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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fumo: causa più di una morte su 10 nel mondo

13 Aprile 2017, 09:05am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fumo: causa più di una morte su 10 nel mondo

INSERITO DA MORENA MOTTA Quanto pesa il fumo di tabacco sulla salute degli abitanti del pianeta? Dal nuovo rapporto "Global Burden of Disease", riferito al 2015, pubblicato dalla rivista scientifica The Lancet emerge un quadro in miglioramento ma pur sempre a tinte fosche. "Il fumo", si legge nell'introduzione allo studio, "rimane una delle principali cause di morte prematura e di disabilità in tutto il mondo". Le stime sugli abitanti di 195 paesi dicono che fuma il 25% degli uomini e il 5,4% delle donne, con un calo rispettivo del 28,4% e del 34,4% rispetto al 1990. Il calo annuale è stato più marcato negli anni tra il 1990 e il 2005, che dal 2005 al 2015, comunque in quel lasso di tempo solo in quattro paesi la percentuale di fumatori è aumentata: Congo e Azerbaijan per gli uomini, Kuwait e Timor Est per le donne.

Quasi un miliardo di fumatori
Nel 2015 i fumatori erano 933 milioni nel mondo e il fumo ha continuato imperterrito a uccidere: si calcola che abbiano perso la vita per condizioni legate al fumo 6,4 milioni di persone, pari all'11,5% del totale dei decessi registrati in quell'anno a livello globale, con un aumento del 4,7% delle morti attribuibili al fumo rispetto al 2005. Il 75% dei decessi ha riguardato uomini e più della metà (52%) è avvenuta in quattro paesi: Cina, India, Stati Uniti e Russia.

Si calcola inoltre che nel 2015 siano stati 148,6 milioni gli anni di vita sana persi a causa del fumo, anni di vita di persone che hanno dovuto convivere con disabilità causate dal tabacco. Malattie cardiovascolari (41,2%), tumori (27,6%) e malattie respiratorie croniche (20,5%) sono state le tre principali cause di perdita di anni di vita sani legata al fumo per entrambi i sessi.

Trend in calo ma non basta
Sono stati fatti molti passi avanti nella lotta contro il fumo in questo ultimo quarto di secolo. Dal 1990 al 2015 la percentuale globale dei fumatori è scesa del 30%, raggiungendo quota 15,3%. Questo significa però che nonostante si conoscano da mezzo secolo i danni che il fumo può causare alla salute, nel mondo quasi una persona su sette fuma quotidianamente, tra gli uomini uno su quattro. La riduzione registrata in questi anni è avvenuta principalmente in paesi ad alto indice socio-economico e in America Latina.

E' un ritratto pieno di luci ed ombre quello disegnato dal rapporto di Lancet. Lo studio ricorda che il fumo resta oggi il principale fattore di rischio di morte prematura e disabilità in oltre 100 paesi. Se le campagne condotte finora hanno dato risultati apprezzabili, secondo gli autori è sui giovani che dovrebbero adesso concentrarsi gli sforzi, perché oltre a convincere gli attuali fumatori a smettere, è fondamentale evitare che gli adolescenti comincino.

"Per piegare in modo significativo e permanente la traiettoria della epidemia del tabacco globale", concludono infatti i ricercatori, "è necessaria una rinnovata e sostenuta attenzione sulle politiche di controllo del tabacco in tutto il mondo. Il successo è possibile, ma richiede politiche e leggi efficaci e fatte rispettare in modo stringente. E' necessario intensificare gli sforzi anche per mantenere bassi i tassi di prevalenza dei fumatori nelle popolazioni che non hanno ancora sperimentato un'epidemia devastante, e per evitare che i bambini, adolescenti e giovani adulti inizino a fumare".

FONTE di Marta Buonadonna PANORAMA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Alcol: Aumentano i consumi, soprattutto fuori pasto

12 Aprile 2017, 13:36pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Alcol: Aumentano i consumi, soprattutto fuori pasto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’alcoldipendenza è un fenomeno che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano.

Secondo i dati ISTAT (Istituto nazionale di statistica) nel corso del 2015 il 64,5% degli italiani di 11 anni e più (pari a 35 milioni e 64 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52,0%). Rispetto al 2014 si registra un incremento dei consumi: nel 2014, infatti, ha consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone).

Questi alcuni dati contenuti nella Relazione sugli interventi realizzati nel 2016 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2017.

L'aumento dei consumi risulta confermato anche dai dati forniti dal database europeo Health For All (HFA-DB), che mostra nella rilevazione dei litri di alcol puro medio pro capite consumati nella popolazione ultra quindicenne in Italia, nel corso degli ultimi quattro anni, un nuovo incremento in controtendenza rispetto agli anni precedenti.

Nel 2015 si osserva una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre continuano a crescere i consumatori fuori pasto (nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 risultano il 27,9%).

Nell’ambito dell’arco di tempo 2005-2015 l’ISTAT ha rilevato:

  • una diminuzione della quota di consumatori (dal 69,7% al 64,5%)
  • una diminuzione della quota di consumatori giornalieri (dal 31% al 22,2%)
  • un aumento dei consumatori occasionali (dal 38,6% al 42,3%)
  • un aumento dei consumatori fuori pasto (dal 25,7% al 27,9%).

I cambiamenti nelle abitudini, a distanza di 10 anni, sono diffusi in tutte le fasce d’età, ma in maniera differenziata:

  • tra i giovani 18-24enni e tra gli adulti 25-44enni a diminuire di più sono i consumatori giornalieri
  • tra gli adulti di 45-64 anni e gli anziani over 65 aumenta principalmente il numero di consumatori occasionali e, specialmente tra le donne, il numero di consumatrici di alcol fuori pasto.
Resta allarmante il fenomeno del binge drinking

Il binge drinking, ossia l’assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo, nel 2015 è stata pari a 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di età superiore a 11 anni e identifica oltre 3.700.000 binge drinker di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione.

Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile che femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni (M=22,2%; F=8,6%); oltre questa fascia di età le percentuali diminuiscono nuovamente. La percentuale di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione degli adolescenti, ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore età.

La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata attraverso l’indicatore di sintesi (consumo abituale eccedentario e bingedrinking) dall’Istituto Superiore di Sanità, è stata nel 2015 del 23% per uomini e dell’9% per donne di età superiore a 11 anni, per un totale di quasi 8.500.000 individui (M=6.000.000, F=2.500.000) che nel 2015 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica.

Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici

Dall’analisi del tipo di bevande consumate si conferma la tendenza già registrata negli ultimi dieci anni che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne e un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che si registra nei giovani e i giovanissimi ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e gli anziani.

Il consumo nelle Regioni italiane

Lo studio sui consumi alcolici nelle Regioni Italiane dimostra che il consumo di alcol nell’anno è decisamente aumentato rispetto all’anno precedente sia al Nord e sia al Centro Italia, mentre non si rilevano variazioni statisticamente significative al Sud e nelle Isole.

Comunicato Stampa Ministero della Salute

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Oltre a PIF, anche Jovanotti contro Crocetta che “prende in giro i disabili” in Sicilia

12 Aprile 2017, 13:34pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Oltre a PIF, anche Jovanotti contro Crocetta che “prende in giro i disabili” in Sicilia

INSERITO DA MORENA MOTTA Non solo PIF, ma anche Jovanotti sostiene la protesta dei disabili siciliani, che proprio stamattina hanno organizzato una marcia a Palermo contro l’immobilismo della Regione che ancora, denunciano, non ha dato risposte sui servizi di assistenza per persone con gravi disabilità. Dopo il duro faccia a faccia che il regista siciliano ha avuto col governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, anche Jovanotti rincara la dose, appoggiando la protesta dei disabili.

Anticipando la sua partecipazione a Edicola Fiore, la trasmissione di Fiorello, il cantante ha ieri sera postato sul suo profilo Facebook un lungo post, che attacca duramente Crocetta: Si legge nel post: "stasera in tv da @fiorello a @edicolafiore su TV8, è sempre un grande piacere ridere con Fiore nel suo show, se vi va guardatelo stasera!
Durante il programma sono passato dallo “speakerscorner” per contribuire a dare voce ai cittadini siciliani disabili, presi in giro dal Presidente Crocetta in un tragico gioco a nascondino veramente vergognoso. Queste persone da mesi attendono una risposta. La loro qualità di vita, spesso la loro stessa sopravvivenza, dipende dall’assistenza che la Costituzione gli garantisce come diritto e non come gesto di carità. Ne abbiamo parlato diverse volte su questa pagina, e seguendo ogni passo di questa vicenda sto assistendo allo dimostrazione peggiore che la politica può dare di sé. Si prendono in giro dei cittadini e le loro famiglie , un’intera comunità costretta a sentirsi umiliata da chi dovrebbe invece considerarla al pari di tutte le altre persone. La cosa peggiore che le Istituzioni della Repubblica possono fare nei confronti di un cittadino è escluderlo, costringerlo a sentirsi un peso, un problema e non una persona. E’ una cosa gravissima, scoraggiante e pericolosa perché in questi termini diventa una forma di omicidio.
La sanità e le politiche sociali in Italia sono gestite a livello regionale e questo comporta spesso una disparità di trattamento a seconda del luogo di residenza. E' semplicemente assurdo, e la colpa non è della latitudine ma solo ed esclusivamente delle persone incaricate democraticamente di rappresentare i propri cittadini. La Sicilia è una grande regione, non solo per estensione territoriale ma per estensione storica, civile, umana. Il repsonsabile di questa situazione in Sicilia è il Presidente Crocetta (è lui che sceglie i suoi collaboratori eventuali) , lui che ha una splendida capacità retorica e dialettica ma di fatto in questo caso specifico (e ripeto “specifico” perchè non voglio assolutamente generalizzare) sta prendendo in giro la parte più debole dei suoi concittadini, le persone con gravi disabilità, non so se ci rendiamo conto".

Riporta Rai news  la risposta del Governatore, che in una nota nel pomeriggio ha precisato: "Per il 2017 sono stati già stanziati, e sono operativi, 36 milioni di fondi regionali destinati ai soggetti con disabilita' gravissima. Tale fondo è in corso di erogazione, man mano che le Asp completano l'accertamento della disabilità nelle varie province. Sono già infatti stati emessi i decreti di finanziamento, a favore dei soggetti con disabilità gravissima, identificati dalle Asp di Caltanissetta (141) ed Agrigento (185)".

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Progetto di vita: oggi si vola

11 Aprile 2017, 09:08am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Progetto di vita: oggi si vola

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il testo di questa mia proposta di legge sul progetto di vita delle persone con disabilità o fragili – scrive Paolo Cendon, “padre” della Legge sull’amministrazione di sostegno – è un punto di partenza, che aspira soprattutto a far nascere un dibattito fra esperti e addetti ai lavori. Poi vedremo di presentarlo in Parlamento. Ci sono parecchi dettagli da ritoccare o da integrare, ma già il fatto che un formale progetto di legge esista, potrà spingere le coscienze migliori del Paese a interrogarsi e a ri-orientarsi meglio, su queste difficili materie»

Donna in carrozzina fotografata di spalleLe ragioni che sono alla base (della messa a punto) del progetto di legge proposto qui di seguito non hanno bisogno di essere illustrate:
– le persone disabili o fragili sono spesso, oggigiorno, abbandonate a se stesse, galleggiano al di là delle apparenze in una specie di “quasi nulla” statutario, monco, confuso e frammentario sotto il profilo micro;
– non siamo sicuri che chi è chiamato a prendere decisioni sul loro conto sappia bene ciò che sta facendo, sia a conoscenza delle peculiarità storico-esistenziali dell’interessato, soprattutto di quello che costui vuole, teme, necessita, sogna, invoca, detesta;
– la Legge sul “Dopo di Noi” [Legge 112/16, N.d.R.], approvata l’anno scorso, attenta esclusivamente ai profili patrimoniali e fiscali, appare assai povera come cultura e sensibilità, al di là del vanto che menano certi politici, i quali probabilmente non l’hanno mai letta o mancano verosimilmente degli orizzonti per giudicare;
– le indicazioni sul “progetto di vita”, di cui a qualche norma esistente, ad esempio la Legge 328 del 2000, sono di taglio burocratico e del tutto insufficienti.

Il testo che si può leggere qui sotto è soltanto un punto di partenza: aspira soprattutto a fare nascere un (breve) dibattito fra esperti e addetti ai lavori. Poi vedremo di presentarlo in Parlamento, quest’estate magari.
Ci sono parecchi dettagli da ritoccare o da integrare, sono il primo a esserne consapevole. Chi ha concrete proposte di modifica tecnica o letteraria è pregato di inviarle al mio indirizzo mail (paolo.cendon@econ.units.it).
Già il fatto che un formale progetto di legge esista, in Parlamento, potrà spingere le coscienze migliori del Paese a interrogarsi e a ri-orientarsi meglio, su queste difficili materie.
Il cammino parlamentare sarà lungo, indubbiamente. Su quali forze politiche puntare? Nel 1986 scrivemmo la bozza sull’Amministrazione di Sostegno, ci sono voluti diciott’anni per l’approvazione [Legge 6/04, della quale Paolo Cendon è riconosciuto quale il “padre”, N.d.R.], questa volta sarà di più o di meno?
Occorre tener conto che già oggi, sulla base della Legge 328/00, ogni Comune può – se vuole – organizzare un’acquisizione/raccolta ordinata di progetti di vita, fatti come vorremmo noi (col cuore, con l’empatia, con l’intelligenza, oltre che con i trust e i patrimoni fiduciari). Speriamo che qualcuno di essi cominci.

Oggi è una giornata storica. Ciascuno di voi e di noi cosa può fare? Tutto, evidentemente. Ognuno si metta una mano sulla coscienza e via… discorriamone, facciamo girare il progetto, coinvolgiamo i potenti, avvertiamo le famiglie, le associazioni, tutti quanti, battiamoci, creiamo via via una “cultura progettuale”.
La seconda parte del titolo di questa mia introduzione riprende quello di un famoso libro di William Faulkner (Oggi si vola), chi l’ha letto?

Progetto di VitaProgetto di Legge (a cura di Paolo Cendon, 2017)
Art. 1 –
 Nozione – Il progetto di vita è il documento in cui sono illustrati i bisogni e le aspirazioni fondamentali di una persona, la quale abbia compiuto sei anni, e sia portatrice di condizioni significative di disabilità o di fragilità.
Esso costituisce parte integrante della carta d’identità dell’interessato. È conservato presso l’Ufficio di Stato Civile della città in cui questi ha la residenza o il domicilio.

Art. 2 – Obbligo di compilazione – La compilazione del progetto è obbligatoria nei confronti delle persone indicate nel primo comma dell’articolo precedente. È facoltativa nelle ipotesi di disabilità o di fragilità meno gravi.

Art. 3 – Commissione permanente – È istituita presso l’Ufficio di Stato Civile di ogni Comune, dietro nomina del Consiglio Comunale, una Commissione Permanente per la compilazione dei progetti di vita. Di essa fanno parte esperti delle discipline più spesso coinvolte nelle questioni della disabilità e della fragilità umana.
La Commissione opera nella pienezza della sua composizione, oppure attraverso proprie articolazioni interne, con le variazioni che appaiono volta a volta opportune.

Art. 4 – Segnalazione all’Ufficio di Stato Civile – I responsabili dei servizi sanitari e sociali impegnati nella cura ed assistenza della persona, qualora al corrente di circostanze tali da rendere opportuna la compilazione del progetto, sono tenuti a effettuare una segnalazione in proposito, al responsabile dell’Ufficio indicato nel primo comma dell’art.1.
Ogni altro soggetto ha facoltà di effettuare la predetta segnalazione.

Art. 5 – Procedimento – L’Ufficiale di Stato Civile, qualora ritenga fondata la segnalazione, provvede ad avvertire la Commissione Permanente. Informa ove opportuno il Giudice Tutelare e ogni altra autorità competente.
La Commissione prende in considerazione ogni aspetto, di ordine patrimoniale e non patrimoniale, che abbia concreto rilievo nella quotidianità del destinatario. Ascolta in via diretta la persona interessata, nelle forme e nei modi più idonei, nonché i suoi familiari, insieme a coloro che abbiano intrattenuto in passato o coltivino al presente con la stessa legami significativi. Dispone le consulenze tecniche che appaiano necessarie, effettua ogni ricerca e indagine utile allo scopo.
Provvede, entro sei mesi dalla segnalazione, a redigere il testo del progetto di vita.

Art. 6 – Forma del progetto – Il progetto va redatto in forma chiara e leggibile, senza inutili tecnicismi. Si articola al suo interno in una serie di sezioni, ciascuna dedicata ai momenti di maggiore risalto nell’esistenza del beneficiario.
Il testo non può essere inferiore alle seimila e non può superare le diecimila parole.
La documentazione inerente alla compilazione viene conservata, presso l’Ufficio di Stato Civile, in un apposito fascicolo.

Art. 7 – Diritto di accesso – L’accesso al progetto di vita e al fascicolo di accompagnamento è riservato ai soggetti cui tale facoltà compete, secondo la normativa in vigore.

Art. 8 – Rettifiche – Il beneficiario, il suo legale rappresentante, i servizi socio-sanitari possono chiedere rettifiche e integrazioni al testo del progetto, quale compilato dalla commissione. L’Ufficiale di Stato Civile provvede, secondo i casi, a effettuare direttamente le modifiche oppure ad avvertire la Commissione Permanente.

Art. 9 – Vincoli di osservanza – Una volta che il progetto sia ultimato, nessun soggetto pubblico o privato chiamato a prendere decisioni riguardo al beneficiario, in particolare sul terreno familiare, residenziale, educativo, medico, riabilitativo, lavorativo, patrimoniale, del tempo libero, potrà prescindere dalla consultazione e dalla rigorosa osservanza di quanto ivi previsto.
In caso di scostamento o di contrasti la decisione è reclamabile, in via giudiziale o amministrativa, dal beneficiario stesso, dal suo legale rappresentante, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo, dai soggetti indicati nel secondo comma dell’art. 3 della presente Legge.

Art. 10 – Aggiornamento del progetto – I soggetti indicati nel primo comma dell’art. 8 sono tenuti a curare, ogniqualvolta si determinino cambiamenti importanti nella condizione o nella quotidianità del beneficiario, l’aggiornamento del progetto.
Si osserva al riguardo, in termini eventualmente semplificati, il procedimento indicato nell’art. 5 della presente Legge.

di Paolo Cendon Docente dell’Università di Trieste.

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

10 Aprile 2017, 13:25pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

INSERITO DA MORENA MOTTA In Italia, parcheggiare l’auto in un posto riservato a un disabile è reato penale. Si tratta, infatti, di una violazione di legge, in particolare dell’articolo 610 del c.p. (violenza privata). Per questo motivo la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una precedente condanna per aver posteggiato il proprio veicolo nello spazio assegnato a un portatore di handicap. I Supremi Giudici hanno fatto presente che, qualora l’area fosse stata genericamente dedicata al posteggio dei disabili, la condotta illecita sarebbe stata punita semplicemente con una sanzione amministrativa. Ma, nel caso in questione, trattandosi di un parcheggio “espressamente riservato a una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo”.

FONTE di Roberta Lunghini WEST INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.SSA ROSA DE MARTINO Disabili: le spese di riparazione auto possono essere detratte?

8 Aprile 2017, 13:00pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.SSA ROSA DE MARTINO Disabili: le spese di riparazione auto possono essere detratte?

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le persone disabili, oltre alla detrazione Irpef del 19% per l’acquisto dell’auto, hanno diritto anche alla detrazione sulle spese di riparazione dell’auto. Sono esclusi i costi di ordinaria manuenzione e i costi di esercizio: premio assicurativo, carburante, lubrificante, ecc.

La detrazione è riconosciuta nel limite di spesa di 18.075,99 euro. Nella spesa devono essere compresi sia il costo di acquisto, sia le spese di manutenzioni staordinarie.

 

La detrazione è pari al 19% del costo sostenuto e va calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro. La detrazione spetta una sola volta, per un solo veicolo nel corso di un quadriennio.

E’ possibile riottenere il beneficio solo se il veicolo precedentemente acquistato viene cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), perché destinato alla demolizione. La detrazione può essere usufruita per intero nel periodo d’imposta in cui il veicolo è stato acquistato o, in alternativa, in quattro quote annuali di pari importo.

 

Disabili: perdita dell’agevolazione

Si perde il beneficio nel caso di trasferimento del veicolo, a titolo oneroso o gratuito, prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto. In questo caso è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle stesse. Questa disposizione non si applica quando il disabile, a seguito di mutate necessità legate al proprio handicap, cede il veicolo per acquistarne un altro sul quale realizzare nuovi e diversi adattamenti.

 

Disabili: spese per riparazioni

Oltre che per le spese di acquisto, la detrazione Irpef spetta anche per quelle di riparazione del mezzo. Sono esclusi, comunque, i costi di ordinaria manutenzione e i costi di esercizio (premio assicurativo, carburante, lubrificante). Anche in questo caso la detrazione è riconosciuta nel limite di spesa di 18.075,99 euro, nel quale devono essere compresi sia il costo d’acquisto del veicolo sia le spese di manutenzione straordinaria dello stesso.

 

FONTE INVESTIRE OGGI - di Angelina Tortora

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche e ristrutturazioni in casa: le agevolazioni

8 Aprile 2017, 09:37am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche e ristrutturazioni in casa: le agevolazioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Riassumiamo le principali agevolazioni per interventi atti a garantire accessibilità nelle nostre case: dalle detrazioni ai contributi regionali 

Quando parliamo di barriere architettoniche, pensiamo spesso alle città e alla loro vivibilità, ma la accessibilità domestica è ancora più importante. Eliminare quello che può essere d’intralcio e favorire invece la comodità in casa è parola d’ordine, tanto più che spesso questo tipo di interventi si rivelano necessari per lo svolgimento delle attività più basilari, come può essere salire una scala per accedere al piano superiore della propria casa. Ma una barriera architettonica può essere anche una porta troppo stretta per farci passare una carrozzina, ad esempio. 

Vediamo quindi quali sono le agevolazioni previste dal legislatore italiano per sostenere la famiglia nella quale ci sia una persona disabile, nella predisposizione o sistemazione di un ambiente domestico privo di barriere architettoniche.
 
DETRAZIONI FISCALI RISTRUTTURAZIONE CASA – Per tutto il 2017 sono state confermate le detrazioni Irpef per lavori di ristrutturazione e interventi domestici. La detrazione Irpef è pari al: 
50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017;
36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione su singole unità abitative ne rientrano alcuni che possono migliorare la mobilità della persona con disabilità nella sua abitazione, come:
- la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione
- la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, se conforme alle prescrizioni tecniche previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche

Per le prestazioni di servizi relative all’appalto di questi lavori, è inoltre applicabile l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché quella ordinaria. 

A questi interventi si aggiungono:
- la nuova installazione, rifacimento o sostituzione di scala interna o esterna esistente, modificando pendenza, posizione, dimensioni, materiali e colori per la seconda
- la nuova installazione o sostituzione di ascensore preesistente (esterno o interno) con altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. 13/89
- la nuova installazione e sostituzione di montacarichi preesistente con altro avente caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
- l’allargamento di porte e finestre con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio
- la sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti di citofoni, videocitofoni e telecamere
- la nuova realizzazione di marciapiede su suolo privato
- la nuova pavimentazione esterna o sostituzione della preesistente modificando la superficie e  i materiali.

DETRAZIONE IRPEF ACQUISTO MEZZI SOLLEVAMENTO – Per quanto riguarda gli ausili, è possibile usufruire della detrazione del 19% sull’acquisto di mezzi necessari al sollevamento del disabile, tra le spese sanitarie. Questa agevolazione non è fruibile contemporaneamente a quella per i lavori di ristrutturazione. La detrazione del 19%, pertanto, spetta soltanto sulla eventuale parte di spesa eccedente la quota già agevolata con la detrazione per lavori di ristrutturazione.
La stessa detrazione al 19% si può applicare sulla spesa sostenuta per acquistare altri ausili che supportano la comunicazione e la mobilità domestica, quali telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse. Si tratta delle agevolazioni all’acquisto di sussidi tecnici e informatici.

INTERVENTI IN BAGNO – Per gli interventi in bagno, si segnala la possibilità di usufruire dell’aliquota Irpef agevolata sulla realizzazione di  servizio igienico interno. Rientra anche la sostituzione di impianti sanitari ma a condizione che sia integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta l’agevolazione. Pertanto, se vogliamo installare una vasca con sportello (nonostante questo ci sembri a tutti gli effetti un intervento di abbattimento delle barriere architettoniche) potremmo giovare dell’agevolazione solo se questo lavoro sarà inserito all’interno di lavori più ampi di rifacimento del bagno. Della questione ci siamo occupati approfonditamente qui.
  
CONTRIBUTI REGIONALI PER ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE – È inoltre possibile usufruire di fondi regionali messi in campo per avere un contributo sulle spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Tali contributi vengono erogati a  fondo perduto dai Comuni, con fondi regionali, e sono previsti dalla Legge 13 del 1989, tuttavia il finanziamento del fondo relativo non è regolare. È pertanto necessario informarsi di volta in volta presso la propria regione.  DISABILI.COM https://www.disabili.com/mobilita-auto/articoli-mobilita-a-auto/barriere-architettoniche-e-ristrutturazioni-in-casa-le-agevolazioni

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Presa di mira perché disabile, si sfoga: “Sono vittima di bullismo”

7 Aprile 2017, 10:37am

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cyberbullismoINSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ nata e cresciuta ad Arezzo, eppure la sua città è stata in grado di tradirla. O meglio, di ferirla. Affetta da osteogenesi imperfetta, Ilaria Bidini, 31enne che da anni lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche nella sua città, si ritrova a dover fare i conti con un fenomeno evidentemente più grande di lei: il cyber bullismo.

“Sui social network mi offendono, mi odiano, mi scrivono cose indicibili. Sotto alle mie foto leggo ogni giorno commenti molto cattivi: dicono che sono un mostro, un essere ridicolmente deforme, con denti marci e braccia lunghissime”. In pratica, i bulli della rete stanno facendo sentire Ilaria come un peso per la società, tanto che lei stessa ha ammesso come le scrivano continuamente che non serve a niente. Eppure, “io sono più forte di loro e sorrido alla vita”, garantisce.

Ilaria è alta un metro ed è affetta da una patologia che la rende estremamente fragile dal punto di vista osseo: le sue ossa sono talmente delicate che sono continuamente soggette a fratture e deformazioni e che vedono costretta Ilaria a stare tutto il giorno su una sedia a rotelle. Si tratta di una condizione difficile, che la mette alla prova ogni giorno, ogni minuto e ogni secondo della sua vita. Ma la vera prova, più che questa, sembra esser diventata quella di riuscire ad affrontare chi sparge odio a volontà nei suoi confronti.

“Oggi sono vittima di bullismo in rete, ma subisco violenze psicologiche da quando sono venuta al mondo. A scuola venivo minacciata ogni giorno, mi minacciavano di botte e mi facevano scherzi orrendi come bucarmi le ruote della carrozzina, mentre le mie compagne mi isolavano e pretendevano che non mi spogliassi con loro prima delle lezioni di ginnastica. E secondo i professori era tutto normale, dicevano che era una fase dell’adolescenza”.

Ilaria però non si arrende e continua a portare avanti la sua battaglia a testa alta. Ha fondato il gruppo Facebook “Stop al bullismo e al cyber bullismo” e si è anche rivolta alla polizia postale per poter essere tutelata dall’azione violenta, cieca e spregiudicata dei suoi “aguzzini”.

FONTE http://www.disablog.it/presa-mira-perche-disabile-si-sfoga-vittima-bullismo/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

6 Aprile 2017, 09:14am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nei casi di disabilità molto grave l’inclusione è efficace? Il dibattito è aperto

Nelle ultime settimane il dibattito sui decreti delega della Buona Scuola è stato molto acceso ed ha portato ad alcuni importanti cambiamenti accolti nei pareri delle commissioni parlamentari. I decreti sono ormai in dirittura d’arrivo, anche se alcune questioni destano ancora perplessità e certamente comporteranno ulteriori confronti in sede di applicazione.

In particolare, molto è stato detto sul decreto n. 384, riguardante la valutazione e gli esami del primo ciclo, che, nella sua prima stesura, prevedeva per gli alunni con disabilità che seguano percorsi differenziati non il conseguimento del diploma a conclusione degli studi del primo ciclo, ma il semplice attestato di credito formativo, sul modello delle scuole secondarie di secondo grado. La prospettiva ha creato molte proteste ed il MIUR si è mostrato disponibile a rivedere il testo, in modo da consentire di conseguire il titolo a tutti gli studenti con disabilità. Si tratta di un aspetto molto importante che, se non rivisto, avrebbe comportato la conseguente impossibilità di proseguire negli studi di secondo grado per accedere all’esame di stato in vista del diploma finale, implicando con notevole anticipo la prospettiva di ottenere il solo attestato di credito formativo. Ricordiamo che le disposizioni normative prevedono, per il secondo grado, esiti differenti per gli studenti con disabilità che seguano percorsi riconducibili al lavoro della classe, sia pure con i cosiddetti obiettivi minimi, rispetto a chi segua un percorso differenziato. Nel primo caso si ottiene il diploma finale, nel secondo il solo attestato di credito formativo, che non consente di accedere agli studi universitari
Anche su quest’ultimo aspetto il dibattito in corso è molto vivace e diverse appaiono le posizioni degli esperti. In un recente confronto, ad esempio, S. Nocera si è mostrato piuttosto scettico sull’utilità o meno che i ragazzi con disabilità intellettiva accedano agli attuali studi universitari, tarati su programmi molto astratti e, quindi, intellettivamente difficili. R. Speziale, invece, ha auspicato il superamento della logica dell’esclusione tramite accomodamenti ragionevoli che possano rendere adeguati i percorsi di studio, mentre E. Chiocca ha sottolineato la necessità di non generalizzare, evidenziando la centralità del diritto soggettivo e la significatività, per ogni singola persona
Le riflessioni sul tema dell’inclusione scolastica e poi universitaria dunque, non mancano ed appaiono particolarmente complesse quando si tratta di alunni e studenti con disabilità grave e gravissima, per i quali il percorso di inclusione sembra essere particolarmente difficile.

Sulla scia di tali riflessioni si pone un recente ed interessante articolo che riporta il parere di una mamma, la quale si pone molti interrogativi e giunge a mettere fortemente in discussione il valore dei percorsi di inclusione per le situazioni di disabilità molto gravi. Partendo dal presupposto che gli alunni con disabilità gravissima hanno diritto pieno e naturale ad essere istruiti potenziando e stimolando le loro capacità, l’autrice si chiede infatti, tra le altre cose, chi possa interpretare l’espressa volontà dell’alunno con disabilità grave e se il traguardo del diploma in casi di grave disabilità concorra ad includere o a discriminare. Rispetto al problema dell’esame di Stato esprime contrarietà al rilascio del diploma in casi dove non ci siano le condizioni per seguire un regolare e concreto percorso di studi, sottoponendo gli studenti ad un esame al di sopra delle loro competenze e capacità. Il diploma a tutti i costi basato su cavilli e ricorsi per accedere all’università non è e non deve essere la soluzione. Il motivo per cui molte famiglie scelgono questa strada è pergarantire ai propri figli l’inclusione sociale. Al di là del principio che non condivido, mi chiedo a quale prezzo alcuni di questi giovani pagheranno una pseudo-inclusione in un ambiente che è finalizzato ad un livello di formazione universitaria… Davvero si crede che il diploma per tutti e l’università per tutti garantisca pari diritti e inclusione? Io trovo che sia esattamente il contrario: la persona merita rispetto sociale in quanto tale e non in base alle sentenze che assegnano ruoli… Trovo che tutti questi farraginosi meccanismi siano una farsa legalizzata e una banale pezza al dopo superiori. Ben più complesso fornire ai giovani opportunità selezionate sulle reale competenze,giovani con pluridisabilità che nessuno ha interpellato davvero.

Il dopo superiori, questo aspetto ci sembra fondamentale: al momento per questo ragazzi c’è il nulla e non è accettabile. Parliamone.

DISABILI.COM https://www.disabili.com/scuola-a-istruzione/articoli-scuola-istruzione/alunni-e-studenti-con-disabilita-grave-e-gravissima-inclusione-ad-ogni-costo

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.SSA ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche e ristrutturazioni in casa: le agevolazioni

5 Aprile 2017, 13:22pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.SSA ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche e ristrutturazioni in casa: le agevolazioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Quando parliamo di barriere architettoniche, pensiamo spesso alle città e alla loro vivibilità, ma la accessibilità domestica è ancora più importante. Eliminare quello che può essere d’intralcio e favorire invece la comodità in casa è parola d’ordine, tanto più che spesso questo tipo di interventi si rivelano necessari per lo svolgimento delle attività più basilari, come può essere salire una scala per accedere al piano superiore della propria casa. Ma una barriera architettonica può essere anche una porta troppo strettaper farci passare una carrozzina, ad esempio. 

Vediamo quindi quali sono le agevolazioni previste dal legislatore italiano per sostenere la famiglia nella quale ci sia una persona disabile, nella predisposizione o sistemazione di un ambiente domestico privo di barriere architettoniche.
 
DETRAZIONI FISCALI RISTRUTTURAZIONE CASA – Per tutto il 2017 sono state confermate le detrazioni Irpef per lavori di ristrutturazione e interventi domestici. La detrazione Irpef è pari al: 
50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017;
36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione su singole unità abitativene rientrano alcuni che possono migliorare la mobilità della persona con disabilità nella sua abitazione, come:
- la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione
- la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, se conforme alle prescrizioni tecniche previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche

Per le prestazioni di servizi relative all’appalto di questi lavori, è inoltre applicabile l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché quella ordinaria. 

A questi interventi si aggiungono:
- la nuova installazione, rifacimento o sostituzione di scala interna o esterna esistente, modificando pendenza, posizione, dimensioni, materiali e colori per la seconda
- la nuova installazione o sostituzione di ascensore preesistente (esterno o interno) con altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. 13/89
- la nuova installazione e sostituzione di montacarichi preesistente con altro avente caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
- l’allargamento di porte e finestre con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio
- la sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti di citofoni, videocitofoni e telecamere
- la nuova realizzazione di marciapiede su suolo privato
- la nuova pavimentazione esterna o sostituzione della preesistente modificando la superficie e  i materiali.

DETRAZIONE IRPEF ACQUISTO MEZZI SOLLEVAMENTO – Per quanto riguarda gli ausili, è possibile usufruire della detrazione del 19% sull’acquisto di mezzi necessari al sollevamento del disabile, tra le spese sanitarie. Questa agevolazione non è fruibile contemporaneamente a quella per i lavori di ristrutturazione. La detrazione del 19%, pertanto, spetta soltanto sulla eventuale parte di spesa eccedente la quota già agevolata con la detrazione per lavori di ristrutturazione.
La stessa detrazione al 19% si può applicare sulla spesa sostenuta per acquistare altri ausili che supportano la comunicazione e la mobilità domestica, quali telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse. Si tratta delle agevolazioni all’acquisto di sussidi tecnici e informatici.

INTERVENTI IN BAGNO – Per gli interventi in bagno, si segnala la possibilità di usufruire dell’aliquota Irpef agevolata sulla realizzazione di  servizio igienico interno. Rientra anche la sostituzione di impianti sanitari ma a condizione che sia integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta l’agevolazione. Pertanto, se vogliamo installare una vasca con sportello (nonostante questo ci sembri a tutti gli effetti un intervento di abbattimento delle barriere architettoniche) potremmo giovare dell’agevolazione solo se questo lavoro sarà inserito all’interno di lavori più ampi di rifacimento del bagno. Della questione ci siamo occupati approfonditamente qui.
  
CONTRIBUTI REGIONALI PER ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE – È inoltre possibile usufruire di fondi regionali messi in campo per avere un contributo sulle spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Tali contributi vengono erogati a  fondo perduto dai Comuni, con fondi regionali, e sono previsti dalla Legge 13 del 1989, tuttavia il finanziamento del fondo relativo non è regolare. È pertanto necessario informarsi di volta in volta presso la propria regione.  

FONTE DISABILI.COM

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