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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Barriere architettoniche, credito per ora non cedibile

13 Aprile 2021, 10:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Superbonus 2021: cessione del credito anche per le barriere architettoniche

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con la legge 17/2020 il legislatore, modificando il comma 2 dell'articolo 119 del Dl 34/2020, ha introdotto la possibilità di avvalersi del bonus 110% anche per gli interventi previsti dall'articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Dpr 917/1986 se effettuati in favore di disabili e di soggetti che superano il sessantacinquesimo anno di età. In pratica, quelli su singole unità immobiliari e su parti comuni, finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche su singole unità immobiliari e su parti comuni, come ascensori e montacarichi e finalizzati a realizzare ogni strumento adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, in base all'articolo 3, comma 3, della legge 104/92 (circolare 19/E/2020). Va detto che la costruzione normativa, riconducendo il beneficio alla presenza di interventi di cui al comma 1 dell'articolo 119 del Dl 34/2020, ovvero agli interventi "trainanti" di tipo "ecobonus", di fatto esclude la possibilità di avvalersi del beneficio previsto ove l'intervento trainante sia di tipo "sismabonus". Una scelta inspiegabile, considerando che queste opere risulterebbero più accostabili ai lavori trainanti di carattere antisismico e non a quelli di tipo energetico. Oltre a questo, tuttavia, rimangono invece due temi aperti, il primo di carattere soggettivo, il secondo relativo alla cedibilità del credito d'imposta connesso al beneficio. Riguardo al primo tema, la circolare 19/E/2020 chiarisce (relativamente, però, alla detrazione prevista precedentemente in termini ordinari del 50%) che «la detrazione spetta anche se l'intervento finalizzato all'eliminazione delle barriere architettoniche è effettuato in assenza di disabili nell'unità immobiliare o nell'edificio oggetto di lavori». Considerata l'attualità della circolare, sarebbe quindi opportuno un chiarimento delle Entrate circa l'applicabilità del superbonus per interventi su edifici dove non risiedono né persone disabili, né persone di età superiore a 65 anni. Riguardo al secondo tema, cioè la cedibilità del credito d'imposta connesso al beneficio, l'articolo 121 del Dl 34/2020 richiama ai fini della cessione del credito, solo i crediti d'imposta relativi agli interventi di «recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b)», ma non quelle della lettera e), riferibili all'"eliminazione delle barriere architettoniche" non ammettendo quindi la cessione del credito per gli interventi di questo tipo effettuati nel 2021. Questi ultimi risulterebbero cedibili invece nel 2022 per via di quanto previsto dal comma 7-bis dell'articolo 121 (norma di chiusura) che prevede l'applicabilità delle disposizioni dell'articolo 121 ai soggetti che sostengono, nell'anno 2022, spese per gli interventi individuati dall'articolo 119. Sul tema, preso atto del chiarimento dell'agenzia Entrate reso con la guida al superbonus 110% (aggiornata a marzo 2021): «l'opzione per la cessione o lo sconto in fattura può essere esercitata relativamente alle detrazioni spettanti per le spese per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche», considerato il disposto normativo, un intervento di coordinamento da parte del legislatore è auspicabile. FONTE IL SOLE24ORE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge?

6 Aprile 2021, 09:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge?

INSERITO DA MORENA MOTTA Per poter ottenere i benefici che la legge riconosce ai portatori di handicap è sempre necessario che la disabilità sia certificata dalla ASL competente. A volte però capita di chiedersi se ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge. Per esempio, se l’ASL ha riconosciuto la disabilità di un nostro parente, e vogliamo chiedere che venga realizzato un posto auto riservato davanti al suo portone, è necessario portare tutta la certificazione medica al Comune? Oppure si può autocertificare che la ASL ha riconosciuto l’handicap per ottenere così quanto richiesto senza produrre innumerevoli documenti?

I diritti per il disabile spaziano in vari ambiti, dall’esempio appena fatto fino ai permessi retribuiti sul lavoro. L’autocertificazione solleverebbe il disabile dall’onere di presentare una voluminosa documentazione in vari uffici ed in varie occasioni.

Per fortuna la legge tiene conto anche di questa esigenza per il portatore di handicap.

È per questo che ci si può dichiarare disabili con autocertificazione per godere delle facilitazioni di legge.

In quali settori serve la autocertificazione

Con la autocertificazione il disabile potrà ottenere le facilitazioni che gli spettano. Si può quindi ricorrere alla autocertificazione per chiedere i permessi retribuiti di cui alla Legge 104, oppure per acquistare un veicolo usufruendo delle agevolazioni sull’IVA. L’autocertificazione è idonea anche per chiedere in Comune il contrassegno per la sosta.

L’autocertificazione è valida in generale

La legge stabilisce in generale che i cittadini non debbano essere costretti a presentare alla pubblica amministrazione la documentazione di cui l’amministrazione stessa è già in possesso. In questo caso specifico la pubblica amministrazione dovrebbe già essere a conoscenza che quel soggetto è disabile. Infatti la disabilità deve essere sempre dichiarata e certificata dalla ASL. Una volta che la ASL abbia certificato il possesso di quella particolare condizione il cittadino disabile può semplicemente autocertificare alle varie amministrazioni la sua condizione per ottenere i vantaggi che gli spettano.

FONTE /www.proiezionidiborsa.it di Alessandra Calcagno

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Scatta il piano antibarriere. A Ca' Pajella i primi cantieri

5 Aprile 2021, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Accedere ai contributi per abbattimento barriere architettoniche | Unione  Comuni Montani del Casentino

INSERITO DA MIKI PAPPACODA THIENE. Una città senza barriere dove i suoi abitanti più deboli possono muoversi in piena autonomia, senza sentirsi cittadini di serie B.È con questo obiettivo in mente che il Comune di Thiene ha avviato un primo pacchetto di interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche lungo alcune strade cittadine. In alcuni casi non è presente l'abbassamento di livello dei marciapiedi in prossimità delle strisce pedonali, in altri invece ci sono veri e propri gradini che impediscono l'accesso a strutture pubbliche oppure gli attraversamenti non sono visibili dagli ipovedenti. Si tratta dunque di piccoli aggiustamenti strutturali che rivestono però una grande importanza per le persone costrette a muoversi in carrozzina o con deficit visivi, offrendo più sicurezza ai loro spostamenti. I lavori, che hanno un valore complessivo di 130 mila euro, hanno preso il via nel quartiere della Ca' Pajella, dove sono stati realizzati gli abbassamenti dei marciapiedi di via Divisione Julia e via Ca' Pajella, e colorata di rosso il percorso attorno alla chiesa parrocchiale. A breve l'intervento si sposterà in altre strade della città, più precisamente nelle vie San Vincenzo, Monsignor Pertile, Bixio, Marconi, Rasa, Dante, Santa Maria Maddalena: anche qui, come in Ca' Pajella, marciapiedi e attraversamenti saranno oggetto di riqualificazione per renderli accessibili a tutti. Una volta concluse le modifiche strutturali, verranno posate le mattonelle tattili per gli utenti ipovedenti. «Con questi lavori abbiamo di fatto dato il via al primo stralcio del Peba, il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche che abbiamo adottato nel 2019 e finanziato l'anno scorso - spiega Andrea Zorzan, assessore ai lavori pubblici - Con soddisfazione, e nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria, stiamo attuando la programmazione definita con questo nuovo strumento che ci permette di guardare alla Thiene del futuro come una città inclusiva e accessibile». Il Peba, che ha una valenza pluriennale e un valore complessivo di 430 mila euro, ha permesso all'Amministrazione di verificare l'accessibilità per i cittadini con disabilità motorie, sensoriali e cognitive di 33 edifici, 13 piazze, 17 aree verdi e 27 chilometri di strade urbane. I punti più critici sono stati rilevati nella zona della stazione Fs (qui in realtà il piano di riqualificazione di piazza Matteotti prevede già l'abbattimento delle barriere architettoniche), l'area del Bosco dei Preti dal lato della stazione delle corriere, il quartiere di Ca' Pajella, i marciapiedi delle vie Corradini (vicino alla biblioteca), Pastorelle, Del Prete, Kennedy e il borgo di Lampertico. IL GIORNALE DI VICENZA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Scegliere dove e con chi vivere, progettando “Durante Noi” il “Dopo di Noi”

29 Marzo 2021, 09:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Persone dell'ANFFAS

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 28 marzo prossimo l’Associazione ANFFAS compirà 63 anni, e insieme alla propria Fondazione Nazionale Durante e Dopo di Noi, celebrerà questo importante anniversario, coincidente anche con la Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, organizzando per il 27 marzo un evento online, un “ANFFAS Day” centrato sul tema “Liberi di scegliere, dove e con chi vivere”, durante il quale ribadirà ancora una volta l’importanza fondamentale di programmare, per le persone con disabilità, un “Dopo di Noi” sin dal “Durante Noi”

Persone dell'ANFFAS

Persone dell’ANFFAS

Il 28 marzo prossimo l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) compirà 63 anni, una lunga epoca vissuta con passione, impegno, responsabilità, fatiche e lotte. «In oltre sessant’anni – sottolineano dall’Associazione – nulla ci ha fermato, nemmeno l’emergenza sanitaria che dal marzo dello scorso anno sembra non voler finire mai. E proprio perché nulla ci ha mai fermato, non abbiamo intenzione di farci fermare o rallentare da nulla neanche in questo 2021: per questo, insieme alla nostra Fondazione Nazionale Durante e Dopo di Noi, celebreremo questo importante anniversario, organizzando per la mattinata del 27 marzo un evento online, un ANFFAS DAY centrato sul tema Liberi di scegliere, dove e con chi vivere».

Tale evento, che si avvarrà anche del supporto informativo di RAI per il Sociale sia il 27 che il 28 marzo, «rappresenterà anche – proseguono dall’ANFFAS – l’occasione per illustrare il nuovo profilo della nostra Fondazione Durante e Dopo di Noi, declinata ora in Ente Filantropico con l’attivazione del RUNTS [Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, N.d.R.] e le sue nuove mission e strategia comunicativa, elementi che sono andati modificandosi con l’arrivo della Riforma del Terzo Settore e che vedono la Fondazione stessa pronta a svolgere un ruolo centrale per sostenere ulteriormente il tema del “Durante” e del “Dopo di Noi” sia dal punto di vista culturale sia relativamente alle iniziative e attività che si metteranno in campo in tale àmbito».
Oltre alle storiche finalità, va ricordato, la Fondazione ANFFAS Durante e Dopo di Noi si prefigge di farsi carico anche dei familiari divenuti anziani e, quindi, essi stessi con la necessità di ricevere adeguati sostegni, unitamente ai loro congiunti con disabilità.

Con la Fondazione, quindi, come protagonista principale, l’evento del 27 marzo vedrà la partecipazione attiva delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie che esporranno la propria testimonianza attraverso filmati e/o contributi scritti, riguardanti le loro esperienze con i percorsi del “Durante e Dopo di Noi” e le collegate iniziative percorsi di autonomia e indipendenza dal nucleo familiare.
Ci saranno inoltre anche i contributi e gli approfondimenti da parte delle strutture associative ANFFAS, con la descrizione di buone prassi e progetti più avanzati e innovativi posti in essere in attuazione della Legge 112/16, meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” o sul “Durante e Dopo di Noi”. In particolare, a testimonianza di quanto fatto proprio dalla Fondazione in questi anni, sarà possibile ascoltare le strutture associative che grazie al supporto di essa hanno potuto realizzare diverse iniziative in questo settore.

«L’evento – ricordano ancora dall’ANFFAS – sarà strettamente collegato sia al “compleanno” della nostra Associazione che alla Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo entrambe coincidenti con il 28 marzo, ma che quest’anno, per ovvi motivi legati alla pandemia in corso, non potranno vedere lo svolgimento della tradizionale formula dell’Open Day Porte aperte all’inclusione sociale.
A proposito della citata Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, essa è volta a contrastare cliché, pregiudizi e discriminazioni che continuano a circondare le persone con disabilità e in particolare appunto quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, coinvolgendo la collettività nella costruzione di una società pienamente inclusiva, che sia basata inoltre sul concetto e sulla cultura dell’auto-rappresentanza.
«Definire le disabilità intellettive – dichiarano per altro dall’ANFFAS – non è una cosa semplice: le stesse persone con disabilità intellettive possono essere davvero molto diverse tra di loro e un ruolo importante è svolto anche dall’ambiente in cui vivono. Secondo il DSM5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la disabilità intellettiva (Disturbo dello sviluppo intellettivo) è un disturbo con esordio nel periodo dello sviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli àmbiti concettuali, sociali e pratici. Le disabilità intellettive rientrano nei disturbi del neurosviluppo, un gruppo di condizioni che hanno il proprio esordio nel periodo dello sviluppo e sono caratterizzate da deficit dello sviluppo con una compressione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Secondo il Rapporto ISTAT Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni del dicembre 2019, sono 3 milioni e 100 mila le persone con disabilità che vivono in Italia, un milione e mezzo gli ultrasettantacinquenni in condizione di disabilità. Tra i molti aspetti presi in considerazione, il Rapporto evidenzia anche come le persone con disabilità che vivono con genitori anziani siano particolarmente vulnerabili, poiché rischiano di vivere molti anni da sole, senza supporto familiare, un rischio diffuso perché un numero elevato di persone con disabilità sopravvive a tutti i componenti della famiglia (genitori e fratelli), anche prima di raggiungere i 65 anni».

«Per tutto quanto detto – concludono dall’Associazione –  diventa fondamentale programmare un “Dopo di Noi” sin dal “Durante Noi” e l’obiettivo delle nostre iniziative è proprio dimostrare che il “Durante e Dopo di Noi” e il diritto di libertà di scelta riguardante dove e con chi vivere non sono un’utopia, ma delle realtà che possono e devono essere realizzate e implementate nel migliore dei modi, per andare a tutelare il diritto delle persone con disabilità, e in particolare intellettive e con disturbi del neurosviluppo, ad avere la migliore qualità di vita possibile, anche quando la loro famiglia d’origine non potrà più prendersi cura di loro». (S.B.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La centralità della persona con lesione al midollo spinale in tempo di Covid

29 Marzo 2021, 09:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Realizzazione grafica elaborata dalla FAIP per l'evento della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 4 aprile prossimo, ovvero il giorno che a partire da quanto fissato il 28 novembre 2008 da un Decreto del Presidente del Consiglio prevede ogni anno la Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale, coinciderà quest’anno con la Pasqua. Si terrà quindi il 9 aprile, in modalità online, il tradizionale evento promosso per l’occasione dalla FAIP (Federazione Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), che si intitolerà “La centralità della persona in tempo di Covid. Unità Spinali Unipolari e servizi dedicati”

Realizzazione grafica elaborata dalla FAIP per l'evento della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale

Realizzazione grafica elaborata dalla FAIP per l’evento della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale

Il 4 aprile prossimo, ovvero il giorno che a partire da quanto fissato il 28 novembre 2008 da un Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) prevede ogni anno la Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale, coinciderà quest’anno con la Pasqua. Dopo quindi il rinvio forzato dello scorso anno, a causa dell’emergenza sanitaria, si terrà questa volta nel pomeriggio del 9 aprile (ore 16), in modalità online, il tradizionale evento promosso per l’occasione dalla FAIP (già Federazione Associazioni Italiana Paratetraplegici, oggi Federazione Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), e si intitolerà La centralità della persona in tempo di Covid. Unità Spinali Unipolari e servizi dedicati.

«Analizzeremo – spiega nel dettaglio Vincenzo Falabella, presidente della FAIP – le misure adottate ritenute quanto meno necessarie per fronteggiare e accompagnare l’emergenza Covid, stimolando e promuovendo, al tempo stesso, una ripresa graduale dei servizi e degli adeguati sostegni nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza».
«Il richiamo forte, chiaro e ineludibile all’uguaglianza e alle pari opportunità delle persone con lesione al midollo spinale con il resto della popolazione – prosegue Falabella – così come viene affermato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, impone di avere una nuova visione che riduca tutte le forme aggiuntive di disuguaglianza e tra queste, quelle di genere e di età, purtroppo ancora oggi molto presenti nelle diverse aree geografiche del nostro Paese».

Il 9 aprile, dunque, ad aprire i lavori, insieme a Falabella, saranno Erika Stefani, ministra delle Disabilità e Luca Pancalli, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico).
La prima sessione, sul tema Lezioni dalla pandemia, sarà introdotta dal Presidente della FAIP, insieme a Maria Cristina Dieci, presidente dell’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), nonché vicepresidente della stessa FAIP.
Vi parteciperanno Pietro Fiore, presidente della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa); Giuliana Campus, presidente della SIMS (Società Italiana Midollo Spinale); Stefano Paolucci, presidente della SIRN (Società Italiana di Riabilitazione Neurologica); Marco Soligo, presidente della SIUD (Società Italiana di UroDinamica); Mauro Tavarnelli, presidente dell’AIFI (Associazione Italiana di Fisioterapia); Christian Parone, presidente dell’AITO (Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali).

A introdurre invece la seconda sessione, riguardante Le Unità Spinali: servizi e strutture di riferimento organizzativo e funzionale nella presa in carico della persona con lesione al midollo spinale, sarà l’altro vicepresidente della FAIP Raffaele Goretti e vi prenderanno parte Giulio Del Popolo, Claudio Pilati, Michele Spinelli, Renato Avesani, Antonino Massone, Maria Pia Onesta, Carlotte Kiekens e Sauro Biscotto, che rispettivamente dirigono le Unità Spinali di Firenze, Roma, Milano, Negrar (Verona), Pietra Ligure (Savona), Catania, Montecatone (Imola) e Perugia (facente funzione). (S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L’inclusione che passa per l’innovazione tecnologica: la nuova app “DmDigital”

23 Marzo 2021, 11:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

UILDM: "DmDigital"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA È già scaricabile in tutti gli store “DmDigital”, nuova app editoriale con cui la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) mette a disposizione di tutti «DM», la propria storica rivista nazionale nata sessant’anni fa insieme all’Associazione stessa, nonché l’informazione sul mondo della disabilità. «L’inclusione – sottolineano dalla UILDM – passa anche attraverso l’innovazione tecnologica. Per questo abbiamo voluto lanciare uno strumento digitale per rendere l’informazione più accessibile e alla portata di tutti»

UILDM: "DmDigital"

Un giovane con malattia neuromuscolare consulta «DM», rivista della UILDM, tramite la nuova app “DmDigital”

È già scaricabile in tutti gli store DmDigital, nuova app editoriale con cui la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) mette a disposizione di tutti «DM», la propria storica rivista nazionale nata sessant’anni fa insieme all’Associazione stessa, nonché l’informazione sul mondo della disabilità.
«L’inclusione – sottolineano dalla UILDM – passa anche attraverso l’innovazione tecnologica. Per questo abbiamo voluto lanciare uno strumento digitale per rendere l’informazione più accessibile e alla portata di tutti. L’app nasce infatti per facilitare la fruizione dei contenuti UILDM da parte di chi ha difficoltà a sfogliare una rivista a causa di una ridotta capacità motoria. In generale, quindi, DmDigital intende diventare uno strumento in più, per promuovere e sostenere la ricerca e l’informazione sulle distrofie e sulle altre malattie neuromuscolari e favorire così l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Continua pertanto in questo modo la storia di “DM”, rivista che ha fatto cultura nel mondo della disabilità, promuovendo i valori dell’inclusione e della partecipazione e diffondendo un’informazione completa e imparziale».

«In occasione del sessantennale della UILDM e di “DM” – afferma Anna Mannara, consigliera nazionale dell’Associazione e direttrice editoriale della rivista – siamo pronti ancora una volta a cambiare prospettiva. Dove infatti aumenta il limite in cui si imbatte una persona con disabilità, cerchiamo di agire per modificare l’ambiente circostante e abbatterne gli ostacoli, sfruttando gli strumenti che man mano la tecnologia ci mette a disposizione».
«Nel 1961 – aggiunge – il fondatore della nostra Associazione Federico Milcovich volle realizzare fin da subito un bollettino per raggiungere tutte le persone con distrofia muscolare in Italia, non solo per aggiornarle sulle novità della ricerca, ma anche per iniziare a costruire una comunità che oggi, grazie a lui e alle sue intuizioni, è solida e affiatata. Sessant’anni dopo rinnoviamo il nostro impegno nei confronti dei nostri soci e di tutte le persone con malattie neuromuscolari, permettendo loro di accedere alle informazioni e agli approfondimenti della rivista direttamente dal loro cellulare o da tablet».

«Per realizzare questa iniziativa – spiega ancora Mannara – abbiamo voluto affidarci a dei professionisti, chiedendo loro di dialogare costantemente con i destinatari del loro lavoro: per questo abbiamo costituito un gruppo di tester, selezionando i partecipanti tra i nostri soci, soprattutto i più giovani, e coinvolgendoli in fase di produzione. Inoltre, pur essendo le persone con disabilità motorie i nostri più vicini lettori, abbiamo sviluppato l’app tenendo conto di ogni tipo di disabilità, ad esempio scegliendo un font facilmente leggibile e cercando di rispettare i contrasti di colori per favorire la lettura alle persone ipovedenti. La app, infine, è compatibile con i lettori vocali».

La struttura di DmDigital presenta un motore di ricerca interno, con un’organizzazione degli articoli suddivisi per argomenti e categorie. La app è pensata per espandere la relazione con i lettori con la produzione di contenuti e news in un flusso continuo, senza le consuete pause tra l’uscita di un numero cartaceo e l’altro.
Tra i principali contenuti disponibili, da segnalare: uno sguardo panoramico sul mondo e la società, alla ricerca degli argomenti di maggiore interesse per il mondo della disabilità; approfondimenti e interviste sui temi legati ai diritti e alla costruzione di una società inclusiva, con ampio spazio alla vita indipendente; approfondimenti medico-scientifici, in collaborazione con la Commissione Medico-Scientifica UILDM; tutte le attività e le campagne targate UILDM; – commenti, aggiornamenti e indicazioni in àmbito legislativo; presentazioni di libri e di film;  tutto lo sport praticabile da chi ha una mobilità ridotta e debolezza muscolare; immagini, giochi, iniziative, per coinvolgere la comunità UILDM. (S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Collegno sistema innovativo per la gestione dei monopattini: non si potranno più lasciare ovunque

23 Marzo 2021, 11:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A Collegno sistema innovativo per la gestione dei monopattini: non si  potranno più lasciare ovunque ma solo negli appositi stalli - Torino Oggi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un sistema di geolocalizzazione controlla la posizione dei mezzi e, se questi vengono lasciati in luoghi impropri, l’utente continua a pagare il noleggio. La soddisfazione dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti: "Importante ricordarsi di chi affronta particolari difficoltà". COLLEGNO. A Collegno sistema innovativo per la gestione dei monopattini Il Comune di Collegno sta sperimentando un sistema innovativo per la gestione dei monopattini a noleggio. Se i primi dati saranno confermati, questa soluzione potrebbe rappresentare un’alternativa all’uso selvaggio dei mezzi a flusso libero che purtroppo ha preso piede a Torino negli ultimi anni e che tanti problemi sta causando alle persone disabili. Basta "monopattino selvaggio" Vista la situazione nel capoluogo – tenendo anche conto delle criticità più volte segnalate dalla nostra associazione – l’amministrazione di Collegno ha deciso, fin da subito, di disciplinare il servizio. Quindi, a differenza di quanto avviene a Torino, al termine del noleggio i monopattini non possono essere abbandonati ovunque, ma devono essere parcheggiati presso appositi stalli virtuali (segnalati dalle App di riferimento). Un sistema di geolocalizzazione controlla la posizione dei mezzi e, se questi vengono lasciati in luoghi impropri, l’utente continua a pagare il noleggio (per un tempo variabile) anche dopo la fine della corsa: aspetto, quest’ultimo, che potrebbe essere un buon deterrente. Primi riscontri promettenti Un meccanismo così complesso ha bisogno delle necessarie verifiche e di un adeguato collaudo. Tanto i tecnici del Comune, quanto i referenti del nostro Comitato Autonomie e Mobilità, con il coordinamento del consigliere Christian Bruno, sono al lavoro per valutarne l’efficacia. I primi riscontri sono promettenti. C’è, però, anche qualche incertezza. Pare, ad esempio, che la geolocalizzazione dei monopattini, per quanto accurata, non si spinga sotto una certa scala: questo significa che esistono margini di tolleranza e che, in sostanza, l’utente può lasciare il mezzo entro il raggio di una decina di metri dallo stallo, senza che scatti il pagamento aggiuntivo. Un sistema perfettibile, dunque, ma sicuramente migliore di quello finora adottato nella maggior parte delle città italiane, Torino compresa. UICI soddisfatta L'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha commentato favorevolmente questa novità: "Apprezziamo – nel metodo prima ancora che nel merito – l’atteggiamento dell’amministrazione di Collegno, disponibile a contemperare le sfide di una mobilità più attenta all’ambiente e più a misura d’uomo con le esigenze di chi affronta particolari difficoltà". "Riteniamo che un’attività di confronto costruttivo con il territorio passi anche dal dialogo con tutti i protagonisti attivi nella tutela di chi ha particolari tipi di disabilità, come l’Unione Ciechi e Ipovedenti, che continuerà ad affiancarci nel monitoraggio sul nostro territorio", ha scritto sul suo profilo Facebook Gianluca Treccarichi, assessore del Comune di Collegno. l'UICi conclude sottolineando che "l'associazione continuerà a dare il suo apporto, con il solo obiettivo di rendere gli spazi urbani più vivibili per i disabili visivi (e non solo). Oggi è molto di moda parlare di mobilità sostenibile. Noi chiediamo soltanto che sia sostenibile per davvero. E per tutti".TargatoCn 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando il viaggio affonda nella burocrazia L’odissea dei disabili alle prese con Gigetto

16 Marzo 2021, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Modena. Quando il viaggio affonda nella burocrazia L'odissea dei disabili  alle prese con Gigetto - Gazzetta di Modena Modena

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Roberta, invalida in scooter, ha tentato di prendere l’accompagnatore ma è finita in un labirinto di mail e telefonate a vuoto. MODENA. «Siccome non ho bisogno di assistenza e siccome la Stazione Piccola non ha barriere architettoniche, la mia domanda è: se non ho bisogno di un accompagnatore, perché devo fare una procedura burocratica pazzesca per prenotare 72 ore prima i viaggi di andata e ritorno su Gigetto?». Roberta, 58 anni, invalida al 100 per cento, girando sul suo scooter a motore elettrico ha scoperto che Gigetto è utile per andare da casa sua, zona Sant’Agnese, all’ospedale di Baggiovara. Purtroppo è però incappata in una ragnatela burocratica da capogiro di telefonate e mail a vuoto per avere un accompagnatore che non le serve. La sua scoperta risale al 26 gennaio. «Ero andata a Baggiovara per accordarmi su un ciclo di visite ospedaliere e passando alla stazione di Gigetto ho notato che era tutto predisposto per chi come me è disabile, ma autonomo. Niente male. Ho fatto una verifica da un punto di partenza vicino a casa e sono andata alla Stazione Piccola. In piazza Manzoni, nonostante l’accantieramento, si entra bene in scooter, c’è una rampa di accesso per disabili funzionante, la banchina del primo binario - verso Baggiovara - in ordine. E quando da Baggiovara si arriva al secondo binario, una volta scesi, bisogna purtroppo attraversare i binari, non esistendo un sottopassaggio. Un problema che comunque interessa anche i normodotati». Roberta scopre anche che i nuovi treni di Gigetto, quando si apre la porta, hanno un predellino esteso verso il grandino che permette l’ingresso al suo scooter. Dentro, il treno è dotato di tecnologie avanzate. Come ci ha indicato un capotreno, in una visita veloce durante la sosta, in fondo al vagone, vicino alla porta, c’è uno spazio attrezzato per disabili. Ci sono comodi pulsanti per segnalare un’emergenza e per l’apertura porte. Insomma, il treno nuovo è a misura di disabile. Dunque, alla Stazione Piccola un disabile autonomo può gestire i viaggi da solo. «Purtroppo non è così semplice - racconta Roberta - un capotreno mi ha infatti detto di salire accompagnata. Quando gli ho chiesto cosa dovevo fare, mi ha detto che dovevo prenotare il servizio presso Sala Blu». Inizia la sua odissea burocratica di contatti: «Chiamo Sala Blu al numero verde su internet. Risponde la sede nazionale di Milano, mi dice che è delle Ferrovie dello Stato, e che Gigetto non è competenza sua, ma di Tper a Bologna. Chiamo il numero verde a Bologna e mi dicono di chiamare Fer. La chiamata a Fer è a vuoto. Trovo una mail per la segnalazione. Ne trovo un’altra. Mando il messaggio in copia per il contatto. Ed entrambe mi tornano indietro: servizio non attivo. Si legge: “La ringraziamo e terremo conto della segnalazione per accedere a questo sito”. Torno a Tper.it e trovo un numero di telefono per “Assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotte”. Mi rimanda di nuovo a Sala Blu. Chiamo, mi ridanno il numero verde di Tper, telefono, “Restate in attesa dell’operatore”, cade sempre la linea. Non so quanti tentativi a vuoto: capisco che il numero è disattivato. Torno sul sito e alla voce “accessibilità” trovo un numero verde di Fer. Lo chiamo, mi rimanda alla mail, trovo un indirizzo e mando segnalazione anche in copia. Alla fine, riesco a parlare con un’operatrice del call center. Mi ascolta. Si consulta coi colleghi e mi richiama. Mi dice che devo comunicare 72 ore prima i miei spostamenti per ogni salita e la discesa dal treno. Ce l’ho fatta. Anche se 72 ore prima è davvero tanto. E il giorno dopo un suo collega mi dice che c’è un equivoco… non avevo bisogno di un accompagnatore, ma volevo rispettare queste regole fatte da loro. Ora so che è impossibile. Nel frattempo, mi è capitato di prendere Gigetto e un capotreno gentile mi ha aiutato ad attraversare i binari». di Carlo Gregori LA GAZZETTA DI MODENA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Auto elettriche e portatori disabilità, carica problematica

16 Marzo 2021, 10:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Auto elettrica, il problema non è la colonnina: 9 su 10 ricaricano a casa

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non solo guidatori di vetture adattate per portatori di handicap, ma anche guidatori di età avanzata e persone che soffrono di artrite, malattie muscolari o che hanno un controllo motorio compromesso. Per tutte queste categorie il passaggio alla mobilità elettrica - che sembra ormai avere scadenze temporali ben definite - potrebbe essere un grave problema, proprio per la scarsa (o addirittura nulla) accessibilità delle colonnine pubbliche di ricarica. Uno studio pubblicato in Gran Bretagna dal Research Institute for Disabled Consumers (RIDC) rivela le preoccupazioni dei conducenti disabili circa il problema della ricarica dei veicoli 100% a batteria. La maggior parte dei conducenti disabili - secondo l'indagine - è desiderosa di acquistare auto elettriche, ma lo farà solo se le colonnine e i sistemi di collegamento fra auto e rete saranno resi più accessibili. Il rapporto del RIDC evidenizia che due terzi delle persone disabili temono di trovare la ricarica delle auto elettriche "difficile o molto difficile da effettuare" nella sua forma attuale. Vari aspetti del normale processo di ricarica sono stati identificati come potenzialmente problematici per i conducenti con disabilità fisica, in particolare la rimozione del cavo di ricarica dall'auto, l'inserimento dello spinotto e gli spostamenti tra l'auto e la colonnina di ricarica. Circa il 54% degli intervistati al sondaggio - che è stato commissionato Urban Foresight, fornitore di colonnine urbane pop-up che fuoriescono dalla sede stradale al momento dell'uso - ha affermato che sollevare il cavo di ricarica dal bagagliaio e poi collegarlo può essere 'difficile' o 'molto difficile' da fare. Un ulteriore 41% teme di dover faticare troppo per portare il cavo al caricabatterie, a cui si aggiungono due terzi (66%) che esprimono preoccupazioni sui pericoli di inciampo e sulle barriere attorno la colonnina. Altre questioni sollevate includono la preoccupazione per il collegamento di cavi pesanti e punti di connessione di ricarica fuori portata e quindi inutilizzabili per gli utenti di sedie a rotelle. La maggior parte (61%) delle persone anziane e disabili - comprese le persone che soffrono di artrite, malattie muscolari o controllo motorio compromesso, o che si stanno riprendendo da un ictus - esprimono il desiderio di possedere un veicolo elettrico, ma sono scoraggiate dalla prospettiva di difficoltà di ricarica. Mike Jones, un utilizzatore di sedia a rotelle di 52 anni e proprietario di un'auto elettrica, ha dichiarato: "Volevo un modello a batteria poiché sono ansioso di fare la mia parte per proteggere l'ambiente, e mi va bene, dato che faccio principalmente piccoli viaggi. Sono rimasto deluso, tuttavia, dalla mancanza di punti di ricarica pubblici vicino a dove vivo e dal fatto che le strutture di ricarica non sono progettate per gli utenti su sedia a rotelle, in quanto di solito non c'è molto spazio per manovrare". ANSA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO In carrozzina per svelare le magagne della città ancora piena di barriere

13 Marzo 2021, 11:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA AREZZO. Lui non perdona, non perdona mai. Severino Baldi, musicista aretino e noto personaggio, ama talmente la sua città e i suoi abitanti che è il primo a farli conoscere e a presentarli ai suoi amici su Facebook con foto e video, ma è anche il primo a segnalare quello che non va. Con la sua carrozzina elettrica pattuglia le strade del centro ogni giorno e quando c'è qualcosa che non va bene lo fa subito sapere. Naturalmente la sua attenzione è rivolta soprattutto contro le trascuratezze del centro storico e contro le barriere architettoniche che conosce benissimo perché deve affrontarle ogni giorno. E così ieri ha girato un video in cui dimostra come e perché la nuova pedana montata in Piazza Grande, e che crea un accesso per disabili alle Logge Vasari, non va bene. La nuova rampa è stata sistemata nel tratto iniziale delle Logge verso la Piaggia di San Martino proprio davanti al ristorante La lancia d'oro, totalmente in metallo con un corrimano che richiama quello lungo le Logge con pomelli in ottone, ma che richiede una manovra un po' complicata per chi usa una carrozzina per disabili a motore, costringendo a una traiettoria con due curve a gomito sia per entrare sia per uscire, e con uno scalino non protetto che rischia di essere pericoloso. «Ero ancora un ragazzo quando sollecitavo l'intervento del Comune perché agevolasse i portatori di handicap consentendo loro di poter entrare nelle logge del Vasari - attacca subito Baldi - visto che non era stato fatto niente il titolare del ristorante Maurizio Fazzuoli aveva messo una pedana per superare lo scalino. Poi, ogni tanto, la pedana spariva e riappariva, fino a quando l'amministrazione comunale ha messo questa nuova rampa che fra l'altro, a mio gusto, stona con la bellezza della piazza. Ma questo è una questione di gusto mio e quindi un mio problema. Il problema serio è per chi la deve usare». E' proprio Severino Baldi a spiegare perché girando il video in cui sale e scende dalla pedana: «Lì si sale solo con una carrozzina perché con una motoretta elettrica di quelle moderne fatte ad hoc non si gira, credetemi perché ho fatto le prove. Se nonostante tutte le manovre si riesce ad entrare per andare ai ristoranti e si esce che è buio, si deve porre molta attenzione, perché se non si gira subito a destra ma si va dritto o si sbaglia manovra si trova uno scalino alto, non protetto dal corrimano, e si rischia di cadere di sotto. E a quel punto è normale che si chiedano i danni al Comune. Quello che vorrei sapere è perché quando si fanno questi interventi non si chiede a chi le cose le sa perché le prova e le testa sulla propria pelle. Bastava una semplice rampa, diritta, senza tante curve». di Silvia Bardi LA NAZIONE

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