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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un altro tassello, a Milano, del progetto “Parchi gioco per tutti”

3 Ottobre 2020, 11:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PARCHI GIOCO PER TUTTI : AIAS di Milano Onlus

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO. Promuovere il diritto al gioco per tutti i bambini e realizzare aree attrezzate accessibili con giostre e giochi inclusivi nei parchi pubblici dei nove Municipi di Milano: è questo l’obiettivo del progetto Parchi gioco per tutti, iniziativa seguita sin dagli inizi dal nostro giornale, promossa dalla Fondazione di Comunità Milano, sostenuta dalla Fondazione Cariplo e patrocinata dal Comune di Milano, avvalendosi anche della collaborazione delle Associazioni L’abilità, UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettiva e Disturbi del Neurosviluppo), Inter Campus e UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), oltreché del Pio Istituto dei Sordi del capoluogo lombardo. In tale quadro si sono già avuti in questi anni una serie di eventi, denominati Gioco al centro, che hanno coinciso con altrettante inaugurazioni di aree gioco attrezzate con giostre e giochi accessibili e inclusivi, dapprima nei Giardini Pubblici Indro Montanelli (già Giardini Pubblici di Porta Venezia; Municipio 1), quindi al Parco di Villa Finzi (Municipio 2) e ancora ai Giardini Martinetti (Municipio 7). Nello scorso fine settimana un nuovo tassello si è aggiunto, con la quarta area giochi accessibili, inaugurata nei Giardini Lucarelli (Municipio 3), durante una cerimonia che ha visto anche la partecipazione del presidente nazionale della UILDM Marco Rasconi, a precedere una serie di giochi, laboratori e performance teatrali proposti ai bambini e alle bambine dalle Associazioni coinvolte. La nuova area, va ricordato, è stata resa possibile anche grazie ai fondi raccolti dalla UILDM con il progetto Giocando si impara, lanciato da tale organizzazione in occasione della propria Giornata Nazionale 2017 e rivolto appunto alla realizzazione di parchi gioco inclusivi nelle comunità locali. (S.B.) Ringraziamo per la collaborazione l’Ufficio Comunicazione della UILDM Nazionale. SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Contro i monopattini una petizione online: dotateli di avvisi acustici

3 Ottobre 2020, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Contro i monopattini una petizione online: dotateli di avvisi acustici - la  Repubblica

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A promuovere la raccolta firme l'Unione italiana ciechi e ipovedenti. Proposta anche un'ulteriore limitazione della velocità e regole rigide sulla sosta e l'uso pericoloso Raccolte mille firme ROMA. Hanno fatto subito breccia nel cuore di molti romani. Ma in quello di tanti altri hanno scaturito solo indignazione: i monopattini elettrici, protagonisti controversi della microbilità cittadina, a causa delle regole poco chiare anche sulle modalità della sosta, rappresentano una minaccia per il prossimo. Soprattutto per i non vedenti. Tanto da essere stati definiti "mine vaganti" dall'Unione italiana ciechi ed ipovedenti (Uici) di Roma. Che ha lanciato una petizione online, sulla piattaforma Change.org (Monopattini: micro mobilità o mine vaganti?), per l'utilizzo corretto dei monopattini. Quello che l'UICI chiede è un sistema di rumore artificiale Avas (Audible vehicle alert system), che segnali il mezzo in movimento, "sempre e comunque"; l'identificazione di siti dove lasciare il mezzo, "così da evitare l'abbandono indiscriminato"; l'adozione di un sistema Gps che regoli automaticamente la velocità del mezzo a 6 km/h allorché gli stessi transitino nei centri storici o in zone particolarmente affollate. E una speciale attenzione da parte della polizia municipale "per scoraggiare atteggiamenti illegali e pericolosi". Alle società che gestiscono lo sharing dei mezzi, invece, viene chiesto di inibire il noleggio dello stesso, qualora si accerti un uso improprio del monopattino dall'utente. Non solo regole più precise, dunque, ma anche buon senso e maggiore rispetto verso il prossimo. "A Roma - spiega Giuliano Frittelli, presidente della sezione romana dell'UICI - uno dei problemi legati allo sharing è che non ci sono aree di sosta. Ne consegue che tutti si sentono autorizzati a parcheggiare il monopattino ovunque". Sampietrino dopo sampietrino, da quando le tavole in sharing hanno fatto il loro ingresso nell'Urbe hanno rappresentato non solo un mezzo comodo e smart, ma anche una vera e propria barriera architettonica, che si aggiunge a quelle già esistenti: vengono abbandonati alla rinfusa o parcheggiati davanti alle rampe per disabili, di fronte alle vetrine dei negozi, in mezzo alla strada o sui marciapiedi, minando la sicurezza stradale. Sfrecciano contromano negli anfratti della città, anche con due persone a bordo. "Essendo, poi, silenziosi - precisa Frittelli - sono diventati un potenziale pericolo per la sicurezza di chi non vede". Questo vale per i monopattini, come per tutti gli altri mezzi elettrici. "L'altro giorno, ad esempio, ho chiamato un taxi - ricorda Frittelli - e ho sentito la voce di una persona comparire, improvvisamente, dal nulla: noi non ci accorgiamo dell'arrivo del mezzo. Sono troppo silenziosi. Non chiediamo il rombo del rumore, ma un'informazione acustica leggera. Siamo favorevoli a una mobilità eco sostenibile con regole certe per la sicurezza per tutti". Basti pensare che, negli ultimi tre mesi, i sinistri con protagonisti i monopattini elettrici sono almeno due al giorno e sono in crescita. "Se tutto funzionasse all'interno delle regole stabilite - conclude Frittelli - non avremmo raggiunto quasi mille firme in pochi giorni: è un segno evidente che il problema esiste e qualcosa va fatto". (agf) di Laura Barbuscia LA REPUBBLICA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO "La figlia Lucia "Ma io non potrò vedere l'evento per mio padre

3 Ottobre 2020, 10:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Guida alla scelta del giusto Montascale - Invalidi & Disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI. Lucia Valenzi, figlia dell'artista e presidente della fondazione, si è rammaricata di non poter essere presente alla presentazione del catalogo perché nel Complesso di San Domenico Maggiore il montascale elettrico per disabili è rotto. Lei ci sarà domani? «Dipende se riuscirò a salire. Mi avevano promesso un tecnico, ma per due giorni non è arrivato, e quando è giunto non aveva gli strumenti per riparare il guasto». L'assessore alla Cultura Eleonora de Majo ha assicurato un intervento nella giornata di ieri. «Sono riuscita a salire all'inaugurazione, in realtà una sala senza barriere architettoniche il Comune non la possiede. Tutto il primo piano di San Domenico, con varie sale una più bella dell'altra, è stato ristrutturato senza pensare ai disabili». Ci sono molti altri luoghi così a Napoli, signora Valenzi? «Al Mann si va tranquilli. Al Museo di Capodimonte manca un parcheggio specifico ma nel museo ci si muove benissimo. Non tutto però è così. Ma in questo caso specifico anche molti miei amici hanno dovuto rinunciare a visitare la mostra dedicata a mio padre. I montascale elettrici non funzionano mai molto bene, e in più in questo caso ce n'è un pezzo esposto alle intemperie. Si crea dunque un circolo vizioso: la maggior parte dei disabili rinuncia, e mancando gli utenti manca la manutenzione e le parti elettriche si rovinano». In molti monumenti europei le barriere sono abbattute da tempo. «Infatti. Siamo sempre al palo. Ho fatto tante battaglie simili a una fatica di Sisifo mentre stai spingendo il masso ti ricade addosso. Ma c'è tanta sensibilità sono stata subissata di messaggi. Il Comune si lamenta di un mail bombing nei loro uffici: la gente, se l'ha fatto, è perché lo sente». di Stella Cervasio LA REPUBBLICA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Nuova stazione a Montegrotto, ecco il progetto da 4 milioni di euro

27 Settembre 2020, 07:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nuova stazione a Montegrotto, ecco il progetto da 4 milioni di euro - Il  Mattino di Padova Padova

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MONTEGROTTO TERME. Presentato il progetto della nuova stazione ferroviaria, a Montegrotto, da parte di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana. La stazione Terme Euganee, punto di riferimento per l'intera destinazione turistica, sarà completamente rifatta e Rfi ha messo a bilancio la spesa di ben 4 milioni di euro per il suo completo rifacimento. I lavori partiranno nei primi mesi del nuovo anno e dureranno un anno e tre mesi. La conclusione è quindi prevista indicativamente entro la fine del 2022. PROGETTO.«Abbiamo ricevuto per il visto di conformità urbanistica», spiega il sindaco Riccardo Mortandello, «il progetto di Rfi per rifare completamente lo scalo ferroviario sampietrino. Si tratta di un progetto molto strutturato. Dopo un confronto durato tre anni, siamo felici di constatare che Rfi ha accolto le richieste avanzate dalla nostra amministrazione. La stazione che verrà costruita sarà infatti al servizio non solo del comune di Montegrotto Terme, ma dell'intera destinazione turistica Terme e Colli euganei e sarà moderna e fruibile anche dalle persone anziane o diversamente abili, una caratteristica imprescindibile per un territorio a forte vocazione turistica come il nostro». STAZIONE PER DISABILI. «Finalmente», afferma il vicesindaco Luca Fanton, «è stato affrontato il nodo strutturale: nella nuova stazione troveranno posto gli ascensori che permetteranno a tutti di raggiungere in sicurezza i binari. Ne saranno costruiti tre: uno lato stazione, uno in mezzo e uno dal lato Mezzavia, dove ci sarà una banchina completamente nuova per l'accesso al binario tre che sarà direttamente collegata al nuovo parcheggio. Inoltre per rendere più agevole salita e discesa verranno rialzate tutte le banchine di circa 45 cm».Verrà risolta la questione legata ai servoscale, da moltissimi anni ormai fuori servizio. «Il servoscale ha sempre avuto costi di manutenzione altissimi e si è rivelato poco funzionale, spesso inutilizzabile», commenta il sindaco Mortandello. «L'amministrazione lo ha installato alcuni anni fa quando serviva per collegare in sicurezza anche per le persone con disabilità il centro cittadino con la frazione di Turri. Un paio di anni fa abbiamo aperto il nuovo sottopasso ciclo-pedonale e da allora quel servoscale, che non ha più la funzione di collegamento tra due parti del nostro Comune, è passato in gestione a Rfi».Nel corso delle riunioni tenute con Rfi è emerso che anche la società che gestisce la stazione non ha intenzione di farsi carico delle costose manutenzioni del servoscala, preferendo una soluzione sul lungo periodo con il completo rifacimento della stazione». «Nel corso degli incontri», afferma il primo cittadino, «era emerso che ci sono due tipi di barriere: le scale del sottopasso, per le quali la soluzione del servo scale si è dimostrata inefficiente e pure molto costosa, e l'accesso al treno. La banchina a Montegrotto Terme è troppo bassa perché le carrozzine possano salire direttamente e troppo stretta per permettere l'uso della pedana mobile che viene adoperata altrove». navettaE il vicesindaco Fanton aggiunge. «Non potevamo però permettere che fino alla conclusione dei lavori le Terme Euganee non fossero accessibili per le persone, cittadini o turisti, che si muovono in carrozzina», osserva. «Abbiamo voluto attivare una navetta gratuita che, su richiesta della persona con disabilità, garantisce il transfer tra la stazione ferroviaria di Padova e le Terme». Per quanto riguarda la realizzazione della nuova banchina di accesso sul binario tre è previsto anche un esproprio di terreno da alcuni privati, che Rfi e Comune dovranno definire. Previsto dall'Amministrazione comunale anche il completamento del boulevard di viale Stazione, che congiungerà il tratto già realizzato al piazzale della stazione stessa. di Federico Franchin IL MATTINO DI PADOVA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lombardia, 7 mln per parchi gioco che siano inclusivi

27 Settembre 2020, 07:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO. La Regione Lombardia ha stanziato 7 milioni di euro a valere sull'avviso per la realizzazione e adeguamento parchi gioco inclusivi, per l'annualità 2020-2021. Il bando intende promuovere e incentivare progetti per la realizzazione e l'adeguamento di parchi gioco inclusivi pubblici, in aree di proprietà dei soggetti beneficiari, con l'obiettivo di favorire la socializzazione e l'integrazione dei bambini, anche con disabilità fisiche o sensoriali, contribuendo, di riflesso, ad una maggiore integrazione sociale anche delle famiglie. Possono accedere al contributo i comuni, unioni di comuni e comunità montane fino a un massimo di 30 mila abitanti, nonché altri enti pubblici. Sono ammessi a contributo gli interventi eseguiti all'interno di parchi gioco pubblici, asili nido e scuole per l'infanzia che insistono su aree catastalmente identificate di proprietà dell'ente richiedente, inerenti il superamento delle barriere architettoniche, nonché la fornitura e messa in opera di giochi inclusivi, strutture di gioco combinate e strutture per lo sport utilizzabili da tutti i bambini e ragazzi, inclusi quelli con disabilità motorie, sensoriali, intellettive e di altro genere. Il contributo regionale è a fondo perduto e può essere concesso fino al 95% della spesa ammessa. Il contributo regionale non potrà essere inferiore a 10 mila euro né superiore a 30 mila euro. Verrà erogato in due tranche: 65% del contributo concesso a seguito di accettazione del contributo e 35% a saldo. Le domande potranno essere presentate con modalità a sportello fino al 31 marzo 2021. ITALIAOGGI

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Contributi per chi elimina le barriere architettoniche

27 Settembre 2020, 07:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Contributi per chi elimina le barriere architettoniche

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GROSSETO. Anche per il 2020 chi ha un'attività in centro storico e decide di renderla accessibile anche alle persone con disabilità abbattendo le barriere architettoniche all'ingresso del fondo può accedere ai contributi economici messi a disposizione dal Comune.La misura riguarda i lavori fatti per rendere accessibili «gli ingressi dei fondi siti all'interno del centro storico del capoluogo che ospitano attività commerciali, artigianali, turistiche, sportive, associative e professionali». Nello specifico il contributo viene concesso a chi ha sostenuto spese per la realizzazione di lavori edili necessari per rendere accessibili alle persone con difficoltà motorie ed ai portatori di handicap gli ingressi delle unità immobiliari che ospitano attività economiche iscritte al Registro Imprese (commerciali, artigianali, di servizio, turistiche, sportive) oppure di natura professionale e associativa e collocate a quota stradale. La spesa per la quale può essere richiesto il contributo riguarda i lavori e l'acquisto di eventuali connesse forniture, dimostrato dal computo metrico per i soli lavori necessari all'abbattimento delle barriere architettoniche allegato alla fattura. Non sono previsti contributi per altre spese come i lavori fatti esternamente al muro perimetrale o la realizzazione di pedane fisse o rimovibili. Possono beneficiare del contributo i proprietari dei fondi o i titolari delle attività al loro interno che abbiano presentato regolare domanda (Cila o Scia) e ottenuto il permesso a costruire. Il contributo che si riceve è pari al 50 per cento della spesa sostenuta, al netto dell'Iva, fino ad un massimo di 500 euro per ogni unità immobiliare. Per ogni unità immobiliare può essere erogato un solo contributo. La graduatoria viene formata secondo l'ordine di presentazione delle domande al protocollo del Comune.Le domande per i lavori fatti durante il 2020 potranno essere presentate dal 1° gennaio al 31 gennaio 2021. La domanda va inviata esclusivamente tramite Pec all'indirizzo comune. grosseto@postacert.toscana.it utilizzando il modulo che può essere scaricato dal sito web del Comune o ritirato all'ufficio commercio del Comune in via Colombo 5; al modulo vanno allegate le fatture relative ai lavori edili e alle spese sostenute come specificato dall'avviso pubblico. Per informazioni 0564 488851 e servizio. attivitaproduttive@comune.grosseto.it. (S. L.)

IL TIRRENO 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO "Allestimento auto con rampa ribaltabile di Orion Promobility per trasportare persone disabili in carrozzina"

25 Settembre 2020, 10:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

auto con allestimento per disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’allestimento Taxi, con pianale ribassato e rampa ribaltabile, si può applicare su una vasta gamma di veicoli nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza

(Publiredazionali)

Continuiamo a conoscere le realtà che si occupano di ausili, soluzioni e prodotti per le persone con disabilità. Abbiamo già avuto modo di presentarvi Orion Promobility, azienda italiana che si occupa di allestimenti di auto e mezzi per il trasporto di persone in carrozzina.
Qui vediamo nel dettaglio alcune delle caratteristiche principali del loro allestimento “Taxi” a pianale ribassato, in una breve intervista che chiarisce alcune domande frequenti.

Tre parole per descrivere il vostro allestimento con pianale ribassato…
Pratico, comodo, e semplice! Tre semplici parole per descrive l’allestimento su piano di ribassamento Orion Promobility, installati interamente presso le nostre sedi in Italia.

Perché scegliere un veicolo ribassato Orion Promobility?
Da anni Orion s.r.l., è leader nel settore allestimento veicoli emergenza in Italia, diventando nel tempo sinonimo di tecnologia all’avanguardia, sicurezza, e rispetto delle normative vigenti europee ed italiane. Traslare la nostra esperienza nel brand Promobility significa scegliere per il cliente una conversione sicura e pratica di una grande azienda italiana del settore, affidandoti sin dalle prime informazioni ad esperti dedicati che provvederanno a seguirti passo dopo passo durante il tuo acquisto.

Che vantaggi ci sono in un allestimento Promobility?
Tutti gli allestimenti Promobility sono marchiati della garanzia Orion s.r.l., seguono tutti i rigorosi standard di legge sin dalle prime fasi delle installazioni. Tutti i nostri allestimenti sono semplici nel loro utilizzo, vantando una rete di assistenza tra le più capillari a livello nazionale con i nostri collaboratori pronti a rispondere sempre a tutte le vostre domande.

Perché allestimento Taxi?
Taxi by Orion Promobility viene installato su moltissimi modelli a scelta fra varie tipologie di veicoli disponibili, un kit semplice e pratico, con una portata di 350kg e la possibilità di ribaltare la pedana all’interno ricreando un piano orizzontale quando la persona in carrozzina non è a bordo, ideale per un uso del veicolo per trasportare oggetti, scatole, oppure una semplice spesa!

Si possono vedere e provare i vostri mezzi?
Certo! Orion Promobility è in continua espansione. Stiamo aprendo i nostri showroom in tutto il paese, dove potrai trovare veicoli in pronta consegna, test drive e offerte personalizzate per te! visita il sito web www.promobility.it e scopri il punto espositivo più vicino a te!

Come vi può contattare chi desidera maggiori info?
Per qualsiasi informazione non esitate a scriverci una email all’indirizzo: info@promobility.it, oppure visita il nostro sito web www.promobility.it per qualsiasi informazione.
Inoltre su disabili.com a questa pagina trovate le schede tecniche degli allestimenti Orion Promobility, con un modulo di contatto per le vostre domande e richieste, da compilare senza impegno.

Redazione 

FONTE DISABILI.COM

 https://www.disabili.com/mobilita-auto/articoli-mobilita-a-auto/allestimento-auto-con-pedana-ribaltabile-di-orion-promobility-per-trasportare-persone-disabili-in-carrozzina?fbclid=IwAR34OcQdc57g6hFacleJjbzkWAR87zc2M8LQHE2OM5HoCHwMVxxyfUJMuM8

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Via tutte le barriere architettoniche dal centro di Bologna, la proposta del “Progetto Rampe”

25 Settembre 2020, 07:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BOLOGNA. Abbattere entro l’anno gli scalini del centro città, dotando l’ingresso di bar e negozi di una rampa d’accesso permanente, «non sarebbe solo un gesto di cura verso il prossimo. Piuttosto, sancirebbe la fine definitiva di una grande discriminazione che, al momento attuale, lede i diritti universali della persona con abilità differenti». È il sunto del “Progetto Rampe”, la proposta di moltissime associazioni bolognesi che da molto tempo si occupano di tutelare e portare all'attenzione le esigenze delle persone con deficit motorio in città e non solo. Chiedono che il Comune di Bologna prenda il timone delle operazioni di adeguamento degli accessi degli esercizi aperti al pubblico, cooperando con i privati nell'interesse pubblico nel più breve tempo possibile. In più, fornisca sia consulenza (attraverso tecnici preparati), sia incentivi agli esercenti che, così, non si troverebbero da soli con il peso economico di una ristrutturazione del proprio locale. Le soluzioni adottate dovranno essere permanenti perché, spiegano le associazioni di categoria, un’attività commerciale che necessita di chiamata o soccorso all'ingresso da parte di terzi, non potrà mai garantire autonomia e parità per tutti. Nel caso la rampa non possa essere fissa, magari per la mancanza di spazio all'entrata, dovranno comunque sempre essere preferite soluzioni non soggette alla chiamata. I firmatari della proposta sono concordi nel ritenere che, in questi anni, il Comune abbia attuato (con il PUMS, il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) un grande passo avanti nella gestione dell’emergenza legata all'accessibilità dei luoghi. Ma, allo stesso tempo, sottolineano che «la crescente libertà di muoversi nel suolo pubblico ha un impatto molto limitato se tramite quei percorsi non si può raggiungere quasi nessun luogo». E continuano: «per farsene un’idea, basta immaginare che all'improvviso tutti i locali con gradino chiudano le saracinesche: ci troveremo in una specie di città fantasma». Abbattere le barriere architettoniche agli ingressi vuol dire anche fare i conti con la modifica di un patrimonio artistico unico, che conta 42 chilometri di portici solo nel centro storico. Ed è lo stesso Comune a cogliere la difficoltà del progetto: «Questa caratteristica architettonica di Bologna rappresenta una delle più grandi sfide dal punto di vista dell’accessibilità. Tuttavia la città è pronta ad affrontare questa sfida sapendo che l’accesso al Patrimonio è una questione imprescindibile», scrive nel suo rapporto finale di Settembre dal nome “Bologna oltre le barriere”. Il punto, però, non è riuscirci. Ma, per le associazioni, farlo nel minor tempo possibile. In pratica, Bologna vincerà la sfida sull'accessibilità (e forse anche il premio europeo di Città accessibile 2021) solo se si impegnerà con velocità a scalare gli ultimi gradini della sua battaglia per l’uguaglianza di tutti. E tutti sono anche quei quasi 22 mila e mezzo che a Bologna camminano a rotelle, o hanno difficoltà di orientamento. E la cifra tenderà a salire da qui a dieci anni, secondo i dati dell’amministrazione comunale, almeno di 100 unità. L’accessibilità è un diritto universale sancito dalla legge (la L. 67/2006). La sua inottemperanza produce una discriminazione indiretta «quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutro mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone». In questo senso, il gradino all'ingresso di bar e negozi si tradurrà sempre in una latente discriminazione, che limita la persona e rende impossibile l’inclusione di tutti alla vita della città. di Lorenza Cianci LA GAZZETTA DI BOLOGNA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vazzola, la minoranza si astiene dal voto per l'eliminazione delle barriere architettoniche

25 Settembre 2020, 07:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vazzola, la minoranza si astiene dal voto per l'eliminazione delle barriere architettoniche

Vazzola, la minoranza si astiene dal voto per l'eliminazione delle barriere  architettoniche. Miotto: “È sconcertante”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VAZZOLA (TV). È stato approvato nel consiglio comunale di ieri, mercoledi` 23 settembre, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) del Comune di Vazzola che era stato adottato in giunta a meta` luglio (vedi articolo) e trascorsi i termini del deposito per le osservazioni, e` stato approvato definitivamente in consiglio comunale. Una seduta che ha visto la partecipazione di numeroso pubblico in sala (sempre nel rispetto delle misure di sicurezza) e la presenza dei professionisti incaricati alla redazione del piano. Gli architetti Pescarollo e Patron, infatti, hanno illustrato specificatamente i contenuti. L’unica nota stonata del consiglio e` stata l’astensione della minoranza all'approvazione del piano: “Siamo rimasti sconcertati dall'astensione della minoranza in un tema cosi` importante - spiega Fabio Miotto assessore alle opere pubbliche e infrastrutture - perché quando si parla di un piano dedicato a tematiche rivolte al superamento delle barriere architettoniche, al favorire la vivibilità e l’uso del nostro territorio per chi e` disabile o ha difficoltà motorie o semplicemente al facilitare alcuni percorsi anche a mamme con passeggini, non capiamo come sia stato possibile astenersi”. “È una grande soddisfazione nonostante l’astensione - continua - in quanto vogliamo un territorio in cui tutti possano vivere senza ostacoli. In questo senso abbiamo raggiunto un primo obiettivo, ovvero un piano strategico con il quale sono stati analizzati e schedati edifici pubblici e spazi urbani, rilevate le criticità e quantificati i costi standard per l’eliminazione delle barriere architettoniche”. Sara` quindi possibile programmare, seguendo un indice di priorità assegnato, l’esecuzione dei lavori in base alla disponibilità di risorse proprie o contributi. L’amministrazione comunale si era fin da subito attivata per accedere a un finanziamento per la redazione del piano, che la Regione del Veneto ha concesso nella misura del 50%. L’iter di approvazione era poi proseguito con la consultazione dei cittadini tramite un questionario per consentire la presentazione di loro osservazioni. “Questo piano ci permetterà di accedere a fondi regionali e ad altri finanziamenti - conclude l’assessore - che ci consentiranno di poter iniziare la realizzazione delle opere tra cui, a seguito di specifica richiesta di contributo alla regione Veneto, quella di costruzione e ristrutturazione del blocco servizi e bagno disabili presso la sede municipale, al Comune di Vazzola è stato concesso un contributo del 70 % pari a € 28.387,94”. QdP news

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Santa Giulia e la cripta «inaccessibile»

24 Settembre 2020, 14:46pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Riaprono i musei di Brescia: tutti i dettagli

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Allestire una mostra pensando di collocarne una parte in un posto inaccessibile (la cripta) è dimostrazione di ignoranza»: Alberto Arenghi, docente della Statale, denuncia l'inaccessibilità di una sezione della mostra di Baldeweg in Santa Giulia per il pubblico con disabilità motoria. BRESCIA. Le sue «disarmonie prestabilite» - allucinazioni liquide in equilibrio precario tra luce e ombra, ritorni e memorie dissolte - hanno sedotto la critica e il pubblico. Ma a sabotare una parte della strepitosa retrospettiva Juan Navarro Baldeweg - Architettura, Pittura, Scultura (in Santa Giulia fino al 5 aprile) sono una ventina di gradini: Una casa nella casa, la sezione allestita nella cripta, è inaccessibile alle persone con disabilità motoria. Per loro, il viaggio tra le visioni dell'architetto spagnolo - che inizia nel Coro delle monache - si interrompe nella basilica di San Salvatore: i plastici e le tavole diffusi nell'aula sotterranea restano invisibili, off limits, una grande bellezza negata. «Allestire una mostra pensando di collocarne una parte in un posto inaccessibile (la cripta) è dimostrazione di ignoranza, arroganza, menefreghismo, un atto contro la cultura, un'azione discriminatoria da denunciare senza se e senza ma»: il post è autografato da Alberto Arenghi, docente dell'Università degli Studi di Brescia. Che, al Corriere, non ha voluto rilasciare mezzo virgolettato: la sua, al momento, è una denuncia social. Nemmeno Brescia Musei ha replicato. È tuttavia un peccato che una parte di pubblico non possa vedere per intero la mostra antologica - la prima in Italia - dedicata all'architetto, scultore e pittore spagnolo che ha disegnato il nuovo allestimento della Vittoria Alata nella cella orientale del Capitolium. Un progetto dal fascino in-discreto che, a pochi giorni dalla vernice, ha conquistato centinaia di visitatori: sabato scorso, oltre 600 architetti sono venuti da tutta Italia per seguire la lectio di Navarro Baldeweg e vedere la sintesi del suo pensiero nel Museo di Santa Giulia. Tra tele astratte, installazioni che lottano contro la gravità, plastici e disegni, la mostra è un viaggio introspettivo nella testa dell'«uomo del Rinascimento» (come lo ha definito il curatore Pierre-Alain Croset). Il riassunto di una carriera e di un manifesto artistico che resta incompleto per una parte del pubblico. di Alessandra Troncana CORRIERE DELLA SERA

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