SEZ. RICETTE Ricetta Fegato alla Veneziana, Scopri Come Prepararlo al Meglio! A CURA DI MICHELE PAPPACODA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA
La ricetta
Ingredienti
- 500 g di fegato a fette, di vitellone
- 2 cipolle grandi di Chioggia
- 40 g di burro
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- un ciuffetto di prezzemolo
- un pizzico di sale
- un pizzico di pepe
- 2 cucchiai di aceto di vino bianco
Sbucciamo le cipolle, tagliamole e fettine sottili e mettiamole da parte. In una padella antiaderente mettiamo a riscaldare metà del burro e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
A fiamma bassa lasciamo che il burro diventi liquido poi uniamo le cipolle e lasciamole appassire tenendo sempre la fiamma molto bassa. A metà cottura aggiungiamo l’aceto e lasciamolo sfumare completamente.
Laviamo il fegato e tagliamolo a striscioline lunghe circa 4 centimetri e spesse 2. Lasciamole scolare in un colapasta.
In un’altra padella versiamo il resto del burro e l’altro cucchiaio di olio. Lasciamo sempre che si riscaldino a temperatura bassa poi alziamo la fiamma e uniamo i bastoncini di fegato.
Facciamo saltare per 5 minuti mescolando di tanto in tanto per permettere una cottura omogenea. A circa 2 minuti dalla fine uniamo le cipolle e il prezzemolo dopo averlo sminuzzato fino fino, mescoliamo ancora poi spegniamo la fiamma.
Il fegato alla veneziana ora è pronto per essere servito naturalmente molto caldo: evitiamo di farlo raffreddare, dato che diventa in pochi minuti davvero immangiabile, diventando gommoso e duro.
AMALFI NOTIZIE
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)



A CURA DI MORENA MOTTA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi vi proponiamo una ricetta meravigliosa, originale e facile da preparare, da lasciare senza parole per la delicatezza di sapore e aroma. Elemento principale sono i Limoni di Amalfi, che saranno serviti come antipasto oppure anche come stuzzichino da accompagnare all’aperitivo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel pieno rispetto della tradizione non mancheranno, nemmeno quest'anno, le tradizionali zeppole di San Giuseppe, le caratteristiche ciambelle di pasta choux guarnite con un ciuffo di crema pasticciera e un'amarena. Tra i classici della nobile tradizione pasticciera partenopea, le origini di questa leccornìa sono antichissime: risalgono con ogni probabilità al 500 a.C. quando a Roma si celebravano le Liberalia, le feste delle divinità dispensatrici del vino e del grano, nel giorno del 17 marzo. In onore a Sileno, compagno di bagordi e "precettore" di Bacco, si bevevano fiumi di rosso nettare e si friggevano profumate frittelle di frumento.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per la prima volta a Napoli un importante evento dedicato ai migliori dolci d’Italia. Giovedì 23 marzo l’appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della pasticceria è a Città del gusto dove dalle 20 va in scena «Pasticceri e Pasticceria 2017».Nel corso della serata verrà celebrata la Guida Pasticceri & Pasticcerie d’Italia con i protagonisti premiati con due e tre torte all’interno del prestigioso lavoro firmato Gambero Rosso.L’evento avrà luogo nello splendido Castello de Vita, in via Manzoni 254, un’incantevole dimora storica dove l’arte dolciaria italiana selezionata da Città del gusto Napoli, si fonderà con i lussureggianti vigneti in cui è immerso il castello, affacciato al Golfo di Napoli.I migliori dolci d’Italia, portavoce della tradizione dolciaria delle diverse regioni dello Stivale, saranno abbinati ad un’attenta selezione di vini da dessert e da meditazione, per offrire una serata esclusiva in ogni suo dettaglio e con una connotazione tecnica grazie alla presenza delle migliori pasticcerie, premiate con Due torte all’interno della Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Protagonisti della serata saranno le pasticcerie fregiate con due e tre torte: Pasticceria Sal De Riso Minori, Maison Manilia, Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro Pasticceria Pasquale Marigliano (per le tre torte), Pasticceria De Vivo di Pompei, Sabatino Sirica, Pasticceria Pansa Amalfi, Gran Caffè Ratto, Pasticceria Ciccio’ Del Duomo, Pasticceria Svizzera, Pasticceria Mignone, Dolciarte di Carmen Vecchione e Al Capriccio.Alle ore 20 l’evento si apre al pubblico con un viaggio tra le eccellenze dell’Italia dolciaria, abbracciando le proposte rappresentative dei diversi maestri pasticceri e vini da dessert e da meditazione, presentati nei banchi d’assaggio curati dai sommelier dell’ AIS Campania.L’evento Pasticceri & Pasticcerie è a posti limitati e sarà possibile partecipare tramite prenotazione o tramite acquisto preventivo del biglietto di ingresso (costo 20 euro)sul sito cittadelgustonapoli.itTra i protagonisti anche due nomi celebri della Costiera Amalfitana: Sal De Riso e Pansa.Artigiano e imprenditore, Sal De Riso ha saputo tradurre ed esprimere in dolci raffinati i migliori prodotti del suo territorio e a raccontarli oltre confine, in Italia e all’estero. La parata di delizie irresistibili inizia al mattino con lievitati e brioche di ogni tipo. Innumerevoli le monoporzioni, dalla caprese alla delizia al limone. Da non perdere il panettone, proposto tutto l’anno, sintesi perfetta tra sapore e morbidezza. La Costiera Amalfitana ha trovato tanti anni fa uno dei suoi più virtuosi e appassionati interpreti in un grande pasticcere premiato con Tre Torte della prestigiosa Guida Pasticceri&Pasticcerie 2017.Fondata nel 1830, la Pasticceria Pansa ha mantenuto immutato il fascino trasmesso dall’arredamento ottocentesco ricevendo nel Febbraio del 2001 il prestigioso riconoscimento dell’iscrizione all’albo dell’associazione culturale dei Locali Storici d’Italia, considerato a giusta ragione uno degli ambienti di produzione e degustazione dolciaria più antichi della regione Amal
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Racchiude l’essenza della Costa d’Amalfi: pere pennate di Agerola, ricotta di Tramonti e qualche inconfessabile segreto. Come ad esempio rendere quel pan di spagna alle nocciole di Giffoni così straordinariamente delicato al palato.Sono questi gli ingredienti della torta più imitata d’Italia. La Ricotta e Pere di Sal De Riso, una golosa invenzione del maestro pasticcere di Minori che il prossimo agosto compirà vent’anni.Una delle torte più diffuse nel mondo al punto da comparire nelle carte dei dolci dei ristoranti di quasi tutti i contenti. Un prodotto, perfettamente riuscito e forse per questo maggiormente “copiato”.«Vent’anni fa pensai a una torta che sintetizzasse l’anima della gente della Costiera Amalfitana – racconta Sal De Riso – e pensai a quest’unione tra due prodotti semplici: la ricotta e le dolci e pastose pere pennate. Il primo molto utilizzato in pasticceria, l’altro decisamente meno».La ricotta e pere di Sal De Riso nacque in un’estate del 1997 nel primo laboratorio ai piedi della maestosa basilica della Trofimena. Il regno di Sal, prima della scalata all’olimpo della pasticceria che conta e il trasferimento nella sede di Tramonti dove sforna tra l’altro i suoi inimitabili lievitati a 
A CURA DI MORENA MOTTA 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tutti ritengono Gragnano, capitale della pasta, ma non conosco bene la storia degli ndunderi.Pochi sanno che i pastai di Minori, che nel 700 valicarono i monti lattari, giunsero a Gragnano e, con l’utilizzo di un macchinario chiamato “marchingegno”, diedero inizio alla produzione industriale della pasta.Una delle paste che ancora oggi viene più prodotta a Minori e dintorni son gli ‘ndunderi, una sorta di gnocchi giganti per intenderci, preparati con farina, uova, ed altri ingredienti.La loro origine risale al ’900, sembra infatti che le massaie del tempo abbiano dato vita a questa spettacolare ricetta utilizzando come ingredienti farina di farro e il caglio, poi con il passare del tempo, una volta capita la loro importanza a livello culinario , gli ndunderi di Minori sono stati prodotti anche dai pastifici artigianali di Minori e della costiera Amalfitana. Gli ndunderi sono il piatto tradizionale per la festa di Santa Trofimena, protettrice di Minori.Ma vediamo adesso alla preparazione degli nduderi con il sugo classico che li accompagna, fatto con il pomodoro:Ingredienti per 4: 250 gr di ricotta di mucca fresca, 3 tuorli d’uovo, 200 gr di farina tipo 00, 50 gr di caciocavallo grattugiato, sale, pepe, una spolverata di