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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lesioni midollari: appuntamento al Quirinale

27 Marzo 2017, 12:54pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lesioni midollari: appuntamento al Quirinale
inserito da Michele Pappacoda Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, ha accolto la richiesta della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici) di ospitare il 3 aprile prossimo, nel Palazzo del Quirinale a Roma, l’importante evento di informazione e sensibilizzazione tradizionalmente promosso in occasione della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale. E tutti quelli che saranno presenti potranno anche partecipare a un appuntamento ludico-sportivo-ricreativo, con tanto di visita guidata nella Capitale.

tratto da Superando

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ausili fai da te per superare la disabilità: idee e istruzioni per realizzarli in casa

27 Marzo 2017, 12:41pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ausili fai da te per superare la disabilità: idee e istruzioni per realizzarli in casa

inserito da Michele Pappacoda Dal supporto carte da gioco, alla cinta galleggiante, al tutore che stabilizza le dita per i tetraplegici: una serie di ausili nati dal basso con le istruzioni per crearli da soli in casa.Nella vita di tutti i giorni compiamo così tante azioni che non ci rendiamo nemmeno più conto della indispensabilità degli strumenti che ci permettono di farlo. Dal ferro da stiro, all’automobile, al coltello, la nostra vita è costellata di strumenti che ci facilitano la vita. Ma per chi ha una disabilità questi strumenti – nella loro versione, diciamo, standard, possono non essere sufficienti. O possono mancare proprio quelli utili a far fronte problematiche specifiche che insorgono con una specifica disabilità o problematica – che sia tenere in mano una posata o infilarsi dei calzini, per fare un paio di esempi. 
C’è da dire che le aziende ormai propongono svariati strumenti, oggetti e accessori per agevolare la nostra routine. Tra le altre cose ci propongono ausili per la vita quotidiana sempre più smart, sofisticati, precisi e versatili ma che per forza di cose – non ultime le esigenze di produzione - non coprono tutti i bisogni. A colmare questo gap nell'offerta può subentrare quindi il genio creativo di coloro che quegli strumenti li sognano, li costruiscono prima con l'immaginazione e poi con le mani per agevolare qualche operazione nel proprio quotidiano o per aiutare chi ha quello stesso bisogno.

Ebbene, qualcuno ha pensato di dare spazio a queste idee nate dal basso: tre anni fa è stata indetta la prima edizione del "Concorso Ausili Creativi; un grande aiuto dalle piccole cose" da Aus Montecatone, Ospedale di Montecatone, Fondazione Montecatone Onlus, APRE (Associazione paraplegici tra e per medullolesi) Emilia Romagna, APRE Vignola, Centro Regionale Ausili Area Ausili Corte Roncati, Cooperativa AXIA Bologna e Cooperativa Sociale “Anna Guglielmi”. 
Obiettivo: raccogliere ogni anno queste idee geniali, farle conoscere e metterle a servizio della comunità.
La cosa molto interessante, tra l’altro, è che ciascun ausilio creato dalla fantasia di qualche “genio inventore” è corredato da una scheda illustrativa che ne elenca i materiali, le funzioni e le istruzioni per replicarlo in casa propria. Nella maggior parte dei casi infatti si tratta di vere e proprie piccole cose, fatte con avanzi, resti, pezzi di altri oggetti o assemblate con materiali molto economici che si traducono magicamente in oggetti utilissimi e dalle mille funzioni.

Quest'anno, per la terza edizione di Ausili Creativi, sono stati premiati, lo scorso 16 marzo, come primi tre classificati:
reed touchscreen
1° Slobodan e Bojana (Rehabventure team) con l’ausilio “Reed”, un tutore in grado di stabilizzare le dita di una persona con tetraplegia. L’ausilio è necessario per facilitare l’utilizzo del computer, dello smartphone, del tablet e delle apparecchiature che funzionano tramite touch-screen.
 

2° Emiliano Valente con l’ausilio “Cinta per la galleggiabilità del tronco”. Grazie a questo ausilio si ha un miglioramento della stabilità, dell’assetto idrodinamico e della velocità della persona in acqua poiché garantisce un sostegno efficace al tronco.
Permette di raggiungere con facilità il punto di galleggiamento utile per donare una sensazione di benessere generale alla persona che lo utilizza.

cinta galleggiante1disabile che usufruisce della cinta galleggiante in piscina


3° Giuseppe D’angelo con l’ausilio “Supporto per carte da gioco”. Un dispositivo che funge da sostegno per le carte da gioco, permettendo sia di visualizzare sia di giocare tramite delle apposite leve.

supporto carte da giocosupporto carte da gioco


Oltre a queste sono state presentate tantissime altre invenzioni: dalle cinture per i passeggeri in carrozzina in auto, al complesso ausilio che garantisce la privacy in bagno, al seggiolino con sistema integrato multimodale per far viaggiare il proprio bambino in sicurezza, ma nello stesso tempo stimolarlo nella riabilitazione. A questo link potete scaricare il pdf con le altre idee presentate al concorso insieme alle istruzionigrado di difficoltà e materiali per realizzarlo da soli. 

Insomma le idee sono tante, basta solo metterle in circolo! E chi può averne di più se non la stessa persona con disabilità, che conosce perfettamente tanto i suoi limiti quanto le sue capacità? È molto bello e solidale che alcune persone con handicap si facciano portavoce dei segreti desideri di tanti altri compagni di avventura.

fonte https://www.disabili.com/prodotti/articoli-qprodotti/ausili-fai-da-te-per-superare-la-disabilita-idee-e-istruzioni-per-realizzarli-in-casa

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate: all'ospedale nuova eccellenza per la cura della tiroide

25 Marzo 2017, 10:47am

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate: all'ospedale nuova eccellenza per la cura della tiroide

DI MORENA MOTTA Franco Parmigiani, direttore di otorinolaringoiatria e Roberto Roncoroni, direttore di endocrinologia, hanno presentato i risultati del “Sistema Tiroide”, un progetto avviato 4 anni fa all’ospedale di Vimercate per realizzare una filiera sul territorio, dal medico di base, allo specialista di diagnostica e fino al chirurgo, in grado di riconoscere e curare nel modo migliore le patologie alla tiroide che sono particolarmente diffuse nell’area pedemontana.

In 4 anni le biospie alla tiroide sono passate da 40 a 400 l’anno, gli interventi chirurgici sono in media 80 l’anno (108 la punta del 2014) mentre il reparto di endinocrinologia esegue in media 3.500 visite l’anno. Sono numeri che mettono Vimercate agli stessi livelli di ospedali “più famosi” per i problemi di tiroide.

Il DG dell’Asst di Vimercate ha dichiarato che: “Le attuali possibilità di screening diagnostica hanno reso più frequente il riscontro di alterazioni in uno stadio in cui la sintomatologia non è ancora drammatica e questo è lo scopo del convegno che permetterà un confronto per rendere maggiormente fruibili queste scelte diagnostiche e terapeutiche”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come tutti gli altri: le persone Down hanno bisogni normalissimi!

25 Marzo 2017, 10:42am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ricevere un’istruzione adeguata, riuscire a trovare un posto di lavoro e andare a vivere da soli. Sono bisogni che nessuno di noi si sognerebbe di definire “speciali”, ma che diventano tali quando si parla di persone affette dalla sindrome di Down. Ecco perché “Not special needs” (“Bisogni non speciali”) è l’hashtag scelto dalle associazioni di tutto il mondo per identificare la Giornata mondiale sulla sindrome di Down che si è celebrata martedì scorso.

In Italia sono circa 40mila le persone affette dalla sindrome di Down, con un’età media di 25 anni. Questa condizione colpisce su per giù un nuovo nato ogni mille, e se a inizio Novecento la sopravvivenza media era di 10 anni, ora quasi l’80% dei malati riesce a superare quota 50 anni. Per quanto riguarda lo specifico caso italiano, la sopravvivenza media è ancora migliore visto che tocca i 62 anni. Insomma, le condizioni di salute delle persone affette dalla sindrome di Down vanno migliorando sempre di più. Tutto merito della medicina che, ad esempio, riesce ora a correggere i difetti cardiaci che spesso e volentieri si manifestano in coloro che vivono in questa condizione.

“L’espressione ‘bisogni speciali’ è un eufemismo che viene utilizzato frequentemente per parlare delle persone con disabilità e dei loro bisogni. Ma a guardare bene – ricorda Coordown, che raggruppa le associazioni del settore – le persone affette da questa sindrome hanno le stesse necessità di chiunque altro, come studiare, lavorare, avere delle opportunità e far sentire la propria voce. Certo, possono aver bisogno di un sostegno, ma ciò non cambia la natura di quei bisogni, cioè non rende ‘speciali’ dei bisogni che sono semplicemente umani”.

Coordown avanza a questo proposito un esempio chiarificatore: “E’ come una persona che necessita di aiuto nel parlare, nello scrivere o nell’essere capita: questa persona ha la nostra stessa esigenza, cioè quella di comunicare. L’unica cosa che cambia è il grado di assistenza o il modo attraverso cui si può soddisfare quel bisogno”.

Anche per questo le associazioni che lavorano per la tutela dei diritti delle persone Down hanno svolto, e svolgeranno ancora, un grande lavoro di sensibilizzazione. In oltre 30 città italiane, ad esempio, l’Associazione Italiana Persone Down ha distribuito delle piccole lattine contenenti terra e semi di “Nontiscordardime” che saranno offerte per aiutare a ricordare che “le persone Down esistono e che possono ricoprire un ruolo attivo nella comunità”.

DISABLOG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.. ROSA DE MARTINO Nuovi LEA: siamo solo al punto zero

23 Marzo 2017, 10:36am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.. ROSA DE MARTINO Nuovi LEA: siamo solo al punto zero

INSERITO DA MORENA MOTTA  «La pubblicazione dei LEA in Gazzetta Ufficiale è l’ultimo passo di un iter di approvazione lungamente atteso. Occorre però non confondere un successo della politica e il formale completamento di un iter con la reale soddisfazione dei bisogni dei cittadini. Infatti, ciò che i Malati Rari e, come loro, tanti cittadini attendono, non è il perfezionamento di un atto, ma l’applicazione dei contenuti. Attendono cioè di vedersi erogare prestazioni dalle proprie ASL, di vedere i figli neonati sottoposti a screening neonatale metabolico allargato indipendentemente dal luogo di nascita, aspettano impazienti gli ausili necessari a una vita migliore. Rispetto alla soddisfazione di questi bisogni di salute la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta solamente il punto zero, la base di partenza, non il punto di arrivo».
Così Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’OMAR (Osservatorio Malattie Rare), commenta la pubblicazione finalmente avvenuta il 18 marzo scorso in Gazzetta Ufficialedel Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) riguardante la definizione e l’aggiornamento dei LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza), ovvero delle prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe garantire a tutti i cittadini in maniera uniforme sul territorio.«Se i nuovi LEA sono entrati in vigore ufficialmente dal 19 marzo – viene sottolineato dall’OMAR -, non tutte le prestazioni saranno immediatamente disponibili ai cittadini. Innanzitutto, lo stesso Decreto prevede che l’elenco comprendente 110 Malattie Rare in più sia operativo solo sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi a settembre. Inoltre, la definizione di criteri uniformi per individuare modalità di erogazione di una serie di prestazioni demandate alle Regioni e alle Province Autonome, spetterà a una serie di Accordi Stato-Regioni, ancora tutti da realizzare». «Per la comunità dei Malati Rari, dunque, è certamente un giorno di festa – aggiunge Ciancaleoni Bartoli – ma è anche il momento a partire dal quale sarà necessario vigilare sulla corretta e uniforme applicazione. Da parte nostra saremo al loro fianco in quest’opera di monitoraggio, in particolar modo sul tema degli screening neonatali. Non bisogna infatti lasciare che accada quello che è già avvenuto con lo screening per la fibrosi cistica, che a vent’anni di distanza non veniva ancora fatto in tutte le Regioni!». Per quanto riguarda infine lo specifico delle Malattie Rare, tra le novità più rilevanti del documento firmato il 12 gennaio scorso dal presidente del Consiglio Gentiloni, i punti che riguardano la sfera delle Malattie Rare ricordati dall’OMAR sono il già menzionato inserimento di oltre 110 nuove patologie nell’elenco delle Malattie Rare e l’introduzione dello screening neonatale metabolico allargato attraverso il parziale finanziamento della Legge 167/16. (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Centri Territoriali di Supporto a rischio con il decreto per l’inclusione?

22 Marzo 2017, 10:43am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In Italia sono presenti 106 Centri Territoriali di Supporto che hanno alle loro spalle un’attività decennale. La loro funzione principale è quella di migliorare l’apprendimento e l’insegnamento, lo sviluppo e la socializzazione dei soggetti più deboli.I CTS in pratica informano docenti, alunni, studenti e genitori in merito alle risorse disponibili per il loro sostegno, organizzano iniziative di formazione sull’inclusione scolastica e sul fronte delle tecnologie per l’integrazione, fornendo un’adeguata consulenza nell’individuare scelte opportune sia sul fronte degli ausili che sul fronte delle modalità didattiche adeguate. I CTS, inoltre, svolgono attività di ricerca didattica e di sperimentazione e, proprio per questo, possono proporre intese e accordi territoriali con i servizi sociosanitari del territorio.Insomma, i Centri Territoriali di Supporto sono il cuore nevralgico dei progetti, delle risorse e delle informazioni necessarie alla scuola. Tuttavia questa esperienza decennale rischia di andare perduta, poiché nella delega per l’inclusione non si fa alcun cenno ai CTS. In occasione del decennale dalla loro nascita, quindi, è stato organizzato a Roma un convegno in cui sono stati resi noti i lavori svolti nel corso di questi dieci anni, ma sono emersi anche i timori per i prossimi provvedimenti che potrebbero mettere a rischio l’esistenza dei CTS, lasciando al privato un compito di informazione e di formazione che finora è spettato al pubblico.Il convegno nazionale “Inclusione: Conquiste, realizzazioni e prospettive”, organizzato dalla rete dei Centri di Roma con la collaborazione della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), ha visto la partecipazione di molte autorevoli autorità operanti nel campo dell’inclusione scolastica. Nel convegno si è colta l’occasione per fare il punto sul percorso svolto dai CTS durante questi dieci anni, con un forte orientamento all’innovazione tecnologica, alla diffusione di software e agli ausili informatici per la didattica.Proprio per questo non sono mancati riferimenti al futuro e riflessioni preoccupate circa le prospettive che si aprono per i CTS in seguito all’approvazione dei decreti delega.

DISABLOG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Parco giochi inclusivi: giocare con gli altri fa bene a tutti!

21 Marzo 2017, 11:15am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Parco giochi inclusivi: giocare con gli altri fa bene a tutti!

INSERITO DA MORENA MOTTA La vita è più divertente se si gioca” (Roald Dahl). Più divertente, come diceva il celebre scrittore inglese per l’infanzia, ma soprattutto più istruttiva perché giocando si impara a vivere. La Giornata Nazionale UILDM 2017, che si svolgerà sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica dal 3 al 16 aprile prossimi, è dedicata proprio all’inclusione dei piccoli, con e senza disabilità, attraverso il gioco.

GIOCANDO SI IMPARA - “Giocando si impara” è il nome del progetto sostenuto dalla Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare per la realizzazione di parchi gioco inclusivi nelle comunità locali. Dotare le aree verdi di giostre adatte ai bambini con disabilità motorie significa innanzitutto rispondere al bisogno di costruire relazioni. Giocare insieme permette di fare amicizia, maturare affetti e crescere come adulti consapevoli. Secondo i dati diffusi dalla stessa Uildm, c’è molto da fare: negli oltre 8.000 comuni italiani ci sarebbero poco più di 350 tra parchi inclusivi e/o parchi che hanno almeno una giostra accessibile. Una percentuale che non arriva nemmeno al 5% della copertura nazionale.
Al momento il nostro rodinamento è privo di una normativa di riferimento, e le iniziative – che pur ci sono, a macchia di leopardo - sono lasciate all’intraprendenza di amministrazioni pubbliche o di privati sensibili al problema. Avere giochi alla portata di tutti i bambini significa anche far crescere la comunità della quale fanno parte, coinvolgendo famiglie, istituzioni, imprese.

COSA POSSIAMO FARE - Per sensibilizzare sulla questione, e raccogliere risorse per sostenere la realizzazione di parchi gioco inclusivi anche con incontri per coinvolgere il maggior numero di realtà possibili, in occasione della Giornata Nazionale UILDM 2017, dal 3 al 16 aprile volontari UILDM saranno presenti con circa 300 punti di raccolta su tutto il territorio nazionale per offrire la tavoletta di cioccolato di UILDM, con un contributo minimo di 6 euro.

L’IMPEGNO DI UILDM - Da oltre 55 anni UILDM Onlus è l’Associazione nazionale di riferimento per le persone colpite da distrofie muscolari che promuove la ricerca scientifica e la piena inclusione delle persone con disabilità. «Le due settimane della nostra Giornata Nazionale 2017 sono fondamentali per ripartire dai più piccoli, perché attraverso loro possiamo raccontare un mondo possibile – spiega Marco Rasconi, presidente di UILDM – Il gioco è il primo passo da fare a livello culturale, e non è per nulla banale come può sembrare perché quando giochiamo siamo tutti uguali, ognuno con la propria specificità. Grazie al gioco possiamo costruire una realtà in cui nessuno è escluso».

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Al via la decima giornata nazionale della disabilità intellettiva

21 Marzo 2017, 11:10am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Al via la decima giornata nazionale della disabilità intellettiva

INSERITO DA MORENA MOTTA Il 25 marzo 2017 la giornata nazionale della disabilità intellettiva compie dieci anni. Promossa e organizzata dalla Onlus Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (Anffas), la manifestazione si articolerà anche quest'anno come open day: le 250 strutture associative apriranno le porte delle oltre 1000 strutture presenti sul territorio nazionale per promuovere un messaggio volto ad affermare principi e diritti civili e umani sanciti dalla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle personi con disabilità. Testimonial d'eccezione, sarà quest'anno l'attore e conduttore televisivo Flavio Insinna che per l'occasione ha realizzato un video in cui invita a conoscere iniziative e attività dell'associazione. 

Visite guidate, convegni, spettacoli e altre iniziative gratuite volte a diffondere lo spirito e la cultura dell'inclusione sociale soprattutto attraverso la partecipazine attiva delle persone con disabilità, degli associati, degli operatori e dei volontari, portando la collettività a contatto con una realtà molto più vivace di quella stereotipata che stigamtizza le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
Tra le iniziative previste, l’inaugurazione dell’appartamento dedicato al progetto volto a sperimentare la vita autonoma della sezione di Forlì, l’inaugurazione della nuova sede di Mortara e Lomellina con l’esibizione del duo piano e voce di Fabrizio Garofoli e Daniela Cortesi in collaborazione con il Jazz Festival Città di Mortara, la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Pinocchio Musical Show” della compagnia “La Nave dei Folli” della Cooperativa Sociale Napoli Integrazione, una sfilata di moda con apericena della sezione di Sulmona. Ma anche la partita di baskin inclusivo con la squadra “Le Pantere” promossa dalla sezione NordMilano, una disciplina simile al basket in cui atleti disabili e normodotati giocano nella stessa squadra.


Con l'occasione, Anffas vuole cogliere l’occasione per far conoscere all’opinione pubblica il movimento dell’autorappresentanza nato in Italia recentemente e la piattaforma nazionale autorappresentanti in movimento “Io Cittadino!” volto proprio a promuovere la cittadinanza attiva. Questa esperienza ha prodotto il primo gruppo taliano di autorappresentanti riconosciuto dall’EPSA, la Piattaforma Europea degli Auto-Rappresentanti. L'autorappresentanza può trasformare la vita di milioni di cittadini con disabilità consentendo loro di contribuire in modo determinante alle attività delle organizzazioni che operano nel campo ed influendo in un modo del tutto nuovo sui cambiamenti socio-politici delle comunità in cui vivono.

Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1958 come Associazione Nazionale Famiglie e Fanciulli Subnormali, di strada ne è stata fatta parecchia. "Sesstant'anni fa non la loro dignità non era riconosciuta, le persone trascorrevano l'ìntera vita in ospedali psichiatrici come dei reietti della società" spiega Roberto Speziali, presidente di Anffas. "Oggi lo stigma sociale è stato in parte superato e possediamo una legislazione nazionale all'avanguardia. Il problema? Facciamo fatica a applicarla". 

Il 6% della popolazione italiana è affetta da una qualche forma di disabilità intellettuale o relazionale ma il disabile è tuttora visto come un peso prima ancora che un cittadino. In questo contesto, tracciare un percorso di formazione che conduca all'autorappresentatività è un passaggio fondamentale. "L'obiettivo è di creare una rete nazionale in cui il disabile impari a riconoscere i propri diritti ed esercitarli. In occasione del referendum costituzionale, alcuni dei ragazzi hanno scritto una piccola guida che ha sorpreso persino me per la sua validità" sorride Speziali. 

Proprio per supportare il movimento degli autorappresentanti e implementare le sue attività, Anffas promuove una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite numero solidale 45524. Dal 17 marzo al 6 aprile 2017 sarà possibile donare 2 euro mandando un SMS al numero 45524 da cellulari Wind/Tre, Tim, Vodafone, Poste Mobile, Coop Voce, Tiscali, donare 2 o 5 euro chiamando il 45524 da rete fissa Tim, Fastweb, Infostrada, Tiscali oppure donare 5 euro chiamando il 45524 da rete fissa Vodafone, TWT e Convergenze.
 
FONTE di Davide Michielin LA REPUBBLICA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il figlio è autistico e tre scuole medie lo rifiutano

20 Marzo 2017, 15:54pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il figlio è autistico e tre scuole medie lo rifiutano

INSERITO DA MORENA MOTTA UNA DONNA di Lanciano si è rivolta alla polizia dopo essersi vista rifiutare l’iscrizione di suo figlio in tre scuole medie perché il bambino è autistico. “Ci dispiace ma abbiamo già troppi bambini disabili nelle prime”, le avrebbero detto i dirigenti negandole l'iscrizione.
 
Alla terza porta sbarrata davanti a un diritto teoricamente inalienabile, la donna si è diretta prima alla stazione di polizia e poi nell’ufficio del sindaco, Mario Pupillo: "Era infuriata e dispiaciuta", racconta il sindaco, per suo figlio che a dieci anni non trova posto nella scuola dell’obbligo.
 
"Ero andata a iscriverlo alla Don Milani - racconta la donna - ma avevano già otto bambini invalidi iscritti nell'unica prima. Poi sono andata alla Mazzini, e infine alla D'Annunzio: nessuna lo ha voluto, e mi hanno proposto solo alternative impraticabili. Sono tornata a casa così arrabbiata che mi sono venuti i crampi allo stomaco".

"Stiamo verificando cosa sia accaduto esattamente – continua il sindaco Pupillo – ma è chiaro che se le cose sono andate come mi ha spiegato la mamma del bambino interverremo immediatamente. Nel frattempo ho allertato il nostro assessore alla Scuola che incontrerà la donna e cercherà di trovare subito la soluzione migliore per il bambino”.

"Purtroppo il bambino ha ascoltato i discorsi intorno a lui, e una parte del danno e della sofferenza per sentirsi rifiutato resteranno anche quando la vicenda verrà risolta", dice il dottor Riccardo Alessandrelli, il neuropsichiata infantile che lo ha in cura: "Alcune scuole hanno rifiutato il bambino - continua - e anche la mamma ha rifiutato alcune scuole ritenendo che non abbiano risorse adatte a suo figlio.
Ma così si richia di chiuderlo dentro una gabbia di isolamento: si dice che l’autistico si isola, in realtà è l'ambiente che spesso isola l’autistico perché non lo capisce. E questo genera una serie di problemi legati alla gestione del bambino, che diviene problematico proprio perché giustamente si ribella a tutto ciò".

Con gli strumenti giusti, invece, "il bambino autistico diventa assolutamente gestibile", spiega il dottor Alessandrelli: "Lo spettro autistico però  richiede un approccio speciale, ed è speciale per tanti motivi: intanto perché i bambini hanno preferenze particolari e devono essere rispettate; poi perché le traiettorie di apprendimento sono particolari e devono essere seguite, e sono particolari anche le modalità di raffrontarsi e di comuinicare con gli altri”.

FONTE di Paolo G. Brera LA REPUBBLICA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Abbattere barriere architettoniche in un condominio? Non sempre si può

20 Marzo 2017, 10:40am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Abbattere barriere architettoniche in un condominio? Non sempre si può

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una recente sentenza, per la precisazione la n. 24235/2016, è tornata a fare luce sul delicato tema degli ascensori e delle barriere architettoniche in un condominio. La sentenza in questione ha deliberato infatti che non è possibile costruire un’innovazione, come un ascensore, qualora questa comprometta l’utilizzo di un bene da parte anche di un solo condomino (nel caso di specie, un box garage).

Il diritto di proprietà quindi prevale sul diritto della persona disabile di effettuare interventi di abbattimento delle barriere architettoniche sull’edificio. Perciò non è possibile, ad esempio, far installare un ascensore volto a facilitare la mobilità di un condomino disabile qualora questa infrastruttura comprometta il diritto di proprietà di un’altra persona: il benessere del soggetto disabile, in pratica, non può bypassare alcune fondamenta del Codice Civile.

Il motivo per cui gli interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche non si possano effettuare senza il consenso di tutti i condomini, deriva dagli articoli 1120, 1121 e 1136 del Codice Civile, laddove i primi due riguardano le innovazioni, e l’ultimo riguarda invece la validità del voto assembleare. Anche la Corte di Cassazione, tempo fa, aveva ribadito le stesse ragioni emerse nella recente sentenza.

Del resto l’articolo 1120 del Codice Civile è molto chiaro in materia, poiché precisa: “I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’art. 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni ma sono vietate le innovazioni: che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato; che ne alterino il decoro architettonico; che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”.

Se siete intenzionati ad effettuare degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, quindi, fareste bene ad accertarvi di non recare danno o di non limitare i diritti di qualche altro condomino, altrimenti vi vedreste negare la possibilità di eseguire le opere. Anche se queste potrebbero aiutare voi stessi o un vostro caro a vivere meglio.

FONTE DISABLOG

http://www.disablog.it/abbattere-barriere-architettoniche-un-condominio-non-sempre-si-puo/

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