SEZ. RICETTE PASTA E FAVE A CURA DI MORENA MOTTA
A CURA DI MORENA MOTTA Preparazione Per preparare la pasta e fave, iniziate dai baccelli di fave fresche: apriteli, rompendo il picciolo superiore (1), e poi sgranate le fave con le mani (2). Una volta estratte, eliminate la piccola escrescenza posta a lato di ognuna di esse (3).Tagliate il guanciale a cubetti (4) e ponetelo, senza alcun condimento, in un tegame antiaderente a rosolare a fuoco lento fino a che il grasso si scioglierà e il guanciale risulti dorato (5). Mondate e tritate una grossa cipolla e aggiungetela nel tegame insieme al guanciale (6);unite anche 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e fate imbiondire la cipolla (7). A questo punto unite le fave sgranate (8), mescolate. Dopo qualche minuto, aggiungete un paio di mestoli di brodo (9) e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 20-25 minuti (potrebbe volerci qualche minuto in più a seconda della grandezza delle fave)coprendo il tegame con un coperchio (10) e lasciando un piccolo sfiato. Durante la cottura, aggiungete, ogni qual volta serva, del brodo vegetale fino a che le fave risulteranno cotte; aggiustate di sale e pepe, quindi mescolate e spegnete il fuoco (11). Mettete a lessare dei ditali rigati in abbondante acqua bollente salata (12) e, arrivati a metà cottura, scolateli tenendo da parte un po’ della loro acqua di cottura.Unite i ditali rigati alle fave (13) e continuate la cottura, mescolando (14) e aggiungendo, quando serve, l’acqua di cottura tenuta da parte. Potete scegliere, a seconda dei gusti, se ottenere un piatto piuttosto asciutto oppure leggermente brodoso. Quando la pasta e fave sarà al dente, spegnete il fuoco, aggiungete un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva crudo, mescolate e servite la pasta e fave (15), portando in tavola del parmigiano grattugiato in modo che i vostri commensali possano utilizzarlo a piacere. Accompagnate la pasta e fave con del buon vino rosso.Conservate la pasta e fave in un contenitore ermetico per un paio di giorni.
Potrete preparare le fave fino a due giorni prima e poi unirle alla pasta appena cotta.
Potete congelare le fave cotte se avete usato fave fresce.
ConsiglioAl posto della pancetta si possono unire alle fave in cottura delle cotenne di maiale, alimento molto utilizzato in passato, quando un po’ tutte le famiglie usavano allevare il proprio maiale del quale non si buttava nulla.
Le cotenne erano spesso inserite nei minestroni, nelle zuppe, nei condimenti della pasta per arricchirli e dare sapore.
Oggi le cotenne del maiale vengono consumate molto meno e spesso la pancetta di maiale le sostituisce per insaporire le preparazioni.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi vi proponiamo una ricetta meravigliosa, originale e facile da preparare, da lasciare senza parole per la delicatezza di sapore e aroma. Elemento principale sono i Limoni di Amalfi, che saranno serviti come antipasto oppure anche come stuzzichino da accompagnare all’aperitivo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel pieno rispetto della tradizione non mancheranno, nemmeno quest'anno, le tradizionali zeppole di San Giuseppe, le caratteristiche ciambelle di pasta choux guarnite con un ciuffo di crema pasticciera e un'amarena. Tra i classici della nobile tradizione pasticciera partenopea, le origini di questa leccornìa sono antichissime: risalgono con ogni probabilità al 500 a.C. quando a Roma si celebravano le Liberalia, le feste delle divinità dispensatrici del vino e del grano, nel giorno del 17 marzo. In onore a Sileno, compagno di bagordi e "precettore" di Bacco, si bevevano fiumi di rosso nettare e si friggevano profumate frittelle di frumento.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta a Napoli un importante evento dedicato ai migliori dolci d’Italia. Giovedì 23 marzo l’appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della pasticceria è a Città del gusto dove dalle 20 va in scena «Pasticceri e Pasticceria 2017».Nel corso della serata verrà celebrata la Guida Pasticceri & Pasticcerie d’Italia con i protagonisti premiati con due e tre torte all’interno del prestigioso lavoro firmato Gambero Rosso.L’evento avrà luogo nello splendido Castello de Vita, in via Manzoni 254, un’incantevole dimora storica dove l’arte dolciaria italiana selezionata da Città del gusto Napoli, si fonderà con i lussureggianti vigneti in cui è immerso il castello, affacciato al Golfo di Napoli.I migliori dolci d’Italia, portavoce della tradizione dolciaria delle diverse regioni dello Stivale, saranno abbinati ad un’attenta selezione di vini da dessert e da meditazione, per offrire una serata esclusiva in ogni suo dettaglio e con una connotazione tecnica grazie alla presenza delle migliori pasticcerie, premiate con Due torte all’interno della Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Protagonisti della serata saranno le pasticcerie fregiate con due e tre torte: Pasticceria Sal De Riso Minori, Maison Manilia, Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro Pasticceria Pasquale Marigliano (per le tre torte), Pasticceria De Vivo di Pompei, Sabatino Sirica, Pasticceria Pansa Amalfi, Gran Caffè Ratto, Pasticceria Ciccio’ Del Duomo, Pasticceria Svizzera, Pasticceria Mignone, Dolciarte di Carmen Vecchione e Al Capriccio.Alle ore 20 l’evento si apre al pubblico con un viaggio tra le eccellenze dell’Italia dolciaria, abbracciando le proposte rappresentative dei diversi maestri pasticceri e vini da dessert e da meditazione, presentati nei banchi d’assaggio curati dai sommelier dell’ AIS Campania.L’evento Pasticceri & Pasticcerie è a posti limitati e sarà possibile partecipare tramite prenotazione o tramite acquisto preventivo del biglietto di ingresso (costo 20 euro)sul sito cittadelgustonapoli.itTra i protagonisti anche due nomi celebri della Costiera Amalfitana: Sal De Riso e Pansa.Artigiano e imprenditore, Sal De Riso ha saputo tradurre ed esprimere in dolci raffinati i migliori prodotti del suo territorio e a raccontarli oltre confine, in Italia e all’estero. La parata di delizie irresistibili inizia al mattino con lievitati e brioche di ogni tipo. Innumerevoli le monoporzioni, dalla caprese alla delizia al limone. Da non perdere il panettone, proposto tutto l’anno, sintesi perfetta tra sapore e morbidezza. La Costiera Amalfitana ha trovato tanti anni fa uno dei suoi più virtuosi e appassionati interpreti in un grande pasticcere premiato con Tre Torte della prestigiosa Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Fondata nel 1830, la Pasticceria Pansa ha mantenuto immutato il fascino trasmesso dall’arredamento ottocentesco ricevendo nel Febbraio del 2001 il prestigioso riconoscimento dell’iscrizione all’albo dell’associazione culturale dei Locali Storici d’Italia, considerato a giusta ragione uno degli ambienti di produzione e degustazione dolciaria più antichi della regione Amal
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Racchiude l’essenza della Costa d’Amalfi: pere pennate di Agerola, ricotta di Tramonti e qualche inconfessabile segreto. Come ad esempio rendere quel pan di spagna alle nocciole di Giffoni così straordinariamente delicato al palato.Sono questi gli ingredienti della torta più imitata d’Italia. La Ricotta e Pere di Sal De Riso, una golosa invenzione del maestro pasticcere di Minori che il prossimo agosto compirà vent’anni.Una delle torte più diffuse nel mondo al punto da comparire nelle carte dei dolci dei ristoranti di quasi tutti i contenti. Un prodotto, perfettamente riuscito e forse per questo maggiormente “copiato”.«Vent’anni fa pensai a una torta che sintetizzasse l’anima della gente della Costiera Amalfitana – racconta Sal De Riso – e pensai a quest’unione tra due prodotti semplici: la ricotta e le dolci e pastose pere pennate. Il primo molto utilizzato in pasticceria, l’altro decisamente meno».La ricotta e pere di Sal De Riso nacque in un’estate del 1997 nel primo laboratorio ai piedi della maestosa basilica della Trofimena. Il regno di Sal, prima della scalata all’olimpo della pasticceria che conta e il trasferimento nella sede di Tramonti dove sforna tra l’altro i suoi inimitabili lievitati a 
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tutti ritengono Gragnano, capitale della pasta, ma non conosco bene la storia degli ndunderi.Pochi sanno che i pastai di Minori, che nel 700 valicarono i monti lattari, giunsero a Gragnano e, con l’utilizzo di un macchinario chiamato “marchingegno”, diedero inizio alla produzione industriale della pasta.Una delle paste che ancora oggi viene più prodotta a Minori e dintorni son gli ‘ndunderi, una sorta di gnocchi giganti per intenderci, preparati con farina, uova, ed altri ingredienti.La loro origine risale al ’900, sembra infatti che le massaie del tempo abbiano dato vita a questa spettacolare ricetta utilizzando come ingredienti farina di farro e il caglio, poi con il passare del tempo, una volta capita la loro importanza a livello culinario , gli ndunderi di Minori sono stati prodotti anche dai pastifici artigianali di Minori e della costiera Amalfitana. Gli ndunderi sono il piatto tradizionale per la festa di Santa Trofimena, protettrice di Minori.Ma vediamo adesso alla preparazione degli nduderi con il sugo classico che li accompagna, fatto con il pomodoro:Ingredienti per 4: 250 gr di ricotta di mucca fresca, 3 tuorli d’uovo, 200 gr di farina tipo 00, 50 gr di caciocavallo grattugiato, sale, pepe, una spolverata di 
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Se vi trovate a Conca dei Marini, la splendida località della