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SEZ. RICETTE Guida al buon bere. Il vino è un piacere, se non è buono che piacere è?

4 Aprile 2017, 08:15am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Guida al buon bere. Il vino è un piacere, se non è buono che piacere è?


A CURA DI MICHELE PAPPACODA "Amore, compra una bottiglia di vino per stasera...." ecco la frase che noi tutti temiamo.
Che andiate al supermercato, ipermercato, all'enoteca, online in e-commerce o alla bottega ben fornita sotto casa, il dilemma resta immutato: quale vino comprare?
Il problema di tantissimi amanti del vino è più che altro quello di orientarsi tra l'universo delle diciture del mondo enologico: "IGT, IGP, DOC, DOCG, RISERVA, MILLESIMATO, BIOLOGICO... ma io volevo solo una bottiglia di un buon vino ad un buon prezzo!"
Queste dizioni non sono vezzi commerciali, ma vere e proprie classificazioni regolate dalla Normativa Comunitaria (CE 479/2008 e successivo 441/09).
Per agevolare i meno competenti in materia facciamo un po' di chiarezza in modo da poterci meglio destreggiare tra gli scaffali del supermercato (reale o virtuale che esso sia).
I vini comunitari si dividono innanzitutto in due tipologie:
- VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
- VINI SENZA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
I vini senza denominazione di origine, detti anche Vini generici o Varietali, non sono vini di serie B o scadenti, sono semplicemente vini "non disciplinati", cioè prodotti senza rispettare un disciplinare di produzione scritto e stabilito per legge: questo però non sta a significare che troverete del gasolio al posto dell'uva!
Un disciplinare impone tempi e luoghi, ed un produttore può anche decidere di non rispettarli alla lettera rinunciando alla denominazione di origine e vendendo a quanto e come vuole un ottimo vino.

 
I vini a denominazione di origine proviamo a riassumerli in scala crescente:
- IGT (Indicazione Geografica Tipica)
- DOC (Denominazione di Origine Controllata)
- DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
Ovviamente non è detto che una bottiglia con etichetta DOCG sia necessariamente migliore di una DOC o di una IGT, anche in funzione dei gusti e degli abbinamenti, però almeno adesso avete presente la scala di "merito".
La menzione CLASSICO (STORICO per gli Spumanti), è riservata ai vini della zona di origine più antica.
La menzione RISERVA è attribuita ai vini DOC e DOCG che siano stati sottoposti ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 1 anno per i bianchi, 2 anni per i rossi, 1 anno per i vini spumanti fermentati in autoclave e 3 anni per i vini spumanti rifermentati in bottiglia.
La menzione NOVELLO è attribuita ai vini giovani immessi in mercato non prima del 6 novembre delllo stesso anno di vendemmia.
La menzione SUPERIORE e attribuita ai vini DOC e DOCG dotati di caratteristiche qualitative più elevate.
Detto questo, se siete ancora indecisi di fronte alle offerte degli scaffali, scrivete un messaggio alla redazione (magari a mezzo social): sarà un piacere aiutarvi!
di Lucio Robustelli IL PORTICO

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SEZ. RICETTE Le melanzane con la cioccolata A CURA DI MICHELE PAPPACODA

3 Aprile 2017, 09:48am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Le melanzane con la cioccolata A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA La Costiera Amalfitana è una località molto amata, famosa per i suoi paesaggi spettacolari, la bellezza dei suoi borghi e dei suoi panorami, conosciuta anche per i limoni esportati in tutto il mondo. Tuttavia non tutti sanno che la Costiera  è famosa anche per un’altra pietanza tipica, ossia le melanzane con la cioccolata.

La Melanzana è un ortaggio che si usa mangiare in genere nelle versioni salate: la parmigiana, le melanzane sott’olio o cotte sulla griglia ecc., quindi potrebbe sorprendere questo abbinamento con il cioccolato, ma vi possiamo assicurare che è molto apprezzato.

Infatti il sapore della melanzana si sposa benissimo con il cioccolato e contribuisce a creare uno degli accostamenti più peculiari in assoluto.

Questo dolce piace così tanto da meritarsi un posto d’onore sulle tavole e alle sagre della Costiera Amalfitana: in particolare a Maiori durante la festa dell’Assunta le melanzane con la cioccolata vengono consumate in quantità industriali.

Si tratta infatti di un ottimo dolce e se volete cimentarvi nella preparazione della ricetta tipica eccovi gli ingredienti.

La ricetta originale trova le sue origini nei tempi antichi: pare che gli insediamenti saraceni che invasero il sud dello Stivale tra il VIII e il IX secolo fossero già a conoscenza delle melanzane in versione dolce; tuttavia la diffusione massiccia del dolce è da ricondurre all’opera delle suore di Santa Maria della Misericordia, le quali avrebbero creato anche altri cibi tipici, come gli struffoli e i roccocò.

Si tratta infatti di un ottimo dolce e se volete cimentarvi nella preparazione della ricetta tipica eccovi gli ingredienti.

1 Kg di melanzane

1/2 Kg di cioccolato fondente

1 pacco di cacao in polvere

6 uova

200 grammi di mandorle

1 pacco di amaretti olio per friggere

1/4 di latte e zucchero

Procedimento:

Innanzitutto lavate e tagliate le melanzane a fettine sistemandole in una scolapasta e coprendole con un coperchio lasciandole riposare per circa un’ora.

Dopodiché sciacquate le fette e friggetele in olio bollente, una volta fritte le fettine di melanzane vanno bagnate nell’uovo sbattuto infarinate e fritte per una seconda volta.

Adesso prepariamo la crema di cioccolato facendo sciogliere, a fuoco basso,  lo zucchero in 325 grammi di acqua aggiungendo il cioccolato fondente e mescolate bene il tutto per non far attaccare.

In una ciotola mescolate  325 ml di acqua con il cacao amaro in polvere e la farina quindi aggiungere questo mix allo sciroppo preparato in precedenza continuando a cuocere a fuoco basso, mescolando, per non far attaccare, se vi serve aggiungete il latte.

Una volta raggiunta la giusta densità potete frullare le mandorle, gli amaretti e un pezzo di cioccolato.

A questo punto disponete le melanzane a strati, ogni strato va ricoperto con la crema  di cioccolato e una manciata della granella frullata in precedenza composta di mandorle, amaretti e fondente.

Lasciate riposare il preparato in frigo per due ore e poi servitelo.

Diciamo che è una sorta di “parmigiana dolce”.

Se avete seguito bene la ricetta con queste melanzane con la cioccolata avrete un risultato incredibile, buone di sapore, uniche e particolari.

 

Fonte: blog la Cuochina Sopraffina

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SEZ. RICETTE La vera pizza della Costiera: ecco la ricetta dei pizzaioli di Tramonti

1 Aprile 2017, 09:40am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE La vera pizza della Costiera: ecco la ricetta dei pizzaioli di Tramonti

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Tutti conoscono la pizza ma molti non sanno che, oltre alla famosa pizza napoletana, una delle varianti locali più diffusa in Italia e nel mondo arriva proprio dal territorio del comune di Tramonti, nel cuore dei monti Lattari. Infatti si parla della pizza di Tramonti.

A Tramonti la tradizione della pizza ha origini antichissime, si dice che risalga al Medioevo, quando nei forni rurali si usava preparare una panella di farina di segale, germanella, miglio ed orzo, insaporita con le erbe o con un po’ di lardo.

La tradizione proseguì negli anni fino ad arrivare agli inizi del Novecento, quando in occasione della commemorazione dei defunti si diffuse l’uso di comprare, al ritorno dal cimitero, la pizza da i fornai condita, questa volta, con pomodoro, origano, ed ingredienti prodotti in casa.

Così a poco a poco incominciò a diffondersi questa prelibatezza, la pizza di Tramonti, tra la popolazione.

Negli anni cinquanta con le grandi emigrazioni molti pizzaioli di Tramonti si trasferirono al nord, servendo la loro schiacciata con l’aggiunta di mozzarella.

Oggi si possono contare nella zona del nord Italia più di tremila pizzaioli provenienti da Tramonti e zona Costiera Amalfitana.

Ed ecco la ricetta della vera pizza di Tramonti in una gustosissima variante ai funghi chiodini:

– pomodori freschi a dadini
– scamorza
– soppressata nostrana
– funghi chiodini di Tramonti
– basilico di Tramonti – pepe nero
– formaggio pecorino
– olio extra vergine d’oliva

Per ottenere un buon impasto bisogna miscelare 1/3 di farina integrale, acqua depurata, sale e lievito madre.

Se volessimo rispettare la tradizione, l’impasto dovrebbe essere preparato in delle tinozze di legno per renderlo omogeneo a temperatura giusta.

Ottenuto l’impasto si lascia riposare quanto più è possibile in ambiente né caldo né freddo, poi con l’impasto si preparano delle palline di circa 180/200 grammi.

Su di un piano, cosparso di farina, si poggiano le palline, si allargano con il palmo della mano, fino a raggiungere un diametro di 25/30 centimetri, e una volta steso il disco di pasta lo si guarnisce con pomodorini freschi, un pochino di funghi, scamorza, basilico e  olio extravergine d’oliva. Lo si mette nel forno a legna a temperatura non oltre 350 gradi per alcuni minuti.

Buona pizza di Tramonti a tutti!

AMALFINOTIZIE

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SEZ. RICETTE Conoscere, degustare e abbinare il vino. Ad Amalfi 3 giorni di corso gratuito. A cura di Michele Pappacoda

31 Marzo 2017, 08:42am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Conoscere, degustare e abbinare il vino. Ad Amalfi 3 giorni di corso gratuito. A cura di Michele Pappacoda

a cura di Michele Pappacoda Qualificare sempre di più gli addetti del settore nell’ottica di una proposta enogastronomica professionale connessa alla richiesta di un turismo sempre più attento e consapevole. E’ con questo spirito che ad Amalfi la Scuola Europea Sommelier organizza un corso di avvicinamento al vino.

Completamente gratuita, l’iniziativa si svolgerà presso il Salone Morelli del Comune di Amalfi dal 27 al 29 marzo dalle ore 17.00 alle ore 19.00 quando esperti del settore trasferiranno ai partecipanti regole e conoscenze dell’intrigante e variegato mondo del vino

“Conoscere, Degustare e Abbinare il Vino”, è il titolo dell’evento spalmato su tre incontri organizzati con con il patrocinio del Comune di Amalfi per iniziare a conoscere il mondo del vino partendo dai vitigni fino arrivare alle nozioni sull’abbinamento col cibo.

Il corso, completamente gratuito e rivolto agli operatori del settore enogastronomico della Costiera Amalfitana, prevede gli approfondimenti dei seguenti argomenti: tecnica di degustazione,
viticoltura ed enologia e cenni di abbinamento vino cibo. Le lezioni si compongono di una parte teorica e una degustazione di due vini, un bianco e un rosso.

L’evento (per prenotarsi scrivere una mail a coppola@amalfi.gov.it), al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione, si concluderà con l’intervento del presidente nazionale della scuola europea di sommelier Francesco Continisio.

AMALFI NOTIZIE

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SEZ. RICETTE Casatiello napoletano a cura di Michele Pappacoda

30 Marzo 2017, 08:23am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Casatiello napoletano a cura di Michele Pappacoda
 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo la pastiera, il casatiello napoletano è tra i piatti piu’ richiesti nel periodo pasquale, a Napoli ma anche in tutta la Campania. Con la sua tradizionale forma a ciambella, solo a vederlo mette l’acquolina in bocca, tradizionalmente viene mangiato il giorno di Pasqua e Pasquetta. Fino alla prima metà del secolo scorso era usuale portare a cuocere il casatiello presso forni o panetterie invece che cuocerlo in casa. Del casatiello napoletano esistono diverse varianti, particolarmente per quanto riguarda i diversi tipi di farcitura. L’aggiunta di uova e la farcitura rendono questo piatto rustico un pranzo completo. Vediamo come preparare un grande casatiello napoletano, guardando alla ricetta tradizionale.

Ingredienti:

Per la pasta:

farina, 1kg

lievito di birra 2 cubetti

strutto (sugna): gr.100

poco sale, molto pepe

Per il ripieno:

400 gr. di pecorino (oppure formaggi misti: provolone piccante, grana, emmenthal, fontina, ecc.)

400 gr. di salame tipo napoli e altri salumi

sale, pepe

Per la guarnizione:

5 uova

Preparazione: Stemperate il lievito in acqua tiepida, e fate una fontana con la farina disponendo al centro il latte, il sale e lo strutto (o, se preferite, la sugna), il lievito sciolto nell’acqua e aiutandovi con acqua tiepida, per fare sciogliere il lievito, mescolate il tutto fino ad ottenere una pasta  morbida.Impastate il tutto per una 10/15 di minuti.Fate crescere la pasta in una zuppiera coperta da un panno di lana per un paio di ore, tagliate tutti i formaggi e i salumi a dadini, e quando la pasta sarà cresciuta (raddoppiando il suo volume), mettetene da parte una piccola quantità che servirà per la guarnizione. Battere l’impasto e stenderlo fino a raggiungere lo spessore di circa 2 centimetri, a questo punto aggiungeteci i formaggi e salumi tagliati a dadini in precedenza e arrotolate con delicatezza la pasta, il più strettamente possibile.Fatto questo ungete con un poco di strutto o sugna un ruoto (uno stampo largo con un buco centrale), disponeteci dentro il rotolo di pasta a ciambella unendo per bene i lembi estremi e rimettetelo a crescere in luogo tiepido coprendolo con un panno.Lasciate lievitare il casatiello napoletano per almeno due ore. Una volta fatto ciò, disponete le uova su di esso a intervalli regolari e fermatele con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte.Infornate il tutto ad una temperatura di 160° per i primi 10 minuti, poi passate a 170°/180° gradi per circa un’ ora.

Buon appetito a tutti!

AMALFI NOTIZIE

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SEZ. RICETTE Uovo di Pasqua: la ricetta per farlo bene in casa a cura di Michele Pappacoda

29 Marzo 2017, 09:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Uovo di Pasqua: la ricetta per farlo bene in casa a cura di Michele Pappacoda

a cura di Michele Pappacoda Pasqua si sta avvicinando, e allora perché non cominciare a fare le prove preparando l’uovo di Pasqua di cioccolato in casa con le vostre mani e con ingredienti genuini?Il procedimento non è impossibile, l’unica difficoltà potrebbe essere quella del temperaggio  del cioccolato, che si potrebbe risolvere avendo a disposizione l’apposito termometro a sonda per verificarne la temperatura.Potrete anche inserirci una sorpresa e decorarlo a vostro piacere e secondo i vostri gusti.

Ma prima di cominciare è necessario assicurarsi di avere tutto ciò che occorre:

  • una pentola per il bagnomaria
  • 1 termometro o sonda 1 cucchiaio di legno o spatola
  • 1 teglia carta crespa, tulle e nastro per la confezione
  • la sorpresa (facoltativa)
  • l’ingrediente principale il cioccolato fondente, o al latte, o bianco

Iniziamo a preparare l’uovo di Pasqua in casa curando il temperaggio del cioccolato:Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e con il termometro verificate che la temperatura si mantenga intorno ai 42°.Raggiunta questa temperatura, togliete la pentola dal fuoco e prendete i 3/4 del cioccolato fuso e versatelo su una superficie liscia (in marmo, in vetro), lasciando il restante cioccolato a bagnomaria.Girando con un cucchiaio di legno o con una spatola fate raffreddare il cioccolato fino a raggiungere una temperatura di 30 gradi (verificate sempre con il termometro) Versate il cioccolato temperato nel pentolino insieme al resto del cioccolato, molto importante è verificare che la temperatura del cioccolato nel pentolino non sia inferiore ai 35°, se cosi fosse riponete il pentolino a bagnomaria fino al raggiungimento della temperatura di quel livello. Prendete due mezzi stampi e versateci, con l’aiuto di un pennello da cucina, il cioccolato fuso. Fate roteare bene gli stampi in tutte le direzioni in modo che il cioccolato si si distribuisca in modo omogeneo e non lasci delle parti scoperte.Ponete i due stampi in frigo per un paio di ore affinchè il cioccolato non si solidifichi.Passate le due ore togliete gli stampi dal frigo e staccate delicatamente il cioccolato.A questo punto l’uovo può essere decorato, non c’è limite alla fantasia e se volete potete inserire anche una sorpresa.Per chiudere l’uovo avete due alternative: passare del cioccolato fuso lungo i bordi, oppure riscaldate una teglia vuota  nel forno a 180/200°, una volta calda tiratela fuori dal forno e ponete per qualche secondo le due metà uova nelle parti da unire in modo da farle ammorbidire. Unite i bordi con delicatezza senza rompere il cioccolato.Ecco fatto il vostro primo uovo di Pasqua in casa! Conservate l’uovo in un ambiente fresco fino a quando non lo regalerete.

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SEZ.RICETTE Corinne Cafiero,una “promessa” del gelato sorrentino

28 Marzo 2017, 09:01am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.RICETTE Corinne Cafiero,una “promessa” del gelato sorrentino

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Diceva  Jorge Luois Borges :”Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita ,nella prossima cercherei di fare più errori , non cercherei di essere tanto perfetto,  mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato,  difatti prenderei pochissime cose sul serio.  Sarei meno igienico,  correrei più rischi,  farei più viaggi,  guarderei più tramonti,  salirei più montagne,  nuoterei più fiumi,  andrei in posti dove mai sono andato, mangerei più gelati e meno fave,  avrei più problemi reali e meno immaginari. “Ed è proprio per questo che , quando si va a Sorrento, non ci si puo’ non fermare alla Gelateria “Primavera” diretta da Antonio Cafiero, dove la Vita è veramente da godere e i suoi gelati sono tutti da gustare .Una vita che , come diceva lo stesso Borges,è fatta anche di “piccoli peccati” e se a questi “peccati” non hanno rinunciato  ben 4 Papi, allora si puo’ ben dire che il godere di un gelato al limone di Sorrento è cosa che non puoi rimandare in …un’altra Vita!
Antonio Cafiero è nato e lavora a Sorrento,l’iniziazione all’arte dolciaria fu opera di papà Mario e la sua gelateria è punto d’incontro di personaggi famosi del mondo dello spettacolo e della cultura. I gelati ,ma anche i dolci ,della tradizione vengono riscoperti e adattati ai nuovi gusti, sia alimentari che estetici: fiori freschi e disegni arricchiscono una tavolozza di colore, di arte e di gusto. E la tradizione, rielaborata ai gusti di oggi . viene tramandata da sua figlia Corinne Cafiero, che, pochi giorni fa ,  ha partecipato alla finale nazionale Gelato World Tour svoltasi a Bologna in sede Carpigani, il 23 e 24 Marzo 2017, dopo aver superato  le selezioni regionali. Con il suo gelato “ORANGINGER alla FRAGOLA “un gelato vegano con zenzero, fragole e fragoline di bosco, arance di Sorrento,con zucchero di canna, senza latte né uova ed altri derivati animali,ha stupito tutti. La  particolarità di quest
o gelato è che la sola frutta lo rende cremoso ed è  fresco e dissetante grazie alla presenza dello zenzero, profumato grazie alla buccia d’arancia.L’“ORANGINGER alla FRAGOLA “ è stato l’unico gelato vegano in gara  ed è stato presentato dalla giovane Corinne Cafiero,che ha letteralmente stupito i tanti assaggiatori, riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico.Un nuovo modo di farsi conoscere, rispettando la tradizione ed il piacere del gelato , facendo sempre attenzione ai gusti delle persone ,con uno sguardo al passato ed un passo verso un futuro che si prospetta sempre più ….”goloso”!

Antonio Di Giovanni POSITANONEWS

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SEZ. RICETTE Pasta con ragù di salsiccia

25 Marzo 2017, 10:58am

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SEZ. RICETTE Pasta con ragù di salsiccia

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 320 gr di pasta corta
  • 160 gr di salsiccia
  • 300 gr di polpa di pomodoro
  • 20 gr di cipolla
  • 4 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • olio
  • vino bianco
  • prezzemolo
  • sale e pepe
  • Tempo Preparazione: 10 minuti
  • Tempo Cottura: 30 minuti
  • Difficoltà: Facile

Procedimento

Tagliare a velo la cipolla, poi stufarla a fuoco dolcissimo in poco olio e sale.

Unire la polpa di pomodoro e lasciare cuocere per circa 15 minuti  a fuoco medio.

Spellare la salsiccia e sbriciolarla con una forchetta, saltarla in una padella ben calda fino a renderla croccante, sfumare con poco vino, lasciare evaporare e tenere da parte.

Frullare la salsa di pomodoro, unire la salsiccia e incorporare il formaggio grattugiato. Assaggiare ed eventuualmente regolare di sapore.

Mantecare la pasta cotta al dente con il condimento per un minuto a fuoco vivo, unire una generosa macinata di pepe, prezzemolo tritato e servire.

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SEZ. RICETTE Colomba e scorzette al limone d’Amalfi. Così Pansa conquista il Cultural di Parigi Colomba e scorzette al limone d’Amalfi. Così Pansa conquista il Cultural di Parigi

24 Marzo 2017, 09:33am

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SEZ. RICETTE Colomba e scorzette al limone d’Amalfi. Così Pansa conquista il Cultural di Parigi Colomba e scorzette al limone d’Amalfi. Così Pansa conquista il Cultural di Parigi

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Scorzette di limone, creme al cioccolato e lievitati. Così la grande pasticceria della Costa d’Amalfi si appresta a conquistare Parigi che dal 25 al 27 marzo ospiterà Cultural, il Festival della cultura alimentare. Un evento importantissimo oltre che una vetrina internazionale, dove presentare il proprio prodotto, farlo degustare e se si vuole anche vendere.Tra le eccellenze c’è anche la storica pasticceria Pansa di Amalfi che porterà all’ombra della Tour Eiffel sia il panettone che la colomba classica, un emblema dell’eccellenza italiana nel campo dei grandi lievitati.Ma non è tutto perché da Amalfi partiranno anche le scorzette al limone di Villa Paradiso e la Squisita crema di nocciole di Giffoni, la spalmabile con una percentuale di nocciole al 45%.«La scelta del panettone è stata l’unica fuori stagione ma voluta strategicamente per lanciare a livello internazionale la campagna 2017» racconta Nicola Pansa che insieme con il fratello Andrea parteciperà all’evento parigino che vedrà la presenza dalla Costiera anche di Sal De Riso. Cultural è più esclusivo evento dedicato alla gastronomia ed al lifestyle italiano a Parigi, ma più in particolare è un luogo d’incontro importante dove si danno appuntamento i miglior produttori d’eccellenze italiane e grandi chefs in un ambiente festivo e conviviale. I visitatori di Cultural sono buyers, albergatori, ristoratori, negozianti, chef ed il sempre più ampio mondo dei foodies. A Parigi saranno tre giorni di incontro e di confronto ma soprattutto di degustazione del meglio della tradizione gastronomica italiana. Si inizia sabato dalle 10 alle 18 e si proseguirà domenica e lunedì sempre negli stessi orari. Tra gli eventi in programmazione anche una serie dii Masterclass. Tutti previsti nella giornata di sabato e vanno dalla pizza alla granfe gastronomia. Tra gli appuntamenti di sabato si segnala quello con un grande della cucina campana: Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense. L’incontro con lo chef della penisola sorrentina è in programma dalle 14:30 alle 14:50. La location sarà il Bastille Design Center, un monumentale edificio industriale parigino del XIX secolo. È situato fra place de la Bastille, place des Vosges e place de la République ed accoglierà la quarta edizione parigina del festival. Lo spazio espositivo si sviluppa su tre piani e su una superfcie complessiva di circa 1000 mq.

AMALFI NOTIZIE

 

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SEZ. RICETTE Ricetta Fegato alla Veneziana, Scopri Come Prepararlo al Meglio! A CURA DI MICHELE PAPPACODA

23 Marzo 2017, 10:55am

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SEZ. RICETTE Ricetta Fegato alla Veneziana, Scopri Come Prepararlo al Meglio! A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

La ricetta

Ingredienti

  • 500 g di fegato a fette, di vitellone
  • 2 cipolle grandi di Chioggia
  • 40 g di burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di pepe
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
Preparazione

Sbucciamo le cipolle, tagliamole e fettine sottili e mettiamole da parte. In una padella antiaderente mettiamo a riscaldare metà del burro e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.

A fiamma bassa lasciamo che il burro diventi liquido poi uniamo le cipolle e lasciamole appassire tenendo sempre la fiamma molto bassa. A metà cottura aggiungiamo l’aceto e lasciamolo sfumare completamente.

Laviamo il fegato e tagliamolo a striscioline lunghe circa 4 centimetri e spesse 2. Lasciamole scolare in un colapasta.

In un’altra padella versiamo il resto del burro e l’altro cucchiaio di olio. Lasciamo sempre che si riscaldino a temperatura bassa poi alziamo la fiamma e uniamo i bastoncini di fegato.

Facciamo saltare per 5 minuti mescolando di tanto in tanto per permettere una cottura omogenea. A circa 2 minuti dalla fine uniamo le cipolle e il prezzemolo dopo averlo sminuzzato fino fino, mescoliamo ancora poi spegniamo la fiamma.

Il fegato alla veneziana ora è pronto per essere servito naturalmente molto caldo: evitiamo di farlo raffreddare, dato che diventa in pochi minuti davvero immangiabile, diventando gommoso e duro.

AMALFI NOTIZIE

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