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sez ricette

SEZ. RICETTE CARCIOFI ARROSTITI A CURA DI MORENA MOTTA

13 Marzo 2017, 13:03pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE CARCIOFI ARROSTITI  A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA La Campania è la maggiore produttrice di carciofi, e quindi questo ortaggio è protagonista di numerose ricette, e non ultima, quella dei carciofi arrostiti, in dialetto ‘e carcioffole arrostute.Per preparare i carciofi arrostiti made in Campania, servono dei particolari tipi di carciofi detti “Mammarelle”, così li chiamano in quel di Napoli.Le “Mammarelle” sono i primi carciofi quelli che arrivano sulle nostre tavole tra Marzo e Aprile, letteralmente sono dei “carciofi mamma” cioè proprio le primizie, dopo i quali arriveranno i secondi carciofi “figli e nipoti”.Potete usare per questa preparazione anche i carciofi di Schito, originari di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli: sono una varietà senza spine e molto simile al carciofo romano, molto grossi, larghi e non molto lunghi.I carciofi arrostiti, tradizionalmente vengono preparati e consumati per la Pasquetta, però nulla ci vieta di cucinarli anche prima, e perchè no la Domenica, che si ha più tempo anche per preparare la brace o la griglia.Ecco come fare i carciofi arrostiti alla Campana.Per prima cosa tagliate il gambo dei carciofi; non tagliatelo tutto, lasciate un pochino di gambo per infilarlo nella brace, tenendolo in piedi.Allargate poi le foglie dei carciofi infilando il manico del cucchiaio in ogni “giro di foglie” facendo leva per fare spazio.Sciacquate poi i carciofi bene bene con acqua, avendo cura di pulire bene anche gli spazi tra le foglie; dopo, metteli a sgocciolare a testa in giù per un pò e poi asciugateli con un pò di carta.Mettete i carciofi in piedi, fatelo in una teglia o in una pentola, per poterli riempire facilmente: cospargeteli quindi di sale, prezzemolo, aglio tritato, pepe e olio.Gli ingredienti del “ripieno” vanno messi per la maggior parte al centro del carciofo, e qualcosina dentro i vari “giri di foglie”.State attenti a mettere la giusta quantità di olio, non siate avari, perchè altrimenti il carciofo non cuocerà bene.A brace pronta, infilate i carciofi per il poco di gambo che è rimasto, e cuocete almeno 40 minuti, se i carciofi sono piccoli, altrimenti di più, bagnandoli con olio per non farli seccare, e girandoli spesso in modo da farli cuocere uniformemente.Quando i carciofi arrostiti saranno cotti, le foglie bruciate andranno tolte.I carciofi arrostiti, così preparati saranno pronti per essere mangiati in ogni loro parte.Verranno buoni se rispetterete ogni passo della ricetta, del resto un proverbio napoletano dice ” ‘a carcioffola s’ammonna fronna a ffronna” cioè “il carciofo si monda brattea a brattea” il che vuole significare che le cose si fanno poco per volta se si vogliono avere buoni risultati.Buon appetito!

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SEZ. RICETTE Alici fritte imbottite: una delizia per il palato se si usano quelle di Cetara A CURA DI MICHELE PAPPACODA

12 Marzo 2017, 15:06pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Alici fritte imbottite: una delizia per il palato se si usano quelle di Cetara A CURA DI MICHELE PAPPACODA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Un pranzo o una cena in famiglia non sono completi senza dei secondi piatti davvero saporiti. Una ricetta facile da preparare e di successo garantito sono le alici fritte imbottite, tipico della Costiera Amalfitana.Le alici, prima considerate un “pesce povero”, negli ultimi anni hanno invaso la gastronomia locale, divenendo un ingrediente fondamentale di numerosi piatti e protagonista di alcune sagre come “Le giornate del pesce azzurro”, giornate che rallegrano ogni anno l’estate a Cetara, e “La festa del Pesce azzurro”, che si tiene ad Atrani, comune di pescatori da secoli.Nei secoli passati, quando d’inverno non si poteva andare a pesca, le famiglie cetaresi custodivano qualche piccola risorsa nella dispensa: una di queste risorse era la “colatura di alici”, oggi piuttosto richiesta per la preparazione di deliziosi primi.Una ricetta, quella delle alici fritte, che unisce i sapori del mare  a quelli della terra, ed è l’esempio di  come trasformare dei semplici filetti di un pesce povero in un delizioso e saporito secondo piatto, adatto anche ad un’occasione importante.Per ottenere un secondo piatto molto gustoso usiamo le Alici di Cetara: certamente questa ricetta conquisterà anche quelli che non hanno tanta dimestichezza con la preparazione del pesce, perchè è davvero molto semplice.Corriamo insieme in cucina e prepariamo queste squisite alici fritte imbottite, che sicuramente conquisteranno grandi e piccini.

Ingredienti:

1kg di alici, 150gr di provola affumicata, farina, 3 uova, pan grattato, sale, pepe, olio per friggere.

Vediamo come preparare questo squisito piatto:

La prima cosa da fare, forse la piu’ lunga, è la pulizia delle alici, un’operazione che potete fare anche il giorno prima, conservando le alici in frigo.

Dopo aver pulito le alici tagliate il provolone a fettine, la lunghezza delle fette dipende da quella delle alici, perché non devono uscire fuori dal corpo, e aggiungete un pezzetto di provola nel mezzo delle alici.

Passatele prima nella farina, poi nelle uova battute con sale e pepe e infine nel pangrattato.

Ora non vi resta che friggere le Alici ripiene nell’olio di semi bollente.

Se non volete friggere le alici imbottite, potete tranquillamente cuocerle in forno caldo a 180° per una quindicina di minuti, prima di infornare versate un filo d’olio.

Ps ma farle fritte… è un’altra storia!

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SEZ. RICETTE RISOTTO AI FUNGHI A CURA DI MORENA MOTTA

11 Marzo 2017, 09:34am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE RISOTTO AI FUNGHI A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA

Preparazione
35 min
Difficoltà
Facile
Porzioni
4
Costo
Basso
Presentazione
Risotto ai funghi
Il risotto ai funghi è un'intramontabile classico della cucina Italiana.
Famoso in tutte le regioni della nostra penisola, è semplice da preparare ma di grande effetto nelle nostre cene importanti, come anche nella tavola di tutti i giorni.
I funghi sono un ingrediente tipico dell'autunno-inverno, scegliamo perciò materie prime freschissime e prepariamo questo buonissimo primo piatto nella stagione fredda.
Il nostro chef Massimo Martina ci svela tutti i segreti per preparare al meglio questo risotto.

Ingredienti

300 g di riso Carnaroli o Arborio
400 g di funghi freschissimi (scegliere la tipologia a seconda del proprio gusto)
1/2 cipolla
1 l di brodo vegetale
50 g di parmigiano grattugiato
burro q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
1 calice di vino bianco
1 mazzetto di prezzemolo fresco
olio EVO q.b.
Preparazione
Per prima cosa dobbiamo pulire per bene e mondare i nostri funghi molto finemente
Facciamo soffriggere i funghi tritati in una padella antiaderente insieme al prezzemolo tritato ed un filo d'olio.
I funghi dovranno cuocere una decina di minuti circa.
Nel frattempo prepariamo un semplice brodo vegetale con un litro d'acqua, in cui metteremo a bollire un gambo di sedano, una carota, una patata e una zucchina. In mancanza di tempo o se si preferisce, utilizzare un dado vegetale.
In una casseruola ampia mettiamo a soffriggere, con dell'olio extravergine di oliva, mezza cipolla tritata finemente. Lasciamo imbiondire a fuoco vivo e inseriamo quindi il riso, mescolando delicatamente.
Il riso deve tostare uniformemente per circa 3 minuti.
Sfumiamo ora con il vino bianco (dopo aver creato un "buco" al centro della pentola in modo che il vino non venga versato direttamente sul riso) dopodichè aggiungiamo, con il mestolo, una quantità di brodo bollente tale da ricoprire il tutto.
Ogni volta che vedremo il liquido assorbirsi, aggiungiamo un mestolo di brodo caldo.
Quando il nostro riso sarà arrivato quasi a fine cottura, aggiungiamo i funghi cotti in precedenza.
Continuiamo a cuocere mescolando spesso, aggiungiamo pepe a piacimento e aggiustiamo di sale.
A fine cottura aggiungiamo i 50 g di parmigiano e mantechiamo con la noce di burro.
Trasferiamo il risotto in un piatto di portata e serviamo ben caldo, dopo averlo fatto riposare per qualche minuto.

Consigli
I funghi non devono essere lavati sotto il getto dell'acqua corrente: assorbirebbero molta acqua. Puliamoli con un panno umido eliminando il terriccio residuo.
Lasciar sempre tostare il riso per 3 minuti prima di aggiungere il brodo, affinché i chicchi prendano subito il bollore.
Mescolare spesso il riso in cottura, per fare in modo che l'amido si distribuisca e non si attacchi al fondo della pentola.
Se non amiamo il gusto deciso della cipolla, mettiamola a soffriggere tagliata a fette grosse, così da eliminarla prima dell'inserimento del riso.

Vino da abbinare
Ricordiamo che il gusto del vino non deve prevaricare il gusto del risotto.

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SEZ. RICETTE Sugo alla Norma: Come Preparare la Pasta con una Ricetta Squisita!

10 Marzo 2017, 10:42am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Sugo alla Norma: Come Preparare la Pasta con una Ricetta Squisita!

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La pasta alla Norma è forse uno dei piatti più conosciuti della cucina siciliana. Un primo piatto molto semplice ma che sprigiona i tipici sapori di una terra baciata dal sole dove gli ortaggi racchiudono un gusto unico al mondo.Con pochi e semplici ingredienti, e dalle sapienti mani delle massaie, si realizza un piatto davvero squisito imitato in tutto i mondo e realizzato anche in numerose varianti con aggiunta di altri ingredienti, come ad esempio il parmigiano messo a sostituzione della ricotta salata, un formaggio dal gusto più forte e deciso.Una versione molto stuzzicante prevede la cottura in forno, una versione molto apprezzata soprattutto per la consistenza croccante e asciutta in superficie che la rende davvero invitante.Le versioni possono essere differenti, in quanto troviamo diverse varianti (sugo alla norma rosso e sugo alla norma bianco), così come variano i tipi di pasta adoperati (spaghetti alla normapenne alla norma…): sperimentate per scegliere quale preferite!

Origini del nome

Come per ogni piatto tipico l’origine del nome è legato a varie supposizione o spesso, anche a varie leggende.

Per la pasta alla Norma la versione più accreditata sull’origine del nome è data dalla supposizione che la pasta doveva essere eseguita ” a norma” cioè ben fatta.

Un’altra fonte vuole che a dare il nome a questo piatto fu il commediografo siciliano Nino Martoglio che, davanti ad un piatto fumante di pasta e melanzane, per descriverne l’eccezionale bontà escalmò “E’ una Norma

Pasta alla norma: ricette. La variante con il pomodoro

Ingredienti

  • 700 g di pomodori maturi
  • 350 g di pennette rigate
  • 150 g di ricotta salalta grattugiata
  • 2 melanzane scure
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 foglie di basilico fresco
  • un pizzico di sale fino
  • abbondante sale grosso
  • un pizzico di pepe
  • 1 litro di olio di semi di arachide

Preparazione

Laviamo con cura le melanzane ed asciughiamole con un canovaccio pulito. Disponiamole su un tagliere e, con un coltello ben affilato, togliamo le due estremità.

Ora tagliamole a tocchetti di circa 2 centimetri di spessore e mettiamole dentro un colapasta disposte a strati alternati da una manciata abbondante di sale grosso.

Copriamo il colapasta con un piatto su cui adageremo un peso per fare in modo che le melanzane perdano il liquido di vegetazione troppo amarognolo. Lasciamole spurgare per circa 2 ore.

Ora possiamo sciacquarle sotto l’acqua corrente e lasciarle di nuovo scolare nel colapasta.

Occupiamoci della salsa lavando per bene i pomodori. Con un coltellino spelliamoli per bene poi togliamo il torsolo ed i semi.

Se questo passaggio dovesse risultare complicato possiamo agevolare l’operazione tuffando i pomodori per qualche minuto in acqua bollente, scolarli e spellarli. In questo modo la pelle si staccherà dalla polpa e verrà via molto facilmente.

Tagliamo la polpa di pomodoro in pezzi piccolissimi oppure passiamola direttamente nel passaverdura a trama molto fine per ottenere, così, una salsa liscia e senza pezzetti.  In una pentola antiaderente versiamo i due cucchiai di olio extravergine di oliva, accendiamo la fiamma e lasciamolo riscaldare.

Appena pronto uniamo gli spicchi di aglio sbucciati e, a fuoco basso, lasciamoli dorare dappertutto.

Uniamo ora la passata di pomodoro, un pizzico di sale fino e le foglie di basilico sciacquate ed asciugate per bene.

Lasciamo cuocere la salsa per circa 1 ora mescolando di tanto in tanto. A metà cottura aggiungiamo una piccola manciata di sale fino.

Intanto occupiamoci delle melanzane. Prendiamo un canovaccio pulito e asciughiamole perfettamente tamponandole con delicatezza per evitare che si sfaldano. In una padella antiaderente versiamo l’olio di semi, accendiamo la fiamma e lasciamo che raggiunga la temperatura ideale per friggere.

Ora immergiamo le melanzane poco per volta muovendole con una forchetta per permettere una cottura omogenea.

Appena saranno dorate dappertutto prendiamole con una sciumarola e adagiamole su un piatto rivestito di carta assorbente.

Lasciamole scolare per qualche minuto frizionandole delicatamente con altra carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

Ora possiamo unirle alla salsa di pomodoro insieme ad una piccola manciata di pepe.

Prendiamo una pentola con i bordi alti, riempiamola per 3/4 di acqua che metteremo a bollire. Quando avrà raggiunto la temperatura uniamo le pennette e lasciamole cuocere secondo il tempo indicato sulla confezione.

Una volta cotte, scoliamole e uniamole al sugo mescolandole con cura. Lasciamole mantecare per 1 minuto poi impiattiamo spolverandole con un abbondante manciata di ricotta salata grattugiata. Decoriamo con una fogliolina di basilico fresco e serviamo la pasta alla norma molto 

La versione in bianco

Una delle versioni più apprezzate del sugo alla Norma è quella in bianco. In questa versione viene eliminato completamente il pomodoro, uno degli ingredienti principali.

Questa è una versione altrettanto gustosa e saporita ideale per chi è intollerante al pomodoro e non vuole rinunciare ad un buon piatto di pasta con le melanzane.

In questa ricetta descriveremo una versione molto leggera dove le melanzane non vengono fritte ma grigliate in modo da rendere il piatto molto più digeribile e sano. Ma vediamo come procedere.

Ingredienti

  • 2 melanzane scure
  • 400 g di pennette rigate
  • 160 g di ricotta salata grattugiata
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale fino
  • sale grosso
  • pepe
  • 6 foglie di basilico
  • 1 spiccio di aglio ( a piacere )

Preparazione

Laviamo per bene le melanzane, asciughiamole e tagliamole a fettine di circa 1/2 centimetro di spessore.

Disponiamone uno strato su un colapasta e cospargiamole con abbondante sale grosso. Ripetiamo l’operazione fino a quando le melanzane non saranno terminate.

Copriamole con un piatto su cui adageremo un peso per fare in modo che le melanzane perdano il liquido amaro di vegetazione.

Lasciamole in questo modo per circa due ore poi sciacquiamole sotto l’acqua corrente per eliminare il sale in eccesso e asciughiamole perfettamente tamponandole con un canovaccio pulito.

Questa operazione deve essere fatta per bene quindi, se sarà necessario, ripetiamo il passaggio fino a quando le fettine non saranno completamente asciutte.

Prendiamo una griglia di ghisa o anche una bistecchiera elettrica e iniziamo a grigliare le melanzane, da un lato e dall’altro, fino a quando non saranno completamente dorate.

Una volta cotte tagliamo grossolanamente le fettine in pezzi più piccoli e disponiamole dentro una ciotola insieme alle foglioline di basilico lavate ed asciugate, all’olio, al pizzico di pepe e allo spicchio di aglio tagliato piccolo piccolo.

Mescoliamo con cura e teniamole da perte in modo che si insaporiscono per bene, intanto mettiamo a bollire abbondante acqua in una pentola e lasciamoci cuocere la pasta abbastanza al dente.

Scoliamola e uniamola alle melanzane insieme alla ricotta grattugiata. mescoliamo con cura e serviamo.

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SEZ. RICETTE TORTA MIMOSA A CURA DI MORENA MOTTA

9 Marzo 2017, 13:40pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE TORTA MIMOSA A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti per 2 Pan di Spagna del diametro di 20 cm

Zucchero 250 g
Farina 00 140 g
Fecola di patate 120 g
Uova 8
Baccello di vaniglia 2
Sale fino 1 pizzico

PER 850 G DI CREMA PASTICCERA

Tuorli 5
Zucchero 175 g
Latte intero 500 ml
Panna fresca liquida 125 ml
Amido di mais (maizena)55 g
Baccello di vaniglia 1

PER LA CREMA CHANTILLY

Panna fresca liquida 100 ml
Zucchero a velo 10 g

PER LA BAGNA AL LIQUORE

Acqua 130 g
Zucchero 75 g
Grand Marnier 70 g

PER DECORARE

Zucchero a velo q.b.
 

Preparazione dei 2 pan di spagna da 20 cm

Torta mimosa classica

Per preparare la torta mimosa classica come prima cosa occorre preparare i due pan di spagna. Assicuratevi di avere due stampi del diametro di 20 cm ciascuno e che entrambi entrino nel forno, sullo stesso ripiano uno accanto all'altro. Se così non fosse dovrete realizzare un Pan di Spagna alla volta (basterà dimezzare le dosi indicate). Preriscaldate il forno a 160° in modalità statica. Rompete le uova e ponetele nella ciotola di una planetaria e iniziate a montarle con la frusta a velocità moderata (1). Incidete entrambe i baccelli di vaniglia, prelevatene i semi (2) e uniteli in planetaria insieme a un pizzico di sale. A questo punto aggiungete lentamente anche lo zucchero (3). 

Torta mimosa classica

Continuate a montare per circa 15 minuti fino a che le uova non saranno triplicate di volume e avrete ottenuto un composto fluido e cremoso, "che scrive" (4). Fermate la planetaria e ponete un colino direttamente sopra la ciotola. Setacciate sia la farina (5) che la fecola (6) 

Torta mimosa classica

e incorporatele delicatamente le polveri con movimenti dal basso verso l'alto utilizzando una spatola (7), per non rischiare di smontare il composto. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo (8), imburrate e infarinate due stampi da 20 cm di diametro. Dividete equamente l'impasto fra le 2 tortiere (9).

Torta mimosa classica

A questo punto (10) cuocete i vostri pan di spagna in forno statico preriscaldato a 160°, nel ripiano più basso, per circa 50 minuti. Verificate che siano cotti facendo la prova dello stecchino, se risulterà completamente asciutto potrete sfornarli (11). Poi lasciateli raffreddare completamente prima di sformarli (12). Posizionateli quindi su una gratella così da completare il raffreddamento.

Per preparare la crema diplomatica

Torta mimosa classica

Occupatevi di preparare la crema per farcire la torta mimosa. Iniziate quindi dalla crema pasticcera:incidete il baccello di vaniglia, prelevate i semi (1) e teneteli da parte. In un tegame versate il latte, la panna e il baccello svuotato (2) e scaldate il tutto dolcemente fino a sfiorare il bollore. Nel frattempo in una ciotola sbattete i tuorli insieme allo zucchero e ai semi di vaniglia (3); non sarà necessario montarli ma basterà amalgamare il tutto. 

Torta mimosa classica

Setacciate all'interno direttamente l'amido di mais (4) e mescolate ancora (5). Non appena il latte sarà caldo eliminate il baccello con delle pinze da cucina (6) 

Torta mimosa classica

e versatene un mestolo all'interno del composto di tuorli (7), mescolando con una frusta per stemperarlo. Versate il tutto nel tegame con il latte caldo (8) e senza mai smettere di mescolare fate addensare la vostra a fuoco dolce (9). 

Torta mimosa classica

Una volta pronta, riponetela in una pirofila bassa e ampia e lasciatela raffreddare completamente, coprendo con pellicola trasparente a contatto quando la crema è ancora calda (10). Solo quando sarà fredda, versate la panna fresca in una ciotola, unite lo zucchero a velo e iniziate a montare con le fruste (12). 

Torta mimosa classica

Non appena avrete ottenuto una panna ben montata (13), riprendete la crema e trasferitela in un'altra ciotola. Frustate leggermente per ammorbidirla e iniziate ad aggiungere la panna. Unitene una cucchiaiata (14) e mescolate energicamente per diluire la crema, poi incorporate la restante panna molto delicatamente muovendo la spatola dal basso verso l'alto (15). Coprite nuovamente con la pellicola e riponete in frigorifero a rassodare per circa 30 minuti. 

Per la bagna

Torta mimosa classica

Nel frattempo preparate anche la bagna per la torta. Versate in un tegame l'acqua (1), il liquore (2) e lo zucchero (3). 

Torta mimosa classica

Accendete il fuoco e mescolando (4) scaldate lo sciroppo fino a che lo zucchero non si sarà sciolto (5), poi versatelo all'interno di un'altra ciotola (6) e lasciate raffreddare. 

Per comporre il dolce

Torta mimosa classica

Non appena tutto sarà ben freddo potrete comporre il dolce. Come prima cosa dovrete eliminare la crosticina esterna da entrambi i pan di spagna, prima dai bordi (1), poi dalla parte superiore (2) e in ultimo anche dalla parte inferiore (3). In questa fase cercate di eliminare solo la parte più scura, in modo da ridurre gli sprechi. Potete utilizzare gli scarti come indicato in fondo alla scheda ricetta.

Torta mimosa classica

Prendete uno dei due Pan di Spagna e utilizzando un coltello lungo e seghettato, a dentatura larga, fate in modo da ricavare 3 dischi; per tagliare più regolarmente possibile il Pan di Spagna potete incidere lateralmente: due tacche da fare con il coltello seghettato per prendere la misura, quindi affondare la lama trasversalmente pian piano per ricavare il primo strato, aiutandovi girando man a mano il Pan di Spagna per realizzare un taglio omogeneo e preciso (4-5-6). 

Torta mimosa classica

Posizionate su un piatto (noi abbiamo usato un piatto girevole, ma anche un piatto da portata normale andrà benissimo) il primo strato di Pan di Spagna, quindi un cerchio da pasticceria (potete anche farcire la torta senza): utilizzando un cucchiaio spargete su tutta la superficie del disco la bagna preparata precedentemente e lasciata intiepidire (7). Unite ora circa 1/4 della crema (8) e livellatela con una spatola (9). 

Torta mimosa classica

Inserite il secondo disco nel cerchio (10), bagnate nuovamente (11) e coprite con un altro strato di crema come fatto nello step precedente (12). 

Torta mimosa classica

A questo punto inserite anche l'ultimo disco e inzuppatelo nuovamente con la bagna rimasta (13). Aggiungete ancora uno strato di crema (14), tenendone da parte un po' che servirà per i bordi. Livellate in maniera omogenea (15). 

Torta mimosa classica

Prendete anche il secondo Pan di Spagna e tagliatelo a fette in senso verticale (16), poi da ciascuna ricavate dei cubetti piuttosto piccoli (17) e riponeteli in una ciotolina (18). 

Torta mimosa classica

Sfilate delicatamente il disco dalla torta mimosa (19) e utilizzate la crema rimasta per ricoprire i bordi della torta, aiutandovi con la spatola (20). Aiutandovi con un cucchiaio spargete su tutta la superficie i cubetti di pan di Spagna (21),

Torta mimosa classica

ricoprendo con cura anche i bordi: i cubetti si attaccheranno facilmente alla crema diplomatica (22). Una volta ricoperta accuratamente tutta la superficie (23), riponete la torta in frigorifero per un paio d'ore. Al momento di servire, spolverizzate con lo zucchero a velo la vostra torta mimosa classica (24)!

Conservazione

La torta mimosa si può conservare in frigorifero già composta per 3-4 giorni al massimo.
Il solo pan di spagna si può conservare per 2 giorni avvolto nella pellicola, oppure congelarlo per 1 mese al massimo. 
Anche la crema pasticcera si può conservare per 2-3 giorni in frigorifero, oppure congelarla per 1 mese.  

Consiglio

Potete avvantaggiarvi preparando sia i Pan di Spagna che la crema pasticcera con un giorno d'anticipo. 


Se preferite potete aromatizzare la crema con scorza di limone oppure ingolosire il dolce aggiungendo le gocce di cioccolato! Per una versione analcolica, invece, sostituite il Grand Marnier con il succo d'arancia. E per non buttare gli scarti di pan di spagna, ecco un paio di ricette golose per riutilizzarli: cake pops e tartufini al cioccolato!

Curiosità

In Italia si è iniziato a festeggiare il giorno della Donna l'8 marzo del 1946, una volta finita la guerra, per celebrare alcune conquiste sociali, economiche e politiche delle donne. Da subito la torta mimosa è diventato il simbolo di questa giornata, perché fiorisce proprio durante i primi giorni di marzo.

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SEZ. RICETTE Polpettine speziate

7 Marzo 2017, 11:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Polpettine speziate

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 150 gr.di carne di manzo macinata
  • 150 gr. di salsiccia sbriciolata
  • 1 cucchiaino da tè di curry
  • 1 cucchiaino da tè di paprika piccante
  • 1 cucchiaino da tè raso di noce moscata
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di grana grattugiato
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 1 scalogno tagliato a rondelle
  • 1 bicchiere di vino rosato
  • sale q.b.
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Tempo Preparazione:
  • Tempo Cottura:
  • Dosi: 2 persone
  • Difficoltà: Normale

Procedimento

Mescolate insieme le due carni in una terrina. Unite l’uovo mescolando bene in modo che si incorpori alla carne.

Aggiungete il curry, la noce moscata e la paprika piccante, facendola assorbire bene al macinato.

Salate e unite il grana grattugiato. Infine aggiungete poco alla volta il pangrattato. Amalgamate in modo da ottenere un composto della giusta consistenza (né troppo morbido né troppo duro).

A questo punto prendete un poco di composto e, con le mani, formate una polpettina non troppo grande. Fate la stessa cosa con tutto il composto fino ad esaurimento della carne.

Versate in una padella antiaderente l’olio extravergine di oliva, unite subito lo scalogno pelato e tagliato a rondelle e fatelo appassire per un minuto.

Quando l’olio è caldo e lo scalogno è leggermente appassito, sistemate all’interno della padella le polpettine alle spezie.

Fate rosolare le polpettine da tutti i lati a fiamma media. Infine bagnate con il vino rosato, alzate la fiamma, lasciandolo sfumare per un minuto.

Mettete il coperchio alla padella, abbassate la fiamma e continuate la cottura per 5 minuti a fuoco basso.

Le polpettine alle spezie sono cotte: ora non resta che impiattare.

Distribuite le polpette nei piatti, bagnatele con il fondo di cottura e servitele in tavola ben calde.

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SEZ. RICETTE Linguine del pezzente: la ricetta originale di Conca dei Marini

6 Marzo 2017, 10:57am

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SEZ. RICETTE Linguine del pezzente: la ricetta originale di Conca dei Marini

A CURA DI  MICHELE PAPPACODA Se vi trovate a Conca dei Marini, la splendida località della Costiera amalfitana, dopo aver visitato le meraviglie del posto, come la Grotta dello Smeraldo, fermatevi in qualche locale tipico e chiedete di farvi servire un piatto particolare e molto saporito: le linguine del pezzente.Come si intuisce dal suo nome, questo piatto è proprio di una cucina povera, ma di una bontà assoluta.Viene fatto con ingredienti genuini, ricchi di sapori e naturalmente rispettando la tradizione locale.Nella sua preparazione si sposano, ancora una volta, prodotti contadini con altri di origine marinara, come spesso accade nella tradizione gastronomica della Divina Costiera.È un piatto che puo’ essere servito sia d’inverno che in estate, molto facile e veloce da preparare, un piatto ricco di sapori, con il quale stupirete parenti e amici Ma vediamo come si preparano le linguine del pezzente. Partiamo con gli ingredienti per quattro persone.Comprate 400 gr di linguine (preferibilmente pasta di Gragnano), 200 gr di baccalà, 100 gr di noci sgusciate, 4 acciughe salate, olio, aglio, sale, prezzemolo tritato e peperoncino.Dopo aver raccolto tutti gli ingredienti necessari, prepariamo questo squisito piatto.Prendete una padella abbastanza grande e fateci rosolare un poco d’olio di oliva, due spicchi d’aglio e il peperoncino tritato .Aggiungete 200 gr di baccalà già ammollato in precedenza e tagliato a pezzettini , 4 acciughe lavate, spezzettate finemente e deliscate, le noci sgusciate, e alla fine salate il tutto.Prima di aggiungere le noci è importante pestarle in un mortaio oppure tritarle a granuli.Diluite il tutto con due/ tre cucchiai di acqua calda e fate cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti, rimestando di tanto in tanto.Fatto ciò cuocete separatamente le linguine, meglio che siano al dente, scolatele e aggiungetele al sugo fatto in precedenza.Mescolate il tutto e aggiungete un cucchiaio di olio di oliva e il prezzemolo tritato.A questo punto potete serve a tavole le linguine del Pezzente e gustarle con amici e parenti.

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SEZ. RICETTE PASTA E PISELLI A CURA DI MORENA MOTTA

4 Marzo 2017, 08:50am

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SEZ. RICETTE PASTA E PISELLI A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA  Se siete alla ricerca di una risposta alla domanda “cosa posso fare stasera per cena?” ecco la nostra proposta facile e veloce per portare in tavola un primo piatto semplice ma saporito: pasta e piselli. Con pochi ingredienti e facile da realizzare, la pasta e piselli è senza dubbio una soluzione salvacena genuina e al tempo stesso sfiziosa. Questo primo piatto esalta con semplicità il gusto inconfondibile dei protagonisti indiscussi della stagione primaverile: i piselli. Queste deliziose perle dal colore vivace e dal sapore dolce rendono accattivanti i piatti dei nostri menu di primavera, sia che scegliate una cremosa vellutata da gustare nelle serate in cui desiderate coccolarvi con un comfort food caldo e avvolgente sia che vi sentiate in vena di cimentarvi in un piatto fresco e sfizioso come gli spaghetti integrali con pesto di piselli, pomodori secchi e stracciatella, un vero inno ai sapori mediterranei!
Ditaloni Rigati 320 gPiselli freschi interi da sgranare 1 kgCipollotto fresco 100 gOlio extravergine d'oliva30 gParmigiano reggianograttugiato 30 gPepe nero q.b.Sale fino q.b.
Per realizzare la pasta e piselli, mettete a bollire l'acqua in una pentola capiente e salatela quando bolle: vi servirà poi per cuocere la pasta. Intanto sgranate i piselli e raccoglieteli in una ciotola (1), poi prendete il cipollotto, eliminate la base, dividetelo a metà nel senso della lunghezza dopodiché affettate ciascuna metà (2), in questo modo sarà più pratico tagliarlo. Versate l’olio di oliva in un tegame, fatelo scaldare e poi versate il cipollotto appena affettato (3), bagnate con un mestolo di acqua di cottura della pasta (4) e lasciate stufare per circa 10-15 minuti o fino a quando non risulterà morbido (se dovesse asciugarsi troppo aggiungete altra acqua di cottura). Una volta stufato il cipolloto unite anche i piselli freschi sgranati (5),salate, pepate e aggiungete un altro mestolo di acqua di cottura (6); cuocete per circa 10 minuti.
Ora lessate anche la pasta per soli 5 minuti (o metà del tempo indicato sulla confezione) (7) perché poi terminerà la cottura nel tegame con i piselli; risottarla farà in modo che si insaporisca maggiormente. Scolate quindi la pasta con una schiumarola direttamente nel tegame con i piselli (8), portate a cottura la pasta aggiungendo a poco a poco l’acqua di cottura, avendo cura di aspettare che sia ben assorbito il liquido prima di aggiungerne altro (9). Ci vorranno circa 5 minuti.A cottura ultimata, insaporite con il Parmigiano Reggiano grattugiato (10), mescolate per insaporire, salate, pepate a piacere. La vostra pasta e piselli è pronta (11) servitela ben calda! (12)
Conservazione
Conservate la pasta e piselli per un giorno al massimo, in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico. Si sconsiglia la congelazione della pasta e piselli, si possono tuttavia congelare solo i piselli cotti se avete usato quelli freschi.
Consiglio Volete aggiungere una nota aromatica alla vostra pasta e piselli? Una spolverata di noce moscata per gli amanti delle spezie mentre qualche fogliolina di timo è la soluzione perfetta per chi non sa rinunciare alle erbe profumate!

 

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SEZ. RICETTE Cucina tipica della Costa d’Amalfi: i broccoli di rapa ‘scuppettiati’

3 Marzo 2017, 10:03am

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SEZ. RICETTE Cucina tipica della Costa d’Amalfi: i broccoli di rapa ‘scuppettiati’

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Monica Piscitelli, bravissima giornalista, esperta di enogastronomia, ha aperto su Facebook una discussione sul tema: "E voi di quali friarielli siete? Scaldati e saltati? Verde vivo. O soffritti direttamente? Quasi bruciacchiati?". Le risposte fin qui arrivate sono abbastanza omogenee e dimostrano che c'è ancora voglia di dedicarsi alla cucina. Commendevole, senz'altro, perché il lavoro ai fornelli, se non è fatto con pazienza, con amore, con fantasia, può portare a risultati disastrosi.I "friarielli", lo dico subito, devono essere "scuppettiati ‘a cruro", come si usava una volta. Devono conservare quel gusto amarognolo - "amarostico" lo definisce Achille Talarico - che, se sbollentati, in parte perderebbero. Anzi, dico di più. Una volta puliti e lavati, vanno sgocciolati accuratamente e poi messi in padella, nell'olio extravergine d'oliva, versato in misura generosa, dove già sono stati fatti rosolare un paio di "denti" d'aglio. Con l'aggiunta del rituale peperoncino piccante (ma lo deve essere veramente. Diventa sempre più raro trovarne al mercato. Io preferisco coltivarli in vaso sul balcone).La cottura dei "friarielli" deve avvenire a fuoco vivace e a padella coperta. Senza aggiunta di acqua. Basterà quella sprigionata dalla verdura. E' importante rigirarli frequentemente. Se sono teneri, non ci vorrà molto per averli pronti. Attenzione a non farli diventare "sfatti", ma neppure bruciacchiati come vorrebbe qualcuno.A me piace consumarli con un pezzo di salsiccia o una costoletta - o "tracchiolella", ancora più gustosa - di maiale, da soffriggere a parte, in padella.L'amico Gennaro Pesacane suggerisce di mettere a cuocere la verdura, senza sbollentarla ovviamente, in un soffritto di aglio, peperoncino, «"stoppata" o " allacciata" di lardo o di "vuccularo" (guanciale)». E aggiunge: «Ricetta originale unica!». Certo, sarebbe bello. E gustoso pure. Ma poi come la mettiamo con l'ipercolesterolemia, che ci priva del piacere di mangiare? La sugna, criminalizzata forse oltremisura, è scomparsa quasi completamente dalle nostre dispense e dai nostri frigoriferi. Ricordo il tempo in cui, nelle case, era conservata nel vasetto di creta smaltata o nella più classica "vessica". Ricordo che veniva fatta col pane 'e 'nzogna (tessuto adiposo surrenale) e 'o lardo d' 'o puorco. E ricordo come era buona, di prima mattina, spalmata in una palatella appena uscita dal forno o fatta riscaldare sulla fornacella, con un pizzico di sale e una spruzzatina di pepe.
di Sigismondo Nastri IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SEZ. RICETTE Torta di mandorle e limone di Amalfi

2 Marzo 2017, 14:04pm

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SEZ. RICETTE  Torta di mandorle e limone di Amalfi

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 3 uova

  • 240 gr di zucchero a velo

  • 30 gr di mandorle a lamelle

  • 150 gr di mandorle in polvere

  • 100 gr di farina

  • 10 gr di lievito per dolci

  • 1 limone di Amalfi non trattato

  • 150 gr di margarina biologica di soia

  • zucchero semolato

 

  • Tempo Preparazione: 15 minuti

  • Tempo Cottura: 30 minuti

  • Tempo Riposo: 3/4 ore

  • Dosi: 8 persone

  • Difficoltà: Facilissima

Procedimento

Con l’aiuto di un cucchiaio, amalgamate bene la margarina con lo zucchero a velo, ottenendo quasi una crema. Incorporate, una alla volta, le uova. Unite le mandorle macinate. Dopo aver setacciato la farina con il lievito, aggiungetela al composto, amalgamando con attenzione. Grattugiate finemente la scorza del limone e aggiungetela all’impasto. Sistemate il composto in una tortiera da 22 cm di diametro, a bordi alti, che avrete precedentemente rivestito con la carta forno. Distribuite uniformemente le mandorle a lamelle sulla superficie e spolverizzatela con lo zucchero semolato.

Cuocete in forno a 180 ° C per circa 30 minuti.

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