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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fiaba Onlus: Bonus Facciate anche per abbattere barriere architettoniche

3 Dicembre 2019, 09:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

inserito da Michele Pappacoda Oggi, 3 dicembre, si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, indetta nel 1992 dalle Nazioni Unite e focalizzata quest’anno sul tema della "Trasformazione verso società sostenibili e resilienti per tutti" in linea con l’attuazione dell’Agenda 2030 che raccomanda “Non lasciare nessuno indietro”. “Proprio così: l’auspicata società sostenibile e resiliente - afferma Giuseppe Trieste presidente di Fiaba onlus, che da sempre si batte per l’abbattimento di ogni tipo di barriere- deve essere soprattutto inclusiva, per tutti. E’ opportuno che, insieme al cambio culturale, siano attuate anche politiche economiche a favore dell’inclusione. Un esempio? Il cosiddetto Bonus Facciate inserito nella Legge Finanziaria che prevede per il 2020 una detrazione pari al 90% della spesa di ristrutturazione facciate. Chiediamo sia esteso anche ad ogni intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche”. “Bene il rinnovamento estetico delle nostre città – conclude Trieste – ma senza tralasciare il rinnovamento funzionale, per tantissime persone assai più necessario”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabili: sì all'installazione dell'ascensore anche se viola le distanze comuni

3 Dicembre 2019, 09:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Risultati immagini per disabili

Il parere degli esperti. L'Avvocato Sabrina Caporale. Rientra nel principio di solidarietà condominiale l’interesse delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, per cui è consentita l’installazione dell’ascensore anche se viola le norme civilistiche sulle distanze comuni. L’installazione dell’ascensore condominiale: la vicenda. Su ricorso per denuncia di nuova opera, proposto in relazione alla installazione di un ascensore, il Tribunale di Messina accoglieva l’istanza, ritenendo che l’iniziativa dei convenuti evocati fosse lesiva dei diritti degli altri condomini, cui conseguiva la pronuncia della misura cautelare. Il giudizio di merito confermava la decisione. Anche la Corte d’Appello di Messina confermava la pronuncia di primo grado, rilevando che l’opera realizzanda violava le distanze rispetto ai balconi di proprietà esclusiva, esistenti in affaccio verso il cortile interno. La vicenda è giunta dinanzi ai giudici della Seconda Sezione Civile della Cassazione (sentenza n. 30838/2019), che hanno accolto il ricorso formulato dalla parte ricorrente. L’affermazione dei giudici della Corte territoriale circa la violazione delle distanze era, infatti, del tutto avulsa rispetto al caso in esame, ove i lavori per la installazione dell’ascensore erano dichiaratamente volti alla eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, la Corte territoriale non si era attenuta alla ratio della L. n. 13 del 1989, art. 1, dalla quale si desume che “l’installazione dell’ascensore o di altri congegni, con le caratteristiche richieste dalla normativa tecnica, idonei ad assicurare l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici, costituisce elemento che deve essere necessariamente previsto dai progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge”. L’ascensore è dotazione imprescindibile per i nuovi edifici. Da tale indicazione si desume agevolmente che, nella valutazione del legislatore – e contrariamente a quanto affermato dalla sentenza impugnata – “l’ascensore o i congegni similari costituiscono dotazione imprescindibile per l’approvazione dei relativi progetti edilizi; in altri termini, l’esistenza dell’ascensore può senz’altro definirsi funzionale ad assicurare la vivibilità dell’appartamento, cioè è assimilabile, quanto ai principi volti a garantirne la installazione, agli impianti di luce, acqua, riscaldamento e similari”. Vero è che tale qualificazione è dal legislatore imposta per i nuovi edifici o per la ristrutturazione di interi edifici, mentre per gli edifici privati esistenti valgono le disposizioni di cui alla L. n. 13 del 1989, art. 2; tuttavia, “l’assolutezza della previsione normativa – hanno chiarito i giudici della Suprema Corte – non può non costituire un criterio di interpretazione anche per la soluzione dei potenziali conflitti che dovessero verificarsi con riferimento alla necessità di adattamento degli edifici esistenti alla prescrizioni dell’art. 2”. Il principio di solidarietà condominiale. Di tal che, nel valutare il contrasto delle opere, cui fa riferimento la L. n. 13 del 1989, art. 2 con la specifica destinazione delle parti comuni, sulle quali esse vanno ad incidere, il giudice deve tener conto anche del principio di solidarietà condominiale, secondo il quale la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato implica di per sé il contemperamento, al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto di un diritto fondamentale che prescinde dall’effettiva utilizzazione, da parte di costoro, degli edifici interessati (Cass. n. 18334 del 2012). In questo senso, i giudici della Seconda Sezione Civile della Cassazione hanno affermato che la disciplina sulle distanze “non opera nell’ipotesi dell’installazione di impianti che devono considerarsi indispensabili ai fini di una reale abitabilità dell’appartamento, intesa nel senso di una condizione abitativa che rispetti l’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini e lo sviluppo delle moderne concezioni in tema di igiene, salvo l’apprestamento di accorgimenti idonei ad evitare danni alle unità immobiliari altrui” (Cass. n. 7752 del 1995; Cass. n. 6885 del 1991; Cass. n. 11695 del 1990). Barriere architettoniche e rispetto delle norme sulle distanze dalle vedute. Le censure della ricorrente sono state, pertanto, ritenute fondate anche con riferimento alla questione della applicabilità, nel caso specifico, delle norme sulle distanze dalle vedute, di cui all’art. 907 c.c.. Al riguardo, nella giurisprudenza di legittimità, si è affermato il principio per cui le norme sulle distanze sono applicabili anche tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano compatibili con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, cioè quando l’applicazione di quest’ultima non sia in contrasto con le prime; nell’ipotesi di contrasto, la prevalenza della norma speciale in materia di condominio determina l’inapplicabilità della disciplina generale sulle distanze che, nel condominio degli edifici e nei rapporti tra singolo condomino e condominio, è in rapporto di subordinazione rispetto alla prima. La decisione. Pertanto, ove il giudice constati il rispetto dei limiti di cui all’art. 1102 c.c., deve ritenersi legittima l’opera realizzata anche senza il rispetto delle norme dettate per regolare i rapporti tra proprietà contigue, sempre che venga rispettata la struttura dell’edificio condominiale. Nel caso di specie, la corte territoriale aveva ritenuto violato l’art. 907 c.c., senza aver previamente accertato se il manufatto realizzando, rispettasse i limiti posti dall’art. 1102 c.c. sulle parti comuni (parte del cortile comune) non essendo al tal proposito sufficiente affermare che “il manufatto determina lo sconfinamento in proprietà esclusiva di altro condomino per lo spazio di circa mq 0,50, limitandone la veduta”. Per tutte queste ragioni, il ricorso è stato accolto e la causa rinviata alla Corte di appello di Messina, per un nuovo esame. 
Responsabile Civile del 02.12.2019

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Progettazione e didattica per la scuola inclusiva

2 Dicembre 2019, 13:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Progettazione e didattica per la scuola inclusiva

«Progettato con la prospettiva dell’accessibilità a 360 gradi, l’ambiente scolastico diventa luogo fertile delle strategie inclusive a beneficio di tutti, e non solo per le persone con bisogni educativi complessi»: si svilupperanno su questo fondamentale concetto i lavori del convegno “Progettazione e didattica per la scuola inclusiva”, previsto per domani, 3 dicembre, a Lodi, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, dall’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti e dal CLEBA (Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali) Alunna con disabilità in una classe di scuola«L’indissolubile legame tra qualità dei luoghi del sapere e qualità pedagogica è prioritario nella scuola dell’inclusione. Progettato con la prospettiva dell’accessibilità a trecentosessanta gradi, l’ambiente scolastico diventa luogo fertile delle strategie inclusive a beneficio di tutti, e non solo per le persone con bisogni educativi complessi»: si svilupperanno su questo fondamentale concetto i lavori del convegno intitolato Progettazione e didattica per la scuola inclusiva, organizzato per domani, 3 dicembre, a Lodi (Aula Magna dell’IIS Volta, Viale Papa Giovanni XXIII, 9), in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità e nell’àmbito del progetto Scuola4ALL – La scuola oltre le barriere, dall’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti e dal CLEBA (Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali), con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi, dell’Istituto Comprensivo Lodi Terzo e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità). L’incontro, con il quale si intende evidenziare il tessuto di connessioni tra saperi della progettazione architettonica e ambientale da una parte, àmbito pedagogico dall’altra, si rivolge in particolare a docenti, dirigenti scolastici, RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione), referenti per la sicurezza, architetti, geometri, ingegneri, studenti, nonché a tutti coloro che siano agli interessati allo sviluppo di luoghi e strategie inclusive e sicure. Dopo i saluti di apertura delle Autorità, interverranno Piera Nobili, presidente di CERPA Italia (Accessibilità: parola chiave nella progettazione delle scuole inclusive); Alessandra Galletti, sempre di CERPA Italia (Lo spazio che educa: gli strumenti della progettazione inclusiva a scuola tra pedagogia ed architettura, dall’ICF all’index per l’inclusione); Elisabetta Schiavone della struttura Soluzioni Emergenti/Emergenza e Fragilità nell’Osservatorio per la Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (Sicurezza inclusiva e gestione dell’emergenza a scuola); Iginio Rossi dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), ove coordina il progetto Città accessibili a tutti (Gli insegnamenti proposti dall’atlantecittaccessibili.inu.it); Antonella Conti, docente a contratto nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (L’approccio dell’Universal Design for Learning); Stefania Menin, Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Lodi Terzo (La scuola inclusiva: l’esperienza dell’IC Lodi Terzo, dalla Didattica Potenziata alla Didattica Curricolare: una didattica per tutti). Concluderà la giornata la tavola rotonda sul tema Inclusione e accessibilità nelle scuole di Lodi a confronto, condotta da Giovanni Barin, architetto, vicepresidente dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti. (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere e disabilita', la parola ai cittadini

1 Dicembre 2019, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CADONEGHE. Disabilità e barriere architettoniche: martedì 3 dicembre è convocata la commissione consiliare a porte aperte in cui i cittadini potranno dare suggerimenti e fare proposte.
La quarta commissione consiliare, dedicata alle politiche per la disabilità e l'abbattimento delle barriere architettoniche, terrà una seduta informale alle 16 i9n sala consiliare, e sarà eccezionalmente aperta alle richieste e ai suggerimenti della cittadinanza che potrà intervenire e parlare con i commissari in merito agli interventi da mettere in campo.
«Prima di cominciare il lavoro di questa importante commissione dichiara il presidente Giacomo Alessi ci è sembrato giusto ascoltare i residenti di Cadoneghe, disabili e non, per raccogliere le loro segnalazioni e proposte. Ogni intervento sarà ben accetto per aiutarci a raggiungere un obiettivo comune: consentire alle persone con disabilità di godere appieno dei propri diritti. Svolgeremo una ricognizione di tutte le barriere architettoniche presenti nel Comune e stabiliremo una scala di priorità per la loro progressiva eliminazione. La commissione è una vera novità perché prima non è mai esistita a Cadoneghe».
La IV commissione è stata istituita ai primi di novembre proprio con l'obiettivo di avviare tutte le iniziative a sostegno dei cittadini disabili fisici e psichici, e per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Presidente ne è stato eletto il consigliere di maggioranza Giacomo Alessi, che a causa di una malattia si muove su una sedia a rotelle, mentre la vicepresidenza è andata alla consigliere di minoranza Virginia Garato.
A breve sarà anche realizzata una mappatura di tutte le criticità architettoniche presenti nel territorio e lo studio sarà poi presentato all'amministrazione che preparerà un elenco di interventi sulla base delle necessità rilevate.
(L.Lev.)  IL GAZZETTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Corleone. Buche, scalini, scivoli ostruiti, gli eterni percorsi a ostacoli

29 Novembre 2019, 10:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MORNA MOTTA Abito a Corleone e sono in carrozzina ormai da qualche anno. Il mio non è un paese a misura di disabili a causa di buche, scalini ovunque, scivoli sempre occupati, uffici pubblici senza ascensore e tanto altro. Vogliamo uscire di casa, non vogliamo essere cittadini discriminati e subire i danni di una classe politica da sempre indifferente. Non è la nostra condizione a condannarci all'ergastolo dentro quattro mura, ma l'insensibilità diffusa anche tra molti nostri concittadini. Luciano Labruzzo. Questo è parte del lungo sfogo di Luciano, ma è pure quello di Franco che sui social grida al sequestro di persona perché gli scivoli davanti a casa sua sono sempre occupati da auto e, nonostante i ripetuti reclami alle autorità, nessuno interviene. Luciano e Franco non sono gli unici cittadini con disabilità che non possono godere pienamente delle loro città. La protesta del nostro lettore inizia il giorno dei Morti, quando le caditoie all'ingresso del cimitero gli impediscono di entrare con la carrozzina. «Mi sono arrabbiato e ho fatto un po' di rumore sui social, sulla stampa online. Mi sono, ci siamo intestati questa battaglia, non vogliamo solo subire, raccogliendo qualche migliaio di adesioni di solidarietà. Perché un responsabile ci deve pur essere. Il nostro sequestro di persona deve essere risolto», racconta Luciano che desidera solo poter uscire di casa senza rischi, a causa delle buche sulle strade, e senza impedimenti dovuti alle barriere architettoniche presenti quasi dappertutto. Lui, ma non solo lui e non solo a Corleone, chiede a gran voce i PEBA (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche), istituiti nel 1986, che devono rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti nel comune. Che poi deve pianificare e coordinare gli interventi per l'accessibilità, prevedere i tipi di soluzione da apportare per ogni barriera, i relativi costi, la priorità d'intervento. La protesta di Luciano ha sortito un risultato, e così lunedì scorso è stato convocato dall'assessore alle Opere pubbliche, Schillaci, e dall'ingegnere capo del Comune, Gennaro. Un incontro positivo, almeno per ciò che riguarda le intenzioni dell'amministrazione che entro febbraio presenterà il Peba al Consiglio comunale per la ratifica e l'approvazione. Poi si dovranno attendere i fondi per abbattere le barriere architettoniche presenti e per realizzare nuovi edifici che non ne avranno. Intanto l'assessore ha assicurato più controlli dei vigili per impedire la sosta selvaggia e un censimento delle criticità del paese per trovare le opportune soluzioni. Come scrive Luciano sui social, anche noi vigileremo affinché il piano «non rimanga solo un pezzo di carta». di Patrizia Gariffo La Repubblica

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Una turista disabile: "Caserta vergognosa". Ferrajolo: "Ha ragione"

29 Novembre 2019, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo sdegno della signora di Lecce tra disagi e barriere architettoniche. Il Disability manager: «Le scuse non bastano, bisogna correre ai ripari» .

CASERTA. Prima di ottenere l'attenzione del sindaco di Caserta, la lettera della turista disabile in visita alla città ha fatto il giro del web. E più di qualsiasi classifica blasonata, che pone il capoluogo e l'intera provincia agli ultimi posti per vivibilità, accessibilità e servizi al cittadino, hanno scosso la coscienza le parole della signora Paola De Masi che, dalla provincia di Lecce, era partita qualche giorno fa per godersi qualche giorno di bellezza e cultura a Caserta. E da qui all'incubo il passo è stato breve.

LE PERIPEZIE.
Sotto la pioggia battente la caccia a un parcheggio per disabili, poi la rinuncia e la sosta sulle strisce blu, la caccia al parcometro e la costatazione di non potervi accedere tra marciapiedi sconnessi e privi di rampe, fino alla sosta con contrassegno di disabilità e due multe da 84 euro per disco orario scaduto, e nessun vigile a multare le macchine in sosta abusiva sugli stalli riservati ai portatori di handicap. Il tutto condito da schizzi di pozzanghere sollevate dalle macchine in corsa e dalla solerzia di un carabiniere che, alle porte della Reggia, si propone di portare la signora in braccio. «Non posso rimanere in silenzio, l'umiliazione e la discriminazione subite in questa città sono state notevoli - scrive la signora Paola nella sua lunga e dettagliatissima lettera alla città - Che la delusione, lo sdegno, la frustrazione e i soldi della multa pagata servano almeno per rattoppare qualche voragine o modificare un marciapiede o semplicemente comprare un libro che vi aiuti a migliorare la vostra cultura e aiutarvi a lavorare con serietà e competenza visto lo scarsissimo risultato e la evidente mal gestione di una città che è a dir poco vergognosa sia per i trasporti che per le strade terribili e la sporcizia ovunque. Ho visto molta poca cura del paesaggio, molta poca voglia di confrontarsi e di capire realmente le difficoltà altrui. Ho visto incompetenza da parte di amministratori poco preparati a svolgere il lavoro per cui sono stati chiamati. Inoltre facendo una ricerca in internet ho scoperto che non sono la prima a sollevare tale questione. Si devono vergognare».

UNA PIETRA MILIARE.
Di certo chi si è vergognato è stato Vitaliano Ferrajolo, disabile e presidente della LPH Lega per i problemi dell'handicap) che da anni opera nella città «barriera architettonica» contando solo sulla buona volontà dei volontari. Nominato da qualche settimana Disability manager del Comune di Caserta, primo capoluogo del Sud Italia a essersi dotato di questa figura, Ferrajolo commenta: «Sono mortificato come casertano e solidale con la signora De Masi che non credo si accontenti di scuse. Piuttosto ringrazio la signora che, con la sua vibrata e piccata denuncia, ha come improvvisamente scosso dal torpore assuefativo una coscienza cittadina incapace di rivendicare ogni diritto, un po' come strillare alla città: il re è nudo. È vero, il re è nudo specialmente a Caserta. Di certo il capoluogo non differisce da quanto esiste in provincia ma, essendo capoluogo e volendosi fregiare di un appellativo di città a vocazione turistica, è più esposto alla valutazione oggettiva dei casuali visitatori. E se ti presenti col vestito stracciato non puoi sperare di ispirare alcunché di positivo da nessuno. Lo specchietto delle allodole di immagini virtuali scintillanti sul web per promuovere eccellenze - continua Ferrajolo - ha un effetto boomerang sul successivo passaparola, che è il vero metodo per promuovere un territorio. Ma ora che il re si è mostrato nudo che si fa? La signora De Masi involontariamente ha posto una pietra miliare del disonore di una città. Da questa protesta per la rivendicazione di un elemento semplice e complicato come la dignità, deve partire il dietro front di questa città. Certo, peggio di così non si può andare: c'è solo da sperare in una risalita, e l'amministrazione comunale deve prendere atto di ciò e permettere a chi ha questo compito, il nuovo Disability manager, di operare con gli strumenti opportuni e le azioni di sistema che riterrà più utili per invertire la marcia. Risultati, non demagogia. I cittadini pretendono la dignità. Non serve altro. Altrimenti il re rimarrà sempre nudo».

di Mariamichela Formisano Il Mattino

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Treni senza rispetto per i disabili

29 Novembre 2019, 09:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MORENA MOTTA CASALECCHIO. Tutta la linea Bologna Vignola è ufficialmente dichiarata accessibile alle persone con disabilità, quindi una carrozzina elettrica dovrebbe poter entrare e uscire autonomamente dai convogli. In alcune stazioni ciò è possibile perché la banchina e il pianale sono più o meno allo stesso livello; in altre è un po' difficoltoso perché negli anni i binari si sono abbassati formando un dislivello di qualche centimetro, comunque superabile con un aiuto. La stazione di Casalecchio Garibaldi è invece totalmente off limits a causa di un gradino di 20/25 centimetri dovuto al progressivo abbassamento dei binari. Una carrozzina elettrica può pesare con la persona seduta anche più di 200 chili, quindi è pressoché impossibile da sollevare. Ne consegue che l'ignaro viaggiatore proveniente ad esempio da Vignola non potrà scendere a Casalecchio Garibaldi ma dovrà proseguire oltre. Questa situazione, che potrei definire a metà strada fra il ridicolo e il vergognoso, è stata segnalata per mesi e mesi sia a FER sia a RFI, le quali però si rimpallano la responsabilità di un intervento riparatore e la stazione rimane inaccessibile. Nel frattempo le persone disabili non possono usufruire del treno. Vi informo (ma sono certo che già lo sapete) che l'interessato può rimediare alla vostra (o di RFI) mancanza intraprendendo un'azione legale veloce e dall'esito positivo assicurato.La Repubblica

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La prima Risoluzione sulla disabilità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

28 Novembre 2019, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La prima Risoluzione sulla disabilità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Mai prima d’ora il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si era occupato di disabilità in modo specifico. Lo ha fatto per la prima volta in giugno, approvando una Risoluzione con cui chiede agli Stati Membri e alle parti direttamente coinvolte di tutelare le persone con disabilità in situazioni di guerra, in particolare da violenze e abusi, garantendo tra l’altro che abbiano accesso alla giustizia, ai servizi di base e all’assistenza umanitaria senza alcun ostacolo. Il documento costituisce un’ulteriore pietra miliare sulla strada del rispetto dei diritti delle persone con disabilità nel mondo Hanna bimba con disabilità in Siria Hannah è una bimba divenuta disabile in Siria, dopo un bombardamento ad Aleppo (foto di Ufficio Stampa Unicef) Mai prima di quest’anno il Consiglio di Sicurezza dell’ONU – ovvero l’organo delle Nazioni Unite incaricato di mantenere la pace e la sicurezza internazionali, ma anche con altri importanti compiti, come riassumiamo nel box in calce – si era occupato di disabilità in modo specifico. Lo ha fatto per la prima volta il 20 giugno scorso, approvando la Risoluzione n. 2475 (2019), documento che chiede agli Stati Membri e alle parti direttamente coinvolte di tutelare le persone con disabilità in situazioni di guerra, in particolare da violenze e abusi, garantendo tra l’altro che abbiano accesso alla giustizia, ai servizi di base e all’assistenza umanitaria senza alcun ostacolo (a questo link è disponibile il testo integrale della Risoluzione). Incoraggiando poi gli Stati Membri a garantire che le persone con disabilità godano della parità di accesso ai servizi di base, vale a dire l’istruzione, l’assistenza sanitaria, i trasporti, le tecnologie e i sistemi di informazione e comunicazione, il Consiglio li ha esortati a consentire la partecipazione e una significativa rappresentanza diretta delle stesse persone con disabilità e delle loro organizzazioni, nell’azione umanitaria e nella prevenzione, risoluzione, riconciliazione, ricostruzione e nella costruzione della pace, durante e dopo i conflitti. Invitando infine gli Stati a rispettare in primo luogo gli obblighi previsti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – il cui undicesimo articolo, lo ricordiamo, è dedicato proprio alle Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie – il Consiglio ha stabilito che in caso di conflitti armati gli Stati stessi prendano tutti i provvedimenti necessari ad eliminare la discriminazione e l’emarginazione sulla base della disabilità nei confronti delle persone. Non tutti i componenti dell’organismo, va detto, hanno accettato senza riserve quanto scritto nella Risoluzione approvata in giugno. In particolare il rappresentante della Russia – ma anche quelli di Cina e Gran Bretagna -, pur concordando con i princìpi umanitari del documento, hanno voluto sottolineare che alcune delle disposizioni da esso previste “scavalcherebbero” il mandato del Consiglio di Sicurezza. E tuttavia, quel che è stato approvato resta e costituisce certamente un’ulteriore pietra miliare sulla strada del rispetto dei diritti delle persone con disabilità nel mondo, anche in considerazione del fatto che le Risoluzioni prodotte dalle Nazioni Unite ne costituiscono il più importante atto giuridico. (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pronto il piano per eliminare le barriere architettoniche

28 Novembre 2019, 11:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PRATA. Dopo quasi un anno di lavorazione è in fase di ultimazione il PEBA, il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, che assieme al Biciplan rappresenta la priorità dell'attività dell'assessorato ai lavori pubblici. «Il piano, redatto dallo studio Scarpa e Drouille di Portogruaro, è pronto - spiega il vicesindaco Katia Cescon -. Attende soltanto di essere integrato con i suggerimenti e le proposte che abbiamo raccolto dai cittadini che hanno compilato il modulo messo a disposizione nell'ultimo mese. Abbiamo ricevuto 78 moduli compilati, a dimostrazione dell'interesse dei pratensi in materia».Il Peba è stato oggetto di una interpellanza discussa in consiglio comunale e presentata da Enza Piccinin del Movimento 5 stelle. «Ho presentato l'interpellanza - rileva l'esponente di minoranza - per sapere a che punto siamo con il Peba perché a oggi non vediamo lavori concreti che vadano nella direzione dell'abbattimento delle barriere architettoniche, che a Prata sono tante, basti pensare ai cassonetti dei rifiuti che trovano posto sui marciapiedi». Il vicesindaco Cescon ha chiarito che il Peba è tra le priorità e che una volta approvato rappresenterà la base di partenza per andare concretamente a intervenire con lavori puntuali sul territorio, tra cui figura lo spostamento dei cassonetti dai marciapiedi. Inoltre il Peba è uno strumento obbligatorio per i Comuni che vogliano accedere a contributi regionali per l'esecuzione di progetti di abbattimento delle barriere. (C.St.) Messaggero Veneto

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Massa Lubrense un incontro sulle barriere architettoniche in penisola sorrentina

27 Novembre 2019, 19:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MASSA LUBRENSE. Si svolgerà nella sala consiliare del Comune di Massa Lubrense, domani giovedì 28 dalle ore 15:30, l’incontro del ciclo di seminari sul sociale organizzato dal tavolo di concertazione del Piano sociale di zona e dal Centro servizi per il volontariato di Napoli. Dopo gli incontri di Sorrento, Vico Equense, Piano, Meta e Sant’Agnello si parlerà di barriere architettoniche, ma non solo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Lorenzo Balducelli, dell’assessore alle politiche sociali Giovanna Staiano e di Angelica Gargiulo, componente del cda dell’Azienda speciale consortile per i servizi alla persona della Penisola Sorrentina, si confronteranno best practices locali e napoletane, con rappresentanti dell’associazione psicologi e del mondo dei sindacati. Francesca Esposito interverrà nel racconto del progetto Spiaggia Superabile, per l’abbattimento delle barriere nell’accesso al mare della costiera. Emanuele Adiletta, vice coordinatore nazionale del Movimento Italiano Giovani Disabili, parlerà della sua esperienza e del suo impegno da psicologo. Seguirà un videomessaggio da parte di Alessia De Filippo, attivista sociale affetta da sla. Luigi Milano, più noto come Luigi Casablanca, racconterà dell’impegno che da tempo sta conducendo l’associazione Sorrento Senza Barriere, per l’abbattimento delle barriere architettoniche presso gli edifici pubblici nei comuni sorrentini. La voce degli psicologi sarà portata da Sharon Iaccarino e Sabina Garofalo, mentre la tutela dell’accesso al lavoro sarà illustrata da Filippo Sica e Luigia Di Luberto. “Abbiamo voluto intendere le barriere non solo come quelle visibili – dichiara Michele Vitiello, presidente del tavolo di concertazione -. La nostra penisola è piena di barriere architettoniche, ma purtroppo la diversabilità comporta anche altre tipologie di barriere, spesso poco visibili, che ostacolano il raggiungimento della piena inclusione sociale. Crediamo che parlarne, raccontare di chi è riuscito a superarle, o di chi sul nostro territorio ci sta provando, faccia bene a tutti. Continueremo a combattere accanto a loro per l’affermazione di pari diritti”. DI FRANCESCA VANACORE SORRENTOPRESS

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