GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Corleone. Buche, scalini, scivoli ostruiti, gli eterni percorsi a ostacoli


INSERITO DA MORNA MOTTA Abito a Corleone e sono in carrozzina ormai da qualche anno. Il mio non è un paese a misura di disabili a causa di buche, scalini ovunque, scivoli sempre occupati, uffici pubblici senza ascensore e tanto altro. Vogliamo uscire di casa, non vogliamo essere cittadini discriminati e subire i danni di una classe politica da sempre indifferente. Non è la nostra condizione a condannarci all'ergastolo dentro quattro mura, ma l'insensibilità diffusa anche tra molti nostri concittadini. Luciano Labruzzo. Questo è parte del lungo sfogo di Luciano, ma è pure quello di Franco che sui social grida al sequestro di persona perché gli scivoli davanti a casa sua sono sempre occupati da auto e, nonostante i ripetuti reclami alle autorità, nessuno interviene. Luciano e Franco non sono gli unici cittadini con disabilità che non possono godere pienamente delle loro città. La protesta del nostro lettore inizia il giorno dei Morti, quando le caditoie all'ingresso del cimitero gli impediscono di entrare con la carrozzina. «Mi sono arrabbiato e ho fatto un po' di rumore sui social, sulla stampa online. Mi sono, ci siamo intestati questa battaglia, non vogliamo solo subire, raccogliendo qualche migliaio di adesioni di solidarietà. Perché un responsabile ci deve pur essere. Il nostro sequestro di persona deve essere risolto», racconta Luciano che desidera solo poter uscire di casa senza rischi, a causa delle buche sulle strade, e senza impedimenti dovuti alle barriere architettoniche presenti quasi dappertutto. Lui, ma non solo lui e non solo a Corleone, chiede a gran voce i PEBA (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche), istituiti nel 1986, che devono rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti nel comune. Che poi deve pianificare e coordinare gli interventi per l'accessibilità, prevedere i tipi di soluzione da apportare per ogni barriera, i relativi costi, la priorità d'intervento. La protesta di Luciano ha sortito un risultato, e così lunedì scorso è stato convocato dall'assessore alle Opere pubbliche, Schillaci, e dall'ingegnere capo del Comune, Gennaro. Un incontro positivo, almeno per ciò che riguarda le intenzioni dell'amministrazione che entro febbraio presenterà il Peba al Consiglio comunale per la ratifica e l'approvazione. Poi si dovranno attendere i fondi per abbattere le barriere architettoniche presenti e per realizzare nuovi edifici che non ne avranno. Intanto l'assessore ha assicurato più controlli dei vigili per impedire la sosta selvaggia e un censimento delle criticità del paese per trovare le opportune soluzioni. Come scrive Luciano sui social, anche noi vigileremo affinché il piano «non rimanga solo un pezzo di carta». di Patrizia Gariffo La Repubblica
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