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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fumo: causa più di una morte su 10 nel mondo

13 Aprile 2017, 09:05am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fumo: causa più di una morte su 10 nel mondo

INSERITO DA MORENA MOTTA Quanto pesa il fumo di tabacco sulla salute degli abitanti del pianeta? Dal nuovo rapporto "Global Burden of Disease", riferito al 2015, pubblicato dalla rivista scientifica The Lancet emerge un quadro in miglioramento ma pur sempre a tinte fosche. "Il fumo", si legge nell'introduzione allo studio, "rimane una delle principali cause di morte prematura e di disabilità in tutto il mondo". Le stime sugli abitanti di 195 paesi dicono che fuma il 25% degli uomini e il 5,4% delle donne, con un calo rispettivo del 28,4% e del 34,4% rispetto al 1990. Il calo annuale è stato più marcato negli anni tra il 1990 e il 2005, che dal 2005 al 2015, comunque in quel lasso di tempo solo in quattro paesi la percentuale di fumatori è aumentata: Congo e Azerbaijan per gli uomini, Kuwait e Timor Est per le donne.

Quasi un miliardo di fumatori
Nel 2015 i fumatori erano 933 milioni nel mondo e il fumo ha continuato imperterrito a uccidere: si calcola che abbiano perso la vita per condizioni legate al fumo 6,4 milioni di persone, pari all'11,5% del totale dei decessi registrati in quell'anno a livello globale, con un aumento del 4,7% delle morti attribuibili al fumo rispetto al 2005. Il 75% dei decessi ha riguardato uomini e più della metà (52%) è avvenuta in quattro paesi: Cina, India, Stati Uniti e Russia.

Si calcola inoltre che nel 2015 siano stati 148,6 milioni gli anni di vita sana persi a causa del fumo, anni di vita di persone che hanno dovuto convivere con disabilità causate dal tabacco. Malattie cardiovascolari (41,2%), tumori (27,6%) e malattie respiratorie croniche (20,5%) sono state le tre principali cause di perdita di anni di vita sani legata al fumo per entrambi i sessi.

Trend in calo ma non basta
Sono stati fatti molti passi avanti nella lotta contro il fumo in questo ultimo quarto di secolo. Dal 1990 al 2015 la percentuale globale dei fumatori è scesa del 30%, raggiungendo quota 15,3%. Questo significa però che nonostante si conoscano da mezzo secolo i danni che il fumo può causare alla salute, nel mondo quasi una persona su sette fuma quotidianamente, tra gli uomini uno su quattro. La riduzione registrata in questi anni è avvenuta principalmente in paesi ad alto indice socio-economico e in America Latina.

E' un ritratto pieno di luci ed ombre quello disegnato dal rapporto di Lancet. Lo studio ricorda che il fumo resta oggi il principale fattore di rischio di morte prematura e disabilità in oltre 100 paesi. Se le campagne condotte finora hanno dato risultati apprezzabili, secondo gli autori è sui giovani che dovrebbero adesso concentrarsi gli sforzi, perché oltre a convincere gli attuali fumatori a smettere, è fondamentale evitare che gli adolescenti comincino.

"Per piegare in modo significativo e permanente la traiettoria della epidemia del tabacco globale", concludono infatti i ricercatori, "è necessaria una rinnovata e sostenuta attenzione sulle politiche di controllo del tabacco in tutto il mondo. Il successo è possibile, ma richiede politiche e leggi efficaci e fatte rispettare in modo stringente. E' necessario intensificare gli sforzi anche per mantenere bassi i tassi di prevalenza dei fumatori nelle popolazioni che non hanno ancora sperimentato un'epidemia devastante, e per evitare che i bambini, adolescenti e giovani adulti inizino a fumare".

FONTE di Marta Buonadonna PANORAMA

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