Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CESENA. Una città inclusiva e per tutti. Parte da questo presupposto il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) promosso dall’Amministrazione comunale di Cesena nell'ambito del percorso intrapreso con l'avvio di interventi di manutenzione straordinaria su strade e marciapiedi comunali.
Al fine di tracciare un profilo completo della città, il 20 ottobre scorso il Comune ha pubblicato e diffuso un questionario per segnalare, in forma del tutto anonima, all'Amministrazione comunale la presenza di barriere architettoniche nei luoghi più frequentati di Cesena e nello specifico, in questa prima fase, all’interno del centro storico. “Fino a sabato 21 novembre – commenta l’Assessore all’Accessibilità degli spazi pubblici e privati Carlo Verona – tutti i cesenati, collegandosi al sito del nostro Ente, potranno rispondere alle domande che compongono il questionario. Ciascun contributo per noi sarà prezioso e aiuterà i nostri tecnici nelle operazioni di mappatura preliminare alla redazione del PPEBA, strumento in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini. Questo Piano infatti è teso a rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti in un’area circoscritta, il nostro centro storico, ma anche all’interno di edifici e di spazi pubblici urbani, come strade, piazze, parchi, giardini. È dunque indispensabile la partecipazione di quanti, persone con disabilità motorie, anziani, bambini, ipovedenti e non vedenti, persone sorde, caregivers familiari, ritengono di poter dare un contributo all’iniziativa avviata dall’Amministrazione comunale”.
Il Piano dell'accessibilità, oltre che individuare barriere visibili, vuole comprendere altre criticità riscontrabili nel trasporto pubblico, con il mezzo privato o più semplicemente come pedone, nell'uso di servizi, infrastrutture e arredo urbano a disposizione dei cittadini.
Per compilare il questionario è necessario collegarsi alla homepage del sito del Comune di Cesena (https://www.comune.cesena.fc.it/home), c’è tempo fino a sabato 21 novembre.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ALBIOLO. A buon fine l'iniziativa promossa da Aila che ha evidenziato un attraversamento pericoloso «Soluzione innovativa che facilita gli ipovedenti» Strisce pedonali luminose anche al buio grazie alle "perle di vetro" grazie a una azienda la CIMS di Castelguelfo (Bologna) e al titolare Gabriele Pezzi che ha messo a disposizione i materiali e gli operai per la messa in opera.A breve il Comune installerà un ulteriore punto luce verticale per completare l'opera. Già testati La realizzazione del nuovo attraversamento pedonale a misura di non vedenti e ipovedenti. è stato promosso Ada Orsatti non vedente di Albiolo e presidente di Aila (Associazione italiana lotta abusi) onlus . La stessa Orsatti nei giorni scorsi ha testato le nuove strisce pedonali dove c'è l'attraversamento per la chiesetta di Sant'Anna e ha dato il suo ok per le nuove strisce pedonali realizzate con materiale decomponente per aiutare i non vedenti e gli ipovedenti quando devono attraversare la strada. «Dopo diversi sopralluoghi - spiega il presidente Ada Orsatti - avevo fatto presente la pericolosità della strada che in quel tratto è molto trafficata con un attraversamento quasi in prossimità della rotatoria ( zona cimitero); attraversamento e che ormai non era più visibile. Così si è fatta avanti un'azienda che ha offerto i lavori per un attraversamento in sicurezza - aggiunge - siamo sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei cittadini con disabilità, con il comandante della polizia locale di Montano Lucino Milko Tagliabue e l'architetto del comune di Albiolo Stefano Grosso, in prossimità della Chiesa di Sant'Anna e del parco inclusivo. Abbiamo assistito di persona alla posa di un innovativo attraversamento pedonale realizzato in modo da facilitare i non vedenti e gli ipovedenti, realizzato con materiale anti scivolo, in rilievo e - ulteriore sicurezza - facilmente visibile a tutti, automobilisti inclusi, anche di notte. Più tutele per i pedoni e, in generale, più sicuri tutti gli utenti della strada». L'intervento è iniziato con il sigillare le crepe dell'asfalto dell'attraversamento e in prossimità con un bicomponente a freddo come già effettuato a luglio nel comune di Montano Lucino in Varesina dove erano stati realizzati anche in quel caso degli attraversamenti pedonali per facilitare i non vedenti. Il materiale Le nuove strisce pedonali sono composte da un materiale che comprende "perle di vetro" che danno luminosità al buio, ed in particolare a contatto con la luce dei fari delle automobili. Inoltre il materiale una volta posato, ha uno spessore dal piano strada di due millimetri, in modo da essere percepibile dai non vedenti tramite il bastone, in modo da permettergli di attraversare in sicurezza. Inoltre l'intervento è stato completato da segnaletica visibile, diottrica sulle strisce laterali della carreggiata in prossimità dell'attraversamento, col cosiddetto "pettine sonoro" percepibile dall'automobilista con le vibrazioni trasmesse alle ruote, e il segnale di attraversamento (quello blu triangolare) riportato anche sull'asfalto con un processo di termoformazione. «Questo attraversamento - continua - lo dedicherò a un dipendente dell'azienda CIMS chiamandolo "Attraversamento Augustin" in ricordo di un loro operaio che è venuto a mancare. Sono soddisfatta e contenta del lavoro fatto e tutti i comuni dovrebbero fare questi attraversamenti e spero che altre aziende si facciano avanti come donatori per realizzare interventi volti alla sicurezza». La Provincia di Como
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La scorsa settimana Elia ha firmato il suo primo contratto a tempo indeterminato, con l’azienda Aquae Sport Center di Porto Fuori di Ravenna. Giusto la sera prima era arrivato il Decreto del Presidente del Consiglio che aveva colpito duramente proprio il settore dello sport, eppure il contratto si è firmato lo stesso ed Elia lavora, ogni giorno, grazie al coraggio di chi ha scelto di scommettere su di lui, anche quando la crisi colpisce forte. Elia ha 24 anni e la sindrome di Down e a raccontare la sua storia sono i genitori Tiziana Grilli e Gabriele Bazzocchi. Elia va al lavoro ogni mattina. La scorsa settimana ha firmato il suo primo contratto a tempo indeterminato, con l’azienda Aquae Sport Center di Porto Fuori di Ravenna. Giusto la sera prima era arrivato il Decreto del Presidente del Consiglio che aveva colpito duramente proprio il settore dello sport, eppure il contratto si è firmato lo stesso ed Elia lavora, ogni giorno, grazie al coraggio di chi ha scelto di scommettere su di lui, anche quando la crisi colpisce forte. Elia ha 24 anni e la sindrome di Down e questa è la sua storia, raccontata dai genitori, Tiziana Grilli e Gabriele Bazzocchi, rispettivamente presidente nazionale dell’AIPD e presidente dell’AIPD di Ravenna. (Ufficio Stampa AIPD) Luglio 2015, Liceo Artistico Nervi di Ravenna. Elia, ragazzo di 19 anni con la sindrome di Down, si diploma con un PEI differenziato [Piano Educativo Individualizzato, N.d.R.], dopo avere sostenuto una bella prova d’esame e chiuso un percorso scolastico che, pur con qualche spina, era ormai parte della quotidianità di tutti noi e con esperienze di crescita e di apprendimento straordinarie. «Cosa farà ora?», ci chiediamo, dopo diciotto anni nel mondo della scuola si percepisce chiaro un certo smarrimento. A Ravenna da qualche anno è in essere il “Programma Sperimentale Centrato sul Destinatario per Persone con Disabilità Intellettiva”, che è rappresentato dalla sinergia di tutte le Istituzioni del territorio: per la Sanità il Dipartimento di Salute Mentale, per gli Enti Locali i Servizi Sociali del Comune, per la Provincia l’Assessorato al Lavoro. Coinvolge anche il privato sociale, per la realizzazione dei singoli Progetti di Vita delle persone appena maggiorenni reclutate nella sperimentazione. I tirocini lavorativi supportati per persone con disabilità intellettiva medio-lieve costituiscono uno dei primi aspetti di innovazione di questa progettualità. I referenti riconoscono per Elia l’opportunità dell’attivazione di un tirocinio presso l’azienda Aquae Sport Center di Porto Fuori di Ravenna, con mansioni di manutenzione dei campi sportivi e degli spazi verdi. Elia viene abilitato all’uso del trasporto pubblico in autonomia, così pure alle varie mansioni che corrispondono a bisogni reali del contesto, concertate con l’educatrice job coach e il tutor aziendale. Anche per tutto lo staff dell’azienda il tirocinio di Elia costituisce la prima esperienza di accoglienza veramente inclusiva di una persona con sindrome di Down con un ruolo lavorativo “alla pari”. A questo punto cominciamo a crederci veramente, in questo progetto, e nell’azione dell’educatrice e del tutor. Elia mostra di essere sereno, segue bene il programma di lavoro che varia di giorno in giorno, acquistando sempre più autonomia e sicurezza. Il tutor aziendale diventa una figura centrale per il suo percorso di crescita, sia lavorativo che umano; lo stesso vale per la presenza costante dell’educatrice job coach, che riduce man mano il tempo dedicato: entrambi mantengono in equilibrio l’impegno di Elia, con una mediazione sempre vigile, professionale e umanamente molto ricca. Alla prima scadenza del tirocinio, valutati gli esiti, Elia viene riconfermato dall’azienda, che si propone di pagare il compenso del tirocinio, fino a quel momento corrisposto dagli Enti Locali, riconoscendo che le mansioni svolte sono di reale utilità all’azienda stessa. Siamo orgogliosi e grati per questa esperienza di lavoro e di vita di nostro figlio, che lo arricchisce quotidianamente e lo fa maturare anche nei momenti di fatica pur ben riconoscibili. Si profilano anche delle altre offerte di lavoro sul territorio ed Elia sarebbe forse tentato, vista la possibilità di un vero contratto, ma poi sceglie di rimanere ad Aquae e così decide, e con lui decidiamo anche noi, perché l’accoglienza e il rispetto trovati in quell’àmbito aziendale sono valori che sono stati coltivati da tutti e da noi molto apprezzati. Tanti sono i ricordi in questi cinque anni: la prima divisa ricevuta e subito indossata con orgoglio è stata un vero regalo, una gioia espressa con tutta l’emozione del suo sorriso spontaneo e contagioso, immortalato da una foto della educatrice in quel momento. Elia ha dato valore a tutto: alle mansioni da svolgere, anche le più semplici, a tutti i rapporti umani. Ha sempre sperato, con discrezione e umiltà, di essere assunto, di vedere una conclusione che lo premiasse per il suo impegno, per la sua fedeltà e per il senso di appartenenza. Ha vissuto il lockdown con pazienza e serietà, è tornato al lavoro alla prima chiamata alla riapertura del Centro ai primi di giugno. L’educatrice e il tutor aziendale lo hanno aiutato nella comprensione dei cambiamenti del suo comportamento e del contesto dovuti al Covid-19. Eravamo in realtà un po’ preoccupati, ma fiduciosi e convinti che fosse giusto per lui riprendere come tutti gli altri lavoratori la sua quotidianità nel lavoro e nelle relazioni personali ad esso collegate. Nonostante la recrudescenza della pandemia di questo ultimo mese, constatiamo che Elia ha compreso il rispetto delle regole, ha buone pratiche di protezione, il suo lavoro spesso si svolge all’aperto e da solo, e questo facilita il distanziamento sociale e gli permette di stare in sicurezza. Quando è arrivata la notizia dell’assunzione da parte del datore di lavoro, siamo stati veramente felici, per lui principalmente e per noi che ci abbiamo creduto. Consapevoli della criticità economica del momento vissuta dalle aziende, questa assunzione va doppiamente valorizzata, in quanto anche frutto della costanza con cui l’azienda ha cercato di ottenere le condizioni fiscali che la consentissero. Elia è consapevole del cambiamento e non trattiene l’emozione: ne parla continuamente, fa progetti per il futuro. La settimana scorsa ha firmato il suo contratto, part-time a tempo indeterminato: su un foglio due firme parallele, quella di un uomo e imprenditore, che ha offerto una grande e bella opportunità di lavoro e di inclusione a nostro figlio, nonostante il momento storico; e quella di Elia che si è vestito come per una Grande Occasione e che, incontrando persone che hanno creduto in lui, gli hanno permesso di viverla realmente. Grazie a Gianluca Lanigra, presidente di Aquae Sport Center, a Valeria Garcea, educatrice, a Romina Maresi, presidente della COOP San Vitale, ad Andrea, Angelo e Alessandro, tutor aziendali, nonché a tutti i dipendenti di Aquae Sport. E grazie anche al Comune di Ravenna, al Centro Salute Mentale di Ravenna e al Programma Disabilità Intellettiva Autismo adulti dell’Azienda USL della Romagna. Grazie infine all’AIPD, per avere promosso, fin da tempi pioneristici, il concetto e la cultura dell’identità lavorativa e del diritto alla cittadinanza attiva per le persone con sindrome di Down. di Tiziana Grilli e Gabriele Bazzocchi*
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA. «I rappresentanti di Famiglie, Associazioni e Consulte Romane componenti dell’Osservatorio capitolino sul Trasporto per le persone con disabilità denunciano gravi disservizi nel trasporto del Comune di Roma, giunto ormai a una situazione non più tollerabile»: è quanto si legge in una nota diffusa congiuntamente da FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), FAND Roma (Federazione tra le Associazioni Nazionale delle Persone con Disabilità) e UICI Roma (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), insieme alla Consulta Cittadina di Roma per i problemi delle persone con disabilità, alla Consulta H del Municipio XII e alla Consulta Permanente della Disabilità del Municipio XV. «Sono ormai quotidiane – scrivono le varie organizzazioni – le difficoltà per le persone con disabilità della Capitale che devono recarsi al lavoro, che studiano o che devono sottoporsi a cure e terapie. L’entrata in vigore del Nuovo Regolamento aveva avuto un plauso dalle varie rappresentanze delle persone con disabilità, in quanto andava incontro all’esercizio del diritto di scelta e, per la prima volta, si rivolgeva a tutti i tipi di disabilità, ma da subito si è compreso che il numero esiguo di vettori aderenti all’Albo e con un numero limitato di vetture attrezzate, avrebbe potuto rendere inadeguato il servizio. Ad oggi, dunque, sono emerse con forza tutte le criticità per i beneficiari con diverse disabilità, che continuano ad avere difficoltà di prenotazione e orari con tempistiche non adeguate ai propri impegni di lavoro, fisioterapia o altro». «Paradossalmente – prosegue la nota – la situazione più critica è quella delle persone in carrozzina, in quanto i vettori autorizzati hanno pochi automezzi adattati per il trasporto delle persone in sedie a ruote. Un servizio, nei confronti di costoro, completamente inadeguato. Come può dunque una città come Roma permettersi simili comportamenti? Non esiste, infatti, un piano di trasporti individuali per le persone più fragili, ciò che soprattutto in periodi di pandemia rappresenta una vera e propria discriminazione, soprattutto se fondata su ragioni tecnico amministrative». «In sostanza – si conclude – non si trovano vetture disponibili, non è possibile prenotare le corse ricorrenti e il sistema che doveva consentire il controllo delle corse è inaffidabile e causa di continui errori. Sin da subito, per altro, avevamo denunciato la gravità della situazione e sollecitato interventi volti a risolverla, ma qualsiasi nostra proposta è stata ignorata se non osteggiata». (S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Sarà reso percorribile per i disabili e gli ipovedenti il percorso che collega le vie Galante e Carbona a Ligugnana; ciò consentirà anche a un bambino ipovedente di andare a scuola a piedi. Il Comune di San Vito al Tagliamento si è dotato del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), strumento che individua gli ostacoli presenti nel territorio e consente all'amministrazione di programmare modalità e tempi per la loro eliminazione. Nel rispetto di quanto contenuto nel piano, è stato redatto il progetto esecutivo destinato a migliorare i percorsi pedonali a Ligugnana. L'esigenza è quella di una famiglia con un bambino ipovedente che attualmente va a scuola a piedi, incontrando ostacoli. A questa esigenza e a quella di tutti i soggetti fragili con disabilità, il Comune ha deciso di rispondere con un percorso che possa consentire una mobilità pedonale sicura e accessibile. I progettisti (la Global Project di San Vito), hanno individuato un tracciato che, rispetto alla sede stradale, si sviluppa lungo il lato ritenuto più idoneo a essere mantenuto o migliorato. Sono stati, quindi, individuati i principali interventi; riguarderanno il miglioramento degli attraversamenti pedonali e la realizzazione di alcuni tratti di marciapiedi o percorsi protetti ove non ancora presenti, in modo da creare un unico circuito in sicurezza, eliminando le barriere architettoniche, fisiche e sensoriali, laddove presenti. Prevista lungo tutto il percorso una segnaletica tattilo-plantare per persone cieche o ipovedenti, in particolar modo nei tratti piuttosto lunghi privi di guida naturale. Si interverrà in via Galante, in prossimità dell'ingresso della primaria Guglielmo Marconi, nei punti di raccordo del camminamento in via Monte Sei Busi, lungo tutto l'asse principale di attraversamento della frazione di Ligugnana, ovvero via Vittorio Veneto, sino all'incrocio con via Carbona, dove sarà realizzato ex novo un camminamento protetto. «Il progetto prevede una spesa di 130 mila euro, fondi comunali - sottolinea il sindaco Antonio Di Bisceglie - . E' stato deliberato dalla giunta, a sottolineare una doverosa corrispondenza a necessità segnalati». Il prossimo passo sarà l'affidamento dei lavori (la procedura sarà espletata nelle prossime settimane), dopodiché si avvierà il cantiere. Il tempo previsto è di 60 giorni, al netto di avverse condizioni meteo e nuovi decreti del presidente del consiglio dei ministri. «È un particolare segnale di attenzione a una necessità reale di cui siamo soddisfatti - commenta l'assessore sanvitese alle politiche sociali, Susi Centis - . Si risponde a una esigenza della comunità e, al contempo, di una giovane famiglia per la sicurezza di tutti».
INSERITO DA MORENA MOTTA Con il messaggio n.3960 si forniscono indicazioni relativamente alle modalità di pagamento dell’incremento con precisazioni per i casi in cui è necessario presentare una specifica domanda.
In merito all’incremento al milione riconosciuto ai soggetti invalidi civili totali, ciechi civili assoluti o sordi titolari di pensione a partire dal 18esimo anno di età, l’INPS ha pubblicato nelle scorse settimane già alcune comunicazioni che chiariscono requisiti, beneficiari, modalità di erogazione (si vedano le (la prima circolare applicativa n.107 del 2020 e il Messaggio n°3647 del 09/10/2020). Ultima in ordine di pubblicazione è la comunicazione diramata dall’Istituto in data 28 ottobre 2020, col Messaggio n. 3960 nel quale vengono fornite indicazioni relativamente alle modalità di pagamento nei confronti degli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi - quindi non di coloro che percepiscono la pensione di inabilità prevista dall’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, per i quali erano già state fornite indicazioni in una precedente circolare INPS (in questo articolo abbiamo spiegato come presentare domanda, ndr).).
IN COSA CONSISTE L’AUMENTO
Innanzitutto riassumiamo brevemente in cosa consiste l’aumento: il decreto legge n. 104 del 14 agosto 2020, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, attuando la sentenza della Corte Costituzionale (n. 152/2020), ha esteso il diritto alla maggiorazione previsto dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (c.d. “incremento al milione”), finora spettante ai soggetti con più di sessanta anni, agli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità prevista dall’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, di età compresa tra i diciotto e i sessanta anni. Da specificare che sono previsti precisi limiti di reddito per poter accedere al suddetto aumento: 8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati.
Quindi, stante la sussistenza di requisiti reddituali, le categorie tra i 18 e i 60 anni che possono accedere alla maggiorazione sono:
1.invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi titolari di pensione
2.titolari di pensione di inabilità prevista dall’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222
RICONOSCIMENTO D’UFFICIO DELL’AUMENTO
Per quanto riguarda i soli invaldi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi, come indicato nella circolare applicativa n.107 del 2020, la maggiorazione economica è riconosciuta d’ufficio. Non è quindi necessaria alcuna domanda da parte degli interessati.
QUANDO VERRÀ CORRISPOSTO L’AUMENTO
L’INPS confrema che l’aumento per gli aventi diritto sarà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020. L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51euro per 13 mensilità, nel rispetto dei limiti di reddito previsti dalla norma (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).
QUANDO BISOGNA PRESENTARE DOMANDA DI RICOSTITUZIONE
Nella circolare viene inoltre precisato che se i redditi personali dei soggetti indicati nel paragrafo precedente hanno subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul diritto alla maggiorazione, ovvero non sono stati comunicati all’INPS attraverso le previste modalità, non sarà possibile procedere d’ufficio al riconoscimento della maggiorazione. In tali casi, l’interessato dovrà quindi presentare una domanda amministrativa di ricostituzione reddituale, utilizzando l’apposito servizio online sul sito www.inps.it, oppure rivolgendosi alla Struttura territoriale di competenza o a un Istituto di patronato regolarmente abilitato a prestare tale servizio di assistenza.
Una volta effettuata la ricostituzione reddituale la Struttura territoriale procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio.
IMPORTI SUPERIORI AI MILLE EURO
Infine si ricorda che, ai sensi della normativa vigente, le pensioni di importo superiore ai mille euro devono essere accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata. Pertanto, i pensionati che percepiscono la pensione in contanti e che, per effetto della maggiorazione, hanno diritto a un importo mensile complessivo superiore ai mille euro, ove non ne siano già titolari, dovranno dotarsi di un conto corrente bancario o postale, di un libretto postale o di una carta prepagata, identificati dall’apposito codice IBAN, intestato al titolare della prestazione, su cui desiderano che sia accreditata la pensione. Il relativo IBAN dovrà essere immediatamente comunicato all’INPS, mediante variazione delle modalità di pagamento che potrà essere richiesta direttamente all’ufficio postale o sportello bancario dove è instaurato il rapporto finanziario. Sarà cura dell’Ente pagatore, come da contratto in essere, comunicare la variazione all’INPS tramite il Data Base condiviso. In alternativa, la comunicazione potrà avvenire utilizzando l’apposito servizio online “Variazione dell’ufficio pagatore per prestazioni pensionistiche” o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA PADOVA. Un percorso per ciechi e ipovedenti che segni la strada dalla stazione fino al capolinea delle corriere. È il progetto finanziato dall'amministrazione per andare incontro alle richieste dell'associazione dell'unione dei ciechi e ipovedenti, presieduta da Roberto Callegaro, che da almeno dieci anni segnala e denuncia la mancanza di un tragitto per i non vedenti in un tratto di strada molto utilizzato da pendolari e viaggiatori. Si tratterà in sostanza di un percorso definito «tattilo-plantare» (che i non vedenti sono quindi in grado di riconoscere calpestandolo) di circa 400 metri, «realizzato tramite posa di adeguati elementi adatti per installazioni esterne, con rilievi trapezoidali o semisferici in Pvc equidistanti l'uno dall'altro, in contrasto con il colore del resto dell'asfalto, con altezza dei rilievi non inferiore a 3 millimetri, e con larghezza e distanza tra rilievi in accordo con la normativa di riferimento». In totale il Comune spenderà 60 mila euro per quest'opera che dovrebbe partire entro la primavera (durante la stagione fredda non si lavora sui marciapiedi per questioni tecniche) grazie ad un contributo anche della Provincia: «Quello delle barriere architettoniche non deve rimanere un tema di buoni sentimenti, ma una pratica quotidiana - spiega il vicesindaco, Andrea Micalizzi - E per questo lavoriamo sulla linea stabilita dal Peba (piano di eliminazione barriera architettonica), ma anche in base alle richieste che ci arrivano. Ci sono diverse disabilità e alcune volte ci dimentichiamo che ad avere problemi non sono solamente coloro che per disgrazia sono costretti alla carrozzina, ma anche tanti altri, tra cui i ciechi. Con loro abbiamo lavorato ad un progetto che amplierà quello già esistente in stazione, e che aiuterà moltissimo i pendolari». Sia all'esterno che all'interno della stazione infatti esiste già un percorso tattilo-plantare, che però si conclude all'uscita, fino alle fermate di bus e taxi, mentre non prosegue a sinistra, in direzione via della Pace, dove ogni giorno partono e arrivano decine di pullman che portano in tutta la provincia». (LU. PRE.) Il Mattino di Padova
inserito da Miki Pappacoda L’articolo 48 comma uno della Costituzione Italiana sancisce che: «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Tante volte in base alle difficoltà motorie una persona non è in grado di scrivere in modo chiaro la propria scelta e questo può portare all’annullamento della propria scheda. La domanda che ci poniamo è la seguente: una persona con delle difficoltà motorie viene messa nelle condizioni di potere esprimere il proprio diritto al voto? Nel fare delle ricerche però si è scoperto che in Italia la legge n. 17 del 5 febbraio del 2003 prevede il voto assistito che consiste nella possibilità di essere accompagnato in cabina e aiutato a votare. I soggetti che possono usufruire di tale sostegno sono coloro che presentato le seguenti disabilità: ciechi, amputati alle mani, affetti da paralisi e soggetti con gravi impedimenti. Impedimento che dovrà essere dimostrato attraverso una documentazione sanitaria che viene rilasciata dall’ASL di appartenenza.
Non è necessario che ogni qual volta il diversamente abile si rechi presso la struttura sanitaria ma, l’elettore che presenta una disabilità permanente può chiedere all’ ufficio elettorale del comune di appartenenza l’annotazione nella propria tessera elettorale del diritto al voto assistito. Per fare la richiesta del diritto al voto assistito il richiedente dovrà presentare la richiesta debitamente compilata e firmata, documento d’identità, tessera elettorale rilasciata dal Comune e, in fine, come detto il certificato medico attestante l’impossibilità ad esprimere il diritto di voto in modo autonomo. Per la richiesta del certificato medico presso l’Asl del comune di Regio Calabria, ad esempio, vengono richieste le seguenti documentazioni:
- tessera elettorale con l'annotazione specifica;
- oppure una certificazione rilasciata dall'AUSL, anche in occasione di altre consultazioni;
- oppure, per i non vedenti, essere in possesso di un libretto con annotati i codici 10/11/15/18/19/05/06/07 (i libretti più recenti non riportano più questi codici).
Non hanno diritto al voto assistito invece, le persone che presentano le seguenti disabilità: le persone Down o con qualsiasi altro tipo di disabilità intellettiva. Ai sensi dell'articolo 61, comma 1, della legge regionale 19/2013 l'accompagnatore deve essere iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune e viene scelto liberamente dall'interessato.
Altro aspetto riguarda invece il problema delle barriere architettoniche; in questo caso la legge n. 15 del 15 gennaio 1991 prevede che: “nel caso di impossibilità di accedere alla propria sezione elettorale con la sedia a rotelle, di votare, sempre presentando apposito certificato medico rilasciato dall’azienda sanitaria locale, di avere il diritto di votare in un'altra sezione dove non sono presenti delle barriere architettoniche”.
Il sistema legislativo italiano non pone l’attenzione solamente al problema delle barriere architettoniche ma anche a tutto ciò che riguarda l’arredamento interno delle sezioni; deve essere opportunamente arredato (articoli 1 e 2 della legge 15/1991; articolo 48, comma 2, della legge regionale 5 dicembre 2013, n. 19); è stato inoltre disposto (legge 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 29, comma 1) che i comuni organizzino specifici servizi di trasporto, nella giornata elettorale, per facilitare agli elettori disabili il raggiungimento del seggio elettorale. Gli articoli 1 e 2 della legge 15/1991 recita:” 1. In attesa che sia data piena applicazione alle norme in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, che sono di ostacolo alla partecipazione al voto degli elettori non deambulanti, gli elettori stessi, quando la sede della sezione alla quale sono iscritti non è accessibile mediante sedia a ruote, possono esercitare il diritto di voto in altra sezione del comune, che sia allocata in sede già esente da barriere architettoniche e che abbia le caratteristiche di cui all'articolo 2”, ad esempio a Enna sono pochi i seggi che possono essere accessibili a una persona con disabilità; le scuole elementari Ex liceo e De Amicis. Il secondo comma ancora una volta stabilisce il fatto che per usufruire del voto assistito è necessario esibire, assieme al certificato elettorale, una attestazione medica rilasciata dall'unità sanitaria locale anche in precedenza per altri scopi o di copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l'impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione. Il secondo comma sancisce che: “nei comuni ripartiti in più collegi senatoriali o in più collegi uninominali per l'elezione della Camera dei deputati o in più collegi provinciali per l'elezione, rispettivamente, del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati o del consiglio provinciale e nei comuni nei quali si svolge l'elezione dei consigli circoscrizionali, la sezione scelta dall'elettore non deambulante per la votazione deve appartenere, nell'ambito territoriale comunale, al medesimo collegio, senatoriale o della Camera dei deputati o provinciale, o alla medesima circoscrizione, nei quali è compresa la sezione nelle cui liste l'elettore stesso è iscritto. Ogni comune poi, adotta i propri regolamenti; il comune di Torino, ad esempio, regolamenta il fatto che l’impedimento o handicap, in ogni caso, deve essere riconducibile alla capacità visiva dell’elettore oppure al movimento degli arti superiore.
inserito da Miki Pappacoda Abbiamo incontrato Shayhk Damiano Abbas Di Palma, conosciuto ai più come il primo italiano ad essere specializzato nelle scienze tradizionali islamiche sciite ed aver ottenuto numerosi riconoscimenti presso le più importanti scuole teologiche: Londra, Damasco e Qom. Attualmente è Presidente dell’Associazione Islamica Sciita Imam Mahdi di Roma, in passato ha insegnato presso l’Islamic College for Advanced Studies, e la Hawza Ilmiyya di Londra. Con il Presidente dell’Associazione Islamica Sciita abbiamo affrontato un tema centrale all’interno della nostra società: le barriere in tutte le loro forme, da quelle culturali a quelle fisiche e dunque architettoniche. La riflessione nasce dal fatto che una volta avviata la grande macchina della globalizzazione, si pensava che da lì a poco qualsiasi barriera sarebbe presto svanita. Ma ciò non è accaduto, nuove barriere, culturali e non, sono state erette nel tempo: il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti, fra l’Egitto e la striscia di Gaza, il frangente Israelo-Palestinese e tanti altri. Dal nostro incontro è emerso che nella realtà odierna continuano ad esserci barriere di tipo culturale, ma l’islam gioca un ruolo importante in questo frangente in quanto si presenta come cultura inclusiva e universale. In tale senso è anche risultato che questa valorizzi sia uomini che donne, enfatizzando il loro operato mai in opposizione tra di loro. A riprova di ciò, come spiega Shayhk, è il fatto che nel mondo islamico non esiste un clero, una struttura piramidale presente invece in altre religioni, e che anche le donne, già al tempo del Profeta, hanno assunto importanti ruoli come quello di Hujjatulislam. Per quanto riguarda le barriere architettoniche ci dice che l’islam cerca in ogni modo di facilitare la vita dei credenti e dell’umanità in generale. Questo avviene non solo nei luoghi di culto, ma in qualsiasi ambito come quello produttivo e culturale della società. Viene citato il protocollo d’intesa, firmato nel 2019, fra l’Associazione Islamica sciita Imam Mahdi e la Onlus FIABA. L’obbiettivo è di far nascere una collaborazione con la comunità sciita, che rappresenta una minoranza in Italia. Si tratta, dunque, di avviare progetti di base e graduali che potranno poi essere inseriti nel più grande disegno strutturale del nostro paese. Ad ogni modo, dall’intervista è emerso che l’Associazione Islamica Sciita Imam Mahdi non si è fatta trovare impreparata: dispone di due accessi, di cui uno per le persone diversamente abili ed è munita di appositi banchi per svolgere la preghiera nel modo corretto. Possiamo dire che l’intervista è stata rivelatrice di aspetti importanti, che spesso esulano dall’ambito religioso in senso stretto, in quanto dietro ciò vi è sempre il valore dell’essere umano. In questo senso la religione si pone come valore per lo scambio di idee, culture, ma anche di cooperazione. Per questo motivo l’abbattimento delle barriere, culturali e fisiche, deve essere l’imperativo della società civile. di Silvia Floris Daily Muslim del 28/10/2020
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non solo è risultato positivo al Covid, ma ha dovuto subire per questo motivo pure l'ingiustificato bullismo dei compagni di classe. Una brutta pagina quella scritta a Firenze, nell’istituto alberghiero Buontalenti. Lo studente 14enne, disabile, si è sentito addossare colpe e insulti dalla classe, messa in quarantena dopo l'esito positivo del tampone. «È tutta colpa tua se siamo in quarantena», gli hanno detto, secondo quanto riporta La Repubblica. Appena ha diffuso la notizia della positività al coronavirus, insieme al protocollo (14 giorni a casa per tutta la classe) è scattata anche una fitta sassaiola di ingiurie. «È tutta colpa tua se siamo in quarantena. Ma sei stupido? Prendi il coronavirus e ce lo dici così? Rischi di aver infettato tutti. Non capisci niente. Cos’hai al posto del cervello, i coriandoli?» Questi sono solo una parte degli insulti e delle aggressive accuse scritte su Whatsapp dai compagni del 14enne. Oltre alla paura e al dispiacere di aver contratto il virus, deve quindi affrontare pure una valanga di commenti ascrivibili al cyberbullismo, come ha ribadito a Repubblica la preside Maria Francesca Cellai: «È un vero e proprio episodio di bullismo. Gesti come questo non possono essere sminuiti e considerati semplici ragazzate, si tratta di reati. Sono sconvolta e dispiaciuta, la scuola deve intervenire al più presto». La storia è venuta fuori quando il giovane ha coraggiosamente mostrato alla famiglia la pioggia di insulti ricevuti. «Per fortuna ha avuto la forza di parlarne con la sorella», ha aggiunto la preside, dopo aver ricevuto una telefonata dalla madre del ragazzo, «con il cuore in mano. Io mi sono vergognata per gli altri miei studenti». La crudeltà di quei messaggi e di quei vocali su Whatsapp hanno riversato su di lui un gran senso di colpa, che fortunatamente non gli ha impedito di denunciare il tutto. Di tutta la classe, solo tre studenti avrebbero preso le sue difese contro la maggioranza accanitasi sul 14enne. La preside ha inoltre rivolto un appello ai genitori dei ragazzi, in seguito ad un consiglio di classe straordinario. Per la dirigente, mamme e papà non dovrebbero sottovalutare l'accaduto e controllare maggiormente l'attività online dei propri figli: «imparino a guardarli con uno sguardo oggettivo senza giustificarli sempre. Le paure per questa nuova malattia vanno elaborate e non buttate addosso al primo che capita». A questo scopo, è previsto il coinvolgimento scolastico di psicologi, oltre ad un esteso lavoro di educazione civica da parte del corpo docenti.NICO RIVA LEGGO.IT