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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE ABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il Braille, strumento sempre attuale di pari opportunità

15 Febbraio 2017, 14:29pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE ABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il Braille, strumento sempre attuale di pari opportunità

INSERITO DA MORENA MOTTA «Inventato quasi duecento anni fa, il sistema Braille ha rappresentato e ancora oggi rappresenta per oltre trenta milioni di ciechi nel mondo la vera opportunità per fruire, al pari degli altri cittadini, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione. La modernità e l’efficacia del sistema sono ulteriormente dimostrate dall’impiego sempre più ampio del Braille nell’àmbito delle tecnologie informatiche e digitali»: così Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI, presenta la Decima Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, che prevede numerose iniziative promosse in tutta Italia.

«Inventato a Parigi quasi duecento anni fa, il sistema Braille ha rappresentato e ancora oggi rappresenta per tutti i ciechi nel mondo la vera opportunità per respingere lo spettro dell’analfabetismo e per fruire, al pari degli altri cittadini, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione. La modernità e l’efficacia del sistema, se mai ve ne fosse ancora bisogno, sono ulteriormente dimostrate dall’impiego sempre più ampio del Braille nell’àmbito delle tecnologie informatiche e digitali, dove oggi viene addirittura integrato sotto forma di tastiera virtuale, come mezzo di scrittura touchscreen».
Così Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti), introduce la Decima Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio prossimo, fissata dalla Legge 126/07, ove si parla tra l’altro di «una ricorrenza volta a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti».
Si tratta altresì di una celebrazione che contribuisce a dare ulteriore valore al sistema inventato da Louis Braille, il genio francese divenuto cieco a soli tre anni in seguito a un incidente nel laboratorio del padre. La data del 21 febbraio è stata scelta perché coincidente con la Giornata Mondiale della Difesa dell’Identità Linguistica, promossa dall’Unesco.
«Il Braille – aggiunge Barbuto – è un sistema che aiuta più di trenta milioni di ciechi nel mondo: è diventato la “vista” dei ciechi. Così come i vedenti usano gli occhi per leggere qualsiasi libro e giornale, noi abbiamo il Braille, unico strumento che consente un accesso diretto e non mediato alla cultura».

Tra le numerose iniziative promosse per l’occasione dalle Sezioni Territoriali e dai Consigli Regionali dell’UICI in tutta Italia, ne segnaliamo due fra tutte, vale a dire il convegno organizzato a Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, per la giornata di sabato 18 febbraio, dal titolo Il valore della testimonianza e dell’impegno a 10 anni dalla scomparsa di Carlo Monti [Carlo Monti fu uno tra i primi ciechi a rompere la tradizione delle “scuole speciali”, N.d.R.], che vedrà la partecipazione, oltreché del già citato Mario Barbuto, di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille, di don Andrea Bigalli, referente per la Toscana dell’Associazione Libera, di Tommaso Daniele, presidente onorario dell’UICI, di Emanuela Scribano dell’Università di Venezia, di Antonio Quatraro e Barbara Leporini, presidente e consigliera dell’UICI Toscana, di Virgilio Moreno Rafanelli, vicepresidente dell’UICI di Pistoia.
Lunedì 20 febbraio, poi, il convegno di Bari intitolato Il Braille è la via maestra per la libertà di pensiero, ancora con Mario Barbuto Nicola Stilla, insieme a Luigi Iurlo, presidente dell’UICI Puglia, e agli altri rappresentanti dell’UICI locale Giuseppe La PietraGiuseppe Catarinella ed Enrico Palladino(S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Tagli al sociale e alle non autosufficienze: si auspicano smentite

14 Febbraio 2017, 12:04pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI  PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Tagli al sociale e alle non autosufficienze: si auspicano smentite

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Assieme a migliaia di persone con disabilità, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) attende dal Governo una netta smentita alle insistenti voci di tagli ai Fondi Nazionali per le Politiche Sociali e per le Non Autosufficienze, voci che il presidente della stessa FISH, Vincenzo Falabella, giudica quanto meno offensive. In particolare, a proposito della dotazione di 500 milioni di euro al Fondo per le Non Autosufficienze, dichiara senza mezzi termini: «Non ci lasceremo scippare questa conquista che è il primo tassello per politiche più inclusive e servizi più efficaci»

Disegno di omino che segna lo stop«Da anni stiamo ipotizzando l’avvio di un Piano per la Non Autosufficienza. Finalmente c’è un impegno politico in questo senso, risultato di una pressione molto forte dell’intero movimento delle persone con disabilità. I 500 milioni destinati al Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze per il 2017 rappresentano un traguardo raggiunto con impegno e con lotte di persone con disabilità, loro familiari, associazioni. Non ci lasceremo scippare questa conquista che è il primo tassello per politiche più inclusive e servizi più efficaci».
A dichiararlo è Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che giudica quanto meno offensiva la voce di una riduzione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, in questi «giorni febbrili di confronto-scontro fra le Regioni e il Ministero dell’Economia», come vengono definiti dalla stessa FISH, con le Regioni che erano state «chiamate a stringenti clausole di salvaguardia», ma che «non sempre né ovunque sono state in grado di rispettarne la perentorietà», mentre il Ministero, da parte sua, «spinge verso un rigoroso e rigido controllo dei conti e del loro equilibrio tentando, di conseguenza, di ridurre i trasferimenti alle Regioni stesse».

«Il primo tentativo – prosegue la nota della FISH – è stato denunciato nei giorni scorsi dal coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni Massimo Garavaglia e riguarda il fronte della Sanità: ridurre cioè i trasferimenti a quest’ultima, proprio all’indomani dell’approvazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e di una Legge di Bilancio che ne prevedeva una già limitata copertura finanziaria. Avendo pertanto incontrato una durissima opposizione da parte delle Regioni, l’attenzione del Ministero sembrerebbe ora spostarsi sul Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (appena poco più di 300 milioni di euro) e su quello per le Non Autosufficienze (500 milioni per il 2017). Voci insistenti, infatti, ne prospettano una riduzione al fine di recuperare almeno 400 milioni», donde la ferma posizione espressa da Falabella.

Anche sul Fondo per le Politiche Sociali, per altro, si esprime con nettezza il Presidente della FISH, sottolineando che il taglio di esso è «un’ipotesi da rispedire con durezza al mittente. Abbiamo infatti sempre ritenuto risibile la destinazione a quel Fondo, che dovrebbe affrontare emergenze, ma, soprattutto, sostenere la qualità delle politiche sociali nel nostro Paese. Si può bene immaginare come possiamo accogliere questa ipotesi che, se concretizzata, sarebbe fonte di ulteriore disparità, emarginazione, diseguaglianza».

Assieme dunque a migliaia di persone con disabilità, la FISH attende dal Governo una netta smentita a quelle voci, che però, al momento, non è ancora arrivata. (S.B.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Sostegno alle persone con disabilità colpite dal sisma e alla ricerca scientifica

13 Febbraio 2017, 10:43am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Sostegno alle persone con disabilità colpite dal sisma e alla ricerca scientifica

INSERITO DA MORENA MOTTA «Non atti simbolici di un solo giorno, ma concrete azioni a sostegno quotidiano delle comunità terremotate e in particolare delle persone con disabilità»: così Giovanni Battista Pesce, presidente dell’AICE (Associazione Italiana Contro l’Epilessia), spiega l’impegno della propria organizzazione, in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia di oggi, 13 febbraio (dedicata a questa patologia che colpisce oltre 300.000 italiani) – e che si affianca ancora una volta al tradizionale sostegno alla ricerca scientifica e ai punti informativi attivati localmente dalle Sezioni AICE. Il tutto nel segno di un accordo sottoscritto con il Comune di Terni, che prevede anche per i prossimi anni il congiunto impegno nazionale a sostegno della ricerca e della piena cittadinanza delle persone con epilessia.
«Si tratta – spiega Pesce – di un impegno inserito tra gli Eventi Valentiniani in programma a Terni e maturato, per la confessione cristiana, nel tradizionale riconoscimento del patrono della città, martire decollato, che è lo storico patrono delle persone con epilessia». San Valentino, infatti, che fu vescovo di Terni e che venne martirizzato a Roma per decollazione nel 273, simboleggia appunto il concetto di “perdere la testa”, come succede anche agli innamorati, e proprio per questo è il patrono delle persone con epilessia.

Sostegno alle comunità del Centro Italia colpite dal terremoto, si diceva, e supporto alla ricerca scientifica: tornando alle iniziative previste dalla campagna lanciata dall’AICE, si tratta, nel dettaglio, di un fondo di 18.000 euro per sostenere il collocamento mirato di lavoratori con disabilità nelle aziende di nuovo insediamento o riattivate a seguito dei danni del terremoto; della consegna di una casa mobile a una famiglia con epilessia farmacoresistente la cui abitazione è inagibile, per far sì che stiano uniti e inclusi nella loro città; della donazione di un pulmino con pedana per l’accesso di carrozzine, per contribuire, sempre nell’area del terremoto, alla mobilità delle persone con disabilità; di 18.000 euro per il lancio del Primo Bando 14 febbraio: 6 con noi!, volto al riconoscimento di percorsi realizzati per l’inclusione nella scuola e nel lavoro di persone con epilessie farmacoresistente; di 40.000 euro per il lancio dell’Undicesimo Bando 14 febbraio: Accendi il cuore per l’epilessia per la ricerca scientifica contro la farmacoresistenza.
«Proprio oggi, 13 febbraio – informa infine il Presidente dell’AICE -, illustreremo nel dettaglio, insieme al Comune di Terni, un impegno che nei prossimi anni intende contribuire a sconfiggere la farmacoresistenza che opprima il 40% dei casi di epilessia e a conseguire norme inclusive che rimuovano la persistente discriminazione per le persone e le famiglie che vivono con questa patologia». (S.B.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Agcom: varate nuove agevolazioni per utenti disabili per le offerte internet rete fissa e per quelle di telefonia mobile

11 Febbraio 2017, 09:10am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Agcom: varate nuove agevolazioni per utenti disabili per le offerte internet rete fissa e per quelle di telefonia mobile

INSERITO DA MORENA MOTTA Riduzione del 50% del canone mensile per tutte le offerte di telefonia fissa comprensive dei servizi internet e un’offerta specifica per la telefonia mobile caratterizzata da un congruo volume di traffico dati ad un prezzo abbordabile, che non superi il 50% del miglior prezzo praticato dall’operatore per tutte le offerte vigenti a parità di volume di traffico dati.

Queste alcune delle misure adottate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a favore di utenti sordi, ciechi totali e ciechi parziali e, nel caso delle offerte di telefonia fissa, anche del nucleo familiare di cui fanno parte. Il Consiglio di Agcom ha confermato inoltre per gli utenti sordi l’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico.

Per i servizi di telefonia mobile, le agevolazioni dovranno garantire, per i sordi, un volume di traffico dati di almeno 20 Gb nonché l’invio di almeno 50 SMS gratuiti al giorno e, per i ciechi, un’ offerta comprensiva di 2.000 minuti di traffico voce gratuiti ed un volume di traffico dati di almeno 10 Gb.

Queste misure – relatori i commissari Antonio Nicita e Francesco Posteraro - sono state adottate dal Consiglio dell’Autorità per garantire agli utenti disabili un accesso equivalente a quello della maggior parte degli utenti e un’effettiva libertà di comunicazione. Il provvedimento aggiorna le agevolazioni in vigore dal 2007, divenute ormai obsolete alla luce dell’evoluzione tecnologica del mercato e della crescita esponenziale di servizi e applicazioni Internet. Con questa delibera l’Agcom per la prima volta estende i benefici vigenti anche alla categoria dei ciechi parziali, che potranno scegliere se aderire all’agevolazione relativa ad internet rete fissa o all’offerta specifica di telefonia mobile. Al fine di consentire la conoscibilità di tali misure e l’adesione ad esse, la delibera prevede anche disposizioni finalizzate a semplificare le modalità di accesso dei disabili ai siti web degli operatori. Le nuove offerte saranno rese disponibili agli aventi diritto entro 120 giorni dall’entrata in vigore della delibera. Dopo i primi sei mesi, l’Autorità valuterà la possibilità di estendere le agevolazioni anche ad altre categorie di disabili.

Comunicato stampa AGCOM

FONTE FONDAZIONE SERONO

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Obbligo assunzione disabili dal 2017, anche senza nuove assunzioni

11 Febbraio 2017, 09:10am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Obbligo assunzione disabili dal 2017, anche senza nuove assunzioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Obbligo assunzione disabili dal 1° marzo 2017 per le piccole e medie imprese che occupano dai 15 ai 35 dipendenti. A decorrere dal 1° gennaio 2017 sono entrate novità importanti in materia di collocamento obbligatorio introdotte dal decreto semplificazioni n. 151/2015.

Sono coinvolti in questo novità i datori di lavoro che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti. Tra questi vi sono i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali, le organizzazioni che senza scopo operano nel campo della riabilitazione, solidarietà e assistenza.

Per tutte queste categorie l’obbligo di assumere un lavoratore disabile scatterà indipendentemente se si effettua una nuova assunzione, dal 1° marzo 2017.

Il Ministero del lavoro, ha fornito recenti chiarimenti in merito, per consentire ai datori di lavoro, di effettuare le operazioni correttamente.

Obbligo assunzione disabili dal 2017: prospetto informativo

Il Ministero del Lavoro ha fornito recentemente chiarimenti importanti per consentire alle imprese di trasmettere correttamente il prospetto informativo disabili.

Riepilogando, i datori di lavoro privati appartenenti alla fascia di 15 – 35 dipendenti, compresi i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali, le organizzazioni che senza scopo operano nel campo della riabilitazione, solidarietà e assistenza, che hanno effettuato una nuova assunzione entro il 31 dicembre 2016, non sono tenuti al prospetto informativo.

Coloro che invece hanno effettuato una nuova assunzione, in aggiunta al numero dei dipendenti al 31 dicembre 2016, sono obbligati all’inoltro del prospetto informativo.

Si ricorda, che il prospetto serve a evidenziare la situazione occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente e che va inviato solo se ci sono stati cambiamenti nella situazione occupazionale.

FONTE INVESTIRE OGGI - di Angelina Tortora

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quel che va fatto per garantire a tutti il diritto di voto

10 Febbraio 2017, 10:11am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quel che va fatto per garantire a tutti il diritto di voto

La “vicenda-simbolo” di Mara, donna spagnola con disabilità intellettiva, cui la Corte Costituzionale del proprio Paese ha negato il diritto di voto, come raccontato anche sulle pagine di «Superando.it», merita un approfondimento e alcune considerazioni sulla situazione europea e italiana.
La prima considerazione è un vero e proprio paradosso: nel 2013 una donna con disabilità intellettiva, Ángela Covadonga Bachiller Guerra, divenne consigliera comunale nella città di Valladolid, proprio in Spagna. Il paradosso è che Mara non la potrebbe votare…

Vediamo ora da vicino cosa dice al proposito la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Unione Europea alla fine del 2010. L’articolo 29 (Partecipazione alla vita politica e alla vita pubblica) recita esattamente questo: «Gli Stati Parti garantiscono alle persone con disabilità il godimento dei diritti politici e la possibilità di esercitarli su base di uguaglianza con gli altri». Gli Stati stessi si impegnano a far sì che le persone con disabilità «possano effettivamente e pienamente partecipare alla vita politica e pubblica su base di uguaglianza con gli altri, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti» e che abbiano «il diritto e la possibilità di votare ed essere elette». Si impegnano altresì «a promuovere attivamente un ambiente in cui le persone con disabilità possano effettivamente e pienamente partecipare alla conduzione degli affari pubblici, senza discriminazione e su base di uguaglianza con gli altri, e ad incoraggiare la loro partecipazione alla vita pubblica».
Ma è effettivamente così nei Paesi membri dell’Unione Europea? Qual è la reale condizione delle persone con disabilità nel godimento dei diritti politici? Basta partire dalle barriere che queste persone incontrano durante una campagna elettorale per comprendere la disparità di condizione, sia come elettori che come candidati: possono liberamente muoversi per partecipare agli incontri elettorali? No, perché i trasporti sono per la maggior parte inaccessibili. Possono essere informati delle posizioni dei partiti e dei candidati in lizza? No, perché il formato delle informazioni veicolate dai mass-media e dagli stessi partiti politici non è accessibile alle persone cieche, sorde o con disabilità intellettiva (programmi televisivi, documenti programmatici dei partiti, pubblicità elettorali). Possono partecipare alle iniziative elettorali? Non a tutte, perché i luoghi dove vengono organizzate queste iniziative sono spesso inaccessibili. Possono votare in condizioni di uguaglianza con gli altri cittadini? Dipende dal Paese dove votano, come vedremo più avanti.
Ugualmente la condizione di essere eletto al Parlamento, in una Regione o Municipalità, per una persona con disabilità significa non avere le stesse opportunità di rappresentare i propri elettori come gli altri eletti. I problemi sono gli stessi: accesso ai mezzi di trasporto, all’informazione, accessibilità dei luoghi di lavoro (Parlamento, Assemblee Locali), uguaglianza di opportunità nei luoghi di iniziative pubbliche, sui mass-media e così via.

Le barriere, gli ostacoli e le discriminazioni non permettono dunque alle persone con disabilità di giocare il ruolo di cittadinanza attiva nel campo politico e sociale.
Una ricerca europea conclusasi recentemente, il Progetto DISCIT, finanziato dalla Commissione Europea, che ha coinvolto nove Paesi, ha messo in evidenza come la cittadinanza attiva dipenda da molteplici fattori interrelati tra loro, quali la legislazione, l’educazione, l’occupazione lavorativa, le tecnologie, l’accessibilità, la capacità di movimento e di emancipazione delle persone con disabilità ecc. L’insieme di queste condizioni di base offre alle stesse persone con disabilità opportunità assai differenti nei Paesi dell’Unione Europea.
In generale si può dire che l’evoluzione positiva negli ultimi anni sia chiara (la ricerca del Progetto DISCIT ha analizzato tre generazioni di persone con disabilità, a partire da coloro che sono nati negli Anni Cinquanta, negli Anni Settanta e negli Anni Novanta del secolo scorso, per valutare l’evoluzione nel tempo della partecipazione), ma i problemi restano ancora prevalenti.
L’approccio della Convenzione ONU, pertanto, mette fortemente in evidenza che la società europea non garantisce ancora l’uguaglianza di opportunità – diciamo meglio “di  possibilità” – e la non discriminazione delle persone con disabilità nella libera e attiva cittadinanza nel campo della partecipazione politica.

Se poi ci focalizziamo sulle persone con disabilità intellettive la situazione è decisamente peggiore. Una ricerca della FRA, l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, condotta su ventiquattro Paesi, ha posto in evidenza proprio la mancanza di pari opportunità e la discriminazione cui sono soggette queste persone nel diritto di voto. Vediamone in dettaglio alcuni dati.
Per quanto riguarda il diritto di voto, solo 7 Paesi dell’Unione Europea lo garantiscono a tutte le persone con disabilità (Austria, Croazia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito), includendo le persone con disabilità intellettiva e psicosociale. Un secondo gruppo (Slovenia e Ungheria) permette di votare a queste persone solamente dopo una valutazione delle loro capacità, da parte di un Tribunale. Altri 15 Paesi, infine, proibiscono di votare alle persone private della capacità legale (Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia).
Per quanto concerne l’accessibilità al seggio elettorale, sono 12 i Paesi che hanno degli standard di accessibilità a tutti i seggi elettorali definiti per legge (Croazia, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito). Un secondo gruppo prevede invece che solo una parte dei seggi elettorali siano accessibili, secondo differenti percentuali sul totale dei seggi stessi (Austria, Belgio, Italia, Polonia, Paesi Bassi e Slovenia). Gli altri Paesi analizzati non hanno alcuna legislazione in materia (Bulgaria, Cipro, Grecia e Lettonia).
In altre parole, mentre la cittadinanza europea ha tra i diritti che la caratterizzano quello di poter votare o candidarsi alle elezioni europee e locali (comunali e/o regionali), la situazione reale è ben diversa. Se pensiamo infatti ai dati riportati, si scopre che le persone con disabilità nell’Unione Europea non hanno pari opportunità in molti Paesi membri. Quindi si è cittadini europei in uguaglianza di opportunità solo se si nasce in certi Stati, ma non in altri.
Quali considerazioni trarne? Che nell’Unione Europea c’è bisogno di un nuovo quadro di norme che favoriscano la partecipazione delle persone con disabilità alla vita politica.
Attualmente è in discussione una Direttiva Europea volta ad accrescere l’accessibilità dei beni e dei servizi presenti sul mercato, ma per sostenere la partecipazione politica dei cittadini con disabilità è necessario definire una Direttiva sull’uguaglianza di opportunità nell’accesso al diritto di voto. Non si tratta, va precisato, di una legge elettorale, che è competenza degli Stati membri, bensì di una legge europea sulla modalità di garantire in forma uguale, in tutti i Paesi che aderiscono all’Unione, la parità di opportunità al momento più alto della democrazia, l’elezione dei rappresentanti politici nelle Istituzioni rappresentative. Una legge che garantisca – in modo progressivo per gli Stati che partono da condizioni più arretrate – l’accesso universale ai seggi elettorali e alle campagne d’informazione dei partiti, la piena fruizione dei messaggi politici, l’accessibilità ai luoghi delle assemblee elettive, in una parola, la piena partecipazione politica dei cittadini europei con disabilità.

In Italia le campagne in questo àmbito dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) hanno sollevato il problema del diritto di voto delle persone con disabilità intellettiva. In realtà, queste persone non possono essere accompagnate nell’esercizio del loro diritto al voto nei seggi elettorali, come invece prevede l’articolo 12 della Convenzione ONU.
Dal canto suo, il Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità, nelle Osservazioni Conclusive espresse lo scorso anno al nostro Paese sull’applicazione della Convenzione ONU, ha espresso preoccupazione «perché le persone con disabilità intellettive e/o psicosociali non ricevono un sostegno adeguato per poter esercitare il diritto di voto, e perché l’articolo 48 della Costituzione, che limita il diritto di voto sulla base di “incapacità civile”, non è coerente con la Convenzione». Il Comitato, quindi, si è dichiarato «preoccupato per l’impossibilità per le persone con disabilità di scegliere dove votare, a causa di restrizioni legali loro imposte» e anche per il fatto che «il regolamento in materia di assistenza alle persone con disabilità per esprimere il proprio voto non è coerente con la Convenzione». Partendo dunque da queste considerazioni, il Comitato ha raccomandato «la modifica dell’articolo 48 della Costituzione e di fornire servizi di supporto e di facilitazione, al fine di garantire che tutte le persone con disabilità possano esercitare il loro diritto di voto, comprese le persone con disabilità intellettive e/o psicosociali; di abrogare la legge che limita la possibilità delle persone con disabilità di votare in postazioni elettorali di loro scelta; di armonizzare il quadro normativo in materia di assistenza al voto delle persone con disabilità nel rispetto della Convenzione».

Pertanto, quando leggiamo una notizia che in Europa riguarda le persone con disabilità, è utile confrontarla con la situazione italiana e con l’applicazione della Convenzione ONU, che è lo strumento più importante per la tutela dei nostri diritti umani, oggi standard internazionale, essendo stata ratificata da ben 172 Paesi (quasi il 90% dei Paesi membri dell’ONU). Perché anche in Italia c’è qualcosa da fare per garantire il diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva e per permettere di votare a tutti nei propri seggi elettorali e non in “seggi speciali”.

di Giampiero Griffo SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Prevenzione della cecità e riabilitazione visiva

9 Febbraio 2017, 10:58am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Prevenzione della cecità e riabilitazione visiva

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata pubblicata nel gennaio scorso la Relazione del Ministero della Salute sullo stato di attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, l’educazione e la riabilitazione visiva (Legge284/97). Anno 2015, secondo la quale – basandosi sulle stime dell’ISTAT – sono 362.000 le persone prive della vista e circa un milione e mezzo gli ipovedenti nel nostro Paese, cifra, quest’ultima, in aumento.
Le cause della crescita di persone ipovedenti sono molteplici. Al primo posto c’è il progressivo invecchiamento della popolazione, che porta con sé una maggiore incidenza delle malattie oculari tipiche della senescenza. La stessa evoluzione scientifica e tecnologica dell’oftalmologia riduce poi il numero delle persone con cecità assoluta, facendo però conseguentemente aumentare quelle con residuo visivo parziale. Infine, il miglioramento dell’assistenza neonatologica aumenta la sopravvivenza dei nati prematuri, ma fa aumentare, come effetto correlato, l’incidenza di alcune patologie, fra cui quelle correlate al visus.
Data l’importanza della diagnosi precoce rispetto alla possibilità di avviare un efficace intervento riabilitativo, il Macro obiettivo 2.2 del Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014-2018 (Prevenire le conseguenze dei disturbi neurosensoriali) individua proprio come strategia da perseguire l’attuazione dello screening oftalmologiconeonatale (ma anche audiologico) in tutti i punti nascita del territorio nazionale.

Nella Relazione vengono illustrate dettagliatamente le attività svolte nell’anno 2015 dalla Sezione Italiana dello IAPB (l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità) e dal Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, che dal 2013 è Centro di Collaborazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Tra le azioni realizzate da IAPB Italia, vi è ad esempio la gestione, insieme all’UICI(Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), di quindici Unità Mobili Oftalmiche usate per le campagne di prevenzione soprattutto nei centri particolarmente disagiati. I controlli oculistici sono rivolti prevalentemente a chi – per motivi di carattere culturale, economico o per disinformazione sanitaria – non si è mai sottoposto a una visita oculistica. Ebbene, nel 2015, grazie alle Unità Mobili Oftalmiche, sono state visitate gratuitamente oltre 10.000 persone su tutto il territorio italiano.
Per quanto concerne invece le attività del Polo Nazionale dei Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, particolare risalto viene conferito all’organizzazione dell’International Consensus Conference per la definizione degli standard e dei modelli della riabilitazione visiva, svoltasi a Roma dal 9 al 12 dicembre 2015. I servizi di riabilitazione visiva, infatti, non dispongono di standard internazionali uniformemente riconosciuti e non esiste ancora consenso sul modello da seguire. Da qui la necessità di realizzare la prima Conferenza Internazionale dell’OMS di Consenso sul tema, coinvolgendo oltre sessanta esperti internazionali provenienti da tutte le regioni coperte dalla stessa OMS, che hanno lavorato per definire gli standard della riabilitazione visiva (cosa fare, come farlo, per ottenere cosa) e per delineare gli specifici modelli da adottare nei vari Paesi, al fine di offrire degli strumenti utili a sviluppare i servizi sui territori.

Altro capitolo è quello riguardante l’analisi dei dati regionali raccolti dal Ministero della Salute nel 2015, dalla quale continua ad emergere, nel nostro Paese, una distribuzione territorialmente disomogenea dei Centri di Riabilitazione Visiva, in termini di strutture e attività svolte. Ciò costringe le persone, e le famiglie, a spostarsi da una Regione all’altra, per ricevere assistenza nel campo specifico delle minorazioni visive. Vediamo alcuni dati.
Le attività di riabilitazione visiva, svolte dalle Regioni nel 2015, sono state finanziate per un totale complessivo di circa 180.000 euro, trasferiti dal Ministero della Salute. I Centri riconosciuti (di cui nella Relazione viene riportato l’elenco) risultano distribuiti territorialmente senza alcuna correlazione con la densità della popolazione.
Appare evidente una carenza di Centri dedicati a svolgere riabilitazione in età pediatrica: infatti, solo l’11,9% sono rivolti esclusivamente all’età evolutiva (in aumento, per altro, rispetto al 2014, quando erano il 10,3%), mentre circa il 54% erogano servizi di riabilitazione visiva verso tutte le fasce di età. In particolare, Centri di eccellenza per la riabilitazione in età evolutiva si trovano solo nel Nord e parzialmente nel Centro Italia.
Sono esattamente 29.691 le persone che hanno fruito di trattamenti riabilitativi: un valore estremamente basso rispetto alla stima degli ipovedenti in Italia. Inoltre, si registra una sproporzione tra gli utenti in età pediatrica e quelli in età adulta, soprattutto senile, evidenziando una carenza di interventi per la riabilitazione dell’ipovedente adulto.
Infine, rispetto alla dotazione professionale, va rilevata una certa precarietà del personale impiegato nella riabilitazione visiva (dei 117 ortottisti impiegati, solo 21 sono i dipendenti dichiarati).
La Relazione sollecita quindi un’armonizzazione delle attività svolte su tutto il territorio nazionale, a partire da un comune metodo di raccolta dei dati, per arrivare allo scambio di buone pratiche, di modelli innovativi e di procedure standardizzate.

FONTE SUPERANDO.IT - di Daniela Bucci Direttore responsabile di «Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), portale all’interno del quale il presente testo è già apparso, con il titolo “Relazione sulla prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva”. Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lesioni midollari: quest’anno se ne parlerà al Quirinale

8 Febbraio 2017, 09:39am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lesioni midollari: quest’anno se ne parlerà al Quirinale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Come abbiamo puntualmente riferito in questi ultimi anni, tra le principali attività messe in campo ogni anno dalla FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), vi è l’organizzazione di un importante evento nazionale legato alla Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale del 4 aprile, fissata in quella data dalla Direttiva del Presidente del Consiglio del 29 novembre 2008.
«In tale occasione – spiega Vincenzo Falabella, presidente della FAIP, oltreché presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – vengono discussi i più svariati temi legati al mondo della lesione midollare e, contestualmente, condivise strategie politico-culturali, con l’obiettivo di promuovere una linea europea per la parità d’accesso al diritto alla salute, condizione irrinunciabile per l’inclusione sociale e per una migliore e dignitosa qualità della vita di persone e famiglie, all’insegna di una cultura attenta al mondo della disabilità».

Avremo certamente occasione di riparlare approfondimento di tale evento, che la FAIP – in collaborazione con le Associazioni ad essa aderenti, le Organizzazioni Scientifiche e Professionali e le tante persone con lesione al midollo spinale del nostro Paese – sta organizzando, con l’obiettivo di dare vita ancora una volta a un prezioso momento di informazione e sensibilizzazione. Siamo però già in grado di anticipare che esso si terrà il 3 aprile Roma, in una sede molto “speciale”, quale il Palazzo del Quirinale.
«Già per la Giornata Nazionale del 2016 – sottolinea infatti Falabella – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva voluto conferire alla FAIP una Medaglia quale premio di rappresentanza, a dimostrazione dell’importanza dell’evento e del valore sociale e politico che tale manifestazione riveste. Quest’anno ha acconsentito alla nostra richiesta che la Giornata Nazionale si celebrasse proprio all’interno dello splendido Palazzo del Quirinale».

Altra anticipazione: l’incontro istituzionale con il Capo dello Stato sarà preceduto da un appuntamento ludico-sportivo-ricreativo che darà modo alle tante persone provenienti da varie parti d’Italia di godere delle bellezze storiche della città di Roma (è già disponibile, a questo link, una prima elaborazione dell’itinerario prestabilito). E lo si potrà fare, per chi lo vorrà, anche tramite il triride, la nota apparecchiatura che in pochi secondi trasforma la carrozzina manuale in uno scooter elettrico, favorendo lo spostamento in autonomia della persona e consentendo anche di superare dislivelli impegnativi. (S.B.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La natura e lo sport con “altri occhi”

7 Febbraio 2017, 11:32am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La natura e lo sport con “altri occhi”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è conclusa il 29 gennaio scorso la 34a Settimana Bianca per sciatori non vedenti, organizzata dall’ADV (Associazione Disabili Visivi), che per il secondo anno consecutivo si è svolta a Falcade, in provincia di Belluno, ma che è ormai una manifestazione a cadenza annuale avviata sin dal 1983 per le persone con disabilità visiva appassionate di sci e che, per affluenza e complessità organizzativa, si può certamente ritenere come la prima del genere in Europa.
Il tempo splendido e l’ottima neve “inventata” dai bravissimi esperti che gestiscono le piste del comprensorio di Falcade hanno favorito la preziosa e insostituibile opera delle guide dei Corpi dello Stato e dei volontari civili, consentendo a una settantina di persone con disabilità visiva di trascorrere bellissime giornate di sport. E tuttavia, quest’anno non si è discusso soltanto di superparalleli, di “cristiania a monte” o di passo di spinta, ma sono stati illustrati a una significativa platea – comprendente le alte gerarchie dei Corpi dello Stato che annualmente offrono la collaborazione dei loro istruttori – gli effetti fortemente positivi e talora meno evidenti che la pratica sportiva può offrire alle persone con disabilità e a quelle affette da problemi visivi in particolare. Ma andiamo per ordine.

Nel giorno della partenza per il ritorno a casa, il commento generale dei partecipanti – ovvio, ma sentito – è stato che i sette giorni di permanenza sulle nevi di Falcade sono trascorsi troppo in fretta. Il gruppo di una settantina di discesisti e fondisti non vedenti partecipanti a questa 34a Settimana Bianca appartiene, come detto, all’ADV, organizzazione di promozione culturale e sociale che si prefigge di massimizzare l’autonomia di chi ha problemi di vista in tutti i settori della vita, dall’istruzione scolastica all’impiego degli ausili informatici, fino al superamento delle barriere architettoniche di tipo percettivo, ossia quelle molto spesso trascurate da chi compie opere pubbliche o realizza strutture private aperte al pubblico.
La varietà delle piste di discesa raggiungibili da Falcade con i modernissimi impianti di risalita e la cura nel mantenimento del manto nevoso sono state molto importanti per assicurare anche i notevoli progressi stilistici ottenuti dai partecipanti, agevolati dall’assenza di eccessive gibbosità, ostacoli che essi non potrebbero percepire visivamente in modo preventivo. Ugualmente perfetta si è presentata la pista di fondo, una delle più interessanti e belle d’Europa.
«Lo sport è sicuramente uno dei modi con cui una persona con disabilità può aiutarsi a superare alcune difficoltà psicologiche, relazionali e ambientali», ha sottolineato Giulio Nardone, presidente nazionale dell’ADV, nel corso di un incontro-seminario svoltosi il 27 gennaio presso l’accogliente Sala Consiliare del Comune di Falcade [prossimamente daremo spazio nel nostro giornale, in modo approfondito, ai contenuti di tale intervento, N.d.R.]. E sicuramente gli ottimi risultati conseguiti dagli sciatori non vedenti, dimostrati nelle gare di fine corso di discesa e fondo, lo hanno testimoniato.
«È stato con grande gioia – ha dichiarato Nardone – che quest’anno per la prima volta abbiamo potuto mostrare direttamente alle cariche apicali dei Corpi dello Stato i risultati raggiunti grazie alla collaborazione che da decine di anni i loro istruttori e guide hanno offerto, per rendere possibile l’attività sciatoria dei non vedenti». Infatti, sia alle gare che all’incontro seminariale hanno presenziato il generale Antonio Ricciardi, vicecomandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giuseppe La Gala, comandante della Legione Veneto dei Carabinieri, il generale Daniele Zovi, comandante della Regione Veneto dei Carabinieri Forestali, i rappresentanti delle Scuole Alpine della Polizia di Stato di Moena (Trento) e della Guardia di Finanza di Predazzo (Trento), oltreché dei Vigili del Fuoco di Belluno, della Brigata Alpina Tridentina e della Divisione Julia, organismi, questi, che l’ADV si augura di poter acquisire come “collaboratori stabili” nei prossimi anni.
Nardone ha tenuto poi ad evidenziare l’importanza del contributo offerto dai volontari civili, sottolineando alcuni mirabili episodi di solidarietà che hanno visto uomini e donne, normalmente in divisa, utilizzare le loro ferie pur di non privare alcuni ciechi della possibilità di sciare.
In un suo intervento, il generale Ricciardi si è detto sorpreso dal grado di abilità sciatoria raggiunto da molti non vedenti, superiore a ciò che aveva immaginato, e molto soddisfatto nell’avere constatato quali profondi rapporti di fiducia e anche di amicizia si possano instaurare fra il cieco e la sua guida, il tutto in un’atmosfera gioiosa e senza alcuna traccia di pietismo.

Riguardo poi alla sede della Settimana Bianca, Nardone ha voluto rimarcare «il notevole rimpianto con cui – solo a causa di obiettive difficoltà logistiche – abbiamo dovuto rinunciare dopo una trentina d’anni consecutivi alla magnifica ospitalità riservataci ad Alleghe e a Rocca Pietore, che resteranno comunque sempre nel nostro cuore». «E tuttavia – ha aggiunto – l’accoglienza amichevole e il pieno appoggio dell’Amministrazione Comunale di Falcade, guidata dal sindaco Michele Costa, sono stati anche quest’anno, come già nel 2016, fondamentali per la buona riuscita della nostra manifestazione».
Falcade, del resto – come riferito puntualmente anche sulle pagine di questo giornale – è sede già da quindici anni della Settimana Verde, durante la quale, come programmato anche quest’anno per la fine di giugno, i non vedenti appassionati di trekking dell’ADV percorrono i suggestivi sentieri di montagna, come ha ricordato il tenente colonnello Paola Favero dei Carabinieri Forestali della Regione Veneto, nel corso del citato incontro-seminario, presentando una retrospettiva fotografica di attività sportive e culturali svolte nel corso degli anni a stretto contatto con la natura.
Al di là della fondamentale importanza in sé del mantenimento della biodiversità – uno dei compiti dei Carabinieri Forestali – Favero ha dimostrato visivamente come poter trasmettere questo importante messaggio, non soltanto alle persone con disabilità visiva che partecipano alle attività da lei instancabilmente organizzate, ma anche ai semplici turisti che spesso vengono coinvolti nelle attività, come nei suggestivi concerti di suoni naturali o creativi nei boschi, all’insegna, quindi, di un’utile opera  di cultura ambientale.
Molto seguita dalla platea è stata anche l’illustrazione delle competizioni di Orienteering, lo “sport dell’orientamento”, per il cui adattamento alle esigenze di chi non vede Favero ha escogitato interessanti modi alternativi.
Un alto grado di emotività e partecipazione da parte del pubblico è stato raggiunto durante la lettura di un brano in cui la non vedente Stefania Leone, consigliera dell’ADV, ha descritto con linguaggio poetico e molto coinvolgente ciò che prova e le immagini che si formano nella sua mente durante il trekking e le arrampicate, attraverso “altri occhi”, quelli offerti cioè dai sensi residui e anche dall’epidermide, organo del nostro corpo spesso sottovalutato come fonte di informazioni alternative.

Fortemente sostenuta da Luxottica e appoggiata dallo Sci Club Val Biois, la manifestazione si è conclusa con una cena – durante la quale gli istruttori hanno potuto conversare ai tavoli dei rispettivi allievi -e con l’attribuzione dei premi offerti da alcune aziende (De’ Longhi, Tecnica, Sportful, Extreme Winter) e dalla Scuola di Sci e Snowboard di Falcade, animata dalla maestra Rubina Foresi. (M.C. e S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Riconoscimento handicap e invalidità: l’iter può arrivare fino a 30 mesi

6 Febbraio 2017, 14:44pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Riconoscimento handicap e invalidità: l’iter può arrivare fino a 30 mesi

INSERITO DA MORENA MOTTA Una segnalazione su dieci di quelle giunte nel 2015 al Tribunale per i diritti del malato riguarda invalidità ed handicap, ma in generale sulla sanità pubblica i punti deboli sono molti.

Prevenzione, lo sappiamo ormai da un pezzo, è la parola d’ordine quando si parla di salute. Prevenzione significa anche diagnosi precoce, che a sua volta è ingrediente fondamentale per una presa in carico tempestiva e per una definizione di una terapia o di un intervento efficaci. In questo processo, quindi, l’elemento tempo è fondamentale: mai come nelle questioni legate a salute, diagnosi e cure, è importante poter agire con tempestività. Purtroppo la nostra esperienza personale ci mostra quanto spesso siamo costretti a rivolgerci al privato perchè i tempi di attesa non ci permettono di sottoporci a una visita in tempi – se non brevi – accettabili.

IL RAPPORTO PIT-SALUTE - Fatta questa premessa, la lettura di alcuni dati relativi all’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche in Italia fa preoccupare, perché conferma questa sensazione “empirica”. Abbiamo concentrato la nostra attenzione in particolare su questi dati, estrapolandoli dal XIX Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva, presentato lo scorso dicembre a Roma, dal titolo significativo “Servizio sanitario nazionale: accesso di lusso”.
Il rapporto è stato elaborato sulla base di 21.493 segnalazioni raccolte nel corso del 2015 al PiT Salute nazionale e ai PiT Salute locali e sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva, e mette in luce non solo la difficoltà di accesso alle prestazioni, ma anche cattive condizioni delle strutture, difficoltà nel rapporto con medici di famiglia e pediatri, deficit e costi dell’assistenza residenziale e domiciliare, criticità per costi, limitazioni e indisponibilità dei farmaci, documentazione sanitaria incompleta o inaccessibile, lentezza, maggiori criticità nella rete dell’emergenza-urgenza.

30 MESI PER HANDICAP E INVALIDITÀ – Concentrandoci sugli elementi che interessano in particolare le persone con disabilità, scopriamo che una segnalazione su dieci di quelle giunte al Tribunale per i diritti del malato riguarda il tema della invalidità ed handicap. La lentezza dell’iter burocratico per il riconoscimento rappresenta la problematica principale, con il 58,2% delle segnalazioni, lentezza che si riscontra in gran parte (65%) nella fase di presentazione della domanda.
Dalla convocazione a prima visita del riconoscimento di handicap o riconoscimento invalidità, che richiede in media 8 mesi, alla ricezione del verbale che comporta un’attesa di ulteriori 10, fino alla erogazione dei benefici economici (in media 12 mesi dopo), il cittadino deve aspettare in media 30 mesi, ulteriori due in più rispetto ai tempi segnalati nel 2014.
Tempi non accettabili per i cittadini che si sono rivolti al TDM, si legge nella relazione, considerando che sono prevalentemente affetti in un terzo dei casi da malattie oncologiche, da patologie croniche e neurologiche degenerative (27,5%), legate all’invecchiamento (18%) e rare (10,7%).

2 ANNI DI ATTESA PER LA RIMOZIONE DI PROTESI, 15 MESI PER UNA MAMMOGRAFIA - E non migliora in fatto di visite e diagnostica. Quasi una segnalazione su tre (il 30,5%) nel 2015 ha riguardato le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, per liste di attesa (54,5%), ticket (30,5%), intramoenia (8,4%). Nel 2014 queste segnalazioni erano il 25% del totale, con un andamento diverso. Diminuiscono le segnalazioni di liste di attesa per esami diagnostici semplici (dal 36,7% del 2014 al 25,5% del 2015) ma , crescono invece decisamente per gli interventi chirurgici (35,3% nel 2015 vs il 28,8% del 2014) e per le visite specialistiche (34,3% vs 26,3%).
In testa, per segnalazioni su lunghi tempi di attesa negli interventi chirurgici, l’area di ortopedia, con il 30,7% (era il 27,5% nel 2014); per le visite specialistiche l’area oculistica (25% vs 18,5% nel 2014); per gli esami diagnostici, le prestazioni per le quali si attende di più sono le ecografie (18,8%, 24,1% nell’anno precedente).

A questo proposito, ricordiamo che dal 2010 è attivo un Piano Nazionale di Governo delle Liste d'attesa (PNGLA), tutt’ora in vigore, che (pubblicato in Gazzetta Ufficiale (23/11/2010 n. 274, suppl. ordinario) dovrebbe obbligare le regioni a dotarsi di un proprio Piano Sanitario Regionale e, nel caso in cui non lo avessero fatto, a recepire i tempi massimi di attesa per le 58 prestazioni indicate nel Piano Nazionale per cui ASL ed ospedali, devono far rispettare i tempi massimi. In particolare, è previsto un tempo massimo di attesa di 60 giorni per esami diagnostici.

PROTESI E AUSILI IN RITARDO E SCARSI – Per ciò che riguarda l’assistenza protesica e integrativa, secondo il Rapporto del PIT, il cittadino denuncia, nel 47, 6% dei casi, i lunghi tempi di attesa, l’insufficienza delle forniture (26,2%), la scarsa qualità dei prodotti (26,2%). In particolare, le protesi oggetto di lamentela sono quelle per gli arti inferiori (24%), carrozzine, montascale, deambulatori (20%), scarpe ortopediche e apparecchi acustici (16%), busti e corsetti (4%).

ASSISTENZA RESIDENZIALE E RIABILITAZIONE - In tema di assistenza residenziale, soprattutto nelle RSA, un terzo dei cittadini lamenta la scarsa assistenza medico-infermieristica (-4% rispetto al 2014), un altro terzo i costi eccessivi delle rette per la degenza (+11%), le lunghe liste di attesa (-5%), la distanza dal domicilio della famiglia (-2%).
Sul tema della salute mentale, i cittadini segnalano il ricovero in strutture inadeguate (31,3%, +3%), le difficoltà familiari nella gestione della problematica (22,4%), la scarsa qualità dell’assistenza fornita dal Dipartimento o dal centro di salute mentale (17,9%, +6%).
Sulla riabilitazione, le segnalazioni riguardano per lo più quella effettuata all’interno delle strutture sanitarie (43%), per la quale un terzo ravvisa scarsa qualità del servizio, quasi un quarto la mancata attivazione, un quinto la carenza di posti letto; quasi il 30% riguarda la riabilitazione ambulatoriale, per la quale i cittadini lamentano disagi legati all’attivazione del servizio (55,6%) e la scarsità di ore (44,4%); infine il 27% riguarda la riabilitazione a domicilio, per la quale il 31% segnala la difficoltà nell’attivarla, il 21% la riduzione del servizio e un ulteriore 21% (in crescita di ben l’11% rispetto al 2014) la totale sospensione dello stesso.
In tema di assistenza domiciliare, quasi la metà delle segnalazioni (44,8%) riguarda le difficoltà di avere informazioni e la complessità nell’iter di attivazione; il 12,6% l’inesistenza del servizio o le lunghe liste di attesa.
Infine, tema trasversale è quello dei costi privati per curarsi, evidentemente troppo pesanti per le tasche dei cittadini: più di uno su dieci (10,8%) segnala l’insostenibilità economica delle cure.

FONTE DISABILI.COM

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