd Enrico Letta punta il dito contro il M5S e il Terzo Polo dicendo che "l'Opa contro il Pd ha fatto male a chi l'ha tentata", mentre rivendica il fatto di essere ora "il secondo partito del Paese". Matteo Salvini esulta e fa sapere di aver sentito al telefono sia Giorgia Meloni, sia Silvio Berlusconi : "Siamo tutti reciprocamente contenti della vittoria della squadra. Il gioco di squadra con loro funziona".
Lombardia, Attilio Fontana: 'I lombardi mi hanno capito'
LE REAZIONI DOPO IL VOTO
IL CENTRODESTRA - E' stata una "vittoria di squadra, portata avanti in maniera coesa" da tutta la coalizione: così ha spiegato il presidente della LombardiaAttilio Fontana in conferenza stampa. "Sono soddisfatto che i cittadini hanno compreso la nostra capacità di affrontare momenti difficili e complicati", ha aggiunto. "Il primo sentimento è la gioia per i lombardi che hanno capito il nostro lavoro". "La democrazia c'è, perché nel momento in cui c'è espressione del voto si realizza. Bisogna smettere di delegittimare la politica, credo sia l'aspetto più grave su cui siamo tutti responsabili. La politica deve essere valutata per il ruolo che deve rivestire all'interno di una democrazia". "Dobbiamo cercare di essere più vicini ai cittadini per far capire che il loro voto è comunque importante - conclude - penso che questo buon risultato sia dovuto al fatto che ho sempre dialogato con tutte le componenti della Regione".
"E' stata una corsa breve ma intensa - ha dettoFrancesco Rocca-. Prevale ora il senso di responsabilità che è enorme, bisogna risollevare una sanità distante e che mortifica i cittadini. L'astensionismo poi sottolinea che 10 anni di centrosinistra hanno allontanato i cittadini. Ci impegneremo per far tornare fiducia e partecipazione". "Complimenti a Francesco Rocca e Attilio Fontana per la netta vittoria di queste elezioni regionali, sicura che entrambi daranno il massimo per onorare il voto e il mandato ricevuto dai cittadini di Lazio e Lombardia. Un importante e significativo risultato che consolida la compattezza del centrodestra e rafforza il lavoro del Governo":così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.La premier ha telefonato a Fontana e Rocca. A quanto si apprende, si è congratulata con loro e ha espresso a entrambi soddisfazione per un risultato netto.
Lombardia, Salvini: 'I lombardi hanno riconfermato buongoverno'
"E' come nel basket, nel calcio. Si vince insieme". Lo ha detto il ministro dell'EconomiaGiancarlo Giorgettia margine di un evento a Bruxelles, interpellato su eventuali ripercussioni sugli equilibri del Governo dall'esito delle elezioni regionali. "No", ha risposto al riguardo.
"Per quanto riguarda la Lega sono contento anche se mi interessa il lavoro di squadra". Lo ha detto il segretario della Lega,Matteo Salvini, nella conferenza stampa sulle Regionali. "Conferma che il gioco di squadra con Giorgia e Silvio funziona - ha aggiunto - al di là di quello di cui si è chiacchierato, competizioni intervento rivalità… Ho sentito sia Silvio che Giorgia, tutti siamo reciprocamente contenti della vittoria della squadra".
Se gli exit-poll venissero confermati sarebbe "un successo del centrodestra, nel Lazio molto consistente ma anche in Lombardia. E' un voto di fiducia al governo di centrodestra, quindi siamo soddisfatti", ha affermato il vice premier e ministro degli Esteri,Antonio Tajani. "Se confermato questo è un dato superiore anche rispetto alle elezioni politiche. Un apprezzamento che cresce", ha detto il ministro,Francesco Lollobrigida, presente al comitato elettorale di Francesco Rocca a Roma. "La coalizione è unitissima", ha aggiunto.
Lollobrigida: 'Centrodestra unitissimo vince con un risultato superiore a tre mesi fa'
LE OPPOSIZIONI - Il candidato del centrosinistra alla Regione Lazio Alessio D'Amato ha telefonato al rivale e vincitore delle elezioni Francesco Rocca: "è stata una telefonata cordiale con la quale D'Amato ha riconosciuto il risultato, gli ha fatto i complimenti e ha promesso che la sua sarà una opposizione dura sulle questioni concrete". È quanto si apprende dallo staff di D'Amato.
"I veri sconfitti nel Lazio sono il M5s. Conte dovrà riflettere sulle scelte che ha compiuto e sulla decisione di non proseguire l'esperienza di governo alleati, e vanno molto dietro al dato delle precedenti regionali e politiche", ha detto D'Amato, al suo comitato elettorale.
"Da parte del Pd c'è molta concentrazione sulla nostra performance. Ascoltare il redivivo Letta rendere dichiarazioni entusiastiche, sembra stappare bottiglie di champagne sulla performance del Pd, francamente se immaginiamo in particolare il Lazio dove c'è un candidato indicato da Letta e Calenda, che consegnano la Regione al centrodestra, avrei poco da festeggiare". CosìGiuseppe Conte, presidente del M5s, nella sede nazionale del Movimento in via di Campo Marzio a Roma commentando i risultati delle elezioni regionali.
Lazio, D'Amato: 'L'errore va chiesto a Conte, non al Pd'
"La sconfitta in Lazio e Lombardia è netta, malgrado gli sforzi generosi dei nostri candidati e di chi si è speso per la campagna. Ora bisogna cambiare per davvero, nella visione, nei volti e nel metodo. Solo così si potrà ricostruire un campo progressista e tornare a vincere insieme". Lo dice la candidata alla guida del PdElly Schlein. "L'astensionismo altissimo è una ferita alla democrazia e temo che come a settembre interessi soprattutto le fasce più impoverite, che non trovano più rappresentanza. La destra si unisce e vince nonostante le sue contraddizioni. Noi dobbiamo fare la sinistra, che si batte per chi fa più fatica".
E' stata "una vittoria netta della destra", "il Terzo polo rifletta sulla scelta che ha portato a sostenere Letizia Moratti" e "non aver avuto un leader di partito a livello nazionale non ci ha aiutato, spiega il candidato del centrosinistra e M5sPiefrancesco Majorinoalle regionali lombarde. "Non avere una leadership nazionale ci ha costretto a far sempre un di più - ha aggiunto - rimane il rammarico di aver presentato il candidato due mesi prima del voto".
Lombardia, Majorino: 'Vittoria della destra netta e inequivocabile'
"La scelta degli elettori è stata chiara e inequivocabile - ha scritto su Twitter il leader di Azione,Carlo Calenda-: vince la destra ovunque. Il centro e la sinistra non sono mai stati in partita, neanche uniti, neanche nell'ipotetico formato del campo largo. Letizia Moratti è stata coraggiosa e si è spesa moltissimo, ma fuori dal bacino di voti del Terzo Polo non siamo riusciti ad attrarre consensi".
"In un quadro politico per noi particolarmente complicato e con il vento chiaramente contro - ha dichiarato il segretario Pd,Enrico Letta - il Pd ottiene un risultato più che significativo, dimostra il suo sforzo coalizionale e respinge la sfida di M5S e Terzo Polo. Il tentativo ripetuto di sostituirci come forza principale dell'opposizione non è riuscito. L'Opa contro il Pd ha fatto male a chi l'ha tentata. Ci auguriamo che questo risultato dimostri finalmente a M5S e Terzo Polo che l'opposizione va fatta al governo e non al Pd. Il Pd rimane saldamente seconda forza politica e primo partito dell'opposizione".
Il risultato elettorale è "insoddisfacente, lontano da quelle che erano le ambizioni e le aspettative" ma la "proposta politica progressista rimane". Lo diceDonatella Bianchicommentando il risultato elettorale. "La nostra proposta progressista rimane", ha aggiunto, ma "aveva bisogno di più tempo per essere comunicata. "Non ci sentiamo assolutamente responsabili", ha anche detto rispondendo a una domanda sulla rottura dell'alleanza col Pd".
"La sconfitta di oggi è in continuità con quella delle politiche del 25 settembre scorso, dove un Pd ridotto e un campo progressista diviso regalano un'altra vittoria alla destra, anche quando è in difficoltà", dice il candidato alla segreteria del Pd,Stefano Bonaccini. "Dobbiamo chiudere questo capitolo e aprirne uno nuovo, dove il Pd torna centrale e attrattivo. Credo che il voto degli iscritti di questi giorni sia già un segnale della voglia di cambiamento e sono convinto che dalle primarie del 26 febbraio verrà un'ulteriore spinta in questa direzione".Ansa
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Oggi abbiamo riscontrato tanto entusiasmo e una straordinaria partecipazione democratica tra gli iscritti del Partito, in un clima di assoluta serenità. Una giornata importante per l’intera comunità democratica in tutto il Paese. I numeri hanno confermato un forte sostegno in Provincia di Salerno al candidato alla segreteria nazionale Stefano Bonaccini. La proposta messa in campo da Stefano è stata premiata da un consenso che supera l’80 % delle preferenze nella città capoluogo e negli altri circoli della provincia. Risultati in linea con il trend largamente positivo per la mozione Bonaccini registrato in tutta la Regione Campania. Partiamo da qui per continuare con il lavoro di mobilitazione in vista delle primarie nei gazebo del prossimo 26 febbraio”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Oltre dodici milioni di elettori alle urne, una miriade di candidati per conquistare 131 seggi nei Consigli ma soprattutto le poltrone di governatore di due delle Regioni più importanti d'Italia, il Lazio e la Lombardia. Le urne per rinnovare le due amministrazioni saranno aperte domenica 12 febbraio dalle 7 alle 23 e lunedì 13 dalle 7 alle 15. L'ultima tornata elettorale per Lazio e Lombardia risale al 4 marzo del 2018. In quella occasione - i dati provengono dal portale del Viminale - nel Lazio su 4.780.090 elettori andarono a votare 3.181.235 persone, con una affluenza finale pari al 66,55%; Nicola Zingaretti (centrosinistra) vinse con il 32,93% e 1.018.736 voti. In Lombardia invece su 7.882.633 elettori andarono al voto in 5.762.459, con un'affluenza del 73,10% e Attilio Fontana (centrodestra) prevalse con il 49,75% e 2.793.369 voti. Candidature e liste collegate sono state consegnate agli uffici elettorali nelle Corti d'Appello e nei Tribunali dalle 8 di venerdì 13 gennaio fino alle 12 di sabato 14, cioè nel trentesimo e ventinovesimo giorno antecedenti alla votazione, così come previsto dalla legge nazionale. Le due Regioni hanno poi le loro leggi elettorali regionali, ma in entrambi i casi viene eletto presidente della Regione "il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale", senza ballottaggio. Per il Lazio, dove si sfideranno Alessio D'Amato (centrosinistra e Terzo Polo), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (M5s e altre liste di sinistra), Rosa Rinaldi (Unione popolare), Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano), la legge regionale è la 2 del 2005, modificata nel 2017. Il Consiglio regionale del Lazio è composto da 50 consiglieri più il presidente della Regione. Quattro quinti, cioè 40 consiglieri, vengono eletti col metodo proporzionale sulla base di liste concorrenti presentate a livello circoscrizionale (le cinque province: Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo); il restante quinto (10 seggi) che vale non è più assegnato 'automaticamente' tramite il cosiddetto listino, abolito nel 2017. Il premio di maggioranza varia in funzione dei seggi che le liste collegate al presidente della Regione eletto hanno ottenuto con metodo proporzionale. Se il gruppo o i gruppi di liste collegati al candidato presidente eletto hanno conseguito, in sede di riparto proporzionale, una percentuale di seggi inferiore al 60% (30 seggi), il premio di maggioranza consiste nell’assegnare, tra i suddetti gruppi di liste, un numero di seggi necessario a raggiungere tale soglia. Tuttavia, il numero massimo di seggi attribuibile con il premio non può superare i dieci seggi, anche nel caso in cui non fosse sufficiente a garantire il raggiungimento del 60% dei seggi. Nel 2017 poi è stata introdotta tra l'altro la parità di genere, attraverso la doppia preferenza e l’obbligo di garantire il limite del 50% ai candidati dello stesso sesso nelle liste circoscrizionali e la garanzia di almeno un consigliere eletto per ogni provincia.
FdI cerca en plein e campo largo diviso alla prova. Lega a caccia di uno spazio, Calenda spariglia e cerca leadership nella coalizione (ANSA)
InLombardiala partita è tra l'uscenteAttilio Fontana(centrodestra),Pierfrancesco Majorino(centrosinistra e M5s),Letizia Moratti(Terzo Polo),Mara Ghidorzi(Unione Popolare). La legge elettorale è la 17-2012. Il Consiglio regionale, è spiegato dal sito dell'ente, è composto da 80 consiglieri compreso il presidente della Regione. Gli altri 79 consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste provinciali concorrenti. Le circoscrizioni provinciali sono quelle esistenti al 1 gennaio 2012 (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese). Nel rispetto della parità uomo-donna, le liste provinciali devono essere composte seguendo l'ordine dell'alternanza di genere. Rispetto al premio di maggioranza, alle liste collegate al governatore eletto sono assegnati almeno 44 seggi (cioè il 55% dei seggi) se il presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi; almeno 48 seggi (cioè il 60% dei seggi) se il presidente ha ottenuto il 40% o più dei voti validi. Alla coalizione vincente non possono però essere attribuiti più di 56 seggi (cioè il 70% dei seggi). 23 seggi sono quindi sempre garantiti alle liste 'perdenti', ed è garantito che ciascuna provincia abbia il proprio rappresentante.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "Abbiamo in programma nelle prossime settimane una missione in Etiopia: andremo io ed alcuni ministri del governo e vorremmo che fosse accompagnata anche da imprenditori italiani". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve a Palazzo Chigi il primo Ministro della Repubblica Federale e Democratica dell'Etiopia, Abiy Ahmed Ali. Il presidente etiope è stato accolto dal picchetto d'onore. Al termine dell'incontro sono previste dichiarazioni alla stampa. "Abbiamo in programma nelle prossime settimane una missione in Etiopia: andremo io ed alcuni ministri del governo e vorremmo che fosse accompagnata anche da imprenditori italiani, ora individueremo la data e la organizzeremo in tempo rapido". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. Con il primo ministro etiope c'è stato ""un colloquio straordinario. Ci eravamo già incontrati durante la cop27 e immediatamente ci è stato chiaro che le relazioni che Italia e Etiopia hanno avuto e hanno storicamente potevano intensificarsi ancora di più. Anche oggi abbiamo confermato la profondità dei legami che uniscono le nostre nazioni e i nostri popoli, legami storici che nel tempo si sono arricchiti attraverso un rapporto sempre più intenso sul piaon economico e politico". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. "Questo governo vuole rafforzarlo con quello spirito di parternariato paritario nei confronti delle nazioni africane sulle quali stiamo dedicando le nostre energie, quel piano Mattei per l'Africa come cooperazione allo sviluppo che possa aiutare i paesi africani a crescere utilizzando al meglio le tante risorse di cui dispongono". "La giornata di oggi è stata anche quella che ci ha consentito la sottoscrizione di una dichiarazione congiunta che dà il via ad un nuovo programma triennale di cooperazione allo sviluppo in favore dell'Etiopia del valore di 140 milioni di euro di cui 100 milioni a credito e 40 milioni sotto forma di doni. E' un programma di aiuti molto importante conferma la nostra volontà di continuare ad accompagnare percorso di sviluppo dell'Etiopia ponendo un forte accento su iniziative destinate in parte alla formazione e alla creazione di posti di lavoro per i giovani". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. "A questa importante firma se ne è aggiunta un'altra: il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tjani e il ministro delle finanze etiope hanno firmato due ulteriori accordi per l'erogazione di crediti per 42 milioni per iniziative sulle filiere di the, caffè e infrastrutture idriche nelle aree aride". "L'Italia a fianco di una Etiopia unita e stabile, a maggior ragione in questa fase cruciale del suo percorso di pacificazione nazionale e di consolidamento democratico. L'Etiopia è per noi un perno nella stabilità del Corno d'Africa, per questa ragione l'Italia intende sostenere il suo pieno sviluppo, perché abbiamo l'ambizione di essere un partner privilegiato della regione e intendiamo svolgere quel lavoro con sempre maggiore determinazione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. "Nel corso del colloquio - ha aggiunto la premier - abbiamo condiviso riflessioni sulle evoluzioni positive del conflitto nella regione Tigrè seguite alla recente firma dell'accordo della cessazione delle ostilità. Attribuiamo all'attuazione dell'accordo grande importanza. Ho sottolineato al primo ministro la nostra soddisfazione per il lavoro che il governo sta facendo e ho assicurato che il governo continuerà a fare la sua parte come ha fatto finora". "La nostra cooperazione economica è elemento importante e di questo abbiamo parlato molto" perché "crediamo che possa crescere". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali. "C'è una presenza stabile di imprenditori e aziende italiane stimate per il lavoro che sanno fare". E c'è spazio "per aumentare gli investimenti italiani e la cooperazione a partire dal piano energetico, delle infrastrutture, sul settore della difesa vorremmo una cooperazione maggiore, nel campo della formazione per i giovani etiopi anche come strumento per favorire oltre gli investimenti anche la capacitò di avere persone che grazie a quegli investimenti possano crescere nel lavoro e possano contribuire alla crescita della loro nazione". "La visita di oggi a Roma è stata sicuramente coronata dal successo. Questo è l'inizio di un nuovo capitolo nelle nostre relazioni". Lo ha detto il primo ministro della Repubblica federale e democratica dell'Etiopia, Abiy Ahmed Ali, nelle dichiarazioni alla stampa dopo l'incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rigraziandola per "la calorosa accoglienza". "Abbiamo sottoscritto degli accordi di cooperazione in vari settori e sicuramente ho visto il vostro impegno per un'amicizia, una fiducia e un rispetto reciproco. L'Italia - ha aggiunto - ha fatto tante cose a testimonianza di questi sentimenti, l'Italia è stata ed è con noi in modo solidale. Ci sono varie iniziative che testimoniano l'amicizia dell'Italia verso l'Etiopia. Quando veniamo in Italia ci sentiamo a casa ma anche anche voi quando venite in Etiopia avete degli emblemi, dei simboli che possono testimoniare questa amicizia. L'Italia è un Paese bellissimo, ci sono tante cose che possiamo imparare dall'Italia. È ricca di storia, e ora una donna forte, presidente del Consiglio, è a capo dell'Italia".
inserito da Morena Motta Si è parlato di innovazione, competitività, energia e sostenibilità. Baroni: "Mantenere l'eccellenza la sfida più grande"
Partecipazione straordinaria del Presidente nazionale Giovanni Baroni, giovedì, allariunione del Comitato Piccola Industria di Assolombarda, presieduto daPaolo Gerardiniche si è tenuto nella Sede di Monza e Brianza. Durante l’incontro, rivolto a tutte le piccole e medie imprese del territorio,si è parlato di innovazione, competitività, energia e sostenibilità.
Il presidente Baroni: “Mantenere l’eccellenza la sfida più grande”
«Questa è laprovincia con la più alta densità di imprese in Italiae vanta cluster di assoluta eccellenza in settori come la meccatronica, il farmaceutico e, naturalmente, l’arredo e design, tutti con ampia quota di export e forte propensione all’internazionalizzazione-ha affermatoGiovanni Baroni, Presidente Piccola Industria e Vicepresidente di Confindustria-.Il mantenimento di questilivelli di eccellenzain una fase di trasformazioni così profonde – transizione green, transizione digitale, cambiamenti del quadro geopolitico – è la sfida più grande che abbiamo di fronte, soprattutto per le PMI».
Gerardini (Piccola Industria): “Pmi hanno grande capacità di resistenza”
«L’attitudine al cambiamento e all’innovazione, lacapacità di resistenza e adattamentosono le chiavi con cui le PMI del nostro territorio, soprattutto in questi ultimi due anni, hanno governato il cambiamento e affrontato la transizione digitale e la sostenibilità– ha sottolineatoPaolo Gerardini, Presidente Piccola Industria di Assolombarda-.Due sfide strategiche che permettono alle nostre imprese di rimanere competitive sui mercati soprattutto internazionali e contribuire a valorizzare il Made in Italy. Le Piccole e medie imprese si muovono in un sistema economico molto integrato e fortemente connesso, sia all’interno delle filiere che nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione, giocando un ruolo determinante per attivare la crescita e lo sviluppo di tutto l’ecosistema».
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "Il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina e le sanzioni alla Russia sono funzionali a far cessare la guerra, non ad alimentarla”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il presidente dell'Ungheria, Katalin Novák, in visita ufficiale. Al centro dei colloqui, per l'appunto, l’invasione russa dell’Ucraina e le relative conseguenze politiche, economiche e umanitarie. In discussione anche lo stato dei rapporti bilaterali tra Italia e Ungheria, il futuro dell’Ue e le relazioni con gli Usa, le migrazioni, la situazione dei Balcani occidentali e la persecuzione dei cristiani nel mondo.
INSERITO DA MORENA MOTTA Napoli. L'assessore all'Ambiente del Comune di Napoli, Paolo Mancuso, ha comunicato al sindaco Gaetano Manfredi le proprie dimissioni dall'incarico in giunta. Avranno effetto formalmente dalla giornata di sabato 21 gennaio, in modo da poter gestire amministrativamente la fase transitoria. Venerdì 20 gennaio il sindaco provvederà ad attribuire con appositi decreti le deleghe in capo a Mancuso. "Motivi di opportunità legati al ruolo istituzionale ricoperto in città da un mio congiunto mi impongono di lasciare l'incarico finora ricoperto su tuo mandato fiduciario - spiega Mancuso nella lettera inviata al sindaco -. Ti ringrazio per l'opportunità che mi hai concesso di collaborare a questa straordinaria fase di complessiva rinascita della città, che stai guidando con autorevolezza e sapienza". "Ringrazio Paolo per il lavoro svolto in questo anno e mezzo - commenta Manfredi -. Abbiamo compiuto insieme grandi passi in avanti sulla gestione dei rifiuti, è stato indetto e portato a termine con successo il concorso per i nuovi assunti in Asia, è stata bandita la costruzione dell'impianto di compostaggio a Napoli Est e sono state poste le basi per realizzare le bonifiche ambientali: questa intensa attività - conclude il sindaco - va proseguita e rafforzata"OTTOPAGINE