Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste": lo ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'economia in un'intervista al Financial Times online. L'ex presidente della Bce "conosce benissimo i colli di bottiglie, le difficoltà, le sfide inerenti a far avanzare le riforme in Italia", ha osservato Gentiloni. Il commissario Ue osserva che un futuro governo Draghi sarà molto diverso da quello che Monti guidò tra il 2011 e 2013. Il governo Monti ha operato in un periodo in cui i rendimenti del debito sovrano erano a livelli insostenibili e quando la Troika stava imponendo riforme impopolari. "Monti aveva una missione di salvataggio, quella di Draghi sarà una missione volta a non mancare un'opportunità storica", dice Gentiloni, aggiungendo che è per questo che la leadership dell'ex presidente delle Bce è cosi importante. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA, Arriva il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici: dopo una lunga trattativa, partita 15 mesi fa, Federmeccanica e Assistal e Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno siglato l'accordo per il rinnovo del Ccnl scaduto a fine 2019, prevedendo un aumento salariale medio di 112 euro sui minimi, a regime. La vigenza contrattuale viene però allungata: si parte da gennaio 2021 e si arriva a giugno 2024 (rispetto alla normale scadenza che sarebbe stata nel 2022). Per il 2020 previsto l'adeguamento all'inflazione Ipca sui minimi, come dal contratto precedente. Il rinnovo interessa 1,6 milioni di lavoratori. (ANSA).
INSERITO DA ANGELA CECERE "Gli investimenti aggiuntivi" nell'ambito Next Generation Ue "svolgeranno un ruolo di primo piano nel sostenere la ripresa, una volta terminata la pandemia". Lo scrive la Bce nel suo bollettino, spiegando che "tale strumento produrrebbe un'espansione di bilancio incentrata sul debito pari, in media, a circa l'1 per cento del Pil nell'area dell'euro, nel periodo 2021-2024".E "la maggior parte degli interventi" finanziati dal Ngeu "dovrebbe essere destinata agli investimenti e alle riforme strutturali volte a favorire la crescita", sottolinea la Bce. ''La pandemia continua a porre seri rischi per la salute pubblica e per le economie dell'area dell'euro e del resto del mondo. Il nuovo aumento dei contagi da coronavirus e le rigide misure di contenimento imposte per un prolungato periodo di tempo in molti paesi dell'area stanno minando l'attività economica", osserva la Bce nel suo bollettino, pur sottolineando che "l'inizio delle campagne di vaccinazione nell'area dell'euro rappresenta un traguardo importante nel processo di risoluzione della crisi sanitaria". Dopo "il brusco e profondo calo" del prodotto dell'area dell'euro nel primo semestre del 2020, la crescita economica ha evidenziato un forte recupero nel terzo trimestre, ma "potrebbe tornare in territorio negativo nel quarto". E' quanto avverte la Bce nel suo bollettino, spiegando che nel settore dei servizi "l'attività si è fortemente ridotta" mentre in quello manifatturiero continua a mostrare "una buona tenuta". Nell'Eurozona "l'incertezza permane su livelli elevati, anche riguardo all'evoluzione della pandemia e alla velocità delle campagne di vaccinazione". Lo scrive la Bce nel suo bollettino, spiegando che i rischi per le prospettive mondiali "restano orientati al ribasso, trainati dal riacutizzarsi della pandemia di Covid". Per cui "il Consiglio direttivo resta pronto ad adeguare tutti gli strumenti a sua disposizione". Per continuare "a garantire" a tutti i settori economici condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia, "continua a essere fondamentale un ampio grado di stimolo monetario". Lo ribadisce la Bce nel suo bollettino, così "contribuendo a ridurre l'incertezza e a rafforzare la fiducia, ciò incoraggerà la spesa per consumi e gli investimenti delle imprese, sostenendo l'attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi nel medio termine", spiega Francoforte.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La scelta di Mario Draghi da parte del Quirinale per formare un nuovo governo spinge Piazza Affari. Il listino milanese festeggia la chiamata dell'ex presidente della Bce per traghettare il Paese in questo momento di crisi con un rialzo del 2,09% mentre le altre borse europee terminano in ordine sparso anche per l'andamento altalenante di Wall Street che frena dopo il recente rally e in attesa della Fed. Il restringimento dello spread fra Btp e Bund tedesco, altro effetto positivo del nome Draghi, spinge in prima battuta i titoli finanziari fra i quali si inserisce Poste (+7,13%), davanti a Bper (+5,57%), che ha diffuso i conti a mercati chiusi, e Unipol (+5,11%). Unicredit mette a segno una crescita del 4,18% e Mps del 2,07%. Riparte anche Atlantia (+6,08%) sulla fiducia che si sblocchi la partita con Cdp su Aspi. Da segnalare poi fra i titoli minori la volata di Autostrade Meridionali (+21%), così come quella di Pininfarina (+14,6%) mentre nel paniere principale Ferrari, già debole alla vigilia per conti e prospettive in parte deludenti, è maglia nera (-3,66%). (ANSA).
INSERITO DA ANGELA CECERE Avvio forte e frenetico per Piazza Affari nell'attesa che l'ex presidente della Bce, Mario Draghi salga al Colle dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per un governo di alto profilo. Con diversi titoli ancora in pre-apertura l'indice sfiora un +3% (+2,95%), per poi segnare un +1,71%. A trattazione regolare il Ftse Mib sale del 2,55% con l'evidenza dei bancari. In testa Intesa (+6%), Unicredit (+5,9%), Poste (+4,2%).
INSERITO DA ANGELA CECERE Nel 2020 il Pil italiano è calato dell'8,8% (dato grezzo) mentre nel quarto trimestre del 2020 è sceso del 2% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% rispetto al quarto trimestre del 2019. Lo rende noto l'Istat in base alle stime provvisorie. Il dato è lievemente migliore delle attese che indicavano un calo del 9%. Per il periodo ottobre-dicembre il consensus degli analisti indicava un calo tra il 2% e il 2,2%. In termini destagionalizzati nel 2020 il pil italiano è sceso dell'8,9%. Il Pil acquisito per il 2021, quello che si otterrebbe se la variazione di tutti e 4 i trimestri dell'anno fosse zero, è positivo, pari a +2,3%. L'economia italiana, spiega l'Istat commentando i dati, registra, dopo il robusto recupero del terzo trimestre pari a +16%, una nuova contrazione nel quarto "a causa degli effetti economici delle nuove misure adottate per il contenimento dell'emergenza sanitaria. Tale risultato - continua l'Istituto di statistica - determina un ampliamento del calo tendenziale del Pil: da -5,1% del trimestre precedente a -6,6%". Il quarto trimestre ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2019. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, ovvero agricoltura, silvicoltura e pesca, industria e servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. Nel quarto trimestre 2020 torna in calo il Pil dell'Eurozona: -0,7% nella zona euro e -0,5% nella Ue-27. In Italia il calo è di -2%, il secondo più alto dopo l'Austria (-4,3%). Terza peggiore è la Francia (-1,3%). Sale invece in Lituania (+1,2%) e Lettonia (+1,1%). Il calo europeo, segnala Eurostat nella stima flash, segue il forte rimbalzo del terzo trimestre (+12,4% nella zona euro e +11,5% nella Ue-27). "In base alle prime stime sulla crescita annuale per il 2020, basate sui dati trimestrali, il Pil nella zona euro è calato del 6,8% e nella Ue-27 del 6,4%": è quanto sottolinea Eurostat nella nota che accompagna la stima flash sul Pil del quarti trimestre 2020.
INSERITO DA ANGELA CECERE A dicembre l'occupazione diminuisce dello 0,4% su novembre con un calo di 101.000 unità. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori sottolineando che rispetto a dicembre 2019 si registrano 444.000 occupati in meno (-1,9%). Nel mese si registra un incremento dei disoccupati e degli inattivi. La diminuzione dell'occupazione rispetto a novembre coinvolge le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d'età, con l'unica eccezione degli ultracinquantenni. I livelli di occupazione è inferiore a quello di febbraio 2020 di oltre 420 mila unità. Il tasso di disoccupazione sale a dicembre al 9,0% (+0,2 punti). Anche il tasso tra i giovani cresce e segna un 29,7% (+0,3 punti). I disoccupati complessivi sono 2.257.000 con un aumento di 34.000 unità su novembre e un calo di 222,000 su dicembre 2019. Il dato risente del largo utilizzo della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti oltre che dall'uscita dal mercato del lavoro delle persone che non hanno fiducia nella possibilità di trovare un lavoro. Gli inattivi sono 13.759.000 e crescono di +42.000 unità su novembre e di 482.000 unità su dicembre 2019 (+3,6%). Crollo dell'occupazione indipendente con la pandemia e la crisi economica: a dicembre rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori - gli occupati indipendenti sono diminuiti di 79.000 unità rispetto a novembre (su 101.000 occupati in meno complessivi) mentre hanno perso 209.000 unità su dicembre 2019 a fronte di 444.000 occupati in meno totali. Su dicembre 2019 soffre anche il lavoro dipendente a termine con 393.000 occupati in meno mentre i dipendenti permanenti crescono con 158.000 persone al lavoro in più rispetto a dicembre 2019. Quest'ultimo dato è legato al blocco dei licenziamenti e all'utilizzo della cassa integrazione.
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, Crescita economica più forte del previsto nell'ultimo trimestre dell'anno in 3 paesi dell'Eurozona: Francia, Spagna e Germania che rivedono così in positivo anche il pil complessivo 2020.Il prodotto interno lordo in Francia nel 2020 è sceso dell'8,3%. E' quanto risulta dalla prime stime dell'istituto francese di statistica Il risultato è migliore delle previsioni che indicavano un calo del 9% per effetto della pandemia. Nel quarto trimestre il calo è stato dell'1,3% contro il -4% previsto. Il pil tedesco ha registrato nell'ultimo trimestre dell'anno un aumento dello 0,1% rispetto ai valori dello stesso periodo dell'anno precedente. Nel 2020 l'indicazione è di un calo complessivo del 5,3%. E' quanto risulta dai dati dell'istituto di statistica tedesco Destatis. E' rimbalzato il Pil spagnolo nell'ultimo trimestre del 2020, con un rialzo dello 0,4% a fronte di un calo previsto dell'1,5%. Migliore delle attese anche il dato sull'intero anno, in calo del 9,1% contro una stima a -10,8%.
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, La vigilanza della Bce ha deciso di mantenere "stabili" i "requisiti e gli orientamenti complessivi Srep (l'analisi sul patrimonio e la gestione dei rischi ndr). E' quanto si legge in una nota al termine dell'analisi che verrà illustrata dal presidente Andrea Enria rilevando come i risultati" riflettono una precedente decisione della BCE di adottare un approccio pragmatico nella conduzione delle sue principali attività annuali a causa della pandemia di coronavirus (COVID-19). Le banche - spiega Francoforte - mostrano capacità di tenuta, ma permangono vulnerabilità in diverse aree, in particolare in relazione al rischio di credito". La vigilanza bancaria della Bce torna ad avvisare del rischio, per effetto della crisi Covid, di "un aumento improvviso dei crediti deteriorati" che sono non del "del tutto" ora emersi nei portafogli. Lo afferma il presidente del consiglio di vigilanza Andrea Enria illustrando i risultati dello Srep per il 2021 secondo cui l'attenzione dell'autorità si "è concentrata sull'adeguata classificazione e misurazione dei rischi nei bilanci bancari e sul grado di preparazione a gestire con tempestività i debitori in difficoltà". Per questo la Bce ha "comunicato alle banche un numero di raccomandazioni considerevolmente più elevato"
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, "Nonostante la veloce ripresa avviata a maggio, dopo il crollo nei due mesi precedenti, nel complesso il 2020 si chiude con una contrazione dell'export del 9,9% (la più ampia dal 2009), spiegata per oltre 6 punti percentuali dal calo delle vendite di beni strumentali e beni di consumo non durevoli". Lo comunica l'Istat nelle statistiche sul commercio estero dell'Italia con i Paesi extra Ue.Per l'import, nel complesso l'anno si chiude con una caduta del 15,3%, su cui pesa per oltre due terzi il crollo degli acquisti di prodotti energetici. La contrazione delle esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue nel 2020 è diffusa a tutti i principali mercati di sbocco, ma con cali inferiori alla media per Svizzera (-2,9%), Stati Uniti (-6,7%), Cina (-0,6%) e Giappone (-7,6%). Al contrario i mercati che mostrano le flessioni più ampie sono India (-23,9%), Paesi Asean (-16,1%) e Paesi Opec (-15,8%). Il quarto trimestre del 2020 si è chiuso con una crescita dell'export italiano verso i Paesi extra Ue del 4% rispetto al periodo precedente nonostante il mese di dicembre che ha visto un calo congiunturale del 4,6% rispetto a novembre. Rispetto a dicembre 2019, l'export invece cresce su base annua del 3,1% (era +2% a novembre). Il saldo commerciale a dicembre 2020 è stimato in +7,9 miliardi, in crescita dai 6,8 miliardi di dicembre 2019.