Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Rovigo "Il mio calvario quotidiano in carrozzina"
Buche e marciapiedi sconnessi, un disabile racconta la sua vita: «A volte non riesco neppure a prendere un caffè alla macchinetta».

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROVIGO. Non è una città per disabili. Tra buche in strada, marciapiedi dissestati e parcheggi selvaggi le più semplici azioni di vita quotidiana diventano difficili, se non impossibili, per una persona diversamente abile. Zevillo Moratelli, 43 anni, disabile civile al 100%, racconta la sua esperienza di vita a Rovigo. Il suo è un amaro appallo per chiedere maggiore rispetto da parte di tutti per la cosa pubblica e, all'amministrazione, una città priva di barriere architettoniche. «Sono disabile civile al 100% - racconta Zevillo Moratelli che si muove su una carrozzina - e vorrei poter avere una vita indipendente a Rovigo, ma al momento non è così. Non è possibile. Quando vivi nella mia condizione anche le azioni più comuni, come prendere un caffè alla macchinetta diventano difficili se non impossibili. Spesso ci sono persone che mi aiutano, ma vorrei poter condurre un'esistenza autonoma e non dover dipendere dallo solidarietà degli altri. Osservando con sguardo critico Rovigo si possono notare diverse una serie infinita di barriere architettoniche. Il centro ed anche le strade della periferia sono costellate di buche, i marciapiedi sono spesso dissestati. Purtroppo se non fai presente queste cose si dimenticano di fare i lavori. E' anche una questione di decoro - aggiunge -. Penso alla piazzale della stazione dei treni, le strade limitrofe, che dovrebbero essere percorribili da tutti, sono sporche e malmesse. Io sarò disabile civile per tutta la vita, ma la disabilità può essere anche momentanea e toccare chiunque magari a seguito di alcune situazioni. Penso a ciclisti e pedoni che rischiano di farsi molto male con le strade che abbiamo. Non è più tempo di soluzioni tampone, bisogna trovare una strada concreta e che sia definitiva». Moratelli traccia uno scenario di quello che proprio non va. «Penso in particolare - riprende - ai marciapiedi per i disabili che, essendo tappezzati di buche, non sono per nulla fruibili. Buche che si allagano ogni volta che piove, abbinate a strade inclinate che possono facilitare gli incidenti. Bisogna ripensare interamente Rovigo a misura di disabile. Ci sono problemi che interessano tutti come la pulizia della neve e degli scarichi d'acqua che spesso non viene fatta. Tutti dovremmo voler bene alla nostra città, tenendola in ordine, a partire dal primo cittadino. Occorre anche essere più rigorosi con le multe. Tanti parcheggiano male impedendo il transito di chi come me è costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Quei soldi potrebbero essere usati per abbattere le barriere architettoniche dove sono finiti, come vengono spesi. 'Comune' significa 'di tutti', pertanto dovremmo prenderci cura della città, la gente deve aprire gli occhi. In vista delle feste auguro a tutti di vivere in salute, molti non si rendono conto di quanto sono fortunati a poter godere di questa che è la più grande ricchezza».
di Giacomo Capovilla IL RESTO DEL CARLINO
SEZ. DISABILITà NEWS È l’ora di accendere la Pace!

INSERITO DA ANGELICA CECERE Dopo un anno come il 2019 decisamente fondamentale per la tutela delle persone con disabilità negli scenari di guerra, che ha portato tra l’altro alla prima Risoluzione in tal senso approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, va certamente accolta con favore l’adesione della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), insieme a centinaia di organizzazioni nazionali e locali, alla Giornata di Mobilitazione Internazionale per la Pace del 25 gennaio, denominata “Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!” Hanna bimba con disabilità in Siria
Hannah è una bimba divenuta disabile in Siria, dopo un bombardamento ad Aleppo (foto di Ufficio Stampa Unicef) Va accolta certamente con favore l’adesione della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – “promotore nazionale”, così come altre centinaia di organizzazioni nazionali e locali – alla Giornata di Mobilitazione Internazionale per la Pace del 25 gennaio, denominata Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace! Contro le guerre e le dittature a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti. Tra i punti maggiormente qualificanti dell’appello con il quale è stata lanciata l’iniziativa, vi è ad esempio il passaggio in cui si scrive che «la guerra non produce solo distruzione, ma cancella anche dall’agenda politica la questione sociale, oramai incontenibile ed esplosa nelle proteste delle popolazioni che hanno occupato pacificamente le piazze e le strade». E successivamente: «L’Unione Europea, nata per difendere la pace, deve assumere una forte iniziativa che – con azioni diplomatiche, economiche, commerciali e di sicurezza – miri ad interrompere la spirale di tensione e costruisca una soluzione politica, rispettosa dei diritti dei popoli, dell’insieme dei conflitti in corso in Medio Oriente e avviare una rapida implementazione del Piano Europeo per l’Africa (Africa Plan) accompagnandolo con un patto per una gestione condivisa dei flussi migratori» (il testo integrale dell’appello è disponibile a questo link). Per quanto riguarda la disabilità negli scenari di guerra, il 2019 appena trascorso è stato un anno decisamente importante, coinciso dapprima, nel mese di maggio, con la relazione di António Guterrez, segretario generale delle Nazioni Unite, che ha evidenziato i rischi maggiori per le persone con disabilità, durante i conflitti armati, e chiesto per loro una tutela più efficace, tramite «un approccio tematico più completo». Quell’intervento ha aperto la strada, nel mese successivo, alla prima Risoluzione (n. 2475-2019) approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU – l’organo delle Nazioni Unite incaricato di mantenere la pace e la sicurezza internazionali, ma anche con altri importanti compiti – con la quale si è chiesto agli Stati Membri e alle parti direttamente coinvolte di tutelare appunto le persone con disabilità in situazioni di guerra, in particolare da violenze e abusi, garantendo tra l’altro che abbiano accesso alla giustizia, ai servizi di base e all’assistenza umanitaria senza alcun ostacolo (se ne legga anche sulle nostre pagine).
In ottobre, infine, si è tenuto all’Università di Lund in Svezia, l’importante convegno internazionale The Protection of Persons with Disabilities during Armed Conflicts (“La tutela delle persone con disabilità durante i conflitti armati”), organizzato dallo svedese Raoul Wallenberg Institute of Human Rights and Humanitarian Law, insieme alla NATO, all’EDF (European Disability Forum), all’USICD (United States International Council of Disabilities) e all’organizzazione LUMOS (Protecting Children. Providing Solutions), con la collaborazione attiva di Janet E. Lord dell’Università statunitense di Harvard. Tale appuntamento ha riunito numerosi esponenti di gruppi della società civile, esperti di diritto umanitario internazionale, nonché della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il cui undicesimo articolo, va ricordato, è dedicato proprio alle Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie. Durante i lavori, in particolare, sono state presentate anche testimonianze dirette sull’esperienza vissuta delle persone con disabilità in situazioni di guerra, con tutti i rischi connessi, sia quelli più generali, sia quelli più specifici, derivanti ad esempio da singole forme di disabilità, come i problemi della vista (anche di questo evento si può leggere sulle nostre pagine). (S.B.)
SUPERANDO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA "In sedia a rotelle da 50 anni E devo dimostrarlo ogni giorno"


Disabilità e burocrazia. Graziana Pacetti racconta l'odissea per esser autorizzata ad accedere in ZTL. Ha pagato le multe, ma si sente «offesa da questo modo di pensare». MASSA. Sia chiaro: lei con la legge e con il fisco vuole essere a posto. E se le è arrivata una cartella da 534 euro, beh ha pagato fino all'ultimo centesimo. Le rimane però l'amaro in bocca. L'amaro di chi vede nella legge - nella sua applicazione, soprattutto - una rigidità che schiaccia le persone. Le vite, le storie. Perché è vero che Graziana Pacetti, invalida al 100%, da 50 anni in sedia a rotelle, è entrata con l'auto in zona a traffico limitato, è pure vero che se nel 2015 aveva comunicato la targa dell'auto, fornito la documentazione sull'invalidità e chiesto l'autorizzazione, nel 2016 quell'iter non l'ha fatto, «ma - si sfoga - possibile che ogni anno debba dimostrare che sono invalida? La mia è una invalidità permanente eppure io devo passare tutta la vita a dar prova che siedo su una sedia a rotelle. Ci siedo da 50 anni e devo ribadirlo ogni giorno. Mi sento offesa da questo modo di pensare». Si sente offesa Graziana, 75 anni, ex consigliera provinciale, «di dover sempre dimostrare la disabilità». Lei, carrarese, nel 2016 è entrata, con tagliandino invalidi, nella zona a traffico limitata e si è beccata due multe per non essere autorizzata: « L e ho ricevuta a casa e mi sono rivolta ai vigili urbani. Ho chiarito la mia posizione, portato documenti sull'invalidità. Pensavo di aver risolto tutto. Poi mi è arrivata la cartella da oltre 534 euro». E lei l'ha pagata: «Mi sembra corretto». Meno corretta le sembra una burocrazia rigida che ogni anno le chiede di ribadire quello che da 50 anni per lei è normalità, vita, evidenza: «Ho rinnovato recentemente la patente e ho scoperto che, per volontà dell'Europa, non devo più sottopormi alla visita della commissione medica. L'Europa ha capito che io sono sempre seduta sulla stessa sedia a rotelle». Graziana chiede anche al Comune di capirlo. Il sindaco garantisce massima disponibilità: «Il nostro compito - spiega il 30 dicembre, a margine della conferenza di fine anno - è sostenere i cittadino, non crear loro difficoltà. A fronte di tutta la documentazione, valuteremo il da farsi». Eppure è proprio quel produrre documentazione - sempre la stessa da 50 anni - che rende dura la vita - e offende - Graziana Pacetti: «Sono andata in Comune - riferisce - e ho chiesto un appuntamento al sindaco, ma non sono stata contattata per un incontro». Per spiegare che dover dimostrare la propria disabilità offende, che la burocrazia può diventare accanimento: «A Carrara - sposta l'attenzione oltre Foce - mi si chiede di portare la documentazione dai vigili, poi in Comune, quindi di pagare 5 euro, andare nell'ufficio addetto alla ZTL. E in quell'ufficio c'erano pure 3 scalini. Se potessi far tutto non tanta facilità- Graziana riesce a metterci un pizzico di ironia - mi toglierebbero l'accompagnamento». (C.S.)
IL TIRRENO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Parco della Vernavola a misura di disabile
Elaborazione tecnica affidata a due esperti dell'Università.
Previsti giochi inclusivi, ma anche percorsi illuminati.


PAVIA. Il Comune di Pavia ha nei piani la sistemazione del parco della Vernavola, 35 ettari di verde a lato della Vigentina. Un polmone verde a servizio della città, ma che secondo il Mezzabarba «necessita di lavori per renderlo più fruibile ai disabili». Per questo il Comune ha stretto un accordo con l'università di Pavia. Lo scopo è quello di redigere «uno studio relativo all'accessibilità e alla sicurezza di un percorso pedonale nel parco della Vernavola, finalizzato all'individuazione di proposte progettuali che consentano di migliorare la fruibilità del parco da parte del maggior numero di utenti, con particolare attenzione alle persone con disabilità sia motorie che sensoriali». Sul piatto il Mezzabarba ha messo 60mila euro che saranno usati, una volta ottenuto lo studio, per i cantieri. Intanto l'incarico di progettazione da parte dell'università verrà pagato 5.500 euro. Ad occuparsene saranno due esperti dell'ateneo pavese: Alessandro Greco e Valentina Giacometti. I due esperti saranno gli estensori del progetto. Ma il Comune già a novembre, dopo una variazione di bilancio, aveva dettato le linee guida. A livello politico il progetto è stato seguito dall'assessore alle pari opportunità Barbara Longo. L'idea è quella di allestire un percorso da circa 1,5 chilometri con ingresso da via Vigentina, dove si trovano i giochi per i bambini. Il tracciato sarebbe attrezzato con illuminazione, sistemi sonori e wi fi. In sostanza, il percorso pedonale si illuminerebbe mano a mano che una persona lo percorre, questo per garantire una maggiore sicurezza, soprattutto alle donne che intendano utilizzarlo per fare jogging. Inoltre, con riferimento agli ipovedenti, verrebbero sistemati anche delle specie di "cicalini" che, emettendo un segnale sonoro li potrebbero guidare nella giusta direzione. Inoltre il Mezzabarba vorrebbe installare delle colonnine collegate con il 118 ed anche una rete wifi per la connessione ad internet all'interno del parco della Vernavola.
di Sandro Barberis LA PROVINCIA PAVESE
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Viaggi disabili: col progetto Fujitivi visitare il Giappone non è mai stato così facile

Il progetto Fujitivi, con una serie di video girati con videocamere a 360°, da la possibilità alle persone con disabilità di visitare le meraviglie del Giappone in un viaggio virtuale inclusivo Un adagio popolare recita che “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, e sembra questo il motto più calzante per sintetizzare un progetto di “viaggi alternativi” dedicati alle persone con disabilità, messo i piedi da tre ragazzi friulani che hanno pensato ad una nuova formula del viaggiare per bypassare e superare gli oggettivi ostacoli fisici che rendono alcune mete totalmente inaccessibili a chi abbia impedimenti di tipo fisico o sensoriale. Il progetto Fujitivi, sostenuto dall'associazione di promozione sociale Everywhere in collaborazione con l'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, l'associazione Conquistando Escalones e svariati sponsor tecnici, si pone come alternativa di viaggio inclusiva. Si basa sull’iniziativa di tre ragazzi - Erick Simionato, Francesco Pecol e Davide Dallan che hanno deciso di utilizzare la tecnologia per far vivere “in differita” l'avventura di viaggio a chi, a causa di malattie invalidanti, ha difficoltà a spostarsi. Il progetto si sviluppa in una serie di video, girati direttamente in loco da loro tre in destinazioni altrimenti inaccessibili per loro conformità o difficilmente raggiungibili da parte di persone con disabilità, che permettono all'utente di godere in maniera globale di un'esperienza di viaggio alternativa. tre ragazzi del gruppo fujitiviLa differenza principale rispetto ad un normale video report di viaggio sta nelle potenzialità di fruizione dei video stessi: girati nelle mete con speciali strumentazioni come l’uso di videocamere a 360°, i video del progetto Fujitivi immergono totalmente gli utenti in un'esperienza inclusiva. Si ha la sensazione di viaggiare insieme ai ragazzi, i quali che diventano delle collaudate guide turistiche. Il tutto può essere ulteriormente amplificato se la visione dei segmenti di viaggio viene filtrata da speciali visori VR che consentono di immergersi nella realtà virtuale, dando la sensazione di trovarsi a fianco dei ragazzi, ora dentro un tempio giapponese, ora lungo le pendici del monte Fuji. tempioLa prima meta del viaggio Fujitivi è stata, appunto, il Giappone: nello specifico, la città di Tokyo, che è esplorata nella prima parte dell'avventura, mentre la seconda parte è incentrata sulla scalata del monte Fuji. A Tokyo sono state riprese le zone rappresentative della città, come templi o quartieri famosi ma anche luoghi di “vita quotidiana” come izakaya o piccoli ristorantini. Con il Monte Fuji inizia invece l'impresa vera e propria, si vedranno i preparativi alla risalita e la difficoltà di arrivare in cima alla montagna più famosa del Giappone Con l'obiettivo di dare la possibilità a tutti di viaggiare e di inoltrarsi in ambienti culturali anche molto lontani, il progetto è gratuitamente visionabile in maniera “tradizionale” sul canale di Youtube Fujitivi mentre, a livello concreto, i contenuti in realtà virtuale di alta qualità verranno donati mensilmente ad alcune associazioni di volontariato impegnate nella disabilità. montefuji Qui sotto, quello che ci hanno raccontato i tre ideatori su questo progetto. Come vi è venuta l'idea di condurre chi non può spostarsi con facilità in un viaggio immersivo a 360 gradi? L'idea è nata dalla volontà comune di condividere i momenti di un viaggio, facendo partecipare altre persone ad un'esperienza che apre la mente ed espande gli orizzonti. Nel 2019 la tecnologia ci permette di fare cose straordinarie ma spesso siamo convinti che venga sfruttata male; abbiamo la possibilità di adoperare queste innovazioni per aiutare chi ne ha più bisogno, perciò la vera domanda è perché non dovremmo farlo? Nei vostri video vi rivolgete direttamente agli utenti come se questi fossero accanto a voi: raccontate tutti i vostri movimenti e ciò che vedete, i luoghi che visitate, le strade che percorrete. Esiste una specifica tipologia di persona con disabilità alla quale vi rivolgete? cappia in yukataI nostri video sono pensati per tutte le persone che hanno difficoltà a viaggiare, abbiamo pensato principalmente ai malati di distrofia muscolare ma se ci riflettiamo bene è un tipo di contenuto che si adatta anche a chi è costretto in ospedale, chi ha fobie che gli impediscono di viaggiare serenamente o semplicemente chi arriva da una difficile situazione sociale. Non nascondiamo che anche a noi piace riguardare i video, semplicemente per rivedere i luoghi che abbiamo visitato e che ci sono rimasti dentro. E' fondamentalmente un contenuto adatto a tutti. Esistono già sul web numerosi video di persone che, magari indossando la GOPRO, registrano e condividono i propri viaggi e le proprie avventure. Che cosa hanno di diverso i vostri viaggi, e perché possono essere particolarmente utili e graditi alle persone con disabilità? Esistono molti video simili ma li abbiamo sempre trovati carenti in certi aspetti, principalmente nei video tradizionali manca totalmente la sensazione di inclusione dello spettatore nei confronti dell'avventura a cui stanno per assistere. Abbiamo adottato particolari tecniche durante le riprese, per far sentire chi guarda esattamente lì con noi e questo, unito alla visuale libera dei video a 360°, può fare la magia. Poter vedere luoghi lontani, in un gruppo di persone che scherzano e spiegano in maniera leggera quello che stiamo vedendo, può davvero essere una boccata d'aria fresca per chi non può viaggiare liberamente. cuoco giapponese Con quali criteri avete scelto le mete delle vostre "spedizioni"? perché avete scelto proprio il Giappone? Il Giappone negli ultimi anni ha visto crescere molto l'interesse turistico nei suoi confronti, forse anche grazie alle olimpiadi di Tokyo 2020 e rimane l'esempio perfetto del paese misterioso e lontano. Il fatto che Erick abbia viaggiato diverse volte in Giappone e conosca i luoghi e la lingua, ci ha permesso di concentrarci principalmente sui video, cosa molto importante essendo la nostra prima esperienza di questo genere. Perchè avete scelto la realtà aumentata per raccontare il vostro percorso? Come siete riusciti ad creare, attraverso la tecnologia, quella sensazione di partecipazione diretta, che prova una persona che vi osserva dall'altra parte di uno schermo? Questa soluzione ci è piaciuta perché è supportata da YouTube e questo permette una distribuzione capillare e soprattutto gratuita del media; inoltre i visori VR che si usano per vedere i video sono alla portata di tutti, in quanto le versioni più economiche hanno un costo di 10-15 euro. Le tecniche usate per girare i video, la libertà di visuale e l'uso di visori accessibili praticamente a tutti, permettono di proiettare virtualmente lo spettatore a migliaia di chilometri da dove si trova fisicamente. In termini di disabilità e turismo, questo progetto ha cambiato la vostra percezione dell'accessibilità? Perchè è stato importante per voi portarlo a termine? Nell'ultimo anno siamo entrati in un mondo che non conoscevamo, cambiando radicalmente il nostro modo di percepire il quotidiano. Jessica Furlan, dell'associazione conquistando Escalones, ha comparato la nostra salita del Fuji alle sfide giornaliere di molte persone con disabilità e questo ci ha fatto pensare molto. Durante il viaggio, seppur "filtrate" con scherzi e sorrisi, ci sono state moltissime difficoltà; il paragone di Jessica ci ha aiutato ad andare avanti a testa bassa, arrivare sulla vetta di quel vulcano altissimo e concludere il progetto. Dovremmo essere noi a ringraziare. shibuja Avete in programma altri viaggi simili? E se sì, in quale meta inaccessibile ci accompagnerete stavolta? Dal nostro ritorno in Italia abbiamo avuto molte proposte per far continuare il progetto e sebbene non sia ancora stato definito niente in via ufficiale, abbiamo già cominciato a gettare le basi per un seguito. Possiamo anticiparvi che vi troverete in luoghi che sono allo stesso tempo estremamente distanti e vicini a voi. Una cosa è sicura: il progetto Fujitivi è stato solo l'inizio.
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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili e crociere: arrivano gli itinerari accessibili di MSC Crociere

MSC Crociere definisce un tour di escursioni accessibili per diverse mete dei propri viaggi facendo scoprire a tutti le meraviglie del mondo Quella in crociera è una tipologia di viaggio “extra relax”: ci si lascia coccolare dal personale di bordo e dai comfort offerti dalla compagnia con la quale si viaggia, ogni tanto si fa tappa e si scende ad esplorare l’entroterra, per poi ripartire. Cosa non sempre facile quando a fare una crociera sia una persona con disabilità. Per offrire ai viaggiatori disabili una esperienza di viaggio più accessibile, MSC Crociere ha presentato nei giorni scorsi un programma di escursioni a terra e visite alle città di tappa con itinerari accessibili. ITINERARI ACCESSIBILI A TERRA Il “Programma Escursioni Accessibili” è un pacchetto di tour con diversi tipi di escursioni a terra dedicati ai passeggeri con disabilità motorie che viaggiano a bordo delle loro navi da crociera, da scegliersi in base alla destinazione e, naturalmente, alle proprie capacità motorie. Gli itinerari, fanno sapere i promotori, sono stati pianificati prendendo in considerazione i parametri di sicurezza e di accessibilità delle varie destinazioni, realizzando escursioni, in piccoli gruppi e guidate da personale esperto e specializzato, che possono essere affrontate da persone con problemi di deambulazione, utilizzatori di sedie a rotelle o scooter elettrici. Secondo quanto annunciato dalla compagnia, gli spostamenti sono assicurati dalla presenza di veicoli attrezzati, e viene inoltre garantita la presenza di servizi igienici accessibili lungo il percorso. Anche gli amici e i parenti possono prendere parte all’escursione. La compagnia ricorda che i veicoli allestiti, e i requisiti richiesti per carrozzine e scooter (larghezza, altezza, peso), possono variare da tour a tour, quindi è necessario controllare attentamente tali requisiti nella descrizione dell'escursione. ESEMPI DI ESCURSIONI ACCESSIBILI Già numerosi i tour accessibili tra i quali scegliere, fa sapere MSC Crociere. A Marsiglia, dopo la vista panoramica dalle colline, si potrà accedere ai siti storici come il Vecchio Porto e il Forte di Saint-Jean. Per chi fa tappa a Malta, il tour panoramico inizierà dell’antica città di Valletta, per concludersi a tra le antiche mura di Mdina, la ex capitale dell’isola. Per chi sbarca al porto di Napoli, la gita a Pompei sarà d'obbligo e a seguire, si visiteranno i luoghi caratteristici della città campana come piazza Plebiscito e Palazzo Reale. Se la scelta della crociera sarà orientata verso ambienti esotici come il Mar dei Caraibi, arrivati a St. Maarten si partirà alla scoperta delle due anime dell’isola, quella tedesca e quella francese, proseguendo in un tour di degustazione che prevede formaggi stagionati, pasticceria francese e rum dalle migliori distillerie locali. In Giamaica, invece, l’escursione si aprirà con la visita del museo all’aperto Columbus Park e continuerà con le splendide cascate del famoso Kokono Falls Park, le piante tropicali e altri manufatti dell’isola. MSC fa presente che queste escursioni speciali non sono disponibili su tutte le navi ed è importante informarsi preventivamente su tappe ed escursioni. A questo link troverete tutte le informazioni necessarie a programmare la crociera dei vostri sogni.
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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO I nostri Auguri ai Lettori e arrivederci al 7 gennaio

Anche quest’anno vogliamo salutare i nostri Lettori e inviar loro i più calorosi Auguri di Buone Feste e di Buon Anno Nuovo, riproponendo i principi fissati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Le nostre pubblicazioni riprenderanno il 7 gennaio, ma ricordiamo naturalmente che, come sempre, sono a disposizione di tutti i nostri ampi archivi, divisi per argomento (Diritti – Autonomia – Salute – Lavoro – Studio – Sport e Turismo – Società) La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – della quale «Superando.it» seguì la nascita quasi “minuto per minuto” e che da tredici anni costituisce uno dei punti di riferimento del nostro lavoro (oltre ad essere, particolare non da poco, una Legge dello Stato Italiano da quasi undici anni, anche se in troppi continuano a dimenticarlo) – fissa nell’articolo 3 i propri princìpi, che sono i seguenti: Realizzazione grafica americana dedicata all'inclusione delle persone con disabilità Una realizzazione grafica americana dedicata all’inclusione delle persone con disabilità – Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone. – La non discriminazione. – La piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società – Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa. – La parità di opportunità. – L’accessibilità. – La parità tra uomini e donne. – Il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità. Anche quest’anno, dunque, vogliamo salutare così i nostri Lettori, inviando a tutti loro i più calorosi Auguri di Buone Feste e di Buon Anno Nuovo, con la speranza, nel 2020, di non dover più troppo spesso raccontare di persone con disabilità discriminate, di ragazzi e ragazze esclusi o escluse dalle gite scolastiche, se non addirittura di bimbi lasciati fuori dalla recita natalizia, come purtroppo ci è capitato di dover fare oggi stesso.
SUPERANDO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Non si possono più ignorare i diritti delle donne con disabilità

Proprio in questi giorni la CEDAW, ovvero la Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna compie quarant’anni, essendo stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1979. Qui in Italia se ne parla poco, ma in Inghilterra l’organizzazione non governativa WEI (Women Enabled International) ha voluto celebrare la ricorrenza, invitando ad includere le donne con disabilità nell’Agenda per l’attuazione della Convenzione stessa Il 18 dicembre 1979 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW) – ratificata dall’Italia con la Legge 132/85 e che dunque proprio in questi giorni compie i suoi primi quarant’anni. Nel nostro Paese se ne parla poco, ma in Inghilterra l organizzazione non governativa WEI (Women Enabled International), costituitasi nel 2012 per colmare le lacune dei movimenti tradizionali delle donne e dei movimenti di persone con disabilità che spesso lasciano indietro donne e ragazze con disabilità, ha voluto celebrare la ricorrenza invitando ad includere le donne con disabilità nell’Agenda per l’attuazione della Convenzione stessa. A tal proposito, in un post pubblicato sul blog della WEI, a firma di Amanda McRae (40 Years of CEDAW: Keeping Women with Disabilities on the Agenda), viene sottolineata l’importanza della ricorrenza, giacché la CEDAW è un trattato sui diritti umani che ha contribuito a trasformare il mondo fornendo, ai molti Paesi che l’hanno ratificato, un quadro giuridico per garantire il rispetto, la protezione e il riconoscimento dei diritti di tutte le donne e ragazze, comprese quelle con disabilità. Tuttavia, osserva McRae, per gran parte di questi quarant’anni, le donne e le ragazze con disabilità sono state escluse dall’Agenda sui Diritti delle Donne in quasi tutti i Paesi.
Dal canto suo, il Comitato CEDAW – il gruppo di esperti/e che monitora la CEDAW nel mondo – ha da tempo riconosciuto la specificità della discriminazione cui sono soggette le donne con disabilità e ha invitato gli Stati a includerle nei loro sforzi sulla parità di genere e a raccogliere dati su questo gruppo di persone. Infatti, WEI ha constatato che le donne con disabilità sono quasi sempre invisibili nelle leggi, nelle politiche, nei programmi e negli sforzi di raccolta dei dati che gli Stati mettono in atto per garantire i diritti delle donne e delle persone con disabilità. Nello scorso mese di febbraio, la stessa McRae ha partecipato all’incontro periodico del Comitato CEDAW nel Regno Unito, constatando di persona come gli Stati rendano invisibili le donne con disabilità. Quindi WEI e Sisters of Frida, un collettivo di donne con disabilità con sede nel Regno Unito, hanno lavorato per riferire sugli abusi contro le donne con disabilità nel loro Paese, ma nonostante il loro sforzi, i rappresentanti britannici non hanno fatto tesoro delle indicazioni fornite, e all’incontro di revisione della CEDAW, tenutosi a Ginevra, in Svizzera, hanno continuato a citare dati statistici sulle donne e sulle persone con disabilità, senza però avere troppe informazioni sulla situazione specifica delle donne con disabilità. Se essere state ignorate è stato demoralizzante, tuttavia di positivo vi è stato che le preoccupazioni espresse venissero riconosciute e promosse dai maggiori esperti mondiali sui diritti delle donne. «Non sono sicura che le donne con disabilità sarebbero state così fortemente incluse nell’Agenda sui Diritti delle Donne quarant’anni fa», osserva McRae. Qualcosa, per altro, è cambiato lo scorso anno, quando – come avevamo riferito a suo tempo – la prima donna con disabilità, Ana Peláez Narváez, proveniente dalla Spagna, è stata eletta come esperta nel Comitato CEDAW, influenzando il lavoro del Comitato stesso nel richiamare la responsabilità degli Stati a garantire i diritti di tutte le donne e ragazze, incluse le donne e le ragazze con disabilità. La sua presenza nel Comitato sta dimostrando agli Stati che non possono ignorare le donne con disabilità, e sta anche iniziando a mostrare alle donne con disabilità che le loro voci e i loro contributi sono annoverati nell’àmbito dei diritti delle donne. (Simona Lancioni)
SUPERANDO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un Comune e una Società di trasporto locale condannati per discriminazione

«Questa vittoria restituisce dignità a tutte le persone con disabilità motoria cui viene impedito di accedere incondizionatamente ai mezzi di trasporto di Sabaudia»: così, dall’Associazione Luca Coscioni, viene commentato il provvedimento con cui il Tribunale di Latina ha accolto il ricorso intentato dalla stessa, insieme a un cittadino con disabilità, condannando il Comune di Sabaudia (Latina) e la Società Bianchi, che effettua il servizio di trasporto locale, per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità, a causa della mancata accessibilità degli autobus Giovane in carrozzina a fianco di un autobus non accessibile«Questa è una vittoria significativa che restituisce dignità a Fabrizio Ghiro e a tutte quelle persone con disabilità motoria che, non potendo accedere incondizionatamente ai mezzi di trasporto, vengono quotidianamente discriminate nella città di Sabaudia»: così Filomena Gallo e Alessandro Gerardi, rispettivamente segretario e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, commentano il provvedimento con il quale il Tribunale di Latina ha accolto il ricorso intentato dalla stessa Associazione Coscioni, insieme a Fabrizio Ghiro, persona con disabilità di Sabaudia (Latina), condannando il Comune di quest’ultima città e la Società Bianchi, che effettua il servizio di trasporto locale, per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità, a causa della mancata accessibilità degli autobus. «In quanto titolari del trasporto pubblico – sottolineano dall’Associazione Coscioni -, anche se affidato a terzi, i Comuni sono responsabili della verifica del puntuale rispetto da parte dell’affidatario del contratto di servizio a far sì che non si ripetano più situazioni di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. Il Tribunale di Latina, dunque, ha condannato la società di trasporto ad adottare, entro sei mesi, un Piano per la rimozione delle barriere architettoniche, che dovrà essere adottato sentendo i nostri rappresentanti e prevedendo una serie di provvedimenti specifici, quali l’installazione di pedane e sistemi di bloccaggio delle carrozzine su tutti gli autobus di linea o, in alternativa, l’installazione di congegni stabili ancorati al suolo delle singole piazzole ove viene operata la fermata degli stessi veicoli, per consentire l’aggancio, il sollevamento e l’introduzione delle carrozzine a bordo del mezzo. In attesa della completa realizzazione di queste misure di adeguamento, il Tribunale ha assegnato al Comune di Sabaudia il termine perentorio di un mese per l’individuazione e l’adozione – sentita anche in questo caso la nostra Associazione – delle misure compensative più opportune alla migliore razionalizzazione del sistema di prenotazione degli autobus in termini di frequenza e continuità. La società di trasporto e il Comune di Sabaudia sono stati infine condannati a pubblicare il provvedimento di condanna a loro spese sulle pagine del “Corriere della Sera”». «Pertanto – concludono Gallo e Gerardi – da qui in avanti la nostra Associazione si impegnerà a verificare scrupolosamente se la Società Bianchi e il Comune di Sabaudia avranno posto termine alle condotte discriminatorie, così come stabilito dal Tribunale di Latina, dando così modo anche alle persone con disabilità di avvalersi finalmente in modo incondizionato del servizio di trasporto locale». (S.B.)
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