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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

SEZ. DISABILITà NEWS SULLE STRISCE BLU: IL DISABILE PAGA O NO?

15 Luglio 2016, 14:35pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS SULLE STRISCE BLU: IL DISABILE PAGA O NO?

DI MICHELE PAPPACODA Continua sui giornali e i principali organi di stampa la diatriba tra parcheggio gratuito o a pagamento per le persone con disabilità. Si è esentati o no? Una sentenza della Corte di Cassazione dice no a un cittadino di Palermo, ma la scorsa settimana a Pisa un giudice di pace ha accordato. Diverse le motivazioni. Sul sito Parcheggiati.it, approfondimenti per saperne di più

ROMA - Ma i disabili sono o non sono esentati dal pagamento del parcheggio sulle strisce blu? Secondo una sentenza della Corte di Cassazione del 12 ottobre 2009 no, ma negli scorsi giorni un giudice di pace pisano ha dato ragione a un cittadino con disabilità che ha parcheggiato sulle strisce blu senza pagare il ticket. La notizia è comparsa su http://www.parcheggiati.it/, il sito internet della Opera Team Srl che, da qualche tempo, si è affacciata nel mondo del web con un portale dedicato al mondo della sosta e della mobilità.

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione - si legge sul sito dell'Opera Team - il pedaggio non va pagato "qualora tale auto sia stata parcheggiata in uno spazio di sosta a pagamento a causa dell'indisponibilità di uno degli stalli riservati gratuitamente ai disabili". Con questa sentenza, Antonio Piano, cittadino disabile siciliano, ha avuto ragione solo in parte. Aveva parcheggiato la sua auto, munita di contrassegno, sulle strisce blu e si era allontanato senza pagare pensando di averne il diritto. Sia il giudice di pace sia la Corte di Cassazione gli hanno riconosciuto il diritto al parcheggio gratuito, ma solo nella misura in cui altre aree di sosta dedicate non fossero state pensate nella medesima area. Non potendo dimostrare però con prove certe né l'assenza di uno spazio riservato al parcheggio invalidi, né tantomeno l'occupazione degli spazi gialli da parte di auto non autorizzate Piano ha avuto torto.

Diverso è il caso di Pisa. E' di questi giorni infatti la notizia che nella cittadina toscana è stato accettato il ricorso di una cittadina con disabilità che, pur parcheggiando senza pagare sulle strisce blu, ha avuto ragione dal giudice di pace. Dimostrando che gli stalli riservati alle auto dei disabili erano occupati, l'automobilista disabile si è visto riconoscere il diritto di non pagare la sosta sulle strisce blu. A differenza del caso siciliano, infatti, la signora ha dimostrato l'impossibilità di parcheggiare altrove.

Ma come orientarsi, però? Andando in giro con una macchina fotografica? La legge non è chiara e non esiste alcuna norma del Codice della Strada che garantisca la gratuità della sosta sulle strisce blu per le auto munite di contrassegno invalidi. Tanti disabili, nell'impossibilità di parcheggiare o perché occupati o assenti i posti sosta riservati, prendono la multa e poi fanno ricorso. Le diverse sentenze sul territorio nazionale, però, descrivono una realtà che necessita di chiarezza: la stessa che chiede Parcheggiati.it a nome di tanti iscritti al sito. Sulle strisce blu, l'auto munita di contrassegno paga o non paga?

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SEZ. DISABILITà NEWS Circolazione e sosta: il contrassegno di parcheggio per disabili

15 Luglio 2016, 14:31pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS Circolazione e sosta: il contrassegno di parcheggio per disabili

DI MICHELE PAPPACODA Le “persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta” possono ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto “contrassegno di parcheggio per disabili”. Questo contrassegno previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 (modificato dal ultimo dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151) , permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati.

La possibilità di ottenere il "contrassegno di parcheggio per disabili" è stata successivamente estesa anche ai non vedenti (DPR 503/1996 art. 12 comma 3).

Per la concessione del contrassegno l'interessato deve innanzitutto rivolgersi alla propria ASL e farsi rilasciare dall'ufficio medico legale la certificazione medica che attesi che il richiedente ha una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta o è non vedente.

Una volta ottenuto tale certificato si dovrà presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno allegando il certificato della ASL. Il contrassegno ha validità quinquennale.

Per evitare la “doppia visita” (commissione invalidità e medicina legale), nel 2012 è stata approvata una specifica previsione normativa (art. 4, legge 4 aprile 2012, n. 35) che opportunamente attribuisce alla Commissione medica di accertamento (dell’invalidità o di handicap) il compito di annotare nei verbali anche la sussistenza della condizione richiesta dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada.

Conseguentemente i verbali più recenti, qualora ricorrano le condizioni sanitaria previsti dal Regolamento del Codice della strada, riportano l’annotazione: “persona con effettiva capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta (art. 381, DPR 495/1992).”

Allo scadere dei termini si può rinnovarlo presentando un certificato del proprio medico di base che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il contrassegno.

A questo proposito è utile ricordare che il contrassegno può essere rilasciato anche a persone che momentaneamente si ritrovano in condizioni di invalidità temporanea a causa di un infortunio o altro; in questo caso l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato a seguito della certificazione medica che attesti il periodo di durata dell'invalidità.

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SEZ. DISABILITà NEWS Ad Asti sanzionate 412 soste improprie su stalli riservati ai disabili nei primi mesi del 2016

15 Luglio 2016, 14:28pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS Ad Asti sanzionate 412 soste improprie su stalli riservati ai disabili nei primi mesi del 2016

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono 412 le violazioni per sosta impropria su stalli riservati ai disabili (art 158 c. 2 lettera g del Codice della strada) rilevate ad Asti nei primi sei mesi dell’anno dalla Polizia Municipale.

Altra violazione che probabilmente il dato numerico (sette casi) non esprime compiutamente è relativa all’utilizzo irregolare del pass (art 188 c. 4 del Codice della strada): si presume infatti che ancora vengano utilizzati permessi scaduti (settembre 2015 di colore arancione) invece degli attuali di colore blu corredati da foto sul retro. Il pass è strettamente personale e “convive” con il legittimo avente diritto, non può essere utilizzato da familiari né in fotocopia. Sono ipotesi da verificare che, d’accordo con il Corpo di Polizia Municipale e il consulente per le problematiche alla Disabilità Vincenzo Soverino dell’assessorato Politiche sociali, han fatto ritenere opportuna l’adozione di provvedimenti urgenti che scoraggino comportamenti deplorevoli.

All’impegno di controllo già abitualmente profuso dai vigili urbani si aggiungerà il servizio in città di una pattuglia settimanale dedicata a verificare le soste negli stalli riservati e una accurata attività investigativa sul corretto uso dei permessi. Per quanto riguarda la sosta impropria, concentrata nelle zone centrali della città, si è concluso, con il sostegno del comitato locale di International Inner Wheel, il posizionamento sulle paline degli stalli a parcheggio riservati della scritta £Questo spazio non è un privilegio, è un diritto di civiltà quindi anche tuo. Difendilo!”

FONTE http://www.gazzettadasti.it/index.php/primo-piano/ad-asti-sanzionate-412-soste-improprie-su-stalli-riservati-ai-disabili-nei-primi-mesi-del-2016

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SEZ. DISABILITA NEWS Altalena per disabili al Liofante In fase di montaggio a Salvaterra, ci si può salire con la carrozzina

15 Luglio 2016, 14:23pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITA NEWS Altalena per disabili al Liofante In fase di montaggio a Salvaterra, ci si può salire con la carrozzina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASALGRANDE. Al parco di Salvaterra arriva una nuova altalena per disabili, utilizzabile da persone in carrozzina. L’attrezzo è in via di sistemazione all’interno del parco del Liofante di Salvaterra, finanziata a titolo personale da cittadini col contributo di diversi sponsor. Appena l’altalena sarà pronta verrà organizzata una cerimonia di inaugurazione; prima sono necessari alcuni interventi: i volontari della Cooperativa sportiva di Salvaterra devono predisporre l’area verde e i tecnici specializzati si occuperanno del montaggio a norma e del collaudo. «Si stanno moltiplicando le iniziative spontanee dei cittadini per contribuire al bene comune», dice il sindaco Alberto Vaccari. «Dopo il parco di Casalgrande Alto, anche a Salvaterra una bella iniziativa che il Comune sostiene a favore dell’inclusione, per consentire anche alle categorie svantaggiate di poter usufruire dei servizi e, perché no, delle aree dedicate allo svago. Un gesto concreto, cui ne seguiranno altri, a ribadire che il nostro territorio è di tutti e per tutti».

FONTE LA GAZZETTA DI REGGIO

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CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA ROSA DI MARTINO Chi sono gli esperti in Pedagogia?

15 Luglio 2016, 14:14pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA ROSA DI MARTINO Chi sono gli esperti in Pedagogia?

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Chi è il Pedagogista?

“Il Pedagogista è lo studioso e lo specialista di processi educativi e formativi, egli è un professionista dotato di una formazione multidisciplinare, che comprende la pedagogia stessa, la psicologia, l’antropologia, la sociologia e la filosofia.

L’esercizio della professione di pedagogista comprende l’uso degli strumenti conoscitivi, metodologici e d’intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza, di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità. Comprende altresì la gestione diretta delle attività di orientamento scolastico e professionale, di progettazione, coordinamento, direzione e attuazione di progetti per la formazione professionale, l’aggiornamento, la qualificazione, la riqualificazione e la selezione del personale nell’ambito di enti, istituzioni, imprese pubbliche e private, e le attività di sperimentazione, di ricerca, di didattica, di formazione e di verifica.

Il pedagogista potrà intervenire direttamente in contesti educativi e sociali dove la sua competenza pedagogica indirizzerà l’iter formativo e riabilitativo di persone che vivono situazioni personali e socio-affettive molto difficili e coordinerà gli educatori sociali e sanitari, i psicologi junior e gli assistenti sociali triennali.

Potrà esercitare la sua azione in agenzie educative, in strutture pubbliche e private che si occupano, dall’infanzia all’età adulta, di persone con profondi bisogni specifici. In particolare è in grado di assumere ruoli molto qualificati nell’ambito della consulenza, supervisione, formazione, coordinamento, progettazione nelle seguenti aree:

  • area socio-sanitaria: ospedali e centri riabilitativi nei reparti pediatria, ginecologia e ostetricia, servizi di neuropsichiatria infantile, malattie infettive, oncologia, progetti di educazione alla salute e sessuali ed emozionali, bulimia e anoressia, per le mansioni riferite alla consulenza pedagogica;
  • area socio-educativa e socio-assistenziale: centri socio-educativi, centri occupazionali diurni, centri di accoglienza per disabili, asili nido, cooperative di lavoro deputate all’accoglienza delle persone con disabilità, oratori, ludoteche, centri di aggregazione giovanile, consultori, centri per le famiglie, servizi di sostegno alle famiglie, servizi di mediazione familiare, comunità residenziali per disabili, comunità residenziali per minori, servizi per minori stranieri, servizi di operatori di strada, servizi socio-culturali, informa giovani, servizi socio-educativi degli enti locali, servizi per la tutela dei diritti dell’infanzia, servizi di volontariato e cooperative sociali; centri di recupero per tossicodipendenti; servizi educativi in carcere; telefoni rosa e azzurri e centri per la violenza su donne e su minori servizi per l’inserimento lavorativo mirato per soggetti disabili o problematici; per le mansioni riferite alla consulenza pedagogica e alla progettazione
  • area scolastica: servizi di consulenza pedagogica nei CIC nelle scuole comunali e provinciali, coordinamento pedagogico speciale nelle Scuole dell’infanzia, progetti di intervento speciale per soggetti disabili, progetti di prevenzione del disagio sociale, della dispersione scolastica, del bullismo, servizi per l’orientamento, servizi di dopo-scuola e attività educative extrascolastiche, centri di formazione professionale; e come insegnanti nei licei e negli istituti tecnici di filosofia psicologia e scienze dell’educazione nella 36/A.
  • area giuridica: affido, adozione, situazioni di abuso e maltrattamento di minori, criminalità minorile, nuove dipendenze.( nei tribunali come CTU e CTP)

L’esercizio della professione comprende l’uso di strumenti conoscitivi, metodologici e di intervento per la prevenzione, la valutazione e il trattamento dei disagi manifestati dalle persone nei processi di apprendimento e/o formazione-educazione.

Il pedagogista può trovare collocazione, in qualità di dipendente o libero professionista, aprirsi uno studio privato o studio associato con colleghi o avvocati, psicologi, filosofi, sociologi, medici. Il pedagogista può, inoltre, operare in qualità di libero professionista in tutti i settori previsti dal ruolo.” (Fonte: Wikipedia)

Titolo Accademico: Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche LM85 ed equipollenti Pedagogia/Scienze dell’Educazione v.o. o in possesso della  laurea specialistica/magistrale classi  LS/56, LS/65, LS/87, LM/50, LM/57,LM/93.

Chi è l’Educatore Professionale Sociale?

L’educatore professionale opera presso strutture socio-educative ed educativo-culturali extrascolastiche, rivolgendosi a persone o a gruppi di diversa età, sia in situazioni di disagio o a rischio di emarginazione sociale, sia in situazione di “normalità”, intervenendo con competenze e specificità proprie.
L’educatore rivolge la propria azione a fasce di utenti molto diverse tra loro: minori abbandonati, disagiati, persone in carcere, tossicodipendenti, handicappati fisici o mentali, persone in situazione di isolamento sociale per diminuirne il disagio, la devianza, l’emarginazione e favorirne l’integrazione sociale; ma anche anziani, adulti, ragazzi senza problemi particolari, per prevenire il disagio, incrementare le relazioni, aumentare l’agio. 
Egli attua progetti educativi che mirano al potenziamento dell’autonomia personale, aiutando lo sviluppo delle potenzialità individuali e incrementando i rapporti sociali con l’ambiente dei soggetti.

Grazie ad una stretta relazione con l’educando, l’educatore opera nella quotidianità del soggetto, condividendo con lui molte ore della giornata e parecchi momenti importanti: ciò gli permette di condurre un’osservazione molto più approfondita sul soggetto o sul gruppo che sta seguendo, rispetto a quella di altri operatori (psicologi, assistenti sociali, ecc.), ed è quindi in grado di formulare obiettivi educativi e di condurre interventi più incisivi. 
I settori di intervento e le attività specifiche di un educatore professionale sono:

  • attività educative.
    cura di persone disabili. 
    attività di inserimento professionale (formazione, ricerca d’impiego, inserimento al lavoro). 
    prevenzione specializata della criminalità.
    realizzazione di indagini sociali e di analisi psicologiche.

L’attività viene esercitata generalmente in ambiente socio-educativo, diversi tra loro (scuole, carceri, ambienti di lavoro, servizi di prevenzione o cura giudziaria dei giovani, o all’aperto). 
Tale attività si svolge principalmente sottoforma di relazione bilaterale allargata, in un ambito di lavoro d’équipe sia internamente sia esternamente alla struttura educativa o di formazione. Sono possibili spostamenti.

(Fonte: http://www.jobtel.it/educatore-professionale)

Titolo Accademico: Laurea Triennale L19 ed equipollenti.

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CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA ROSA DI MARTINO Cos’è la Pedagogia?

15 Luglio 2016, 14:04pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA ROSA DI MARTINO Cos’è la Pedagogia?

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La pedagogia è la scienza umana che studia l’educazione e la formazione dell’uomo nella sua interezza ovvero lo studio dell’uomo nel suo intero ciclo di vita. Non si occupa esclusivamente dei bambini e dell’infanzia, ma anche di adolescenti, giovani, adulti, anziani e disabili ovvero delle altre fasi della vita. Insieme alle altre Scienze Umane si rivolge dunque ai contesti formali, non-formali e informali dove avviene il processo di “trasformatività” proprio della pedagogia stessa.

Il fine euristico della pedagogia è l’Uomo che si relaziona con l’altro da sé (educazione) e che si relaziona con se stesso (formazione). Il Pedagogista studia l’umano e ciò che riguarda l’Uomo e la sua esistenza. Nell’ambito della pedagogia italiana il pedagogista Riccardo Massa ha proposto di usare il termine formazione per indicare sia l’educazione (ovvero il processo di formazione globale della personalità) sia l’istruzione (ovvero il processo di trasmissione da parte di un individuo e di acquisizione di competenze e di conoscenze da parte dell’individuo che viene istruito).

L’educazione (secondo i modelli teorici elaborati dai pedagogisti) ha tre coordinate:

  • Il sapere (le conoscenze teoriche).
  • Il saper fare (le competenze pratiche o abilità).
  • Il saper essere (modo in cui un individuo mette in campo il saper fare e il saper essere).

Molti possono essere i fattori che compongono un problema pedagogico: le difficoltà delle relazioni genitori-figli, gli svantaggi sociali, i conflitti culturali, l’inserimento delle persone diversamente abili, il reinserimento dei detenuti, la riabilitazione dei tossicodipendenti, etc, sono tutti fattori che possono essere oggetto di specifici interventi educativi oppure possono far parte di un insieme di elementi problematici rilevanti per l’agire pedagogico.

Educare significa “tirar fuori” ciò che è dentro alla persona: significa cioè valorizzare quanto di meglio ci sia potenzialmente in un individuo. L’educazione consiste in un rapporto tra due persone: un educatore e un educando. L’educatore deve adeguarsi (e di conseguenza adeguare l’intervento educativo) al livello dell’educando, comprendendo i suoi bisogni e incentivando le sue competenze.” (Fonte: Wikipedia)

Per un approfondimento sulla Storia della Pedagogia cliccare qui

FONTE https://pianetapedagogia.wordpress.com/cose-la-pedagogia/

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Sez. Disabilità news Dalla bici pieghevole allo scooter elettrico per disabili, gli ausili da portare in vacanza

13 Luglio 2016, 15:29pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

Sez. Disabilità news  Dalla bici pieghevole allo scooter elettrico per disabili, gli ausili da portare in vacanza

INSERITO DA MORENA MOTTA In vacanza, così come nella propria città o in campagna, questi sono giorni in cui il desiderio è quello di stare all’aria aperta il più possibile. Fare incetta di sole sulla pelle e aria fresca, uscendo dalle mura domestiche che sono le compagne di tutto il lungo inverno. Se uscire per una passeggiata, per portare a spasso il cane o giocare coi nipotini può essere diventato difficile – vuoi per l’età, vuoi per piccoli problemi di salute – si può ricorrere a soluzioni alternative alla carrozzina, e studiate appositamente (o in via prioritaria) per l’esterno. Si può optare ad esempio per scooter elettrici per anziani o disabili ma anche per tricicli a pedalata normale o assistita, qualora le condizioni di salute e le nostre capacità residue ce lo consentano. Vediamo qui un paio di soluzioni, che rispondono a esigenze e ad usi differenti, proposti dall’azienda Life Benessere del Riposo. BICICLETTA PIEGHEVOLE - Se abbiamo ancora una buona capacità residua alle gambe, ma magari non abbiamo più la forza e l’equilibrio di un tempo, e tuttavia amiamo viaggiare e fare passeggiate, può fare al caso nostro la bici ripiegabile Tricy LIFE. Si tratta di un comodo triciclo, completamente ripiegabile in pochi secondi, che possiamo così portare con noi anche in vacanza, caricandolo in auto, camper, barca. Il suo ingombro è ridotto al minimo: ha dimensioni di 68 x 28 x 62,5 cm, solamente 119 litri. Oltre alla sua praticità di chiusura e trasporto, il triciclo Tricy ha una marcia in più sul fronte della sicurezza e della facilità d’uso. Dotato di tre ampie ruote, assicura una buona tenuta di strada. Anche la persona con piccoli problemi di mobilità può salire in sella senza sforzi eccessivi alle gambe, grazie al telaio ribassato che si trova a soli 19 cm da terra. Il cambio a 5 rapporti (con manopola a destra) permette di adeguare la pedalata secondo le nostre esigenze di passeggiata. La dotazione di serie include anche portapacchi, fanalini anteriori e posteriori, parafango e campanello, due freni a "V" di cui uno con funzione anche di freno di parcheggio.Per garantire maggiore stabilità al conducente con mobilità ridotta, si può integrare questa bici con alcuni optional, tra cui spalliera avvolgente con braccioli e cintura, pedali pieghevoli con cinghie fermapiedi, sella divaricatrice e comando del cambio posto sul lato sinistro del manubrio.

PEDALATA ASSISTITA - Nel caso in cui le forze siano inferiori, o il percorso richieda maggiore sforzo, è possibile optare per una versione Plus del triciclo Tricy con pedalata assistita. In questo caso il triciclo Tricy è dotato di un motore elettrico che, una volta attivato con un comando posto sul manubrio, eroga potenza solo quando si pedala. Il motore si alimenta con batteria al litio, della quale si ha costantemente il controllo di carica, e che va rimossa prima di richiudere completamente il triciclo, quando non in uso.

SCOOTER ELETTRICO PIEGHEVOLE – Se invece vogliamo essere completamente autonomi anche in lunghe passeggiate che richiedono maggiore sforzo, possiamo optare per una soluzione completamente elettrica, senza rinunciare alla praticità di un ausilio pieghevole. Si può scegliere lo scooter elettrico Mobility LIFE, che si apre con un pulsante, senza bisogno di attrezzi, e che una volta richiuso diventa un trolley leggero e compatto. Largo solo 62 cm, questo scooter ci permette di spostarci anche in interni, ma è ottimale il suo uso all’esterno, su terreni anche non asfaltati – grazie alle sue grandi ruote – per una pendenza fino al 12%. L’autonomia della sua batteria al litio è di 20km, mentre la velocità raggiunge i 6 km orari.

Abbiamo visto come non si debba rinunciare all’autonomia, neppure quando siamo in ferie: esistono infatti ausili che possono aiutarci a godere del tempo libero, seguendoci nella nostre vacanze. Se vuoi saperne di più, qui trovi le nostre schede tecniche: Bicicletta ripiegabile per disabili e anziani Scooter elettrico pieghevole Life: comodo, leggero, sicuro

FONTE DISABILI.COM

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Consigli della pedagogista Rosa De Martino La Pedagogia (e didattica) speciale...

11 Luglio 2016, 14:32pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

Consigli della pedagogista Rosa De Martino La Pedagogia (e didattica) speciale...

La Pedagogia (e didattica) speciale sono comparti della pedagogia con il quale si affrontano i problemi educativi di alcune persone speciali, ovvero come oggi sì è soliti dire, i problemi di persone che hanno BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (Bes). Nel linguaggio ufficiale della pedagogia e della sanità, Bes sta per BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ed indica perciò i bisogni propri delle persone in difficoltà, per effetto "di danno", ostacolo o "stigma sociale", indipendentemente dall'eziologia e in considerazione di quanto è per loro utile assicurare mediante appropriati interventi educativi. In qualche modo quella funzione viene oggi recuperata e reinterpretata da chi si occupa di facilitare il pieno accesso nella città e il pieno esercizio della cittadinanza attiva, anche a coloro che presentano BISOGNI EDUCATIVI EDUCATIVI. lI problema di oggi è più l'uguaglianza che non la diversità, infatti provo a fare distinzione tra DIFFERENZA e DIFFERENZA. Gli uomini sono diversi, come nella coppia diversi sono il maschio e la femmina, però fatti della stessa carne e perciò UGUALI, nella dignità, distinti sotto il profilo della sensibilità, ma uguali rispetto al fascio dei diritti e delle prerogative. La Pedagogia speciale si fa carico della diversità dello sviluppo e lavora perchè non determini differenze sociali. Dal punto di vista EURISTICO: a partire dalla valorizzazione della persona, dalla sua dignità e dalle sue effettive risorse, dalla effettiva possibilità di attivare le sue energie compensative e di muoversi lungo prospettivi di recupero. L'omologazione di mercati, tende ad appiattire le specialità culturali e a proclamare l'uguaglianza di tutte le culture, perchè è più facile fare accettare lo stesso prodotto in contesti anche lontani ed anche molto diversi. LA DIVERSITA' NON E' PIU' CONTENIBILE, in spazi esterni alla famiglia, al gruppo, alla nazione. La differenza contrassegna l'unicità della persona, il suo essere incomprensibile o forse improponibile se non la si potesse riconoscere come esclusiva nei suoi atteggiamenti, nella sua corporeità, nelle sue rappresentazioni, nei suoi vissuti, nella mente, nell'affettività, nella totalità delle sue manifestazioni. Quando parliamo di DIVERSITA' è più facile associarle l'idea di anomalia e quasi di una possibile distanza tra chi osserva (il cosiddetto normale) e chi viene osservato (il cosiddetto diverso). Quello che conta oggi è l'idea di INTEGRAZIONE dei soggetti che va inteso come compito da assumere, come preoocupazione costante della persona o anche come premura educativa. Il nostro pensiero è quello all'INTEGRAZIONE e alle cure appropriate, agli sfondi, alle strutture, alle idee guida, alle matrici culturali e pensiamo ad una mansione come dirigere l'APPRENDIMENTO, verso ciò che lega e coordina i dati di conoscenza, quindi: INTEGRARE VUOL DIRE COMPLETAMENTO, ossia a colmare i vuoti, i ritardi, le lacune dell'esperienza conoscitiva, e per ultimo vuol dire RICONDURRE ALL'UNITA' LA MOLTEPLICITA' dei dati dell'esperienza.

Dr. Rosa De Martino foto di Rosa De Martino

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Sez. Disabilità Eterologa gratis e più vaccini: così cambia la sanità pubblica

11 Luglio 2016, 12:52pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

Sez. Disabilità Eterologa gratis e più vaccini: così cambia la sanità pubblica

INSERITO DA MORENA MOTTA Eterologa rimborsata in tutte le Regioni, Lombardia compresa. Accertamenti gratuiti per i celiaci, scooter a quattro ruote per i disabili, 110 nuove malattie rare curabili a carico dello Stato. E poi, ancora: epidurale anche per le donne che partoriscono naturalmente, screening neonatali, vaccinazioni gratuite ovunque per varicella, pneumococco, meningococco e papilloma virus. Ma anche stop alle analisi inutili, quelle fatte alla ceca, senza verificare prima se ce ne sia effettivamente bisogno.

Benvenuti nei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, l’elenco aggiornato delle oltre seimila prestazioni mutuabili, in stand bay da ben 15 anni, che incassa ora il via libera delle Regioni, in attesa di quello finale dell’Economia, che avrebbe però già dato il suo placet al testo del decreto. Anche se i nuovi Lea dovranno fare un pit stop a novembre, quando le Regioni verificheranno che le new entry nel librone dell’assistenza non costino più dei 771 milioni preventivati. In tal caso qualcosa uscirebbe dalla rimborsabilità.

Qualche taglio in realtà c’è già stato , ma si tratta di pochi accertamenti che oramai non fa più nessuno, spiegano i tecnici del dicastero. A fare risparmiare qualcosa dovrebbe essere invece il cosiddetto «maccanismo reflex». Tradotto: gli accertamenti a raffica, tipo quelli per verificare un tipo di infezione, si rimborsano solo se preceduti da quello che accerta la presenza di un qualche stato infettivo. Si allentano invece i vincoli per i medici di famiglia: la maggior parte delle limitazioni prescrittive, su oltre 200 accertamenti considerati a rischio di uso «inappropriato», diventano semplici indicazioni terapeutiche per i dottori, che potranno continuare a prescrivere «in scienza e coscienza».

Per il resto tanti nuovi ingressi nel paradiso della rimborsabilità. Oltre alle novità già elencate i nefropatici cronici non dovranno più pagare di tasca propria i prodotti dietetici a basso contenuto di proteine e quelli addensanti. Ausili informatici e per la comunicazione di persone disabili con gravissime limitazioni non saranno finalmente più a pagamento, così come gli apparecchi acustici per chi ha seri problemi di udito. E poi, ancora: apparecchi per l’incentivazione dei muscoli respiratori, la barella per doccia, le carrozzine con sistema di verticalizzazione, lo scooter a quattro ruote, il kit di motorizzazione universale per carrozzine, i sollevatori fissi e per vasca da bagno, i sistemi di sostegno nell’ambiente bagno (maniglioni e braccioli), i carrelli servoscala per interni. Tutti ausili spesso a pagamento per i disabili. A pagamento invece plantari e scarpe ortopediche, «oggi frequentemente oggetto di prescrizione inappropriata», si legge nella Relazione illustrativa.

Entrano poi nell’elenco delle malattie croniche che danno diritto all’esenzione ai ticket sei nuove patologie: broncopneumopatia cronica ostruttiva, rene policistico, endometriosi (limitatamente agli stadi 3 e 4), osteomielite cronica, malattie renali croniche e sindrome da talidomine, la grave malattia provocata dall’omonimo sedativo negli Anni 50 e 60. «Nuovi Lea dopo 15 anni, nuovo nomenclatore protesi e ausili, piano vaccini approvato: un grande giorno per la sanità italiana», commenta entusiasta via twitter il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Agli italiani testare quante di queste oltre seimila prestazioni mutuabili saranno veramente accessibili tra liste d’attesa, carenze di personale e macchinari fatiscenti.

FONTE di Paolo Russo LA STAMPA

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Sez. Disabilità news Promotore finanziario truffatore Raggirava ciechi e disabili al 100%

11 Luglio 2016, 12:46pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

Sez. Disabilità news  Promotore finanziario truffatore Raggirava ciechi e disabili al 100%

INSERITO DA MORENA MOTTA «Pensavo fosse il mio migliore amico, invece mi ha rovinato». Gabriele Mattacchione, 52 anni, residente a Sora, è affetto da retinite pigmentosa, una malformazione genetica dell’occhio che porta progressivamente alla riduzione della vista. A partire dal 1988 iniziò ad affidare tutti i suoi risparmi a Patrizio Antonio Pompilio. Originario del suo stesso paese, il 54enne aveva fatto da testimone al suo matrimonio e aveva sposato la cugina di sua moglie. Insomma, era una persona in cui Gabriele riponeva totale fiducia. Nell’arco di 25 anni, gli ha versato complessivamente 650 mila euro. La speranza era che il promotore finanziario, facendo fruttare quella somma, gli avrebbe permesso di sottoporsi alle migliori cure mediche. Speranza che è crollata nel 2013, quando Mattacchione ha scoperto che di quei soldi erano rimasti pochi «spicci». L’ha subito denunciato alla polizia e ora Pompilio è accusato di truffa, «perché, agendo in qualità di promotore finanziario della banca Mediolanum – si legge nel capo d’imputazione – approfittando delle particolari condizioni di Mattacchione, soggetto ipovedente, e avendo carpito la fiducia dello stesso quale professionista affidabile, si impossessava del suo intero patrimonio», facendogli firmare documenti che (a suo dire) gli avrebbero permesso di fare investimenti vantaggiosi. La prima udienza del processo sarà a ottobre.

Le indagini hanno permesso di appurare che sarebbero una trentina le vittime cadute nella rete di Pompilio. «Ha distrutto intere famiglie – racconta Gabriele – portava documentazione falsa, faceva firmare assegni in bianco, aveva un potere indescrivibile. Ha truffato anche una signora con un figlio disabile al 100%. Io non ho mai sospettato di nulla. Poi un giorno mi ha chiesto di prestargli 25 mila euro. Quando ho visto che non me li restituiva, gli ho detto di ridarmi tutto il capitale investito e mi sono accorto che erano rimasti solo 5 mila euro». «Ora non posso più andare a Pisa a fare le punture agli occhi perché non ho soldi – spiega il 52enne – Sono sempre in contatto con i ricercatori, ma anche se un domani dovesse esserci la possibilità di impiantare un occhio bionico, non potrei permettermi l’intervento. Lui, invece, da quando è stato scoperto, dice di essere diventato bipolare. Prende anche la pensione dall’Inps. Va in giro con un cane per la pet-therapy, quando fino a due anni girava con una macchina 4 mila di cilindrata, sigaro cubano e cappello da Tex Willer. Questa è l’Italia».

FONTE Valeria Di Corrado IL TEMPO

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