Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
VIGEVANO. Il 3 dicembre sarà la Giornata internazionale della disabilità e ieri si è tenuto un incontro nella Sala dell’affresco per parlare di come garantire lo sviluppo di ogni essere umano, anche di chi convive con delle disabilità. Silvia Oselli, neo presidente della Consulta per le politiche a favore delle persone con disabilità del Comune di Vigevano, ha delineato la programmazione del suo mandato. Tra gli obiettivi il primo è sicuramente quello di rendere Vigevano una città più accessibile alle persone con disabilità. «Vigevano Smart – ha spiegato Oselli – ha l’obiettivo di individuare, con le nuove tecnologie, almeno un percorso accessibile attraverso mappe specifiche e un’applicazione gratuita per smartphone. Ci sarà una sorta di scambio di informazioni: oltre all’elenco dei percorsi, o dei luoghi accessibili, si potranno anche segnalare problemi, barriere architettonicche e sensoriali presenti in città. I destinatari di questo progetto non sono solo i vigevanesi, ma anche tutti i turisti e visitatori che arriveranno qui e potranno sapere con un click tutti i luoghi, dai percorsi ai negozi, ai monumenti, accessibili anche alle persone con disabilità». Un altro progetto sarà la pedonalizzazione della lanca Ayala, progetto che renderà anche la natura e il Parco del Ticino fruibile a tutti. Il progetto, che si chiama “Nuovi orizzonti”, è stato presentato da Angelo Achilli insieme allo psicoterapeuta Paolo Colli. Viste le avverse condizioni meteo, la camminata per le strade di Vigevano volta a far capire agli amministratori come un diversamente abile vive gli ostacoli della città, è stata rimandata a data da destinarsi.
«La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione»: questo recita il 10° articolo della Carta Europea del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente, e su tale assunto che si baserà l’incontro del 28 novembre a Roma, intitolato “Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alla procedura di valutazione della qualità dei servizi erogati”, evento centrale della 4^ Giornata del Familiare Assistente Giovane con disabilità insieme alla caregiver familiare«La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione»: questo recita il decimo articolo della Carta Europea del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente, elaborata da COFACE Handicap, la componente che si occupa di disabilità nella Confederazione Europea delle Associazioni di Familiari, ed è su questo assunto che si baserà l’incontro intitolato Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alla procedura di valutazione della qualità dei servizi erogati, evento centrale della 4^ Giornata del Familiare Assistente, promossa dalla Consulta per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Municipio Roma 1 Centro, in collaborazione con quest’ultimo. L’appuntamento è esattamente per la mattinata del 28 novembre, presso l’Aula Magna del Liceo Classico Terenzio Mamiani do Roma (Viale delle Milizie, 30). «La nostra Consulta – spiega la presidente della stessa Anna Maria Comito, che presiede anche l’Associazione CO.FA.AS. “Clelia” (Coordinamento Familiari Assistenti “Clelia”) – ha inteso promuovere con questo incontro un momento finalizzato a fare un quadro sulla valutazione della qualità dei servizi erogati in àmbito ospedaliero, nei Centri Residenziali e Semiresidenziali (ex articolo 26 della Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale), nonché sull’assistenza domiciliare nel territorio, oltre a volere stimolare risposte istituzionali per una programmazione mirata dei servizi territoriali di qualità, nella convinzione che un servizio attento alla persona con disabilità permetterà al familiare assistente di dare una migliore assistenza e di prevenire lo stress psicofisico dell’assistenza continua a un congiunto non autosufficiente». L’incontro del 28 novembre vedrà alternarsi via via sul palco dei relatori vari responsabili dei servizi territoriali e nazionali. Per l’occasione, inoltre, verrà conferito un riconoscimento al lavoro silenzioso di un familiare dedicatosi nel corso degli anni a un congiunto gravissimo. (S.B.)
Adottare una metodologia di intervento rivolta a bambini nella fascia d’età dai 2 ai 5 anni con disturbi dello spettro autistico, per trovare strategie utili ad affrontare il comportamento-problema in maniera positiva, migliorare l’interazione con gli altri e aumentare le competenze in comunicazione: è questo l’obiettivo dell’iniziativa “ABC Autismo: Progetto Intensivo per bambini in età prescolare”, avviata dalla Cooperativa Sociale Tutti giù per terra ONLUS, grazie al sostegno della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, i cui risultati sembrano davvero positivi Bimbo con gli occhi aperti che guarda fuori da una finestra «Siamo orgogliosi dei risultati che stiamo raggiungendo con questo progetto. Infatti, la partecipazione entusiasta e propositiva di diverse famiglie con bambini in età prescolare è un ottimo requisito per permetterci di svolgere bene il nostro lavoro nella terapia mediata dai genitori e nelle altre attività di progetto, previste per garantire il benessere dei bambini stessi e delle famiglie coinvolte». A dirlo è Fabiana Sonnino, psicologa e psicoterapeuta, presidente della Cooperativa Sociale Tutti giù per Terra ONLUS, che ha sede a Roma, ma è operativa su tutto il territorio nazionale, in riferimento all’iniziativa ABC Autismo: Progetto Intensivo per bambini in età prescolare, avviata nell’estate scorsa, grazie al sostegno della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale. «Obiettivo prioritario del progetto – come spiegano da Tutti giù per terra – è di adottare una nuova metodologia di intervento rivolta a bambini nella fascia d’età dai 2 ai 5 anni con disturbi dello spettro autistico, per trovare strategie utili ad affrontare il comportamento-problema in maniera positiva, migliorare l’interazione con gli altri e aumentare le competenze in comunicazione». «ABC Autismo – aggiungono – lavora in relazione a una duplice esigenza, individuata nel caso di bambini con disturbi dello spettro autistico: un intervento intensivo e precoce e il riconoscimento dell’importanza della partecipazione dei genitori attraverso la cosiddetta TMG (Terapia Mediata dai Genitori), per potenziare e supportare le capacità genitoriali». Il progetto, va ricordato in conclusione, viene realizzato in rete con alcuni Enti Locali che hanno riscontrato un’esigenza specifica relativa a questa tematica, nei rispettivi territori. (S.B.)
Durante la presentazione nell’ottobre scorso, all’interno della Festa del Cinema di Roma, sono state proposte varie novità, da parte di “Uno sguardo raro”, il primo e unico Festival Cinematografico a livello europeo sul tema delle Malattie Rare, che ormai da alcuni anni raccoglie e promuove le migliori opere video su tale argomento e in generale sull’inclusione sociale. Attualmente ne è in corso la quinta edizione, ancora aperta alle sei categorie in concorso fino al 30 novembre "Magical", cortometraggio di Bahador Adab
Una scena del cortometraggio “Magical”, diretto dall’iraniano Bahador Adab, che è stato tra i finalisti della quarta edizione di “Uno sguardo raro” Un concorso per sceneggiatori, due borse di studio destinate a pazienti rari in recitazione e sceneggiatura, lungometraggi ed eventi nelle scuole, insieme ad altri nuovi progetti e nuove partnership: sono tante le novità che gli organizzatori di Uno sguardo raro hanno presentato nell’ottobre scorso, durante la Festa del Cinema di Roma. Si parla, lo ricordiamo, di quell’iniziativa seguita costantemente in questi anni anche dal nostro giornale, che è il primo e unico Festival Cinematografico a livello europeo sul tema delle Malattie Rare e che ormai da alcuni anni raccoglie e promuove le migliori opere video su tale argomento e in generale sull’inclusione sociale, contando sulla collaborazione di partner pubblici e privati, nazionali e internazionali, appartenenti al mondo delle Malattie Rare e della disabilità (tra gli altri l’Istituto Superiore di Sanità, UNIAMO-FIMR-Federazione Italiana Malattie Rare, la Fondazione Telethon e l’OMAR-Osservatorio Malattie Rare), oltreché a quello dello spettacolo e della cultura cinematografica. La partecipazione alla quinta edizione di Uno sguardo raro è ancora aperta fino al 30 novembre, alle sei categorie in concorso, vale a dire il Cortometraggio Italiano, quello Internazionale, il Miglior Cortometraggio di Animazione, il Miglior Documentario, il Corto/Spot di Sensibilizzazione (in collaborazione con il FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e il Corto/Spot Istituzionale di Comunicazione in Sanità (in collaborazione con PA social-Associazione Nazionale per la Nuova Comunicazione). Lo avevamo segnalato già qualche mese fa, raccogliendo anche le dichiarazioni dei promotori, secondo i quali «questo è un progetto vivo che cresce anche grazie agli stimoli delle comunità con cui collabora. Per tali motivi abbiamo voluto aprire il concorso anche a tematiche vicine alle Malattie Rare, come la disabilità, l’empatia, la resilienza, la capacità di superare i propri limiti, per celebrare le qualità che le persone con disabilità di qualunque tipo mettono in campo per vivere a pieno la loro vita». «Anche quest’anno – avevano aggiunto – il Festival promuoverà e premierà lavori di sensibilizzazione sulle Malattie Rare e i temi correlati, per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica su questi temi e sull’impatto che queste malattie hanno sulle vita quotidiana. La sfida è trovare una cifra comunicativa per questo difficile soggetto, senza cadere nel pietismo, ma ad alto impatto emotivo. Il cinema, infatti, ha la capacità di inserire le aride e astratte informazioni scientifiche in un contesto di vita quotidiana, rendendole, così, reali e comprensibili. Obiettivo primario di Uno sguardo raro, infatti, è quello di sensibilizzare sui temi delle Malattie Rare e della disabilità per condividere conoscenze, informazioni ed esperienze, perché è importante rompere l’isolamento dei Malati Rari e delle loro famiglie, uno dei problemi più sentiti soprattutto dalle generazioni più giovani. In tal senso, le scorse edizioni del Festival hanno già tracciato un cammino vincente per il raggiungimento di questi obiettivi». (S.B.)
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella finanziaria in discussione, le persone con disabilità, attendono che la mobilità trovi finalmente il suo giusto spazio, in coerenza con quanto enunciato nel programma del Governo Conte bis. Il tema della mobilità per le persone con disabilità deve essere centrale nelle politiche del Governo. È per questo che come Associazione Nazionale di tutela del diritto alla mobilità delle persone con disabilità, auspichiamo che nella finanziaria ora in discussione, vengano stanziati fondi che sostengano realmente la libertà di movimento, l’accessibilità delle città e dei servizi di trasporto pubblico. Pensiamo alla banca dati nazionale dei Cude e agli accessi Ztl, al contrasto agli abusi e alla lotta ai furbetti del contrassegno, all’adeguamento della normativa fiscale nel settore auto, con l’inserimento delle vetture elettriche, il noleggio a lungo termine ed il leasing. Pensiamo anche a quei servizi di trasporto fondamentali per quei cittadini con gravi o plurime disabilità, non in grado di guidare, ma comunque portatori di diritti e di dignità che non possono essere lasciati indietro. Servono risorse che intervengano su questi come su tutti settori della vita dei cittadini con disabilità, nel rispetto della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009 che, a 10 anni dalla sua entrata in vigore, non deve essere più disattesa. In parallelo vanno sostenute quelle azioni di sensibilizzazione della cittadinanza, sulla cultura del rispetto e del diritto alla mobilità. L’ANGLAT rivolge il proprio appello al Premier, ai Parlamentari e Senatori della Repubblica, di sostenere queste nostre richieste, dando un segno tangibile di attenzione verso i 7,5 milioni di cittadini con disabilità ed i loro nuclei familiari. Agenzia AdnKronos
"Totale e completa disponibilità del Presidente, che ha tenuto per sé le deleghe sulla disabilità".
INSERITO DA MORENA MOTTA “Stamattina a Palazzo Chigi abbiamo incontrato, come Intergruppo parlamentare sulle Disabilità, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel corso della riunione abbiamo apprezzato la totale e completa disponibilità del Presidente Conte che ha tenuto per sé le deleghe sulla disabilità. Nonostante, com’è noto a tutti, il Presidente sia coinvolto in queste ore in delicate trattative relative al caso Ilva, egli ha voluto dedicare particolare attenzione al tema che rimane al centro della sua agenda”.
Così in settimana l’onorevole pentastellata bergamascaFabiola Bologna.
“Tale impegno si è tradotto fin da subito inproposte concrete e condivise:potenziamento della struttura dipartimentale che si occupa di disabilità; avvio di un forum di ascolto per tutti gli stakeholders; sollecitazione dell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e del nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi; proseguimento del percorso per il Codice unico per le Disabilità. Abbiamo intrapreso insieme al Presidente una strada che trova nel confronto parlamentare e governativo un punto di partenza comune a dimostrazione dell’importanza e della trasversalità che questi temi rivestono nella compagine sociale”.
“Lavoriamo in sinergia con le commissioni di Camera e Senato – sottolinea la deputata Bologna – poiché è necessario ascoltare e risolvere le istanze che riguardano il mondo della disabilità e della non autosufficienza attuando laConvenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità. Questa interlocuzione, avviata con l’incontro odierno, proseguirà nelle prossime settimane nella prospettiva di un maggiore e costante coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro famiglie, delle associazioni e di tutto il mondo delle istituzioni e delle imprese che si occupano del tema”.
Varato il piano per eliminare gli ostacoli che rendono difficoltosi gli spostamenti a disabili, anziani e persone con una mobilità ridotta.
Saranno realizzati per stralci marciapiedi, percorsi protetti e rampe I cantieri sono già iniziati in via Cavour, via IV Novembre e via Baldoni.
INSERITO DA MORENA MOTTA BOVOLONE. Sarà necessario un milione di euro per eliminare tutte le barriere architettoniche esistenti negli edifici e negli spazi pubblici del centro urbano di Bovolone. Lo prevede il piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), regolato da una legge regionale del 2009, elaborato dall'architetto Alberto Sartori: il documento è consultabile integralmente anche online in attesa dell'approvazione definitiva che avverrà non prima del 7 gennaio 2020. Le considerazioni del libero professionista sulla situazione esistente nella cittadina del mobile sono amare: «È evidente», si legge nella relazione, «che il territorio costruito si è sviluppato senza una logica che tenesse in considerazione la mobilità pedonale, con una forte presenza di sconnessioni tra le zone». Il piano, costato 20mila euro metà dei quali coperti da un contributo regionale, quantifica la spesa di ogni singolo intervento individuato dopo sopralluoghi e tenendo conto anche delle segnalazioni dei cittadini raccolte con un questionario distribuito in occasione degli incontri pubblici tenuti lo scorso aprile. Quanto ai tempi di realizzazione, il piano ipotizza di procedere a stralci - se ne prevedono 14 - ciascuno di durata annua e con una spesa media di 54mila euro. Un modo per non pesare troppo sul bilancio comunale ma sono tempi che si possono accorciare qualora venissero concessi contributi. «Stanno arrivando altri 75mila euro per interventi di abbattimento che realizzeremo negli edifici pubblici», anticipa l'assessore ai Lavori pubblici Orfeo Pozzani. Ed è proprio l'approvazione del PEBA che può aprire la porte ad ulteriori finanziamneti regionali e statali. A Bovolone, l'eliminazione degli ostacoli temuti soprattutto da disabili, anziani e persone con mobilità ridotta è già iniziata. Sono in corso cantieri per complessivi 195mila euro così ripartiti: via Baldoni (50mila euro) per lavori già effettuati ma per completare l'opera ne servono altri 80mila; via Bellevere, dove sono stati spesi 4mila euro e ne servono altri 7mila; via Cavour, 19mila euro; via IV novembre, 50mila euro, mentre stanno partendo i lavori in via Ormaneto per un importo di 74mila euro. La somma necessaria nei prossimi anni per abbattere le barriere individuate dal PEBA negli edifici pubblici si aggira attorno ai 190mila euro, Iva esclusa. Si va dalla biblioteca al municipio, dalle scuole ai parchi, dagli impianti sportivi ai cimiteri: in tutto sono state predisposte 35 schede, con interventi oscillanti dai 31mila euro per sistemare gli impianti del tennis ai 545 euro per mettere a norma l'asilo nido «Il Sole». Poi ci sono gli interventi viari e in questo caso i cantieri saranno molteplici. Le principali barriere rilevate negli spazi pubblici riguardano l'assenza di marciapiedi o di percorsi protetti, dislivelli e mancanza di rampe adeguate all'inizio e alla fine di marciapiedi, pavimentazioni sconnesse e la presenza di ostacoli, come segnali stradali, lampioni, sporgenze. La somma preventivata per eliminarle si aggira attorno ai 560mila euro, Iva esclusa. «In questa fase abbiamo bisogno della collaborazione dei titolari di negozi e pubblici esercizi», spiega l'assessore Pozzani, «i quali sono tenuti ad adeguare l'accesso ai locali a spese proprie. Questo è il momento giusto per farlo, abbiamo avuto risposte molto positive che devono essere da esempio per tutti, sia in via Cavour che in via IV Novembre». C'è tuttavia qualcosa di peggio delle barriere, ovvero, come si legge nella relazione dell'architetto Sartori, «un malcostume diffuso e radicato nella coscienza collettiva tale da trasformare degli illeciti in comportamenti tollerati o addirittura condivisi».
La regione e il Comitato paralimpico cercano idee. Sono oltre 6 mila gli studenti disabili in Liguria, di cui 1.800 non sono mai potuti entrare in una palestra per mancanza di infrastrutture idonee.
GENOVA. "Adotta la tua palestra perché nessuno sia escluso dall'educazione motoria". E' il titolo del concorso organizzato dal Comitato paralimpico Liguria, assieme alla Regione, e presentato ieri al Salone Orientamenti di Genova, per sensibilizzare gli studenti alla necessità di adeguare le barriere architettoniche presenti nelle scuole, che rendono difficile l'accesso alle palestre per gli studenti disabili. Sono oltre 6.000 gli studenti disabili in Liguria, di cui 1.800 non sono mai potuti entrare in una palestra per mancanza di infrastrutture idonee. "La provocazione che facciamo agli studenti è quella di conoscere la propria scuola e la propria palestra e, nel caso in cui presenti barriere architettoniche, presentarci una proposta creativa per superarle- spiega il presidente del Comitato paralimpico regionale, Gaetano Cuozzo- il progetto potrà essere finanziato dalla pubblica amministrazione e realizzato dai Comuni o dalla città Metropolitana". L'iniziativa è rivolta agli studenti di scuole medie e superiori. "Siamo molto favorevoli a un'iniziativa di questo tipo- commenta la vicepresidente e assessore alle Politiche sociosanitarie della Regione Liguria, Sonia Viale- perché si tratta di un progetto di inclusione della disabilità e di inserimento nell'attività scolastica di tutti i ragazzi, attraverso un percorso che stiamo portando avanti anche con l'assessorato alle Pari opportunità. Il progetto si inserisce nell'ambito delle iniziative di educazione civica per far conoscere ai ragazzi il luogo in cui trascorrono tanto tempo e far loro capire come può essere reso più vivibile e aperto a tutti". (DIRE)
«L’accessibilità è molto più di una questione tecnica: l’esercizio di tutti i diritti delle persone con disabilità – vita indipendente, partecipazione, libertà di scelta e di mobilità – dipende dall’accessibilità, che è dunque una profonda questione politica e di diritti umani. L’accessibilità garantisce che i bambini con disabilità possano giocare con tutti i coetanei, che tutte le persone con disabilità possano vivere e lavorare, fare la spesa, studiare e partecipare ad attività ricreative in città piccole e grandi e nelle zone rurali, assicurandone ovunque la presenza e la visibilità. Essenziale, quindi, per le persone con disabilità, l’accessibilità è tuttavia di beneficio per tutti i cittadini della società, a partire dalle persone con limitazioni funzionali temporanee, dagli anziani, dai migranti e dalle famiglie tutti. Essa contribuisce pertanto alla sostenibilità economica e sociale. La legislazione è un elemento di fondamentale importanza, ma c’è bisogno di un ampio ventaglio di azioni per garantire che l’accessibilità sia presente ovunque, su base continuativa, man mano che le nostre società progrediscono. Ed è essenziale che tutti gli aspetti dell’accessibilità includano l’effettivo coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative». Inizia così la Risoluzione adottata la scorsa settimana a Helsinki, in Finlandia, dal Consiglio Direttivo dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che prosegue con una serie di considerazioni, non certo ultima quella sulla Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile scorso, entrata in vigore il 27 giugno successivo, e dedicata ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, ovvero l’European Accessibility Act (“Atto Europeo sull’Accessibilità”), del cui percorso anche «Superando.it» si è ripetutamente occupato. Lo stesso Forum aveva già prodotto un’ampia e approfondita analisi di quella Direttiva, della quale avevamo messo a disposizione dei Lettori sia i punti ritenuti favorevoli che le criticità evidenziate (a questo link). «Tutti gli Stati Parte che hanno ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – prosegue dunque la Risoluzione dell’EDF -, compresa l’Unione europea e tutti i suoi Stati Membri, sono tenuti ad adottare misure legislative adeguate per garantire il diritto all’accessibilità. Quest’ultima, infatti, è una condizione essenziale per il godimento dei diritti fondamentali da parte di oltre 100 milioni di persone con disabilità nell’Unione Europea, diritti che comprendono l’istruzione inclusiva e l’occupazione lavorativa, una vita indipendente, l’autonomia personale e la libertà di circolazione. Oggi, però, le persone con disabilità non possono esercitare pienamente e liberamente i loro diritti a causa della mancanza di accessibilità, senza dimenticare che i cambiamenti demografici stanno portando a un’importante crescita di persone anziane con problemi di disabilità. Abbiamo apprezzato il contributo dell’European Accessibility Act nel migliorare l’accessibilità dei prodotti e dei servizi (principalmente digitali) del mercato unico, nonché di altre normative correlate, ma riteniamo che quella stessa norma non affronti in modo efficace gli aspetti cruciali relativi all’accessibilità dei trasporti e dell’ambiente costruito». Alla luce di tutto ciò, quindi, il Forum chiede che «gli Stati Membri dell’Unione Europea adottino un approccio ambizioso e globale nel recepire a livello nazionale l’European Accessibility Act, allargandone le norme anche all’ambiente costruito e ai trasporti. Chiediamo inoltre che gli Stati Membri riducano i tempi di resa accessibile dei prodotti e dei servizi da parte degli operatori economici. E ancora, chiediamo di garantire l’effettiva attuazione della Direttiva Europea, istituendo meccanismi di monitoraggio, di reclamo e di applicazione efficaci e accessibili. A tutte le Autorità Nazionali e Locali, infine, nonché alle imprese che forniscono servizi e prodotti per il settore dei trasporti e dell’ambiente costruito, chiediamo che diffondano e utilizzino le norme europee più aggiornate per migliorare l’accessibilità di quegli stessi prodotti e servizi, come la prevista norma europea sull’accessibilità e l’usabilità dell’ambiente costruito (prEN 17210)». Rispetto all’iter della citata Direttiva Europea sull’Accessibilità 2019/882, ricordiamo in conclusione che il termine di recepimento per gli Stati Membri è stato fissato per il 28 giugno 2022, quello di applicazione per il 28 giugno 2025, che diventerà il 28 giugno 2027 per alcuni prodotti e servizi. Termini ritenuti del tutto eccessivi dall’EDF, che auspica pertanto una decisa accelerazione dei tempi da parte dei singoli Stati. (S.B.) Ringraziamo Luisella Bosisio Fazzi per la collaborazione. SUPERANDO