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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

SEZ.DISABILITà NEWS Portare le donne con disabilità verso l’inclusione

25 Settembre 2016, 11:06am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Portare le donne con disabilità verso l’inclusione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stato presentato a Roma un importante e innovativo progetto quadriennale di ricerca (e prassi), promosso dall’Università di Genova e finanziato con fondi europei, coinvolgendo vari interlocutori italiani e di altri Paesi europei. Si chiama “RISEWISE” (“RISE Women with Disabilities in Social Engagement”, ovvero “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”) e costituisce una vera e propria sfida alla società contemporanea, puntando a cambiare le pratiche di inclusione sociale e a rendere disponibile anche alle donne con disabilità una “vita normale”, fatta di lavoro, istruzione e famiglia

Presentazione di "RISEWISE", Roma, 22 settembre 2016

Anche Giampiero Griffo, membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) e Silvia Cutrera, presidente dell’AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente), hanno partecipato alla presentazione di Roma del Progetto “RISEWISE” (al centro in primo piano)

È decisamente di buon auspicio che proprio negli stessi giorni in cui ilCoordinamento del Gruppo Donne UILDM(Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) ha ampiamente evidenziatosu queste pagine come «alle questioni legate alla condizione delle donne con disabilità, il nostro Paese non sembri proprio prestare molta attenzione», sia stato presentato a Roma, alla presenza dei vari responsabili e interlocutori coinvolti, un importante progetto scientifico quadriennale promosso dall’Università di Genova e denominato RISEWISE (RISE Women with Disabilities in Social Engagement, ovvero, più o meno, “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”).
«Questa – spiega la responsabile scientifica Cinzia Leone – è un’iniziativa all’avanguardia, per quanto riguarda donne, ricerca e disabilità, un’occasione importante per l’Università e anche per la sottoscritta, di fare ricerca e aiutare in un campo dove c’è tanto bisogno e molto disinteresse. Le donne e i ricercatori coinvolti nell’attività di studio – anche uomini – faranno visite presso le Università e le Piccole e Medie Imprese che partecipano al progetto tra ItaliaAustriaSveziaSpagna e Portogallo, implementando buone prassi e apprortando possibili migliorie per la loro vita sociale, lavorativa e familiare».

Con RISEWISE, in sostanza, si intende rispondere a un quesito fondamentale, cercando soluzioni positive a interrogativi ancora aperti: «Può una donna con disabilità essere indipendente e avere le stesse possibilità di un uomo?».
Questo progetto mai sperimentato prima e finanziato con circa 2 milioni di euro di fondi europei, nell’àmbito del programma continentale Horizon 2020, è una vera e propria «sfida alla società contemporanea – prosegue Leone – allo scopo di cambiare le pratiche di inclusione sociale e rendere disponibile anche alle donne con disabilità una “vita normale”, fatta di lavoro, istruzione e famiglia. Perché tra i tanti fattori che rendono difficile l’integrazione, la disabilità è quello trasversale più radicato e persistente. Dal momento poi che gli studi medici, sociali e antropologici sulla disabilità in maniera organica sono relativamente recenti e molto spesso non fanno distinzione precisa di genere, uno degli scopi fondamentali di RISEWISE è anche quello di sviluppare nuove competenze in grado di migliorare l’integrazione sociale e in generale la vita delle donne con disabilità, secondo una prospettiva di genere che promuova un pieno godimento dei diritti e dell’uguaglianza di ogni persona, nel rispetto della differenza».

«Purtroppo – ricorda poi la docente dell’Ateneo genovese – ancora agli inizi degli Anni Novanta il corpo femminile è stato preso in considerazione solo se in condizioni di salute ottimali. Nel 1991, ad esempio, la sociologa femminista canadese Sharon Dale Stonescriveva nella monografia Femminismo e Corpo: “Nessuna malattia, nessuna imperfezione potrebbe essere accettata se la donna non può nasconderle o annullarle […]. Nella nostra cultura, le donne imparano che il loro valore risiede nell’attrattiva del loro corpo. Un corpo non attraente, malato, disabile, vecchio deve essere emarginato”. E ancora, la disabilità è stata ed è spesso considerata come un problema di salute individuale da risolvere con cure mediche, ma qualora l’intervento medico non abbia successo, devono essere previsti un’alternativa e un approccio diverso per permettere inclusione e occupazione. Secondo infatti il “modello sociale” introdotto da Paul Hunt, fondatore dello studio critico sulla disabilità, i vecchi stereotipi dei portatori di handicap, visti come “dipendenti, passivi, inferiori e malati”, vanno superati, insieme agli standard errati in base ai quali la società decide chi è abile e chi no. Le persone con disabilità devono quindi diventare protagoniste attive delle scelte che le riguardano e della vita sociale. Non è infatti il modello medico quello che dev’essere adottato, ma è il valore sociale di ogni persona a dover essere preso in considerazione. Il tutto in presenza di cifre non certo trascurabili, in quanto, lo ricordiamo, secondo i dati Istat e Censis del 2015, le persone con disabilità nel nostro Paese sono fra i 3 e i 4 milioni (tra il 5% e il 6,7% dell’intera popolazione), mentre i dati sulle sole donne con disabilità risalgono al 2008, quando erano stimate essere circa un milione e 700.000».

Partendo dunque da questi presupposti, RISEWISE si caratterizzerà come un progetto scientifico nato per affrontare ogni aspetto della disabilità attraverso un approccio olistico interdisciplinare: sociologia, psicologia, informatica, diritto, ingegneria e politica, con riferimento al quadro normativo esistente e al sostegno delle attuali tecnologie assistive, saranno infatti i vari àmbiti coinvolti. E l’obiettivo sarà segnatamente anche quello diinfluenzare la politica pubblica verso le donne e le donne con disabilità(S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Medea Garrone (addetta stampa diRISEWISE), mede.garrone77@gmail.com.

Il Progetto RISEWISE (RISE Women with Disabilities in Social Engagement)
Aspetti oggetto di analisi
° Analisi delle barriere che affrontano le donne con disabilità nella vita di tutti i giorni.
° Ricerca di una nuova metodologia per l’integrazione nei diversi ambienti di vita (casa, lavoro, società, istruzione, assistenza sanitaria, intrattenimento).
° Individuazione delle migliori pratiche per un nuovo approccio alla disabilità e per diffondere i risultati anche attraverso i responsabili delle politiche sociali (a livello locale e comunitario).
° Pianificazione delle attività di sensibilizzazione e formazione delle persone attraverso lo scambio di personale e la condivisione di conoscenze ed esperienze.
° Promozione dei risultati e loro attuazione nel prossimo futuro in Europa, fissando collaborazioni e obiettivi a lungo termine.

Approccio metodologico
Aspetto molto importante è che la ricerca sarà effettuata da parte di persone che sono indistacco intersettoriale presso Istituzioni di altri Paesi. E queste saranno per la maggior parte donne con disabilità che lavorano nelle Istituzioni partner. La diversità di culture, lingue e condizioni socio-economiche sarà un elemento molto utile per fare un confronto metodologico e condividere le esperienze al fine di giungere all’applicazione dei nuove pratiche inclusive.
L’aspetto innovativo di RISEWISE consiste proprio nella partecipazione attiva delle donne con disabilità insieme agli scienziati e al personale coinvolti. Le persone che si sposteranno agiranno in qualità di osservatori e porteranno loro conoscenze ed esperienze. La metodologia prevede mezzi per documentare le osservazioni in modo sistematico, e la condivisione di queste osservazioni in un archivio comune.

Fasi progettuali
1. La formazione, che sarà effettuata a più livelli per facilitare le attività durante distacchi. L’esperienza collettiva in forma di un insieme di metodi per l’integrazione.
2. I casi di studio: per migliorare la conoscenza e la definizione di buone pratiche, ma anche per una politica consolidata da attuare nella società, al fine di potenziare la vita delle donne con disabilità.
3. Una rete di collaborazione, che permetterà ad ogni partecipante di contribuire alla valorizzazione degli altri in modo diretto ed efficace.
4. La promozione del progetto rappresenterà uno strumento immediato, ma anche di lunga durata, per promuovere la condivisione delle conoscenze e la sostenibilità dei risultati.
5. Le attività di sensibilizzazione e diffusione: tutti i partner saranno impegnati nel coinvolgimento del pubblico

Ricadute positive
° Le donne con disabilità
 avranno l’opportunità di lavorare in un altro ambiente, in altri Paesi e settori, saranno considerate come i colleghi maschi. Vedranno realizzarsi il loro potenziale. Potranno anche imparare dalla metodologia per osservare, riferire, analizzare e implementare nuovi metodi per la ricerca sociale e per l’integrazione e l’inclusione. Questa esperienza aprirà nuove opportunità per lo sviluppo della carriera, non solo per le nuove conoscenze acquisite, ma anche perché dimostrerà che sono in grado di essere protagoniste nella ricerca e nell’innovazione in un contesto internazionale e multisettoriale.
° I ricercatori potranno confrontarsi con una nuova metodologia, che integra diversi metodi e ha nuove prospettive di attuazione. Avranno l’opportunità di lavorare su due livelli, quello individuale, grazie al periodo di distaccamento, e quello collettivo, grazie all’analisi e al consolidamento di conoscenze ed esperienze, acquisendo nuove abilità sull’applicazione dei metodi di ricerca sociale e di integrazione, su base multiculturale.
° Gli specialisti di assistenza sanitaria, che di solito si concentrano sul singolo caso per il trattamento, godranno di una prospettiva più ampia. La loro collaborazione sarà fondamentale per l’identificazione di nuovi metodi e tecniche per lo sviluppo di progetti futuri. La loro integrazione in team multidisciplinari sarà un’opportunità per migliorare la loro carriera.
° I ricercatori e gli ingegneri ICT [tecnologia e comunicazione, N.d.R.] avranno la possibilità di interagire meglio con le donne con disabilità, comprendendone di più i bisogni e potendo così sviluppare in modo mirato le tecnologie di assistenza.
° Gli assistenti sociali e i politici avranno l’occasione per definire obiettivi chiari, stabilendo le priorità dei bisogni della collettività, e una migliore conoscenza delle soluzioni esistenti realizzabili. Questo permetterà di offrire proposte concrete e piani d’azione per lo sviluppo nelle loro organizzazioni. Individualmente, il patrimonio acquisito attraverso la condivisione delle conoscenze li arricchirà con nuovi metodi e competenze.(M.G.)

SUPERANDO.IT

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SEZ.DISABILITà NEWS DUE 12ENNI PROVOCANO LESIONI A UNA COMPAGNA DI SCUOLA DISABILE

24 Settembre 2016, 12:47pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS DUE 12ENNI PROVOCANO LESIONI A UNA COMPAGNA DI SCUOLA DISABILE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutto episodio in Lombardia. Due 12enni sono state segnalate all'Autorità Giudiziaria minorile da parte dei carabinieri di Legnano. Le due, non imputabili, si sarebbero rese responsabili di lesioni personali provocate a una coetanea, compagna di classe, affetta da parziale ritardo cognitivo. L'episodio, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe avvenuto a Busto Garolfo, presso l'abitazione di una delle due giovani. Sul caso gli inquirenti mantengono il riserbo e non forniscono ulteriori dettagli, mentre stanno svolgendo ulteriori accertamenti per escludere il coinvolgimento di altre persone di età maggiore. La vittima è stata ricoverata cautelativamente, per alcune lesioni ed ecchimosi riscontrate sul corpo. È stata perciò trattenuta in osservazione in ospedale.

LEGGO.IT

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SEZ.DISABILITà NEWS Bene il futuro, ma prima ci sono i problemi del presente

24 Settembre 2016, 09:18am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Bene il futuro, ma prima ci sono i problemi del presente

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Tutto molto apprezzabile», dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM, riferendosi al secondo Programma di Azione Biennale, documento che è al centro dei lavori della Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, in corso di svolgimento a Firenze. «E tuttavia – aggiunge – il Programma si riferisce al futuro, prossimo o anteriore, mentre noi siamo profondamente preoccupati del presente, a partire dalle centinaia di casi di violazione del diritto costituzionale allo studio: la Conferenza dev’essere l’occasione per denunciarlo a gran voce e pretendere soluzioni immediate»

Marco Rasconi

Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM, in un tram del capoluogo lombardo (foto di Paola Cominetta)

Come si legge in una nota diffusa dallaUILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), «la Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, in corso di svolgimento a Firenze, rappresenta anche per la nostra Associazione un’opportunità di incontro e di confronto con le Istituzioni e le altre organizzazioni di persone con disabilità e loro familiari. In particolare, abbiamo analizzato il secondoProgramma d’Azione Biennalepredisposto dal Governo sulla base delle indicazioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, documento che è al centro della Conferenza, e ne riteniamo i contenuti in larga misura apprezzabili e condivisibili. Per altro, non potrebbe essere altrimenti: infatti, molte delle istanze che esso contiene sono state espresse dalle Associazioni negli anni e nel lavoro dell’Osservatorio Nazionale».
«Tutte le linee di intervento proposto – prosegue la nota – rientrano nell’interesse della UILDM, a partire dal tema della salute, ancor più delicato in previsione della definitiva entrata a regime di discutibili nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), oppure pensando a quello della scuola e del diritto allo studio. E ancora la sfida della vita indipendente, punto centrale negli impegni politici della UILDM in questi ultimi vent’anni. O la questione della promozione e della garanzia della progettazione universale, aspetto su cui la nostra Associazione è già attiva dagli Anni Settanta».

«Tutto molto apprezzabile – commenta Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM – anche se alcuni accenti andrebbero ulteriormente enfatizzati. E ci sono anche dei coni d’ombra di non poco conto, il primo dei quali è la reale attuazione del precedente Programma d’Azione del 2013 [DPR del 4 ottobre 2013, N.d.R.], di cui il ServizioHandyLex.org ha presentato qualche tempo fa un puntuale e rigoroso rapporto, evidenziandone il sostanziale fallmento. Non possono dunque bastare la cosiddetta Legge sul “Dopo di noi” (Legge 112/16, Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), sulla quale per altro c’è più di qualche riserva, né un’incompleta riforma del collocamento mirato, né i 5 milioni che l’ultima Legge di Stabilità ha riservato a progetti sperimentali per la vita indipendente».
Uno dei principali rischi da evitare è quindi, secondo Rasconi, che il nuovo Programma d’Azione non abbia lo stesso esito del precedente. «E tuttavia – sottolinea – senza una precisa governance, responsabilità, tempi e finanziamenti certi, anche questo Programma rimarrà l’ennesimo elenco di intenti, oltre a non attuare concretamente la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Pertanto, insieme ai punti in programma, si precisi con chiarezza come attuarli, di chi è la regia e di chi le responsabilità».

«In ogni caso – conclude il Presidente della UILDM – il Programma si riferisce al futuro, prossimo o anteriore. Noi siamo invece profondamente preoccupati del presente, di quello che sta accadendo in questi giorni: la Conferenza deve essere l’occasione perdenunciarlo a gran voce e pretendere soluzioni immediate. Insieme ad altre Associazioni, ad esempio, raccogliamo in questi giorni e in queste ore centinaia di casi di violazione del diritto costituzionale allo studio. L’inclusione scolastica sta tornando indietro di dieci anni: trasporto, assistenti personali, insegnanti di sostegno sono di fatto negati ai bambini e ai ragazzi con disabilità, cosicché questo anno scolastico per molti di loro non è ancora iniziato, non inizierà o sarà contrassegnato dall’isolamento o dall’esclusione. Prima di parlare di futuro, quindi, si dia un segno tangibile e immediato sul presente».(S.B.)

SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Lazio: segnalate i disservizi nella scuola

20 Settembre 2016, 10:36am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Lazio: segnalate i disservizi nella scuola

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con l’obiettivo di condurre azioni mirate a garantire i diritti fondamentali degli studenti con disabilità della Regione, in questo periodo di difficile transizione, la FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sta effettuando un monitoraggio dei disservizi riscontrati dalle persone e dalle famiglie, attraverso un semplice e breve questionario, che il nostro giornale mette naturalmente a disposizione dei Lettori

Alunno in carrozzina e professoressaScuola: anno nuovo, problemi vecchi (se non peggio): così avevamo titolato la scorsa settimana, riferendo della difficile situazione riguardante gli studenti con disabilità, «per troppi dei quali – come ha anche sottolineato alla Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di FirenzeVincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento – la scuola non sta iniziando o sta iniziando in modo discriminatorio».
Quel se non peggio del nostro titolo era segnatamente riferito alle conseguenze della Legge56/14 – meglio nota come “Legge Delrio” – che ha portato alla soppressione delle Province, a seguito della quale, come ricorda Daniele Stavolo, presidente della FISH Lazio, «il passaggio delle competenze in materia di inclusione scolastica per le persone con disabilità ai Comuni, alle Città Metropolitane o a Enti con funzioni di Area Vasta e il faticoso processo di riorganizzazione dei servizi di assistenza e trasporto hanno creato e stanno creando, con l’inizio dell’anno scolastico, disservizi anche gravi per le famiglie interessate». Cosicché, sottolinea Stavolo, «i ritardi a più livelli (Governo, Conferenza Unificata, Regioni) a cui stiamo assistendo nel procedimento di assegnazione delle funzioni specifiche, di reperimento delle risorse necessarie, e nella programmazione sistematica degli interventi e dei servizi adeguati sono in evidente contrasto con le numerose tutele riconosciute all’effettivo esercizio del Diritto all’Istruzione degli allievi con disabilità, sia da normative internazionali quali la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata eresa esecutiva dalla Legge dello Stato 18/09, sia dall’ordinamento interno, (tra le altre, dalla Legge 104/92), sia dalla recente Giurisprudenza Amministrativa in materia (per quanto riguarda in particolare il trasporto scolastico, vanno ricordate le sentenze del Consiglio di Stato 3950/13 e 3953/13)».

Al fine dunque di condurre azioni mirate a garantire questi diritti fondamentali per gli studenti del Lazio, in questo periodo di difficile transizione, la FISH Regionale sta effettuando unmonitoraggio dei disservizi riscontrati dalle persone e dalle famiglie, attraverso unsemplice e breve questionario, che mettiamo naturalmente a disposizione dei Lettori.(S.B.)

FONTE  SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS FISH: è indispensabile un cambio di passo

20 Settembre 2016, 10:08am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS FISH: è indispensabile un cambio di passo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il nuovo Programma d’Azione sulla Disabilità, presentato dal Governo, accoglie in larga misura le istanze dell’Osservatorio Nazionale cui abbiamo partecipato attivamente. E tuttavia a Firenze abbiamo voluto sottolineare come del precedente Programma, approvato nel 2013, ben poco sia stato attuato. E lo ribadiamo: è indispensabile un cambio di passo, altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH, a conclusione dei lavori della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità

Giuliano Poletti e Franca Biondelli

Giuliano Poletti e Franca Biondelli, rispettivamente ministro e sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, hanno rappresentato il Governo alla quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Firenze

«Il Programma d’Azionepresentato alla Conferenza Nazionale accoglie in larga misura le istanze espresse dall’Osservatorio Nazionale al quale abbiamo partecipato attivamente, insieme a molte altre voci. E tuttavia a Firenze abbiamo voluto sottolineare come del precedente Programma d’Azione, approvato nel 2013, ben poco sia stato attuato. E lo ribadiamo: è indispensabile un cambio di passo, di relazioni, di governance, altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta».
Lo dichiara Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a conclusione della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, svoltasi nei giorni scorsi a Firenze, che nonostante la quasi nulla copertura dell’evento da parte degli organi d’informazione generalisti e della televisione pubblica, ha potuto contare su una partecipazione molto ampia, con circa duemila presenze da parte di persone con disabilità, operatori e amministratori.
Come da agenda dei lavori, Giuliano Poletti e Franca Biondelli, rispettivamente ministro e sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno presentato per conto del Governo il secondo Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, predisposto sulla base delle indicazioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

«L’indispensabile cambio di passo di cui si parlava – aggiunge Falabella – costituisce una sfida che comporta un rinnovato e rafforzato ruolo dell’Osservatorio, ma anche l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali e un forte coordinamento delle azioni e delle politiche, una certezza delle risorse e una razionalità nella loro allocazione in funzione della piena inclusione delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sono questi gli aspetti fondamentali per un futuro realmente diverso, e insieme ad altri ugualmente strategici, li abbiamo sottolineati anche in un nostro documento pubblico, che enfatizza alcune istanze strategiche, quali il contrasto alla segregazione e la reale attuazione dellaConvenzione ONUancor più dopo le Osservazioni Conclusive rivolte all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. È quindi impellente anche ristrutturare i servizi per la collettività (tutta) tenendo conto della prospettiva della disabilità e del genere, di considerare la disabilità nelle politiche sociali, per il lavoro, di contrasto alla povertà, per la mobilità, per lo sviluppo e per l’equità».
Non solo politiche specifiche, quindi, nei pensieri della FISH, ma anche politiche complessive rivolte davvero a tutti.

Il pensiero della Federazione va poi al preannunciato Piano per le Non Autosufficienze, ricordando anche che a margine della Conferenza di Firenze, il presidente del ConsiglioRenzi ha anticipato un aumento del Fondo per le Non Autosufficienze.
«Riteniamo – commenta Falabella – che sia un pezzo delle politiche sociali assai rilevante e che si debba iniziare innanzitutto dall’adozione di una condivisa nozione di persone con necessità di sostegno intensivo, differenziato sulla base dell’intensità del sostegno necessario. E di qui partire per fissare Livelli Essenziali di Assistenza e quindi diritti certi ed esigibili in ogni angolo del Paese».
«E in ogni caso – conclude il Presidente della FISH – vi sono anche urgenze che non possono attendere il domani. In questi giorni e in queste ore, ad esempio, l’emergenza scuola è drammatica: per troppi bambini con disabilità la scuola non sta iniziando o sta iniziando in modo discriminatorio: raccogliamo infatti centinaia di segnalazioni di mancata assegnazione di assistenti materiali, di servizi di trasporto, di sostegno didattico. Una violazione di un diritto costituzionale che è inaccettabile e a cui va data risposta qui e adesso». (S.B.)

FONTE SUPERANDO

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SEZ. DISABILITà NEWS Cade dalla carrozzina e muore in ospedale, giallo sulla dinamica

20 Settembre 2016, 07:51am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS Cade dalla carrozzina e muore  in ospedale, giallo sulla dinamica

INSEITO DA MICHELE PAPPACODA PADOVA - Caduto dalla carrozzina, lungo l’argine, privo di sensi. È stato trovato così Corrado Canato, 53 anni, residente a Padova, ma originario di Correzzola, dove abita la famiglia di origine, in via Papa Giovanni XXIII. Trasportato in ospedale, è deceduto poco dopo. Stroncato forse da un malore, ma non si esclude che sia stato vittima di un incidente. È accaduto ieri nella frazione di Brenta d’Abbà, a Correzzola. A causa di una malattia rara Corrado era disabile e si spostava con una carrozzina elettrica. Ieri, uscito dopo pranzo, alle 14, da casa dei genitori, deve essersi indirizzato lungo l’argine del Brenta che dista cinque chilometri almeno dall’abitazione.

di Donatella Vetuli IL GAZZETTINO.IT

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SEZ. DISABILITà NEWS POLITICA Disinfestazione scuole e assistenza a studenti disabili, ritardi evitabili

14 Settembre 2016, 08:50am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS POLITICA Disinfestazione scuole e assistenza a studenti disabili, ritardi evitabili
inserito da Michele Papppacoda AUGUSTA – La scorsa settimana si sono registrate alcune segnalazioni a mezzo social network da parte di genitori di alunni frequentanti diversi istituti comprensivi di Augusta, in merito alla prevista disinfestazione dei locali e manifestando perplessità sull’esecuzione dei lavori in tempo per l’apertura dell’anno scolastico.

Interviene in data odierna il consigliere comunale di opposizione Biagio Tribulato, rilevando: “Siamo all’inizio dell’anno scolastico e diverse carenze ancora si registrano. Sebbene più volte segnalate all’Amministrazione, purtroppo ci si è attardati ad espletare l’adeguata disinfestazione nei plessi scolastici degli istituti comprensivi, la quale, con comunicazione telefonica del responsabile del sesto settore, si svolgerà questa notte“.

Inoltre, il consigliere evidenzia che “tra le problematiche esistenti sicuramente ci sarà il problema dell’assistenza igienico-sanitaria ai ragazzi portatori di handicap, che nemmeno questo anno si potrà dire di tenersi in contemporanea con l’apertura dell’anno scolastico“.

Tribulato si rivolge all’assessore comunale competente: “Il consiglio è quello di programmare preventivamente al fine di garantire un’adeguata attenzione alla categoria dei ragazzi diversamente abili, senza accollare il peso a loro e alle loro famiglie di una mancata serenità sin dal primo giorno di scuola“.

Infine sul servizio Asacom: “Esprimo soddisfazione per il risultato raggiunto, sollecitato già lo scorso anno all’Amministrazione, dove chiedevo che il servizio di assistenza alla comunicazione venisse ripristinato per gli alunni sordomuti: mi si dà conferma oggi dagli uffici alle politiche sociali che la variazione è stata autorizzata dalla Regione e pertanto, oltre l’assistenza all’igiene, ripartirà anche quella alla comunicazione, sebbene resto dell’idea che una così delicata situazione non possa atteggiarsi come “una coperta che si tira da tante parti”, ma dovrebbe lo Stato prendere in considerazione il serio problema e normarlo una volta per tutte, per garantire il diritto all’istruzione di tutti“.

A riguardo, rivolge un appello al neo commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Siracusa: “Dia risposte certe agli alunni portatori di handicap delle scuole superiori di Augusta, alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici e ai docenti, affinché la problematica del servizio Asacom venga risolta nel più breve tempo possibile e possano essere tutti messi in condizione di andare “serenamente” a scuola“.

http://www.lagazzettaaugustana.it/disinfestazione-scuole-e-assistenza-a-studenti-disabili-ritardi-evitabili/

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SEZ.DISABILITA NEWS La maternità vissuta da una donna disabile, a volte è un problema troppo grande

8 Settembre 2016, 08:03am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITA NEWS La maternità vissuta da una donna disabile, a volte è un problema troppo grande

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ci sono delle barriere che sono ancora più difficili di quelle architettoniche. Sono i muri fatti di silenzio, paure e pregiudizi. Poi, ad aggravare delle situazioni già di per sé non facili, intervengono gli ostacoli architettonici e la carenza di servizi. Ecco allora che pensare di diventare mamme quando si è affette da una disabilità diventa un problema a volte troppo grande.

Molte donne si ritrovano così a dover combattere contro la loro stessa natura. Avere un figlio o anche di più ma essere consapevoli che non sarà di certo una passeggiata. Dai lettini irraggiungibili per ecografie e visite ginecologiche, ai gradini sempre troppo alti per passare poi agli stessi medici che spesso scoraggiano quel tanto naturale desiderio di maternità.

Nella sezione Disabilità del Corriere, a riguardo, si fa un’analisi approfondita sugli ostacoli che incontra una donna disabile che desidera diventare mamma, attraverso delle storie. Quella di Deborah, Giulia e Simona che raccontano le loro vite alla presa con quell’importante scelta.

Secondo una ricerca diffusa da Susanna Usai, una laureanda in ostetricia dell’Università di Sassari, tra le paure più grandi di una mamma affetta da disabilità c’è quella di trasmettere la malattia al nascituro.

Molte avrebbero voluto partorire spontaneamente e non con il cesareo e altre ancora speravano di avere un maggiore sostegno da parte dei sanitari. A riguardo, la ricercatrice ha deciso di dar vita e diffondere un questionario che le donne possono compilare in forma anonima per capire meglio quali sono le barriere fisiche e mentali che ancora s’imbattono sulle donne nel pre e nel post partum.

Di queste paure e dei tanti dubbi che affliggono le donne disabili è consapevole anche l’Aism, l’associazione italiana sclerosi multipla che da qualche anno ha attivato lo sportello “Tutto parla di te” in sostegno alle donne che scelgono di intraprendere questo emozionante ma impegnativo percorso. Alle mail rispondono delle donne che hanno affrontato la gravidanza e il parto con la sclerosi multipla.

Una di loro è Deborah Chillemi, cui la malattia è stata diagnosticata a 28 anni. Dopo lo sconforto iniziale, la giovane aveva capito di non potersi lasciare prendere dalla paura e di non voler rinunciare ad avere dei figli.

Due anni dopo la diagnosi, lei e il marito hanno avuto il primo bambino. Ci sono state fasi in cui la malattia si è riacutizzata, con evidenti ricadute ma per Deborah “qualunque sia la scelta, è importante che la malattia non costituisca una barriera mentale, un limite al proprio desiderio di maternità. La sclerosi multipla è una sfida che si combatte ogni giorno: personalmente ho deciso che io sto avanti e lei sta indietro, non le permetto di condizionare la mia vita“.

Altre due storie sono quelle di Simona Mazza e Giulia Aligheri. Simona ha scoperto di essere stata colpita dalla Sclerosi multipla dopo la nascita della seconda figlia. “Ero ancora autonoma quando ho avuto la prima bambina – racconta – . Poi sono iniziati i problemi: la malattia è imprevedibile e le ricadute si presentano all’improvviso. Sono rimasta completamente bloccata per un anno e mezzo, poi ho ripreso a camminare ma non guido più e non riesco a fare tutto come prima. Un giorno una delle mie figlie mi ha chiesto: ‘Mamma muori?’. Ho dovuto rassicurare entrambe, ma senza raccontare frottole“. Un esempio di come fare la mamma sia impegnativo ma non impossibile. “Se sei costretta ad andare in ospedale anche solo per una visita, qualcuno deve occuparsi dei tuoi figli. E allora c’è bisogno dell’aiuto di tutti: partner, genitori, amici“.

Ancora più complicata è la storia di Giulia e del marito, entrambi affetti da Sclerosi multipla. Insieme hanno deciso di dare alla luce il piccolo Andrea, che ora ha 14 mesi. “C’era il rischio che anche nostro figlio potesse ammalarsi, ma non ci siamo lasciati intimidire dalle percentuali e non ha vinto la paura: il desiderio di un figlio ti fa sentire più forte, soprattutto se hai accanto la persona giusta, che ami e condivide le tue scelte“.

FONTE http://www.lavocedeltrentino.it/2016/09/02/la-maternita-vissuta-donna-disabile-volte-un-problema-grande/

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SEZ.DISABILITA NEWS SOCCORRERE LE PERSONE DISABILI NEI GRANDI DISASTRI: PROGETTO DELLA REGIONE TOSCANA

8 Settembre 2016, 08:02am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITA NEWS SOCCORRERE LE PERSONE DISABILI NEI GRANDI DISASTRI: PROGETTO DELLA REGIONE TOSCANA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Coinvolge tre comuni e prevede tre giornate di analisi e studio: l'obiettivo è migliorare i Piani comunali di emergenza e renderli sempre più adeguati. Buone pratiche e comportamenti con persone con disabilità fisica, sensoriale e psichica

FIRENZE - "Emergenza! Dialogo tra disabilità e Protezione Civile". E' il progetto approvato dalla Regione Toscana e frutto della collaborazione tra la Direzione Diritti di cittadinanza e Coesione Sociale e la Direzione Difesa del suolo e Protezione Civile, insieme ad Anci Toscana e al Cesvot, finalizzato a migliorare i Piani comunali di emergenza, al fine di renderli sempre più adeguati alle esigenze delle persone con disabilità che, in situazioni di calamità, necessitano di particolari attenzioni e procedure.

Il progetto, gestito dal Centro Regionale per l'accessibilità (CRID), si è realizzato in tre comuni toscani (Poggio a Caiano, Castelnuovo Garfagnana e Monte San Savino) nel primo semestre del 2016 e si è articolato in tre giornate per ognuno dei tre comuni. Nella prima giornata sono stati analizzati i casi di sisma e emergenza idrogeologica che hanno interessato i rispettivi territori compiendo una analisi critica dei comportamenti e delle tecniche utilizzate, con particolare riguardo agli interventi su persone con disabilità.

Nella seconda giornata, con il prezioso contributo di Stefano Zanut dei Vigli del Fuoco, è stato discusso il problema del soccorso alle persone con disabilità, fornendo indicazioni su metodi e tecniche di intervento. Nella terza giornata si è provato a sintetizzare le "buone pratiche" e i comportamenti da tenere in occasione di emergenze nei confronti delle persone con disabilità fisica, sensoriale e disabilità psichica. Tali buone pratiche hanno avuto il senso di andare ad integrare poi i Piani Comunali di Protezione Civile.

Questo percorso ha avuto una fortissima adesione da parte delle comunità locali, tanto che nei tre comuni i gruppi proseguiranno il lavoro in forma permanente sia per definire insieme le procedure migliori da inserire nel Piano comunale di emergenza, individuando criticità e proposte operative, ma anche per rendere stabile un ruolo nuovo e più efficace della persona disabile nel sistema della protezione civile. Il primo ottobre, infine, in occasione del convegno dell'Anci Toscana "Dire & Fare" a Siena,  una sessione sarà dedicata proprio a questa esperienza.

FONTE http://superabile.it/web/it/REGIONI/Toscana/News/info-953095291.html

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SEZ. DISABILITà NEWS I parchi non si visitano, si devono vivere

30 Agosto 2016, 10:06am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS I parchi non si visitano, si devono vivere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Rampe e passerelle, parcheggi riservati, segnaletica chiara anche a chi ha deficit visivi o cognitivi, aree di sosta e servizi privi di barriere: glistrumenti per l’inclusionedovrebbero essere noti a tutti i progettisti. Quello che serve, in particolare all’interno dei parchi naturali e in considerazione del loro valore per il benessere personale e sociale, è fare un passo ulteriore e rendere accessibili non solo i percorsi, ma anche le esperienze, “perché i parchi non si visitano, si devono vivere”»: è questo uno dei principali messaggi emersi dall’interessante convegno intitolato Parchi naturali e didattici: una bella storia da comunicare, tutto dedicato all’accessibilità dei parchi naturali e svoltosi qualche tempo fa presso il Parco di San Rossore (Pisa) (se ne legga anche la nostra ampiapresentazione).

L’iniziativa – che ha messo a confronto progettisti, architetti, agronomi, esperti di ambiente, mobilità e comunicazione – è stata voluta da CERPA Italia (Centro Europeo per la Ricerca e la Promozione dell’Accessibilità), con la collaborazione e il contributo della Regione Toscana, del CRID-TSC (Centro Regionale di Informazione e Documentazione sull’Accessibilità) e dello stesso Parco di San Rossore, «soggetti che – come si era detto a suo tempo – condividono come comune denominatore la centralità della persona, i suoi bisogni rispetto alla disabilità e vulnerabilità, il benessere ambientale e la sicurezza all’interno di una dimensione inclusiva, ossia non discriminante, avendo a cuore, contemporaneamente, l’educazione alla conoscenza e al rispetto della natura ospitante».

Attualmente, nel sito di CERPA Italia, sono già disponibili tutti gli atti del convegno e anche numerose videointerviste realizzate con relatori e ospiti, oltre a un breve reportage sul camminamento per carrozzine, che scorrendo lungo il fiume Morto Vecchio, porta fino alle dune in riva al mare del Parco di San Rossore. Ne suggeriamo caldamente la consultazione.(S.B.)

SUPERANDO

 

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