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sez ricette

SEZ. RICETTE PASTA E FAVE A CURA DI MORENA MOTTA

22 Marzo 2017, 10:30am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE PASTA E FAVE A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA Preparazione Per preparare la pasta e fave, iniziate dai baccelli di fave fresche: apriteli, rompendo il picciolo superiore (1), e poi sgranate le fave con le mani (2). Una volta estratte, eliminate la piccola escrescenza posta a lato di ognuna di esse (3).Tagliate il guanciale a cubetti (4) e ponetelo, senza alcun condimento, in un tegame antiaderente a rosolare a fuoco lento fino a che il grasso si scioglierà e il guanciale risulti dorato (5). Mondate e tritate una grossa cipolla e aggiungetela nel tegame insieme al guanciale (6);unite anche 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e fate imbiondire la cipolla (7). A questo punto unite le fave sgranate (8), mescolate. Dopo qualche minuto, aggiungete un paio di mestoli di brodo (9) e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 20-25 minuti (potrebbe volerci qualche minuto in più a seconda della grandezza delle fave)coprendo il tegame con un coperchio (10) e lasciando un piccolo sfiato. Durante la cottura, aggiungete, ogni qual volta serva, del brodo vegetale fino a che le fave risulteranno cotte; aggiustate di sale e pepe, quindi mescolate e spegnete il fuoco (11). Mettete a lessare dei ditali rigati in abbondante acqua bollente salata (12) e, arrivati a metà cottura, scolateli tenendo da parte un po’ della loro acqua di cottura.Unite i ditali rigati alle fave (13) e continuate la cottura, mescolando (14) e  aggiungendo, quando serve, l’acqua di cottura tenuta da parte. Potete scegliere, a seconda dei gusti, se ottenere un piatto piuttosto asciutto oppure leggermente brodoso. Quando la pasta e fave sarà al dente, spegnete il fuoco, aggiungete un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva crudo, mescolate e servite la pasta e fave (15), portando in tavola del parmigiano grattugiato in modo che i vostri commensali possano utilizzarlo a piacere. Accompagnate la pasta e fave con del buon vino rosso.Conservate la pasta e fave in un contenitore ermetico per un paio di giorni.
Potrete preparare le fave fino a due giorni prima e poi unirle alla pasta appena cotta.
Potete congelare le fave cotte se avete usato fave fresce.
ConsiglioAl posto della pancetta si possono unire alle fave in cottura delle cotenne di maiale, alimento molto utilizzato in passato, quando un po’ tutte le famiglie usavano allevare il proprio maiale del quale non si buttava nulla. 
Le cotenne erano spesso inserite nei minestroni, nelle zuppe, nei condimenti della pasta per arricchirli e dare sapore. 
Oggi le cotenne del maiale vengono consumate molto meno e spesso la pancetta di maiale le sostituisce per insaporire le preparazioni.

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SEZ. RICETTE Pasta e piselli A CURA DI MORENA MOTTA

22 Marzo 2017, 10:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Pasta e piselli A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA Preparazione Per realizzare la pasta e piselli, mettete a bollire l'acqua in una pentola capiente e salatela quando bolle: vi servirà poi per cuocere la pasta. Intanto sgranate i piselli e raccoglieteli in una ciotola (1), poi prendete il cipollotto, eliminate la base, dividetelo a metà nel senso della lunghezza dopodiché affettate ciascuna metà (2), in questo modo sarà più pratico tagliarlo. Versate l’olio di oliva in un tegame, fatelo scaldare e poi versate il cipollotto appena affettato (3),bagnate con un mestolo di acqua di cottura della pasta (4) e lasciate stufare per circa 10-15 minuti o fino a quando non risulterà morbido (se dovesse asciugarsi troppo aggiungete altra acqua di cottura). Una volta stufato il cipolloto unite anche i piselli freschi sgranati (5),salate, pepate e aggiungete un altro mestolo di acqua di cottura (6); cuocete per circa 10 minuti.
Ora lessate anche la pasta per soli 5 minuti (o metà del tempo indicato sulla confezione) (7) perché poi terminerà la cottura nel tegame con i piselli; risottarla farà in modo che si insaporisca maggiormente. Scolate quindi la pasta con una schiumarola direttamente nel tegame con i piselli (8), portate a cottura la pasta aggiungendo a poco a poco l’acqua di cottura, avendo cura di aspettare che sia ben assorbito il liquido prima di aggiungerne altro (9). Ci vorranno circa 5 minuti.A cottura ultimata, insaporite con il Parmigiano Reggiano grattugiato (10), mescolate per insaporire, salate, pepate a piacere. La vostra pasta e piselli è pronta (11) servitela ben calda! (12)
Conservazione Conservate la pasta e piselli per un giorno al massimo, in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico. Si sconsiglia la congelazione della pasta e piselli, si possono tuttavia congelare solo i piselli cotti se avete usato quelli freschi.
Consiglio Volete aggiungere una nota aromatica alla vostra pasta e piselli? Una spolverata di noce moscata per gli amanti delle spezie mentre qualche fogliolina di timo è la soluzione perfetta per chi non sa rinunciare alle erbe profumate

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SEZ. RICETTE Orecchiette zafferano e verdure

21 Marzo 2017, 08:45am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE  Orecchiette zafferano e verdure

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 400 gr di orecchiette
  • 200 gr di zucchine
  • 200 gr di carote
  • 1 pomodoro ramato non maturo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bustina di zafferano
  • 40 gr di pecorino di Pienza
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe
  • Tempo Preparazione: 20 minuti
  • Tempo Cottura: 20 minuti
  • Dosi: 4 persone
  • Difficoltà: Facile

Procedimento

Dividete in due carote e zucchine nel senso della lunghezza e riducetele a lamelle sottili con una mandolina. Tagliate a lamelle anche il pomodoro. Scaldate 3 cucchiai di olio in una padella, unite lo spicchio d’aglio schiacciato e lasciate rosolare a fuoco dolce per un paio di minuti, quindi eliminatelo.

Unite all’olio aromatizzato le zucchine e le carote e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 8 minuti, senza farle stracuocere, aggiungendo anche lo zafferano sciolto in poca acqua calda. Unite i pomodori, salate e pepate.

Mantecate le orecchiette scolate al dente nella padella delle verdure a fuoco vivace, unendo anche poca acqua di cottura della pasta. Servite nei piatti completando con una generosa spolverata di pecorino grattugiato.

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SEZ.RICETTE Antipasto Gold: Limoni di Amalfi al forno con mozzarella di bufala

20 Marzo 2017, 11:07am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.RICETTE Antipasto Gold: Limoni di Amalfi al forno con mozzarella di bufala

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi vi proponiamo una ricetta meravigliosa, originale e facile da preparare, da lasciare senza parole per la delicatezza di sapore e aroma. Elemento principale sono i Limoni di Amalfi, che saranno serviti come antipasto oppure anche come stuzzichino da accompagnare all’aperitivo.

Ingredienti per 4 persone

2 Limoni di Amalfi (in alternativa 2 limoni grossi biologici)

1 o 2 mozzarelle di bufala da 150 g

4 foglie di basilico fresco

4 pomodorini ciliegini belli maturi

Sale, origano e filetti d’acciuga sott’olio

Prima di iniziare riscaldare il forno a 200°,  lavate per bene i limoni e rimuovetene  le due estremità , poi con un coltello tagliateli in modo da ricavarne dei dischi dello spessore di 2,5 cm.

Svuotate la polpa dei limoni con un coltellino per ricavare 4 anelli, il nostro obiettivo è quello di inserire la mozzarella nel limone, perché cuocendo ne assorbirà tutto il delizioso profumo.

Una volta in forno la mozzarella fondendosi tenderà a fuoriuscire, quindi sarà meglio mettere su un tagliere una carta da forno , o una foglia di limone, e appoggiarci  sopra l’anello di buccia.

Tagliate una fettina di mozzarella e appoggiatela dentro l’anello di limone, poi tagliate i pomodorini a fettine e ricoprite la mozzarella, metteteci sopra una foglia di basilico, l’acciuga (se non piace potete anche non metterla), un pizzico di sale e pepe.

Ricoprite il tutto poi con un’ altra fetta di mozzarella. A questo punto il limone di Amalfi dovrebbe essere colmo.

Mettete il tutto in forno già caldo a 200 ° per 10 minuti finchè saranno dorati.

Togliete la teglia dal forno e lasciateli raffreddare per qualche minuto, poi serviteli con dei crostini caldi.

Mangiate la mozzarella con il cucchiaio.

Ricetta consigliata caldamente, perchè sono questi Limoni di Amalfi così cucinati sono davvero qualcosa di strepitoso: vedrete che il limone darà un sapore strabiliante alla mozzarella di bufala.

 

Fonte: forum di Cookaround

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SEZ. RICETTE Zeppole di San Giuseppe, la ricetta della Pasticceria Pansa di Amalfi

19 Marzo 2017, 09:22am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Zeppole di San Giuseppe, la ricetta della Pasticceria Pansa di Amalfi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel pieno rispetto della tradizione non mancheranno, nemmeno quest'anno, le tradizionali zeppole di San Giuseppe, le caratteristiche ciambelle di pasta choux guarnite con un ciuffo di crema pasticciera e un'amarena. Tra i classici della nobile tradizione pasticciera partenopea, le origini di questa leccornìa sono antichissime: risalgono con ogni probabilità al 500 a.C. quando a Roma si celebravano le Liberalia, le feste delle divinità dispensatrici del vino e del grano, nel giorno del 17 marzo. In onore a Sileno, compagno di bagordi e "precettore" di Bacco, si bevevano fiumi di rosso nettare e si friggevano profumate frittelle di frumento.
Quest'anno è la storica Pasticceria Pansa di Amalfi, scrigno dei dolci tesori,a fornirci la ricetta da condividere con i nostri lettori.
Materie prime ricercate, rispetto della tradizione, sacrificio e professionalità: questi gli ingredienti principali della produzione Pansa, che è limitata, proprio a garanzia di qualità e raffinatezza. Pasticceria Pansa è un marchio di fabbrica, tra i più prestigiosi d'Italia, da 185 anni: dallo scorso novembre è incluso nella prestigiosa guida Pasticceri&Pasticcerie del Gambero Rosso (edizione 2016) con "due torte speciali" (secondo miglior piazzamento nazionale).
Ingredienti per una dose di 20 Zeppole di San Giuseppe:

 
1 litro acqua 100 gr di burro
1 kg farina 00
10 gr di sale
12-15 uova fresche
olio di semi di arachidi S.Q.
Zucchero a velo S.Q.
Crema pasticciera S.Q.
Amarene S.Q.
Portiamo a ebollizione un litro d' acqua e 100 grammi di burro, aggiungiamo un chilo di farina 00 con 10 grammi di sale e procediamo con la cottura a fiamma lenta fino all'amalgamarsi del composto. Successivamente versiamo il composto in un recipiente e aggiungiamo progressivamente circa 12-15 uova fresche, con lo scopo di ottenere un impasto che deve divenire sempre più morbido, pur conservando un certo grado di solidità. Raggiunto l'obiettivo, inseriamo l'impasto nel sac a poche e modelliamo le nostre ciambelle su teglie precedentemente coperte da carta da forno.
Ora sì che siamo pronti per affrontare il momento topico: la frittura. Prepariamo due padelle con una dose abbondante di un buon olio di semi di arachidi; nella prima immergiamo le nostre ciambelle preoccupandoci che l'olio non sia eccessivamente bollente: questa prima fase ci occorre per far sì che le zeppole si gonfino al punto giusto.
Quindi, passiamo le nostre zeppole nella seconda padella dove la temperatura dell'olio non deve essere inferiore ai 170 gradi. Questa è la fase decisiva della frittura: la zeppola deve essere tirata fuori quando ha raggiunto il giusto grado di fragranza e un bel colore dorato.
A questo punto non ci resta che passarle su carta assorbente e attendere che raffreddino, dopodiché completiamo il nostro lavoro decorandole con i classici rosoni di crema pasticciera, zucchero a velo e delle gustosissime amarene.
Buon San Giuseppe e buona Festa del Papà!
www.pasticceriapansa.it 
IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SEZ. RICETTE La migliore pasticceria sposa i vini da dessert. Ci sono Pansa e De Riso A CURA DI MICHELE PAPPACODA

18 Marzo 2017, 11:01am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE La migliore pasticceria sposa i vini da dessert. Ci sono Pansa e De Riso A CURA DI MICHELE PAPPACODA
 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta a Napoli un importante evento dedicato ai migliori dolci d’Italia. Giovedì 23 marzo l’appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della pasticceria è a Città del gusto dove dalle 20 va in scena «Pasticceri e Pasticceria 2017».Nel corso della serata verrà celebrata la Guida Pasticceri & Pasticcerie d’Italia con i protagonisti premiati con due e tre torte all’interno del prestigioso lavoro firmato Gambero Rosso.L’evento avrà luogo nello splendido Castello de Vita, in via Manzoni 254, un’incantevole dimora storica dove l’arte dolciaria italiana selezionata da Città del gusto Napoli, si fonderà con i lussureggianti vigneti in cui è immerso il castello, affacciato al Golfo di Napoli.I migliori dolci d’Italia, portavoce della tradizione dolciaria delle diverse regioni dello Stivale, saranno abbinati ad un’attenta selezione di vini da dessert e da meditazione, per offrire una serata esclusiva in ogni suo dettaglio e con una connotazione tecnica grazie alla presenza delle migliori pasticcerie, premiate con Due torte all’interno della Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Protagonisti della serata saranno le pasticcerie fregiate con due e tre torte: Pasticceria Sal De Riso Minori, Maison Manilia, Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro Pasticceria Pasquale Marigliano (per le tre torte),  Pasticceria De Vivo di Pompei, Sabatino Sirica, Pasticceria Pansa Amalfi, Gran Caffè Ratto, Pasticceria Ciccio’ Del Duomo, Pasticceria Svizzera, Pasticceria Mignone, Dolciarte di Carmen Vecchione e Al Capriccio.Alle ore 20 l’evento si apre al pubblico con un viaggio tra le eccellenze dell’Italia dolciaria, abbracciando le proposte rappresentative dei diversi maestri pasticceri e vini da dessert e da meditazione, presentati nei banchi d’assaggio curati dai sommelier dell’ AIS Campania.L’evento Pasticceri & Pasticcerie è a posti limitati e sarà possibile partecipare tramite prenotazione o tramite acquisto preventivo  del biglietto di ingresso (costo 20 euro)sul sito cittadelgustonapoli.itTra i protagonisti anche due nomi celebri della Costiera Amalfitana: Sal De Riso e Pansa.Artigiano e imprenditore, Sal De Riso ha saputo tradurre ed esprimere in dolci raffinati i migliori prodotti del suo territorio e a raccontarli oltre confine, in Italia e all’estero. La parata di delizie irresistibili inizia al mattino con lievitati e brioche di ogni tipo. Innumerevoli le monoporzioni, dalla caprese alla delizia al limone. Da non perdere il panettone, proposto tutto l’anno, sintesi perfetta tra sapore e morbidezza. La Costiera Amalfitana ha trovato tanti anni fa uno dei suoi più virtuosi e appassionati interpreti in un grande pasticcere premiato con Tre Torte della prestigiosa Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Fondata nel 1830, la Pasticceria Pansa ha mantenuto immutato il fascino trasmesso dall’arredamento ottocentesco ricevendo nel Febbraio del 2001 il prestigioso riconoscimento dell’iscrizione all’albo dell’associazione culturale dei Locali Storici d’Italia, considerato a giusta ragione uno degli ambienti di produzione e degustazione dolciaria più antichi della regione Amalfitana.La pasticceria premiata con Due Torte nella prestigiosa Guida Pasticceri& Pasticcerie 2017 oggi vede al timone la quinta generazione della stessa famiglia con Nicola e Andrea autentici ambasciatori di un gusto d’altri tempi.Le parole chiave sono: continua ricerca e altissima qualità delle materie prime.
Sa deliziare i suoi clienti con una vasta offerta che va dalla classica pasticceria napoletana ai lievitati per la prima colazione senza rinunciare alla costante innovazione con la sua proposta di scorzette ricoperte di cioccolato e la sua crema di nocciole di Giffoni ”Squisita”.

http://amalfinotizie.it/napoli-la-migliore-pasticceria-sposa-i-vini-da-dessert-ci-sono-pansa-e-de-riso/

 

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SEZ RICETTE Costa d’Amalfi: la Ricotta e Pere di De Riso compie 20 anni. E’ la torta più imitata

17 Marzo 2017, 09:43am

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SEZ RICETTE Costa d’Amalfi: la Ricotta e Pere di De Riso compie 20 anni. E’ la torta più imitata

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Racchiude l’essenza della Costa d’Amalfi: pere pennate di Agerola, ricotta di Tramonti e qualche inconfessabile segreto. Come ad esempio rendere quel pan di spagna alle nocciole di Giffoni così straordinariamente delicato al palato.Sono questi gli ingredienti della torta più imitata d’Italia. La Ricotta e Pere di Sal De Riso, una golosa invenzione del maestro pasticcere di Minori che il prossimo agosto compirà vent’anni.Una delle torte più diffuse nel mondo al punto da comparire nelle carte dei dolci dei ristoranti di quasi tutti i contenti. Un prodotto, perfettamente riuscito e forse per questo maggiormente “copiato”.«Vent’anni fa pensai a una torta che sintetizzasse l’anima della gente della Costiera Amalfitana – racconta Sal De Riso – e pensai a quest’unione tra due prodotti semplici: la ricotta e le dolci e pastose pere pennate. Il primo molto utilizzato in pasticceria, l’altro decisamente meno».La ricotta e pere di Sal De Riso nacque in un’estate del 1997 nel primo laboratorio ai piedi della maestosa basilica della Trofimena. Il regno di Sal, prima della scalata all’olimpo della pasticceria che conta e il trasferimento nella sede di Tramonti dove sforna tra l’altro i suoi inimitabili lievitati a Natale e Pasqua.«Ho registrato il marchio, così come quello delle Delizie al limone amalfitano e di altri miei prodotti ma, ormai, la ricotta e pere è imitata da pasticcerie e da catene alimentari – confessò Sal De Riso in un’intervista di qualche anno fa – L’importante è che provochi emozioni, anche se è preferibile che a darle sia l’originale».La notizia del ventennale arriva ora dal Messaggero, che a distanza di qualche giorno dalla querelle sull’utilizzo improprio della foto di una torta di Sal De Riso associata a un fatto cronaca, esalta una grande produzione dolciaria italiana.«Un inno al gusto a tutta salute, boccone dopo boccone» scrive la giornalista che ha dedicato alla più copiata delle torte un intero servizio sul quotidiano nazionale. E tra i tanti estimatori di uno dei dolci più buoni in assoluto c’è anche Michelle Obama, la moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti.Il luogo dell’assaggio e del peccato di gola è l’esclusivo ristorante italiano di Washington, «Café Milano» dove Franco Nuschese, altro minorese doc, esalta la migliore tradizione italiana negli States.

AMALFI NOTIZIE 

 

 

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SEZ. RICETTE Calamari, salmone e verdure in padella

16 Marzo 2017, 08:45am

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SEZ. RICETTE  Calamari, salmone e verdure in padella

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 250 gr di calamari aperti e puliti
  • 400 gr di salmone
  • 3 zucchine medie
  • 2 patate medie
  • 1 pomodoro ramato
  • 20 olive nere in salamoia
  • vino bianco
  • timo
  • olio
  • sale e pepe
  • Tempo Preparazione: 15 minuti
  • Tempo Cottura: 30 minuti circa
  • Dosi: 2 persone
  • Difficoltà: Facile

Preparazione

Dividere il salmone in 4 parti, disporlo in un piatto fondo con i calamari, spruzzare con poco vino bianco, coprire e passare in frigorifero per 30 minuti.

Tagliare le zucchine e le patate a rondelle sottili, poi saltarle in padella separatamente con pochissimo olio e sale. Tenere da parte.

Sgocciolare il salmone e cuocerlo in padella allo stesso modo delle verdure, voltandolo più volte delicatamente.

Quando il pesce è quasi cotto unire i calamari e cuocere per breve tempo.

Rimettere in una altra padella le verdure a fuoco medio per 2 minuti circa, unendo il pomodoro a cubetti, le olive e un cucchiaino di foglioline di timo tritate. Regolare di sapore con sale e pepe.

Disporre le verdure sul piatto da portata, completare con il salmone e i calamari, un filo d’olio e una macinata di pepe.

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SEZ. RICETTE Ndunderi di Minori: origine, storia e ricetta tradizionale A CURA DI MICHELE PAPPACODA

15 Marzo 2017, 10:41am

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SEZ. RICETTE Ndunderi di Minori: origine, storia e ricetta tradizionale A CURA DI MICHELE PAPPACODA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tutti ritengono Gragnano, capitale della pasta, ma non conosco bene la storia degli ndunderi.Pochi sanno che i pastai di Minori, che nel 700 valicarono i monti lattari, giunsero a Gragnano e, con l’utilizzo di un macchinario chiamato “marchingegno”, diedero inizio alla produzione industriale della pasta.Una delle paste che ancora oggi viene più prodotta a Minori e dintorni son gli ‘ndunderi, una sorta di gnocchi giganti per intenderci, preparati con farina, uova, ed altri ingredienti.La loro origine risale al ’900, sembra infatti che le massaie del tempo abbiano dato vita a questa spettacolare ricetta utilizzando come ingredienti farina di farro e il caglio, poi con il passare del tempo, una volta capita la loro importanza a livello culinario , gli ndunderi di Minori sono stati prodotti anche dai pastifici artigianali di Minori e della costiera Amalfitana. Gli ndunderi sono il piatto tradizionale per la festa di Santa Trofimena, protettrice di Minori.Ma vediamo adesso alla preparazione degli nduderi con il sugo classico che li accompagna, fatto con il pomodoro:Ingredienti per 4: 250 gr di ricotta di mucca fresca, 3 tuorli d’uovo, 200 gr di farina tipo 00, 50 gr di caciocavallo grattugiato, sale, pepe, una spolverata di noce moscata e pomodorini.Per la preparazione del sugo occorrono: 1 cipolla piccola, olio extra vergine d’oliva e sale q.b. basilico, 100 gr di scamorza affumicata che va sciolta nel sugo di pomodoro.Mettiamo sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungiamo i tuorli d’uovo, la ricotta setacciata, il formaggio grattugiato, la noce moscata il sale ed il pepe.Amalgamiamo e lavoriamo l’impasto fino a che diventi morbido e compatto  in modo da ottenere un cordone cilindrico che andremo a tagliare in pezzetti.Per renderli concavi basta fare scivolare la pasta sui dentini di una forchetta oppure su una grattugia, con un po’ di forza.Una volta pronti cuoceteli in acqua e sale per circa 15 minuti.Per la preparazione del sugo fate soffriggere in una padella con un po’ di olio la cipolla, aggiungete  i pomodorini a pezzetti  e la scamorza e fate cuocere per non più di 5 minuti. Terminata la cottura salate e pepate, se volete potete dare anche una  spolverata di basilico.Fate saltare gli Nduderi per qualche minuto, nella padella con la salsa preparata, impiattate  e buon appetito.

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SEZ. RICETTE Linguine del pezzente: la ricetta originale di Conca dei Marini

14 Marzo 2017, 10:46am

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SEZ. RICETTE Linguine del pezzente: la ricetta originale di Conca dei Marini

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Se vi trovate a Conca dei Marini, la splendida località della Costiera amalfitana, dopo aver visitato le meraviglie del posto, come la Grotta dello Smeraldo, fermatevi in qualche locale tipico e chiedete di farvi servire un piatto particolare e molto saporito: le linguine del pezzente. Come si intuisce dal suo nome, questo piatto è proprio di una cucina povera, ma di una bontà assoluta. Viene fatto con ingredienti genuini, ricchi di sapori e naturalmente rispettando la tradizione locale. Nella sua preparazione si sposano, ancora una volta, prodotti contadini con altri di origine marinara, come spesso accade nella tradizione gastronomica della Divina Costiera. È un piatto che puo’ essere servito sia d’inverno che in estate, molto facile e veloce da preparare, un piatto ricco di sapori, con il quale stupirete parenti e amici Ma vediamo come si preparano le linguine del pezzente.

Partiamo con gli ingredienti per quattro persone.

Comprate 400 gr di linguine (preferibilmente pasta di Gragnano), 200 gr di baccalà, 100 gr di noci sgusciate, 4 acciughe salate, olio, aglio, sale, prezzemolo tritato e peperoncino.

Dopo aver raccolto tutti gli ingredienti necessari, prepariamo questo squisito piatto.

Prendete una padella abbastanza grande e fateci rosolare un poco d’olio di oliva, due spicchi d’aglio e il peperoncino tritato .

Aggiungete 200 gr di baccalà già ammollato in precedenza e tagliato a pezzettini , 4 acciughe lavate, spezzettate finemente e deliscate, le noci sgusciate, e alla fine salate il tutto.

Prima di aggiungere le noci è importante pestarle in un mortaio oppure tritarle a granuli.

Diluite il tutto con due/ tre cucchiai di acqua calda e fate cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti, rimestando di tanto in tanto.

Fatto ciò cuocete separatamente le linguine, meglio che siano al dente, scolatele e aggiungetele al sugo fatto in precedenza.

Mescolate il tutto e aggiungete un cucchiaio di olio di oliva e il prezzemolo tritato.

A questo punto potete serve a tavole le linguine del Pezzente e gustarle con amici e parenti.

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