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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Misure anticovid e deroghe per persone con disabilità all’uso della mascherina: chiarimenti

3 Dicembre 2020, 10:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Misure anticovid e deroghe per persone con disabilità all’uso della mascherina: chiarimenti

INSERITO DA MORENA MOTTA Abbiamo parlato qualche giorno fa delle difficoltà che stanno incontrando le persone sorde nel rispettare la misura che prevede l’obbligo di indossare la mascherina davanti naso e bocca per proteggersi dal contagio da Coronavirus. Il problema riguarda tutti colori che hanno bisogno di leggere le labbra del proprio interlocutore per comprenderlo, quindi non solo persone sorde ma anche ipoacusiche e per coloro che usano impianti cocleari o apparecchi acustici, in primis.
In merito a questa problematica, l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità del governo ha ricordato che in alcuni casi di disabilità è prevista una deroga all’uso della mascherina: la mascherina non è obbligatoria per quelle persone la cui disabilità è incompatibile con il suo utilizzo, e non è obbligatoria neanche per gli accompagnatori di queste persone nel momento in cui devono comunicare con loro. Inoltre, di fronte a questa situazione, l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità si è mobilitato, chiedendo al Ministero dell'Interno che gli agenti di polizia deputati ai controlli assicurino il rispetto della deroga, in modo che sia garantita la facoltà dei cittadini di abbassare anche solo temporaneamente la mascherina di fronte ad una persona con questo tipo di disabilità sensoriale, senza incorrere in contestazioni o sanzioni.
Parallelamente a questa problematica, veniva segnalata dalle persone che usano la lettura labiale anche la indisponibilità di mascherine trasparenti certificate e a prezzi più accessibili. In merito a questo, l’Ufficio chiarisce che al momento non esistono mascherine “trasparenti” certificate dall’INAIL, che possano essere distribuite attraverso le strutture commerciali e in ambienti pubblici come gli ospedali, gli ambulatori e le scuole, poiché non sono garantiti i requisiti di sicurezza, ergonomia ed efficacia necessari.

Le mascherine di questo tipo al momento sono solo da considerare come "mascherine di comunità" e sono quindi utilizzabili nei luoghi pubblici come previsto dalla normativa vigente, anche se non sono state ancora certificate dall'Inail, precisano dall’Ufficio.
per far fronte a questa situazione, è stato quindi chiesto al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 e all’Inail di adoperarsi per individuare possibili produttori e per definire un processo di certificazione con procedura innovativa: a questo proposito, si invitano imprenditori e aziende interessate alla produzione di questo tipo di mascherine a rivolgersi all'Inail per informazioni sull'eventuale percorso di certificazione.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Reumatologi: "Con farmaci innovativi aumenta percentuale remissione artrite"

3 Dicembre 2020, 10:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Reumatologi: "Con farmaci innovativi aumenta percentuale remissione artrite"

INSERITO DA MORENA MOTTA Dall’artrite reumatoide, malattia autoimmune infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni causando danni a cartilagini e ossa fino alla disabilità, non si guarisce. Lo sanno bene 300 mila italiani (soprattutto donne over 65) che ogni giorno fanno i conti con rigidità, stanchezza, gonfiore, dolori notturni o al risveglio a mani, polsi e piedi. Tuttavia, oggi grazie a terapie mirate e a farmaci innovativi efficaci è possibile raggiungere una percentuale maggiore di remissione, ovvero mirare ad una condizione clinica di assenza di segni e sintomi della patologia. Ne sono convinti i reumatologi della Sir che in questi giorni si sono riuniti (in modalità virtuale, causa misure anti-Covid) in occasione del 57.esimo Congresso nazionale della Società italiana di reumatologia.

"Controllare la malattia – spiega Caterina Baldi, specialista in Reumatologia all’Azienda ospedaliera universitaria Senese - significa inibire la progressione del danno strutturale irreversibile, e di conseguenza la grave compromissione della funzionalità fisica. Il raggiungimento e il mantenimento di una remissione sostenuta nel tempo si accompagna a una migliore qualità di vita del paziente, ad un miglioramento della disabilità funzionale e della produttività lavorativa. Una diagnosi sempre più precoce, la strategia del 'treat-to-target' (trattare al bersaglio) che ha rivoluzionato la gestione del paziente reumatico, insieme, all’utilizzo di farmaci sempre più efficaci e innovativi ci consentono di ottenere risultati in passato impensabili, restituendo ai pazienti una vita pressoché normale. Evitare il ritardo diagnostico è il presupposto fondamentale per raggiungere la remissione e sicuramente l’ausilio di strumenti come l’ecografia e il coinvolgimento dei medici di medicina generale ci aiutano".

La malattia, che affligge lo 0,5% della popolazione, ha un pesante impatto economico e sociale: circa 5 miliardi di euro, di cui il 70% per costi indiretti legati alla diminuzione della capacità produttiva: 67 in media i giorni di lavoro persi in un anno da una persona con artrite reumatoide. In loro aiuto farmaci tradizionali, biologici, e 'small molecules'. In particolare, queste ultime rappresentano un’ulteriore novità nel trattamento delle malattie reumatiche e dell'artrite reumatoide: di grande efficacia, tollerabili, facili da somministrare e dal profilo di sicurezza sempre più noto, evidenziano gli esperti.

"L’Upadacitinib è un farmaco che appartiene alle 'small molecules' – ricorda Carlo Perricone, ricercatore di Reumatologia presso l’Università degli Studi di Perugia – una classe di agenti terapeutici che hanno un meccanismo d’azione che permette di agire come dei modulatori della risposta immune andando a ridurre i livelli di diverse citochine che hanno un ruolo patogenetico nell’artrite reumatoide. L’Upadacitinib in particolare è stato sviluppato per essere prevalentemente Jak1 selettivo, e in tal modo agisce in modo mirato su citochine e molecole dell’infiammazione (fra cui citochine della famiglia di IL-2, IL-4, IL-6 e soprattutto interferon di tipo 1 e 2) che sono implicate nella malattia. È altamente efficace, anche rispetto ad altri trattamenti per l’artrite reumatoide, come conferma lo Studio Choice recentemente pubblicato”.

Lo Studio Choice ha coinvolto 609 pazienti con artrite reumatoide moderata/severa, ovvero “con almeno 6 articolazioni dolenti, 6 tumefatte e valori di proteina C reattiva (uno dei principali parametri dell’infiammazione) superiori a 3 mg/dl – sottolinea Perricone - ma che avevano fallito almeno 3 mesi di terapia con i farmaci immunosoppressori utilizzati per il controllo della malattia (Dmard convenzionali). Di questi pazienti, 303 sono stati trattati con upadacitinib (15 mg al giorno) e 309 con abatacept (per via endovenosa) in combinazione con una terapia stabile con un farmaco Dmard e valutati per 24 settimane. Il dato più significativo ottenuto a 12 settimane è stato osservare che il 30% dei pazienti in trattamento con upadacitinib raggiungeva la remissione contro il 13,3% dei pazienti che assumevano abatacept. Il miglioramento si otteneva nei diversi parametri (numero delle articolazioni tumefatte e dolenti, valutazione globale dell'attività della malattia da parte del paziente e della proteina C reattiva) e si manteneva fino alla 24.esima settimana. Al congresso annuale dell’American Society of Rheumatology sono stati poi riportati i risultati dello studio Choice sui “patients reported outcomes”, ovvero su tutti quei parametri di autovalutazione eseguiti da parte del paziente: già alla dodicesima settimana il gruppo di pazienti in cura con upadacitinib aveva un miglioramento per quanto riguarda funzionamento fisico, dolore, stato generale di salute e disabilità”.

Sempre più spesso l’artrite reumatoide si accompagna a manifestazioni “extra-articolari”, con l’interessamento di altri organi e apparati fra cui cute (con vasculite e noduli reumatoidi), cuore (con aterosclerosi accelerata, infarto del miocardio, ictus) e polmone (con la possibile comparsa di interstiziopatia polmonare). “Per questi motivi è importante riuscire a riconoscere la patologia già nelle prime fasi – sottolinea Baldi - quando ancora non si è instaurato il danno articolare. Tuttavia, molti pazienti in condizione di remissione clinica continuano a lamentare la persistenza di sintomi altamente invalidanti, primi fra tutti dolore e fatica, che con più difficoltà riusciamo a eradicare anche in una condizione di remissione. Sarebbe auspicabile ottenere nello stesso momento, nello stesso paziente, una condizione di remissione clinica, di buona qualità di vita e di arresto della progressione del danno articolare. Ecco perché la Sir ha ideato un programma a 360 gradi, comprensivo di una survey da diffondere tra i soci, per cercare di centrare questo obiettivo”.

Le cause dell’artrite reumatoide non sono ancora del tutto note, si sa che l’interazione tra fattori genetici e ambientali ha un ruolo fondamentale. “Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio ambientale per lo sviluppo della malattia – conclude Perricone -. Sono importanti anche i fattori ormonali, non a caso la malattia è più frequente nelle donne e questo è verosimilmente almeno in parte dovuto al ruolo degli estrogeni. Inoltre, contribuiscono all’insorgere della malattia anche il microbiota intestinale (l’insieme dei microorganismi che popolano il nostro intestino), alcune infezioni e soprattutto la parodontite (in particolare quella indotta da un germe denominato Porphyromonas) ed è favorita dal fumo di sigaretta”.

FONTE ADNKRONOS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Casellati: “Tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità”

3 Dicembre 2020, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Casellati: “Tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità”

INSERITO DA MORENA MOTTA “Oggi è la giornata che ci ricorda l’importanza di tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità. In questa drammatica crisi sanitaria, economica e sociale che il mondo sta vivendo, prestare attenzione a tutte le donne, gli uomini, i ragazzi, i bambini più deboli e più sfortunati, non è solo un impegno morale ma una scelta obbligata. Perché loro, i disabili, sono tra le vittime dimenticate della pandemia” . Lo afferma, in un video messaggio, la Presidente del Senato Elisabetta Casellati nella Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità.

Giornata celebrata oggi anche da un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Isolamento

“I grandi sacrificati di un’emergenza che aggrava difficoltà e disagi già esistenti – presegue Casellati – e ingigantisce quell’isolamento con cui molte di queste persone sono costrette a combattere da sempre”.

“Sono loro – avverte Casellati – ‘i più fragili tra i fragili’, l’anello più delicato della nostra società. Ed è a loro che abbiamo il dovere di garantire la reale possibilità di vivere senza essere discriminati e senza essere privati delle possibilità che a tutti sono riconosciute. Oggi ancora più di ieri”.

“Il lockdown ha imposto alle famiglie di farsi completamente carico dei servizi per i loro congiunti disabili e di riempire il terribile vuoto della scuola negata. Grande e a volte insopportabile è stata la fatica e la solitudine delle madri e dei padri che si sono dovuti improvvisare infermieri, insegnanti, medici e psicologi”.

Famiglie da tutelare

“E proprio la rete delle relazioni familiari deve essere sostenuta e rafforzata per assolvere il difficile compito di creare luoghi dove le persone disabili possano crescere e sviluppare tutte le loro potenzialità”.

“Per questo – aggiunge la Presidente del Senato – le Istituzioni, a maggior ragione in questo momento di difficoltà, non possono lasciare le famiglie sole di fronte alla disabilità e alla malattia”, dice ancora il presidente del Senato”.

“L’Italia che dobbiamo costruire – conclude – è un’Italia che rimette al centro delle politiche pubbliche la persona e la famiglia. Perché solo se sapremo costruire una società più inclusiva, più giusta e più sostenibile, anche socialmente, avremo tratto dalla sofferenza che stiamo vivendo, una lezione utile e preziosa. Questo è il mio augurio. Questo è e sarà il mio impegno!”

FONTE INTERRIS.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Sensibilità in Comune. A Roma un corso sulla disabilità per i dipendenti pubblici

2 Dicembre 2020, 10:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Sensibilità in Comune. A Roma un corso sulla disabilità per i dipendenti pubblici

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I dipendenti pubblici spesso si trovano a contatto con la disabilità: quella dei cittadini che li interpellano o richiedono servizi, quella dei colleghi che ne vivono una condizione temporanea o permanente. Eppure capita che manchino strumenti e conoscenze per affrontare persone e situazioni che sono spesso invece quotidianità. Al comune di Roma hanno quindi pensato di fare qualcosa per colmare questa lacuna. Con semplicità, ma con un bell’intervento di formazione. Su questa esigenza ha infatti riflettuto Andrea Venuto, delegato alla Accessibilità Universale, quindi Disability Manager, della sindaca Virginia Raggi. E’ nato quindi un corso di formazione sulla disabilità per i dipendenti comunali che è una in iniziativa più unica che rara, in particolare nelle grandi città. I 129 dipendenti sono suddivisi in 6 edizioni di corso, cominciato alla fine di settembre e che durerà sino al 10 dicembre 2020 (ora con incontri via streaming): “Amplieranno le competenze già acquisite sui processi di accoglienza e di inserimento lavorativo, per garantire la fruibilità dei servizi e ogni altro supporto e accoglimento a favore della cittadinanza con disabilità che accede agli uffici capitolini”, è specificato. Quello di aiutare a modificare in positivo la percezione della disabilità è da sempre un impegno di Andrea Venuto, nato con la Sma e fra le persone più conosciute non solo a Roma per l’impegno verso le persone con disabilità. Giornalista (Franco Bomprezzi scrisse su InVisibili riguardo a un episodio di discriminazione verso di lui durante il suo lavoro), autore, conduttore tv, esperto di marketing e comunicazione (in particolare nel settore dell’impresa sociale, essendo da sempre attento ai temi legati alla Convenzione dell’Onu sui Diritti delle persone con disabilità, in particolare collaborando alla stesura di guide sulla accessibilità), giocatore di powerchair hockey (uno degli sport paralimpici più belli e inclusivi per persone con disabilità anche gravi, del quale è stato un campione, con grandi risultati sportivi in campo nazionale e internazionale, facendo parte della Nazionale italiana), è impegnato da anni anche in politica: “La sfida è trasformare un bisogno in un diritto. In qualcosa di esigibile. E farlo con un impegno totale. È questo il mio sogno”. Il corso, organizzato dalla scuola di Formazione capitolina insieme a Venuto, è coordinato dal Direttore della Scuola, il Generale Giuseppe Morabito, e si articola in diversi moduli che vanno dalla comunicazione e il linguaggio alla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità (con Alfredo Ferrante), alla normativa nazionale sull’abbattimento delle barriere architettoniche (con l’architetto Enrico Ricci) fino il rapporto con le istituzioni (con il Tenente Colonello Gianfranco Paglia, ideatore e anima, fra l’altro, del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa; la sua storia, dall’attentato a Mogadiscio per il quale rimase paraplegico all’impegno politico e sportivo, la abbiamo raccontata anche su InVisibili). di Claudio Arrigoni InVisibili Blog

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lo scivolo per disabili rimosso, lite continua

2 Dicembre 2020, 10:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Lo scivolo per disabili rimosso, lite continua

INSERITO DA MIKI PAPPACODA SOAVE. Non si placa la polemica tra i giovani gelatai soavesi, i gemelli Giulia ed Andrea Lunardon, titolari della gelateria, bar e pasticceria Temptations di via San Matteo e gli undici condomini del condominio rosa nel quale l'attività ha sede, dopo che la sentenza di primo grado del tribunale civile di Verona del 10 agosto scorso ha imposto loro di rimuovere, tra le altre cose (anche divanetti, telecamera, insegna), la pedana per disabili che permetteva l'accesso all' esercizio anche a coloro che hanno difficoltà nel muoversi. Il bar gelateria era particolarmente frequentato proprio da disabili e mamme con bimbi piccoli nei passeggini, conoscendo appunto questo accesso agevolato fisso. La questione peraltro sta infiammando da una decina di giorni i social e anche i nostri lettori hanno cliccato, numerosi, i link dei due articoli che raccontavano la situazione riportando le voci dei protagonisti della vicenda: i fratelli titolari del Temptations e la replica dei condomini dell'edificio di via San Matteo («non siamo stati noi a rimuovere la pedana, ma un pronunciamento del Tribunale»).I gemelli Lunardon sono stati contattati nel frattempo da numerosi disabili e anche da politici che si sono schierati dalla loro parte e si sono impegnati ad aiutarli per ripristinare la pedana, come prescritto dalla legge 13 del 1989 sulle barriere architettoniche e l'accessibilità. «I condomini che hanno presentato la denuncia hanno imposto di far togliere la telecamera esterna, oltre ai tavolini, sedie, divanetti, scivolo e insegna», svelano Giulia e Andrea, «che abbiamo installato a seguito di un fatto increscioso. Una notte d'estate qualcuno ha staccato il contatore dell'energia elettrica e così al mattino abbiamo trovato tutto il gelato sciolto e i dolci in frigo avariati. La telecamera ci avrebbe permesso di filmare eventuali altri intrusi». «Questo è il clima in cui siamo costretti a lavorare», proseguono i fratelli Lunardon, «altro che, come sostengono, i condomini non ci vogliono ostacolare. Hanno fatto di tutto da sei anni a questa parte per farci chiudere, questa è la verità. Come possono impedirci di usare lo spazio esterno, davanti al nostro locale, se non vogliono impedirci di lavorare?». «Non abbiamo mai aperto prima delle 7 del mattino, come sanno tutti i nostri clienti», aggiungono Giulia e Andrea. I quali, oltre a comprare il primo spazio condominiale commerciale, lo scorso anno hanno acquistato un altro esercizio vicino, ampliando così il bar gelateria, con un ingente investimento. «Quando i condomini hanno acquistato appartamenti ed autorimesse in questo condominio, sapevano che il piano terra era adibito a spazi commerciali, quindi ora non possono lamentarsi di questo. Abbiamo fatto ricorso in appello e continueremo a lottare per tenere aperta la nostra attività», assicurano i fratelli gelatai. L’Arena

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per il Comune di Frascineto, in Calabria, l’inclusione è una priorità

30 Novembre 2020, 10:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per il Comune di Frascineto, in Calabria, l’inclusione è una priorità

INSERITO DA MORENA MOTTA Già segnalato anche sulle nostre pagine per essere stato lo scorso anno uno dei primi in Italia – se non il primo – ad avere adottato un Atto che ha posto le basi per la gestione delle emergenze a tutela delle persone con disabilità, con la definizione di una scala di priorità, a seconda delle specifiche situazioni di gravità, recependo i contenuti di un documento prodotto dalla FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e fatto proprio anche dalla FAND Calabria (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dall’Associazione SSB (Soccorso Senza Barriere) e dal Forum del Terzo Settore Calabria, il Comune calabrese di Frascineto (Cosenza) informa ora di avere istituito ufficialmente la figura del Garante per le problematiche riguardanti la disabilità, individuandolo nella persona di Gianfranco Pisano, presidente dell’Associazione SSB, dopo avere sentito anche i pareri di FAND Calabria e FISH Calabria.

«Si tratta di una figura estremamente importante – sottolinea Angelo Prioli, vicesindaco di Frascineto, con Delega alla Protezione Civile, commentando il Decreto di nomina sottoscritto dal sindaco Angelo Catapano -, perché va nella direzione di promuovere la piena realizzazione dei diritti delle persone con disabilità, nonché l’integrazione e inclusione sociale delle stesse. Inoltre, questa figura recepirà le istanze delle persone con disabilità, supportando e stimolando la nostra Amministrazione Comunale a superare tutti gli ostacoli che impediscono la mobilità e la piena inclusione sociale delle persone con disabilità».

«In particolare – aggiunge Prioli -, con tale nomina affineremo ulteriormente la pianificazione e la prevenzione e quanto fatto sinora nel settore della Protezione Civile. Avere infatti un coordinamento estremamente dettagliato come quello di cui parliamo è essenziale, perché davanti agli effetti di eventi meteorologici così acuti, alle conseguenze di cambiamenti climatici sempre più incalzanti, le vite si salvano quando non c’è incertezza nell’affrontare l’emergenza né nelle Istituzioni, né nella squadra chiamata ad intervenire, né tanto meno nelle persone, che devono essere ben informate sul comportamento corretto da tenere in caso di calamità naturali e, nello specifico, per garantire la sicurezza a persone con disabilità. Avere regole chiare e un’organizzazione efficiente come quella che la nostra Protezione Civile garantisce, significa dare sicurezza ai nostri cittadini, al nostro territorio e in particolare alle persone con disabilità. Sono certo, quindi, che abbiamo scritto non solo una proposta di modello per attuare buone prassi, ma una pagina avanzata di civiltà». (S.B.)

FONTE SUPERANDO.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un uomo con la sindrome di Down, suo nipote e un ospedale che accoglie

30 Novembre 2020, 10:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un uomo con la sindrome di Down, suo nipote e un ospedale che accoglie

INSERITO DA MORENA MOTTA È una bella storia di solidarietà, empatia, affetto e condivisione quella raccontata da Patrizia Rocchi, sorella di Paolo, uomo con la sindrome di Down e mamma di Matteo, giovane nipote di Paolo stesso.
Sulla sua pagina Facebook, infatti, Rocchi ha postato una fotografia che ritrae i due con le braccia alzate in segno di vittoria in una camera dell’Ospedale Militare Celio di Roma, accompagnata da un commento presto divenuto virale e ripreso da molti media («C’è chi non crede che esistano gli angeli. Io so che invece sono accanto a noi. Per esempio qui, dove c’è un ragazzo di 29 anni, positivo asintomatico, che SCEGLIE di farsi di ricoverare con lo zio, una persona down di 50 anni, in condizioni molto serie per infezione da Covid, per non lasciarlo solo. Una polmonite grave, un quadro che spaventa. Così ha condiviso la sua malattia, il suo smarrimento, la sofferenza, il rumore incessante dei segnalatori dell’ossigeno e dei parametri vitali, lo ha pulito, sostenuto, vegliato , abbracciato, coccolato. Per tanti giorni e tante notti, e pianti, e ritmi allucinati di un ospedale in un reparto Covid, dove le persone faticano a respirare e a volte muoiono, nella stanza a fianco e intanto medici e infermieri corrono e faticano senza orari, umani nelle loro tute terribili per chi le indossa e per chi le guarda. Non si nasce angeli, ma è possibile diventarlo. Ora lo so. E quando guardo mio figlio di traverso non ho bisogno nemmeno di cercarle sulle sue spalle. Perché so che ci sono. Le sue ali bellissime, lievi, perfette. Anche se gli altri non possono vederle»).

La storia è iniziata quando Paolo, cinquantenne con sindrome di Down, si è ammalato di Covid-19, presentando sintomi che ne hanno richiesto il ricovero. Matteo, figlio di Patrizia, positivo asintomatico, nel non voler lasciare solo lo zio in questa situazione così delicata e sicuramente per lui altamente traumatica, ha chiesto all’ospedale di essere ricoverato. L’ospedale ha accettato, accogliendo e sostenendo con grande empatia la richiesta di Matteo e questo è l’aspetto che, di questa storia, più di tutti piace evidenziare: la rete che sa accogliere le famiglie e comprendere situazioni così particolari è quella che vorremmo esistesse sempre e dovunque.

La storia si è conclusa con la guarigione di entrambi, che sono potuti tornare a casa, negativi al coronavirus. (Ufficio Stampa AIPD-Associazione Italiana Persone Down)

FONTE SUPERANDO.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Bene i mezzi ecologici, ma evitare incidenti alle persone con disabilità visiva

28 Novembre 2020, 08:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Torino, non vedente inciampa su un monopattino elettrico abbandonato

inserito da Miki Pappacoda «Da quando sono entrati in servizio biciclette e monopattini “a flusso libero” – sottolineano dall’UICI di Torino -, che una volta terminato il tempo di noleggio possono essere lasciati ovunque, nella nostra città gli incidenti ai danni di persone con disabilità visiva sono divenuti frequenti, l’ultimo dei quali qualche giorno fa. Non siamo contrari ai mezzi ecologici, ma serve finalmente una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e per chi non vede il rischio è alto. Cosa si aspetta ad intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?»


TORINO. Quando lo racconta, gli tremano ancora la voce e le gambe: Giovanni, 63 anni, non vedente, è ancora sospeso tra incredulità e rabbia. Poche sere fa stava camminando nel quartiere di Torino dove vive da tempo, muovendosi sicuro, con vari punti di riferimento e persone che lo conoscono. Una situazione quotidiana, dunque, senza nulla di inconsueto, né, tanto meno, di pericoloso. All’improvviso, però, proprio a metà del marciapiede, il fedele bastone bianco urta “qualcosa”, un oggetto grosso e pesante. Nemmeno il tempo di reagire e Giovanni si ritrova per terra, mentre l’oggetto gli cade addosso. È un monopattino a noleggio, abbandonato in mezzo alla strada da qualche utente incivile, incurante dei gravi danni che la sua leggerezza avrebbe potuto causare. Soccorso da una passante, Giovanni riesce con fatica a rimettersi in piedi e, recuperato l’orientamento, rientra a casa. Nulla di rotto, fortunatamente. L’accaduto, però, lascia uno strascico spiacevole nella sua quotidianità, poiché ora non si sente più sicuro e ha paura di uscire di casa da solo.

«Da quando sono entrati in servizio biciclette e monopattini “a flusso libero” – dichiarano dall’UICI di Torino – che una volta terminato il tempo di noleggio possono essere lasciati ovunque, a Torino gli incidenti ai danni di persone con disabilità visiva sono divenuti frequenti. Nel giugno scorso, ad esempio – e non era certo il primo episodio -, avevamo denunciato il caso di una ragazza ricoverata in ospedale per una frattura al polso, dopo essere caduta su un monopattino abbandonato in malo modo, in mezzo alla strada. Ora il copione si ripete. È già dall’inizio del 2018, del resto, che abbiamo lanciato l’allarme su questo problema in tutti i modi possibili, sui giornali e in TV, attraverso i canali social, nonché negli incontri con l’Amministrazione Comunale, dalla quale però, sono arrivate risposte evasive o, comunque, non pienamente soddisfacenti».

Quella riguardante la necessità di disciplinare l’uso di biciclette e monopattini, per evitare alle persone con disabilità visiva una serie di gravi rischi, è una questione cui abbiamo già dato spazio in questi mesi anche sulle nostre pagine, riportando sia le prese di posizione dell’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che quelle dell’UICI di Roma.
Per dare visibilità a tale situazione, inoltre, e più in generale per una mobilità più attenta alle persone con disabilità, era stata promossa in settembre anche una manifestazione davanti al Municipio di Torino, da parte dell’UICI, affiancata dalla CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà), dalla Polisportiva UICI di Torino, nonché dalle Sezioni locale dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI) e dell’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) e dal blogger Cosmin Stoica.

«Solo pochi giorni fa – aggiungono dall’UICI torinese -, in una lettera aperta ai quotidiani, il nostro presidente Giovanni Laiolo era tornato a sollevare il tema, scrivendo: «Non siamo contrari ai mezzi ecologici, ma serve una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e, per chi non vede, il rischio di incidenti è alto». Parole, purtroppo, che trovano conferma nell’ultimo episodio che ha riguardato Giovanni. Evidentemente gli appelli al senso civico non bastano, cosicché l’unico modo per risolvere il problema sarebbe prevedere degli spazi fissi e obbligatori in cui lasciare i veicoli. A questo punto, che cosa aspetta la politica a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@uictorino.it (Lorenzo Montanaro).

Superando

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Paese a misura di handicap Tecnici al lavoro per il piano

27 Novembre 2020, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Da auto e pc alle spese sanitarie, tutte le agevolazioni fiscali per i  disabili - Il Sole 24 ORE

INSERITO DA MIKI PAPPACODA GALBIATE. Un piano urbanistico a misura di disabili, scritto a più mani proprio con chi convive quotidianamente con l'handicap:. Si è insediato in Comune a Galbiate il gruppo di lavoro che «affiancherà - annuncia il sindaco, Giovanni Montanelli - gli urbanisti incaricati di elaborare la prossima variante al piano di governo di territorio; a quanto risulta, questa è una modalità finora unica in Italia: il nostro prossimo piano urbanistico entrerà in vigore con un allegato specifico, cioè il piano d'eliminazione delle barriere architettoniche "PEBA" e sarà studiato col contributo diretto di persone che la vita ha reso esperte. Si tratta di Silvano Stefanoni, sindaco di Lierna e presidente provinciale della "Fand", la federazione tra le associazioni per le disabilità; di Angelo Colombo, di Bulciago, presidente dell'associazione nazionale "Amici della paraplegia"; dei tecnici Michele Corti e Luca Riva, specializzati in barriere architettoniche; di Luca Tocchetti, ipovedente, referente per la "Aila", associazione nazionale di lotta agli abusi»: con quest'ultimo, Montanelli aveva intrapreso qualche tempo fa un tour soprattutto di Sala al Barro, dove l'uomo risiede, individuando insidie come avvallamenti nei marciapiedi, o radici degli alberi che né il bastone, né il cane rilevano. «L'idea, ora - per Montanelli - è di affrontare in modo globale la tematica dell'handicap, nella convinzione che un paese vivibile per chi ha una disabilità lo sia maggiormente per tutti: quindi, abbattere le barriere non è un costo in più, bensì un investimento migliore». Il consigliere Franco Limonta aggiunge: «Uno studio dimostra che il 95% degli utenti della metropolitana utilizzano gli scivoli, anziché le scale: ciò per dire che i percorsi agevolati sono spesso più comodi per chiunque». Il "PEBA" allegato al piano di governo di Galbiate riassumerà e prescriverà adempimenti già in diversi casi previsti dalle leggi, talvolta disattese, e imporrà l'obbligo della maggiore accessibilità anche agli edifici privati: «Occorre superare la logica che "tanto i disabili sono pochi": tutti possiamo essere tutti disabili. (P.Zuc.) FONTE LA PROVINCIA DI LECCO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quanto è sostenibile il futuro per i disabili in Italia

23 Novembre 2020, 10:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quanto è sostenibile il futuro per i disabili in Italia

Quanto è sostenibile il futuro per i disabili in Italia - Impakter Italia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quanto è sostenibile il futuro per i disabili? Intanto facciamo un punto in Italia e chiediamoci quanti sono i disabili nel nostro Paese. Secondo l’Istat sono 3,1 milioni cioè il 5,2 per cento della popolazione. E di qui a quarant’anni, cioè nel 2060, la previsione è che saranno oltre 4 milioni con una crescita del 25%. A questo va aggiunto che l’Italia sarà un paese meno popolato e più anziano. Sempre nel 2060, saremo 55 milioni circa, rispetto ai 60 milioni di oggi – è accertata la decrescita della natalità – e gli over 74 cresceranno del 70%. Per le persone con disabilità uno dei problemi maggiori sarà – guarda caso – la mobilità. La Fondazione Unipolis ha preparato una ricerca che si chiama “Il paradosso della mobilità” nel quale tra le altre cose c’è scritto che due milioni di persone disabili utilizzeranno mezzi di trasporto ed uno su due guideranno un auto. Il “diritto negato” alla mobilità sostenibile per le persone con disabilità sarà un problema gravissimo tra 40 anni se il nostro Pese non avrà imboccato con scelte definitive ed importanti. La situazione oggi ed i rischi per il futuro Marisa Parmigiani, direttrice della Fondazione Unipolis nell’introduzione della ricerca – dove c’è la collaborazione dell’Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti (ANGLAT) . ha scritto che le condizioni di base per un futuro sostenibile per i disabili e cioè mobilità ed accessibilità :“Non solo non si alimentano ma rischiano di essere alternative, proprio in antitesi a quello che servirebbe. I dati che emergono dalla ricerca evidenziano che affrontare le problematiche della sostenibilità delle aree urbane è una componente fondamentale dell’intervento su un modello di sviluppo che si sta dimostrando non più percorribile“. Emerge fortissima “La necessità di realizzare a livello di Paese e con il concorso di tutti i player pubblici e privati, politiche che favoriscano gli investimenti per realizzare interventi strutturali che pongano al centro la mobilità e l’accessibilità per le persone con disabilità. Progetti che sarebbe auspicabile integrare tra quelli da presentare, a breve, all’Europa”. Lo dice Roberto Romeo, presidente delll’ANGLAT facendo riferimento al fatto che sebbene in Europa ed anche in Italia esistano molte proposte per una mobilità diversa, sostenibile, è difficile trovare queste proposte coniugate al mondo della disabilità. Come i i mezzi di trasporto pubblico saranno capaci di soddisfare le esigenze delle persone con disabilità, e quindi come potranno migliorare ed essere un’alternativa vantaggiosa rispetto ad altri, è una delle sfide del futuro. Su questo, Fausto Sacchelli della Fondazione Unipolis scrive: “Gli sviluppi della tecnologia e la loro applicazione ci possono permettere di cambiare strada, di far sì che la libertà di movimento, che non può non implicare anche una sempre più completa accessibilità, non sia necessariamente vincolata all’uso privato del mezzo di trasporto così come lo conosciamo oggi”. Il rapporto dei disabili con l’Agenda 2030 Un rapporto dell’ONU proprio sui 17 obbiettivi di sviluppo sostenibile evidenziava già che, “nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le persone con disabilità continuano ad affrontare numerose barriere alla loro piena inclusione e partecipazione alla vita delle loro comunità. Getta luce su i loro livelli sproporzionati di povertà, la loro mancanza di accesso all’istruzione, ai servizi sanitari, all’occupazione, alla sotto-rappresentazione nel processo decisionale e nella partecipazione politica. Ciò vale in particolare per le donne e le ragazze con disabilità. Le principali barriere all’inclusione implicano discriminazione e stigmatizzazione a causa di disabilità, mancanza di accessibilità agli ambienti fisici e virtuali, mancanza di accesso alle tecnologie di assistenza, servizi essenziali, riabilitazione e sostegno per una vita indipendente che sono fondamentali per il pieno e paritario partecipazione delle persone con disabilità come agenti di cambiamento e beneficiari dello sviluppo. Dati e statistiche compilate e analizzate nel rapporto indicano che le persone con disabilità non sono ancora sufficientemente incluse nell’attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione degli SDG”. Sembra semplice da scrivere ma non lo è affatto visto che è così importante ribadirlo: la disabilità deve essere una parte integrante dell’azione dei 17 SDG (Suistainable Development Goals) dell’Agenda 2030 se si vuole che arrivare all’obiettivo finale. Le aree sulle quali bisogna lavorare con particolare attenzione sono quelle della realizzazione di uno sviluppo inclusivo della disabilità che include la protezione sociale (SDG 1.3); l’istruzione (SDG 4),; l’occupazione (SDG 8) ed i servizi di base, compresi i servizi sanitari (SDG 3), l’acqua e l’igiene (SDG 6), l’energia (SDG 7). Ma anche lo sviluppo infrastrutturale accessibile nelle aree urbane e rurali ambienti, spazi pubblici, strutture e servizi (SDG11) è di fondamentale importanza per partecipazione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della società e dello sviluppo. I progressi in questi settori possono funzionare come spinta decisiva per la realizzazione di tutti gli altri obiettivi. di Eduardo Lubrano Impakter Italia del 23/11/2020

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