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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

SEZ DISABILITà NEWS A Ostia i ragazzi autistici imparano a fare i barman

26 Novembre 2015, 16:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ DISABILITà NEWS A Ostia i ragazzi autistici imparano a fare i barman

INSERITO DA MORENA MOTTA È partito ad Ostia il corso per barman con disabilità. Rivolto a ragazzi autistici e con handicap, è organizzato dall’Anffas nell’ambito di una serie di iniziative formative che si svolgono in uno stabile confiscato alla mafia nel X Municipio. La parte teorica di questo percorso per diventare baristi e banchisti bar terminerà il prossimo 22 dicembre con un attestato di merito. Seguirà, dopo una valutazione delle specifiche competenze professionali acquisite dai partecipanti, un tirocinio della durata di circa un mese. Tra le tante mansioni che i ragazzi impareranno: saper fare un caffè (ristretto, lungo, americano, macchiato caldo/freddo, caffè latte, marocchino), conoscere la miscela, utilizzare la lavastoviglie, servire un thè, montare il latte per il cappuccino, fare cocktail sia alcolici che analcolici (uso dello shaker, fabbricatore di ghiaccio…). L’obiettivo è quello di promuovere un inserimento lavorativo stabile dei disabili, come anche previsto dalla normativa nazionale (legge 68/99).

FONTE di Roberta Lunghini WEST-INFO.EU 26/11/2015 16:47

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SEZ. DISABILITA NEWS Tecnologie e disabilità: soluzioni per il lavoro

25 Novembre 2015, 16:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Tecnologie e disabilità: soluzioni per il lavoro

INSERITO DA ANGELA CECERE Sarà questo il tema dell’interessante convegno previsto per il 27 novembre a Milano, presso il nuovo Centro Polifunzionale Spazio Vita, realizzato dall’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda. L’incontro è stato promosso dalla Fondazione ASPHI (Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l’Informatica), in collaborazione con la Cooperativa Spazio Vita Niguarda e con il supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Milano Bicocca

Sarà decisamente un evento interessante e di grande sostanza culturale, quello promosso per venerdì 27 novembre a Milano dallaFondazione ASPHI(Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l’Informatica), in collaborazione con la Cooperativa Spazio Vita Niguarda e con il supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Milano Bicocca. Si tratta del convegno intitolato Tecnologie e disabilità. Soluzioni per il lavoro, in programma presso il nuovo Centro Polifunzionale Spazio Vita, all’interno dell’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (ore 9.30-17).

«L’incontro – spiegano i promotori – sarà l’occasione per condividere la competenza, l’esperienza e i risultati maturati in progetti di inclusione lavorativa e sociale di persone condisabilità motorie gravi, in particolare da mielolesione, anche attraverso sessioni dimostrative. In particolare vi si discuterà il tema della formazione professionale e della riqualifica del lavoratore con disabilità motoria grave nel mondo del lavoro, con riferimento all’adattamento del posto di lavoro, all’utilizzo delle tecnologie assistive e alla domotica per il miglioramento della qualità di vita. Attraverso una visita guidata, inoltre, ci sarà per i presenti l’opportunità di apprezzare le tecnologie e il loro utilizzo». (S.B.)

SUPERANDO

25.11.2015 16.47

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SEZ DISABILITà NEWS Autobus inaccessibili e barriere architettoniche La Palermo Unesco che dimentica i disabili

24 Novembre 2015, 16:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ DISABILITà NEWS Autobus inaccessibili e barriere architettoniche La Palermo Unesco che dimentica i disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA C’è chi aspetta ore. E chi l’autobus se lo vede passare davanti senza avere la possibilità di prenderlo. Per un disabile che vive a Palermo muoversi con i mezzi dell’Amat resta un’impresa difficile. Di più. Un calvario. «I disservizi si registrano in tutta la città, anche se a soffrire di più sono le periferie» dice Filippo Santamaria, presidente dell’associazione per i diritti dei disabili Who is Handy?. Lui è fortunato. Il deambulatore gli consente una maggiore libertà di movimento. Ma chi vive su una carrozzina si scontra ogni giorno con difficoltà crescenti. «Pedane rotte o malfunzionanti, che gli autisti talvolta non sanno neppure come manovrare - racconta - e mezzi che spesso non si fermano per far salire a bordo i disabili». Se le pedane elettriche non funzionano gli autisti devono fermare il bus, scendere e azionare quella manuale. Un’operazione che diventa complessa soprattutto nelle ore di punta. «Così spesso gli autisti ci dicono di aspettare il prossimo mezzo, nella speranza che salire a bordo sia più facile» denuncia Santamaria.

Lo scorso luglio Carlo Dones, consigliere dell’Ottava circoscrizione di Sinistra ecologia e libertà, ha inviato una nota al Comune elencando le criticità legate agli scivoli di accesso agli autobus. «I dati che Palazzo delle Aquile mi ha fornito sono allarmanti - dice -: su 156 mezzi controllati dall’azienda di trasporti nel bimestre settembre-ottobre il 23 per cento riscontrava guasti alle pedane mobili che servono per accogliere a bordo chi ha problemi deambulatori». La percentuale di malfunzionamenti aumenta di mese in mese. Così, ad esempio, sempre in base ai numeri forniti dal Comune, nel bimestre gennaio-febbraio di quest’anno i disservizi hanno raggiunto quota 20 per cento, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2014. A settembre-ottobre dello scorso anno, invece, su 136 mezzi controllati i disservizi erano pari al 10 per cento. «Rispetto ai primi due mesi dello scorso anno la percentuale è aumentata del 130 per cento - denuncia Dones -. Bisogna prestare maggiore attenzione a questo tema e adottare tutti i provvedimenti in grado di invertire questa tendenza. Quando si valuta la qualità dei servizi pubblici offerti alla città lo si fa considerando anche l’accessibilità per i soggetti disagiati».

Persino ottenere il pass per i disabili diventa un’odissea. «Occorre recarsi di persona in piazzale Giotto e se si vive all’altro capo della città si possono impiegare ore. Così in molti rinunciano». Nella Palermo dell’Unesco l’attenzione ai diversamente abili resta bassa. Almeno nei fatti. «I mezzi pubblici non accessibili sono solo uno dei problemi perché mancano le cose basilari - dice ancora Santamaria -. In piazza Verdi, nel cuore della città, davanti alla rivendita di tabacchi Ribaudo, ad esempio, c’è uno scivolo con una pendenza del 12 per cento: chi è in carrozzina rischia di cadere a meno che non sia accompagnato. Poco distante l’ufficio postale resta inaccessibile ai diversamente abili a causa di un gradino alto 40 centimetri che può diventare una barriera architettonica anche per un anziano. Per non parlare delle rampe dedicate ai disabili perennemente occupate da auto e bancarelle».

Pensare una città a misura di disabile è impossibile senza il coinvolgimento dei diretti interessati. «Mi ero offerto di fornire assistenza gratuita perché Palermo diventasse la prima città in Italia a legiferare in favore dei disabili dopo aver ascoltato chi vive quotidianamente disservizi e criticità, ma non ho ottenuto nessuna risposta» dice ancora Santamaria. Per il presidente di Who is Handy? la prima cosa da fare è «un censimento dei disabili» magari coinvolgendo l’ufficio Statistica dell’Università attraverso un protocollo d’intesa. Il secondo passo sarebbe «uno screening delle capacità psico/fisiche di questa popolazione che fornirebbe una risposta sui bisogni. Per avere un’idea di quanti sono i disabili in città il Comune potrebbe intanto analizzare il dato delle pensioni di accompagnamento. Il problema è che l’Amministrazione Orlando dimostra solidarietà nei nostri confronti solo a parole e non nei fatti. Oggi molti disabili sono arrabbiati e sfiduciati. La politica li ha usati come un bacino elettorale, salvo poi dimenticarsi di loro».

Eppure un altro modo di vivere è possibile. Un esempio arriva proprio dall’Università. «In questo campo è un’eccellenza - assicura Santamaria -. Il 5 marzo del 1999 è stato istituito il Cud, Centro universitario per le disabilità, grazie all’intuizione del professore Gianfranco Cupidi. È il primo in Italia e il quarto in Europa e offre servizi e assistenza gratis agli studenti disabili, accompagnandoli in un’attività di tutoraggio che fa di Palermo un esempio in tutta Europa». Proprio dentro l’Ateneo operano i 50 collaboratori dell’associazione Who is Handy?. «Io sono stato il primo a essere aiutato da questo servizio – conclude – e negli anni tantissimi ragazzi hanno potuto contare su un sostegno importante».

FONTE di Rossana Lo Castro MERIDIONEWS 24/11/2015 16:47

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SEZ. DISABILITA NEWS La strenua difesa del “modello Sardegna” sull’assistenza

23 Novembre 2015, 17:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS La strenua difesa del “modello Sardegna” sull’assistenza

INSERITO DA ANGELA CECERE «Il “modello Sardegna” nell’assistenza sociosanitaria è l’unico in Italia che consente la libera scelta dell’assistenza, un sistema virtuoso che però l’attuale Giunta Regionale, purtroppo, vuole demolire, dicendo di volerlo ristrutturare»: con questa dura presa di posizione, Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 Novembre e dell’Associazione Viva la Vita Sardegna, ha lanciato un presidio di protesta per il 24 novembre a Cagliari, che segue, nella fattispecie, una Delibera sulla materia ritenuta quanto meno deludente, approvata dalla Giunta Regionale

Il “modello Sardegna” è l’unico in Italia che è in linea con la Convenzione ONUsui Diritti delle Persone con Disabilità, che consente cioè la libera scelta dell’assistenza. Siamo di fronte a un sistema virtuoso, invidiato da tutte le Regioni, che però l’attuale Giunta Regionale, purtroppo, vuole demolire, dicendo di volerlo ristrutturare». È questa la dura presa di posizione diSalvatore Usala, segretario del Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti) e dell’Associazione Vita la Vita Sardegna, da tempo impegnato con le proprie organizzazioni in questo settore, non solo con iniziative di protesta, ma anche tramiteconcrete proposte di progetti, come quella di cui avevamo riferito qualche settimana fa, riguardante un’iniziativa sperimentale di assistenza domiciliare, volta a qualificare il ruolo del caregiver e dell’assistente familiare, in collaborazione con l’assistenza infermieristica attuale. «Da anni – sottolinea a tal proposito Usala – propongo un progetto concreto che produrrebbe una miglior qualità dell’assistenza delle persone in area critica, e avremmo 4 milioni di risparmi per 170 utenti, un progetto che prevde costi, profili, mansioni, benefìci, obiettivi e finalità».

Ebbene, parte proprio da tale questione la nuova manifestazione di protesta che Usala, insieme ad altre persone con disabilità gravissima, ha annunciato per il 24 novembre, unpresidio permanente davanti alla sede di Cagliari della Regione Sardegna, che prevede anche lo sciopero dell’alimentazione. «Alcuni giorni fa – dichiara infatti il Segretario del Comitato 16 Novembre e di Viva la Vita Sardegna – è stata approvata una Delibera che non dice nulla, non prevedendo né costi, né compiti, né responsabilità». «Siamo stufi di sperimentare, vogliamo una riforma che sia omogenea per tutta la Sardegna», è la conclusione di Usala, che oltre ad attendere risposte concrete dalla Giunta Regionale, preannuncia anche un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) in particolare su due punti, per chiedere cioè «il ripristino di 4.607.000 euro di fondi nazionali riservati, utilizzati impropriamente dalla Regione per pagare fondi ordinari e 24 ore di assistenza infermieristica alle persone con sclerosi laterale amiotrofica e/o in ventilazione assistita, come previsto dalla Delibera di Giunta Regionale 10/43 del 2009, soluzione, questa, che sarebbe per altro ben più dispendiosa di quanto previsto dal nostro progetto».

Un richiamo al cosiddetto “modello Sardegna” nell’assistenza sociosanitaria di cui si parlava inizialmente ci sembra in conclusione doveroso per i Lettori. Basti ricordare che oggi esso riguarda oltre 38.000 piani di sostegno personalizzati in favore di persone con disabilità, con una ricaduta di 15.000 posti di lavoro in tutto il territorio. «Una nuova realtà – è stato scritto recentemente anche su queste pagine – dove la risposta sanitaria, pur nella sua alta specialità, è stata ricondotta ad uno e non più esclusivo obiettivo del modello organizzativo di assistenza, ritenendo utile oggi incidere sulla qualità di vita nella sua complessità, dando forza a una risposta più ampia e più complessa che integra la necessità di salute alla necessità di comunicare, di muoversi e di partecipare alla vita sociale». (S.B.) usala@tiscali.it.

SUPERANDP

23..11.2015 17.57

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SEZ DISABILITà NEWS Scuola non accetta alunno con disabilità, Tar annulla provvedimento

19 Novembre 2015, 15:53pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ DISABILITà NEWS Scuola non accetta alunno con disabilità, Tar annulla provvedimento

INSERITO DA MORENA MOTTA Lieto fine per la vicenda di un ragazzino disabile la cui iscrizione a scuola era stata rigettata dal dirigente dell'Istituto comprensivo Puccini perché la famiglia non era residente all'interno dello "stradario" di competenza della scuola. Il Tar, dopo aver accolto la richiesta di sospensiva dei genitori, si è espresso anche nel merito annullando il provvedimento impugnato. Il bambino, iscritto regolarmente alla scuola primaria Bottego dall'inizio dell'anno grazie alla sospensiva, potrà quindi proseguire il suo percorso scolastico nella scuola ritenuta più idonea alle sue esigenze di integrazione. L'istituto nel cuore del quartiere Cittadella era stato scelto dai genitori insieme a un'equipe medica perché situato vicino alla casa della nonna materna del piccolo e perché privo di barriere architettoniche. Il dirigente però aveva opposto un diniego, perché vi era già un alto numero di domande di iscrizione al tempo pieno per alunni residenti nel comprensorio. Quindi, non sarebbe stato possibile accettare iscrizioni di studenti fuori dallo stradario. I giudici hanno pienamente accolto il ricorso della famiglia, sottolineando che "il criterio dello stradario per decidere delle iscrizioni in una scuola è meramente di natura burocratica e non è fissato da alcuna norma (...) si tratta di un criterio che ha degli indubbi vantaggi pratici ma soprattutto in una visione burocratico-sindacale della scuola perché mortifica la libertà di scelta dei genitori sul presupposto che una scuola vale l'altra per cui è bene iscriversi secondo un criterio di competenza territoriale. Addirittura nel caso di specie si vuole imporre questo criterio anche ad un alunno con handicap per il quale i genitori hanno scelto quella scuola perché ritenuta più idonea e anche perché più vicina all'abitazione della nonna che probabilmente sarà deputata ad occuparsi del nipote in via prioritaria per gli impegni di lavoro dei genitori". La sentenza spiega che l'ordinamento è pieno di norme che prevedono l'integrazione di alunni con disabilità. Un dirigente scolastico non può accettare un numero di iscrizioni superiore a quello delle classi che può formare all'interno di un singolo plesso scolastico, ma "ciò non può costituire un impedimento all'accoglimento di una singola domanda di un alunno svantaggiato". Il Miur, che si era opposto al ricorso, è stato condannato a pagare 3mila euro di spese legali ai ricorrenti.

FONTE di Maria Chiara Perri LA REPUBBLICA 19/11/2015 15:53

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SEZ. DISABILITA NEWS Undici multinazionali si impegnano per il lavoro a persone disabiliC XC

18 Novembre 2015, 17:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Undici multinazionali si impegnano per il lavoro a persone disabiliC XC

INSERITO DA ANGELA CECERE Tra i punti, anche un impegno maggiore a favorire l’accesso al mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettive

Sul fronte disabilità e lavoro, e in particolare sul rapporto aziende-lavoratori disabili, spesso la sensazione è che ci sia un gap incolmabile. La percezione è che nella gran parte dei casi le aziende decidano di assumere persone con disabilità esclusivamente per adempiere all’obbligo di legge relativo alle categorie protette. FOCUS SULLE COMPETENZE - Ma sulla necessità diconcentrarsi sulle capacità di un lavoratore con disabilità (e non sulle sue mancanze) non smette di spendersi chi intende favorire questo dialogo, come l’agenzia JobMetoo, specializzata nel reclutamento lavorativo di persone appartenenti alle categorie protette e con disabilità. Si tratta di un orientamento che alla lunga paga, mostrando come il business possa avere il segno più anche nel momento in cui non esclude la diversità, ma ne fa punto di forza. Su questo si registra una interessante iniziativa che dovrebbe fare scuola: è della fine di ottobre la notizia di un impegno firmato da undici grandi aziende internazionali per favorire l’occupazione di lavoratori con disabilità. I COLOSSI DEL MERCATO - Si tratta di compagnie che impiegano milioni di dipendenti in almeno 170 Paesi: parliamo di colossi come Accenture, Accorhotels, Gruppo Adecco, AXA Group, Gruppo Carrefour, Dow Chemical, Groupe Casino, L’Oréal, Orange, il Gruppo Standard Bank, e Michelin che a Ginevra lo scorso 29 ottobre hanno firmato la Carta dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro per l’inclusione delle persone con handicap. L’impegno firmato da queste aziende è su più fronti: dal rendere i loro luoghi di lavoro accessibili a persone con disabilità, al garantire un trattamento non discriminante sul fronte delle opportunità di impiego, ma anche a garantire una maggiore apertura alle disabilità di tipo mentale, ovvero quelle per le quali c’è meno attenzione su questo fronte.

I PRINCIPI DELLA INCLUSIONE LAVORATIVA - Questi gli impegni e i principi condivisi dai firmatari i quali, aggiungiamo noi, potrebbero essere un punto di partenza anche per aziende italiane. 1. Promuovere e rispettare i diritti delle persone con disabilità attraverso la sensibilizzazione e lotta contro la stigmatizzazione e gli stereotipi di cui sono oggetto 2. Sviluppare politich e pratiche che proteggono le persone disabili da qualsiasi tipo di discriminazione 3. Mettere in atto una parità di trattamento e pari opportunità per le persone con disabilità, fornendo soluzioni che vanno in questa direzione nel processo di reclutamento, sul posto di lavoro, nell'apprendistato, nella la formazione, nel mantenimento del posto di lavoro, nelle possibilità di sviluppo di carriera 4. Rendere progressivamente accessibile ai lavoratori con disabilità comunicazioni e pratiche della compagnia 5. Studiare già misure appropriate ad assicurare il ristorno o il mantenimento del posto di lavoro da parte del lavoratore che diventa disabile 6. Rispettare la privacy delle informazioni personali riguardanti la disabilità del lavoratore 7. Considerare i bisogni delle persone con disabilità che incontrano particolare difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro, incluse le persone con disabilità intellettive o psicosociali 8. Promuovere l’occupazione di persone con disabilità anche presso i propri partner commerciali, compagnie con le quali si collabora e il proprio network, come pure con le organizzazioni che promuovono i diritti delle persone con disabilità 9.Verificare con regolarità la reale efficacia delle politiche e pratiche di inclusione delle disabilità adottate dall’azienda 10. Fornire una relazione sugli sforzi messi in campo dalla società per promuovere l'occupazione delle persone con disabilità di tutte le parti interessate e condividere informazioni ed esperienze con i membri dell'OIL Global Business and Disability Network.

DISABILITA.COM

18.11.2015 17.07

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SEZ DISABILITà NEWS Calcio a disabile stile Bruce-Lee, cade da scale

17 Novembre 2015, 15:42pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ DISABILITà NEWS Calcio a disabile stile Bruce-Lee, cade da scale

INSERITO DA MORENA MOTTA LONDRA – Un uomo parla tranquillamente al telefono fuori da un centro commerciale di Stoke-on-Trent, in Gran Bretagna. E’ un uomo di una certa età, ha un bastone, ed ha evidenti problemi motori. Da dietro, all’improvviso, un altro uomo lo raggiunge e gli assesta un violentissimo calcio alla schiena che lo fa rotolare dalle scale. Non appagato da quella violenza senza senso l’uomo lo raggiunge in fondo alle scale e continua a colpirlo.

Una vicenza che vede come vittima un anziano disabile, Gary Hackney. Prima dell’aggressione si vede come Hackney cerchi di allontanarsi dall’altro uomo, Dean Smith, che poi lo stende con il violento calcio alla “Bruce Lee”.

17/11/2015 15:42

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SEZ. DISABILITA NEWS Riparte l’assistenza specialistica per gli studenti disabili Sono ben 280 gli studenti coinvolti nella Bat

16 Novembre 2015, 16:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Riparte l’assistenza specialistica per gli studenti disabili Sono ben 280 gli studenti coinvolti nella Bat

INSERITO DA ANGELA CECERE Da oggi ripartiranno il servizio di assistenza specialistica socio-educativa, con educatori professionali specializzati, per gli studenti diversamente abili che frequentano le scuole superiori di competenza provinciale ed il servizio di assistenza alla comunicazione della lingua italiana dei segni, in favore degli alunni audiolesi. In totale saranno 280 gli studenti che potranno beneficiare dei due servizi: a 271 di loro sarà garantita l'assistenza specialistica socio-educativa (116 gli educatori professionali specializzati impiegati), oltre ai 9 alunni audiolesi cui sarà garantita l'assistenza alla comunicazione della lingua italiana dei segni (con altrettanti assistenti Lis impiegati). «Come promesso nei giorni scorsi, subito dopo l'approvazione del Bilancio di Previsione per l'anno 2015 e la firma delle convenzioni con gli educatori professionali, da oggi saranno riattivati il servizio di assistenza specialistica socio-educativa, con educatori professionali specializzati, per gli studenti diversamente abili che frequentano le nostre scuole superiori ed il servizio di assistenza alla comunicazione della lingua italiana dei segni, in favore degli alunni audiolesi - ha annunciato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Spina -. Siamo riusciti a soddisfare tutte le esigenze presentateci, stanziando circa 600mila euro per garantire i servizi per l'intero anno scolastico. Non era facile visto il momento complicatissimo che le Province attraversano, ma garantire il diritto allo studio ai nostri giovani affetti da particolari disabilità era per noi un obiettivo prioritario al quale non potevamo sottrarci. Assieme all'assistenza specialistica socio-educativa ed all'assistenza alla comunicazione della lingua italiana dei segni, inoltre, dall'inizio dell'anno scolastico stiamo regolarmente garantendo anche il servizio di trasporto scolastico per 85 studenti diversamente abili che frequentano le nostre scuole superiori». Il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Spina ha poi augurato buon lavoro ai 125 tra educatori ed assistenti Lis che presteranno servizio nelle scuole provinciali, «con l'auspicio e la certezza che sapranno prendersi cura dei ragazzi con la consueta passione e professionalità».

BARLETTAVIVA

16.11.2015 16.07

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SEZ.DISABILITà NEWS Parcheggi per disabili nelle scuole: la proposta di Peruffo La consigliera forzista riferisce di disagi nell'accesso a scuola per gli studenti disabili o infortunati

15 Novembre 2015, 16:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.DISABILITà NEWS Parcheggi per disabili nelle scuole: la proposta di Peruffo La consigliera forzista riferisce di disagi nell'accesso a scuola per gli studenti disabili o infortunati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Garantire le aree di sosta per disabili all’esterno degli istituti scolastici. È questa la richiesta contenuta nell’ultima interpellanza comunale della consigliera Paola Peruffo (gruppo Forza Italia), che riferisce di essere venuta a conoscenza dei problemi di accesso a scuola per una studente temporaneamente costretta alle stampelle a causa di una frattura.

Secondo la Peruffo infatti i genitori della ragazza si trovano “nell’impossibilità di parcheggiare temporaneamente l’autovettura famigliare per la mancanza di un’idonea area per la sosta dei disabili nelle adiacenze della scuola”, mentre “a norma di legge negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni” e che “il requisito di accessibilità si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria”.

La consigliera forzista chiede quindi al sindaco Tiziano Tagliani “se in prossimità delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado sia presente un’area disabili, riservata ai titolai del contrassegno Cude” e “come intenda intervenire affinché negli edifici scolastici venga soddisfatto questo elementare requisito di civiltà”, richiedendo inoltre una copia dell’elenco delle posizioni delle aree Cude nel territorio comunale.

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SEZ DISABILITà NEWS Accessibilità: sindaco, assessori e consiglieri in carrozzina per un giorno

14 Novembre 2015, 15:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ DISABILITà NEWS Accessibilità: sindaco, assessori e consiglieri in carrozzina per un giorno

INSERITO DALLO STAFF TERAMO - Bastano quattro euro per aiutare i disabili della città di Teramo. Con pochissimi soldi l'associazione Carrozzine Determinate, che si batte per i diritti dei disabili, ha acquistato un sacchetto di cemento per asfalto e l'ha regalato all'amministrazione comunale. Il gesto provocatorio ha richiamato l'attenzione del sindaco della città Maurizio Brucchi, di assessori e consiglieri che ieri hanno ripetuto l'esperienza che la settimana scorsa avevano fatto i giornalisti: mettersi su una sedia a rotelle e provare a girare per la città senza incontrare barriere architettoniche. Una missione chiaramente impossibile: uffici pubblici, marciapiedi e negozi anche oggi hanno confermato di essere un ostacolo alla vita dei disabili.

Che per eliminare le barriere architettoniche basti poco l'ha dimostrato la stessa amministrazione, la quale in sette giorni ha già provveduto a mettere a norma la pedana dell'ingresso dei disabili al palazzo del Comune. Ciò non toglie che manca ancora una segnaletica con le informazioni che segnalano l'entrata laterale per i disabili. Guidati dal sindaco, le carrozzine sono arrivate anche nell'aula del consiglio comunale, dove un disabile non può sedersi al posto del primo cittadino o di un consigliere comunale: verrebbe ostacolato non dal voto dei cittadini ma da alcuni gradini di troppo. Un disabile, uomo o donna che sia, in Comune non può andare in bagno né accedere alla stanza in cui si riunisce l'opposizione. La disabilità incontra ostacoli ovunque, non ha colori politici e - come ha detto Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate - "non è né di destra né di sinistra". Neppure gli uffici che si occupano di disabilità si trovano in una struttura accessibile. Prova a entrare nel suo ufficio l'assessora alle Politiche Sociali Valeria Misticoni. Lo fa su una sedia a rotelle e non ci riesce, gradini e citofono, posizionato troppo in alto per una persona in carrozzina, le negano la possibilità di spostarsi dall'ingresso che si affaccia sulla strada continuamente attraversata dalle automobili.

Chiunque, se ogni mattina incontra un ostacolo per andare in un negozio, un ufficio pubblico o al bagno, non vive più. Basta muoversi per la città per capire che l'eccezione a Teramo è il rispetto della legge. E' normale, infatti, che quasi tutti i negozi abbiano all'ingresso uno o più gradini. Il problema non è se la struttura è di vecchia o nuova apertura e quindi quando e chi ha concesso loro la l'autorizzazione ad aprire. Anche un locale di recente apertura discrimina i disabili, accogliendoli con una barriera architettonica e negandogli la possibilità di entrare.

Dal comune alla provincia: stessa situazione. Se a essere responsabile degli edifici pubblici non è più il Comune ma diventa la Provincia il discorso non cambia e la violazione delle norme e dei diritti dei disabili continua. Succede al palazzo che ospita il Provveditorato agli Studi e il Comando provinciale della Polizia. In successione si incontrano: un gradino, un ascensore in cui non entra una carrozzina e una scala d'accesso per disabili che però è diventata il magazzino abusivo di un ristorante. Il consigliere provinciale Maurizio Verna del Pd, unico rappresentante presente all'iniziativa dell'istituzione che sta per chiudere i battenti, ha assicurato che le barriere architettoniche dell'edificio provinciale verranno abbattute. Quando poi ci si sposta all'Ufficio invalidi civili dell'Inps, la pedana, che ha una pendenza superiore al 24 per cento - il limite è l'8 - rischia di far cadere il consigliere del Pd Gianguido D'Alberto che non riesce a mantenere l'equilibrio, nonostante abbia alle braccia più forza rispetto a un vero disabile.

Il comune al fianco dei disabili. Il presidente di Carrozzine Determinate ha chiesto al sindaco di scrivere una lettera ufficiale con la quale farsi portavoce dei problemi dei disabili presso tutti gli altri enti, come l'Inps, la Provincia e le attività commerciali. Il Comune si è schierato a fianco dei disabili. "Condivido la battaglia - ha detto il sindaco - e quella di oggi è stata un iniziativa importante che ci permette di fermarci e riflettere su tematiche a cui non diamo il giusto peso perché presi dalla quotidianità".

La storia di Enzo. La vita di tutti i giorni non è però uguale per tutti e infatti la quotidianità di Enzo, disabile con carrozzina motorizzata è molto più difficile di altre. Enzo abita al terzo piano in un edificio che non ha un ascensore. Riesce a salire grazie ai suoi amici che lo portano su di peso per tre piani. Enzo dice di voler essere trattato "come una persona umana e non un animale". "Io per andare al bagno mi devo portare, scusate il termine, - dice Enzo rivolgendosi al sindaco - ‘il pappagallo', perché in questa città non c'è un bagno per i disabili oppure ci sono bagni in cui non entra la carrozzina. Se voglio mangiare una pizza c'è un solo locale in cui posso andare, perché ha una semplice pedana che costa 30 euro. Queste cose - conclude Enzo - le devono fare tutti i negozi e i luoghi pubblici altrimenti io mi incateno davanti al comune".

Censire il disagio. Per capire quali sono le priorità su cui intervenire bisognerebbe prima di tutto rendersi conto di quante e quali barriere architettoniche ci sono nella città di Teramo. Per farlo Carrozzine Determinate ha chiesto un censimento di tutte le situazioni di disagio esistenti. "Non è il singolo problema che deve essere risolto, ma ci vuole una pianificazione generale - ha ribadito anche il consigliere d'opposizione D'Alberto -. Più volte abbiamo chiesto di inserire risorse per l'abbattimento delle barriere nel piano delle opere pubbliche e di approvare il Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche)".

Sarà necessario anche capire quanti fondi ci vogliono per fare di Teramo una città a norma. Il sindaco ha assicurato che "i soldi non sono un problema, si troveranno". A fine giornata il presidente di Carrozzine Determinate ha stilato un bilancio positivo. Il prossimo 3 dicembre, in occasione della giornata sulla disabilità, ci sarà un consiglio comunale straordinario sul problema come chiesto dall'associazione. "Tra sei mesi chiederemo al sindaco di portaci lui in giro per vedere come è cambiata la città - ha detto Ferrante - e verificare che fine ha fatto ogni singola barriera architettonica, che è una violazione dei diritti dell'uomo e non dell'urbanistica".

FONTE di Lisa D'Ignazio SUPERABILE 14/11/2015 15:09

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