Sez. Disabilità news Promotore finanziario truffatore Raggirava ciechi e disabili al 100%

INSERITO DA MORENA MOTTA «Pensavo fosse il mio migliore amico, invece mi ha rovinato». Gabriele Mattacchione, 52 anni, residente a Sora, è affetto da retinite pigmentosa, una malformazione genetica dell’occhio che porta progressivamente alla riduzione della vista. A partire dal 1988 iniziò ad affidare tutti i suoi risparmi a Patrizio Antonio Pompilio. Originario del suo stesso paese, il 54enne aveva fatto da testimone al suo matrimonio e aveva sposato la cugina di sua moglie. Insomma, era una persona in cui Gabriele riponeva totale fiducia. Nell’arco di 25 anni, gli ha versato complessivamente 650 mila euro. La speranza era che il promotore finanziario, facendo fruttare quella somma, gli avrebbe permesso di sottoporsi alle migliori cure mediche. Speranza che è crollata nel 2013, quando Mattacchione ha scoperto che di quei soldi erano rimasti pochi «spicci». L’ha subito denunciato alla polizia e ora Pompilio è accusato di truffa, «perché, agendo in qualità di promotore finanziario della banca Mediolanum – si legge nel capo d’imputazione – approfittando delle particolari condizioni di Mattacchione, soggetto ipovedente, e avendo carpito la fiducia dello stesso quale professionista affidabile, si impossessava del suo intero patrimonio», facendogli firmare documenti che (a suo dire) gli avrebbero permesso di fare investimenti vantaggiosi. La prima udienza del processo sarà a ottobre.
Le indagini hanno permesso di appurare che sarebbero una trentina le vittime cadute nella rete di Pompilio. «Ha distrutto intere famiglie – racconta Gabriele – portava documentazione falsa, faceva firmare assegni in bianco, aveva un potere indescrivibile. Ha truffato anche una signora con un figlio disabile al 100%. Io non ho mai sospettato di nulla. Poi un giorno mi ha chiesto di prestargli 25 mila euro. Quando ho visto che non me li restituiva, gli ho detto di ridarmi tutto il capitale investito e mi sono accorto che erano rimasti solo 5 mila euro». «Ora non posso più andare a Pisa a fare le punture agli occhi perché non ho soldi – spiega il 52enne – Sono sempre in contatto con i ricercatori, ma anche se un domani dovesse esserci la possibilità di impiantare un occhio bionico, non potrei permettermi l’intervento. Lui, invece, da quando è stato scoperto, dice di essere diventato bipolare. Prende anche la pensione dall’Inps. Va in giro con un cane per la pet-therapy, quando fino a due anni girava con una macchina 4 mila di cilindrata, sigaro cubano e cappello da Tex Willer. Questa è l’Italia».
FONTE Valeria Di Corrado IL TEMPO
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