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sez.politica

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SEZ. POLITICA E' morto Antonio Pallante, nel '48 sparò a Togliatti

2 Gennaio 2023, 15:46pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MORENA MOTTA E' scomparso lo scorso 6 luglio ma la notizia del decesso era stata finora tenuta riservata da parte dei suoi due figli E' morto a Catania Antonio Pallante, l'attentatore di Palmiro Togliatti, contro cui esplose 3 colpi di pistola il 14 luglio 1948, riducendo in fin di vita il leader del partito comunista italiano, in compagnia di Nilde Iotti, nei pressi della Camera dei deputati. Un attentato che portò l'Italia sull'orlo della guerra civile, con lo stesso leader comunista, che dal letto dell'ospedale, invitò alla calma, mentre iniziavano scontri nelle piazze antifasciste. Pallante, nato in Irpinia il 3 agosto del 1923, è scomparso lo scorso 6 luglio, per complicazioni respiratorie, nella sua casa del capoluogo siciliano. La notizia del decesso era stata finora tenuta riservata da parte dei suoi due figli. Antonio Pallante rilasciò il 17 gennaio del 2021 all'AdnKronos la sua ultima intervista. Nel corso di quella conversazione rivendicò le motivazioni "ideali" del suo gesto, che descrisse come patriottico, per mettere l'Italia al riparo dal comunismo "evitando alla nostra nazione di finire sotto il tallone del comunismo". A seguire il testo dell'intervista rilasciata in quella occasione. "Non sono pentito - dice il 97enne Antonio Pallante all'AdnKronos -. Ho pensato che fosse la cosa giusta da fare per salvare il Paese". Non ha dimenticato quasi nulla di quel 14 luglio del 1948. Eppure Antonio Pallante quando premette il grilletto della sua calibro 38 a tamburo ne aveva solo 24. Era uno studente fuoricorso di giurisprudenza a Catania, già simpatizzante del 'Fronte dell’Uomo Qualunque', ma soprattutto, un giovane ossessionato dalla paura del comunismo in Italia. E non si è mai pentito. "Di quel giorno - dice nell'intervista all'AdnKronos - ho ricordi chiari, e anche dei mesi precedenti", c'era il pericolo del comunismo e io "ero convinto che l'unica soluzione fosse quella: eliminare il segretario del partito Palmiro Togliatti". "Un gesto estremo che mi ripugnava umanamente, ma non vedevo alternative" ammette Pallante, che dalla sua Randazzo, alle pendici dell'Etna prese un treno con la pistola in tasca, solo andata per Roma. La storia del paese, uscito dalle elezioni di aprile '48, Pallante la ricorda così: "C’erano state le elezioni del 18 aprile e i comunisti avevano perso, ma per me non era cambiato niente". E allora, l'ex seminarista, poi membro della Gioventù Italiana del Littorio matura la sua decisione. Lui si immagina di poter dare una svolta al paese, nei suoi ricordi, spiega come bruciasse il rancore per i comunisti: "Al nord i partigiani rossi, specialmente nel famigerato triangolo della morte ma non solo, avevano eliminato sistematicamente chi non la pensava come loro". "Massacrarono partigiani bianchi, preti, possidenti", dice puntando il dito contro i comunisti. A Togliatti, poi, Pallante rimprovera un'altra cosa: "Quella pagina terribile, emersa negli anni in tutta la sua tragicità, sui soldati dell’Armir, catturati dall’armata rossa e mandati a morire a migliaia nei campi di concentramento sovietici senza che 'il Migliore' muovesse un solo dito per aiutarli", una vicenda che il figlio del forestale di Randazzo definisce con una sola parola, "mostruosa". "C'era in ballo - si accora ancora - la sorte della mia patria: la libertà contro la dittatura". E noi "eravamo a un bivio" che "nella mia coscienza aveva un significato epocale, si doveva scegliere tra il bianco o il nero, la vita o la morte, il di qua o di là definitivi e irrevocabili". Sparare a Togliatti, ribadisce, gli sembrava la soluzione, la sua scelta di campo. "Certo, a quell’età - dice a distanza di quasi 73 anni dagli spari che fecero disperare Iotti, che gridò 'hanno ammazzato Togliatti', dando poi vita alla reazione popolare, che lasciò senza vita nelle piazze italiane almeno 30 vittime - si è ingenui e solo un ingenuo, idealista come me, poteva pensare che eliminato Togliatti avrei risolto i problemi dei miei connazionali, ma io ci credevo". "Avevo davanti dei modelli, modelli che hanno illuminato tutta la mia vita e che ancora adesso mi riempiono di entusiasmo". https://www.adnkronos.com/e-morto-antonio-pallante-nel-48-sparo-a-togliatti_76vM3vEw0nYlFwZdUx16K7

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SEZ. POLITICA Pensioni: Freni, verso 41 anni di contributi senza limiti età 'Opzione donna troppo costosa, ma troveremo una quadra'

28 Dicembre 2022, 15:35pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Un anziano legge un libro su una panchina © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA "Quota 41 è un metodo, non uno spot. Solo ragioni di costo hanno richiesto l'inserimento di un coefficiente anagrafico a 62 anni, ma il futuro è verso l'azzeramento progressivo del limite di età. Quindi si potrà andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età". E' la prospettiva per la flessibilità in uscita per le pensioni delineata in una intervista al Messaggero dal sottosegretario all'Economia Federico Freni. "Purtroppo Opzione donna - ha detto ancora - non era sostenibile economicamente. Ma si tratta di una misura che intercetta un bisogno di tutela cui non possiamo e non vogliamo negare risposte. Vedremo di trovare una quadra migliorativa". Sempre in ambito di previdenza, Freni evidenzia che si è scelto "di supportare in modo deciso i redditi medio bassi, limitando la rivalutazione previdenziale solo a determinate fasce. È stata una scelta politica", ma "nei prossimi mesi l'andamento dell'inflazione sarà il parametro per le nostre scelte". Quanto ai rilievi della Ragioneria alla manovra, "rispetto agli ultimi 5 anni - osserva il sottosegretario - quest'anno la nota è stata di gran lunga la meno dura: un solo stralcio e alcuni rilievi marginali. Ricordo anni, anche in tempi recentissimi, con oltre 60 rilievi e quasi 15 stralci. Ma è fisiologico che sia così: è giusto che vi sia sempre un controllo a valle che garantisca l'equilibrio contabile".

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SEZ. POLITICA Adinolfi: Potenziare le infrastrutture per rendere il Mezzogiorno più attivo Incontro a Salerno tra il vice coordinatore regionale di Forza Italia ed il sottosegretario Ferrante

25 Dicembre 2022, 11:28am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

adinolfi potenziare le infrastrutture per rendere il mezzogiorno piu attivo

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Infrastrutture e potenziamento del Mezzogiorno al centro dell'incontro che si è svolto a Salerno tra l’eurodeputata salernitana e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Isabella Adinolfi, il sottosegretario alle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Tullio Ferrante, ed alcuni vertici regionali e provinciali del partito forzista ed amministratori locali. Le parole dell'eutodeputata Adinolfi “Potenziare le infrastrutture esistenti e crearne nuove per rendere il Mezzogiorno un hub nevralgico con il Mediterraneo. - sottolinea a margine dell'incontro Adinolfi - È di fondamentale rilevanza per il sostegno alle politiche di sviluppo industriale e logistico del territorio meridionale. Già in un precedente incontro a Roma abbiamo avuto modo di colloquiare con il sottosegretario Ferrante e di esporre quelle che sono le criticità infrastrutturali della nostra provincia - ha concluso l’eurodeputata - Numerose sono le risorse messe a disposizione dal PNRR e ora serve la capacità di utilizzare bene i finanziamenti. È indubbio che le prospettive di crescita passano dagli investimenti nelle opere infrastrutturali, strategiche per lo sviluppo economico, per una mobilità sostenibile, per nuovi servizi ed opportunità di lavoro”. OTTOPAGINE

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SEZ.POLITICA Draghi: "Sarei rimasto volentieri, se mi fosse stato consentito"

24 Dicembre 2022, 11:16am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'ex premier ribadisce: "Non interessato a incarichi, ora faccio il nonno". E sul governo Meloni: "Non spetta a me giudicare" "Sarei rimasto volentieri per completare il lavoro, se mi fosse stato consentito". Così Mario Draghi in un'intervista al Corriere della Sera. Fuori da Palazzo Chigi l'ex premier sta sperimentando, dice, "un po’ di tempo libero. Faccio il nonno, ho quattro nipoti. E mi godo il diritto dei nonni di poter scegliere che cosa fare. Anche per questo ho chiarito che non sono interessato a incarichi politici o istituzionali, né in Italia né all’estero". Draghi torna quindi sui motivi che hanno fatto cadere il suo governo: "Se guardo alle sfide raccolte e vinte in soli venti mesi di governo, c’è da sorridere a chi ha detto che me ne volessi andare, spaventato dall’ipotetico abisso di una recessione che fino a oggi non ha trovato riscontro nei dati. Ero stato chiamato a fare, dopo una vita, un mestiere per me nuovo e l’ho fatto al meglio delle mie capacità". Si è dato una spiegazione del perché l’hanno fatta cadere? "Il governo si poggiava sul consenso di una vasta coalizione, che aveva deciso di mettere da parte le proprie differenze per permettere all’Italia di superare un periodo di emergenza. Non avevo dunque un mio partito o una mia base parlamentare. A un certo punto, la volontà dei partiti di trovare compromessi è venuta meno, anche per l’avvicinarsi della scadenza naturale della legislatura", spiega. "Con il passare dei mesi, la maggioranza che sosteneva il governo si era andata sfaldando e diversi partiti - dice Draghi - si andavano dissociando da decisioni già prese in Parlamento o in Consiglio dei ministri. Il Movimento 5 Stelle era sempre più contrario al sostegno militare all’Ucraina, nonostante avesse inizialmente appoggiato questa posizione in Parlamento insieme a tutte le altre forze politiche, e nonostante questa fosse la linea concordata con i nostri alleati in sede europea, G7 e Nato. Forza Italia e Lega erano contrarie ad aspetti di alcune importanti riforme, fisco e concorrenza, a cui era stato dato il via libera in Consiglio dei ministri. Lega e Movimento Cinque Stelle chiedevano inoltre a gran voce uno scostamento di bilancio nonostante, come stiamo vedendo, l’economia e l’occupazione andassero bene". "Di decisioni difficili ne abbiamo prese molte: penso alla scelta di attuare tra i primi in Europa il green pass e l’obbligo vaccinale. Sapevo che erano limitazioni delle libertà individuali, ma erano necessarie per garantire a tutti il diritto alla salute, soprattutto ai più fragili. Mi fa piacere vedere oggi che la Corte costituzionale concordi in pieno con l’impostazione del governo. Altrettanto difficile è stato scegliere ad aprile dello scorso anno di riaprire le scuole: mi hanno paragonato a Bolsonaro, hanno detto che avremmo causato una catastrofe sanitaria. Ma l’epidemia è rimasta sotto controllo e i ragazzi sono tornati a scuola in modo continuativo". "Infine, il sostegno immediato e convinto all’Ucraina: i rischi di una ritorsione russa erano evidenti, ma non potevamo girarci dall’altra parte davanti a chi aveva riportato la guerra in Europa", spiega Draghi. Sul governo guidato da Giorgia Meloni, Draghi non si sbilancia: "Non spetta a me giudicare il governo, soprattutto non dopo così poco tempo. Giorgia Meloni ha dimostrato di essere una leader abile e ha avuto un forte mandato elettorale. Occorre stare attenti a che non si crei di nuovo un clima internazionale negativo nei confronti dell’Italia. Mantenere saldo l’ancoraggio all’Europa è il modo migliore per moltiplicare il nostro peso internazionale". "Penso anche che si debba sempre mantenere aperto il confronto con le parti sociali, con gli enti territoriali, con il terzo settore. Un confronto ispirato al dialogo, all’ascolto, alla disponibilità", spiega. Giorgia Meloni dice che le ha lasciato un sacco di cose da fare sul Pnrr... "Abbiamo rispettato tutti gli obiettivi dei primi due semestri, come ha certificato la Commissione europea. Questo è l’unico indicatore da cui dipende l’erogazione dei fondi, che infatti è avvenuta in modo puntuale. Mi avrebbe fatto piacere completare il lavoro che avevamo portato avanti, e qui mi riferisco in particolare agli obiettivi del secondo semestre di quest’anno: ne abbiamo raggiunti circa metà nel tempo che ci è stato dato. I rimanenti obiettivi sarebbero certamente stati raggiunti prima della fine di questo semestre, come è avvenuto nei due semestri precedenti. Credo che il governo attuale sia altrettanto impegnato, e non ho motivo di dubitare che raggiungerà tutti gli obiettivi previsti e necessari per la riscossione della terza rata".

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SEZ.POLITICA Manovra, Renzi: "Calenda da Meloni? Lei non l'ha ascoltato"

22 Dicembre 2022, 10:29am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Via il termine 'congruo' da reddito di cittadinanza? Non era questo il problema" "Bene ha fatto Calenda ad andare da Meloni" sulla manovra "ma lei non l'ha ascoltato particolarmente. Togliere i soldi ai giovani e darli alle società di calcio... Da Meloni non me lo aspettavo". Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ospite di Tg1 Uno mattina. "Aver eliminato il termine 'congruo' dal reddito? Non mi pare questo il problema, il problema è che lo strumento del reddito non funziona" non va bene "dare il reddito a chi potrebbe lavorare", continua poi Renzi sul reddito di cittadinanza, aggiungendo: "Conte dice di guardare le storie personali di chi lo percepisce, ma il killer del condominio prendeva il reddito, i fratelli Bianchi, Pietro Maso prendeva il reddito, il mandante dell'omicidio di Livatino...". Sul fronte dem e il dibattito in vista del congresso, invece, se si dirà no alla carta dei Valori di Veltroni, e si vedrà "Blair e Obama come i nemici, come alcuni dentro il Pd dicono, se si arriverà lì - sottolinea Renzi - è evidente che la cultura cattolica lascerà" il partito "e verrà a dare una mano a noi, dentro la costruzione di questo terzo ruolo che sarà molto forte alle europee"https://www.adnkronos.com/manovra-renzi-calenda-da-meloni-lei-non-lha-ascoltato_4wu8w5HPgeildIDLrVaozA

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SEZ. POLITICA Un anno difficile il 2022, aumentati i bisogni emergenti. La riflessione del Prof. Carmine Pinto, Ordinario Unisa di Storia Contemporanea

21 Dicembre 2022, 09:09am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Un altro anno difficile, nel 2022, aumentati i bisogni emergenti, tra crisi energetica, una guerra in corso ed il colpo di coda degli effetti pandemici. Tuttavia un anno comunque di ripresa anche se gli effetti dell’inflazione pesano molto sui bilanci delle famiglie. Un anno di rivoluzione politica, almeno secondo i commentatori di centrodestra, con la vittoria di Giorgia Meloni alla guida del governo. Ne abbiamo parlato con il Prof. Carmine Pinto, Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli studi Salerno e studioso del Risorgimento che da poco ha dato alle stampe il suo saggio: “Il brigante e il generale/ La guerra di Carmine Crocco e Emilio Pallavicini di Priola”, edito da Laterza. Ecco le riflessioni del prof. Carmine Pinto LORENZO PELUSO RADIO ALFA

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SEZ. POLTICA Come ottenere lo Spid: anche al Comune la verifica dell'identità Mastella: "Ulteriore traguardo raggiunto dalla nostra Amministrazione"

20 Dicembre 2022, 11:06am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Benevento. Da domani, 21 dicembre, anche il Comune di Benevento sarà abilitato a verificare l'identità personale per l’ottenimento dello SPID. A renderlo noto è il sindaco Clemente Mastella. Il nuovo servizio offerto ai cittadini consentirà di verificare gratuitamente, presso l’Ufficio Anagrafe ubicato nella Megastruttura di via del Pomerio, l’identità personale dei cittadini che vogliono dotarsi del Sistema Pubblico di Identità Digitale. Dopo la verifica, il cittadino riceverà via e-mail un file (denominato pacchetto di attivazione) che potrà usare online per completare la procedura ed ottenere lo SPID scegliendo uno tra gli “identity provider” che hanno aderito a questa modalità di rilascio. Nella fase di start-up, il nuovo servizio sarà assicurato nei normali orari di apertura al pubblico dell'Ufficio Anagrafe. “Si tratta – spiega il sindaco Clemente Mastella – di un ulteriore traguardo raggiunto dalla nostra Amministrazione nel processo di modernizzazione dei servizi offerti ai cittadini. Con il Sistema Pubblico di Identità Digitale si può infatti accedere in un click a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione, compresi quelli offerti dal nostro Comune. I sistemi di riconoscimento e di accesso ai servizi telematici sono quindi divenuti essenziali nella vita di tutti i giorni. Di qui la nostra scelta di offrire questo ulteriore servizio ai cittadini. Colgo anche l’occasione per ringraziare la struttura comunale, e in particolare le Unità Operative Servizi Demografici e Transizione al Digitale, per il prezioso apporto offerto nell’opera di modernizzazione dell’Ente”. OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA Poste Italiane, un francobollo per ricordare David Sassoli

19 Dicembre 2022, 10:24am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MORENA MOTTA Un francobollo per ricordare Davide Sassoli, giornalista, parlamentare europeo del Pd, presidente del Parlamento europeo fino al giorno della sua scomparsa avvenuta l'11 gennaio 2022. E' stato emesso oggi dal Ministero delle Imprese e del made in Italy ed legato alla serie tematica, 'il Senso civico' del valore di 1,25 euro. La tiratura è trecentomilaquindici esemplari. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Il bozzetto, a cura del Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A, riproduce un ritratto di David Sassoli, in primo piano su un particolare della bandiera europea. https://www.adnkronos.com/poste-italiane-un-francobollo-per-ricordare-david-sassoli_3rstEQMkwDZZFkHmWAhcD4

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SEZ. POLITICA Manovra, verso bonus case green e pensioni minime a 600 euro | Potrebbe saltare la norma sul pos

18 Dicembre 2022, 09:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ulteriore stretta al Reddito di cittadinanza: i mesi di sussidio passano da 8 a 7. Arrivano gli emendamenti del governo ma i tempi si allungano Spuntano le prime vere novità nella Manovra: dal bonus per l'acquisto di case green e dalle cartelle alle nuove modifiche sugli extraprofitti, fino all'intesa sulle pensioni minime a 600 euro per gli over 75, su cui ha spinto soprattutto Forza Italia. Si valuta un'ulteriore stretta al Reddito di cittadinanza, riducendo da 8 a 7 i mesi di sussidio e risparmiando circa 200 milioni. Gli emendamenti del governo arrivano dilazionati in commissione Bilancio alla Camera, mentre i tempi si allungano e nella maggioranza si assicura che il rischio di esercizio provvisorio non esiste. Fonti maggioranza: norma sul pos potrebbe saltare. I tanto attesi emendamenti del governo, promessi inizialmente per sabato mattina, arrivare solo in serata. Ma riguardano solo due temi, fisco ed enti locali. La parte più corposa è rimandata. Verso slittamento in Aula a mercoledì - L'orientamento della maggioranza in commissione bilancio, secondo quanto si apprende, sarebbe quello di dare comunque mandato al relatore lunedì a mezzanotte. Questo consentirebbe di chiudere il lavoro sul testo nella giornata di martedì per arrivare in aula mercoledì. Il possibile rinvio dell'aula è comunque sottoposto alla decisione della conferenza dei capogruppo fissata per lunedì alle 13. Mercato immobiliare e case green - Per favorire la ripresa del mercato immobiliare, arriva la detrazione del 50% dell'importo corrisposto per l'Iva per gli acquisti di case ad alta efficienza energetica (in classe A e B) effettuati entro il 31 dicembre 2023. Stralcio cartelle - Piccola retromarcia dell'esecutivo anche sullo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro, finito nel mirino dell'Ue: slitta di due mesi, dal 31 gennaio al 31 marzo 2023 e potrebbero essere escluse le multe, consentendo ai Comuni di non applicare la norma. Norma "salva-sport" - Nella Manovra entreranno anche due misure stralciate dal dl Aiuti quater: la proroga al 31 dicembre 2022 della Cilas per il superbonus al 110% e la norma "salva-sport", che consente la rateizzazione in 60 rate dei versamenti sospesi per il Covid, a società sportive, federazioni e enti di promozione. Questione pos - Si stringe intanto sul pos, per cui si valuta una riduzione della soglia da cui scattano le multe. "Nelle prossime ore troveremo una soluzione", assicura il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. Ma sempre fonti della maggioranza hanno fatto sapere che la norma che introduce la soglia di 60 euro sotto la quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici potrebbe saltare. Si aspetta la presentazione di un nuovo pacchetto di emendamenti del governo atteso nelle prossime ore in Commissione Bilancio alla Camera. Nelle ultime settimane il governo ha avuto sul tema un'interlocuzione con l'Ue e la Commissione, nel giudizio sulla Manovra, ha indicato questa misura come non in linea con le raccomandazioni specifiche per l'Italia sulla lotta all'evasione fiscale. Reddito di cittadinanza - Mentre una parte della maggioranza spinge per le sette mensilità di Reddito di cittadinanza, la ministra del lavoro Calderone è cauta per "garantire agli occupabili percorsi per il lavoro". Si profila la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2023, per Investimenti Sud, il credito d'imposta sugli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno. Extraprofitti - Cambia poi la norma sugli extraprofitti. Si riduce la platea, nonostante la tassa finora non abbia dato i risultati sperati: colpirà solo chi ha almeno "il 75% dei ricavi" dalle attività di produzione e vendita di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Una mossa con cui "il governo si sta mettendo nei guai da solo tagliando di altri 50 milioni", avverte il capogruppo in commissione di Avs Marco Grimaldi. La delusione delle opposizioni - L'arrivo degli emendamenti delude ' le opposizioni. Sono parziali, limitati ai temi del fisco e degli enti locali, e non sono nemmeno bollinati, attaccano dal Pd al Terzo polo, passando per M5s e Avs, irritati dalla presentazione degli emendamenti sotto forma di "appunti". "La maggioranza sta bloccando i lavori, non produce i pareri. Così si rischia davvero l'esercizio provvisorio", insorgono dal Terzo Polo. "Nessun rischio", assicura uno dei relatori, il forzista Roberto Pella. TGCOM24

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SEZ. POLITICA Meloni ai leader Ue: 'Serve una soluzione sul price cap' "Rispondere ai bisogni di famiglie e imprese" ha detto la presidente del Consiglio. Arrivando a Bruxelles ha dichiarato: 'La manovra promossa dall'Ue, il Parlamento sia veloce'

16 Dicembre 2022, 10:33am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Meloni ai leader Ue: 'Serve una soluzione sul price cap' "Rispondere ai bisogni di famiglie e imprese" ha detto la presidente del Consiglio. Arrivando a Bruxelles ha dichiarato: 'La manovra promossa dall'Ue, il Parlamento sia veloce'

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  La presidente del Consiglio Giorgia Meloni - a quanto si apprende - nel corso dei suoi interventi al Consiglio europeo sul tema dell'energia ha sottolineato "la necessità di trovare una soluzione riguardo al meccanismo di riduzione del prezzo del gas". Il tempo perso nel trovare un'intesa sul meccanismo di riduzione del prezzo - ha sottolineato Meloni - è in realtà in contraddizione rispetto alla discussione sulla competitività dell'industria europea nei confronti degli altri concorrenti globali. Nel corso del summit dei leader Ue, la premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha evidenziato la necessità di rispondere tempestivamente ai bisogni crescenti di famiglie e imprese. L'intervento di Meloni ha avuto luogo nel round di dibattito dedicato ai dossier economici ed energetici. Arrivando al Consiglio Europea la premier aveva detto che "L'Unione Europea dice che abbiamo fatto una manovra molto seria, siamo fra quelli che hanno avuto il giudizio migliore e questo richiede al Parlamento di muoversi con rapidità, pur nelle rispetto delle sue prerogative che io ho sempre difeso". La premier dice di aspettarsi che dal vertice si facciano passi avanti sul dossier energia: "La questione è rilevante - spiega -, siamo chiamati a confermare il nostro sostegno all'Ucraina ma questo significa anche dare risposte efficaci al dominio di conseguenze: il tema è politico e poco tecnico, il Consiglio ha le carte in regola per fare passi avanti e noi cercheremo soluzioni comuni che siano efficaci". Parlando del tema immigrazione, la premier ha detto che questo governo sta "proiettando l'Italia sulla sua dimensione Mediterranea, sul rapporto col Nordafrica, con i paesi del Mediterraneo" importante "nel contesto nel quale ci troviamo sia in termini di cooperazione energetica e ovviamente per tutto quello che riguarda la vicenda migratoria, che pure come sapete chiediamo di affrontare su un piano strutturale". Ci "sono sicuramente molto le tematiche e faremo la nostra parte" .A proposito invece del cosiddetto Qatargate, secondo la premier "lo scenario è preoccupante, le notizie che escono raccontano qualcosa che non avremmo mai immaginato e di fronte a questo tipo di cose ci deve essere una reazione, serve che si vada fino in fondo, senza fare sconti, perché ne va della credibilità dell'Ue e delle nostre nazioni: noi chiederemo che sia fatta piena luce su quello che sta accadendo". Per Giorgia Meloni, la vicenda ha "contorni abbastanza devastanti", e "in questi casi - ha aggiunto - credo che conti molto la reazione e la reazione deve essere ferma e decisa".

  ANSA

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