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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA Gli ultimi agli sportelli, meglio il lavoro del reddito di cittadinanza

7 Marzo 2019, 08:25am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. ECONOMIA Gli ultimi agli sportelli, meglio il lavoro del reddito di cittadinanza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA  – L’esercito degli invisibili, o degli ultimi a seconda se si preferisce la definizione che di loro danno Di Maio o le statistiche dell’Istat, non ha preso d’assalto le Poste e i Caf, rivelandosi alla fine del primo giorno poco più di un plotone. E soprattutto ha difeso la propria dignità: perché il Reddito di Cittadinanza va bene per arrivare a fine mese ma sarebbe meglio, molto meglio avere un lavoro. Che vuol dire certezze, speranza, futuro.  Il ‘pronti via’ di quello che nel mondo dei cinquestelle dovrebbe essere lo strumento per cancellare la povertà, è filato via liscio da Milano a Bari, ben diverso da come in molti se l’aspettavano. Niente caos, niente liti tra ultimi per chi dovesse essere il primo a presentare la domanda, niente urla contro dipendenti e funzionari. Piuttosto, la maggior parte di coloro che si sono presentati agli sportelli delle Poste per fare la domanda o nei Caf per predisporre i documenti, aveva una caratteristica in comune: un senso di inadeguatezza, quasi di vergogna. Che avesse 30, 50 o 80 anni; che vivesse ad Ancona, Roma o Palermo. Come se aver perso il lavoro, esser soli con una pensione da 400 euro o non aver mai avuto altro che lavoretti in nero fosse una colpa. “Lo sai che vuol dire chiedere il reddito a 45 anni invece che andare a lavorare? E’ difficile e umiliante, ma devi farlo” dice la mamma di Benedetta, che al Caf di Cinecittà est, periferia romana, è andata a fare i documenti per la figlia che non vuole farsi vedere. Lavorava in una società che erogava mutui ma il suo posto è saltato subito dopo la crisi: le è rimasto un mutuo da pagare e un monolocale. “Noi l’aiutiamo come possiamo. Io e mio marito siamo due pensionati, io prendo 1.100 euro e pago 900 di mutuo, mio marito un po’ di più. Fatti i conti di quanti soldi ci restano”.    In tutti gli uffici postali hanno messo un cartello in cui si chiede di presentare le domande in base al cognome: oggi le lettere A e B, domani la C e via fino alla S-Z mercoledì prossimo. Poi si ricomincia. Ma è un’indicazione: nessuno ferma nessuno. E la maggior parte di quelli che si sono presentati, chiede il reddito per avere lavoro. “Io non sono affatto contenta di aver fatto la domanda, ma mi è finita l’indennità di disoccupazione e devo pagare l’affitto. Quello che è certo è che non smetto di cercare lavoro, non ci penso proprio” dice Manuela, 39 anni, una laurea in scienze politiche, un licenziamento dalla Croce Rossa e nessuna voglia di stare su un divano. Alle Poste di via Casilina è l’unica che oggi ha fatto la domanda. Stesse ambizioni di Maria, 41enne polacca da 18 anni in Italia che si è presentata al Caf di Pomigliano d’Arco a due passi da casa di Di Maio con le idee chiare. “Sono qui per il lavoro ma vorrei tornare in Polonia, dove la situazione è migliorata tantissimo. I miei figli si sono integrati in Italia, parlano bene italiano, ma io non vedo qui un futuro per loro”. Un futuro lo vuole pure Vincenzo, anche se ha 80 anni. E ha ragione lui. “Ho lavorato in mare sui pescherecci da quando avevo 14 anni, non ho mai chiesto nulla allo Stato – dice fuori dal Caf Cisl di Ancona – Ma vivo con 640 euro di pensione al mese: così non si va avanti”. E Davide, che di anni ne ha 37, due figli di 14 e 4, una moglie disoccupata come lui. E’ uno dei primi in Italia a presentare la domanda, alle 7.50 è già davanti all’ufficio postale. “Avevo una ditta di pesce surgelato che è fallita. Sono 3 anni che sono iscritto ai centri per l’impiego e nessuno mi ha mai chiamato. Ora ci daranno, speriamo, questi soldi. Ma il lavoro me lo trovano?”. Antonio di anni ne ha 50 e da 30 è iscritto “al collocamento”: “ma non mi hanno proposto mai un lavoro vero”. E quindi? “E quindi vendo calzini in strada – ride mentre è in fila al Caf di via Torino a Napoli – mi sposto anche a Roma quando è necessario”.  Di furbetti, per il momento, neanche l’ombra. “E quelli mica vengono qui – sentenzia un dipendente delle Poste dietro garanzia di totale anonimato: “ci hanno detto che non dobbiamo aprire bocca” – se devi fare degli impicci li fai online, mica ti fai vedere”. Ivano Ripari invece si fa vedere da tutti, anche dalle telecamere. Invalido al 100%, vive con l’ossigeno e 280 euro al mese. “Devi essere un disgraziato come me per avere il reddito. Sembra una cosa fatta bene. Speriamo solo che non ce la facciano ripagare in qualche altro modo”.

METROPOLIS 

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SEZ.ECONOMIA Reddito di cittadinanza, ecco il modulo dell'Inps per chiedere il sussidio

5 Marzo 2019, 09:34am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ.ECONOMIA Reddito di cittadinanza, ecco il modulo dell'Inps per chiedere il sussidio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'Inps ha pubblicato sul sito il modulo per chiedere il reddito di cittadinanza.

SCARICA IL MODULO

Il reddito di cittadinanza, disciplinato dal decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, è un sostegno per famiglie in condizioni disagiate finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Consiste in un beneficio economico accreditato ogni mese sulla carta "RdC", una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza. Per sapere come si presenta la domanda, quali sono i requisiti, gli adempimenti e l’importo, e per avere ulteriori informazioni su questo beneficio economico, è possibile consultare il manuale del reddito di cittadinanza.

All'Inps, ancora senza presidente, intanto è tutto pronto per iniziare, dal prossimo 6 marzo, a ricevere le domande per il reddito di cittadinanza. Ad assicurare che la macchina per l'avvio del nuovo sussidio è in pieno movimento è lo stesso istituto di previdenza. Anche la procedura informatica è stata già realizzata e l'Inps sarà in grado già da metà aprile di trasmettere alle Poste il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte emesse per avere il sussidio.

 



Per rendere pienamente operativa la macchina del reddito di cittadinanza saranno comunque necessari almeno altri 15 atti, tra decreti attuativi, a partire da quelli su piattaforme web e monitoraggio delle spese, e intese con le Regioni, dai navigator ai Patti per il lavoro. Tutta da costruire anche la struttura dei controlli, per la quale servirà coinvolgere il Garante della Privacy e, con apposita convenzione, la Guardia di Finanza. 

Alcune norme secondarie erano già previste dal testo originario del decretone, altre sono state aggiunte nel primo passaggio al Senato, a partire da quelle legate alla tutela della privacy. Alcune non sono obbligatorie ma eventuali, come la possibilità, con decreto attuativo, di aggiungere tipologie di spese che si possono sostenere con il reddito - rispetto a quelle già previste dalla carta acquisti - o di modificare l'entità dei prelievi di contanti. O ancora le modalità per presentare la domanda assieme alla dichiarazione sostitutiva unica. Per consentire l'accesso dei cittadini alla Dsu precompilata è previsto comunque un ulteriore decreto attuativo, sentiti Inps, e Garante.

 



La macchina dei controlli non sarà invece pienamente operativa prima di fine aprile, termine entro cui adottare un decreto di concerto con il Mef e sempre sentito il Garante, per il monitoraggio delle spese. Va inoltre stipulata una convenzione con la Guardia di Finanza mentre l'Inps dovrà adottare un provvedimento ad hoc, sentito il Garante, per l'acquisizione delle informazioni necessarie a verificare i requisiti di accesso al beneficio.

Sempre entro aprile il ministero guidato da Luigi Di Maio dovrà anche stilare la lista dei Paesi extra Ue dai quali non è possibile ricevere documentazione su patrimonio e composizione del nucleo familiare, uno dei paletti aggiunti al Senato. Entro luglio poi andrà adottato il decreto per la suddivisione del beneficio ai vari componenti del nucleo familiare, che riceveranno la loro parte ciascuno con una card. Luglio è anche il termine che hanno i comuni per attivare «le procedure amministrative per l'istituzione» dei lavori socialmente utili, fino a 16 ore, per i percettori del reddito. C'è poi la partita con le Regioni, senza scadenza specifica ma con l'urgenza di essere chiusa per fare partire la riforma dei centri per l'impiego. I governatori andranno sentiti sia per l'assunzione dei navigator da parte dell'Anpal, sia per predisporre un modello il Patto per il Lavoro, e un accordo servirà anche per stabilire i casi di esonero dagli obblighi.

LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Inps, pensionati in vacanza con contributo da 800 a 1.400 euro, ecco il bando

2 Marzo 2019, 09:28am

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SEZ. ECONOMIA Inps, pensionati in vacanza con contributo da 800 a 1.400 euro, ecco il bando

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vacanze finanziate dall'Inps. «Estate INPSieme Senior» è un bando di concorso annuale che offre a circa 4mila pensionati, loro coniugi e figli disabili conviventi, la possibilità di fruire di soggiorni estivi in località marine, montane, termali o culturali italiane nei mesi di luglio, agosto e settembre.

Possono partecipare al bando i pensionati a carico della Gestione dipendenti pubblici o che abbiano aderito alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ai sensi del decreto ministeriale 7 marzo 2007, n. 45; a carico della Gestione Fondo ex Ipost. La decorrenza, la durata e le destinazioni dei soggiorni sono indicate nel bando di concorso. La domanda deve essere presentata online all’Inps attraverso il servizio dedicato entro le ore 12 del 25 marzo 2019.  LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Draghi: 'Uscire dalla Ue non dà maggiore sovranità' Il 75% cittadini Ue è a favore dell'euro

23 Febbraio 2019, 10:57am

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SEZ. ECONOMIA Draghi: 'Uscire dalla Ue non dà maggiore sovranità'  Il 75% cittadini Ue è a favore dell'euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Porsi al di fuori dell'Ue può sì condurre a maggior indipendenza nelle politiche economiche, ma non necessariamente a una maggiore sovranità. Lo stesso argomento vale per l'appartenenza alla moneta unica". Lo ha detto il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, in un discorso all'Università di Bologna, dove ha ricevuto una laurea honoris causa in Giurisprudenza.

"La maggior parte dei paesi, da soli, non potrebbero beneficiare della fatturazione delle loro importazioni nella loro valuta nazionale, il che esaspererebbe gli effetti inflazionistici nel caso di svalutazioni", ha spiegato Draghi. "Sarebbero inoltre più esposti agli spillover monetari dall'esterno che potrebbero condizionare l'autonomia della politica economica nazionale: primi tra tutti gli spillover della politica monetaria della Bce, come negli ultimi anni è peraltro accaduto alla Danimarca, alla Svezia, alla Svizzera e ai paesi dell'Europa centrale e orientale", ha sottolineato ancora il presidente della Bce.

IL VIDEO

 

 

"L'Unione europea è la costruzione istituzionale che in molte aree ha permesso agli Stati membri di essere sovrani. È una sovranità condivisa, preferibile a una inesistente. È una sovranità che piace agli Europei", ha affermato  il presidente della Bce, ed ha aggiunto: "Le interconnessioni tecnologiche, finanziarie, commerciali sono così potenti che solo gli Stati più grandi sono indipendenti e sovrani al tempo stesso, e neppure interamente. Per altri Stati nazionali, fra cui i paesi europei, indipendenza e sovranità non coincidono".

"Nel complesso i cittadini europei apprezzano i benefici dell'integrazione economica che l'Unione europea ha prodotto e da anni considerano come il suo maggior successo la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi, cioè il mercato unico", ha aggiunto Draghi 

Draghi sottolinea, tuttavia, come sia calata "dal 57% nel 2007 al 42% di oggi la considerazione che i cittadini europei hanno delle istituzioni dell'Unione". "Questo declino - afferma - è parte di un fenomeno più generale che vede diminuire la fiducia in tutte le istituzioni pubbliche". E "quella verso i governi e i parlamenti nazionali oggi si attesta appena al 35%"

Tra le sfide future che deve affrontare la Ue, secondo Draghi, vi è quella di "rispondere alla percezione che manchi di equità: tra paesi e classi sociali. Occorre sentire, prima di tutto, poi agire e spiegare

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Bollo auto 2019: superbollo abolito per tutti

19 Febbraio 2019, 12:08pm

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SEZ. ECONOMIA Bollo auto 2019: superbollo abolito per tutti

inserito da Antonio Molino È stato presentato al Senato un disegno di legge per abolire il superbollo, notizia molto interessante per gli automobilisti. Autore di questo disegno di legge è il senatore Andrea De Bertoldi si Fratelli d’Italia.

 

Il superbollo è stato introdotto, inizialmente dal governo Berlusconi, per veicoli con la potenza superiore ai kWh. Successivamente il governo Monti, nel 2012, ha inasprito la tassa riducendo i kWh dei veicoli su cui applicarla.

Con l’introduzione del superbollo, il governo Berlusconi aveva previsto delle maggiori entrate nelle casse dello Stato, ma invece queste previsioni non si sono realizzate, anzi ha penalizzato l’intero settore auto. La conseguenza diretta è stata la riduzione degli acquisti delle supercar e quindi la riduzione del lavoro nel comparto automobilistico.

Bollo auto 2019: superbollo abolito

Il superbollo fu introdotto dal governo Berlusconi nel 2011, per auto con potenza superiore a 225 KWh, l’importo della tassa ammontava a 10 euro per ogni KWh superiore ai 225 kWh. Il governo Monti nel 2012 ha inasprito la tassa aumentandola a 20 euro e ridotto i kWh a 185 KW.

La proposta del senatore Bertoldi di abolire il superbollo è dovuta al fatto che non ha realizzato le aspettative previste dalla sua introduzione, infatti all’epoca si era previsto un introito di 168 milioni di euro, invece ha provocato solo una penalizzazione sul mercato dell’auto.

Bollo auto 2019: superbollo provoca crisi settore auto

Dai dati rilevati, si può dire che dal 2012 si è avuto una perdita di circa 140 milioni di euro, tra perdite per l’incassi dell’Iva, il mancato pagamento del bollo e per il mancato pagamento dell’imposta Provinciale di transizione e anche dell’addizionale su RCA.

 

Nel Ddl è evidente che le modifiche introdotte al superbollo nel 2012 hanno fatto si che la finalità originarie dell’introduzione di tale tassa sono state contradette e quindi lo scopo è fallito. Quindi si prevede che eliminando il superbollo si aiuterà il settore automobilistico a riprendersi, soprattutto quell’area di eccellenza industriale italiana che può generare nuovi posti di lavoro.

Superbollo abolito e introduzione del bollo europeo

Si parla già da tempo della possibilità dell’introduzione di un bollo unico europeo. Tale bollo potrebbe essere introdotto tra due anni. Quindi l’abolizione del superbollo è un primo passo a favore degli automobilisti e del settore auto che spera avere un rilancio importante.

Bollo auto: la pace fiscale 2019 include il bollo evaso

Di Maria Di Palo https://www.notizieora.it/affari/bollo-auto-2019-superbollo-abolito-per-tutti/

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SEZ. ECONOMIA Quota 100 a 50 mila domande. In testa Roma, Napoli, Milano Oltre 38 mila da uomini. 17mila da lavoratori pubblici

17 Febbraio 2019, 11:07am

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SEZ. ECONOMIA Quota 100 a 50 mila domande. In testa Roma, Napoli, Milano Oltre 38 mila da uomini. 17mila da lavoratori pubblici

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In meno di 20 giorni sono quasi 50mila le domande per accedere alla pensione anticipata con quota 100 arrivate all'Inps. Delle 49.922 domande 17.077 arrivano da lavoratori pubblici. La maggior parte delle richieste arriva dagli uomini (oltre 38mila) ed è stata inoltrata attraverso i patronati (44.273). In testa le province di Roma (3.875 istanze), seguita da Napoli (2.393) e Milano (1.895). A poca distanza Palermo (1.499). Oltre il migliaio anche Bari (1.273), Catania (1.263) e Torino (1.251). In coda Fermo con solo 75 istanze. 

ANSA 

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SEZ ECONOMIA Astaldi: ok a piano con Salini Post aumento gli attuali azionisti al 6,5%, Impregilo al 65%

14 Febbraio 2019, 11:43am

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SEZ ECONOMIA Astaldi: ok a piano con Salini Post aumento gli attuali azionisti al 6,5%, Impregilo al 65%

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il cda di Astaldi, dopo aver ricevuto l'offerta da Salini Impregilo, ha approvato il piano e la proposta concordataria che prevedono un aumento di capitale riservato a Salini per 225 milioni e la soddisfazione parziale dei creditori chirografari con l'attribuzione "sia di azioni derivanti dalla parziale conversione dei crediti, sia di strumenti finanziari partecipativi emessi dalla società a valere sulla liquidazione degli asset non core".

Post aumento i creditori rappresenteranno il 28,5 % del capitale, mentre Salini sarà il principale socio di Astaldi col 65% del capitale. Gli attuali azionisti, sempre dopo l'aumento, avranno una partecipazione pari al 6,5 % del capitale.

L'offerta di Salini però è condizionata al "contributo di coinvestitori di lungo periodo" e "alla disponibilità delle banche di concedere linee di credito" ad Astaldi, e mira ad avere le caratteristiche di "un'operazione di sistema volta anche a consolidare il settore delle grandi opere e delle costruzioni".

La struttura dell'operazione non prevede impegni od oneri a carico di Salini prima dell'omologa, ed è stabilita la nomina in Astaldi di un Chief Restructuring Officer.

Parte quindi il percorso con cui Astaldi sottoporrà la proposta al giudizio di ammissibilità del Tribunale. Se concessa, la proposta dovrà passare il voto dei creditori e l'omologa giudiziale. "Ad oggi - scrive Salini - non vi è alcuna certezza in merito alla circostanza che la proposta concordataria Astaldi sia da ultimo omologata né che l'offerta Salini trovi effettivamente esecuzione". Allo stesso modo non è possibile fornire una previsione della tempistica di realizzazione della "potenziale operazione", attesa indicativamente entro il primo semestre del 2020.

ANSA 

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SEZ. ECONOMIA Decretone: 1.570 emendamenti al Senato Testo atteso in aula il 19 febbraio

12 Febbraio 2019, 13:33pm

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SEZ. ECONOMIA Decretone: 1.570 emendamenti al Senato Testo atteso in aula il 19 febbraio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Pioggia di emendamenti al decretone. Le proposte di modifica ai 29 articoli del dl su reddito e pensioni sono, a quanto si apprende, circa 1.570. Il testo è all'esame della Commissione Lavoro del Senato ed è atteso al momento in Aula martedì 19 febbraio. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Il faro del Grande fratello Inps sui conti di 23 milioni di italiani

11 Febbraio 2019, 09:55am

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SEZ. ECONOMIA Il faro del Grande fratello Inps sui conti di 23 milioni di italiani

INSERITO DA MORENA MOTTA Grazie alle domande per il reddito di cittadinanza, l'Inps avrà accesso ai conti correnti di ventitré milioni di italiani. Lo screening è già partito: chi in queste settimane ha richiesto per la prima volta il calcolo dell'Isee, per portarsi avanti nell'attesa che sia pronto il modulo Inps con cui sarà possibile inoltrare la domanda per il sussidio pentastellato, in pratica ha consegnato senza saperlo le chiavi del suo conto corrente all'istituto di previdenza sociale, autorizzandolo a prendere possesso dei propri dati finanziari. «Complice la corsa al reddito di cittadinanza, prevediamo che quest'anno sette milioni di famiglie si rivolgeranno ai Caf per ottenere dall'Inps la certificazione Isee, fanno circa ventitré milioni di italiani in tutto, il 15 per cento in più rispetto a quelli che già si relazionano con l'indicatore della situazione economica equivalente per beneficiare di altre agevolazioni», osserva Paolo Conti, il direttore generale Caf Acli.

GLI ACCERTAMENTI
Ma l'incredibile quantità di informazioni personali che l'Inps acquisirà nell'ambito delle verifiche di idoneità al sussidio preoccupa il Garante della privacy: in caso di uno stop per violazioni alla privacy gli accertamenti dei funzionari anti-furbetti verrebbero sospesi e l'erogazione del sussidio finirebbe fuori controllo. «I Caf comunicano all'Inps i dati contenuti nella Dichiarazione sostitutiva unica per la richiesta dell'Isee, tra cui quelli relativi al patrimonio finanziario di cui l'istituto di previdenza non è a conoscenza finché non è il cittadino stesso a consegnarglieli, tramite l'autocertificazione», spiega Paolo Conti. L'Inps verifica con l'Agenzia delle Entrate se le informazioni date dall'utente corrispondono al vero: a questo punto accede a tutti i conti correnti dell'interessato (anche a quelli non segnalati, nel caso ve ne fossero). Vede le somme effettivamente depositate in banca, gli investimenti della persona che hachiesto l'Isee, persino le polizze intestate a suo nome.

I DATI
«Tutti i dati che verranno comunicati ai Caf da coloro che faranno domanda per il reddito di cittadinanza finiranno nel database dell'inps dopo essere stati passati al vaglio. Funziona così da sempre: l'Inps già conosce per esempio i dati finanziari di tutte quelle famiglie con figli che per esempio hanno richiesto il calcolo dell'Isee per avere uno sconto sul servizio di refezione scolastica», continua il direttore generale Caf Acli. E lo stesso vale per quei nuclei familiari che in virtù di un valore Isee molto basso, anche inferiore alla soglia prevista per l'erogazione del reddito di cittadinanza, già beneficiano di una serie di aiuti per i quali è necessario effettuare delle verifiche a monte. Tuttavia, le nuove norme europee sulla privacy impongono una serie di paletti quando vengono trattati dati attinenti alla sfera intima di una persona, tanto più se connessi a una particolare situazione, come nel caso del reddito di cittadinanza. I tempi di conservazione delle informazioni devono essere limitati. Inoltre, i dati raccolti vanno sottoposti a continui aggiornamenti per garantirne la precisione. Il pericolo è che collassi l'intero sistema di controlli con cui il governo punta a disciplinare il reddito di cittadinanza. A destare allarme non è solo il flusso di dati tra Caf e Inps, finito nel mirino del Garante anche perché i sistemi informativi dei centri di assistenza fiscale non sempre sarebbero adeguatamente protetti. Pure il monitoraggio degli acquisti effettuati con la card dai beneficiari (verranno divisi per settore merceologico e per tipologia di esercenti) andrà disciplinato. O l'intero patrimonio informativo generato dal reddito di cittadinanza sarà a rischio.

FONTE IL MATTINO di Francesco Bisozzi

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SEZ. ECONOMIA Sindacati, al via manifestazione unitaria. Furlan: 'Il governo esca dalla realtà virtuale'

9 Febbraio 2019, 11:34am

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SEZ. ECONOMIA Sindacati, al via manifestazione unitaria. Furlan: 'Il governo esca dalla realtà virtuale'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Al via la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, con lo slogan 'Futuro al lavoro', a Roma, per sostenere la proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco e chiedere al governo di aprire un confronto di merito e cambiare la politica economica, ascoltando i sindacati. Il corteo è partito da piazza della Repubblica a Roma e arriverà in piazza San Giovanni lì dal palco, intorno a mezzogiorno, interverranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. "La piazza sarà strapiena", sottolinea Barbagallo. "Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro" dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, dal corteo della manifestazione unitaria sostenendo che "il governo deve cambiare la linea economica. L'Italia è ad un passo dalla recessione economica. Il governo deve cambiare assolutamente rotta. Si confronti finalmente con i sindacati, perché dopo tanti anni di sacrifici degli italiani, non possiamo permetterci che il Paese torni a decrescere. Nessuno da solo riesce a risolvere problemi così complessi". L'Italia è già in recessione tecnica, crolla la produzione industriale, sale lo spread. I dati dell'economia sono negativi. Bisogna mettere in atto politiche per lo sviluppo e la crescita. Il blocco delle infrastrutture sta provocando danni che rischiano di essere irreparabili per il Paese, bisogna da subito sbloccare i cantieri, che attiverebbero 400 mila posti di lavoro. Il governo deve cambiare marcia", insiste Furlan. Rispetto alla previsione del governo su una crescita del 1% del Pil nel 2019, la leader della Cisl rimarca che "non basta scrivere gli obiettivi, bisogna anche raggiungerli". Sulla stessa linea anche il sindacato della Cgil Maurizio Landini. "È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere". GLI SLOGAN. Tanti gli striscioni e gli slogan che accompagnano il corteo della manifestazione. 'Meno stati sui social, più stato sociale" è uno dei tanti che campeggia. "Giù le mani dalle nostre pensioni", "Subito una legge per la non autosufficienza", "Non siamo il vostro bancomat", "C'è solo una razza quella umana", recitano altri cartelli. A sventolare sono anche le tante bandiere dei sindacati confederali e delle diverse categorie, accompagnate dai palloncini rossi della Cgil, verdi della Cisl e blu della Uil. Non mancano la musica e i cori, come "È ora di cambiare". È una manifestazione colorata, partecipata e democratica, sottolineano gli stessi organizzatori. INDUSTRIALI AL CORTEO. Partecipano alla manifestazione di Cgil Cisl e Uil perchè - sottolineano "siamo tutti insieme, siamo tutti preoccupati allo stesso modo". La protesta, e la decisione di aderire alla manifestazione dei sindacati parte da Confindustria Romagna dove è forte la preoccupazione per lo stop alle trivelle inserito dal Governo nel Dl Semplificazioni. Gli imprenditori arrivati da Ravenna per sfilare in corteo sono una trentina, altri arrivano dalla Basilicata, da aziende del settore dell'Oil & Gas. Hanno portato un manifesto: "Investiamo nel gas naturale italiano, meno inquinamento, meno spesa, più lavoro. Sì al gas naturale italiano" Sono accanto ai sindacati, sottolineano - a parlare è Ermanno Bellettini, responsabile delle risorse umane della Rosetti Marino - perchè "se non c'è crescita non c'è lavoro, e se soffrono i lavoratori soffrono anche le imprese. Siamo insieme, siamo tutti preoccupati". E sul nodo trivelle: "Non capiamo perchè c'è questo accanimento contro questo settore". ANSA

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