Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Urne aperte anche oggi nei 20 Comuni salernitani chiamati al voto per eleggere il sindaco. L'affluenza in provincia alle ore 23 di ieri è stata del 53,37% contro il 69,53% delle scorse elezioni amministrative: più di 15 punti percentuale in meno. Complessivamente alle urne sono chiamati 129.498 votanti che potranno esprimere la propria preferenza anche oggi fino alle 15. Il comune dove si sono registrati meno elettori è stato Atena Lucana, con il 39,52% di affluenza. Quello dove hanno votato più persone è, per adesso, Giungano che registra il 70,86%. I comuni al voto Sono 20 i comuni al voto in provincia di Salerno: Aquara, Atena Lucana, Calvanico, Campagna, Castelcivita, Giungano, Laviano, Montecorvino Rovella, Novi Velia, Ogliastro Cilento, Olevano sul Tusciano, Pellezzano, Perito, Pontecagnano Faiano, Roccagloriosa, Romagnano al Monte, San Gregorio Magno, San Mango Piemonte, Scafati, Scala. A Campagna, Pontecagnano Faiano e Scafati, con più di 15mila abitanti, eventualmente, si potrà votare per il ballottaggio (in caso di mancata elezione del sindaco al primo turno), il 28 e 29 maggio.
INSERITO DA ANGELA CECERE "Vogliamo vivere una nazione nella quale essere padri non sia fuori moda, ma un valore sociualmente riconoscito tutto, in cui riscoprano la bellezza di essere genitori che è una cosa bellissima che non ti toglie niente e che ti dà tantissimo". Lo ha detto Giorgia mloni agli stati generali della Natalità. "Per decenni - ha aggiunto - la cultura dominante ci ha detto il contrario. Vogliamo che non sia più scandaloso dire che siamo tutti nati da un uomo e una donna, che non sia un tabù dire che la natalità non è in vendita, che l'utero non si affitta e i figli non sono prodotti da banco che puoi scegliere e poi magari restituire". "Se le donne non avranno la possibilità di realizzare il desiderio di maternità senza rinunciare a quello professionale non è che non avranno pari opportunità, non avranno libertà", ha detto la presidente del Consiglio. Quella demografica "è una sfida che portiamo avanti non con impostazione dirigista, ma con l'approccio sussidiario, di chi crede che il compito dello Stato sia creare le condizioni favorevoli, con l'ambiente normativo e soprattutto sul piano culturale, alla famiglia, all'iniziativa, allo sviluppo, al lavoro", ha detto Meloni. "Qualcuno dirà che vogliamo uno Stato etico: no, vogliamo uno Stato che accompagni e non diriga, vogliamo credere nelle persone, scommettere sugli italiani, sui giovani, sulla loro fame di futuro". Vincere l'inverno demografico, ha detto il Papa, è combattere qualcosa che va contro le nostre famiglie, la nostra patria, contro il nostro futuro. Santità, noi amiamo le nostre famiglie, amiamo la nostra patria, crediamo nel nostro futuro e faremo fino in fondo la nostra parte", ha concluso Meloni nel suo intervento agli Stati generali della natalità, voltandosi verso papa Francesco, seduto sul palco, rivolgendosi direttamente lui.
INSERITO DA ANGELA CECERE Riunione online della segreteria dem in vista dell'incontro di domani con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle riforme. "La convocazione non sia un modo per distrarre l'attenzione sui temi che interessano le persone e le necessità del Paese: lavoro, sanità, Pnrr", è il monito emerso durante gli interventi. Si apre una settimana chiave per il confronto nella maggioranza sulle nomine e appunto tra governo e opposizione sulle riforme.
INSERITO DA ANGELA CECERE Lunedì 8 maggio la Segretaria nazionale del PD, Elly Schlein, sarà in Campania per un tour elettorale a sostegno dei candidati sindaci e delle liste del PD. Tre le tappe elettorali: Torre del Greco (ore 16.00 Villa Comunale), Scafati (ore 19.00 Cine-Teatro Parrocchia S. Pietro), e Marcianise (ore 20.30 P.zza Padre Pio). Poi una promessa da mantenere: andrà a C.mmare di Stabia (ore 17.30 CRAL Fincantieri), ad incontrare i lavoratori e le lavoratrici della Fincantieri e a salutare i 30 operai che si sono iscritti al PD per partecipare al congresso nazionale del PD. "Vogliamo costruire, insieme a tante e tanti, il futuro delle nostre città. I nostri candidati sono in campo da mesi con concretezza, voglia di fare, competenza, impegno e passione con l’unico obiettivo di proporre e accogliere idee e progetti, attenti alle richieste e ai bisogni dei cittadini e soprattutto alle criticità dei territori che si propongono di amministrare. Questa è, e sarà la strada che seguiremo, per poter continuare a sviluppare l’economia, a creare lavoro, a migliorare i servizi delle nostre Città, garantire il diritto alla casa, innalzare il livello di qualità di vita nei nostri territori, potenziare il welfare in maniera più attenta a chi ha di meno e a chi è in difficoltà, valorizzare quello che è il nostro patrimonio, la storia, la natura e il mare, e promuovere l’offerta turistica. Queste sono le tematiche che stanno a cuore al PD e per cui vogliamo essere punto di riferimento per l’intero Paese: questa è la nostra scommessa" .
INSERITO DA ANGELA CECERE Chi ha paura del Riformista? Forse hanno paura che facciamo qualche polemicuccia? La faremo. Tutte le sere Travaglio in tv ha raccontato che c'era la trattativa Stato mafia. La trattativa non c'è stata, lo ha detto la Cassazione. Alla luce di questo, mi aspetterei che dopo dieci anni Travaglio venisse in televisione e dicesse "scusate, ho sbagliato". Siccome non lo farà lui, domani metteremo una foto gigantesca sul Riformista, fatta con l'intelligenza artificiale, con Travaglio in ginocchio che chiede scusa a Giorgio Napolitano". Lo dichiara il leader di Italia Viva Matteo Renzi alla trasmissione "Porta a Porta" su Rai 1.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. “Con l’approvazione del Decreto Lavoro, da parte del Consiglio dei Ministri, il Governo Meloni celebra la Festa dei Lavoratori adottando provvedimenti importanti sul lavoro e sul taglio delle tasse”. Lo dichiara, in una nota, la deputata salernitana Imma Vietri, capogruppo di FdI alla Commissione Politiche Sociali della Camera. “Dal taglio del cuneo fiscale e contributivo che aumenterà di quattro punti arrivando fino a sette punti per chi guadagna fino a 25mila euro, al tetto per la detassazione dei fringe benefit dei lavoratori dipendenti con figli a carico che sale a 3.000 euro; alla sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l'Assegno di inclusione per le famiglie più fragili. Inoltre, tra le varie misure approvate, previsti nuovi incentivi per i datori di lavoro che assumono gli occupabili. Questi sono i fatti che, grazie al Governo Meloni, imprimeranno una svolta decisiva per alleggerire la pressione fiscale sul costo del lavoro andando incontro alle esigenze di famiglie, lavoratori e imprese. E’ paradossale che dalla sinistra, anche di fronte a tali provvedimenti, arrivino solo polemiche pretestuose e incomprensibili” conclude Vietri.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Parete. La cerimonia era stata rinviata negli anni della pandemia, ma ora è stato possibile organizzarla: Gennaro Sangiuliano è ufficialmente cittadino onorario di Parete. Il bisnonno del ministro della Cultura era originario del comune casertano dell'agro aversano. "Era un maresciallo delle guardie regie, poi la famiglia si trasferì a Napoli. Io sono nato a Napoli, però nella metà degli anni '80 l'allora onorevole Coronella mi portò a fare un comizio a Parete", ha detto l'esponente del Governo Meloni. La cultura come volano di sviluppo per il territorio Nel corso della cerimonia, il ministro ha affrontato diversi argomenti. "L'Italia ha due grandi prospettive socio-economiche davanti a sé: l'una è l'impresa ma l'altra grande potenzialità è la cultura. L'Italia è un grande attrattore di cultura", il concetto ribadito davanti alla platea casertana. "La cultura può essere un grande volano di qualità, di sviluppo socio economico della nazione. Potremo creare con la cultura tantissimi posti di lavoro perché noi siamo un unicum nel mondo". Sangiuliano: la cultura è anche antidoto a criminalità e degrado Il ministro ha poi sottolineato il valore sociale della cultura: "E' un antidoto fondamentale per la crescita civile delle persone. Un antidoto alla criminalità, al degrado. Ci rende migliori. Secondo i rapporti ufficiali - ha proseguito Sangiuliano - l'ambito dove più siamo in avanti nello spendere i soldi del Pnrr e fare progetti concreti, seri e fatti bene è quello della cultura. Un risultato che significa risorse e investimenti, ma anche la capacità di elevare le persone, di renderle migliori, di insinuare in loro i valori della legalità, del senso civico, dell'appartenenza". di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE LONDRA, "Ringrazio il primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak per la calorosa accoglienza. Abbiamo avuto un ampio e cordiale confronto sulle comuni sfide: dal contrasto all'immigrazione illegale, alla cooperazione economica e industriale. Lavoriamo, insieme, per rafforzare le nostre già solide e ottime relazioni". Lo scrive su Twitter la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
INSERITO DA ANGELA CECERE La polemica politica Napoli. Di Maio inviato dall’Ue per il Golfo Perisco, Caramiello (Movimento Cinque Stelle): "Spero si tratti di uno scherzo, Di Maio non rappresenta il paese" L'ex ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ricevuto un nuovo incarico dopo il suo fallimento politico. Sarà inviato del Golfo Persico per l'Europa, così come ha stabilito Josep Borrell - Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza – indicando nell’ex ministro Luigi Di Maio, il candidato ideale per l’incarico politico. L'onorevole del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Caramiello, che sostiene che la figura di Di Maio non sia in linea con la nomina e con la volontà dei cittadini, che hanno largamente messo Di Maio alla porta all’ultima tornata elettorale, ribadisce il suo dissenso. "Questa nomina è stata giudicata inappropriata da tutti i partiti politici, che sostengono che le competenze e l'esperienza richieste per questo incarico non sono in linea con quelle di Luigi Di Maio – spiega Caramiello -. All’inizio si era pensato a uno scherzo, considerando che Di Maio ha avuto problemi istituzionali proprio con i paesi del Golfo Persico, ma purtroppo, come si evince da organi di stampa, la notizia è ufficiale, e ha generato reazioni negative ovunque. Non possiamo avere incarichi importanti affidati a persone che non hanno l'esperienza e le competenze necessarie. Questa nomina controversa continua a ricevere l'attenzione della stampa nazionale e internazionale e ritengo che il governo, il paese, non stiano facendo una buona figura, ma soprattutto che il peso politico dell’esecutivo in Europa è pari a zero".
INSERITO DA ANGELA CECERE Giorgia Meloni voleva mandare "un messaggio chiaro, costruttivo". E ora, come filtra in ambienti di governo, si aspetta che il suo invito a vivere il 25 aprile come un momento di "concordia nazionale" venga accolto, perché l'Italia ha davanti "tanti passaggi importanti" e non serve dividersi su un tema "superato secondo la maggioranza del Paese, che è moderata".Se nella maggioranza sorprendono le reazioni positive di Giuseppe Conte ("Finalmente iniziano a esserci le premesse perché questa sia una festa condivisa"), non stupiscono le critiche "strumentali" del Pd e del resto della sinistra. Da cui invece - si ragiona in FdI - ci si attendeva maggiore solidarietà dopo gli episodi dei manifesti con le foto della premier e di Ignazio La Russa a testa in giù a Napoli. "Speriamo che sia l'ultimo 25 aprile di polemiche", si augura un big di Fratelli d'Italia, al termine di una giornata che per l'entourage della presidente del Consiglio "è andata benissimo". Solo positivi sono i commenti al discorso di Sergio Mattarella. È "il più duro che ha fatto questo presidente della Repubblica sulla Liberazione", si ragiona nel partito della premier, ma "i ruoli sono diversi" e non è da misurare in contrapposizione a quanto scritto da Meloni nella lettera al Corriere della Sera. Una mossa su cui - raccontano nella maggioranza - ci sarebbe stata anche un'interlocuzione con il Quirinale. Sono 1.315 parole, destinate ad essere esaminate e riesaminate, con molti passaggi in prima persona, varie citazioni (da Luciano Violante al discorso di Onna di Silvio Berlusconi), 11 riferimenti alla libertà, 3 alla Liberazione (l'evento da cui nasce nel 1946 la celebrazione, su proposta di Alcide De Gasperi), 13 alla democrazia e 6 al fascismo. Non c'è l'aggettivo antifascista, che anche Gianfranco Fini nei giorni scorsi ha esortato ad utilizzare. E su questo si concentrano le critiche. "Un discorso che non aggiunge nulla: dovrebbe metterci la faccia e dire con chiarezza e in maniera definitiva: 'siamo antifascisti'", nota il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Spiace che Meloni, pur in uno sforzo che le riconosciamo ma che mantiene una evidente reticenza, non riesca a dichiararsi antifascista", attacca il Pd con Francesco Boccia, mentre la segretaria Elly Schlein quasi snobba la leader rivale. "È una modalità minore, se così si può dire, di proclamarsi antifascisti", la sintesi di Osvaldo Napoli (Azione). C'è però la condanna al fascismo, obiettano dal fronte Meloni: non serve mettere "anti" davanti. E poi, sottolineano ancora fonti di FdI, ha chiarito che la destra di oggi è incompatibile con qualsiasi nostalgia del fascismo: "Giorgia ha fatto un grande passo avanti". Ci sono anche il passaggio sulle foibe, la libertà come antidoto a "tutti i totalitarismi", quindi anche il comunismo, la definizione di "patrioti" per chi ha fatto la Resistenza, prendendo spunto dalle parole della partigiana Paola Del Din: elementi non sorprendenti per il punto di vista e la cultura politica della leader di FdI, nonché per quelli del suo elettorato di riferimento. E pazienza se alle opposizioni non basta. La premier non si sentiva sotto esame, né in cerca di legittimità, perché quella gliel'ha data il voto di settembre. L'obiettivo era far capire che "la sinistra non può appropriarsi di una festa che non è solo di sinistra". La legislatura è lunga, notano i suoi, ci saranno altri 25 aprile, ma intanto in questo "la destra di governo manda un segnale importante di pacificazione".