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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Covid e misure attualmente in vigore per persone con disabilità, legge 104 e caregiver

22 Gennaio 2021, 16:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Covid e misure attualmente in vigore per persone con disabilità, legge 104 e caregiver

INSERITO DA MORENA MOTTA Da quando è iniziata la pandemia abbiamo pensato di raccogliere nel nostro speciale Coronavirus e disabilità tutte le notizie riguardanti, appunto, il virus e le persone con disabilità, comprendendo info pratiche utili, ma anche le misure economiche e sociali che nel corso del tempo sono state messe in campo dal Governo nei vari DPCM (ricorderete l’aumento dei giorni di permesso con legge 104, l’introduzione di congedi e bonus), come pure gli articoli che hanno segnalato le gravi difficoltà dei caregiver, abbandonati nei giorni più pesanti del lockdown.

Ricordiamo che lo speciale è in costante, quotidiano, aggiornamento. Segnalando che attualmente sono in vigore le norme stabilite dal DPCM 14 gennaio, qui riprendiamo, per una maggiore agilità, i contenuti riguardanti le principali misure e le agevolazioni per le persone con disabilità, familiari e caregiver, attualmente in vigore, al 23 gennaio, invitando la consultazione periodica dello speciale, come pure della pagina dedicata dell'Ufficio delle politiche per le persone con disabilità.

VACCINAZIONE DISABILI – Sul fronte vaccini, dopo l’annuncio del Commissario Speciale per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, circa l’inserimento anche delle persone con disabilità e over 80 nel gruppo dei prossimi cittadini prioritari che riceveranno l’immunizzazione nella “fase 2”, si attendono in merito istruzioni operative e chiarimenti. L’annuncio parlava di inizio febbraio: attualmente ciascuna regione sembra muoversi indipendentemente (si veda il Lazio che ha predisposto una pagina web per le prenotazioni, ndr), e il consiglio è quello di informarsi presso la propria regione di residenza, in attesa di comunicazioni unificate e generali.

MASCHERINE– Al di fuori della propria abitazione bisogna sempre indossare la mascherina. E' obbligatorio indossarla in tutti i luoghi pubblici (anche all'aperto). Può non essere indossata solo quando ci si trova in luoghi isolati da soli o con persone conviventi. Sono escluse da questi obblighi le persone la cui disabilità è incompatibile con l'utilizzo della mascherina. La mascherina non è obbligatoria nemmeno per gli accompagnatori e gli operatori di assistenza nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità.
Viene comunque fortemente raccomandato l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuali anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi, a maggior ragione se si tratta di soggetti fragili.

DISTANZE DI SICUREZZA – Rispetto all’obbligo di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, si ricorda che le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista, anche all'interno dei luoghi pubblici (al coperto e non) e negli esercizi commerciali (es. negozi, bar).. In ogni caso, alle medesime persone è sempre consentito, con le suddette modalità, lo svolgimento di attività motoria anche all’aperto.

VISITE A PARENTI ED AMICI – e’ consentito recarsi presso una sola abitazione privata al giorno, dalle 5 alle 22. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione in area gialla, e all’interno dello stesso Comune in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti. Si possono andare a trovare amici e parenti massimo due persone alla volta (sono esclusi i figli minori di 14 anni e le persone con disabilità o non autosufficienti, che non rientrano nel limite di 2 persone).

LAVORO AGILE - L'articolo 21-ter della Legge 13 ottobre 2020, n. 126 (di conversione del Decreto 104/2020) prevede il diritto al lavoro agile (detto anche smart working) per i genitori di figli con grave disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 fino al 30 giugno 2021 anche in assenza di accordi individuali, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore e che l'attività lavorativa non richieda necessariamente la presenza fisica, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81»..

CONGEDI LAVORATIVI –I genitori lavoratori dipendenti di figli con legge 104 (disabilità in stato di gravità) a casa per la DAD o per la chiusura dei centri diurni possono  accedere, nel caso in cui non sia attivabile per loro il lavoro agile, a un congedo straordinario (ne parliamo dettagliatamente qui).

PERMESSI LEGGE 104Non è stato confermato il prolungamento dei 12 giorni di permessi da legge 104, introdotto a marzo 2020.

PERMESSI 104 E VERBALI SCADUTI - Nel Messaggio n.93 del 13/01/2021 INPS precisa che il lavoratore con handicap grave in possesso di verbale scaduto e in attesa di revisione può accedere alle prestazioni e permessi della Legge 104 anche in caso di prima concessione, ovvero se li richiede per la prima volta (e non era stato precedentemente autorizzato). Ne parliamo dettagliatamente qui.

LAVORATORI FRAGILI E IN QUARANTENA - Con la legge n. 178 del 30 dicembre 2020 (art. 1, comma 481), per i lavoratori che abbiano ottenuto dalle competenti autorità medico legali delle Asl l’attestazione di Lavoratore Fragile, si istituisce nuovamente fino al 28 febbraio 2021 la possibilità di assentarsi dal lavoro previa presentazione di certificazione redatta dal medico di famiglia, sempre che la mansione del lavoratore non sia eseguibile in smart working. E’ la misura originariamente introdotta dall’ormai famoso  articolo 26 del Decreto rilancio (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

BONUS MAMME CAREGIVER - Con la Legge di Bilancio 2021 è stato introdotto un contributo per le madri disoccupate o monoreddito, di figli con disabilità non inferiore al 60%.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'architetto Campioli «Il nuovo Corso Roma? A misura di persona»

18 Gennaio 2021, 11:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'architetto Campioli «Il nuovo Corso Roma? A misura di persona»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stefania Campioli, 36 anni, è l'architetto che ha vinto la borsa di dottorato finanziata dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e destinata a sostenere il progetto di una città inclusiva e sicura oltre che accessibile. Campioli, carpigiana e consigliere comunale del Pd, per questa borsa dedicata assegnata del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano grazie al finanziamento da parte della Fondazione Bam, potrà contare su 75 mila euro in tre anni. «La sfida - hanno sottolineato i promotori del bando - è proprio quella di passare dall'accessibilità all'inclusività, dalla rimozione delle barriere architettoniche al superamento di tutti gli ostacoli, alla partecipazione piena alla vita della comunità» di tutti coloro che vivono nella città universitaria e non solo. Stefania Campioli si è laureata al Politecnico di Milano (Polo territoriale di Mantova), ha lavorato sette anni in città in uno studio tecnico, ma ha sempre avuto la passione della progettazione partecipata in urbanistica. Nel nuovo progetto intrapreso a novembre a Mantova Campioli ha cominciato a indagare il tema Città inclusive, sicure e salubri, che richiama espressamente l'obiettivo numero 11 fissato dall'Onu nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. «Lo scopo è proprio quello di passare a una visione di città accessibile non solo tramite l'abbattimento delle barriere architettoniche, ma soprattutto inclusiva anche dal punto di vista sociale, economico e culturale: una città resiliente, sostenibile, che con un approccio integrato e non solo tecnologico dia risposte a tutte le categorie di utenti. La pandemia - spiega Campioli - ci ha fatto sperimentare utilizzi diversi degli spazi pubblici: con il lockdown non c'erano auto e i pedoni avevano nuove opportunità. Mantova, così come Carpi, è una città storica e questo non può essere dimenticato quando si parla di urbanistica. Il contesto conta anche quando si parla di progettazione partecipata e co-design. Ragionare sulla trasformazione della città e sulla progettazione degli spazi pubblici, interrogandosi sul rapporto tra questi e le persone che li frequentano, ha un grande significato, tanto più in una città come Mantova che è patrimonio Unesco». Campioli guarda poi a Carpi e afferma che in questo momento la città sta progettando il suo futuro. «La nuova Giunta ha in mente grandi cambiamenti e l'idea che si sta facendo strada è quella di pensare ad una città a misura delle persone; l'esempio è il progetto del nuovo corso Roma. Certo, c'è tanto spazio per migliorare ma studiare le esperienze che si stanno sperimentando in Italia e in Europa come sto facendo da qualche tempo può essere molto utile per i decisori politici». di Giovanni Medici GAZZETTA DI MODENA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Turismo disabili. La top 5 di Airbnb delle località più accessibili

18 Gennaio 2021, 11:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ravenna è la città più accessibile per i disabili - Affaritaliani.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le persone con disabilità sanno bene quanto viaggiare significhi innanzitutto doversi mettere alla ricerca (spesso lunga e difficile) di sistemazioni in grado di accoglierli in maniera adeguata, rispondendo alle loro esigenze. C’è da dire che negli ultimi anni si registra una crescente attenzione a questa importante fetta di turisti, con una offerta che va via via migliorandosi, in termini di accessibilità e ospitalità per tutti. LE CITTA’ CON ALLOGGI PIU’ ACCESSIBILI Su questo fronte, è interessante il dato comunicato in occasione dell'ultima giornata internazionale delle persone con disabilità da Airbnb, tra le piattaforme di viaggio online più diffuse negli ultimi anni, che permette di mettere a disposizione di altri turisti e viaggiatori le proprie case o spazi da affittare per brevi periodi. Dal portale fanno sapere che Ravenna è la città italiana più accessibile alle persone con disabilità che soggiornano con Airbnb, con la più alta penetrazione di annunci "senza barriere", insieme ai centri più piccoli Mezzana (Trento), Breuil-Cervinia (Aosta), Maccagno (Varese) e Brugherio (Monza e Brianza). In termini assoluti, sono i grandi centri Roma, Milano, Napoli, Firenze e Torino ad occupare le prime posizioni delle località con maggiori alloggi con caratteristiche di accessibilità. PROGETTI DI TURISMO ACCESSIBILE A conferma di quanto l’accessibilità sia un elemento sempre più ricercato, e di conseguenza importante, nell’offerta di alloggi per le vacanze, la scelta di AIRBNB di mettere in campo delle iniziative, da un lato implementato oltre 21 filtri sull'accessibilità e dall’altro sostenendo altri progetti dedicati al turismo accessibile, promossi o gestiti da persone con disabilità. Tra questi, il b&B Via delle Idee e Casa Maer. Via delle Idee E’ frutto di un progetto realizzato a Bologna da Associazione d'Idee e da alcuni ragazzi con sindrome di Down che sono host del b&b, prenotabile sulla piattaforma. I ragazzi si occupano dell'accoglienza, delle pulizie, del rifornimento, della dispensa e della cura degli ospiti dell'alloggio Via delle Idee, appena inaugurato e ora disponibile su Airbnb. I fondi raccolti da questa iniziativa serviranno a sostenere l'associazione per garantire il proseguimento delle attività in essere e per sviluppare nuovi progetti dedicati a soggetti con fragilità. Casa Maer Nell'autunno 2018 Airbnb ha inaugurato nel borgo di Lavenone (BS) Casa Maer, casa d'Artista del progetto Borghi Italiani. Il restauro del piano terra di questo edificio storico e precedentemente sottoutilizzato, già sede dell'ostello locale, rientra nel percorso di Airbnb e Fondazione Cariplo per valorizzare il borgo e promuovere l'inclusione sociale in Val Sabbia. La casa è disponibile su Airbnb al costo di 100 Euro a notte ed è gestita dalla Cooperativa sociale COGESS, che destinerà i proventi dei soggiorni all'inclusione sociale di persone con disabilità. FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Città Accessibili a tutti, l’accessibilità si fa cultura

18 Gennaio 2021, 11:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Premio città accessibili, al primo posto Chester. Menzione speciale ad  Alessandria – Sidima

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si fa presto a dire accessibilità. Decisamente meno a farne una struttura di pensiero con cui concepire la quotidianità delle persone. Di tutte le persone. Perché, come spesso abbiamo affermato, l’accessibilità non riguarda solo le persone con disabilità, ma la comunità nella sua interezza. L’accessibilità non può essere settoriale ma richiede un approccio multidisciplinare per diventare “cultura” a tutti gli effetti. Questo è l’obiettivo del progetto “Città accessibili a tutti”, nato per «far crescere la cultura dell’accessibilità e favorire il superamento delle disuguaglianze e delle marginalità sociali». Il progetto è promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), un ente culturale nazionale che promuove e coordina gli studi di urbanistica e di edilizia, ne diffonde e valorizza i principi e ne favorisce l’applicazione. “Città accessibili a tutti” prende il via nel 2016 da un’idea di Luigi Bandini Buti, Giorgio Raffaelli, Iginio Rossi e Fabrizio Vescovo, sotto la presidenza di Silvia Viviani. Alla base c’è la costituzione di una community e di una rete di enti pubblici e privati in continuo ampliamento. Il lavoro si sviluppa su programmi triennali. Nel corso del primo triennio, dal 2016 al 2019, sono state raccolte e studiate alcune esperienze e buone pratiche di accessibilità sparse lungo tutto il territorio italiano. Sono circa 200 quelle raccolte e racchiuse all’interno di un’atlante online (da consultare qui). Dentro ci sono esperienze di diverso tipo: iniziative di enti pubblici quali comuni e regioni, di musei, bandi, enti privati. Dalla lettura e dall’analisi delle esperienze rilevate sono state redatte delle linee guida utili per la definizione delle politiche integrate. «Riteniamo che proprio l’assenza di politiche integrate sia uno dei maggiori ostacoli all’accessibilità delle città» spiega l’architetto Iginio Rossi, tra i promotori del progetto. «La tendenza è concepire l’accessibilità come un tema estremamente settoriale, come se gli architetti o gli ingegni lavorassero su fronti diversi senza mai incontrarsi, ad esempio. Accade quindi che le politiche culturali non tengano conto di quelle sociali, che quelle sociali non tengano conto di quelle umanistiche e via dicendo. Questa frammentazione è una condizione molto limitante per chi cerca di lavorare ad un futuro fatto di maggiore autonomia e qualità della vita». Le linee guida non vogliono costituire un manuale, ma «ci sembrava utile individuare indirizzi e orientamenti che possano favorire le istituzioni che vogliano affrontare questo argomento e intraprendere iniziative per favorire l’accessibilità urbanistica». “Città Accessibili a tutti” nasce come dimensione, specifica Rossi, da cui «speriamo derivi una rete di saperi. Quando si parla di accessibilità il rischio è parlare di tutto, fino a diventare sin troppo generalisti. Ecco perché occorre pensare in ottica unitaria, perché in fondo è pur sempre di persone che si parla. E la persona rappresenta una relazione con il territorio e con diversi contesti». In particolare il territorio italiano sappiamo essere complesso, sia dal punto di vista geografico che da quello burocratico. E questo è senz’altro motivo di criticità rispetto ad una visione complessiva di accessibilità e ad una sua attuazione. «Ci sono regioni che hanno lavorato bene nel corso degli ultimi anni – commenta Rossi – ed è indubbio che c’è una maggiore sensibilità diffusa a livello istituzionale sul tema, in particolare tra comuni e regioni». Il regionalismo certo non aiuta «perché per sua natura divisivo e non certo unificante. Non a caso si fa fatica a programmare iniziative nazionali in tal senso». Ciò che emerge dal confronto delle esperienze raccolte da “Città Accessibili per tutti” è che il tema è scalare, «legato alle persone e alla società, ai contesti culturali che cambiano in continuazione. Anche le città cambiano: sono corpi vivi, organismi dinamici che vivono e talvolta si ammalano e spesso la causa della malattia siamo proprio noi. Non a caso di parla anche di rigenerazione urbana». Ma mentre sui temi dell’urbanistica e dell’ambiente l’attenzione è tanta, sull’accessibilità c’è ancora molto lavoro da fare, a partire dalla formazione universitaria. «Gli stessi architetti, che dovrebbero essere garanti di democrazia dei percorsi urbani e delle città, spesso non conoscono il tema e non ce l’hanno nelle loro corde». Da questa constatazione è nata anche l’idea di un premio dedicato ai lavori sui temi dell’accessibilità a carattere innovativo svolti nell’ambito delle Tesi di Laurea magistrale. Il principale obiettivo del prossimo triennio di lavori è quella di un patto per l’urbanistica per le città accessibili, partendo sempre da un approccio multidisciplinare e dall’idea che «non esiste stabilità quando si parla di accessibilità: oggi essa ha un significato che tra qualche anno cambierà di nuovo così come cambieranno le nostre città». Ma farne cultura diffusa stimola e aiuta la crescita dei territori di Giulia Polito InVisibili Blog

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un percorso senza barriere dalla stazione fino al Brenta

18 Gennaio 2021, 11:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La stazione trasloca da Ponte di Brenta - Il Mattino di Padova Padova

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BASSANO. Un percorso senza barriere, quindi accessibile anche ai disabili, che dalla stazione ferroviaria di via Chilesotti si sviluppi fino al Ponte degli Alpini, attraversando il centro storico. È uno degli obiettivi del piano comunale di abbattimento delle barriere architettoniche. Il sindaco Elena Pavan conta di poterlo inaugurare in occasione della restituzione ufficiale alla città del restaurato monumento palladiano prevista per il prossimo 23 maggio. Il primo cittadino lo ha comunicato ieri durante il taglio del nastro di una nuova rampa per disabili costruita nelle scorse settimane all'esterno della palestra della scuola media Vittorelli. Un intervento necessario per favorire l'utilizzo dello spazio agli alunni con difficoltà motorie che frequentano la scuola, ma anche per quelle realtà cittadine che vi svolgono attività fisica. Costata 30.600 euro, l'opera è stata completata in breve tempo e si affianca agli altri lavori di adeguamento del complesso scolastico che dallo scorso settembre ospita anche tutte le classi della primaria Mazzini, dirimpettaia, il cui edificio è stato dichiarato inagibile. «Prima della rampa abbiamo adattato i bagni e la sala mensa per gli scolari della primaria», ricorda l'assessore all'Istruzione Mariano Scotton, citando anche la rimozione dei graffiti dalle pareti esterne della struttura. «Nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria, siamo riusciti a dare risposte veloci ed efficienti a questa scuola», osserva il sindaco Pavan. Superate le preoccupazioni e rimossi gli ostacoli emersi la scorsa estate dopo la chiusura della Mazzini e l'annunciato trasloco di questa alla vicina media, la convivenza tra le due comunità sembra procedere senza intoppi. «Per la costruzione della rampa abbiamo rinunciato ad un angolo verde, ma grazie ad un accordo sottoscritto con l'amministrazione comunale, i nostri ragazzi possono fare lezioni di scienze direttamente nello storico giardino Parolini che confina con il polo scolastico - spiega la dirigente dell'Istituto comprensivo 1, Luisa Caterina Chenet - Lo raggiungiamo da un cancello interno, senza far uscire gli allievi sulla strada. È un'attività didattica molto apprezzata». Spazi ed opportunità per tutti, dunque, che hanno contribuito anche a contenere i contagi da Covid 19 nella scuola. Su 1.125 allievi complessivi, dall'inizio dell'anno scolastico sono stati 12 quelli risultati positivi e cinque le classi messe in quarantena. «Grazie anche all'ottimo lavoro svolto dal dipartimento di prevenzione dell'Usl 7 e alle misure messe in campo dalla scuola, finora siamo riusciti a tenere sotto controllo la diffusione del contagio - osserva la dirigente - dimostrando che anche gli istituti, con i dovuti accorgimenti, possono essere sicuri». Le famiglie intanto sono alle prese con le iscrizioni al prossimo anno scolastico in tutti i plessi. Alla primaria San Francesco d'Assisi di Rondò Brenta dove rischiava di non partire la prima classe, sono già diversi gli alunni in lista nonostante manchi ancora una decina di giorni alla chiusura delle iscrizioni. di Raffaella Forin CORRIERE VENETO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Premio Melchionna: c’è ancora spazio per parole come “comunità” e “solidarietà”?

18 Gennaio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe "Pino" Melchionna

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci sarà tempo fino al 7 marzo per partecipare al 5° Premio Artistico Letterario Internazionale Giuseppe Melchionna, promosso dall’Associazione Prodigio di Trento e centrato quest’anno sul tema dell’amicizia, «per capire – come spiegano i promotori – quale spazio è rimasto, dopo un anno strano e incerto come il 2020, per termini come “comunità” e “solidarietà”, vocaboli che – attraverso la relazione con l’altro – definiscono la nostra stessa umanità». La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, tramite racconti brevi, poesie o fotografie Ci sarà tempo fino al 7 marzo per partecipare alla quinta edizione del Premio Artistico Letterario-Internazionale Giuseppe Melchionna, iniziativa promossa dall’Associazione Prodigio di Trento, formata da persone con e senza disabilità, impegnate in àmbito di disabilità e di disagio sociale. Il concorso, nei suoi primi quattro anni di vita, ha coinvolto più di seicento tra fotografi, poeti e scrittori dilettanti, provenienti da diverse regioni d’Italia, ma anche da Paesi quali il Canada, la Spagna e l’Argentina. Giuseppe “Pino” Melchionna, cui è intitolato il Premio, fu lo storico presidente e fondatore di Prodigio, scomparso cinque anni fa dopo una vita di impegno contro le barriere architettoniche e culturali (se ne legga anche nel box in calce). Il tema scelto per quest’anno è quello dell’amicizia, con un titolo quanto meno significativo, quale IO, TU, NOI… Ritratto di un’amicizia. «In quello strano e incerto anno che è stato il 2020 – spiegano i promotori -, la pandemia Covid-19 ha modificato le nostre abitudini e le nostre geografie degli affetti. Parole desuete, come “congiunti” o “assembramento” sono entrate a far parte del lessico quotidiano. Ma quale spazio è rimasto per termini come “comunità” e “solidarietà”, vocaboli che – attraverso la relazione con l’altro – definiscono la nostra stessa umanità? Lo chiediamo agli artisti e alle artiste che vorranno mettersi in gioco con un racconto di massimo 3.000 battute, spazi inclusi, una poesia in italiano o vernacolo oppure ancora una fotografia». Racconto breve, poesia e fotografia sono dunque le sezioni in cui si articola il concorso, con due categorie dedicate anche ai giovani under 18, che vorranno presentarsi da soli oppure con la propria classe di scuola. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i residenti sul territorio nazionale e ai cittadini italiani che vivono all’estero. Il primo, il secondo e il terzo classificato di ogni sezione riceveranno in premio un buono libri spendibile in tutta Italia del valore rispettivamente di 50, 30 e 20 euro, mentre le scuole e i giovani riceveranno un voucher per l’acquisto libri del valore di 50 euro. I dieci migliori racconti, poesie e fotografie verranno infine inseriti in un’antologia, che verrà donata ai vincitori e ai finalisti presenti alla premiazione, in programma per il prossimo mese di maggio a Trento, compatibilmente con la normativa di contrasto al coronavirus. (S.B.) A questo link è disponibile il bando del quinto Premio Giuseppe Melchionna (gli elaborati dovranno essere inviati entro il 7 marzo a premiomelchionna@prodigio.it, indirizzo cui anche chiedere eventuali altre informazioni o approfondimenti). Giuseppe “Pino” Melchionna È stato lo storico presidente e fondatore dell’Associazione Prodigio di Trento, scomparso nel 2016 dopo una vita dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali che ancora oggi purtroppo circondano le persone con disabilità e le loro famiglie. Per tutti “Pino”, Melchionna era un attivista molto conosciuto a Trento. Divenuto tetraplegico a 21 anni, in seguito a un incidente stradale nel 1979, non si lasciò mai scoraggiare dalla sua situazione e oltre a fondare Prodigio e la rivista bimestrale «pro.di.gio.», per dare voce a chi, come lui, sembrava non averne, si batté per favorire l’utilizzo della domotica nell’edilizia popolare, al fine di rendere gli appartamenti accessibili anche alle persone con disabilità motoria in carrozzina e per garantire loro servizi di trasporto dignitosi. Organizzatore di concerti e feste benefiche, fu testimonial di numerose campagne di sensibilizzazione nelle scuole sull’educazione stradale contro l’abuso di alcol. SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINOIl nemico non è la sordità, ma l’ignoranza!

18 Gennaio 2021, 11:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Chiara Bucello

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Sono nata sorda e non si sa perché – scrive Chiara Bucello -, ma la sordità mi fa vedere il mondo con occhi diversi, permettendomi di distinguere le persone “tossiche e nocive” da quelle semplici e positive. Vorrei far capire a tutti che la mia disabilita non deve creare né disagio né compassione: le difficoltà sono tante, ma sono mie e le affronto quotidianamente. Agli altri chiedo solo un comportamento normale. Forse basterebbe solo ascoltare, per provare a comprendere maggiormente, e ascoltare anche chi ha una disabilità uditiva. Il vero nemico, infatti, non è la sordità, ma l’ignoranza!»

Ho 27 anni e quando voglio raccontare la mia storia, dico sempre che la cosa migliore è essere spontanei, senza nessun filtro, senza spazio e tempo.
Sono nata sorda e non si sa perché. Mia madre non ha avuto la rosolia in gravidanza, o simili. Io non ho avuto una grave malattia nei primi anni dell’ infanzia. Quindi, quando sono nata avevo già un mistero addosso, un qualcosa di grande che non si poteva spiegare, come se la sordità fosse predestinata a me.
I miei genitori hanno scoperto tardi – avevo un anno – che ero una bambina con sordità profonda, ipoacusia neurosensoriale neurovegetativa. Finché un giorno, mia madre andò dall’otorino e d’istinto gli disse: «Controlli mia figlia». Da lì trovò la conferma: «Sua figlia è sorda come una campana!». Andò a casa, si mise sotto le lenzuola con me e mi cantò all’orecchio, piangendo, le sue canzoni preferite. Pensò fra sé e sé: «Mia figlia non può non sentire la musica!». Poi, finito lo sfogo, si rimboccò le maniche e cominciammo insieme un cammino meraviglioso, difficile e faticoso.

Dal primo anno di vita sono stata protesizzata, ho iniziato a fare logopedia, fatto anche musicoterapia, e da due anni ho l’impianto cocleare. Questo non vuol dire che siano sempre state rose e fiori. Anzi, una volta ho toccato il fondo, ma spesso solo lì si trova la forza di risalire.
I miei genitori – e soprattutto mia madre a cui devo tantissimo se non tutto -, fin dal primo momento mi hanno fatto vivere questa situazione non come una malattia, un dolore, bensì come una sfida da cogliere e vivere, una strada non battuta da percorrere.
Per tutto questo io sono e mi sento diversa, perché è proprio grazie alla mia “sfortunata” sordità che riesco a vedere il mondo con occhi diversi che mi permettono di distinguere le persone “tossiche e nocive” da quelle semplici e positive e preferisco avere a fianco coloro che non si sentono “normali”… Perché poi cosa sarebbe la normalità? Nessuno sa cosa sia veramente, ma certo pochi sanno che essere diversi è una forma di ricchezza. Per chi la possiede, ma anche per chi la rispetta. Sono quelle le persone migliori. E questa è la mia vita finora. Dove mi porterà? Cosa mi farà scoprire? Lo scoprirò solo vivendo.

Ho deciso di aprirmi tanto sui social facendo autoironia, sperando di far capire alle persone che la mia disabilita non deve creare né disagio né compassione: le difficoltà sono tante, tutti i giorni, ma sono mie e le affronto quotidianamente. Agli altri chiedo solo un comportamento normale.
L’ho fatto perché in questo momento i social sono il mezzo più veloce e più rapido, sapevo di essere pronta a qualsiasi reazione ci fosse stata sulla rete, ma non credevo di ricevere tanti messaggi positivi e di appoggio. L’ho fatto per me, è stata una sfida con me stessa, senza preoccuparmi delle condivisioni o delle critiche. Quindi mi sono meravigliata quando la mia storia è diventata virale.
Il mio messaggio è: apritevi alle diversità perché fanno parte della vita, ogni diversità è unica, tutti siamo diversi, questa è la magia della vita. Il mio motto è: vivere con spensieratezza perché con l’ironia abbatterò i pregiudizi.

È la prima volta che parlo così apertamente della mia sordità. La sordità viene spesso definita come una “disabilità fantasma”, perché c’è, ma non si vede. O meglio, viene erroneamente associata al mutismo, nell’ennesimo tentativo di arrogarsi la presunzione di conoscere il mondo della disabilità. Niente di più sbagliato, quando invece bisognerebbe soltanto ascoltare, per provare a comprendere maggiormente. Ascoltare anche, paradossalmente, chi ha una disabilità uditiva, perché, forse, il vero sordo è colui che generalizza e minimizza.
Ah, il nemico non è la sordità, il nemico è l’ignoranza!

A questo link è disponibile un video ove Chiara Bucello racconta e si racconta.

di Chiara Bucello SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I mattoncini Lego in Braille: imparare giocando è il miglior modo di apprendere

18 Gennaio 2021, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mattoncini Lego in Braille

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «I bambini non vedenti o sofferenti di danni o difetti alla vista hanno la stessa voglia di apprendere, giocare e sviluppare fantasia e creatività dei loro coetanei privi di problemi visivi, e questo ci ha convinti a lanciare il prodotto, perché da sempre siamo convinti che imparare giocando sia il miglior modo di apprendere»: lo ha dichiarato l’amministratore delegato della Lego Foundation, a proposito dei “Lego Braille Bricks”, ovvero i celebri mattoncini Lego realizzati in Braille e lanciati a partire dal 2019 già in vari Paesi I Lego Braille Bricks, ovvero i mattoncini Lego in Braille, hanno una lunga genesi. La prima idea l’ha avuta nel 2011 l’Associazione danese dei non vedenti e successivamente, nel 2017, la Dorina Noweill Foundation dei non vedenti con sede in Brasile. In seguito è nata una collaborazione internazionale tra Associazioni di non vedenti di Danimarca, Brasile, Regno Unito, Norvegia, Germania, Francia e Stati Uniti, grazie alla quale sono stati condotti molti studi e test. Il progetto fu presentato per la prima volta dalla Lego Foundation e dalla Lego Group nell’aprile del 2019, durante la conferenza Sustainable Brands di Parigi, e la scelta di pubblicizzare il progetto innanzitutto in Francia non è stata casuale, considerato che è la patria di Louis Braille, l’inventore dell’omonimo metodo di letto-scrittura. La Lego, partendo dal presupposto che il gioco è fondamentale per i bambini ed è una grande opportunità di apprendimento, ha realizzato appunto i Lego Braille Bricks, con un approccio completamente nuovo, innovativo e divertente. Lo scopo non è solo insegnare ai bambini ciechi e /o ipovedenti l’alfabeto Braille, ma anche favorire l’acquisizione di molte abilità, come la lettura e la scrittura, il senso critico, la fantasia, la creatività, la socializzazione e l’integrazione. «In qualità di educatore – ha dichiarato Paige Maynard, esperto dello sviluppo delle persone ipovedenti presso la Visually Impaired Preschool Services a Louisville (Kentucky, Stati Uniti) – sono certo che i Lego Braille Bricks saranno utili per unire diversi studenti. Quelli con disabilità visive potranno giocare e imparare insieme ai loro coetanei. I mattoncini, infatti, portano la gioia del gioco nel mondo Braille e nell’insegnamento delle abilità tattili». Ogni kit è composto da oltre trecento mattoncini che hanno la forma iconica e i colori standard dei Lego classici, e comprendono tutte le lettere dell’alfabeto della lingua prescelta, oltre ai numeri da 0 a 9. Sulla parte superiore ci sono gli stud, bottoni in rilievo con la forma delle singole lettere e dei singoli numeri dell’alfabeto Braille. Alcuni mattoncini sono più grandi perché contengono altri pezzi con lettere diverse, utili alla formazione delle parole, stimolando in tal modo la creatività. Avendo le caratteristiche di base dei normali Lego, i Lego Braille Bricks permettono ai bambini ciechi e ipovedenti di giocare con gli altri bimbi, favorendo la loro socializzazione e la loro interazione. Alla rivista «Io Donna» John Goodwin, amministratore delegato della Lego Foundation ha dichiarato: «I bambini non vedenti o sofferenti di danni o difetti alla vista hanno la stessa voglia di apprendere, giocare e sviluppare fantasia e creatività dei loro coetanei privi di problemi visivi, e questo ci ha convinti a lanciare il prodotto, perché da sempre siamo convinti che imparare giocando sia il miglior modo di apprendere». Dallo scorso anno i Lego Braille Bricks sono sul mercato in Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti e dalla primavera prossima verranno messi in vendita anche in Australia, Austria , Belgio, Canada, Finlandia, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi. In futuro i kit saranno distribuiti gratuitamente a scuole selezionate e a servizi per l’educazione dei bambini con problemi visivi. di Anna Maria Gioria* SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Milano: ordina due pizze fatte dai ragazzi autistici di PizzAut e paga 10 mila dollari.

17 Gennaio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Un gesto di generosità da parte di un manager dell’azienda statunitense Eaton a Milano, ordina due pizze fatte dai ragazzi autistici e lascia come pagamento 10 mila dollari

E’ successo poche settimane fa in provincia di Milano, a Cassina De Pecchi dove i ragazzi autistici che lavorano per PizzAut in attesa di poter aprire ed inaugurare il loro locale, sfornano pizze in un food truck attrezzato,

in un giorno di Dicembre come tanti altri, a mezzogiorno si presenta davanti al truck un cliente, all’apparenza come tanti altri, chiede due pizze da portare via, per se e sua figlia, ricevuto il cibo, al posto di pagare con 10 euro, tira fuori un assegno da 10 mila dollari (8200 euro), da regalare ai ragazzi per sostenere il loro progetto

i ragazzi rimangono a bocca aperta, nessuno si sarebbe aspettato quel bel gesto e increduli sorridono davanti all’assegno che utilizzeranno per continuare a finanziare la loro pizzeria,

un bellissimo gesto di generosità natalizio, per sostenere l’apertura del locale di PizzAut che sarà la prima pizzeria italiana gestita da persone autistiche dove quando si potrà i ragazzi forniranno servizio ai clienti e prepareranno buonissime pizze e lievitati in nome dell’integrazione,

Mauro, il generoso benefattore, è un dirigente dell’azienda americana Eaton, che ha una sede a Bornago, non lontano da dove si trova il truck dei ragazzi,

per festeggiare questo bellissimo dono, i ragazzi hanno organizzato un piccolo momento in cui si sono trovati tutti insieme, in cui è stato raccontata a tutti la notizia e l’importanza della donazione e i giovani camerieri e pizzaioli hanno risposto in maniera entusiasta,

Nico Acampora, il presidente di PizzAut ha ringraziato il manager e la società per l’inaspettato gesto di solidarietà che dimostra una grande sensibilità nei confronti del tema dell’inclusione sociale e delle persone autistiche,

Nico Acampora spiega: “È importante che le persone capiscano che i ragazzi autistici possono lavorare e devono essere inclusi nel mondo del lavoro. La nostra pizzeria ne è l’esempio lampante”

“In italia vivono 600.000 persone autistiche, negli Stati Uniti nasce un bimbo con autismo ogni 52 nati…è ora di iniziare sul serio a fare qualcosa per costruire un mondo più inclusivo pensando anche al futuro, alla formazione al lavoro dei nostri figli. C’è chi crede nell’inclusione, crede nelle persone, crede in PizzAut. Bisogna brindare alle aziende che investono nel sociale e nei nostri ragazzi”

Un gesto che raccontato sui social si è diffuso e ha raccolto moltissimi commenti positivi e lodi verso il manager, per il bellissimo gesto!

pizze autistici 10 mila dollari
paga 2 pizze fatte dai ragazzi autistici di PizzAut 10 mila dollari

Immagini e Pagina Facebook PizzAut : facebook.com/pizzaut

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche: al via la mappatura del centro di Capannori

15 Gennaio 2021, 13:13pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

In arrivo le agevolazioni per l'abbattimento delle barriere architettoniche

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I dati raccolti dagli studenti (già protagonisti di una simile iniziativa a Lucca) serviranno a creare un'applicazione per i diversamente abili CAPANNORI. Partita ieri la mappatura del centro cittadino per il progetto "senzabarriere.app", un'applicazione mirata a rendere più fruibile il territorio alle persone con disabilità attraverso la mappatura di tutti gli esercizi commerciali, parchi e impianti sportivi. Il progetto è di Luccasenzabarriere presieduta da Domenico Passalacqua. La mappatura è già avvenuta a Lucca per opera degli studenti che frequentano gli istituti scolastici del territorio lucchese, gli stessi che la realizzeranno anche per Capannori. L'avvio del lavoro di mappatura nel centro di Capannori è avvenuto alla presenza dell'assessora alla disabilità Serena Frediani, di Claudia e Daniela Del Fiorentino in rappresentanza del Centro Commerciale Naturale di Capannori, di Andrea Lanfri, uno dei 13 campioni di fama internazionale testimonial dell'associazione e del progetto, di Caterina Paolinelli, attrice da poco divenuta testimonial insieme ad altri, e di Samantah Cesaretti, presidente dell'associazione Sentieri di Felicità da sempre al fianco di Luccasenzabarriere. Presenti anche alcuni volontari e studenti che realizzeranno la mappatura. L'app consente a tutti gli utenti di vedere gli esercizi commerciali, sia pubblici che privati, e i punti di interesse che sono accessibili a seconda del tipo di disabilità di chi sta effettuando la ricerca. Disabilità visive, uditive o motorie, ma anche intolleranze, allergie alimentari e servizi per i neo genitori. «Siamo davvero soddisfatti che anche Capannori faccia parte di questo progetto, che rappresenta un aiuto per tutte le persone con disabilità che hanno necessità di spostarsi sul nostro territorio», ha commentato l'assessora Frediani.Il presidente dell'associazione Luccasenzabarriere Domenico Passalacqua si è detto soddisfatto della giornata, che ha visto i volontari e gli studenti portare avanti questo progetto così importante per tutti. Il progetto è finanziato da Ortopedia Michelotti con i contributi alle Fondazioni Banca del Monte di Lucca e Cassa di Risparmio di Lucca ed è sostenuto da Unipolsai Torrini, Foto Alcide, Tipografia Francesconi, Atlas Software, Ireda & C srl, Tasi Antincendio, The Lands Of Giacomo Puccini e Etika Consulting. A patrocinare questa iniziativa sono la Provincia di Lucca, il Comune di Lucca, il Comune di Capannori, Confartigianato Lucca, Confcommercio Lucca e Massa Carrara, Miur, Confesercenti Toscana Nord, Cesvot, Camera di Commercio di Lucca, Real Collegio e Confindustria Toscana Nord Lucca Pistoia e Prato. Il Tirreno

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