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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La bellezza della natura è a disposizione dei “diversabili”? Una veloce panoramica tra necessità turistiche e vita quotidiana

11 Marzo 2017, 01:08am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La bellezza della natura è a disposizione dei “diversabili”? Una veloce panoramica tra necessità turistiche e vita quotidiana

Di Dott.ssa Rosa De Martino Dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo alla Costituzione, passando per ulteriori interventi legislativi nazionali ed internazionali a tutela dei diversamente abili, incontriamo svariate normative che nel tempo hanno cercato di adeguare la società ai fabbisogni delle persone portatrici di handicap, onde garantire fattivamente il fondamentale diritto all’uguaglianza, inteso come divieto di discriminazioni e offerta concreta di pari opportunità; sebbene tutt’oggi non si riscontrino ancora interventi veramente efficaci per dare una soluzione ad una delle più gravose problematiche delvivere sociale.Curiosando tra i vari contesti sociali, uno sguardo è interessante rivolgerlo alla Penisola Sorrentina:situata geograficamente tra il golfo di Napoli e quello di Salerno, racchiude 21 paesi, di cui 9 della provincia di Napoli e 12 della provincia di Salerno. Da Agerola ad Amalfi, da Massa Lubrense a Vico Equense, da Sorrento a Maiori, lo splendore paesaggistico dei luoghi accumuna i Comuni  verso una forte spinta al turismo, onde favorire lo sviluppo locale, con parallela, altalenante, flebile, attenzione alle necessità dei diversabili. Le politiche degli enti locali, le fondazioni no profit,mostrano la volontà di dare contributo concreto all’attuazione degli obiettivi di rimozione delle barriere sociali esistenti, al fine di indirizzare gli interessati verso una vita il più possibile autonoma,ma, non si può non sottolineare che, trovandoci in Italia, con le lentezze della burocrazia e leinefficienze della pubblica amministrazione, spesso gli interventi o mancano o ritardano. Da Agerola registriamo le iniziative della Lega Navale che, promuovendo il Progetto Vela per i disabili, mette a disposizioni corsi di vela, di biologia marina, di nuoto, onde contribuire, con iniziative sociali del genere, a “normalizzare” la vita degli stessi. Dal Comune menzioniamo laPolitica di Sostegno per l’inclusione Attiva, (Carta SIA), quale iniziativa atta, ad esempio, con l’erogazione di un sussidio economico e con la fornitura di assistenza domiciliare, a sostenere da vicino i fabbisogni giornalieri dei meno abbienti e dei più disagiati. Tutto ciò sebbene esista unCentro disabili che non riesce ad operare per mancanza di sussidi: come in ogni realtà, il problema risiede nella mancanza di fondi o nel loro scorretto utilizzo. Inoltre, a Castellamare incontriamo una politica comunale votata all’assistenza domiciliare, agli assegni familiari per chi ha figli disabili a carico, nonostante la cronaca abbia messo in luce degli scandali circa il rilascio di falsi certificati di invalidità per le soste al parcheggio o per mancanza di sostegno per gli studenti disabili, con laconseguente frettolosa ricerca di figure da affiancare agli stessi nelle scuole. A Massa Lubrense, inparticolare, a Punta Campanella, dei finanziamenti, concessi per fornire il luogo di un sentiero per disabili, non hanno trovato “giusta applicazione”. A Sorrento, Associazioni di volontariato si attivano per mettere a disposizione dei diversabili iniziative di svago a titolo gratuito o con tariffe agevolate. In realtà, in un quadro sintetico, è per lo più il turismo ad incentivare una maggiore attenzione alle difficoltà ed esigenze dei disabili, al fine di rendere loro la vita più facile, con servizi più alla loro portata: percorsi turistici assistiti e adeguati alla loro condizione, possibilità di noleggiare attrezzature a loro preposte con tariffe agevolate, creazione di un’apposita carrozzella (la famosa Joelette) per favorire le passeggiate naturalistiche e le traversate lungo i percorsi da trekking, anche a chi in teoria non avrebbe possibilità di farlo. Insomma, rendere i luoghi da visitare loro accessibili, con conseguente predisposizione, a tal fine, anche di strutture alberghiere e di ristorazione.Al di là del mondo fatato o pseudo tale del turismo, le finanze e le precarie condizioni in cui versano i Comuni, con le svariate difficoltà che si possono incontrare ad amministrare, anche purtroppo a causa di inettitudine e negligenza, hanno mostrato anche in Penisola l’altra faccia dellamedaglia. Un ospedale saturo, non in grado di sopperire ai bisogni persino dei diversabili, un Centro per disabili a rischio di chiusura, sostegni scolastici manchevoli, trasporti che puntualmente, rischiano di venire meno per mancanza di fondi, lavori a sostegno della mobilità dei diversabili, per assurdo sbagliati, con la costruzione di rampe di passaggio più strette di quanto debbano essere perconsentire il passaggio di una carrozzella (ciò è avvenuto tra Meta e Piana di Sorrento), falsi certificati di invalidità che privano i reali legittimati a godere dei propri diritti, sono alcuni dei fatti di cronaca manifestanti mancanze tipiche, comunque, della Penisola Italiana tutta, riguardoall’urgenza di dotare il vivere sociale di un ambiente in cui, accanto a forme temporanee di assistenza,(presenti anche grazie ad azioni di volontariato), siano effettivamente abbattute quelle barriere architettoniche (e non solo) che impediscono ai diversabili di condurre una vita, insieme agli altri, il più normale possibile. Se nella Penisola Sorrentina si sta cercando di raggiungere tale traguardo, per lo più in ambito turistico, ovviamente ciò non basta, Il movimento cinque stelle ha di recente proposto ( febbraio 2017) di istituire presso i comuni peninsulari il Garante dei diritti della persona diversamente abile, con adozione del relativo regolamento, proprio per consentire che ci sia una figura in grado di assicurare in concreto cheostacoli e problematiche di ordine economico e sociale, di carattere locale, siano trattati di volta in volta con il rigore che meritano, perché, troppo spesso, limitano l’esistenza di chi vive in situazionidi forte disagio, così da vedere finalmente soluzioni concrete, vigilando sulle varie questioni efornendo risposte fattive. Le iniziative ci sono, aspettiamo si passi ai fatti, per il momento possiamo quantomeno godere delle bellezze che la Penisola ci offre.

Dott.ssa Rosa De Martino

POSITANONEWS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Telethon finanzia uno studio sull'Alzheimer. 360mila euro all'ateneo di Padova che si occupa della ricerca e punta allo sviluppo di un farmaco

10 Marzo 2017, 11:18am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Telethon finanzia uno studio sull'Alzheimer. 360mila euro all'ateneo di Padova che si occupa della ricerca e punta allo sviluppo di un farmaco

DI MICHELE PAPPACODA 10/03/2017 - Telethon ha finanziato con 360 mila euro una ricerca che sarà condotta dal professor Rosario Rizzuto, rettore dell'Università di Padova sui meccanismi genetici dell'Alzheimer. Partner dello studio il direttore del dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr Tullio Pozzan. La ricerca è finalizzata all'analisi dei mitocontri e dei meccanismi dell'Alzheimer. Nel concreto si prefigge di capire se veramente l'accumulo di calcio nei mitocondri possa portare alla morte di una cellula: un punto di partenza per indagare le forme genetiche di Alzheimer, ponendo così le basi per arrivare un domani alla creazione di un farmaco capace di avere efficacia terapeutica. Rosario Rizzuto, che nonostante il suo incarico da rettore continua infatti a fare ricerca e detiene un h-index (un indice che calcola il tasso di produttività scientifica) pari a 96, ha spiegato che "continuare a fare ricerca è per me fondamentale. Da quando ho iniziato la mia esperienza come Rettore di un Ateneo così importante non ho mai smesso di frequentare il mio laboratorio, portando avanti così il lavoro che da sempre mi appassiona. Colgo l'occasione per ringraziare tutto il team che lavora al progetto tenacemente: grazie al loro impegno costante sono sicuro che otterremo i risultati sperati". Per Rizzuto è il sesto progetto finanziato da Telethon di cui è titolare, l'ottavo compreso quelli in cui è cotitolare.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ricerche rigorose e di eccellenza sulla sclerosi multipla

9 Marzo 2017, 13:32pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ricerche rigorose e di eccellenza sulla sclerosi multipla

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I dati preliminari relativi a uno studio interventistico canadese sull’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (CCSVI) nella sclerosi multipla, sono stati recentemente presentati negli Stati Uniti, in occasione del convegno annuale della Society for Interventional Radiology.La ricerca ha coinvolto due gruppi, al primo dei quali è stata eseguita la procedura di angioplastica, mentre al gruppo di controllo è stata effettuata una finta (sham) procedura, equivalente chirurgico di un placebo*. Le persone sono state valutate clinicamente, radiologicamente e tramite le autovalutazioni fatte da loro stesse.«Questo studio interventistico canadese – dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente della FISM, la Fondazione che opera a fianco dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) – è stato condotto con rigore metodologico e seguendo il protocollo diagnostico ufficiale per la CCSVI. I risultati affermano che, a circa un anno dall’intervento, non si rilevano differenze tra i due gruppi, né per le misure cliniche e di risonanza magnetica, né per ciò che riguarda l’autovalutazione delle persone che hanno ricevuto il trattamento. Dopo i risultati dello Studio CoSMo, sostenuto dalla nostra Associazione e pubblicato nel 2013, il percorso della ricerca scientifica prosegue in questo àmbito con il necessario rigore».A proposito di CoSMo, citato da Battaglia, ad esso anche il nostro giornale aveva dedicato a suo tempo ampio spazio. Si è trattato, lo ricordiamo, di un grande studio osservazionale multicentrico, riguardante appunto l’eventuale associazione della CCSVI con la sclerosi multipla, confrontandola anche con volontari sani e con altre malattie neurodegenerative.
Interamente finanziato dall’AISM, tramite la FISM, con un milione e mezzo di euro, CoSMo ha esaminato ben 1.767 persone, di cui 1.165 con sclerosi multipla. Dai risultati era emerso come il 97% delle persone con sclerosi multipla non presentasse la CCSVI, e che quando ricorreva la frequenza, essa era assolutamente simile a quella dei controlli sani e di altre malattie neurologiche degenerative.«Ovviamente – aggiunge Battaglia -, dopo questa esposizione congressuale dobbiamo attendere anche la presentazione dello studio su una rivista scientifica. E in parallelo, secondo quanto è a nostra conoscenza, va segnalata anche la conclusione dello studio interventistico e multicentrico italiano Brave Dreams, dedicato allo stesso tema e del quale a breve verranno pubblicati i risultati. Dalla valutazione dei risultati di queste ricerche, deriverà dunque la complessiva e autorevole conoscenza scientifica che potrà permettere alle persone con sclerosi multipla di decidere sull’utilizzo di una procedura. Le stesse persone con sclerosi multipla, infatti, come espresso nella loro Carta dei Diritti, presentata nel 2014 dall’AISM, hanno «diritto a una ricerca scientifica rigorosa, innovativa e di eccellenza, orientata a scoprire le cause, comprendere i meccanismi di progressione e le potenzialità di riparazione del danno, individuare e valutare i possibili trattamenti specifici, con ricadute concrete per una vita di qualità in ogni fase della malattia». (S.B.)

SUPERANDO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Firenze: anziano di 85anni, uccide moglie e figlia disabile col fucile da caccia e poi si spara

8 Marzo 2017, 13:42pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Firenze: anziano di 85anni, uccide moglie e figlia disabile col fucile da caccia e poi si spara

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE ANTEPRIMA ESCLUSIVA I vicini di casa hanno sentito i colpi di fucile mentre fuori stava appena albeggiando. Brozzi è la Firenze di periferia, case sgranate lungo la strada. Quando si sono affacciati, poco dopo stava arrivando un'ambulanza. Dietro la porta di quell'appartamento al primo piano sopra un negozio di alimentari sono stati trovati i corpi senza vita di tutta la famiglia, madre, padre e figlia disabile.Secondo la ricostruzione degli investigatori del reparto operativo e della compagnia dei carabinieri è stato Guerrando Magnolfi, 84 anni a impugnare il suo fucile da caccia e a sparare alla moglie Gina, di 82 anni, e alla figlia Sabrina, di 44, tetraplegica. I corpi delle tre persone sono stati trovati intorno alle 7 di questa mattina, madre e figlia erano distese sul letto, lui accanto. Non è stato un raptus di follia, ma un piano preparato, pensato per giorni, forse per settimane e mesi. Guerrando Magnolfi, ex custode del cimitero di Brozzi, ha scritto una lettera, lasciata su un mobile della casa, in cui spiega il gesto, racconta in pochissime parole che non ce la faceva più ad assistere la figlia tetraplegica e si preoccupa di lasciare i pochi risparmi della famiglia a un'associazione di pittori della Comunità di Sant'Egidio che Sabrina frequentava. "Sabrina era una persona solare - ricorda un amico - lavorava al quartiere 5 e amava molto dipingere. Aveva difficoltà a camminare, era su una sedia a rotelle, ma con qualche aiuto, riusciva a stare in piedi. Siamo disperati, non so cosa possa essere scattato nella mente di suo padre". All'origine del gesto ci sono tutte le ombre della fatica e della stanchezza: la figlia aveva bisogno di assistenza anche soltanto per passare da una stanza all'altra e il padre avvertiva il peso dell'età e col passare del tempo si sentiva inadeguato. Anche soltanto le scale per arrivare all'appartamento erano un problema. Aveva paura di lasciare Sabrina senza assistenza, il timore che non ci fossero più mani piene di cura come le sue a seguire la figlia, aveva gettato il pensionato in una disperazione sempre più cupa. Così ha imbracciato il fucile da caccia, regolarmente detenuto, ha sterminato la famiglia e subito dopo ha fatto fuoco contro se stesso. Appena prima di tutto questo ha chiamato una nipote dicendo: "Stiamo tutti male, chiama il 118". Cosa che la nipote ha fatto. Si preoccupava che i loro corpi venissero subito trovati. Così si spiega l'arrivo dell'ambulanza mentre i vicini che avevano sentito i colpi di fucile stavano ancora chiedendosi cosa fosse successo.

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Donne coraggiose, che abbattono le barriere

8 Marzo 2017, 12:51pm

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Utente della Lega del Filo d'Oro impegnata in attività laboratoriale

INSERITO DA MORENA MOTTA Oggi in Italia, secondo i dati emersi da uno studio sulla sordocecità promosso dalla Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’Istat nel 2015, le donne sordocieche sono oltre 122.000, il 64,8% delle 189.000 persone affette da problematiche relative sia alla vista che all’udito nel nostro Paese.
Da più di cinquant’anni la Lega del Filo d’Oro rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza, la riabilitazione e il reinserimento nella famiglia e nella società delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Un’Associazione che è stata segnata, fin dalle sue origini, dall’“elemento femminile”: essa nacque infatti dalla caparbia volontà di una coraggiosa donna sordocieca, Sabina Santilli – di cui, tra l’altro, quest’anno ricorre il centenario della nascita – che riuscì per prima a dare voce alle esigenze e ai diritti dei sordociechi, fondando nel 1964 l’Associazione di cui fu lei stessa a ideare anche il nome. Inoltre, l’84% del personale dipendente dell’Associazione è donna, così come la maggior parte dei volontari.
«Tra le persone da noi seguite, ci sono molte donne coraggiose e tenaci, protagoniste spesso di percorsi riabilitativi lunghi e complessi, ma che mostrano sempre una forza straordinaria, non arrendendosi mai alle gravi disabilità dalle quali sono affette. Donne come SimonaNadia e Manuela», sottolinea Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro.

«La mia è una disabilità complessa – racconta Simona, che è appunto un’utente della Lega del Filo d’Oro – e all’inizio l’ho vissuta con grande vergogna. Poi, con il tempo, ho imparato ad accettarla, riuscendo così anche a superare tutti i miei problemi quotidiani».
Affetta dalla sindrome di Usher – una malattia rara congenita che causa una disabilità uditiva e la successiva perdita della vista – ma anche da un’infiammazione mielinica simile alla sclerosi multipla, Simona è entrata in contatto con la Lega del Filo d’Oro per sua iniziativa, dopo un periodo di isolamento volontario. «Nel momento più difficile della mia vita, dopo la scomparsa improvvisa di mio padre, ho deciso di prendere in mano la mia situazione per cercare di risolverla, e questo mi ha portato a conoscere la Lega del Filo d’Oro e a intraprendere un percorso riabilitativo e umano che mi ha arricchito tantissimo».

Anche Nadia, 60 anni, che oggi vive sola aiutata da una badante, non nasconde le difficoltà che ha incontrato lungo la sua strada. «Essere sordocieca è stato un grande ostacolo per me, spesso anche a causa dell’indifferenza delle altre persone. In passato, per questo motivo, ho attraversato una crisi depressiva, ma poi sono riuscita a superarla. E oggi sorrido alla vita e lotto ogni giorno nonostante i problemi che incontro».

«Io credo che in genere noi donne – sottolinea Manuela42 anni – abbiamo una forza enorme e sappiamo trovare sempre le risorse per affrontare i problemi che la vita ci pone davanti. Non nascondo che a volte è difficile accettare la malattia e la frustrazione che ne consegue, ma alla Lega del Filo d’Oro, grazie anche agli altri sordociechi, ho imparato a non arrendermi mai. Anzi, adesso sento il bisogno di rendermi utile, offrendo alle ragazze giovani la mia esperienza: voglio che non si scoraggino quando le difficoltà aumentano a causa dei problemi sensoriali dai quali siamo affette. E questo perché, nonostante le disabilità, le possibilità che abbiamo davanti sono tante, anche per noi».

È per tutto questo che la Lega del Filo d’Oro vuole esplicitamente ricordare – in questo 8 marzo, Giornata dedicata alle donne – il diritto delle donne stesse, e in generale delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, a poter partecipare attivamente alla vita sociale: in base infatti al già citato studio ISTAT, nel 2015 risultava che per l’86,7% degli adulti sordociechi rappresentava un problema insormontabile anche solo uscire di casa, utilizzare i mezzi di trasporto (88% dei casi) o accedere agli edifici pubblici (85%) tra cui ospedali, scuole ecc. Inoltre, il 66,5% delle persone con problemi alla vista e all’udito dichiarava di avere difficoltà anche ad incontrare amici e parenti, mentre il 78,7% non riusciva ad occuparsi dei propri interessi o partecipare ad eventi culturali.
Tutti fattori che rendono ancora più complessa, e piena di ostacoli, la vita di queste persone, precludendo loro quasi totalmente la possibilità di una dimensione sociale attiva. Ma un percorso volto all’inclusione delle persone con disabilità richiede un impegno forte e costante e un approccio riabilitativo personalizzatoche agisca sulle loro potenzialità residue, in modo tale da favorire, quando possibile, il reinserimento graduale nella famiglia e nella società. (M.S. e C.A.)

SUPERANDO 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO E Penelope continua a tessere la sua rete…

8 Marzo 2017, 12:43pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

John William Waterhouse, "Penelope e i pretendenti", 1912

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Perché – si chiede Luciano Paschetta – il Ministero vuole chiudere l’esperienza dei CTS (Centri Territoriali di Supporto), “buttando a mare” un’iniziativa che a basso costo ha dato buoni risultati e azzerando in tal modo una rete nata dal basso, proprio mentre cominciava a dare i suoi migliori frutti?». E aggiunge: «È un “esercizio”, questo, da “rete di Penelope”, che distrugge quello che ha appena costruito; in questo caso, però, è difficile immaginare chi arriverà per sostituirne l’operato, a salvaguardia degli attacchi di chi rimpiange le scuole speciali. In questi anni abbiamo letto spesso su Direttive e Circolari Ministeriali e sentito altrettanto spesso recitare il “mantra”: «Perché la scuola diventi veramente inclusiva, le scuole devono uscire dall’isolamento, occorre che sviluppino sinergie con il territorio, bisogna che facciano rete tra loro». Parimenti veniva sottolineata la necessità di avere dei punti di riferimento per supportare i docenti nel processo di inclusione, i quali da un lato potessero fornire loro informazione e formazione e dall’altro favorissero il collegamento tra le scuole e il territorio.
Per dare dunque una risposta alla necessità di sviluppare le conoscenze e le competenze relative all’uso delle nuove tecnologie per l’inclusione degli alunni con disabilità, dieci anni fa il Ministero diede vita al Progetto Nazionale Nuove Tecnologie e Disabilità che, tra l’altro, prevedeva l’attivazione di Centri Territoriali di Supporto (CTS) all’uso appunto delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione).
La gestione amministrativa dei 107 Centri, uniformemente distribuiti sul territorio nazionale, venne data alla scuola che li ospitava, mentre per il loro coordinamento didattico – su segnalazione delle scuole interessate – si somministrò ad oltre duecento docenti una specifica formazione, tramite tredici complessive giornate residenziali a Montecatini Terme, per aggiornarli sulle nuove tecnologie e prepararli al loro uso didattico in presenza delle varie tipologie di disabilità.

Come avviene quasi sempre in questo nostro Paese, nel corso degli anni i vari CTS hanno sviluppato in modo più o meno efficace il loro lavoro, lavoro che, tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi è diventato importante, per favorire – sia attraverso momenti di consulenza, sia con iniziative di formazione e sia anche con la messa a disposizione delle scuole di strumenti hardware e software – il processo di inclusione degli alunni con disabilità.
Due sono stati poi gli eventi che hanno reso i CTS un’importante rete di sostegno alle scuole e per lo sviluppo e lo scambio di buone prassi: innanzitutto la creazione da parte del Ministero – tramite l’INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) – della piattaforma Handi Tecno e della specifica lista di discussione, attraverso la quale gli operatori dei CTS hanno potuto scambiarsi idee, suggerimenti, prassi operative, materiali informatici autoprodotti e sviluppare progetti condivisi; in secondo luogo, la cosiddetta “Direttiva Profumo” sui BES (Bisogni Educativi Speciali) [Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, N.d.R.], che ne ha ampliato i compiti, facendo assumere loro un ruolo sempre più attivo nel processo di inclusione.

Se è vero, dunque, che talora i CTS sono stati poco attivi, è altrettanto vero che nella maggioranza dei casi essi rappresentano un valido supporto e un punto di riferimento importante per le scuole e per il territorio, facendo rete con i Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI), laddove questi siano presenti, e con le altre agenzie educative del territorio.
L’apertura presso i CTS degli Sportelli Autismo ha costituito poi un ulteriore fatto assolutamente positivo di collegamento tra la scuola, le famiglie e le associazioni che le rappresentano, un’esperienza, questa, che meriterebbe di essere estesa, in collaborazione con le Associazioni delle persone con disabilità, aprendo sportelli riferiti ad altre tipologie di disabilità.

Per tutto quanto detto, quindi, mi risulta difficile comprendere perché il Ministero voglia chiudere l’esperienza dei CTS, per proporne altre, “buttando a mare” un’iniziativa che a basso costo ha dato buoni risultati, ovvero azzerando una rete nata dal basso, proprio mentre cominciava a dare i suoi migliori frutti.
È un “esercizio”, questo, da “rete di Penelope”, che distrugge quello che ha appena costruito; in questo caso, però, è difficile immaginare chi arriverà per sostituirne l’operato, a salvaguardia degli attacchi di chi rimpiange le scuole speciali.
Molto più prosaicamente, credo che per rafforzare il processo di inclusione bisognerebbe piuttosto rendere ancora più organica al sistema di istruzione e formazione l’azione della rete dei CTS, anche con l’utilizzo di personale nell’àmbito dell’organico potenziato e con la promozione per l’apertura di nuovi sportelli dedicati alle diverse tipologie di disabilità. Dal canto loro, le Direzioni Regionali del Ministero, dopo avere cercato di comprendere come mai alcuni CTS siano poco attivi, dovrebbero fare in modo che si allineassero a quelli che funzionano meglio.

Ricordiamo che proprio in questi giorni (oggi, 8 marzo e domani, 9 marzo), si sta tenendo a Roma un importante convegno nazionale sull’inclusione scolastica degli alunni e studenti con disabilità, con ampio spazio dedicato proprio all’esperienza deiCTS (Centri Territoriali di Supporto). Se ne legga la nostra presentazione in altra parte del giornale.

DI LUCIANO PASCHETTA SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I diritti dei disabili: Condominio

7 Marzo 2017, 11:15am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I diritti dei disabili: Condominio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cosa succede quando un disabile ha la necessità di abbattere una barriera architettonica nel proprio condominio di residenza?

Se un disabile richiede la realizzazione di un montascale, una rampa, cancelli automatici, ascensori esterni, manufatti che alterino la sagoma dell’edificio o altre opere simili, deve riuscire ad ottenere la maggioranza in assemblea. Il parere dei condomini viene regolato tramite la Legge N.220 11 dicembre 2012. Se uno dei condomini vuole eseguire dei lavori in uno stabile serve l’approvazione del 51% dell’assemblea, comprese le quote millesimali.

In caso di mancata approvazione dell’assemblea, non ci si può rivolgere ad un giudice per forzare la mano, ma si possono abbattere la barriera architettonica a proprie spese. In questo caso non si deve chiedere la preventiva autorizzazione degli altri condomini ma solo comunicare l’inizio dei lavori all’amministratore, che riferirà durante la prima assemblea successiva. In questo caso l’utilizzo spetterà esclusivamente a chi si è occupato del pagamento.

Se invece viene approvata la richiesta, le spese vengono ripartite tra i condomini e l’opera sarà utilizzabile da tutti.

FONTE di Simon Basten FONDAZIONE SERONO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Bonus disabili, assegno fino a 1.050 euro

7 Marzo 2017, 11:10am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Bonus disabili, assegno fino a 1.050 euro

INSERITO DA MORENA MOTTA Bonus disabili con assegno fino a 1.050 euro al mese. Il bonus serve a garantire l’assistenza domiciliare a chi accudisce un disabile in casa. Pubblicato dall’Inps il bando biennale Home Care Premium, destinato ai dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, ai loro coniugi, parenti e affini di primo grado non autosufficienti.

Bonus disabili: il bando Home Care Premium

Il programma del bando 2017 è aggiornato rispetto al 2014. E’ Valido per due anni, inizierà il 1° luglio e si concluderà alla fine del 2018. Si prevede che darà assistenza a circa 30mila persone.

Per aderire al beneficio le domande devono essere presentare entro le 12 del 30 marzo. La graduatoria sarà pubblicata il 20 aprile.

Bonus disabili: beneficiari

I beneficiari del programma 2017 sono i dipendenti e i pensionati assicurati presso la gestione dipendenti pubblici, nonché, i loro coniugi, i parenti e gli affini di primo grado.

L’assegno bonus disabili va da un minimo di 550 euro ad un massimo di 1.050 euro mensili. L’assegno è valutato in base all’invalidità del soggetto e alla situazione economica calcolata con l’Isee familiare di chi né fa richiesta.

Bonus disabili: prestazioni aggiuntive

Oltre al bonus disabili, il bando prevede anche servizi integrativi. Tali servizi sono erogati dalle Asl con una ‘apposita convenzione stipulata con L’INPS.

Le prestazioni aggiuntive, vengono riconosciute in base alla percentuale di invalidità e di reddito ISEE, prevedono:

  • supporto di psicologi, fisioterapisti e logopedisti;

servizi in strutture extra domiciliari

  • prestazioni presso i centri riabilitativi, di aggregazione giovanile, ecc.;
  • il trasferimento assistito per specifiche necessità; ecc.
Bonus disabili: domanda

Per accedere al beneficio, gli interessati, dovranno presenteare domanda esclusivamente per via telematica entro le 12 del 31 marzo. Nella domanda viene richiesto l’ISEE, quindi i richiedenti dovranno già aver eleborato la relativa DSU che attesti l’ISEE.

FONTE di Angelina Tortora INVESTIRE OGGI

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Convivenze e unioni civili: circolare INPS su permessi e congedi

6 Marzo 2017, 14:20pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Convivenze e unioni civili: circolare INPS su permessi e congedi

INSERITO DA MORENA MOTTA Ancora novità in materia di permessi e congedi per i lavoratori che assistono congiunti con gravi disabilità. Le rende operative una circolare dell’INPS ma in realtà erano già state fissate da una legge e da una sentenza della Corte costituzionale.

La norma è la legge 20 maggio 2016, n. 76 che ha disciplinato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto prevedendo l’estensione delle disposizioni che riguardano i coniugi.

Al contempo la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 213 del 5 luglio 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi ex art. 33, comma 3, della legge 104/92.

Norma e sentenza investono quindi l’ambito dei permessi lavorativi (i tre giorni mensili ampliando la platea degli interessati; ma la legge 76/2016 riguarda anche, come vediamo di seguito, anche la concessione dei congedi retribuiti (fino a due anni, anche frazionabili).

A distanza di alcuni mesi INPS fornisce le conseguenti indicazioni applicative con la circolare n. 38 del 27 febbraio 2017 cogente per i soli dipendenti del comparto privato. Per i dipendenti pubblici non ci sono al momento indicazioni altrettanto formali da parte del Dipartimento Funzione Pubblica anche se è da supporre che siano imminenti.

La legge 76/2016.

Come note la legge 76 ha istituito le unioni civili (fra persone dello stesso sesso) e disciplinato le convivenze di fatto (fra persone dello stesso sesso o di sesso diverso).

L’articolo 1, comma 20 prevede espressamente: “Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso.”

La circolare INPS ne prende atto e ammette conseguente la concessione, nel caso di unioni civili, dei permessi lavorativi ex lege n. 104/92 e del congedo straordinario ex art. 42, comma 5, D. Lgs. 151/2001. Possono essere richiesti e concessi anche al lavoratore dipendente, parte di un unione civile, che presti assistenza all’altra parte.

La stessa norma tuttavia non prevede una sovrapponibile estensione anche ai conviventi di fatto e anche questo aspetto è ribadito dalla circolare INPS 38/2017.

La sentenza n. 213/2016

Sulla sola concessione dei permessi lavorativi ex lege n. 104/92 apre invece nuove possibilità la Corte Costituzionale con la sentenza n. 213/2016.

Come già detto la sentenza ha formulato giudizio di illegittimità costituzionale dell’articolo 33 della stessa 104/1992 nella parte in cui non ammette fra i potenziali beneficiari i lavoratori che assistano una persona con grave disabilità e vivano in regime di convivenza. La Corte ha ritenuto, ancora una volta, i permessi mensili retribuiti in rapporto di stretta e diretta correlazione con le finalità di tutela della salute psico-fisica della persona con disabilità. Sarebbe pertanto irragionevole non includere il convivente della persona disabile in situazione di gravità nell’elencazione dei soggetti legittimati a fruire di queste agevolazioni lavorative.

INPS conseguentemente ammette fra i beneficiari dei permessi, oltre alle già citate unioni civili, anche le persone con convivenza di fatto che restano tuttavia esclusi dalla concessione dei congedi retributi.

In sintesi:

                                    Permessi lavorativi (Legge 104)               Congedi retributi (D. lgs 151)

Unioni civili                 Ne hanno diritto                                          Ne hanno diritto

Convivenze di fatto   Ne hanno diritto                                           Non ne hanno diritto

I congedi retribuiti

Approfondiamo l’aspetto dei congedi retribuiti (fino a due anni). Essi discendono da comma 5 dell’art. 42 del decreto legislativo n. 151/2001 che stabilisce appunto concessione del congedo in favore di chi assista perdona con disabilità grave (handicap grave, art.3, c. 3, della legge 104/92), fissando un ordine di priorità dei soggetti aventi diritto al beneficio che, partendo dal coniuge, degrada fino ai parenti e affini di terzo grado.

La recente legge 76/2016 incide sull’ordine di priorità, parificando la parte dell'unione civile al coniuge. Ne discende l’asseto che riproduciamo nella tabella che segue.

Ordine di priorità

Condizione

il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente

convivenza con la persona disabile in situazione di gravità

il padre o la madre

mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente;

uno dei figli conviventi

il “coniuge convivente” o la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

uno dei fratelli o sorelle conviventi

nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;

un parente o affine entro il terzo grado convivente

il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

Aspetti particolari e operativi

INPS precisa che tra un parte dell’unione civile e i parenti dell’altra non si costituisce un rapporto di affinità dal momento che l’art. 78 del codice civile non viene espressamente richiamato dalla legge n. 76 del 2016. Questo significa che la parte dell’unione civile non può chiedere i congedi o i permessi lavorativi per assistere un parente o un affine con disabilità dell’altra parte. Ciò vale anche per le convivenze di fatto relativamente ai permessi.

Sotto il profilo operativo, per poter accedere alle relative agevolazioni i dipendente deve dimostrare la situazione di unione civile o i convivenza di fatto.

Per l’accertamento della stabile convivenza si fa riferimento alla dichiarazione anagrafica rilasciato dagli uffici del Comune preposti (stato civile/anagrafe). Il riferimento è quindi ai commi 36 e 37 della legge 76/2016

Per quanto riguarda invece la qualificazione di “parte dell’unione civile”, (comma 3, art, 1 della legge 76/2016), ci si riferisce agli atti di unione civile registrati nell’archivio dello stato civile.

INPS, per le nuove domande, ha previsto e aggiornato due specific modelli, completi di ampie istruzioni. Sono disponibili sul sito istituzionale, nella sezione modulistica:

SR08 (Domanda di permessi per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità);

SR64 (Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge/ la parte dell’unione civile disabile in situazione di gravità).

FONTE HANDYLEX.ORG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Bando riservato a dipendenti pubblici, attivi uno sportello al Comune di Ischia e un call center

6 Marzo 2017, 14:08pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Bando riservato a dipendenti pubblici, attivi uno sportello al Comune di Ischia e un call center

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ischia – Contributi economici mensili in favore di soggetti, maggiori d’età o minori, che siano disabili e che si trovino in condizioni di non autosufficienza per il rimborso di spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare e per prestazioni integrative: c’è tempo dal 1 al 30 marzo per inoltrare domanda all’Inps per il progetto Home Care Premium 2017, riservato “a dipendenti iscritti alle gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e a pensionati utenti della gestione dipendenti pubblici nonché, laddove i soggetti siano viventi, loro coniugi, e i parenti e affini di primo grado anche non conviventi”. Il bando è dunque indirizzato a dipendenti di enti locali, scuole, uffici postali e forze dell’ordine.

Per informazioni e per un supporto nella compilazione del bando, è operativo rivolto agli utenti delle isole di Ischia e Procida – lo sportello “Home Care Premium” dell’ambito N13 presso il Comune di Ischia, in via Iasolino, nella sede dell’Ufficio di Piano. Di seguito gli orari: dottoressa Emanuela Mangione mar-mer-ven 9-13; dottoressa Rosaria Piro mar 14-18, giov 10-13; dottoressa Maria Di Scala lun 9.30-12.30 e giov 17-19 (info 081 3333274 – 081 3333235; info hcp_ischiaprocida@libero.it). La procedura per l’acquisizione della domanda è attiva a decorrere dal 1 marzo ed entro le 12 del 30 marzo. Requisiti per l’ammissione e modalità operative per la domanda di partecipazione al concorso possono essere consultati sul sito dell’Inps (www.inps.it).

FONTE E FOTO NAPOLITIME.IT

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